18 novembre, 2011

PROMEMORIA 18 novembre 1940 Hitler e Mussolini discutono la disastrosa invasione greca.i discutono


Seconda guerra mondiale: il capo della Germania Nazista Adolf Hitler e il ministro degli esteri Italiano Galeazzo Ciano, si incontrano per discutere la disastrosa invasione della Grecia voluta da Benito Mussolini
L'inattività alla frontiera bulgara permise al Comando Supremo greco di trasferire la maggior parte delle proprie truppe verso il fronte albanese. Il 14 di novembre il Generale Alexandros Papagos, forte di una superiorità di 250.000 uomini contro circa 150.000 italiani, lanciò la sua controffensiva.[23] L'attacco, portato in direzione di Coriza, sfondò le difese italiane il 17, la stessa Coriza cadde il 22. Il Comando Italiano, conscio della gravità della situazione, ordinò alle proprie truppe di ripiegare e attestarsi lungo una nuova linea difensiva. La manovra aveva lo scopo di accorciare sensibilmente il fronte per permettere di raggruppare i pochi reparti disponibili in modo da cercare di contenere l'offensiva ellenica.
In questo frangente Mussolini pronunciò la frase:
« Dissi che avremmo spezzato le reni al Negus. Ora, con la stessa certezza assoluta, ripeto assoluta, vi dico che spezzeremo le reni alla Grecia. »
(Benito Mussolini, 18 novembre 1940)
Il 4 dicembre il generale Soddu nel corso di una telefonata con il generale Guzzoni, dichiarandosi pessimista sulle possibilità italiane di contenere l'offensiva ellenica, prospettò una soluzione politica per la guerra in corso, Mussolini interpretò le parole come la richiesta della firma di un armistizio con la Grecia. Nell'occasione il duce dichiarò ai suoi collaboratori:
« Piuttosto che chiedere l'armistizio alla Grecia è preferibile partire tutti per l'Albania e farci uccidere sul posto »
(Benito Mussolini
I Greci avanzarono in Epiro, e dopo duri combattimenti catturarono il porto di Santi Quaranta, seguito dalle cittadine di Pogradec, Argirocastro e Himara alla vigilia di Natale, occupando praticamente l'intera area meridionale dell'Albania. L'esercito ellenico, di lì a poco, riuscì anche ad impadronirsi del passo di Klisura di grande importanza strategica.
Tuttavia i Greci non furono in grado di sfondare verso Berat, mentre la loro offensiva portata in direzione di Valona non riuscì. Entro la fine di gennaio del '41, avendo gli italiani riguadagnato di nuovo la superiorità numerica sul campo, la spinta offensiva greca ebbe termine.

17 novembre, 2011

Inaugurazione della scuola d'arte cinematografica "Gian Maria Volonté"


Inaugurazione della scuola d'arte cinematografica "Gian Maria Volonté"

Oggi, giovedì 17 novembre, alle ore 11:30, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e l'assessore provinciale al Lavoro e Formazione, Massimiliano Smeriglio inaugurano la Scuola provinciale d'Arte Cinematografica 'Gian Maria Volonté' dedicata alla formazione delle professioni nel cinema. L’evento si svolge in via Greve, 61 a Roma.

Saranno presenti all’inaugurazione il Presidente del comitato tecnico scientifico della scuola, Valerio Mastandrea, Roberto Cicutto e Luciano Sovena di Cinecittà Luce, il regista e presidente dell’Associazione Volonté Giuliano Montaldo e la figlia di Gian Maria Volonté Giovanna Gravina, e alcuni rappresentanti del comitato e della direzione artistica della Scuola, tra cui i registi Ettore Scola, Francesca Comencini e Daniele Vicari, gli interpreti Elio Germano e Alba Rohrwacher, il produttore Domenico Procacci, lo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo, la montatrice Simona Paggi, il fonico Alessandro Zanon, lo scenografo Lorenzo Baraldi, l’autore di effetti digitali Mario Zanot, il docente dell’Università di Tor Vergata e direttore del Festival cinematografico di Pesaro Giovanni Spagnoletti, il critico cinematografico Steve Della Casa.

Parteciperanno all’inaugurazione tutti i docenti e i 66 allievi che da lunedì 21 novembre inizieranno le lezioni nella Scuola Volonté.

PROMEMORIA 17 novembre 2005 – Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli viene adottato ufficialmente come Inno della Repubblica I


Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli viene adottato ufficialmente come Inno della Repubblica Italiana.

Il Canto degli italiani, conosciuto anche come Fratelli d'Italia dal suo verso introduttivo o come Inno di Mameli dall'autore del testo e anche come Canto nazionale, è un canto risorgimentale scritto da Goffredo Mameli (testo) e Michele Novaro (musica), inno nazionale de facto della Repubblica Italiana.

16 novembre, 2011

Unità d'Italia: in Provincia la mostra 'Geografia del Risorgimento'


Unità d'Italia: in Provincia la mostra 'Geografia del Risorgimento'

Una mostra che tratteggia la storia del processo di unificazione italiana: Geografia del Risorgimento. La personale di Bato sarà inaugurata oggi alle ore 17:30 presso la Sala Stampa di Palazzo Valentini.

L’esposizione del giovane artista romano, curata da Claudio Cremonesi, direttore artistico della galleria Diffusione Cultura, si inserisce nel programma celebrativo ufficiale del 150° anniversario dell’Unità d’Italia del Consiglio dei Ministri.

Bato, attraverso l’accostamento di un lieve cromatismo alla forza di linee fluide, offre allo sguardo dello spettatore volti di uomini e donne protagonisti degli eventi che hanno caratterizzato il Risorgimento italiano.

Oltre a personaggi maschili resi celebri dalla storiografia ufficiale, come Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso Conte di Cavour, Giuseppe Mazzini, Massimo d’Azeglio, compaiono anche il carismatico eroe popolare romano, Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio, e molte donne che combattendo con coraggio hanno contributo eroicamente alla battaglia per l’Unità. Tra le eroine rappresentate dall’artista: Anita Garibaldi, la Contessa di Castiglione, Cristina Belgioioso, Jessie White Mario, Luisa d’Azeglio Blonded Maumary.

In Geografia del Risorgimento ritroviamo significativi frammenti di passato percepito e rielaborato attraverso spunti e suggestioni. L’irrequietezza dello sguardo e la ricerca di aspetti episodici della vita dei personaggi rappresentati, conducono Bato ad una rivoluzionaria purezza formale. Le opere esposte, prive di accenti celebrativi, di superflui elementi accessori, rappresentano la partecipazione collettiva all’ideale risorgimentale, pur nelle diversità dei ruoli sociali e delle storie personali.

La mostra resterà aperta dal 16 al 30 novembre, l’ingresso è completamente gratuito.

Palazzo Valentini - Sala Stampa – Via IV Novembre, 119/a -Roma
16 – 30 Novembre 2011
Dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 19.00
Sabato dalle ore 10.00 alle 13.00
Chiusura: domenica
Ingresso libero

Info

www.bato.it
www.diffusionecultura.com

PROMEMORIA 16 novembre 1996 - Madre Teresa di Calcutta riceve la cittadinanza onoraria degli USA


Madre Teresa di Calcutta riceve la cittadinanza onoraria degli USA
Madre Teresa di Calcutta, al secolo Anjeza Gonxhe Bojaxhiu (pron. IPA: /aŋɛzə gɔnʤe bɔjadʒi:u/; Skopje, 26 agosto 1910 – Calcutta, 5 settembre 1997), è stata una religiosa albanese di fede cattolica, fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità. Il suo lavoro tra le vittime della povertà di Calcutta l'ha resa una delle persone più famose al mondo. Ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1979, e il 19 ottobre 2003 è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II.

15 novembre, 2011

PROMEMORIA 15 novembre 1921 - Primo volo del dirigibile Roma fabbricato in Italia su progetto di Umberto Nobile e in dotazione all'esercito degli USA


Primo volo del dirigibile Roma fabbricato in Italia su progetto di Umberto Nobile e in dotazione all'esercito degli Stati Uniti
Il progetto fu sviluppato da Umberto Nobile con la collaborazione di Uselli, Pissone e Gaetano Arturo Crocco, ingegnere del genio e pioniere dei dirigibili italiano. Il Roma, nel 1921, venne acquistato per 165.000 $ dall'esercito degli Stati Uniti.
Con il Roma, Nobile introdusse diverse innovazioni per migliorare le prestazioni dei dirigibili semirigidi italiani. Infatti le aeronavi usate nella prima guerra mondiale, dalla Regia Marina per la ricognizione e dall'esercito per il bombardamento, avevano mostrato caratteristiche inferiori a quelle degli zeppelin tedeschi sia come velocità, che come quota operativa (i semirigidi italiani arrivano a 4.000m, mentre gli zeppelin potevano operare a 5.000m, rendendoli bersagli più difficili).
Principalmente le innovazioni consistevano in modifiche ai timoni, che assunsero l'aspetto cruciforme tipico degli zeppelin e nella travatura reticolare di chiglia. Il telaio reticolare fu esteso lungo tutta la struttura del dirigibile in modo da potervi fissare direttamente i motori. Il numero di motori fu portato a sei, montati a coppie lungo la chiglia. La prima coppia era antistante alla cabina di comando.
La designazione ufficiale era 18-M (i dirigibili militari italiani erano caratterizzati dalle lettere M e P). Successivamente fu indicato come T-34 poiché la capacità di sollevamento dell'aeronave era all'incirca di 34 tonnellate.
Prima di essere disassemblato per essere trasferito via nave negli Stati Uniti, il dirigibile compì diversi voli di prova, principalmente nei dintorni di Roma. In uno di questi voli fu ospite a bordo l'allora ambasciatore statunitense Robert Johnson Underwood; in questa occasione il Roma arrivò a sorvolare Napoli e l'isola di Capri.
Il primo volo negli USA avvenne il 15 novembre 1921, dalla base di Langley in Virginia. Dopo altri voli di prova, le prestazioni ottenute con i 6 motori Ansaldo vennero ritenute insoddisfacenti. Fu pensato quindi di sostituire i motori originali con i più potenti motori Liberty. Come ulteriore motivazione fu addotta una certa inaffidabilità nei motori Ansaldo.
Il primo volo con la nuova configurazione motoristica avvenne il 21 febbraio 1922, sempre dalla base di Langley. A bordo vi erano 45 persone, compresi alcuni tecnici civili. Durante il volo fu raggiunta la velocità di circa 90 km/h, ma alle 14:19 il muso dell'aeronave collassò. Il danno portò alla perdita del timone di quota, rendendo il Roma ingovernabile e incapace di riprendere quota. In prossimità della base di Norfolk, ormai prossima al suolo, l'aeronave urtò una linea dell'alta tensione. Al contatto con i cavi l'idrogeno prese fuoco causando una subitanea esplosione. Vi furono solo 11 sopravvissuti, gravemente feriti dal fuoco.
La causa poteva essere riconducibile alla installazione dei nuovi motori, ma l'inchiesta seguita all'evento non accertò cause specifiche.
Questo incidente, seguito pochi mesi dopo da quello del dirigibile britannico R38, destinato alla marina degli Stati Uniti come ZR-2, spinse gli Stati Uniti a riconsiderare l'uso dell'idrogeno. Per il dirigibile rigido in fase di completamento a Lakehurst, lo ZR-1 "Shenandoah", venne quindi adottato l'elio.
Il dirigibile Roma era originariamente destinato alla base di Brooks, situata nei pressi di San Antonio Texas, sede di una base e di una scuola per gli osservatori aerei dell'esercito. Per il Roma era stato allestito un nuovo hangar di 8500 m² che venne infine demolito agli inizi del 1940, quando i dirigibili avevano perso importanza anche come ricognitori.
Al National Museum of the United States Air Force, presso la base aerea di Wright-Patterson, è tuttora conservato uno dei motori Ansaldo originariamente installati sul dirigibile Roma.

14 novembre, 2011

12 novembre, 2011

A Teatro con la Scuola


A Teatro con la Scuola

Quattro spettacoli teatrali, mille i bambini dai 3 ai 10 anni coinvolti. Sono questi i numeri di “A Teatro con la Scuola”, la rassegna teatrale dedicata agli alunni delle scuole materne ed elementari del XV Municipio di Roma, in programma al Teatro Verde dal 21 novembre al 16 dicembre 2011.

Il progetto, inserito all’interno della 26° Rassegna Nazionale di Teatro Ragazzi “Oltre la scena” – Premio Maria Signorelli e sostenuto dalla Presidenza del Consiglio provinciale di Roma, offre ai ragazzi l’opportunità di approfondire la conoscenza del mondo del teatro e attraverso il teatro sviluppare la conoscenza di altri mondi.

Gli spettacoli - proposti dalla Compagnia Teatro Verde e da altre Compagnie italiane - attraverso un approccio interdisciplinare di prosa, figura, danza e musica mirano ad avvicinare i più piccoli al teatro, da sempre riconosciuto come uno dei principali mezzi per l’espressione della creatività individuale e di gruppo, una risposta, appunto, al desiderio da parte dei bambini/ragazzi di prendere la parola, ponendosi come emittenti attivi nei processi di comunicazione.

A supporto dell’attività didattica degli insegnanti sarà predisposto dell’apposito materiale didattico che permetterà l’approfondimento e lo sviluppo dei temi dello spettacolo attraverso letture, laboratori manuali e creativi.

Inoltre è previsto, a fine spettacolo un piccolo laboratorio "dietro e oltre le quinte": gli alunni e le insegnanti si potranno trattenere con gli attori e tecnici per scoprire curiosità e segreti del palcoscenico e dei mestieri del teatro.

Creatività a Roma: numeri, scenari, prospettive


Creatività a Roma: numeri, scenari, prospettive

Quali sono i numeri, gli scenari e le prospettive della creatività romana? Sono queste le domande a cui si cercherà di rispondere durante l’incontro organizzato dal Dipartimento Innovazione e Impresa della Provincia di Roma - diretto da Gian Paolo Manzella - nell’ambito delle iniziative di RomaProvinciaCreativa.

La tavola rotonda si svolgerà venerdì 11 novembre dalle ore 17 presso Porta Futuro in via Galvani 106 a Roma.

Interverranno:
Gabriele Valli (presidente Associazione Informale);
Michele Trimarchi (presidente Associazione Tools for Culture);
Alessandra Puglisi (economista della cultura);
Antonella Alessandrini (creative web ed editing curator);
Laura Negrini (direttrice Ied Design);
Paola Manfroni (direttore creativo Marimo);
Debora Pietrobono (operatrice teatrale, cda Teatro di Roma).

PROMEMORIA 12 novembre 2003 – In un attentato suicida a Nasiriya in Iraq muoiono 23 persone, tra loro 19 sono italiani


In un attentato suicida a Nasiriya in Iraq muoiono 23 persone, tra loro 19 sono italiani: 12 carabinieri, 5 soldati dell'Esercito Italiano e 2 civili
Nel 2003 è stata coinvolta nella Seconda Guerra irachena. La guerra, e soprattutto il dopoguerra, hanno danneggiato molti edifici della città.
La scelta di Nasiriyya come luogo per alloggiare le truppe italiane (3000 militari, finanziata con 232.000.451 €, a fronte dei restanti aiuti italiani all'Iraq: un ospedale italiano a Baghdad, protetto da 30 Carabinieri e costato 12.000.000 €) della missione umanitaria è sempre stata giustificata ufficialmente dal valore storico/archeologico della zona di Nasiriyya da preservare. Quindi "motivi culturali". Tale scelta è stata oggetto di una interpellanza parlamentare (On. Antonello Falò, del marzo 2004), in quanto la scelta di localizzare le truppe italiane a Nasiriyya, secondo un'inchiesta della trasmissione Report, è stata dettata da motivi estranei a quelli umanitari[2].
I principali fatti d'arme del dopoguerra avvennero il 12 novembre 2003 (in un attentato suicida muoiono 23 persone, tra loro 19 sono italiani: 12 carabinieri, 5 soldati dell'esercito e 2 civili), il 6 aprile 2004 e il 27 aprile 2006.
La città è sede di importanti giacimenti petroliferi, vi transita un importante oleodotto, ed è ricca di uranio (non ancora sfruttato). Anche l'AGIP, in partnership con Repsol ha attività di trasformazione petrolifere a Nasiriyya (raffineria a 4 km), dove è inoltre la sede della Oil Distribution Company[3].

11 novembre, 2011

Dal 18 al 27 novembre "La settimana del Bello e del Buono"


Dal 18 al 27 novembre "La settimana del Bello e del Buono"

Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti ha presentato l’iniziativa “La settimana del Bello e del Buono”. L’evento si è tenuto a Roma, presso la Città del Gusto, in via Enrico Fermi. 161.

Dal 18 al 27 novembre le eccellenze della Capitale e del territorio provinciale si metteranno dunque in mostra per la prima edizione di una kermesse a tutto campo, capace di coniugare il meglio della tradizione locale, alla scoperta di tesori nascosti o ancora poco conosciuti.

All’appuntamento sono intervenuti il presidente di Gambero Rosso Holding, Paolo Cuccia, il presidente di Confcommercio Roma e Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli e il presidente di Confesercenti Roma, Valter Giammaria. A moderare l’incontro il direttore di Gambero Rosso, Carlo Ottaviano.

“La settimana del Bello e del Buono” - a cura della Provincia di Roma, in collaborazione con Gambero Rosso - si inserisce all’interno del progetto “La Provincia delle Meraviglie” e si pone l’obbiettivo di far conoscere, promuovere e valorizzare il territorio provinciale. Non solo i luoghi di interesse turistico e culturale, ma anche il meglio della tradizione enogastronomica locale.

In programma, promozioni e sconti presso gli esercizi che aderiscono all’iniziativa, percorsi turistici, culturali ed enogastronomici alternativi, aperture straordinarie di musei e gallerie d’arte, alla ricerca di nuove suggestioni.

D’altra parte il territorio di Roma e provincia offre infinite attrazioni. Basti pensare allo straordinario numero di chiese, abbazie, cattedrali, santuari, conventi e monasteri, castelli, ville, dimore e palazzi storici, anfiteatri, siti archeologici, necropoli e catacombe di cui la provincia è ricca.

Si aggiungano 140 Km di coste, 26 tra parchi e riserve naturali, 5 comunità montane, 3 siti UNESCO e un Bene FAI.

A tutto ciò si lega una cultura ricca di storia, sapienza contadina, consuetudini e usanze che danno origine ai riti e alle festività sospese tra il sacro e il profano.

A questo straordinario patrimonio si aggiunge l’enogastronomia del territorio: vino dei Castelli Romani, di Olevano Romano, di Capena, di Cerveteri, di Genazzano ma anche prodotti tipici locali come la porchetta di Ariccia, il pane casareccio di Genzano condito con Olio della Sabina Dop, il pecorino romano, le fragoline di Nemi.

Insomma davvero una festa del “bello e del buono”, che si celebrerà dal 18 al 27 novembre.

«La settimana del bello e del buono» coinvolgerà ristoranti, trattorie, ristorazione d’albergo, enoteche, wine bar e gastronomie, oltre ai luoghi dello shopping, in un percorso che attraverserà tutto il territorio della provincia di Roma.
Gli itinerari prevedono anche corsi di cucina e conoscenza dei vini del territorio presso la Città del Gusto di Roma e nei ristoranti di Roma e provincia verranno proposti piatti e prodotti tipici sempre a tariffe agevolate.

«Vogliamo portare l’attenzione di tutti sul bello e sul buono», ha spiegato Cuccia. «È un’iniziativa che guarda non solo all’Italia. Io sono sempre affascinato dalla sfida di far sì che un turista venga a Roma e ci resti almeno tre notti, anche perché una media di 2-2,5 giorni non basta per vedere Roma e provincia”. “I turisti – ha aggiunto Cuccia – devono tornare anche per gustare le stagioni nel nostro Paese, che in alcune aree del mondo sono difficili da distinguere (come ad Hong Kong, ad esempio, dove il clima è più o meno lo stesso tutto l’anno)».

Per il presidente di Coldiretti Roma, David Granieri, «di fronte ad un momento così instabile l’unica cosa vera e reale secondo noi è l’enogastronomia: abbiamo riscontri riconosciuti in tutto il mondo, ma non riusciamo ancora a trovare il meccanismo per autoriconoscerci. Questo potrebbe essere un momento importante di confronto. Noi siamo pronti a fare di più e ad aspettarci di più, siamo ottimisti».

Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti ha affermato: «Questa iniziativa vuole essere un segnale di ottimismo e di reazione in un momento di difficoltà. La ‘settimana del bello e del buono” per me è come tirare un sasso in uno stagno per attirare l’attenzione, ma è anche un segnale e un messaggio culturale: un vecchio modello di sviluppo è finito, la scommessa è costruirne uno diverso, migliore, più competitivo e che parta dal valore aggiunto che è il sistema Italia. Questo richiede amore, cura, capacità di renderlo fruibile e una voglia di scommettere sulle nostre vocazioni produttive, oltre che culturali».

Per ulteriori informazioni sull’iniziativa www.romaepiu.it/ www.gamberorosso.it

PROMEMORIA 11 novembre 1972 – Guerra del Vietnam: L'Esercito statunitense cede il controllo della base di Long Binh al Vietnam del Sud


Guerra del Vietnam: Vietnamizzazione – L'Esercito statunitense cede il controllo della base di Long Binh al Vietnam del Sud.
La dottrina Nixon è la strategia di politica estera, in particolare riguardante la posizione degli Stati uniti nel conflitto vietnamita, elaborata dal neo presidente Richard Nixon (eletto alla Casa Bianca nel 1968) e dal suo consigliere Henry Kissinger.
La dottrina prevedeva il progressivo disimpegno delle forze armate statunitensi dal conflitto vietnamita, che nel pieno dell'escalation consisteva di 500.000 uomini, a favore di un maggior impegno di forze sudvietnamite. Per questo motivo si parla a proposito della dottrina Nixon di "Vietnamizzazione" del conflitto.
La strategia di Kissinger mirava a favorire i negoziati (iniziati nell'ottobre del '68) e la diplomazia sull'aiuto militare per pervenire ad una soluzione del conflitto. Il negoziato di pace venne effettivamente concluso nel marzo del 1973, anche se la guerra continuò fra le forze vietnamite e si concluse solo il 30 aprile 1975 con l'occupazione di Saigon (capitale del Vietnam del Sud) da parte delle forze comuniste Viet Cong.
La scelta del disimpegno intrapresa da Nixon fu dovuta sicuramente alla crescente pressione dell'opinione pubblica e ai movimenti pacifisti che demonizzarono l'intervento americano in Vietnam, anche se inizialmente la stessa opinione pubblica si era mostrata favorevole. La situazione era però sfuggita di mano agli USA dopo l'"escalation" intrapresa dal presidente Johnson, che fece cadere le forze militari americane nella "trappola" della guerriglia Viet Cong (che era finanziata dall'URSS all'interno dei giochi di politica internazionale della Guerra Fredda). Quando vennero alla luce i numeri impressionanti delle perdite umane subite dagli USA, l'opinione pubblica si schierò nettamente contro la guerra[senza fonte].
Altro motivo che spinse Nixon al disimpegno furono i problemi economici che gli USA stavano vivendo in quegli anni, infatti il bilancio statale USA risentiva pesantemente delle ingentissime spese di guerra e il disimpegno era a quel punto una scelta economicamente obbligatoria.

10 novembre, 2011

Arte Cultura e Bellezza: a Palazzo Incontro “Non è facile”, il primo appuntamento del Contemporaneo


Arte Cultura e Bellezza: a Palazzo Incontro “Non è facile”, il primo appuntamento del Contemporaneo

La mostra "Non è facile" inaugura un ciclo di quattro incontri espositivi del Contemporaneo all’interno di Palazzo Incontro (Via Dei Prefetti, 22 – Roma), dove resterà aperta dal 9 novembre al 10 dicembre 2011.

Il titolo esprime un voluto doppio livello di lettura che unisce tra loro – come in un dialogo ideale – i cinque lavori degli artisti esposti. Ad un primo sguardo, le opere si presentano cariche di empatia e grande riconoscibilità nel segno e per l’uso di colori fortemente caratterizzanti. Ma, ad un’osservazione più attenta, si tratta di opere che chiedono di andare oltre. Oltre l’apparente e una lettura solo appagante, per potersi immergere in territori e interrogativi non esclusivamente estetici né rassicuranti.

"Non è facile" è un monito a non fermarsi alla leggerezza evanescente della superficie. L’universo interpretativo è colmo di significati, non sempre immediatamente riconoscibili, che si rivelano solo nel saper guardare. Oltre l’immagine stessa che l’artista ci offre e che egli stesso invita a superare, trasfigurandola, per coglierne l’essenza. Ci vuole attitudine, predisposizione d’animo. Non è facile avere l’una e l’altro.

Tutti gli artisti presentano opere inedite: Kiki Smith è presente con un grande disegno, Alberto Di Fabio con una grande istallazione di carte dipinte, Simone Cametti espone una grande installazione in marmo di Carrara, Caterina Silva tre grandi tele sovrapposte. Per Nancy Spero sono stati selezionati quattro lavori che rendono omaggio ad un’artista straordinaria a due anni dalla sua scomparsa.

Accanto ad artisti di chiara fama, già affermati a livello internazionale, la scelta è caduta poi su due promesse, a conferma dell’interesse dell’Amministrazione provinciale a investire sui giovani e sulla loro creatività.

Promossa dalla Provincia di Roma, la mostra è realizzata nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura in collaborazione con il CIAC, il Centro Internazionale di Arte Contemporanea di Genazzano. Il Progetto ABC Arte Bellezza Cultura ha per obiettivo sostenere le eccellenze culturali e territoriali della provincia di Roma al fine di avvicinare i cittadini, specie i più giovani, al piacere del “bello” e ai suoi luoghi fisici.

Il ciclo espositivo proseguirà fino al maggio del 2012. I cataloghi di ciascuna mostra verranno poi raccolti in un unico cofanetto a cura di Livello4 Editrice.

"Non è facile" verrà inaugurata dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.

PROMEMORIA 10 novembre 1975 Italia e Jugoslavia firmano il Trattato di Osimo.


Italia e Jugoslavia firmano il Trattato di Osimo.
Il trattato di Osimo, firmato il 10 novembre 1975, sancì lo stato di fatto di separazione territoriale venutosi a creare nel Territorio Libero di Trieste a seguito del Memorandum di Londra (1954), rendendo definitive le frontiere fra l'Italia e l'allora Jugoslavia. Esso concluse la fase storica iniziata nel 1947 con il trattato di pace, quando si decise la cessione alla Jugoslavia di gran parte della Venezia Giulia (la quasi totalità dell'Istria e le terre a est di Gorizia) e la creazione del Territorio Libero di Trieste comprendente l'attuale provincia di Trieste e i territori costieri istriani da Capodistria (oggi in Slovenia) fino a Cittanova (oggi in Croazia). La mancata attivazione delle procedure per la costituzione degli organi costituzionali del TLT impedì di fatto a quest'ultimo di nascere. La successiva cessione del potere di amministrazione civile del TLT rispettivamente all'Italia (zona A) e Jugoslavia (zona B) creò le condizioni per gli sviluppi successivi che portarono al trattato di Osimo.

09 novembre, 2011

Il Wi-Fi arriva nelle aree archeologiche di Roma


Il Wi-Fi arriva nelle aree archeologiche di Roma

Passeggiare nei Fori o intorno al Colosseo e cercare informazioni storiche e curiosità su internet, con un occhio ai monumenti romani e un altro alle pagine di Google. Oppure perdersi tra le opere d'arte e i quadri di un museo tenendo in mano uno smartphone per saperne di più sulla vita di un pittore o di uno scultore.

Un incontro tra passato e futuro, tra arte e tecnologia, che non può che avvenire in un luogo come la Capitale.

“Provincia Wi-Fi” arriva nei musei e nelle aree archeologiche di Roma e provincia grazie alla collaborazione tra il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e la Provincia di Roma. E tutto questo potrebbe essere possibile già dalla prossima estate.

A presentare l'accordo al Vittoriano il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro.

“Con questo accordo - ha detto il presidente Zingaretti - facciamo un importante salto di qualità nell'offerta di servizi culturali dedicati ai cittadini e ai turisti, rendendo più moderni gli spazi museali e i luoghi archeologici. Pensiamo di dotare di questo servizio tutti gli spazi più importanti, vedremo con i tecnici che sono già al lavoro ''.

“Nei luoghi di cultura – ha aggiunto Zingaretti – tempo fa tolsero le candele per portare le lampadine: noi portiamo il wi-fi dando il segnale di un paese che vuole essere sempre più moderno. Rendiamo la vita del cittadino qualitativamente migliore. Il Foro, il Palatino, il Colosseo, la Domus Aurea potranno beneficiare del servizio”.

Secondo Giro ''oggi la Provincia prosegue la sua opera di costruzione di una grande infrastruttura immateriale per rendere il territorio più accessibile”. “Io stesso - ha confessato scherzando - mi sono collegato alla rete della Provincia quando ero in vacanza”.

Arte Cultura e Bellezza: a Palazzo Incontro “Non è facile”, il primo appuntamento del Contemporaneo


Arte Cultura e Bellezza: a Palazzo Incontro “Non è facile”, il primo appuntamento del Contemporaneo

La mostra "Non è facile" inaugura un ciclo di quattro incontri espositivi del Contemporaneo all’interno di Palazzo Incontro (Via Dei Prefetti, 22 – Roma), dove resterà aperta dal 9 novembre al 10 dicembre 2011.

Il titolo esprime un voluto doppio livello di lettura che unisce tra loro – come in un dialogo ideale – i cinque lavori degli artisti esposti. Ad un primo sguardo, le opere si presentano cariche di empatia e grande riconoscibilità nel segno e per l’uso di colori fortemente caratterizzanti. Ma, ad un’osservazione più attenta, si tratta di opere che chiedono di andare oltre. Oltre l’apparente e una lettura solo appagante, per potersi immergere in territori e interrogativi non esclusivamente estetici né rassicuranti.

"Non è facile" è un monito a non fermarsi alla leggerezza evanescente della superficie. L’universo interpretativo è colmo di significati, non sempre immediatamente riconoscibili, che si rivelano solo nel saper guardare. Oltre l’immagine stessa che l’artista ci offre e che egli stesso invita a superare, trasfigurandola, per coglierne l’essenza. Ci vuole attitudine, predisposizione d’animo. Non è facile avere l’una e l’altro.

Tutti gli artisti presentano opere inedite: Kiki Smith è presente con un grande disegno, Alberto Di Fabio con una grande istallazione di carte dipinte, Simone Cametti espone una grande installazione in marmo di Carrara, Caterina Silva tre grandi tele sovrapposte. Per Nancy Spero sono stati selezionati quattro lavori che rendono omaggio ad un’artista straordinaria a due anni dalla sua scomparsa.

Accanto ad artisti di chiara fama, già affermati a livello internazionale, la scelta è caduta poi su due promesse, a conferma dell’interesse dell’Amministrazione provinciale a investire sui giovani e sulla loro creatività.

Promossa dalla Provincia di Roma, la mostra è realizzata nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura in collaborazione con il CIAC, il Centro Internazionale di Arte Contemporanea di Genazzano. Il Progetto ABC Arte Bellezza Cultura ha per obiettivo sostenere le eccellenze culturali e territoriali della provincia di Roma al fine di avvicinare i cittadini, specie i più giovani, al piacere del “bello” e ai suoi luoghi fisici.

Il ciclo espositivo proseguirà fino al maggio del 2012. I cataloghi di ciascuna mostra verranno poi raccolti in un unico cofanetto a cura di Livello4 Editrice.

"Non è facile" verrà inaugurata dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti

PROMEMORIA 9 novembre 1989 - Guerra Fredda: cade simbolicamente e fisicamente il Muro di Berlino che divideva in due la città dal 1961


Guerra Fredda: cade simbolicamente e fisicamente il Muro di Berlino che divideva in due la città dal 1961
Il Muro di Berlino (in tedesco: Berliner Mauer), nella propaganda della DDR talvolta chiamato antifaschistischer Schutzwall, "Barriera di protezione antifascista" era un sistema di fortificazioni fatto costruire dal governo della Germania est per impedire la libera circolazione della persone tra Berlino Ovest (de facto parte della Repubblica federale) e il territorio della Germania est.
Tra Berlino Ovest e Berlino Est la frontiera era fortificata da due muri paralleli di cemento armato, separati da una cosiddetta "striscia della morte" larga alcune decine di metri.
Il muro divise in due la città di Berlino per 28 anni, dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989, giorno in cui il governo tedesco-orientale decretò l'aperura delle frontiere con la repubblica federale. Già l'Ungheria aveva aperto le proprie frontiere con l'Austria il (23 agosto 1989), dando così la possibilità di espatriare in occidente ai tedeschi dall'Est che in quel momento si trovavano in vacanza in altri paesi dell'Europoa orientale.
Durante questi anni, in accordo con i dati ufficiali, furono uccise dalla polizia di frontiera della DDR almeno 133 persone mentre cercavano di superare il muro verso Berlino Ovest. Comunque alcuni studiosi sostengono che furono più di 200 le persone uccise mentre cercavano di raggiungere Berlino Ovest o catturate ed in seguito giustiziate.
Il 9 novembre 1989, dopo diverse settimane di disordini pubblici, il Governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio una moltitudine di cittadini dell'Est si arrampicò sul muro e lo superò, per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall'altro lato in un'atmosfera festosa. Durante le settimane successive piccole parti del muro furono portate via dalla folla e dai cercatori di souvenir; in seguito fu usato dell'equipaggiamento industriale per rimuovere quasi tutto quello che era rimasto.Tutt'oggi c'è un grande commercio dei piccoli frammenti, il prezzo può variare a seconda della grandezza di questi.
La caduta del muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione tedesca che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.
È considerato il simbolo della Cortina di ferro, linea di confine europea tra la zona d'influenza statunitense e quella sovietica durante la guerra fredda.

08 novembre, 2011

Palazzo Incontro: al via ciclo di incontri espositivi


Palazzo Incontro: al via ciclo di incontri espositivi

Mercoledì 9 novembre, alle ore 18,00, presso Palazzo Incontro - nel cuore di Roma, in Via Dei Prefetti 22 - la mostra “Non è facile” inaugura un ciclo di quattro incontri espositivi del Contemporaneo.

La mostra verrà inaugurata dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.

L’esposizione rimane aperta dal 9 novembre al 10 dicembre 2011. Orario d’ingresso 10-19. L’accesso alla mostra è gratuito. Chiuso il lunedì.

Promossa dalla Provincia di Roma, la mostra è realizzata nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura in collaborazione con il CIAC, il Centro Internazionale di Arte Contemporanea di Genazzano.

Il Progetto ABC Arte Bellezza Cultrura, che è stato fortemente voluto dal Presidente della Provincia di Roma, ha per obiettivo sostenere le eccellenze culturali e territoriali della provincia di Roma al fine di avvicinare i cittadini, specie i più giovani, al piacere del “bello” e ai suoi luoghi fisici.

Il ciclo espositivo prosegue fino al maggio del 2012. I cataloghi di ciascuna mostra verranno poi raccolti in un unico cofanetto a cura di Livello4 Editrice

Il titolo della mostra esprime un voluto doppio livello di lettura che unisce tra loro – come in un dialogo ideale – i cinque lavori degli artisti esposti. Ad un primo sguardo, le opere si presentano cariche di empatia e grande riconoscibilità nel segno e per l’uso di colori fortemente caratterizzanti. Ma, ad un’osservazione più attenta, si tratta di opere che chiedono di andare oltre. Oltre l’apparente e una lettura solo appagante, per potersi immergere in territori e interrogativi non esclusivamente estetici né rassicuranti.

“Non è facile” è un monito a non fermarsi alla leggerezza evanescente della superficie. L’universo interpretativo è colmo di significati, non sempre immediatamente riconoscibili, che si rivelano solo nel saper guardare. Oltre l’immagine stessa che l’artista ci offre e che egli stesso invita a superare, trasfigurandola, per coglierne l’essenza. Ci vuole attitudine, predisposizione d’animo. Non è facile avere l’una e l’altro.

Tutti gli artisti presentano opere inedite: Kiki Smith è presente con un grande disegno, Alberto Di Fabio con una grande istallazione di carte dipinte, Simone Cametti espone una grande installazione in marmo di Carrara, Caterina Silva tre grandi tele sovrapposte. Per Nancy Spero sono stati selezionati quattro lavori che rendono omaggio ad un’artista straordinaria a due anni dalla sua scomparsa.

Accanto alla presenza di artisti di chiara fama, già affermati a livello internazionale, la scelta è caduta anche su due promesse, a conferma dell’interesse dell’Amministrazione provinciale di investire sui giovani e la loro creatività.

PROMEMORIA 8 novembre 1926 – Fascismo: viene arrestato Antonio Gramsci, verrà rilasciato nel 1935.


Fascismo: viene arrestato Antonio Gramsci, verrà rilasciato nel 1935. Durante la prigionia scriverà i suoi Quaderni dal carcere.
« Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione [...] vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini »
(Antonio Gramsci, lettera alla madre, 10 maggio 1928)
Antonio Gramsci (Ales, 22 gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937) è stato un politico, filosofo, giornalista e critico letterario italiano.
I suoi scritti – nei quali studiò e analizzò la struttura culturale e politica della società – sono considerati tra i più originali della tradizione filosofica marxista. Uno dei suoi contributi principali fu il concetto di egemonia culturale, secondo il quale le classi dominanti impongono i propri valori politici, intellettuali e morali a tutta la società, con l'obiettivo di saldare e gestire il potere intorno a un senso comune condiviso.
Tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia (1921), fu incarcerato dal regime fascista di Mussolini nel 1926. Nel 1934, in seguito al grave deterioramento delle sue condizioni di salute, gli venne concessa la libertà condizionata e fu ricoverato in clinica, dove passò gli ultimi anni di vita.
Fin da quando si trovava in carcere a Milano, Gramsci era intenzionato a occuparsi «intensamente e sistematicamente di qualche soggetto» che lo «assorbisse e centralizzasse la sua vita interiore».[53] L'8 febbraio 1929, nel carcere di Turi, il detenuto 7.047 ottenne finalmente l'occorrente per scrivere e iniziò la stesura dei suoi «Quaderni del carcere».

Il primo quaderno si apre proprio con una bozza di 16 argomenti, alcuni dei quali saranno abbandonati, altri inseriti e altri ancora svolti solo in parte. Caratteristico era il suo modo di lavorare: quasi tutti i giorni, per alcune ore, camminando all'interno della cella, rifletteva sulle frasi da scrivere e poi si chinava sul tavolino, scrivendo senza sedersi, un ginocchio appoggiato sullo sgabello, per riprendere a camminare e a pensare.
A fare da tramite tra Gramsci ed il mondo esterno, ed in particolare con Piero Sraffa e tramite questi col Pcus ed il PCdI, fu la cognata Tatiana Schucht, essendo la moglie di Gramsci tornata in Urss.
Intanto, il VI Congresso dell'Internazionale comunista, tenutosi a Mosca dal luglio al settembre 1928, aveva stabilito l'impossibilità di accordi con la socialdemocrazia, che veniva anzi assimilata allo stesso fascismo. Era la tesi di Stalin il quale, liquidata l'opposizione di Trotskij, eliminava anche l'influenza di Bucharin che, già suo alleato contro la sinistra di Trotskij, era rimasto il suo principale oppositore da destra. Al nuovo orientamento dell'Internazionale, riaffermato nel X Plenum del Comitato esecutivo nel luglio 1929, dovevano adeguarsi i Partiti nazionali, espellendo, se necessario, i dissidenti. Il Partito comunista d'Italia si adeguò alle scelte dell'Internazionale, espellendo Angelo Tasca in settembre e in successione, ma con l'accusa di trotskismo, prima Bordiga, poi, nell'aprile del 1930, Alfonso Leonetti, Pietro Tresso e Paolo Ravazzoli.
Gramsci teneva, durante l'ora d'aria, dei "colloqui-lezioni" con i compagni di partito: non esistono dirette testimonianze delle opinioni espresse da Gramsci riguardo alla «svolta» politica del movimento comunista, ma può costituire un indiretto riferimento un rapporto che un suo compagno di carcere, Athos Lisa, amnistiato nel 1933, inviò subito al Centro estero comunista.[55] Secondo quella relazione, Gramsci riferì la teoria della necessità dell'alleanza fra operai del Nord e contadini meridionali che già stava elaborando nei suoi Quaderni: «L'azione per la conquista degli alleati diviene per il proletariato cosa estremamente delicata e difficile. D'altra parte, senza la conquista di questi alleati, è precluso al proletariato ogni serio movimento rivoluzionario». Qui s'intende che il proletariato - la classe operaia - debba allearsi con i contadini e la piccola borghesia: «Se si tiene conto delle particolari condizioni nei limiti delle quali va visto il grado di sviluppo politico degli strati contadini e piccoli borghesi in Italia, è facile comprendere come la conquista di questi strati sociali comporti per il partito una particolare azione [...]»
«La lotta per la conquista diretta del potere è un passo al quale questi strati sociali potranno solo accedere per gradi [...] il primo passo attraverso il quale bisogna condurre questi strati sociali è quello che li porti a pronunciarsi sul problema istituzionale e costituzionale. L'inutilità della Corona è ormai compresa da tutti i lavoratori [...] a questo obiettivo deve improntarsi la tattica del partito senza tema di apparire poco rivoluzionario. Deve fare sua prima degli altri partiti in lotta contro il fascismo la parola d'ordine della Costituente». Ma l'azione del partito «deve essere intesa a svalutare tutti i programmi di riforma pacifica dimostrando alla classe lavoratrice come la sola soluzione possibile in Italia risieda nella rivoluzione proletaria».
La richiesta di una Costituente, e dunque di un'iniziativa politica che si ponesse obiettivi intermedi, avrebbe comportato necessariamente una convergenza, per quanto temporanea, con altre forze antifasciste, e se è difficile considerare tale linea politica come «socialdemocratica», durante le discussioni nel cortile del carcere qualche suo compagno arrivò a sostenere che egli era ormai fuori del Partito comunista: probabilmente le reazioni di alcuni «erano esasperate dal clima di detenzione» ma certo le posizioni di Gramsci dovevano apparire «in contrasto con la linea politica indicata in quegli anni dal Partito comunista».
È in questo periodo che Gramsci venne a contatto con Sandro Pertini, componente del PSI e detenuto alla Casa Penale di Turi. Entrambi, nonostante i pensieri politici differenti, divennero grandi amici e Pertini, anche dopo la scarcerazione, ricordò spesso nei suoi discorsi il compagno e le tristi condizioni di salute che lo stroncavano.
Dal 1931 Gramsci, oltre al morbo di Pott di cui soffriva fin dall'infanzia, fu colpito da arteriosclerosi e poté così ottenere una cella individuale; cercò di reagire alla detenzione studiando ed elaborando le proprie riflessioni politiche, filosofiche e storiche, tuttavia le condizioni di salute continuarono a peggiorare e in agosto ebbe un'improvvisa e grave emorragia.

Anche la moglie Giulia, in Russia, era sofferente di una seria forma di depressione e rare erano le sue lettere al marito che, all'oscuro dei motivi dei suoi lunghi silenzi, sentiva crescere intorno a sé il senso di un opprimente isolamento. Scriveva alla cognata: «Non credere che il sentimento di essere personalmente isolato mi getti nella disperazione [...] io non ho mai sentito il bisogno di un apporto esteriore di forze morali per vivere fortemente la mia vita [...] tanto meno oggi, quando sento che le mie forze volitive hanno acquistato un più alto grado di concretezza e di validità. Ma mentre nel passato mi sentivo quasi orgoglioso di sentirmi isolato, ora invece sento tutta la meschinità, l'aridità, la grettezza di una vita che sia esclusivamente volontà».
Quando la madre morì, il 30 dicembre 1932, i famigliari preferirono non informarlo; il 7 marzo 1933 ebbe una seconda grave crisi, con allucinazioni e deliri. Si riprese a fatica, senza farsi illusioni sul suo immediato futuro: «Fino a qualche tempo fa io ero, per così dire, pessimista con l'intelligenza e ottimista con la volontà [...] Oggi non penso più così. Ciò non vuol dire che abbia deciso di arrendermi, per così dire. Ma significa che non vedo più nessuna uscita concreta e non posso più contare su nessuna riserva di forze».
Eppure lo stesso codice penale dell'epoca, all'art. 176, prevedeva la concessione della libertà condizionata ai carcerati in gravi condizioni di salute. A Parigi si costituì un comitato, di cui fecero parte, fra gli altri, Romain Rolland e Henri Barbusse, per ottenere la liberazione sua e di altri detenuti politici, ma solo il 19 novembre Gramsci venne trasferito nell'infermeria del carcere di Civitavecchia e poi, il 7 dicembre, nella clinica del dottor Cusumano a Formia, sorvegliato in camera e all'esterno. Il 25 ottobre 1934 Mussolini accolse finalmente la richiesta di libertà condizionata, ma Gramsci non rimase libero nei suoi movimenti, tanto che gli fu impedito di andare a curarsi altrove, perché il governo temeva una sua fuga all'estero; solo il 24 agosto 1935 poté essere trasferito nella clinica "Quisisana" di Roma. Vi giunse in gravi condizioni: oltre al morbo di Pott e all'arteriosclerosi, soffriva di ipertensione e di gotta.
Il 21 aprile 1937 Gramsci passò dalla libertà condizionata alla piena libertà, ma era ormai in gravissime condizioni: morì all'alba del 27 aprile, a quarantasei anni, di emorragia cerebrale, nella stessa clinica Quisisana. Cremato, il giorno seguente si svolsero i funerali, cui parteciparono soltanto il fratello Carlo e la cognata Tatiana: le ceneri, inumate nel cimitero del Verano, furono trasferite, dopo la Liberazione, nel Cimitero acattolico di Roma.

07 novembre, 2011

Palazzo Incontro: al via ciclo di incontri espositivi


Palazzo Incontro: al via ciclo di incontri espositivi


Mercoledì 9 novembre, alle ore 18,00, presso Palazzo Incontro - nel cuore di Roma, in Via Dei Prefetti 22 - la mostra “Non è facile” inaugura un ciclo di quattro incontri espositivi del Contemporaneo.

La mostra verrà inaugurata dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.

L’esposizione rimane aperta dal 9 novembre al 10 dicembre 2011. Orario d’ingresso 10-19. L’accesso alla mostra è gratuito. Chiuso il lunedì.

Promossa dalla Provincia di Roma, la mostra è realizzata nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura in collaborazione con il CIAC, il Centro Internazionale di Arte Contemporanea di Genazzano.

Il Progetto ABC Arte Bellezza Cultrura, che è stato fortemente voluto dal Presidente della Provincia di Roma, ha per obiettivo sostenere le eccellenze culturali e territoriali della provincia di Roma al fine di avvicinare i cittadini, specie i più giovani, al piacere del “bello” e ai suoi luoghi fisici.

Il ciclo espositivo prosegue fino al maggio del 2012. I cataloghi di ciascuna mostra verranno poi raccolti in un unico cofanetto a cura di Livello4 Editrice

Il titolo della mostra esprime un voluto doppio livello di lettura che unisce tra loro – come in un dialogo ideale – i cinque lavori degli artisti esposti. Ad un primo sguardo, le opere si presentano cariche di empatia e grande riconoscibilità nel segno e per l’uso di colori fortemente caratterizzanti. Ma, ad un’osservazione più attenta, si tratta di opere che chiedono di andare oltre. Oltre l’apparente e una lettura solo appagante, per potersi immergere in territori e interrogativi non esclusivamente estetici né rassicuranti.
“Non è facile” è un monito a non fermarsi alla leggerezza evanescente della superficie. L’universo interpretativo è colmo di significati, non sempre immediatamente riconoscibili, che si rivelano solo nel saper guardare. Oltre l’immagine stessa che l’artista ci offre e che egli stesso invita a superare, trasfigurandola, per coglierne l’essenza. Ci vuole attitudine, predisposizione d’animo. Non è facile avere l’una e l’altro.
Tutti gli artisti presentano opere inedite: Kiki Smith è presente con un grande disegno, Alberto Di Fabio con una grande istallazione di carte dipinte, Simone Cametti espone una grande installazione in marmo di Carrara, Caterina Silva tre grandi tele sovrapposte. Per Nancy Spero sono stati selezionati quattro lavori che rendono omaggio ad un’artista straordinaria a due anni dalla sua scomparsa.
Accanto alla presenza di artisti di chiara fama, già affermati a livello internazionale, la scelta è caduta anche su due promesse, a conferma dell’interesse dell’Amministrazione provinciale di investire sui giovani e la loro creatività.