10 ottobre, 2006

Promemoria: Sigonella. Ultimo sussulto di sovranità nazionale

Con Sigonella, Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio, venne meno a una regola imposta dall’Impero Usa agli stati vassalli: l’ossequio del primato dei loro interessi, al di là di qualsiasi principio d’indipendenza. Rifiutando di consegnare i palestinesi ai marine, Craxi osò affermare, invece, il rispetto della sovranità della nazione italiana.
Lunedì 7 ottobre 1985
Un commando palestinese sequestra, nelle acque territoriali egiziane, la nave da crociera italiana Achille Lauro, con 545 persone a bordo, e la dirotta verso la Siria.
Martedì 8 ottobre.
La Siria non permette alla nave di entrare nelle sue acque territoriali. I terroristi uccidono Leon Klinghoffer, americano di origine ebraica. Le autorità statunitensi ricevono la notizia della morte di un cittadino americano.
Mercoledì 9 ottobre.
Con la mediazione dell’Olp, la nave rientra a Porto Said, in Egitto, dove gli ostaggi vengono liberati.
Giovedì 10 Ottobre.
Gli Stati uniti chiedono l’estradizione del commando palestinese al Governo egiziano.
Il Governo italiano tratta con l’Olp la consegna dei quattro dirottatori perché siano giudicati in Italia, considerato che, nel diritto nautico internazionale, una nave è territorio della bandiera che batte.
Il Governo egiziano imbarca su un aereo di bandiera, con l’intenzione di trasportarli in Tunisia i quattro dirottatori, due negoziatori palestinesi, Abu Abbas e Hani el Hassan, nominati da Arafat, un ambasciatore del governo del Cairo ed alcuni elementi del servizio di sicurezza egiziano.
Il Governo tunisino nega all’aereo il permesso di atterrare.
L’aereo viene intercettato all’altezza del Canale di Sicilia da F-14 americani e dirottato.
Il Governo americano chiede a quello italiano il permesso di farlo atterrare nella base NATO di Sigonella, in provincia di Siracusa. Il presidente del Consiglio, Bettino Craxi, concede l’autorizzazione.

Venerdì 11 Ottobre 1985.
h. 0,15 L’aereo atterra a Sigonella. Sulla pista, viene circondato dai soldati italiani: Vam dell’areonautica e Carabinieri.
h. 0,21 Atterrano due C-141 statunitensi. Scendono, armi in pugno, i militari della Delta Force americana guidati da generale Steiner. Si dirigono verso il Boeing egiziano, fermo sulla pista, e lo circondano a loro volta. Chiedono la consegna dell’aereo e di Abu Abbas, ritenuto il vero capo del commando palestinese (quale effettivamente è).
h. 0,45 Bettino Craxi ordina all’Ammiraglio Fulvio Martini, capo del Sismi, di assumere le operazioni militari per il rispetto della sovranità nazionale italiana. Il ragionamento non fa una piega: il delitto è avvenuto su una nave italiana e i dirottatori si trovano su territorio italiano. E’ l’Italia che deve giudicare i colpevoli. Inoltre, al momento, non esistono prove certe che Abu Abbas sia imputabile del reato.
h. 1,15 Affluiscono nuovi rinforzi militari italiani alla base che circondano a loro volta la Delta Force americana. Si sfiora (?) il conflitto armato fra italiani e americani.
h. 5,30 Gli americani si ritirano. La polizia italiana arresta i 4 dirottatori.
Tarda mattinata L’Ammiraglio Martini arriva a Sigonella. Comincia la trattativa con gli egiziani rimasti a bordo dell’aereo. Si decide di trasferire il Boeing a Ciampino. Martini chiede una scorta di aerei caccia all’aeronautica italiana.
h. 21,30 circa Poco dopo essersi alzato in volo il convoglio aereo taliano, decolla da Sigonella, senza preventiva richiesta di autorizzazione, un caccia F-14 della Sesta Flotta americana che cerca di interferire con la rotta della formazione italiana, al fine di dirottare l’aereo egiziano. Non ci riesce.
h. 23,00 circa Il boeing egiziano, sotto scorta dell’aeronautica italiana, atterra a Ciampino. Un secondo aereo militare americano, dichiarando uno stato di emergenza, chiede e ottiene l’autorizzazione all’atterraggio immediato. Atterrato a sua volta, si dispone di traverso sulla pista con la chiara intenzione di impedire qualsiasi ulteriore manovra all’aereo egiziano.
L’Ammiraglio Martini fa sapere al pilota americano che ha cinque minuti di tempo per liberare la pista, dopodiché darà ordine di buttarlo fuori con i bulldozer. Ne passano solo tre: l’F-14 accende i motori e riparte.
La battaglia di Sigonella è finita.

09 ottobre, 2006

Anna Politkovskaja

E’ morta una giornalista vera. Si chiamava Anna Politkovskaja. Le hanno sparato prima al cuore e poi alla testa all’ingresso di casa sua. Un edificio alla periferia di Mosca. Lascia due figli. Lascia un’inchiesta sulle torture in Cecenia dei russi che non potrà più essere pubblicata dal suo giornale, la Novaja Gazeta. Lascia tutti i suoi documenti, archivi, foto, pc alla polizia russa, che come prima misura dopo la sua morte ha sequestrato tutto ciò che ha trovato nel suo modesto appartamento. Per leggerlo con calma durante le indagini. Lascia Putin, un ex membro del KGB, alla guida della Russia. Lascia Kadyrov, uomo di Putin, da lei accusato di crimini contro la popolazione cecena alla guida della Cecenia. Lascia il silenzio del Cremlino, forse in lutto stretto. Lascia Chirac che decora Putin con la Gran Croce della Legion d’Onore. Lascia un libro: “La Russia di Putin” che vi consiglio di leggere. Nel libro Anna scrive di Putin: “La Russia ha già avuto governanti di questa risma. Ed è finita in tragedia. In un bagno di sangue. In guerre civili. Io non voglio che accada di nuovo”.Anna ricorda l’omicidio Matteotti. Sequestrato e ucciso dopo un suo discorso di accusa contro il fascismo in Parlamento. L’ultimo prima del Regime e del discorso ufficiale di Mussolini del 1925 alla Camera di insediamento della dittatura: "Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!". Ma almeno il duce non sequestrò i documenti privati di Matteotti.Cosa avverrà ora in Russia? Ma questa non è una domanda che possono farsi le democrazie occidentali. La Russia, su questo non si discute, è una democrazia fondata sul gas e sul petrolio che esporta. Se non li esportasse tornerebbe a essere la buona, vecchia dittatura di un tempo.
Dal blog di Beppe Grillo

Promemoria - Strage del Vajont

La strage del Vajont (chiamata anche Tragedia o Disastro del Vajont) avvenne il 9 ottobre 1963 alle ore 22.39. Fu causata da una frana staccatasi dal monte Toc e precipitata nel bacino artificiale creato dalla diga del Vajont, provocando un'onda che scavalcò la diga e travolse distruggendolo il paese di Longarone; 1917 le vittime di cui 1450 a Longarone, 109 a Castellavazzo, 158 a Erto e Casso e 200 originarie di altri comuni, vengono inoltre danneggiati gli abitati di Codissago, Pirago, Faè e Rivalta.
Il disastro
La zona del distacco della frana, visibile ancor oggi, fotografata dal paese di Casso.
Alle 22:39 del 9 ottobre 1963 si staccò dalla costa del Monte Toc (che in dialetto locale significa "marcio") una frana lunga 3 km di oltre 270 milioni di metri cubi di rocce e terra. La frana arrivò a valle, generando una scossa sismica e riempiendo il bacino artificiale. L'impatto con l'acqua causò due ondate: la prima si schiantò contro la montagna, la seconda (di circa 50 milioni di metri cubi di acqua, di cui 25 milioni scavalcarono la diga) scavalcò la diga precipitando verso la valle e travolgendo Longarone e altri paesi limitrofi, causando la completa distruzione della città e la morte di quasi 2000 persone (dati ufficiali parlano di 1917 vittime, ma non è possibile determinare con certezza il numero).
Dopo il disastro
Il Ministero dei Lavori Pubblici avviò immediatamente un'inchiesta per individuare le cause della catastrofe.
L'ingegner Pancini - uno degli imputati - si suicida alla vigilia del processo. Il processo inizia nel 1968 e si conclude in Primo Grado l'anno successivo con una condanna a 21 anni di reclusione per tutti gli imputati coinvolti, per disastro colposo ed omicidio plurimo aggravato.
In Appello la pena verrà ridotta e alcuni degli imputati verranno assolti per insufficienza di prove. Nel 1997 la Montedison (che ha acquisito la SADE) verrà condannata a risarcire i comuni colpiti dalla catastrofe.
La comunità riprese subito a ricostruire non solo il tessuto sociale distrutto, ma anche la città: nel 1971 nacque da zero, su progetto dell'architetto Samonà, il comune di Vajont presso Montereale Valcellina, dove alcuni abitanti sfollati insediarono un nuovo centro urbano. Un altro centro chiamato Nuova Erto venne costruito a Ponte nelle Alpi (provincia di Belluno), di cui costituisce un quartiere. Infine, sopra il vecchio abitato originale di Erto venne costruito il paese di Erto attuale.
Il progetto
Il progetto del Vajont viene ideato dalla SADE (Società Adriatica di Elettricità), particolarmente attiva alla fine dell'Ottocento e nella prima metà del Novecento nella distribuzione elettrica (prima della trasformazione dell'ENEL in azienda statale) nel nord-est italiano.
Lo scopo del progetto era quello di creare in mezzo ai monti dolomitici una riserva di acqua che permettesse di sfruttare la potenza idrica per portare energia elettrica a Venezia, anche nei periodi di secca dei fiumi.
La gola del torrente Vajont (che nasce dalle Alpi carniche e si immette nel fiume Piave, costeggiando il Monte Toc, a cavallo della provincia di Belluno e della provincia di Pordenone) sembrava essere il luogo più adatto: lungo il corso del torrente, all'altezza dei paesi di Casso e di Erto(PN), il geologo Giorgio Dal Piaz e il progettista Carlo Semenza individuarono il luogo più adatto per costruire la diga a doppio arco più alta del mondo.
Il progetto iniziale prevedeva una diga a doppio arco alta 202 metri con un invaso di 58,2 milioni di metri cubi. In seguito il progetto fu modificato: la diga avrebbe raggiunto l'altezza di 261,60 metri, con un invaso utile di 152 milioni di metri cubi. L'invaso della diga fu a tutti gli effetti maggiore di quanto previsto da tutti i progetti.
Il progetto ottenne la completa approvazione ministeriale il 17 luglio 1957.
La storia - Prima del disastro
I lavori progettuali legati alla costruzione del Grande Vajont iniziarono nel 1940, con i primi sopralluoghi di Dal Piaz sul territorio. Qui in rete la cronologia completa del Vajont
Dopo la Seconda guerra mondiale il progetto Vajont, fortemente voluto dalla SADE, inizia a prendere forma e viene quindi presentato per l'approvazione del Genio Civile.
I controlli geologici iniziarono nel 1949 e con essi i primi atti di protesta delle amministrazioni coinvolte dal progetto: la costruzione della diga avrebbe infatti portato gli abitanti dei paesi di Casso e di Erto all'abbandono di abitazioni e di terreni produttivi.
Nonostante le proteste degli abitanti della valle e i forti dubbi degli organi preposti al controllo del progetto, a metà degli anni '50 iniziarono i primi espropri fondiari e la preparazione del cantiere: i lavori per la costruzione della diga iniziarono nel 1956, senza l'effettiva autorizzazione ministeriale.
Avanzamento dei lavori
Nel corso dei lavori si dovette procedere ad aggiustamenti non previsti nel progetto originale: furono rilevate frane della roccia su cui poggiavano le spalle e fu reso necessario l'utilizzo di iniezioni di calcestruzzo per il consolidamento dei versanti.
A lavori ormai iniziati si produssero alcune scosse sismiche, la SADE fece pertanto effettuare ulteriori rilievi geologici che rilevarono l'esistenza di una grande paleofrana sul monte Toc; la quale avrebbe potuto cadere nel bacino artificiale formato dalla diga. Nonostante questo, La SADE non inviò mai i rapporti di questi rilievi agli organi di controllo.
I lavori continuarono: il 2 febbraio 1960 si effettuò il primo invaso a quota 600 metri, successivamente la quota fu portata a 650 metri. Il 4 novembre 1960 si produsse la prima frana: 700 mila metri cubi di terra e roccia franarono nel bacino.
Dopo la prima frana fu commissionata all'Istituto di Idraulica e Costruzioni Idrauliche dell'Università di Padova una simulazione di disastro. Lo studio riprodusse in scala una possibile frana di 40 milioni di metri cubi, la dimensione stimata allora della frana, attraverso l'utilizzo di ghiaia. In base a questa simulazione, in seguito al disastro oggetto di critiche poiché considerata da alcuni troppo approssimativa, si determinò che il limite di invaso a quota 700 metri non avrebbe provocato danni.
Dal 1961 al 1963 furono praticati numerosi invasi e svasi per limitare il più possibile le possibilità di smottamento del terreno circostante la diga: il 4 settembre 1963 si arrivò a quota 710. Gli abitanti della zona denunciarono movimenti del terreno e scosse telluriche, inoltre venivano chiaramente uditi boati provenienti dalla montagna.
Le proteste degli abitanti della zona
Fin dal primo arrivo della SADE sul Monte Toc gli abitanti della zona reclamarono il loro diritto alla territorialità, lottando contro gli espropri di terreno e denunciando errori nel progetto. Si formarono due comitati (Comitato per la difesa del Comune di Erto e Consorzio Civile per la rinascita della Val Ertana) le cui richieste e denunce non furono mai ascoltate.
Tina Merlin, giornalista dell'Unità, portò più volte sulle pagine del giornale le denunce degli abitanti della zona: fu denunciata (e in seguito assolta) lei stessa per diffamazione e disturbo dell'ordine pubblico.
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

06 ottobre, 2006

Comunicato Stampa


Il giorno 10 ottobre dalle ore 9 alle ore 17 si terrà, presso il Tecnopolo Tiburtino,
Via Ardito Desio,60 il convegno
Dai progetti in rete alla rete delle scuole pubbliche"Star bene a scuola"
organizzato dalla rete delle scuole pubbliche coordinate dal liceo scientifico Benedetto Croce, finanziato dal Comune di Roma nel quadro del 2° Piano Cittadino per l’attuazione della Legge 285/97 e finalizzato alla prevenzione della dispersione scolastica. Il convegno, , che si avvale dei contributi dei docenti universitari Ajello, Benvenuto, Occulto e Pollo, oltre che della presenza dell’assessore Coscia, intende promuovere una riflessione pubblica sugli esiti del progetto e sulle prospettive di diffusione dei suoi risultati e delle buone pratiche sperimentate.

05 ottobre, 2006

Risposta del Presidente Caradonna in merito alla lettera AQ30 sul Prolungamento Metrò B fino a Casal Monastero

Gentile Sig. Chiappini, Presidente AQ30

Il Presidente desidera innanzitutto ringraziarLa per la Sua sempre fattiva collaborazione.

In merito al prolungamento della Linea B è perfettamente in accordo con Lei, e si sta attivando
verso gli organi di competenza e la stampa affinchè questa opera venga realizzata, come appare sul quotidiano "il Tempo" di ieri.

Condivide con Lei anche l'intitolazione della via ad Oriana Fallaci.
Le porgo i saluti del Presidente Caradonna ed i miei.

Antonietta Donatelli
Uff. stampa Presidente Ivano Caradonna

Telecom: Cablatura per Torraccia !!! Dopo anni di richieste finalmente sono ripartiti i lavori.

Dopo l’inizio dei lavori per la cablatura di Torraccia da parte di Telecom partiti il 7 luglio u.s. e annunciato su questo blog, sono ripresi in maniera consistente i lavori. Si può vedere lo scavo che passa su via Chiaravalle e attraversa via Tamassia. Questo inoltre ci permetterà di avere connessioni veloci ad internet oltre ad avere la possibilità effettiva di avere nuovi gestori più concorrenziali che, ad oggi, non essendo cablata la zona, non potevano attivare il servizio.

04 ottobre, 2006

Roma avrà 5 nuovi palazzetti in periferia con impianti da circa 1200 posti per basket e pallavolo

Cinque nuovi palazzetti dello sport per Roma, tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009. Gli impianti da 1200 -1500 spettatori saranno dotati di campi per basket, pallavolo, piscine e altri sport e sorgeranno tutti in periferia. Le zone interessate saranno Cesano, Pietralata, Bufalotta, Casal dé Pazzi, Collidono e il via ai lavori è previsto per l'estate 2007. Ad annunciare il progetto è stato il sindaco di Roma Walter Veltroni con i rappresentanti delle Federazioni di basket e pallavolo del Lazio Ad illustrare le caratteristiche di questi cinque nuovi palazzetti, nonché il loro contributo al miglioramento della qualità della vita nei quartieri, sono stati anche i presidenti dei municipi interessati, Cardente (IV), Caradonna (V) e Fasoli (XX) e gli assessori all'Urbanistica, Lavori pubblici e Ambiente, rispettivamente, Morassut, D'Alessandro e Esposito e il delegato allo sport Gianni Rivera. Gli impianti sorgeranno in aree destinate a servizi e verde pubblico e saranno dotati di parcheggi e punti di ristoro. Gli spazi pubblici (posti auto, tribune e servizi igienici) saranno accessibili anche ai disabili. Gli impianti saranno inoltre costruiti in aree di due ettari ciascuno secondo tecniche di bioarchitettura, con tutte le tecnologie di risparmio energetico, a partire dall'uso del fotovoltaico. I palazzetti, che sorgeranno a Cesano nel XX municipio e a Pietralata, nel comprensorio dello Sdo nell'ambito del futuro campus universitario, costeranno complessivamente 6,6 milioni di euro di fondi comunali e saranno realizzati attraverso gare d'appalto che faranno capo all'assessorato ai Lavori pubblici. Gli impianti di Casal dé Pazzi, Bufalotta e Collidoro saranno costruiti con fondi privati, attraverso apposite gare bandite dall'Ufficio sport del Comune. Questi impianti, dotati di piscine, potranno essere utilizzati anche per i mondiali di nuoto del 2009, che avranno il loro luogo centrale a Tor Vergata nella Città dello sport progettata da Calatrava.

03 ottobre, 2006

Dal 3 ottobre 1990 la Germania dell’Est non esiste più.

La Repubblica Federale di Germania il 3 ottobre del 1990 ha ricevuto l'adesione dei Länder orientali, già provincie della Repubblica Democratica Tedesca.
La Germania (denominazione ufficiale: Repubblica Federale di Germania, in tedesco Bundesrepublik Deutschland) è una delle nazioni più industrializzate del mondo, situata nell'Europa occidentale. A nord confina con la Danimarca ed è bagnata dal Mare del Nord e dal Mar Baltico, ad est confina con la Polonia e la Repubblica Cèca, a sud con Austria e Svizzera, e ad ovest con Francia, Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi.
La Germania è uno dei membri fondatori dell'Unione Europea. Partecipa inoltre dal 1985 agli accordi di Schengen.
Dal 2002 ha adottato l'euro quale moneta, in sostituzione del marco tedesco.
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

02 ottobre, 2006

Donne nella Cgil: la mostra a Palazzo Valentini

A cento anni dalla fondazione della Cgil, trecento fotografie e un volume testimoniano la presenza attiva delle donne nel sindacato.

Per ricordare un secolo di lotte per la dignità, i diritti e la libertà femminile, la Provincia di Roma ospita - da lunedì 2 a sabato 7 ottobre - l’importante mostra fotografica “Donne nella Cgil: una storia lunga un secolo”. Trecento scatti, divisi in otto sezioni, e oltre 16 pannelli per illustrare le biografie delle donne ritratte: tutto sarà esposto nella Saletta Stampa di Palazzo Valentini (Via IV Novembre 119/A) e sarà visitabile da lunedì 2 ottobre a partire dalle ore 16.

La mostra verrà inaugurata con una cerimonia ufficiale mercoledì 4 ottobre alle ore 11 presso la Sala della Pace; alla cerimonia interverranno: il presidentedella Provincia di Roma, Enrico Gasbarra; la Presidente della Comissione delle Elette, Cecilia D’Elia; il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani; la Segretaria Generale SPI – CGIL, Betty Leone; il Presidente della Fondazione Istituto Gramsci, Giuseppe Vacca; la curatrice della mostra e del volume, Lucia Motti; la storica dell’Università di Tor Vergata, Anna Rossi – Doria.

L’esposizione resterà aperta al pubblico fino a sabato 7, con ingresso gratuito, dalle ore 9:30 alle ore 19:00.

Risposta ATAC in merito alle linee 308 e 344 per studenti.

Gentile signor Chiappini, salve. Sono Giacomo del Servizio Clienti Atac SpA e rispondo alla sua e-mail del 15 settembre scorso. Al riguardo la informo di aver interessato la nostra Direzione Programmazione – competente per tutte le modifiche di rete sul territorio - per una verifica di fattibilità tecnica della proposta. Va comunque tenuto presente che tutte le richieste relative alla rete (spostamento fermate, prolungamento percorsi delle linee, nuove istituzioni, ecc…) devono avere – qualora siano attuabili tecnicamente – sia il benestare del Municipio territorialmente competente che del Dipartimento VII "Politiche della Mobilità" del Comune di Roma. Sarà nostra cura comunque informarla quando avremo i riscontri richiesti. Nel ringraziarla, la saluto molto cordialmente.

30 settembre, 2006

Domani primo ottobre alle ore 18,15 inizia, per gli ebrei, lo YOM KIPPUR e termina alle ore 18,32 di dopodomani. Auguri di buona espiazione.

Iom Kippur giorno dedicato all’espiazione dei peccati. Secondo il lunario di quest’anno, questa giornata dedicata a D-o, inizia alle ore 18,15 di domenica 1° ottobre e termina,col suono dello shofar, il 2 ottobre alle ore 19,20, Il digiuno termina alle ore 19,32..
Yom Kippur (יום כפור yom kippùr, Giorno dell'espiazione) è la ricorrenza religiosa ebraica che celebra il giorno dell' espiazione. Nella Torah viene chiamato Yom haKippurim (Ebraico, "Giorno degli espìanti"). È uno dei cosiddetti Yamim Noraim (Ebraico, "Giorni di timore reverenziale"). Gli Yamim Noraim sono Rosh haShana e Yom Kippur, che sono rispettivamente i primi due e gli ultimi due giorni dei Dieci Giorni del Pentimento.
Nel calendario ebraico Yom Kippur incomincia al crepuscolo del decimo giorno del mese ebraico di Tishri (che cade tra Settembre e Ottobre del calendario gregoriano), e continua fino al crepuscolo del giorno successivo.
Yom Kippur cadrà nei prossimi anni del calendario gregoriano nei seguenti giorni:
2006: 2 ottobre
2007: 22 settembre
2008: 8 ottobre
2009: 27 settembre
2010: 17 settembre
2011: 7 ottobre
2012: 26 settembre
2013: 13 settembre
2014: 3 ottobre
Attenzione: la festività inizia al tramonto del giorno precedente.
Il dieci del mese di Tishrì cade lo Yom Kippur, giorno considerato come il più sacro e solenne del calendario ebraico. E’ un giorno totalmente dedicato alla preghiera e alla penitenza e vuole l’ebreo consapevole dei propri peccati, chiedere perdono al Signore. E’ il giorno in cui secondo la tradizione Dio suggella il suo giudizio verso il singolo. Se tutti i primi dieci giorni di questo mese sono caratterizzati dall’introspezione e dalla preghiera, questo è un giorno di afflizione, infatti in Levitico 23:32 è scritto "voi affliggerete le vostre persone". E’ un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene dal mangiare, dal bere e da qualsiasi lavoro o divertimento e ci si dedica solo al raccoglimento e alla preghiera; il digiuno che affligge il corpo ha lo scopo di rendere la mente libera da pensieri e di indicare la strada della meditazione e della preghiera. Prima di Kippur si devono essere saldati i debiti morali e materiali che si hanno verso gli altri uomini. Si deve chiedere personalmente perdono a coloro che si è offesi: a Dio per le trasgressioni compiute verso di Lui, mentre quelle compiute verso gli altri uomini vanno personalmente risarcite e sanate.Ci si deve avvicinare a questo giorno con animo sereno e fiduciosi che la richiesta di essere iscritti da Dio nel "Libro della vita", sarà esaudita. La purezza con cui ci si avvicina a questa giornata da alcuni è sottolineata dall’uso di vestire di bianco.E’ chiamato anche "Sabato dei sabati", ed è l’unico tra i digiuni a non essere posticipato se cade di sabato. Kippur è forse la più sentita tra le ricorrenze e anche gli ebrei meno osservanti in questo giorno sentono con più forza il loro legame con l’ebraismo. Un tempo, gli ebrei più lontani venivano detti "ebrei del Kippur" perché si avvicinavano all’ebraismo solo in questo giorno.L’assunzione della responsabilità collettiva è un altra delle caratteristiche di questo giorno: in uno dei passi più importanti della liturgia si chiede perdono dicendo "abbiamo peccato, abbiamo trasgredito….". La liturgia è molto particolare e inizia con la commovente preghiera di Kol Nidrè, nella quale si chiede che vengano sciolti tutti i voti e le promesse che non possono essere state mantenute durante l’anno.Questa lunga giornata di 25 ore viene conclusa dal suono dello Shofàr, il corno di montone, che invita di nuovo al raccoglimento, e subito dopo dalla cerimonia di "separazione" dalla giornata con cui si inizia il giorno comune.

1/10/1906 – 1/10/2006 CENT’ANNI DOPO Compleanno a Milano

La Cgil nacque a Milano e a Milano torna, il primo ottobre 2006, per festeggiare un compleanno storico. Il 1 ottobre del 1906, infatti, si tenne nella sala della Camera del lavoro meneghina il congresso costitutivo della Confederazione Generale del Lavoro. Vi parteciparono 500 delegati inviati da 700 Leghe, in rappresentanza di 250 mila iscritti. Quegli uomini e donne rappresentavano appena un ventesimo dell’intera massa operaia industriale e un terzo di quella organizzata. Erano dunque un’avanguardia, una minoranza cosciente che si diede il compito di elaborare una strategia dando al movimento sindacale una configurazione strutturale. Come si sa erano anni di scontri aspri, all’interno del sindacalismo e del socialismo italiani, tra riformisti e rivoluzionari, tra visioni opposte della lotta sociale e politica: questo per ricordare che quel congresso costitutivo di cui oggi la Cgil celebra l’anniversario fu segnato da duri contrasti.

Ciononostante la Confederazione Generale del Lavoro riuscì a costituirsi, e non a caso in un anno, il 1906, che si collocava nel mezzo di un decennio di trasformazioni intense dell’economia italiana, di crescita dei ceti operai ma anche del conflitto sociale.

"Cent'anni dopo", questo è il titolo della manifestazione che si svolgerà a Milano per ricordare quell’evento e quei protagonisti così lontani eppure vicini. Il programma della giornata, a partire dalle ore 9.30 presso il teatro degli Arcimboldi, prevede la prolusione storica di Adolfo Pepe (Preside della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Teramo e direttore della Fondazione Di Vittorio) e l'introduzione di Onorio Rosati (segretario generale della Camera del lavoro di Milano); gli interventi di John Monks (segretario generale della Ces), Guy Rider (segretario generale della Cisl internazionale) e Guglielmo Epifani; presiede il convegno Susanna Camusso (segretaria generale della Cgil Lombardia). Nel pomeriggio, alle ore 15 presso il Teatro alla Scala, si terrà il concerto della Orchestra Filarmonica della Scala diretta dal Maestro Riccardo Chailly. In programma esecuzioni di Igor Stravinskij e di Ottorino Respighi.

Polo direzionale Pietralata, al via l'assegnazione delle aree

Prende il via la nuova "Centralità di Pietralata": il Consiglio Comunale ha approvato la prima assegnazione di aree, quella per gli uffici Istat. Dopo quarant'anni di dibattiti e alterne vicende, comincia così a prendere corpo il progetto urbanistico per il polo direzionale-universitario, erede dello SDO. A breve il Consiglio avrà in esame la delibera per le aree da destinare all'università La Sapienza. Si potrà così avviare la realizzazione di 2.500 alloggi per gli studenti e degli impianti sportivi, utili anche per i Mondiali di Nuoto del 2009. Sarà il nuovo 'campus' della prima università romana, che permetterà di decongestionare l'ateneo più antico della capitale e di riqualificare i quartieri che vi gravitano attorno. Previsto l'insediamento di uffici direzionali, attività formative, laboratori di ricerca, spazi di promozione sociale per studenti e cittadini. Si tratta – ha sottolineato il sindaco Veltroni – di un importante tassello del programma capitolino per "equilibrare e armonizzare il rapporto tra il centro e la periferia".

Linea Atac 308 e linea 344 per le scuole attiva dal 2 ottobre 2006.


Al Presidente ATAC

Al Sindaco di Roma on.le Walter Veltroni

Al Presidente del Municipio Roma V Ivano Caradonna

Oggetto: Linea Atac 308 e linea 344 per le scuole attiva dal 2 ottobre 2006.

Facendo seguito alla nostra lettera del 13 settembre il Coordinamento AQ30 avanza considerazioni e relative proposte in merito alle due linee in oggetto con relativa cartina.
308 – l’autobus nel percorso che va Monte Sacro a Casal Monastero è costretto sulla “bretella Nomentana”a superare il cavalcavia del GRA accanto a Torraccia. La proposta è quella far fare una fermata in modo tale che chi utilizza questa linea non è costretto per una sola fermata a prendere anche il 404. Questa soluzione renderebbe più appetibile l’uso di questa linea. Inoltre troppo spesso questo autobus salta le corse svilendo la politica ATAC e comunale del maggior utilizzo del mezzo pubblico.
344 – sarà attiva questa linea specifica per i ragazzi che vanno a scuola. Per rendere ottimale il servizio sarebbe sufficiente aggiungere alla fermata di Torraccia di via Cappi una al centro della zona a via Donato Menichella all’altezza del civico 166 dove fa fermata il 444 direzione Rebibbia in modo da prendere più utenti studenti possibile.
Duole dire, che nel caso di questa nuova linea, non sia stata data nessuna comunicazione alla nostra associazione che avrebbe potuto, come in altre occasioni, collaborato con le istituzioni a trovare soluzioni condivise.
Ringrazio come sempre per l’attenzione che vorrete porre alle nostre considerazioni e proposte.

Roma 26 settembre 2006 Il presidente
Roberto Chiappini

29 settembre, 2006

Verbale dell’incontro, in Campidoglio, tra Comune di Roma e il Laboratorio Quinto al quale ha partecipato anche il Coordinamento AQ30.

Il 29 settembre alle ore 11.00 si è effettuato l’incontro richiesto dal Laboratorio V con il Comune di Roma.
Oltre allo staff del Sindaco e agli uffici della mobilità e dei lavori pubblici e, per il Municipio Roma V sono stati presenti gli Assessori Di Virgilio e Guardati.
I temi affrontati sono stati:
* il temi della mobilità quali il prolungamento della Metropolitana a Casal Monastero oltre che le linee Atac e Sita che operano sul territorio del Quartiere 30;
* situazione scuole a Casal Monastero
* gli elettrodotti da interrare
* il completamento dell’urbanizzazione dei piani di zona di Torraccia e Casal Monastero.
Rispetto alla mobilità ha preso la parola per l’Assessorato alla Mobilità Alessandro Ferrari. Ci ha spiegato a che punto è la situazione prolungamento Metro B. Una delle criticità progettuali era quella del capolinea di Casal Monastero che si doveva edificare dove si trova il vecchio casale soggetto a vincolo di sovrintendenza. Per la sovrintendenza il prof. Galletti ha dato il placet alla demolizione della struttura e alla sua successiva ricostruzione dello stesso. Inoltre sta arrivando il nulla osta in merito al vincolo ambientale da parte del dr.D’amato. Si pensa che tutto l’iter si dovrebbe completare entro aprile 2007.
Nell’immediato verrà firmato (12 ottobre 2006) il contratto con il Consorzio Ravennate il lavoro per la verifica della sovrintendenza su tutta la tratta del prolungamento Metrò B.
Poi, con gli uffici ATAC si è posto il problema autobus 308 e della nuova linea 344 per le scuole che parte il 2 ottobre.
Per il 308 l’AQ30 ha proposto una fermata nel tratto sul GRA per evitare che gli abitanti di Torraccia che devono prendere questa linea siano costretti, per una fermata, ad attendere prima il 404 o poi il 308. E’ stata richiesta anche una fermata all’altezza della Centrale del Latte. Nei prossimi giorni verrà fatto un sopralluogo.
Per il 344 è stata richiesta una fermata in via Donato Menichella all’altezza del civico 166 (edicola) per prendere più studenti possibile.
Poi si è parlato dei lavori pubblici.
Si è posto il problema scuole a Casal Monastero. Per la media di alta qualità è previsto l’inizio lavori a fine di questo anno. Per l’elementare ci vuole più tempo.
Si è parlato dell’interamento dell’elettrodotto di C.Monastero che però prevede ancora un lungo iter di progetto e di finanziamento (4 anni).
Per la piazza 10, davanti all’Eurospin, i lavori partiranno a fine ottobre 2006.
Per la struttura dell’asilo nido e del centro multifunzionale è prevista la cantierizzazione ad aprile 2007.
Il 2 ottobre si svolgerà una nuova riunione per trattare gli altri temi attinenti il territorio.

28 settembre, 2006

Liceo Classico del Quartiere 30. In attesa della nuova conferenza di servizio questo è il progetto preliminare.

Come anticipato il 2 agosto, e in attesa di conoscere la data in cui si svolgerà la nuova conferenza di servizio, pubblico il progetto preliminare del liceo classico di Torraccia. Ricordo che questa struttura dovrà avere 5 sezioni pari a 25 aule.
Durante la nuova conferenza di servizio, che si dovrebbe tenere entro il prossimo mese di ottobre, dovranno essere confermata la disponibilità da parte del Comune di Roma e segnatamente dall’assessorato all’ambiente la disponibilità a prendere possesso dell’area dove è prevista la costruzione del plesso. Inoltre dovrà essere confermato il primo finanziamento dell’opera e la progettazione definitiva.

Questa mattina è stato inaugurato l’asilo nido all’interno di Alenia.

Questa mattina è stato inaugurato l’asilo nido all’interno della struttura industriale di Alenia alla presenza del Ministro della Famiglia Rosi Bindi, dell’Assessore del Comune di Roma Roberto Morassut e del Presidente del Municipio Roma V Ivano Caradonna.
Dopo aver sottoscritto con il Comune di Roma e l’Unione Industriali di Roma un Protocollo di Intesa per la creazione di nidi aziendali, SELEX-SI ha provveduto ad una richiesta di finanziamento, che permetterà un contenimento degli investimenti aziendali almeno nella prima fase di vita del Nido stesso.
Il Progetto, che costituirà un Progetto Pilota, è stato realizzato all’interno del perimetro dello Stabilimento di Roma ed avrà un’utenza complessiva di 50 bambini (di cui 10 provenienti dalle liste comunali) in una fascia di età compresa dai 3 mesi ai 3 anni.
L’asilo viene attivato immediatamente.
In Italia sono sempre più numerose le aziende che dimostrano maggiore attenzione alle esigenze dei propri dipendenti, identificando soluzioni e servizi che permettano soprattutto di conciliare attività lavorativa e famiglia, migliorando la qualità della vita nel suo complesso.

27 settembre, 2006

Asilo nido all’interno di ALENIA per i dipendenti e per il territorio.

Domani 28 settembre alle ore 10,30 alla presenza del Ministro per la famiglia Rosi Bindi, dell’Assessore del Comune di Roma Roberto Morassut e del Presidente del Municipio Roma V Ivano Caradonna verrà inaugurato l’asilo nido all’interno di ALENIA.
Questa struttura è nata per dare un servizio oltre che ai figli dei dipendenti anche alle famiglie che vivono in questo territorio.

Eutanasia: è necessario riflettere ed è importante evitare confusioni tra eutanasia e testamento biologico.

Vorrei valutare soggettivamente alcuni aspetti del problema partendo dall’esperienza maturata in alcuni paesi europei.
In Europa ci sono due esempi di pratica di eutanasia quello Olandese e Belga e quello Svizzero. In Olanda c’è una recente legge che regola la materia anche se la pratica era già accettata dagli anni 70: Si tratta di eutanasia attiva e volontaria per cui il medico su richiesta del paziente che si trova in condizioni di salute irreversibile pratica una iniezione letale. Sull’eutanasia in Olanda sono state fatte molte inchieste volute proprio dal governo già dal 1993. E’ emerso che,in una percentuale di casi, il medico agisce in assenza di richiesta del paziente facendo così una eutanasia involontaria. Ultimamente inoltre si sta discutendo sulla possibilità di estendere l’eutanasia anche ai neonati affetti da patologie terminali anche se questo è un aspetto che lascia perplessi e preoccupati.
In Svizzera invece l’eutanasia attiva privata è vietata e non si può attuare. E’ possibile invece in suicidio assistito. L’articolo della legge svizzera che vieta l’aiuto al suicidio è formulata così: chi per motivi egoistici aiuta qualcuno a suicidarsi è punito ecc. ecc.. Questa legislazione però afferma che se non viene fatto per motivi egoistici ma si dimostra che il malato era particolarmente sofferente questa pratica si può fare. In cosa consiste:al paziente viene fornita una bevanda letale che prende da solo: Quindi è suicidio. Questa bevanda è fornita dai volontari delle associazioni pro eutanasia. Non è necessario che ci sia un medico. Essi vanno dai soci che ne hanno fatto richiesta e portano questa bevanda. Questa pratica garantisce molto di più l’autonomia e la volontà del paziente e mette a riparo da possibili abusi. Inoltre in questo caso non è lo stato ad intervenire tramite il suo servizio sanitario. E’ una questione privata tra il paziente e chi lo aiuta. Così viene evitato il problema più grosso per accettazione dell’eutanasia. Non è tanto lo scontro tra morale religiosa e morale laica, per il fatto che lo stato,che ha il dovere primario di difendere il diritto alla salute dei cittadini e per primo la salute di quelli più deboli, non cominci a fare delle eccezioni per quanto giustificate si voglia a questo suo dovere fondamentale. E’ questa la ragione per cui l’eutanasia non è permessa nel mondo quasi in nessun paese. Solo l’Oregon negli Stati Uniti accetta il suicidio assistito. Credo che di questo dobbiamo molto parlare. Il Testamento biologico è un’altra questione che con l’eutanasia non ha nulla a che fare. E’ un altro problema che non bisognerebbe confondere.

Vade retro traffico: a Roma arrivano i poteri speciali

Firmato ieri dal Presidente del Consiglio il decreto che attribuisce al Sindaco della capitale poteri speciali -fino al dicembre 2008- riguardo ad interventi e opere strutturali per la mobilità, il traffico, la riduzione dell'inquinamento. Già stamane in Campidoglio è in calendario una riunione operativa, convocata dal sindaco Veltroni con gli assessori competenti, per predisporre le prime ordinanze, tra cui il piano sulle opere strutturali da realizzare: il decreto sui poteri speciali, atteso da anni, per Roma può concretamente rappresentare un punto di svolta. In sintesi, il decreto si traduce in iter più rapidi per attuare opere e interventi che migliorino la mobilità e combattano il traffico: un corposo pacchetto in cui rientrano sì i parcheggi, ma anche viabilità, trasporto pubblico, corsie preferenziali. E anche assunzioni di vigili urbani. Riconosciuta l'emergenza traffico che affligge la capitale, Veltroni come commissario straordinario potrà avere in materia di traffico e mobilità poteri analoghi a quelli riconosciuti sin dal 2001 al sindaco di Milano e poi successivamente ai primi cittadini di Catania e Palermo. I poteri attribuiti in genere ai sindaci consistono essenzialmente nella possibilità di intervenire per regolare il traffico e la mobilità, ad esempio istituendo parcheggi, aree pedonali, corsie preferenziali, oppure installando nuovi impianti per il controllo della sosta e della mobilità acquistati con procedure accelerate; nella realizzazione di parcheggi pertinenziali, a rotazione o di scambio, anche in deroga alla legge che regola tali interventi; in interventi per il potenziamento del trasporto pubblico, con l'acquisto di mezzi, e la realizzazione di opere di completamento di quelle già in corso; nella realizzazione e qualificazione delle infrastrutture viarie del trasporto e della mobilità. Tutti questi interventi possono essere attuati derogando, entro limiti dati, alle normative sugli appalti pubblici e a quelle in materia urbanistica, snellendo le procedure -fermo restando il parere delle sovrintendenze. Dunque i nuovi poteri del sindaco potranno incidere sui tempi di realizzazione del pacchetto di opere già messe in programma dal Campidoglio, che ammontano a circa 793 milioni di euro: non si tratta, infatti, di fondi aggiuntivi, ma della possibilità di spendere risorse già disponibili nel bilancio comunale in maniera accelerata.