16 febbraio, 2012

PROMEMORIA 16 febbraio 1987 – Il processo di John Demjanjuk, accusato di essere la guardia nazista

Il processo di John Demjanjuk, accusato di essere la guardia nazista soprannominata "Ivan il terribile" del Campo di sterminio di Treblinka, inizia a Gerusalemme.
John Demjanjuk, alias di Ivan Demjanjuk (in ucraino Іван Миколайович Дем'янюк; Dubovi Makharyntsi, 3 aprile 1920), è un militare ucraino naturalizzato statunitense, accusato di aver commesso crimini di guerra durante la seconda guerra mondiale.
È accusato di aver partecipato alla morte di circa 29.000 persone nel campo di sterminio di Sobibor, in Polonia, fra il marzo ed il settembre del 1943.
Inizialmente Demjanjuk fece parte dell'Armata Rossa; catturato dalle forze dell'Asse nel 1942 a seguito dell'operazione Barbarossa, venne reclutato dai nazisti come guardia nel campo di concentramento di Sobibor. Nel 1945 si arruolò nell'armata di Andrej Andreevič Vlasov, con cui combatté gli ultimi mesi di guerra in favore del Terzo Reich e contro l'URSS. Terminato il secondo conflitto mondiale, nel 1951 si recò insieme alla moglie e ai figli negli Stati Uniti ottenendo la cittadinanza statunitense nel 1958; negli States lavorò in una fabbrica d'automobili.
Nel 1983 il governo israeliano chiese che Demjanjuk fosse estradato nel loro paese per essere sottoposto ad un giudizio come previsto dalla legge di castigo di nazisti e collaboratori del 1950. Fu estradato in Israele il 28 febbraio del 1986 e fu sottoposto a giudizio il 26 novembre dello stesso anno.
Il 18 aprile 1988 viene dichiarato colpevole di tutti i reati dei quali era accusato, e una settimana dopo venne condannato a morte. Il verdetto venne tuttavia revocato il 29 luglio 1993 da cinque giudici della Corte Suprema israeliana, sulla base di dichiarazioni scritte da ex-guardie di Treblinka, secondo i quali il vero cognome di Ivan il Terribile era Marchenko, e non Demjanjuk, rilasciate dopo la seconda guerra mondiale ai sovietici, durante i processi penali contro i cittadini ucraini che avevano collaborato con i nazisti come forze ausiliari durante la guerra. Nel 1993 venne dunque scarcerato e riportato negli Stati Uniti, dove gli venne riconcessa la cittadinanza.
Nel marzo 2009 è stato nuovamente concessa la sua estradizione dagli Stati Uniti alla Germania e il 14 aprile è stato arrestato. Una mozione presentata dal figlio alla corte d'appello è stata in seguito respinta, in quanto la corte non ha il diritto di rivedere le decisioni del dipartimento dell'immigrazione, che si era espresso contro la permanenza di Demjanjuk sul territorio statunitense.
Giovedi 12 maggio 2011 John Demjanjuk è stato condannato dal tribunale tedesco a Monaco di Baviera per il ruolo avuto nell'uccisione di 27.900 persone nel campo di concentramento nazista di Sobibor. Dopo 90 sedute in 18 mesi la condanna è stata a 5 anni di carcere per associazione con i nazisti, circostanze che l’uomo, ha sempre negato ma John Demjanjuk 91enne non andarà in carcere data l'età. Questo era uno degli ultimi processi ad ex criminali nazisti: sempre nel maggio 2011 un altro processo è appena iniziato, in Ungheria, a carico del 97enne Sandor Kepiro.

15 febbraio, 2012

Scuola + energia rinnovabile = ambiente più vivibile


Scuola + energia rinnovabile = ambiente più vivibile

Scommettere sulle energie rinnovabili per abbattere le emissioni nocive, migliorare la qualità della vita e cogliere le opportunità della green economy per tornare a crescere. La Provincia di Roma punta sul fotovoltaico per far spazio ad un ambiente più sano e costruire un territorio più competitivo.

Un impegno che parte dalle scuole superiori del nostro territorio e si avvale di forme innovative di finanziamento privato per abbattere i costi per i cittadini moltiplicando i risultati.

Ad oggi, sono 235 gli impianti ad energia solare realizzati su 189 edifici del patrimonio gestito dall’amministrazione provinciale. In particolare 228 impianti sono stati realizzati su 183 scuole ed i restanti 7 su altri edifici provinciali (Uffici, Centri per l’impiego, Centri di formazione professionale).

“Fin dall’inizio del nostro mandato – afferma il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti – abbiamo sottolineato che l’ambiente, l’innovazione, la sostenibilità sono il cuore della nostra agenda di governo. Un’idea, una proposta e un metodo che devono orientare ogni politica e ogni decisione. Per noi tutela dell’ambiente è sviluppo, qualità della vita, creazione di posti di lavoro, crescita sana. E per questo investire nella green economy è anche un’opportunità per sostenere la ripresa del nostro territorio in un periodo economicamente difficile. Siamo orogogliosi, dopo quasi 4 anni di lavoro, di poter testimoniare con i fatti che stiamo mantenendo quanto avevamo promesso”.

Dei 235 impianti fotovoltaici, 98 sono stati finanziati dalla precedente Amministrazione con 9 milioni di euro, e la loro installazione è stata conclusa dall'attuale Giunta, mentre sono 137 gli impianti installati nell'ambito del bando in project financing per 301 scuole da circa 23 milioni e 700mila euro.

“Il successo del bando in project financing – sottolinea il presidente Zingaretti – dimostra come, non essendo pigri e innovando, sia possibile mettere in campo progetti in grado sostenere politiche pubbliche senza un aggravio di costi per i cittadini. Anche in un momento di crisi come questo, non si tratta solo di spendere meno, ma di spendere meglio, abbattendo i costi e ottenendo risultati importanti per migliorare la vita dei cittadini e iniettare linfa vitale nel nostro sistema economico”

Insieme al lancio della campagna di comunicazione istituzionale, pubblichiamo sul sito del nostro portale, l’elenco completo degli impianti installati. Il totale della potenza di picco installata ad oggi è, quindi, pari a circa 2.730 kwp, con una produzione media annua di circa 3.481.360 kwh pari al consumo medio di circa 1.450 famiglie e una produzione totale stimata nei 30 anni presumibili di vita dei pannelli pari a circa 104.441.000 kwh. Tutto questo consente di risparmiare petrolio per circa 23.000 TEP e di non immettere in atmosfera circa 55.350 Ton di CO2, pari alle emissioni di circa 1.400 automobili.

PROMEMORIA 15 febbraio 1944 – Seconda guerra mondiale: inizia l'assalto degli Alleati all'Abbazia di Montecassino

Seconda guerra mondiale: inizia l'assalto degli Alleati all'Abbazia di Montecassino.
In queste forme era giunto fino a noi l'antico monastero prima che nel febbraio del 1944, durante la seconda fase della battaglia di Monte Cassino, un bombardamento massiccio delle forze alleate, che vi sospettavano erroneamente[1] la presenza di reparti tedeschi, lo distruggesse nuovamente. Il bombardamento cominciò la mattina del 15 febbraio e ben 142 bombardieri pesanti e 114 bombardieri medi rasero al suolo l'abbazia. Nel corso di questo trovarono la morte numerosi civili che avevano trovato rifugio all'interno dell'edificio, diversi soldati tedeschi e anche quaranta soldati della divisione indiana.[2]

Al bombardamento partecipò il soldato Walter M. Miller, futuro scrittore, che proprio da questa sua esperienza trasse l'ispirazione per la sua opera più importante, Un cantico per Leibowitz.
Per merito dell'allora abate-vescovo Gregorio Diamare, e del colonnello Julius Schlegel [3]della Divisione corazzata Hermann Goring, l'archivio ed i più preziosi documenti bibliografici furono posti in salvo. La ricostruzione, iniziata subito dopo la fine della guerra, ha mirato ad una riproduzione esatta delle architetture distrutte.

Il restauro fu realizzato dal 1948 al 1956, sotto la direzione dell'ingegner Giuseppe Breccia Fratadocchi, che realizzò una ricostruzione dell'interno dell'abbazia con spazi ciechi e muti tra le cornici delle volte, osteggiato dagli storici dell'arte integralisti nemici acerrimi del falso antico. Il compito di fondere le campane dell'abbazia fu assegnato nel 1949 alla Pontificia Fonderia di Campane Marinelli di Agnone.Negli anni ottanta furono commissionati una serie di splendidi affreschi, che tuttora adornano la basilica, al maestro Pietro Annigoni dall'abate Bernardo D'Onorio. Alla realizzazione del ciclo pittorico parteciparono vari allievi del maestro fra cui Romano Stefanelli, Ben Long e Silvestro Pistolesi.
Papa Benedetto XVI si è recato in visita a Montecassino il 24 maggio 2009, nel 65º anniversario della distruzione dell'abbazia. Il Pontefice - che al momento della sua elezione sul trono di Pietro aveva scelto il proprio nome anche ispirandosi alla figura di san Benedetto da Norcia - ha pregato sulla tomba del santo, ricordandone l'importanza nella formazione culturale europea.

14 febbraio, 2012

Lavoro: Fornero e Zingaretti visitano ‘Porta Futuro’


Lavoro: Fornero e Zingaretti visitano ‘Porta Futuro’

Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero visitano oggi alle ore 17.00 ‘Porta Futuro’, la nuova struttura della Provincia di Roma interamente dedicata all’orientamento, alla crescita, al lavoro e alla formazione.

Partecipa l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro e Formazione Massimiliano Smeriglio.

L’evento si tiene a Roma in via Galvani 108, dove appunto si trova ‘Porta Futuro”, luogo d’incontro tra persone e imprese, in cui si punta ad offrire opportunità e servizi innovativi per i soggetti che si muovono sul mercato del lavoro.
Per maggiori informazioni: www.portafuturo.it

PROMEMORIA 14 febbraio 1945 Bombardamento di Dresda

Bombardamento di Dresda.
Il bombardamento di Dresda da parte della Royal Air Force britannica e della United States Army Air Force statunitense, avvenuto fra il 13 e il 14 febbraio 1945, fu uno degli eventi più tragici della seconda guerra mondiale.

I bombardieri alleati rasero al suolo una gran parte del centro storico di Dresda (bombardamento a tappeto), causando una strage di civili, con obiettivi militari solo indiretti. Fu uno dei bombardamenti con più vittime civili della seconda guerra mondiale. Nei primi decenni dopo la guerra il numero delle vittime fu stimato in 250.000, cifra oggi considerata inattendibile. A questo proposito è utile ricordare che secondo gli storici militari tedeschi di oggi, il totale delle vittime civili morte sotto i bombardamenti è di 370.000 nell'intera guerra e in tutta la Germania. Un'inchiesta indipendente commissionata dal consiglio municipale di Dresda nel 2010 ha stabilito che le vittime furono tra le 22.700 e le 25.000.
L'esperto di storia militare e capitano inglese Liddell Hart, dopo aver osservato come a partire dalla fine del gennaio 1945 le forze aeree angloamericane avessero operato il «deliberato ripristino della politica di "terrorismo aereo", soprattutto per compiacere i russi[...], finalità che passò così al secondo posto nella scala delle priorità, dopo gli obiettivi petroliferi ma prima delle comunicazioni», riassume così la vicenda:
« Verso la metà di febbraio la lontana città di Dresda fu sottoposta, col deliberato intento di seminar strage fra la popolazione civile, ad un micidiale attacco sferrato contro i quartieri del centro, non contro gli stabilimenti o le linee ferroviarie »
(Basil Liddell Hart)

13 febbraio, 2012

PROMEMORIA 13 febbraio 1998 – Dalla svolta del Partito Democratico della Sinistra nascono i DS.

Dalla svolta del Partito Democratico della Sinistra nascono i DS.
Il Partito Democratico della Sinistra (PDS) è stato un partito politico italiano post-comunista.
Fu fondato il 3 febbraio 1991 a Rimini a conclusione del XX Congresso del Partito Comunista Italiano, la cui maggioranza ne aveva sancito lo scioglimento e la confluenza nella nuova organizzazione.
Simbolo del nuovo partito era un albero, la cosiddetta quercia, con ai piedi il logo rimpicciolito del PCI.
In continuità col PCI, il primo segretario fu Achille Occhetto, sostituito nel 1994 da Massimo D'Alema.
Il 14 febbraio 1998 il PDS al termine degli Stati Generali della Sinistra confluì nei Democratici di Sinistra[2], il cui gruppo dirigente, segretario incluso, proveniva al 75% dal PDS.

12 febbraio, 2012

Maltempo: in provincia di Roma alle ore 19 strade percorribili


Maltempo: in provincia di Roma alle ore 19 strade percorribili

"Nonostante in queste ore continui a nevicare, la rete stradale provinciale è completamente percorribile e aperta alla circolazione automobilistica. Permangono solamente alcune difficoltà sulla via Tiburtina e l'Alta Empolitana".

Lo afferma, in una nota di ieri sera, l'Ufficio Stampa della Provincia di Roma.

"Lo straordinario lavoro svolto ieri e questa notte, sotto il coordinamento della Prefettura di Roma d'intesa con la Provincia, gli operatori della viabilità provinciale, gli agenti di Polizia provinciale, volontari di Protezione civile e le Forze armate - continua il comunicato - ha consentito il transito delle vetture, con catene o gomme termiche, nonostante le abbondanti nevicate soprattutto nelle aree interne della Valle dell'Aniene, della Cassia, Castelli Romani e Monti Lepini".

"Un forte impegno - aggiunge la nota - che sta proseguendo in queste ore e domani per consentire già nella giornata di lunedì il completo ritorno alla normalità della circolazione automobilistica nei 2000 km di strade provinciali e permettere la piena ripresa dell'attività produttiva. Si raccomanda, comunque, di spostarsi nelle prossime ore solo per effettiva necessità, facendo la massima attenzione per il pericolo di ghiaccio".

PROMEMORIA 12 febbraio 1737 – Viene inaugurato il Teatro San Carlo di Napoli.

Viene inaugurato il Teatro San Carlo di Napoli.
« Gli occhi sono abbagliati, l'anima rapita. […] Non c'è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea. »
(Stendhal, Roma, Napoli e Firenze nel 1817)
Il Real Teatro di San Carlo, citato spesso come Teatro San Carlo, è un teatro lirico di Napoli, insiste in piazza Trieste e Trento ed è uno fra i maggiori teatri d'Europa.
È il più antico teatro d'opera d'Europa, essendo stato fondato nel 1737 (41 anni prima del Teatro alla Scala di Milano, costruito solo nel 1778); nonché il più capiente teatro all'italiana della Penisola. Può ospitare quasi tremilatrecento spettatori e conta cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo, più un ampio palco reale, un loggione ed un palcoscenico lungo circa trentacinque metri.
Dal 1º ottobre 2011 il real teatro ospita il MEMUS (acronimo di "memoria" e "museo"), museo storico nel quale si espongono opere d'arte (quadri, fotografie, strumenti musicali, costumi, documenti d’epoca, un archivio musicale audio ed anche una delle immagini video) che ripercorrono la storia del san Carlo stesso e dell'opera italiana in generale. Il museo inizia con il percorso storico voluto da Carlo di Borbone nell'adiacente residenza reale, dalla quale si accede al teatro, visitando storici ambienti non visibili né se si accede al palazzo reale, né al san Carlo come spettatore.

11 febbraio, 2012

PROMEMORIA 11 febbraio 1945 – Seconda guerra mondiale: si conclude la Conferenza di Jalta


Seconda guerra mondiale: si conclude la Conferenza di Jalta
La conferenza di Jalta è il nome di un vertice tenutosi presso Livadija (3 km a ovest di Jalta), in Crimea, durante la Seconda guerra mondiale, nel quale i capi politici dei tre principali paesi Alleati presero alcune decisioni importanti sul proseguimento del conflitto, sull'assetto futuro della Polonia, e sull'istituzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
I tre protagonisti furono Franklin Delano Roosevelt, Winston Churchill e Stalin, capi dei governi degli Stati Uniti, del Regno Unito e dell'Unione Sovietica. Non venne invitato il leader francese Charles de Gaulle.
L'incontro si tenne in Crimea, nel Palazzo di Livadija, vecchia residenza estiva di Nicola II a Jalta, fra il 4 e l'11 febbraio 1945, pochi mesi prima della sconfitta della Germania nazista nel conflitto mondiale. Esso fu il secondo ed il più importante di una serie di tre incontri fra i massimi rappresentanti delle grandi potenze alleate, iniziati con la Conferenza di Teheran (28 novembre – 1º dicembre 1943) e conclusesi con la Conferenza di Potsdam (17 luglio-2 agosto 1945).
Nel dettaglio, gli accordi ufficialmente raggiunti a Jalta inclusero:
una dichiarazione in cui si affermava che l'Europa era libera, e che invitava allo svolgimento di elezioni democratiche in tutti i territori liberati dal giogo nazista.
la proposta di una conferenza (da tenere nell'aprile 1945 a San Francisco) in cui discutere l'istituzione di una nuova organizzazione mondiale, le Nazioni Unite (ONU); in particolare a Jalta si considerò l'istituzione del Consiglio di Sicurezza.
lo smembramento, il disarmo e la smilitarizzazione della Germania, visti come "prerequisiti per la pace futura"; lo smembramento (che prevedeva che USA, URSS, Regno Unito e Francia gestissero ciascuno una zona di occupazione) doveva essere provvisorio, ma si risolse nella divisione della Germania in est ed Ovest che finì solo nel 1989.
furono fissate delle riparazioni dovute dalla Germania agli Alleati, nella misura di 22 miliardi di dollari.
in Polonia si sarebbe dovuto insediare un "governo democratico provvisorio", che avrebbe dovuto condurre il paese a libere elezioni nel più breve tempo possibile.
riguardo alla Jugoslavia, fu approvato l'accordo fra Tito e Šubašić (capo del governo monarchico in esilio), che prevedeva la fusione fra il governo comunista e quello in esilio.
i sovietici avrebbero dichiarato guerra al Giappone entro tre mesi dalla sconfitta della Germania; in cambio avrebbero ricevuto la metà meridionale dell'isola di Sachalin, le isole Curili e avrebbero visti riconosciuti i loro "interessi" nei porti cinesi di Port Arthur e Dalian.
tutti i prigionieri di guerra sovietici sarebbero stati rimandati in URSS, indipendentemente dalla loro volontà.
Inoltre in Romania e Bulgaria furono installate delle Commissioni Alleate per governare tali Paesi, appena sconfitti. A Jalta, il Regno Unito e gli USA denunciarono l'insorgervi di regimi comunisti; Stalin però lo negò, e Churchill e Roosevelt non poterono fare altro che prenderne atto. Nella relazione finale venne inserito l'impegno a garantire che tutti i popoli potessero scegliere i propri governanti, impegno palesemente disatteso nei decenni successivi.

10 febbraio, 2012

Maltempo. Piano antineve della Provincia di Roma: oltre 1.300 uomini e 264 mezz

Maltempo. Piano antineve della Provincia di Roma: oltre 1.300 uomini e 264 mezzi

E’ stato predisposto il piano di emergenza della Provincia di Roma per fronteggiare la nuova ondata di maltempo prevista sul territorio nel fine settimana.

Sono già disponibili e stanno già operando, 264 mezzi tra spazzaneve, spargisale, camion e bobcat della Provincia di Roma, della Protezione Civile, dell’Esercito e delle ditte esterne assoldate dall’Amministrazione provinciale per questa emergenza maltempo.

Inoltre saranno operativi su tutto il territorio provinciale più di 500 militari, 300 volontari della Protezione Civile, 330 fra operai e addetti alle case cantoniere della Provincia, 70 tecnici dell’Amministrazione provinciale ai quali si affiancheranno 80 boscaioli venuti dal Trentino Alto Adige e un centinaio di rifugiati politici, che si occuperanno di pulire le strade e assistere i cittadini.

Complessivamente, quindi, gli uomini dislocati dalla Provincia di Roma sul proprio territorio per fronteggiare l’emergenza maltempo saranno più di 1.300 e saranno dislocate su strada 70 pattuglie della Polizia Provinciale.

Sono state inoltre distribuite ai comuni circa 1500 tonnellate di sale.

Inoltre sulle strade consolari in uscita dalla Capitale, di competenza dell’Ente Provincia (Ardeatina, Laurentina, Nomentana e Tuscolana), e sui 2mila km di strade provinciali, dalle ore 6 di venerdì 10 e fino alle ore 24 di sabato 11 febbraio sarà in vigore l'obbligo di catene a bordo per gli autoveicoli, e il divieto di circolazione per gli automezzi pesanti, moto e motocicli.

E in una nota, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti ha dichiarato: “Stiamo facendo il massimo per affrontare la nuova emergenza maltempo. Ringrazio tutti gli uomini e le donne della Protezione Civile e dell’Esercito, i volontari e soprattutto il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro che con straordinario impegno sta permettendo a tutti gli enti locali di mettere in campo una task force così organizzata”.

PROMEMORIA 10 febbraio 1986 – Incomincia il Maxiprocesso ideato da Giovanni Falcone con oltre 400 imputati.

Incomincia il Maxiprocesso ideato da Giovanni Falcone con oltre 400 imputati.
Il Maxiprocesso è il nome sotto il quale viene ricordato un processo penale iniziato il 10 febbraio 1986 e terminato il 16 dicembre 1987, contro Cosa Nostra, tenutosi a Palermo nell'aula bunker. Fu chiamato appunto maxi processo in quanto furono indagate più di 400 persone, per crimini legati alla criminalità organizzata. Esso fu considerata la prima reazione importante dello Stato a Cosa Nostra.
Non mancò una forte e marcata ostilità di molti componenti della magistratura palermitana, che spesso manifestarono dubbi e critiche al maxiprocesso e ai suoi promotori.
L'idea del maxiprocesso era venuta al Giudice Antonino Caponnetto per combattere la mafia in modo organico ed innovativo. La storia darà ragione a questa scelta. Il maxiprocesso permise infatti di avere una visione comune del fenomeno mafioso.
Questo processo diede inizio ad un'ondata di contromosse da parte di altri personaggi importanti dell'organizzazione criminale che avrebbe portato alla fine di molti traffici di droga in atto, ma, soprattutto, avrebbe danneggiato in maniera significativa le alleanze tra le famiglie siciliane ed americane.

09 febbraio, 2012

PROMEMORIA 9 febbraio 1965 – Guerra del Vietnam: Le prime truppe combattenti degli Stati Uniti vengono inviate nel Vietnam del Sud

Guerra del Vietnam: Le prime truppe combattenti degli Stati Uniti vengono inviate nel Vietnam del Sud.
La guerra del Vietnam (in inglese Vietnam War, in vietnamita Chiến tranh Việt Nam) fu il conflitto combattuto tra il 1960 (data di costituzione del Fronte di Liberazione Nazionale filo-comunista, FLN) e il 30 aprile 1975 (caduta di Saigon), prevalentemente nel territorio del Vietnam del Sud, tra le forze insurrezionali filo-comuniste, sorte in opposizione al governo autoritario filo-americano costituito nel Vietnam del Sud, e le forze governative di questo stato, creato nel 1954 dopo la Conferenza di Ginevra in seguito alla cosiddetta guerra d'Indocina contro l'occupazione coloniale francese (1945-1954).
Il conflitto, iniziato in realtà fin dalla metà degli anni cinquanta con il primo manifestarsi di un'attività terroristica e di guerriglia in opposizione al governo sudvietnamita, vide il massiccio coinvolgimento diretto degli Stati Uniti d'America che incrementarono progressivamente le loro forze militari in aiuto al governo del Vietnam del Sud, fino ad impegnare un enorme complesso di forze terrestri, aeree e navali dal 1965 al 1972 (un massimo di quasi 550.000 soldati nel 1969[7]), senza riuscire, però, a conseguire la vittoria politico-militare, subendo al contrario pesanti perdite, finendo per abbandonare al suo destino nel 1973 il governo di Saigon. In appoggio alle forze americane parteciparono al conflitto anche dei contingenti militari inviati dalla Corea del Sud, dalla Thailandia, dall'Australia, dalla Nuova Zelanda e dalle Filippine.
Sull'altro versante intervenne direttamente in aiuto delle forze filo-comuniste dell'FLN (definite Viet Cong dalle autorità statunitensi e sudvietnamite) l'esercito regolare del Vietnam del Nord che infiltrò, a partire dal 1964, truppe sempre più numerose nel territorio del Vietnam del Sud, impegnandosi in duri combattimenti contro le forze statunitensi nel corso di offensive culminate nella campagna finale del 1975. Inoltre, la Cina e l'Unione Sovietica appoggiarono il Vietnam del Nord e le forze Viet Cong con continue e massicce forniture di armi e con il loro appoggio politico-diplomatico.
La guerra del Vietnam non interessò soltanto il territorio del Vietnam del Sud, ma coinvolse progressivamente il Laos (ufficialmente neutrale, ma in realtà oggetto di operazioni belliche segrete statunitensi e di infiltrazioni continue di truppe nord-vietnamite), la Cambogia, interessata massicciamente da attacchi aerei e terrestri americani (1969-1970) e infine invasa dalle forze nordvietnamite in appoggio alla guerriglia comunista dei Khmer rossi. Anche lo stesso Vietnam del Nord venne ripetutamente colpito da pesanti e continui bombardamenti aerei statunitensi (dal 1964 al 1968 e ancora nel 1972) sferrati per indebolire le capacità militari nordvietnamite e per frantumare la volontà politica del governo di Hanoi di continuare la lotta insurrezionale al sud.
La guerra ebbe termine nell'aprile 1975 con la caduta di Saigon, il crollo del governo del Vietnam del Sud e la riunificazione politica di tutto il territorio vietnamita sotto la dirigenza comunista di Hanoi. Gli Stati Uniti subirono la prima vera sconfitta politico-militare della loro storia e dovettero accettare il totale fallimento dei loro obiettivi politici e diplomatici.
Nella storiografia vietnamita questo conflitto è conosciuto come guerra americana (in vietnamita Chiến Tranh Chống Mỹ Cứu Nước, letteralmente guerra contro gli americani per salvare la nazione), o anche come Kháng Chiến Chống Mỹ (guerra di resistenza contro gli americani).

08 febbraio, 2012

PROMEMORIA 8 febbraio 1971 – Debutta un nuovo mercato borsistico statunitense: il Nasdaq

Debutta un nuovo mercato borsistico statunitense: il Nasdaq.
NASDAQ, acronimo di National Association of Securities Dealers Automated Quotation (ovvero: "Quotazione automatizzata dell'Associazione nazionale degli operatori in titoli") è il primo esempio al mondo di mercato borsistico elettronico, cioè di un mercato costituito da una rete di computer.
Il Nasdaq è l'indice dei principali titoli tecnologici della borsa americana; vi sono quotate compagnie del calibro di Microsoft, IBM, Yahoo, Apple.
Il nuovo gruppo borsistico è stato istituito a New York il 5 febbraio 1971. Fino a qualche anno fa il Nasdaq è stato caratterizzato da una forte volatilità, dovuta al boom della cosiddetta New Economy.
L'indice, dopo essere partito l'8 febbraio 1971 con un valore iniziale di 100 punti, ha raggiunto un massimo storico di 5132 punti il 10 marzo 2000, in pieno boom della New economy.
La sede si trova a Times Square.

07 febbraio, 2012

Maltempo: primi 27 Comuni accedono a fondo stanziato dalla Provincia Roma


Maltempo: primi 27 Comuni accedono a fondo stanziato dalla Provincia Roma

Sono ventisette i Comuni che hanno avuto accesso al fondo di 700.000 euro stanziato dalla Provincia di Roma per affrontare l'emergenza neve.

Sono Agosta, Anguillara Sabazia, Anticoli Corrado, Bellegra, Camerata Nuova, Canterano, Carpineto Romano, Castel Madama, Castelnuovo di Porto, Formello, Gallicano, Gorga, Licenza, Montecompatri, Monterotondo, Morlupo, Percile, Riano, Rocca di Papa, Roccagiovine, Rocca Priora, San Vito Romano, Segni, Vallinfreda, Vicovaro, Vivaro Romano e Zagarolo.

''Un altro atto concreto - ha affermato il presidente dell’Amministrazione provinciale di Roma Nicola Zingaretti - per essere vicini ai Comuni e sostenerli dal punto di vista operativo in un momento così difficile ''.

''Al momento – ha proseguito Zingaretti - attraverso l'utilizzo di oltre 100 mezzi tra spargisale, spazzaneve e pale meccaniche, e grazie alla collaborazione con i volontari della protezione civile, le forze dell'ordine, i vigili del fuoco e l'esercito, sono state sgomberate dalla neve circa 600 km di strade, garantendo la percorribilità di oltre il 90% totale della rete provinciale”.

“Negli ultimi giorni infine – ha spiegato Zingaretti – sono state distribuite oltre 2.000 tonnellate di sale ai Comuni del territorio e altre 1.000 verranno messe a disposizione nelle prossime ore”.

“Chiaramente - conclude Zingaretti - il lavoro prosegue ininterrottamente per dare risposte al territorio, fronteggiare nel migliore dei modi una situazione meteo che rimane critica, e ritornare al più presto alla normalità''.

PROMEMORIA 7 gennaio 1990 – Per motivi di sicurezza viene chiusa al pubblico la Torre di Pisa

Per motivi di sicurezza viene chiusa al pubblico la Torre di Pisa.
I lavori iniziarono il 9 agosto 1173 (che, secondo il calendario pisano, era il 1174, in quanto l'anno iniziava il 25 marzo). Come era solito fare con i fari e con le costruzioni adiacenti al mare in genere, le fondamenta vennero lasciate a riposare per un anno intero.
Alcuni studi tra i più recenti attribuiscono la paternità del progetto a Diotisalvi, che nello stesso periodo stava costruendo il Battistero. Le analogie tra i due edifici sono infatti molte, a partire dal tipo di fondazioni. Altri suggeriscono invece Gherardi, mentre secondo il Vasari i lavori furono iniziati da Bonanno Pisano. La tesi del Vasari, oggi ritenuta priva di fondamento, fu invece ritenuta valida soprattutto dopo il ritrovamento nelle vicinanze del campanile di una pietra tombale col nome del Bonanno, che oggi si trova murata nell'atrio dell'edificio; inoltre nell'Ottocento fu rinvenuto sempre nei dintorni un frammento epigrafico di materiale rosa, probabilmente un calco su cui venne fusa una lastra metallica, che attualmente trova collocazione sullo stipite della porta di ingresso dell'edificio. Su tale frammento si legge, ovviamente rovesciato: "cittadino pisano di nome Bonanno". Tale calco con tutta probabilità era relativo alla porta regia del Duomo, distrutta durante l'incendio del 1595.
La prima fase dei lavori fu interrotta a metà del terzo piano, a causa del cedimento del terreno su cui sorge la base del campanile. La cedevolezza del terreno, costituito da argilla molle normalconsolidata, è la causa della pendenza della torre e, sebbene in misura minore, di tutti gli edifici nella piazza.
I lavori ripresero nel 1275 sotto la guida di Giovanni di Simone e Giovanni Pisano, aggiungendo alla costruzione precedente altri tre piani. Nel tentativo di raddrizzare la torre, i tre piani aggiunti tendono ad incurvarsi in senso opposto alla pendenza.
Il campanile fu completato alla metà del secolo successivo, aggiungendo la cella campanaria.

06 febbraio, 2012

PROMEMORIA 6 gennaio 1971 Il terremoto di Tuscania è un evento tellurico avvenuto nella zona compresa tra Tarquinia e Tuscania

Il terremoto di Tuscania è un evento tellurico avvenuto nella zona compresa tra Tarquinia e Tuscania, nel Lazio, il 6 febbraio 1971. Il bilancio della catastrofe è stato di trentuno morti ed un centinaio i feriti, alcuni trasferiti negli ospedali della provincia, oltre a 5.000 senzatetto. Il paese rimase privo dei servizi pubblici essenziali, come corrente elettrica, acqua e telefono.
Storia

Erano le ore 19:09 quando i sismografi dell'osservatorio sismico centrale dell'Istituto Nazionale di Geofisica, registrarono una violenta scossa sismica.
In base alle notizie che immediatamente giungevano all'Osservatorio da parte degli Enti Pubblici (Protezione Civile,Addetti ai lavori Pubblici ecc.) e da privati si è provveduto subito allo studio dei sismogrammi.
I risultati forniti dagli strumenti, davano una magnitudo della scala Richter uguale a 4,46. Questo dato permetteva di calcolare che l'intensità del terremoto, nell'ipocentro, doveva essere dell'ordine dell'ottavo grado della scala Mercalli, quindi particolarmente disastroso se si fosse trattato di una località abitata.
La zona maggiormente interessata doveva essere vicino alla città di Tarquinia e più precisamente nelle prossimità di Tuscania[1].
I fatti realmente avvenuti hanno tragicamente dimostrato come purtroppo l'ipocentro si trovasse quasi sulla verticale di quest'ultima cittadina e a profondità poco rilevante.

05 febbraio, 2012

PROMEMORIA 5 febbraio 1949 – Negli USA il rapporto Hoffman avanza critiche durissime circa l'utilizzo dei fondi del Piano Marshall da italiana

Negli USA il rapporto Hoffman avanza critiche durissime circa l'utilizzo dei fondi del Piano Marshall da parte dell'Italia. In effetti, parte cospicua delle risorse (circa 15 miliardi di lire in 7 anni) viene stanziata, col celebre "Piano Fanfani", per la costruzione di case popolari per i lavoratori. L'indirizzo sociale delle risorse non è gradito agli Stati Uniti, che preferirebbero una destinazione tesa all'aumento del potere d'acquisto della popolazione, per favorire l'acquisto dei prodotti industriali americani.
Per INA-Casa si intende il piano di intervento dello stato per realizzare edilizia pubblica su tutto il territorio italiano nell'immediato secondo dopoguerra, con i fondi gestiti da un'apposita organizzazione presso l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni, la Gestione INA-Casa.
Con la legge 28 febbraio 1949, n. 43 il Parlamento approvò il "Progetto di legge per incrementare l'occupazione operaia, agevolando la costruzione di case per i lavoratori". Inizialmente il piano prevedeva una durata settennale, ma successivamente venne prorogato sino al 1963. Grande promotore dell'iniziativa fu l'allora ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale Amintore Fanfani, tanto che, successivamente, il piano nei commenti giornalistici venne spesso denominato "Piano Fanfani".
L'intervento gestito dall'INA-Casa voleva favorire, oltre al rilancio dell'attività edilizia, anche l'assorbimento di una considerevole numero di disoccupati e la costruzione di alloggi per le famiglie a basso reddito. Molti hanno definito l'intervento come ispirato alle teorie economiche di Keynes, assumendo come modello di riferimento l'Inghilterra del "Piano Beveridge".

04 febbraio, 2012

PROMEMORIA 4 febbraio 1991 – I Queen pubblicano Innuendo, l'ultimo album prima della morte di Freddie Mercury


I Queen pubblicano Innuendo, l'ultimo album prima della morte di Freddie Mercury
Innuendo è il quattordicesimo album in studio della rock band britannica Queen, pubblicato nel 1991. Fu l'ultimo lavoro del gruppo registrato con il frontman Freddie Mercury ancora vivo. Accolto dai critici e dal pubblico come uno dei dischi migliori della band e del rock in generale, raggiunse la prima posizione della UK Albums Chart nel Regno Unito (rimanendovi 4 settimane), così come in Olanda (anche qui 4 settimane), in Svizzera (8 settimane), Germania (6 settimane), e Italia (3 settimane).
La copertina di Innuendo è ispirata alle illustrazioni di J.J. Grandville.
Innuendo è stato votato come il 94esimo miglior album di tutti i tempi, in un sondaggio effettuato dalla BBC nel 2006.

03 febbraio, 2012

Al Centro Culturale La Pelanda “ridurre Rifiuti creare Risorse”


Al Centro Culturale La Pelanda “ridurre Rifiuti creare Risorse”

Oggi, venerdì 3 febbraio, alle ore 16.30, a Roma, presso il Centro Culturale La Pelanda, in Piazza Giustiniani n. 4 (Macro – Testaccio), si terrà la giornata dal titolo “ridurre Rifiuti creare Risorse”.

L’appuntamento – nell’ambito delle iniziative dispiegate dall’Amministrazione provinciale di Roma per incentivare la raccolta differenziata e per promuovere la tutela del territorio – vedrà un’ampia partecipazione di rappresentanti del mondo istituzionale e associazionistico.

Parteciperanno all’appuntamento:
Mario Tozzi – Geologo e divulgatore scientifico;
Piero Attoma – Vice Presidente COMIECO (Consorzio Nazionale recupero e Riciclo degli imballaggio a base cellulosica);
Elisabetta Bottazzoli – Area rapporti con il Territorio CONAI (Consorzio nazionale Imballaggi);
Gianluca Bertazzoli – Responsabile Comunicazione e Relazioni esterne COREPLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio ed il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica);
Lorenzo Parlati - Legambiente Lazio;
Stefano Leoni – WWF;
Michele Civita – Assessore provinciale alle Politiche del Territorio e alla Tutela Ambientale.

Interverrà all’evento il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.

Nel corso della giornata si terranno le premiazioni delle “Cartoniadi”, con i riconoscimenti per i Comuni vincitori, nonché la proclamazione dei Comuni vincitori per il “Bando 4R”.

PROMEMORIA 3 febbraio 1957 – Prende avvio sulla rete RAI Programma Nazionale il contenitore Carosello

Prende avvio sulla rete RAI Programma Nazionale il contenitore Carosello, che negli anni diverrà indice di cambiamento delle abitudini degli italiani a causa (o grazie) alla televisione.
Carosello è stata una trasmissione della televisione italiana, in onda sul Programma Nazionale della RAI dal 3 febbraio 1957 (ma originariamente era stato previsto per il 1º gennaio) al 1º gennaio 1977[1].
Veniva trasmesso quotidianamente dalle 20:50 alle 21:00, tranne il Venerdì santo e il 2 novembre. Fu sospeso per una settimana tra il 31 maggio e il 6 giugno 1963 per l'agonia e la morte di papa Giovanni XXIII e per tre giorni dal 12 al 15 dicembre 1969, quando il Paese fu scosso dalla strage di Piazza Fontana. Altre sospensioni più brevi si ebbero per la morte di papa Pio XII (9 ottobre - 11 ottobre 1958), per le uccisioni dei fratelli John Kennedy (22 novembre 1963) e Bob Kennedy (5 giugno 1968) nonché a seguito di un improrogabile collegamento via satellite per l'ammaraggio della navicella spaziale Apollo 14, il 9 febbraio 1971.
In totale furono trasmessi 7.261 episodi.
Consisteva in una serie di filmati (spesso sketch comici sullo stile del teatro leggero o intermezzi musicali) seguiti da messaggi pubblicitari. Il rigido format di Carosello fu congegnato in maniera da funzionare impeccabilmente. Non subì interruzioni né errori per circa vent'anni: unica eccezione, gli eventi sopra menzionati ed alcuni scioperi e agitazioni in seno alla RAI che alterarono (sia pure lievemente) la programmazione, ad esempio con l'avvio della sigla finale senza l'elencazione dei prodotti reclamizzati.
Carosello non era e non poteva essere solo un contenitore di messaggi pubblicitari: erano predeterminati il numero di secondi dedicati alla pubblicità, il numero di citazioni del nome del prodotto, il numero di secondi da dedicare allo "spettacolo", la cui trama doveva essere di per sé estranea al prodotto. Per una legge allora vigente non era concesso fare della pubblicità all'interno di alcuno spettacolo televisivo serale, ma anche prima di un intervallo di novanta secondi dall'inizio del medesimo.
Alla realizzazione di Carosello parteciparono in veste di registi nomi illustri come Luciano Emmer (che ne è considerato l'inventore), Age e Scarpelli, Luigi Magni, Gillo Pontecorvo, Ermanno Olmi, Sergio Leone, Ugo Gregoretti, Pupi Avati, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini e l'americano Richard Lester. In qualità di attori Totò, Erminio Macario, Gilberto Govi, Vittorio Gassman, Dario Fo, Mina, Ernesto Calindri, Nino Manfredi, Virna Lisi, Gino Bramieri, Raimondo Vianello, Gino Cervi e persino Fernandel, Eduardo De Filippo e Jerry Lewis