22 ottobre, 2010

A Palazzo Valentini la mostra di Giovanni Profumo


A Palazzo Valentini la mostra di Giovanni Profumo

È stata inaugurata, presso la sala Egon Von Fürstenberg di Palazzo Valentini, la mostra “Il tempo è degli Uomini”, retrospettiva sull’artista ligure Giovanni Profumo che restituisce al pubblico la quarantennale attività del pittore genovese nato nel 1935 e morto nel 1997.
La Mostra di Giovanni Profumo è patrocinata dalla Provincia di Roma.
Hanno dato il patrocinio anche il Comune di Roma, la Regione Lazio, il Comune di Genova, la Provincia di Genova, la Regione Liguria.
Il catalogo è a cura di Raffaele Bedarida.
La mostra sarà aperta al pubblico sino al 30 ottobre con il seguente orario: lunedì – venerdì dalle 10.00 alle 19.00; sabato dalle 10.00 alle 13.00.

La mostra racconta la costante ricerca dell’artista incentrata sul tema della luce, che ispira e sostiene la sua intera produzione: dalle opere figurative degli anni '50 che rielaborano l’eredità del tonalismo ligure, alle prove ultime dove lo schema compositivo è semplificato a quasi niente e la gamma dei colori ridotta a vibrazioni tonali minime.

Dopo la retrospettiva del 1998 presso la Loggia della Mercanzia a Genova curata da Germano Beringheli, la mostra di Giovanni Profumo a Palazzo Valentini vede protagoniste circa trenta opere provenienti da importanti collezioni private nazionali e internazionali. Poiché l’artista, per tutta la sua carriera, ha evitato sistematicamente di datare le sue tele rimuovendole cosi da una linea temporale quantificabile, il percorso espositivo evita a sua volta un criterio di ricostruzione cronologica. Si privilegia dunque la copiosa produzione degli anni Novanta tutta giocata per sottili varianti luminose su schemi compositivi fissi. I decenni precedenti sono testimoniati da un ristretto nucleo di opere, dove la presenza di elementi formali si configura come ulteriore mezzo di approfondimento del tema della luce.

Durante gli anni Sessanta Profumo si stabilisce a Roma per diversi anni, proponendo una riflessione originale rispetto alla cultura artistica dominante nella capitale. Come scrive Raffaele Bedarida, curatore del catalogo che accompagna la presente mostra “è verso un superamento dialettico dell’informale che si svolge la ricerca pittorica di Profumo nei primi anni Sessanta”; nel decennio successivo tornerà invece alla figura per poi progressivamente riprendere volumi e piani geometrici bidimensionali, fino all’intensa ultima fase di ricerca al limite del monocromatismo ben documentata dalla presente mostra.

All’inaugurazione della mostra sono intervenuti il presidente della Commissione Cultura della Provincia di Roma Pino Battaglia; il vicepresidente della Commissione Cultura del Comune di Roma Paolo Masini; l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Andrea Ranieri; la presidente del Muma, Istituzione Musei del Mare e della Navigazione, del Comune di Genova Maria Paola Profumo.

PROMEMORIA 22 ottobre 1942 gli alleati compiono un devastante bombardamento sulla città di Genova.


Seconda guerra mondiale: gli alleati compiono un devastante bombardamento sulla città di Genova che si protrae per tutta la notte uccidendo parecchie centinaia di civili, spazzando via gli antichi sestrieri e annientando patrimonio artistico della città. Viene rasa al suolo la Galleria delle Grazie e i 354 rifugiati al suo interno.

21 ottobre, 2010

Salone dell’Editoria Sociale allo spazio Ex Gil di Trastevere


Salone dell’Editoria Sociale allo spazio Ex Gil di Trastevere

Oltre 30 editori e più di 50 organizzazioni no-profit presenti, 32 tavole rotonde, presentazioni di libri e incontri, 107 autori e scrittori ospiti, 3 giorni di dibattiti, proiezioni e conferenze. Sono questi i numeri del Salone dell’editoria sociale che parlerà di welfare e crisi economica, lavoro e immigrazione, altra economia ma anche un 'processo alla scuola', un dibattito sulla crisi del sistema educativo.

L’appuntamento è fissato presso lo spazio ex Gil a Trastevere, dal 22 al 24 ottobre, per la seconda edizione del Salone dell'editoria sociale. Saranno affrontate anche le questioni della storia d'Italia (Risorgimento e Resistenza), del dialogo interreligioso e del ruolo dei media attraverso 32 tavole rotonde, presentazioni di libri e conferenze con un totale di 107 autori e scrittori ospiti.

L'iniziativa è stata presentata ieri a Palazzo Valentini dagli assessori provinciali alla Cultura, alle Politiche Sociali e al Lavoro, Cecilia D'Elia, Claudio Cecchini e Massimiliano Smeriglio.

''Le case editrici - ha detto D'Elia - hanno il ruolo di porre le domande giuste ai politici e a chi lavora con la società che si trasforma. Ci sono molti motivi per sostenere questo Salone visto che l'Italia è un paese in cui si legge poco e sono in diminuzione i libri venduti''.

Esprimendo la volontà di rendere l'iniziativa un appuntamento fisso, Cecchini ha ricordato che ''il settore del sociale attraverso la sua produzione culturale serve a educare l'opinione pubblica''.

Smeriglio ha infine sottolineato che il Salone ''è un volano per la creazione di nuove opportunità lavorative. Ci sono settori strategici come questo che non sono inseriti nell' agenda politica del Paese''.

Nel corso della manifestazione sarà presentato un rapporto sull'editoria sociale in Italia curato dalla casa editrice 'Gli Asini' e basato sulla proiezione di dati Istat.

Nel 2009 sono stati 60mila i titoli pubblicati con una tiratura di 90 milioni di copie, il 90% delle quali distribuite gratuitamente con prevalenza su scuola, cultura e sport.

Per maggiori informazioni http://www.editoriasociale.info .

PROMEMORIA 21 ottobre 1945 - In Francia le donne vanno a votare per la prima volta


In Francia le donne vanno a votare per la prima volta

20 ottobre, 2010

Capitale Metropolitana. Periferie Comuni: presentato il rapporto di studio sulla condizione sociale, economica e territoriale


Capitale Metropolitana. Periferie Comuni: presentato il rapporto di studio sulla condizione sociale, economica e territoriale

Aumenta la popolazione nel territorio provinciale di Roma. Negli ultimi dieci anni, infatti, si e' registrato un incremento demografico del +12,2%. Questa dinamica si è però concentrata in modo particolarmente sensibile nella prima cintura dove la crescita di residenti (+22,4%) è stata quasi il triplo rispetto a quella registrata nel resto della provincia (+8,9%).

Sono queste le risultanze emerse dall’incontro “Capitale Metropolitana. Periferie Comuni: presentazione del rapporto di studio sulla condizione sociale, economica e territoriale”, iniziativa promossa dalla Provincia di Roma.

La giornata di lavori, cui è intervenuto il presidente dell’Amministrazione provinciale di Roma Nicola Zingaretti, si è tenuta presso l’Auditorium “Ennio Morricone” (Facoltà di Lettere e Filosofia – Università di Roma “Tor Vergata”, via Columbia 1).

Nel programma della giornata i saluti del Rettore dell’Ateneo, Renato Lauro e del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Rino Caputo.

A seguire gli interventi di accademici, esperti, artisti ed amministratori locali. Tra questi si segnalano: Walter Enrico Perandini, sindaco di Ciampino; Carlo Eufemi, sindaco di Ardea; Sandro Medici, presidente del X Municipio di Roma; Maurizio Marcelloni, ordinario di Urbanistica; Franco Salvatori, docente universitario e presidente della Società Geografica Italiana; Enzo Proietti, Direttore Area Territorio di Provinciattiva e l'attore e scrittore Ascanio Celestini.

La Capitale e la periferia ma anche i Comuni limitrofi a Roma analizzati non soltanto dal punto di vista demografico ma anche per quanto concerne i servizi, la soddisfazione economica, spazi pubblici e mobilità. A fronte di un forte aumento demografico, il rapporto mette in evidenza carenze strutturali nelle funzioni per la cultura e lo svago, nella sanità e nei servizi commerciali.

Se però nel complesso la disponibilità di servizi alla popolazione è maggiore di quella rilevata nell'estrema periferia romana, Comuni come Pomezia, Bracciano e Monterotondo, che maggiormente sono cresciuti a livello di residenti, soffrono la carenza di servizi.

Tra le periferie dei Comuni di prima cintura, cultura, svago e aggregazione sociale, sanità, trasporti e scuole sono i servizi che mancano di più. Tra gli esiti della ricerca anche la mancanza di spazi pubblici come le piazze. Nel complesso, infatti, nei Comuni di prima cintura si contano 0,8% per ogni 1.000 abitanti. Altro aspetto considerato, l'accessibilità e la velocità di connessione alla rete Internet. In diverse aree analizzate le infrastrutture telematiche sono ancora inadeguate a soddisfare la domanda e, secondo il rapporto, "rappresentano un freno alle potenzialità di sviluppo del territorio".

Un altro aspetto considerato dal rapporto formato e' quello legato alla mobilità. Su 1000 residenti intervistati per i 24 quartieri presi in considerazione tra Roma ed i comuni della provincia di prima cintura, emerge che il 40,2% delle persone sentite e' costretto a recarsi quotidianamente nella Capitale per raggiungere il proprio posto di lavoro. Il dato e' ancora più marcato (53,6% del totale) tra gli studenti delle scuole superiori e universitari. Diffuso trasversalmente alle comunità locali, il pendolarismo su Roma e' particolarmente accentuato tra i componenti delle famiglie di recente insediamento.

"Bisogna fare molto - ha spiegato il presidente Zingaretti - ma bisogna pensare a quello che si deve fare. C'è stata un'esplosione di residenzialità senza servizi con un eccesso di mobilità di fronte alla quale occorre investire".

Per Zingaretti, in particolare, "si deve puntate al trasporto su ferro con nuove tecnologie e togliendo i passaggi a livello e ad una mobilità più efficace. E poi dobbiamo esaltare la vocazione dei territori perché l'economia si trova sui territori ma spesso non viene utilizzata”.

“Negli anni scorsi - ha proseguito ancora il presidente della Provincia di Roma - c'è stato uno sviluppo demografico che ha distrutto i paesaggi ed i territori. Dobbiamo invertire la tendenza: l'economia cresce se rilanciamo le vocazioni turistiche, archeologiche, enogastronomiche, una ricchezza molto diffusa che spesso non e' conosciuta”.

Quasi la metà del campione preso in considerazione per la realizzazione del rapporto "Capitale metropolitana, periferie comuni", a cura della Provincia di Roma, considera buono il livello di integrazione degli immigrati nei propri comuni. Il 4% ritiene alto l'indice di integrazione mentre per il 20% e' quasi nullo. Inoltre il 69% si dichiara molto d'accordo sulla necessità di favorire l'integrazione contro il 18% che ritiene corretta l'affermazione che 'non ci sia posto per gli immigrati’.

"Quando c'è una buona integrazione - ha detto Zingaretti - gli immigrati non vengono visti come un problema anzi spesso vengono visti come un' opportunità per rivitalizzare l'economia locale e questo fa giustizia delle tante sciocchezze che spesso si dicono per creare paura e lucrare su questo".

PROMEMORIA 20 ottobre 2000 - La Convenzione europea del paesaggio viene ufficialmente sottoscritta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio .


La Convenzione europea del paesaggio viene ufficialmente sottoscritta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze
La Convenzione Europea del Paesaggio è un documento adottato dal Comitato dei Ministri della Cultura e dell'Ambiente del Consiglio d'Europa il 19 luglio 2000, ufficialmente sottoscritto nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze il 20 ottobre 2000.
È stata firmata da ventisette Stati della Comunità Europea e ratificata da dieci, tra cui l'Italia nel 2006.

Definizione di "paesaggio"
« "Paesaggio" designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni. »
(Capitolo 1, art. 1 lettera a)
Oltre a dare una definizione univoca e condivisa di paesaggio, la convenzione dispone i provvedimenti in tema di riconoscimento e tutela, che gli stati membri si impegnano ad applicare. Vengono definite le politiche, gli obiettivi, la salvaguardia e la gestione relativi al patrimonio paesaggistico, riconosciuta la sua importanza culturale, ambientale, sociale, storica quale componente del patrimonio europeo ed elemento fondamentale a garantire la qualità della vita delle popolazioni.
Emerge la sua natura antropica, ovvero l'importanza ricoperta dal ruolo dell'azione umana. Il paesaggio è descritto come l'aspetto formale, estetico e percettivo dell'ambiente e del territorio.
La Convenzione prevede la salvaguardia di tutti i paesaggi, indipendentemente da prestabiliti canoni di bellezza o originalità, ed include espressamente:
« ...paesaggi terrestri, le acque interne e marine. Concerne sia i paesaggi che possono essere considerati eccezionali, sia i paesaggi della vita quotidiana sia i paesaggi degradati." »
(art. 2)
Problemi della traduzione italiana [modifica]

La traduzione italiana, disponibile nel sito del ministero, riporta nella definizione di paesaggio un'incongruenza con la versione originale: la precisazione "Paesaggio designa una determinata parte di territorio" non risulta nella versione inglese ("Landscape means an area, as perceived..."), mentre in quella francese si definisce "una parte di territorio" ("une parte de territoire") in cui la determinazione avviene tramite la percezione della popolazione, come definito in seguito. Determinare per definizione un territorio non ha senso, perché secondo la Convenzione tutto il territorio è paesaggio; la precisazione quindi è un probabile retaggio del concetto italiano di paesaggio inteso come bellezza naturale, così disciplinato dalla legge 1497/39 sulla "protezione delle bellezze naturali". È quindi preferibile la seguente versione in italiano:
« Zona o territorio, quale viene percepito dagli abitanti del luogo o dai visitatori, il cui aspetto o carattere derivano dalle azioni di fattori naturali e/o culturali (antropici) »
(da A.Giordano, Per codice di progetto del paesaggio, in Frames. Frammenti di architettura e paesaggio, 2006, Libreria Internazionale Cortina, Padova)

19 ottobre, 2010

Così vicine, così lontane. Tate, colf e badanti.


Così vicine, così lontane. Tate, colf e badanti.
La prima mostra bibliografica itinerante sul mondo delle badanti.


Apre domani, martedì 19 ottobre presso la Biblioteca comunale di Anzio (viale Anium 7/a), la mostra bibliografica “Così vicine, così lontane. Tate, colf e badanti”. La mostra è costituita da oltre 130 documenti, diari, fiabe, romanzi, biografie, fotografie, manuali, cataloghi di mostre, dizionari, materiali plurilingui, riviste, inchieste e reportage sul tema delle collaboratrici domestiche di oggi e di ieri ma contiene anche un ricco repertorio di film e documentari.

L’esposizione resterà aperta sino al 5 novembre. Questi gli orari per i visitatori: mattina: dal martedi al venerdi 9.00-13.00, sabato 9.00-12.00; pomeriggio: dal lunedi al giovedi 15.00 - 18.30, venerdi 15.00 - 18.00

“La mostra – dichiara l’assessore Cecilia D’Elia – girerà in tutte le otto “Biblioteche del mondo” della Provincia di Roma ma è disponibile per enti, associazioni e istituzioni culturali. Questa iniziativa è dedicata alle badanti e al valore del loro lavoro che tante famiglie italiane sperimentano ogni giorno. Queste donne, che vivono così vicino alle nostre esigenze e così lontano dai loro affetti e ricordi, sono per la nostra società un tesoro umano e culturale, nonché economico spesso dimenticato. Si inseriscono nelle strutture familiari, ne condividono l’intimità, partecipano alle dinamiche intergenerazionali, incrociano i consumi, gli stili di vita, i comportamenti degli italiani. L’integrazione è un fatto, oltre che una necessità e una forza di rinnovamento sociale e civile. In mostra documenti e testi di struggente umanità che fanno battere il cuore a tutte e a tutti, italiani e stranieri, vicini e lontani”.

Durante tutta la sua permanenza a Anzio la mostra sarà animata da visite guidate appositamente organizzate per le scuole del territorio.

“Così vicine, così lontane” è un progetto contenitore, in progress: il suo patrimonio documentario si integrerà con materiali, anche inediti, storie di vita,diari, lettere, raccolti nel territorio man mano che la mostra svolgerà il suo percorso nella provincia di Roma.

La mostra è suddivisa in 5 sezioni: Da Cenerentola a Mary Poppins: Fiabe, storie e romanzi per bambini e ragazzi; Le avventure di una badante rumena, il diario di una domestica indiana: Romanzi, racconti, storie di vita; Quando in Italia c’erano le balie: Saggi, ricerche, cataloghi di mostre; Ritratto di famiglia italiana con badante: Manuali,dizionari, materiali plurilingui; Una stanza tutta per sé: Giornali, riviste,film, documentari.

“Cosi vicine, cosi lontane” è ideata e curata da Vinicio Ongini, autore di libri per l'infanzia ed esperto di intercultura;l’organizzazione e il coordinamento sono a cura del Sistema Bibliotecario Provincia della Provincia di Roma.

Contestualmente all’itinerario della mostra si svolgerà una ricerca qualitativa, in collaborazione con le Associazioni di donne immigrate LIPA e NoDi, sui consumi e i bisogni culturali di tate, colf e badanti.

PROMEMORIA 19 ottobre 1933 - La Germania esce dalla Società delle Nazioni


La Germania esce dalla Società delle Nazioni
La Germania abbandona la Conferenza internazionale per il disarmo ed esce dalla Società delle Nazioni.
Il partito nazista ando' al potere ,dopo elezioni "democratiche",e Hitler decise che non avrebbe reso conto delle sue azioni ad altri paesi...era ovviamente ostile a parecchi paesi che ne facevano parte in primis Francia e Gran Bretagna ovviamente per via del trattamento che avevano riservato alla Germania dopo la Grande Guerra
Naturalmente il Führer non voleva essere un membro di una organizzazione che limitasse le sue imprese militari in programma.

18 ottobre, 2010

Reddito Minimo Garantito: nota esplicativa


Reddito Minimo Garantito: nota esplicativa

La Regione Lazio il 17 settembre 2010 ha richiesto a tutte le Province, compresa quella di Roma – con riferimento all’art. 6 della legge regionale n.4/2009 - un’ulteriore verifica relativa agli eventuali redditi lavorativi dei beneficiari nel periodo gennaio-settembre 2010 ed ha notificato le modalità di erogazione del Reddito Minimo Garantito.

La Provincia di Roma ha già completato tale verifica per 3.675 nominativi dei 4.269 ammessi al beneficio, provvedendo alla trasmissione del relativo elenco alla Regione Lazio in data odierna, 18 ottobre 2010. I rimanenti 594 nominativi verranno trasmessi alla Regione non appena espletate le verifiche necessarie (presumibilmente entro il 15 novembre 2010).

Le modalità di erogazione saranno le seguenti:

• il pagamento del beneficio avverrà a cura di Poste Italiane SpA, nel rispetto della graduatoria definitiva pubblicata dalla Provincia di Roma, fino ad esaurimento delle risorse finanziarie complessivamente assegnate dalla Regione Lazio alla Provincia di Roma;

• i beneficiari che hanno diritto, su base annua, ad importi tra € 1.201,00 e € 7.000,00 riceveranno l’erogazione in sei rate ognuna delle quali sarà costituita dall’importo di due mensilità;

• i beneficiari che hanno diritto, su base annua, ad importi fino a € 1.200,00 riceveranno l’erogazione in un’unica soluzione;

• tutte le erogazioni avverranno a partire dal 15 di ogni mese;

• i cittadini beneficiari dovranno recarsi personalmente presso un qualsiasi ufficio postale della Regione Lazio (sono circa 800) o in qualsiasi altro ufficio postale italiano muniti di un documento di identità e del proprio codice fiscale entro 40 giorni dalla disposizione dei singoli pagamenti;

• tutti i beneficiari riceveranno dalla Provincia di Roma, entro il mese di dicembre 2010, una lettera raccomandata in cui verranno specificate le tempistiche di erogazione del beneficio.


I cittadini ammissibili al contributo, che sono stati convocati a partire da settembre 2010, a seguito dello scorrimento della graduatoria ed al fine di utilizzare le risorse economiche ancora disponibili, dovranno attendere la valutazione della documentazione consegnata e la pubblicazione ufficiale del loro punteggio e dell’eventuale beneficio spettante. Le modalità di erogazione del sussidio saranno le medesime di quelle sopra indicate.

PROMEMORIA 18 ottobre 1810 - Viene fondata la Scuola Normale Superiore di Pisa


Viene fondata la Scuola Normale Superiore di Pisa
La Scuola normale superiore di Pisa è un centro di formazione e di ricerca pubblico, corrispondente italiano dell'École Normale Supérieure di Parigi e modello per le altre scuole superiori universitarie. È una delle tre scuole superiori riconosciute e dotate di autonomia.
La Scuola normale superiore nacque ufficialmente, per decreto napoleonico, il 18 ottobre 1810, come succursale dell'École Normale Supérieure di Parigi per i paesi in cui era autorizzato l'uso della lingua italiana, ma solo nel 1813 cominciò veramente la sua attività, volta soprattutto alla formazione degli insegnanti di scuola media superiore.


Il primo regolamento della scuola
Collocata presso il convento di San Silvestro di Pisa, ebbe un "Regolamento di disciplina" che ricalcava quello della scuola francese di riferimento, indicando con precisione ammissioni, occupazioni, castighi, ricompense e persino il vestiario degli studenti[1]
L'abdicazione di Napoleone e la restaurazione granducale dei Lorena portò alla chiusura della nuova scuola dopo un solo anno.
Nel 1846 la Scuola normale superiore fu rifondata per volontà del granduca Leopoldo II di Lorena, con la funzione di “semenzaio dei professori e dei maestri delle scuole secondarie del granducato”. Nella denominazione originaria di “Scuola normale”, l'aggettivo si riferiva a quella che era la sua funzione didattica primaria, di trasmettere "norme"[2]: l'appellativo di "superiore" era quindi legato alla preparazione per l'insegnamento secondario.
L'istituto, ospitato dall'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano e inaugurato il 15 novembre 1847, conservava ben poco dell'ordinamento d'epoca napoleonica, presentandosi più come un'appendice assistenziale dell'Università pisana.
Nel 1862 la Scuola assunse carattere nazionale e prese il nome di "Scuola normale del Regno d'Italia". Con la fondazione delle due riviste (Annali della classe di scienze nel 1871 e Annali della classe di lettere e filosofia nel 1873) ebbe inizio l'attività editoriale della Scuola. Con lo sviluppo del corso di perfezionamento la Scuola andò sempre più assumendo, accanto alla funzione di collegio universitario, quello di istituto superiore di formazione scientifica e di ricerca. Questo carattere venne acquisito ufficialmente, insieme con l'autonomia amministrativa, nel 1932, soprattutto grazie all'azione di Giovanni Gentile.
Nel periodo fascista la Scuola normale proseguì la propria attività didattica e di ricerca.
Alla funzione della scuola di preparare all'insegnamento secondario, si è progressivamente affiancata quella di formare i futuri ricercatori e docenti universitari. Nel 1959 è stata istituita una sezione femminile nell'allora ricostruito Collegio Timpano per consentire anche alle donne di vivere presso la scuola.

17 ottobre, 2010

PROMEMORIA 17 ottobre 1933 - Albert Einstein, scappa dalla Germania Nazista e si sposta negli USA


Albert Einstein, scappa dalla Germania Nazista e si sposta negli USA
Si trasferì in America a causa delle persecuzioni antisemite che già imperversavano in Germania e in Europa.
Infatti quando Adolf Hitler salì al potere nel gennaio 1933, Einstein era professore ospite all'Università di Princeton. Nel 1933 i Nazisti promulgarono "La Legge della Restaurazione del servizio Civile" a causa della quale tutti i professori universitari ebrei furono licenziati e durante gli anni trenta fu condotta una campagna dai premi Nobel Philipp von Lenard e Johannes Stark che etichettò i lavori di Einstein come "fisica ebraica", in contrasto con la "fisica tedesca" o "ariana". Nel 1944 a Rignano sull'Arno, in Italia, la moglie e le figlie di suo cugino Robert furono uccise come rappresaglia contro Albert[9] da un reparto di soldati tedeschi delle SS: la strage familiare colpì molto lo scienziato[10] che l'anno successivo perse anche il cugino che si suicidò. Einstein rinunciò alla cittadinanza tedesca e svizzera e restò negli USA fino alla morte. All'Institute for Advanced Study a Princeton proseguì con le sue ricerche, studiando anche alcuni problemi cosmologici e le probabilità delle transizioni atomiche.
Diventò cittadino statunitense nel 1940. Einstein nei suoi ultimi anni di vita tentò di unificare le forze fondamentali allora note, cioè la gravità e l'elettromagnetismo ignorando la forza nucleare debole e la forza nucleare forte. Incidentalmente notiamo che lo studio di queste interazioni era già iniziato; in particolare Enrico Fermi aveva già sviluppato negli anni trenta una teoria basica della forza nucleare debole. Nel 1950 Einstein descrisse la sua teoria di unificazione, poi rivelatasi parzialmente errata, in un articolo della rivista Scientific American.
I vari lavori di Einstein operarono una rivoluzione di tale portata da poter essere paragonata solo a quella di Isaac Newton. La sua onestà scientifica si esplicitò nel dare impulso alla meccanica quantistica, tramite lo studio sull'effetto fotoelettrico, anche se non fu mai convinto del significato di quella teoria (famosa è la sua frase in polemica con Niels Bohr secondo cui Dio non gioca a dadi), non potendone accettare l'aspetto probabilistico.

16 ottobre, 2010

Domus Romane: gli scavi di Palazzo Valentini diventano esposizione permanente


Domus Romane: gli scavi di Palazzo Valentini diventano esposizione permanente

Gli scavi archeologici nel sottosuolo di Palazzo Valentini diventano, dal 16 ottobre 2010, un’esposizione permanente, che va ad arricchire il patrimonio storico artistico di Roma con la nuova area archeologica delle Domus Romane.

L’opera di riqualificazione, ricerca e musealizzazione portata avanti in questi anni con un progetto interamente curato da storici dell’arte, archeologi e architetti, tutti appartenenti all’Amministrazione provinciale, ha dato risultati di eccezionale rilevanza, per l’importanza rivestita in età romana da quest’area e perché le scoperte consentono di ricostruire un importante tassello della topografia antica e medioevale della città di Roma.

L’inaugurazione dell’esposizione permanente è avvenuta oggi pomeriggio: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta , accompagnato dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, ha effettuato una visita ufficiale agli scavi archeologici presenti sotto al Palazzo.

Il suggestivo percorso tra i resti di “Domus” patrizie di età imperiale, appartenenti a potenti famiglie dell’epoca, forse a senatori, con mosaici, pareti decorate, pavimenti policromi, basolati e altri reperti, è supportato da un intervento di valorizzazione curato da Piero Angela e da un’équipe di tecnici ed esperti, quali Paco Lanciano e Gaetano Capasso, che hanno ridato vita alle testimonianze del passato attraverso ricostruzioni virtuali, effetti grafici e filmati.

Il visitatore vedrà “rinascere” strutture murarie, ambienti, peristilii, terme, saloni, decorazioni, cucine, arredi, compiendo così un viaggio virtuale dentro una grande Domus dell’antica Roma. Completa il percorso un grande plastico ricostruttivo dell’area in età romana e delle varie fasi di Palazzo Valentini, grazie al quale il visitatore può ricollocarsi all’interno del contesto urbano attraverso le sue numerose stratificazioni storiche.

Un esempio unico e prezioso di come il patrimonio artistico dell’antichità, riconsegnato da un’opera attenta e rigorosa di restauro e riqualificazione, possa essere valorizzato attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Gli scavi saranno aperti tutti i giorni dalle 9,30 alle 17,00. Chiuso: il martedì, il 25 dicembre, 1 gennaio e 1 maggio. Per motivi di sicurezza gli ingressi sono limitati.

Il costo del biglietto è di 6 euro; il prezzo ridotto è di 4 euro, per i visitatori di età compresa tra 6 e 25 anni e over 65. Prezzo ridotto (sempre 4 euro) anche per i possessori della card di “Provinz” , la newsletter settimanale con informazioni sulle attività e gli eventi a Roma e provincia.

Si consiglia la prenotazione, il cui costo è di 1,50 euro a persona.

L’ingresso è gratuito per i minori di sei anni e per i portatori di handicap con accompagnatore.

Per prenotazioni ed informazioni: tel. 06 32810. Per l’acquisto dei biglietti on line, cliccare qui

Riguardo la storia di Palazzo Valentini, va detto che lo stabile fu edificato a partire dalla fine del Cinquecento su iniziativa del Cardinale Michele Bonelli, nipote del Papa Pio V, il porporato aveva promosso una vasta operazione di bonifica della zona dei Fori imperiali.

A questa fase della fabbrica, diretta forse dal frate Domenica Paganelli che impostò l’impianto trapezoidale dell’edificio, chiuso verso la piazza SS. Apostoli da un’elegante facciata, seguirono nel XVII sec. una serie di ristrutturazioni e ampliamenti su committenza del Cardinale Carlo Bonelli.

Nei primi del Settecento il Palazzo venne dato in affitto ai principi Ruspoli che vi ospitarono, tra gli altri, il compositore G.F. Haendel.

Alla metà del secolo, l’intero stabile fu acquistato dal cardinale Giuseppe Spinelli cui si deve la sistemazione nel Palazzo della ricchissima biblioteca dell’imperiali - composta da oltre ventiquattromila volumi - e destinata alla pubblica fruizione.

Nel 1827 l’edificio venne acquistato dal banchiere Vincenzo Valentini che stabilì qui la sua dimora, promuovendo il completamento dei lavori verso il Foro. Nel 1873, dopo che il Palazzo passò alla Deputazione Provinciale di Roma, furono realizzati ulteriori ampliamenti e trasformazioni per renderlo idoneo ad ospitare i propri uffici e il Consiglio provinciale.

PROMEMORIA 18 ottobre 1943 - Deportazione dal Ghetto di Roma di 1022 ebrei verso il campo di concentramento di Auschwitz


Deportazione dal Ghetto di Roma di 1022 ebrei verso il campo di concentramento di Auschwitz
16 ottobre, marcia per la memoria degli ebrei romani deportati
Nella stessa data del 1943 oltre mille ebrei furono mandati ad Auschwitz, tornarono solo in sedici


ROMA - 16 ottobre, il rastrellamento e la deportazione degli ebrei romani nel ’43, una data che ha segnato la storia di Roma. E che sarà ricordata ancora una volta, per il sedicesimo anno consecutivo, con la fiaccolata che la Comunità di Sant’Egidio organizza alle 18.45 di sabato lungo il percorso che da piazza Santa Maria in Trastevere arriva, attraverso via della Lungaretta e l’Isola Tiberina, al Portico d’Ottavia nel Ghetto. La marcia ricorda il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943, che dal Ghetto furono condotti al Collegio Militare di via della Lungara a Trastevere prima di essere trasferiti nei treni con destinazione Auschwitz.

SOLO IN 16 TORNARONO - «Una marcia per ricordare, non c’è futuro senza memoria», così recita l’intestazione della convocazione. «Il 16 ottobre 1943 durante l’occupazione nazista di Roma, oltre 1.000 ebrei romani furono presi e deportati nel campo di concentramento di Auschwitz – ricorda in una nota S.Egidio -. Solo un esiguo numero, 16 persone, tra cui una sola donna, Settimia Spizzichino, tornarono alle loro case. A 67 anni dalla deportazione degli ebrei romani, la Comunità di Sant'Egidio e la Comunità ebraica di Roma, come ogni anno dal 1994, fanno memoria di questo tragico momento della vita della città, organizzando un "pellegrinaggio della memoria", per non dimenticare la deportazione avvenuta durante l'occupazione nazista». La manifestazione si concluderà al Portico d’Ottavia, sul piccolo palco prenderanno la parola Marco Impagliazzo, della Comunità di Sant’Egidio, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, il presidente della Comunità Ebraica Riccardo Pacifici, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della provincia Nicola Zingaretti, il presidente della regione Renata Polverini e il fondatore di Sant’Egidio Andrea Riccardi.

15 ottobre, 2010

140 anni della Provincia di Roma


140 anni della Provincia di Roma

La Provincia di Roma celebra oggi la sua istituzione risalente al 15 ottobre del 1870. In occasione dei suoi 140 anni l'Amministrazione di Palazzo Valentini ha deciso di organizzare una serie di eventi che sono iniziati la mattina con la deposizione della corona da parte del presidente Zingaretti presso l'Altare della Patria, alla presenza della Giunta e del Consiglio provinciale di Roma.

Successivamente, alle ore 10.30, a palazzo Valentini si è svolto un consiglio provinciale straordinario presieduto dal presidente del consiglio provinciale, Giuseppina Maturani. Nel corso della seduta hanno preso la parola il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e un rappresentante della maggioranza e uno dell'opposizione, rispettivamente i capigruppo Daniele Leodori e Andrea Simonelli.

Durante la seduta il presidente Zingaretti ha consegnato i premi Provincia Solidale (che per l'anno 2010 sono stati assegnati alle associazioni ‘Il Fiore del deserto’, Be you – Luiss, Be free cooperativa contro tratta e violenza, Giovani Solidali della Comunità di S. Egidio) e il premio Provincia Capitale, conferito alla squadra di archeologi diretta dal professore dell'Università La Sapienza Lorenzo Nigro, che a maggio e giugno ha effettuato importanti ricerche e scavi archeologici in Giordania. Il team guidato dal professor Nigro è composto da giovani ricercatori e studenti romani che hanno partecipato con entusiasmo e passione alla missione in Palestina e Giordania.

Al termine della cerimonia il presidente Zingaretti e il professore Nigro hanno presentato alla stampa, in anteprima assoluta, nella sala della Pace, i risultati conseguiti in Medio Oriente dagli studiosi dell'Università capitolina.

Oggi pomeriggio, alle ore 15, il presidente Zingaretti riceverà la visita del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, dopo la visita ufficiale agli scavi, avvenuta lo scorso dicembre, da parte del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

PROMEMORIA 15 ottobre 1962 - Crisi dei missili di Cuba: la prova di forza tra Stati Uniti e Unione Sovietica sulle armi nucleari sovietiche a Cuba


Crisi dei missili di Cuba: la prova di forza tra Stati Uniti e Unione Sovietica sulle armi nucleari sovietiche a Cuba, mette il mondo intero sotto la minaccia di una guerra atomica (la crisi durerà per 13 giorni a partire da questo punto)
La crisi dei missili di Cuba fu un confronto tra USA e URSS conseguente allo spiegamento sovietico di missili nucleari a Cuba. La crisi iniziò il 15 ottobre 1962 e durò tredici giorni, in seguito alla loro scoperta il 14 ottobre, da parte di un aereo da ricognizione U2.
È considerato uno dei momenti più critici della Guerra Fredda, assieme al Blocco di Berlino e all'esercitazione Able Archer 83.
Dopo giorni di tensione, Chruščëv, vista la fermezza di Washington e di John Fitzgerald Kennedy, ordinò il ritiro dei missili in cambio della promessa di non invasione dell'isola e del ritiro dei missili Jupiter installati nelle basi di Turchia e Italia, avvenuto 6 mesi più tardi.

14 ottobre, 2010

Immigrati: 7 milioni di euro per 104 interventi nel 201


Immigrati: 7 milioni di euro per 104 interventi nel 2010

Più di sette milioni di euro con cui finanziare, per il 2010, 104 interventi su tutto il territorio. Questi i numeri del Piano provinciale sull’immigrazione. Dei 104 interventi finanziati, tre sono gestiti direttamente dalla Provincia, 62 ricadono sul territorio del Comune di Roma e 39 sul territorio della provincia.

I tre progetti gestiti dalla Provincia di Roma contano in tutto su un importo di due milioni e 500 mila euro: il primo riguarda la costituzione di 13 centri servizi per l' immigrazione, il secondo un centro polivalente per l’informazione e il sostegno all’autoimprenditorialità degli immigrati e il terzo è un progetto di ricerca dell’osservatorio sulle migrazioni.

"I processi di integrazione - ha affermato il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti - sono impetuosi e cresceranno sempre di più. Servono politiche di integrazione che trasformino la presenza degli immigrati anche in opportunità per tutti perché se non si governano questi processi esplodono i problemi. Per questo motivo finanziamo tante cooperative, per fare in modo che sui territorio siano più presenti le opportunità di aggregazione, di formazione, di integrazione e di lavoro per evitare che esplodano conflitti. In Provincia c’è una politica per l’immigrazione che vedrà protagoniste migliaia di persone".

"I tre progetti gestiti dalla Provincia - ha detto l'assessore provinciale alle Politiche sociali Claudio Cecchini - contano in tutto su un importo di due milioni e 500mila euro. Il primo riguarda la costituzione di 13 centri servizi per l'immigrazione, il secondo un centro polivalente per l'informazione e il sostegno all'autoimprenditorialità degli immigrati, e il terzo è un progetto di ricerca dell'osservatorio sulle migrazioni".

I 104 progetti del piano provinciale possono essere classificati in 45 centri di accoglienza e di integrazione sociale, 31 progetti di integrazione scolastica, 8 di educazione interculturale, 9 di orientamento ai servizi del territorio, 5 di accoglienza residenziale, un Centro servizi, un incubatore di impresa, un progetto di ricerca dell' osservatorio sulle migrazioni e 3 di promozione e rafforzamento dell' associazionismo.

PROMEMORIA 14 ottobre 1980 - Per le vie di Torino si compie la Marcia dei quarantamila


Per le vie di Torino si compie la Marcia dei quarantamila. Si tratta di quadri, impiegati della Fiat, ma anche di operai e comuni cittadini che, inaspettatamente ed in contrapposizione ai sindacati, manifestano per il ritorno alla normalità della città, scossa dalle proteste per la messa in Cassa integrazione guadagni di ben 24.669 operai. Dal punto di vista sociale essa rappresenta l'emergere della cosiddetta Maggioranza silenziosa, piccolo borghesi affermatisi nella stagione del riflusso che saranno i nuovi protagonisti dell'Italia terziarizzata, a partire dagli anni ottanta.
La marcia dei quarantamila, anche detta marcia dei quarantamila quadri FIAT, è una manifestazione svoltasi a Torino il 14 ottobre 1980.
Migliaia di impiegati e quadri della FIAT scesero in piazza per protestare contro le violente forme di picchettaggio che impedivano loro di entrare in fabbrica a lavorare, da ormai 35 giorni. La manifestazione segnò un punto di svolta nelle relazioni sindacali: il sindacato a breve capitolò e chiuse con un accordo favorevole alla Fiat la vertenza, iniziando una progressiva perdita di potere ed influenza per tutti gli anni ottanta non solo in Fiat ma nel paese.

13 ottobre, 2010

Corsi di Educazione finanziaria a sostegno dell'imprenditoria giovanile


Corsi di Educazione finanziaria a sostegno dell'imprenditoria giovanile

Nell’ambito delle azioni promosse a sostegno dell’imprenditoria giovanile, la Provincia di Roma, in collaborazione con Banca Unicredit, organizza un ciclo di lezioni di “Educazione Finanziaria”, con l’intento di aiutare le piccole e medie imprese ad avvicinarsi al mondo delle banche.

Il corso, condotto da personale altamente specializzato di Unicredit, sarà completamente gratuito ed avrà quali suoi temi centrali: la definizione di una proficua relazione Banca-Impresa, lo sviluppo del gioco di squadra, le modalità per elaborare un piano di impresa, la condivisione delle strategie, la creazione di valore in un contesto di forte cambiamento.

Le otto lezioni previste, si terranno nella sede Unicredit di via Boncompagni 8, sala “Guido Carli”, dalle ore 16.00 alle ore 18.00 a partire dal giorno 27 Ottobre (calendario e programma completo in allegato).

L’iscrizione al corso potrà essere effettuata tramite l’invio via e-mail del modulo di iscrizione (in allegato) al seguente indirizzo: servizimprese@provincia.roma.it.

La e-mail dovrà avere come oggetto la dicitura “Iscrizione al corso di Educazione Finanziaria”.
Il modulo potrà anche essere inviato via fax al numero 06/ 67664790.

Considerata la disponibilità limitata di posti, saranno accettate le prime 60 domande di partecipazione pervenute.

Per ulteriori informazioni è necessario rivolgersi al dott. Arnaldo Criscuolo, funzionario del Dipartimento Innovazione e Impresa della Provincia di Roma:
Tel: 06 67665648 ed E mail: a.criscuolo@provincia.roma.it.

PROMEMORIA 13 ottobre 1944 Carletto Besana, eroe della Resistenza, è processato a Casargo da un tribunale tedesco-fascista e condannato a morte


Carletto Besana, eroe della Resistenza, è processato a Casargo da un tribunale tedesco-fascista e condannato a morte
Carletto Besana (Barzanò, 1º luglio 1920 – Introbio, 15 ottobre 1944) è stato un operaio e partigiano italiano.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 svolge intensa attività di collegamento e rifornimento fra la Brianza e la Valsassina (Lecco) dove con il fratello Guerino (anch'egli operaio, nato a Barzanò, il 27 settembre 1918) si era unito a bande partigiane.

Biografia
Il 20 luglio 1944, Carletto, incaricato di prelevare armi a Costa Masnaga, viene ferito a un fianco in uno scontro a fuoco. Ricercato, è costretto a rimanere nascosto; appena guarito ritorna in Valsassina.
L'11 ottobre 1944, durante un rastrellamento di SS italiane nella valle tra Biandino e Introbio, Guerino viene ferito gravemente alle sette del mattino. Si trascina su per la montagna per avvertire i compagni che lo trovano morente alle cinque di sera nei pressi di una grotta.
Carletto accorre alla notizia del ferimento del fratello che gli muore tra le braccia. Non vuole abbandonarlo ai cani dei fascisti che battono la valle e rimane a vegliarlo nella grotta. Viene catturato anch'esso dalle stesse SS di stanza ad Oggiono che hanno ucciso il fratello.
Tradotto a Casargo (Lecco), viene rinchiuso con tredici compagni in un pozzo, sottoposto a lunghi interrogatori e seviziato. Processato il 13 ottobre 1944 a Casargo, da un tribunale misto tedesco e fascista, viene condannato a morte. Mentre aspetta di essere fucilato scrive poche righe alla madre: "Cara mamma, fatevi coraggio quando riceverete la notizia della nostra morte, ho ricevuto i Sacramenti e muoio in pace col Signore. Mamma non pensate al fratello Guerino perché l'ho assistito io alla sua morte. Arrivederci in Paradiso. Figlio Carlo. Ciao."
Viene fucilato alle ore 15 del 15 ottobre presso il cimitero di Introbio (Lecco). Vengono fucilati con lui Benedetto Bocchiola, Carlo Cendali, Francesco Guarnerio, Andrea Ronchi e Benito Rubini.
Dopo il 25 aprile 1945, le salme dei due fratelli Besana vengono recuperate e riportate al paese natale di Barzanò. Qui il 10 maggio si svolgono i solenni funerali.

12 ottobre, 2010

PROMEMORIA 12 ottobre 1946 - L'Italia adotta l'Inno di Mameli come inno nazionale provvisorio


L'Italia adotta l'Inno di Mameli come inno nazionale provvisorio
Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Fratelli d'Italia, o l'Inno di Mameli, è l'inno nazionale della Repubblica Italiana, provvisoriamente adottato dal 12 ottobre 1946.
Nella seconda guerra mondiale, indicibilmente più dura della prima, non ci fu lo spazio nemmeno per i canti che avevano invece caratterizzato la Grande Guerra nascendo molto spesso dal basso: solo dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 l'inno di Mameli e molti altri vecchi canti assieme a quelli nuovi dei partigiani risuonarono per tutta Italia (anche al Nord, dove erano trasmessi dalla radio) dando coraggio agli italiani. In questo periodo di transizione, sapendo che la monarchia sarebbe stata messa in discussione e che la Marcia Reale sarebbe stata perciò provocatoria, il governo adottò provvisoriamente come inno nazionale La canzone del Piave. Nel 1945, dopo la fine della guerra, a Londra Toscanini diresse l'esecuzione dell'Inno delle nazioni, composto da Verdi e comprendente anche l'inno di Mameli, che vide così riconosciuta l'importanza che gli spettava. Il Consiglio dei ministri nel 12 ottobre 1946 acconsentì all'uso dell'inno di Mameli come inno nazionale, limitandosi così a non opporsi a quanto decretato dal popolo, anche se alcuni volevano confermare La canzone del Piave, altri avrebbero preferito il Va', pensiero (celebre aria dall'opera lirica Nabucco) di Giuseppe Verdi e altri ancora avrebbero voluto bandire un concorso per trovare un nuovo inno che sottolineasse la natura repubblicana della nuova Italia, ciò che del resto non era necessario, perché Mameli e il suo inno erano già accoratamente repubblicani (proprio per questo all'inizio erano stati banditi dal regno sabaudo). La Costituzione sancì l'uso del tricolore come bandiera nazionale, ma non stabilì quale sarebbe stato l'inno, e nemmeno il simbolo della Repubblica, che essendo fallito il primo concorso dell'ottobre 1946 fu scelto solo con il decreto legislativo del 5 maggio 1948 in seguito a un secondo concorso cui parteciparono 197 loghi di 96 artisti e specialisti, dei quali risultò vincitore Paolo Paschetto, col suo noto emblema.[senza fonte]
Per molti decenni si è dibattuto a livello politico e parlamentare circa la necessità di rendere Fratelli d'Italia l'inno ufficiale della Repubblica Italiana, ma senza che si arrivasse mai all'approvazione di una legge o di una modifica costituzionale che sancisse lo stato di fatto riconosciuto peraltro anche in tutte le sedi istituzionali.
Nel 2006 è stato discusso nella Commissione affari costituzionali del Senato un disegno di legge che prevede l'adozione di un disciplinare circa il testo, la musica e le modalità di esecuzione dell'inno Fratelli d'Italia.[5] Lo stesso anno, con la nuova legislatura, è stato presentato al Senato un disegno di legge costituzionale che prevede la modifica dell'art.12 della Costituzione italiana con l'aggiunta del comma «L'inno della Repubblica è Fratelli d'Italia».Nel 2008, altre iniziative analoghe sono state adottate in sede parlamentare.