19 gennaio, 2011

La Città Metropolitana di Roma Capitale vista con gli occhi dei cittadini


La Città Metropolitana di Roma Capitale vista con gli occhi dei cittadini

Giovedì 20 gennaio, alle ore 11,00, presso la Sala Di Liegro di Palazzo Valentini si terrà la presentazione del volume “La Città Metropolitana di Roma Capitale vista con gli occhi dei cittadini – Le nuove prospettive di sviluppo socio-economico del territorio”.

Per un reale cambiamento occorre però dare grande impulso allo sviluppo competitivo dell'intero territorio attraverso l'analisi dei parametri in grado di incidere sulle trasformazioni in atto e lo sviluppo di proposte realizzabili in termini di tempi e budget a disposizione.

A guidare il processo dovrebbero essere cittadini e imprese che in prima persona beneficieranno del risultato.
Il libro “La Città Metropolitana di Roma Capitale vista con gli occhi dei cittadini” nasce proprio dall'idea di attivare un processo decisionale ragionato "bottom up ", condiviso e partecipato che punta sull'analisi del feedback a doppio senso tra le aspettative di chi vive, lavora e produce sul territorio e chi può far vambiare il corso degli eventi.

Rappresenta il risultato di un'ampia campagna d'ascolto sul territorio che ha coinvolto le più importanti associazioni di categoria, ordini professionali, rappresentanti di enti locali, sindacati , rappresentanti dei cittadini oltre che i Sindaci dei 121 Comuni della Provincia di Roma e i Presidenti dei Municipi nel corso di audizioni tenute sul tema.

Nella pubblicazione sono delineate le prospettive di sviluppo socio economico del territorio, le prospettive di successo del nuovo ente, i limiti e le opportunità di un processo evolutivo visto con gli occhi dei cittadini, dei pendolari, degli imprenditori, dei lavoratori e dei giovani che ora si inseriscono nel mondo del lavoro. Un processo ai loro occhi non più procrastinabile.
La formulazione di proposte tese a costruire un'organizzazione che funzioni ed il superamento dei limiti esistenti al cambiamento sono i fattori in grado di decretare il successo di quest'importante sfida: rendere Roma e la sua provincia un'area vivibile e competitiva, interconnessa ed evoluta, in grado di dare risposte ai problemi reali dei cittadini.
Un percorso importante, al quale questa ricerca intende dare un contributo, che potrebbe portare dopo Roma Capitale ad una riforma della città metropolitana come previsto dalla norma vigente in materia anche se non è questo lo scopo primario .

Piuttosto l’intento è quello di individuare le giuste priorità d'intervento per creare soluzioni ai problemi più sentiti dai cittadini e creare un'agenda dei progetti da porre in essere per massimizzare le potenzialità di crescita e sviluppo del territorio. Indipendentemente dalla realizzazione a breve di una riforma, certamente auspicabile, la priorità è disegnare le linee guida strategiche per una più efficace governance del territorio.

Questo è possibile solo se al tavolo della concertazione vi sono i reali fruitori del cambiamento : cittadini ed imprese che, unitamente alle Istituzioni - Regione, Provincia e Comune di Roma - ognuna impegnata nell'avanzare e discutere le proprie proposte, si espongono in prima linea nel delineare le linee di indirizzo strategiche.

Il libro, realizzato dalla Commissione Riforme Istituzionali della Provincia di Roma, presieduta dall'On Piero Cucunato, è articolato in tre parti :
Parte Prima
La città metropolitana di Roma Capitale : cenni di carattere istituzionale
Parte Seconda
La città metropolitana di Roma Capitale : le aspettative dei cittadini
Parte terza
La città metropolitana di Roma Capitale : selezione di testi normativi
Il lavoro di pianificazione, analisi e ricerca è stato condotto dalla Dott.ssa Anna Di Lallo.
Hanno offerto il loro contributo :
La Provincia di Roma
I Sindaci dei Comuni della Provincia di Roma
i Presidenti dei Municipi
I rappresentanti degli Enti Locali
L'Unione industriale di Roma
La CNA di Roma
La federlazio
L'Università degli Studi di Roma Torvergata
La CGIL del Lazio
La CISL Lazio
La UIL di Roma
L'Ordine dei Notai
L'Ordine dei Farmacisti
L'Ordine degli Architetti
L'Ordine degli Avvocati
Cittadinanza Attiva-Associazione Cittadini nazionale
Adiconsum -Associazione Consumatori Nazionale

Numerosi, inoltre, i contributi alla ricerca svolta sul territorio da parte dei più grandi esperti sul tema e che costituisce il primo passo di un percorso che si intende attivare
sul territorio per offrire un reale contributo a chi dovrà occuparsi della governance del territorio.

A Bracciano apre "Cosi vicine, cosi lontane - tate, colf e badanti"


A Bracciano apre "Cosi vicine, cosi lontane - tate, colf e badanti"

Si inaugura oggi, martedì 18 gennaio alle ore 11, presso la Biblioteca comunale di Bracciano (piazza dei Pasqualetti) la mostra bibliografica “Così vicine, così lontane. Tate, colf e badanti. Saranno presenti l’assessore alle Politiche culturali della Provincia di Roma Cecilia D’Elia; il sindaco di Bracciano Giuliano Sala; l’assessore alla Cultura del comune di Bracciano Giampiero Nardelli e la scrittrice Ribka Sibhatu.

L’esposizione resterà aperta fino al 3 febbraio e durante tutta la permanenza saranno organizzati laboratori per le scuole del territorio.

La mostra è costituita da oltre 130 documenti, diari, fiabe, romanzi, biografie, fotografie, manuali, cataloghi di mostre, dizionari, materiali plurilingui, riviste, inchieste e reportage sul tema delle collaboratrici domestiche di oggi e di ieri ma contiene anche un ricco repertorio di film e documentari.

“La mostra girerà in tutte le otto ‘Biblioteche del mondo’ della Provincia di Roma ma è disponibile per enti, associazioni e istituzioni culturali – dichiara l’assessore Cecilia D’Elia -. Essa è dedicata alle badanti e al valore del loro lavoro che tante famiglie italiane sperimentano ogni giorno. Queste donne, che vivono così vicino alle nostre esigenze e così lontano dai loro affetti e ricordi, sono per la nostra società un tesoro umano e culturale, nonché economico, spesso dimenticato. Si inseriscono nelle strutture familiari, ne condividono l’intimità, partecipano alle dinamiche intergenerazionali, incrociano i consumi, gli stili di vita, i comportamenti degli italiani. L’integrazione è un fatto, oltre che una necessità, e una forza di rinnovamento sociale e civile. Si potranno leggere documenti e testi di struggente umanità che fanno battere il cuore a tutte e a tutti, italiani e stranieri, vicini e lontani”.

“Così vicine, così lontane” è un ‘progetto contenitore’ in progress: il suo patrimonio documentario si integrerà con materiali, anche inediti, storie di vita,diari, lettere, raccolti nel territorio man mano che la mostra svolgerà il suo percorso nella provincia di Roma.

Il presidente emerito Scalfaro alla presentazione del progetto della Provincia di Roma “Cittadinanza e Costituzione”


Il presidente emerito Scalfaro alla presentazione del progetto della Provincia di Roma “Cittadinanza e Costituzione”

È stato presentato questa mattina a Palazzo Valentini, alla presenza di 150 persone tra docenti e studenti provenienti dagli istituti di tutta la provincia il progetto “Cittadinanza e Costituzione”.

Il presidente emerito della Repubblica Italiana, Oscar Luigi Scalfaro si è rivolto alla platea di studenti con affetto, manifestando la sua vicinanza alle proteste di questi giorni «Questa vostra battaglia è una battaglia di partecipazione, significa essere vivi». Scalfaro ha poi parlato della Carta Costituzionale: «La Costituzione chiede di essere amata, ma per essere amata deve essere conosciuta. Conoscerla vuol dire viverla. La Costituzione è nata per unire, mai per dividere. Non ha in sè questo perfido scopo, perché al centro della Costituzione vi è la persona umana. Quando abbiamo votato l'articolo 1 e ogni volta che lo sento nominare provo un brivido. Ogni cittadino vedendo quella Carta ha potuto dire “questa Carta è anche mia”».

Poi, l'ex presidente della Repubblica Italiana ha raccontato gli anni che hanno preceduto la nascita della Carta «Allora c'era la dittatura, ma a dire il vero anche adesso lo stato democratico non gode di ottima salute. Ci siamo iniziati a chiedere perché i cittadini italiani non potevano votare, perché non potevano scegliere il loro schieramento». «Oggi – ha concluso il presidente emerito - non esiste un deputato o un senatore eletto dal popolo. E' una gravissima lesione al concetto di democrazia». Poi, tra gli applausi scroscianti della sala, il saluto agli studenti «Voglio ringraziare tutti voi. Sembra che oggi io sia venuto a dare, invece sono venuto a prendere la vostra vitalità».

L’Assessore alle Politiche scolastiche della Provincia di Roma, Paola Rita Stella, ha quindi illustrato gli obiettivi del progetto: «insegnare, studiare e analizzare nelle scuole il dettato costituzionale, significa offrire ai giovani un quadro di riferimento indispensabile per costruire il loro futuro di cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri».

Il progetto prevede una serie di incontri durante i quali sarà illustrata la storia, dallo Statuto Albertino all’Assemblea Costituente e i principi fondamentali della Costituzione, i diritti di libertà e i diritti sociali sanciti quindi l’ordinamento della Repubblica con un approfondimento sui poteri del Presidente della Repubblica.

«Tanti i principi e i valori contenuti dalla nostra Carta – ha concluso l’Assessore – per questo vogliamo che a conoscerli e tenerli sempre vivi siano innanzitutto i giovani».

PROMEMORIA 19 gennaio 1939 - Italia: il fascismo scioglie il Parlamento, sostituendolo con la Camera dei Fasci e delle Corporazioni


Italia: il fascismo scioglie il Parlamento, sostituendolo con la Camera dei Fasci e delle Corporazioni
1939 - Italia: il fascismo scioglie il Parlamento, sostituendolo con la Camera dei Fasci e delle Corporazioni.
La Camera dei Fasci e delle Corporazioni fu istituita con legge 19 gennaio 1939 n. 129 (essendo lo Statuto albertino una costituzione flessibile era sufficiente la legge ordinaria per modificarlo) e tenne la sua seduta inaugurale il 23 marzo dello stesso anno.
Fu sciolta, ma non soppressa, dal regio decreto legge 2 agosto 1943 n. 705, entrato in vigore il giorno 5 dello stesso mese, subito dopo la caduta del regime fascista, ma ratificato solo con la legge 5 maggio 1949, n. 178.
La Repubblica Sociale Italiana stabilì a Venezia la sede della propria Camera dei Fasci e delle Corporazioni che, tuttavia, non entrò mai in funzione.
Curiosamente la legge istitutiva del 1939 è stata espressamente abrogata solo il 16 dicembre 2009, data di entrata in vigore di alcune disposizioni contenute nel decreto legge 22 dicembre 2008 n. 200, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2009 n. 9.

Struttura
I membri della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, non più denominati deputati ma consiglieri nazionali, erano più di seicento. Non erano eletti dal popolo, ma ne facevano parte di diritto in quanto componenti:
del Gran Consiglio del Fascismo;
del Consiglio Nazionale del Partito Nazionale Fascista, organo composto dai massimi gerarchi del partito e dai dirigenti delle associazioni collegate (Segretario, componenti del Direttorio Nazionale, ispettori e segretari federali del Partito Nazionale Fascista; Segretario, Vice Segretario e due ispettori dei Fasci italiani all'estero; presidente dell'Associazione fascista famiglie caduti, mutilati e feriti per la Rivoluzione; fiduciari nazionali delle Associazioni fasciste della scuola, del pubblico impiego, dei ferrovieri dello Stato, dei postelegrafonici e degli addetti alle aziende industriali dello Stato; presidenti dell'Istituto Nazionale di Cultura Fascista, dell'Opera Nazionale Dopolavoro, del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra, dell'Associazione nazionale combattenti e reduci, delle Confederazioni fasciste dei datori di lavoro e dei lavoratori e della Confederazione fascista dei professionisti e degli artisti; Segretario del Partito Fascista Albanese);
del Consiglio Nazionale delle Corporazioni, organo presieduto dal Capo del Governo e composto da oltre cinquecento membri in rappresentanza delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, dei ministeri economici e sociali, del Partito Nazionale Fascista e delle opere nazionali.
Non era previsto un rinnovo periodico della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, in quanto il mandato dei consiglieri nazionali terminava quando essi cessavano di appartenere ai suddetti organi. Tuttavia i lavori della Camera, così come quelli del Senato, continuavano ad essere suddivisi in legislature (ve ne fu, per ovvi motivi, una sola): la fine di ciascuna legislatura era stabilita con decreto reale, su proposta del Capo del Governo (il decreto fissava anche la data di convocazione delle due camere riunite, per ascoltare il discorso della Corona col quale si apriva la legislatura successiva).
Il presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni ed i vicepresidenti erano nominati con decreto reale. Il primo presidente fu Costanzo Ciano (dal 23 marzo al 26 giugno 1939) al quale successe Dino Grandi (dal 30 novembre 1939 al 4 agosto 1943). Sciolta la Camera dei Fasci e delle Corporazioni, il governo affidò temporaneamente a Vittorio Emanuele Orlando le funzioni amministrative spettanti al suo presidente.

Funzioni
La Camera dei Fasci e delle Corporazioni condivideva il potere legislativo con il Governo ed il Senato del Regno (non toccato dalla riforma del 1939, ma fascistizzato con la nomina di ben 211 nuovi senatori). Tuttavia il suo ruolo, così come quello del Senato, era puramente consultivo; infatti l'art. 2 della legge istitutiva recitava: "Il Senato del Regno e la Camera dei Fasci e delle Corporazioni collaborano col governo alla formazione delle leggi".
La Camera dei Fasci e delle Corporazioni (così come il Senato) discuteva e approvava in assemblea plenaria, su relazione delle commissioni competenti, i soli disegni di legge indicati nella legge istitutiva (quelli di carattere costituzionale, le deleghe legislative di carattere generale, i progetti di bilancio ed i rendiconti consuntivi dello Stato, ecc). Tutti gli altri disegni di legge erano esaminati e definitivamente approvati dalle commissioni, salvo che il Governo o la stessa camera, autorizzata dal Capo del Governo, avessero chiesto la discussione e il voto in assemblea plenaria. Il Capo del Governo poteva inoltre stabilire che, per ragioni di urgenza, venissero approvati in commissione anche i disegni di legge per i quali era ordinariamente prevista la competenza dell'assemblea plenaria. La procedura di approvazione delle leggi in commissione è stata ripresa dalla Costituzione repubblicana e, in seguito, dalla Costituzione spagnola del 1978, nonché da alcuni statuti regionali (come quello del Piemonte).
Sebbene il ruolo della Camera dei Fasci e delle Corporazioni fosse piuttosto marginale, essa non mancò di una certa incidenza politica. Infatti, come nota Andrea Manzella "in quel segmento di ordinamento che si chiama Costituzione fascista e che durò due anni, dal 1938 al 1940, dopo la istituzione della Camera dei fasci e delle corporazioni, si capì che, anche in quel momento, occorreva creare un luogo di lavoro. Le Commissioni della Camera dei fasci e delle corporazioni, come attesta Renzo De Felice, dettero del filo da torcere al Governo di allora. I disegni di legge del Governo dovevano passare infatti nell'imbuto delle Commissioni alla Camera dei fasci e delle corporazioni in cui c'erano potenti lobbies di interessi".

18 gennaio, 2011

In scena al Teatro Palladium il Teatro Indipendente


In scena al Teatro Palladium il Teatro Indipendente

“Il 21 gennaio prossimo prende il via l’ottava stagione del Palladium curata da Romaeuropa per il teatro dell’Università Roma Tre. Anche quest’anno la Provincia di Roma conferma la propria scelta a favore del teatro indipendente e a sostegno delle sue potenzialità artistiche, culturali e civili. È un’esperienza che ci ha visto intervenire direttamente nella produzione di spettacoli di promettenti giovanissime compagnie che oggi calcano i teatri italiani e internazionali”.
Questa la dichiarazione dell’assessore alle Politiche culturali della Provincia di Roma, Cecilia D’Elia.

Due le iniziative in cartellone sostenute dall’Amministrazione provinciale: il festival Teatri di Vetro sulla scena contemporanea italiana e romana e le produzioni teatrali di Ztl pro, un progetto realizzato insieme alla rete Zone Teatrali Libere che in quattro anni ha portato alla realizzazione di 16 produzioni teatrali.

“Questo lavoro – conclude D’Elia - è frutto di una Convenzione con l’Università Roma Tre che rinnoveremo nel 2011 e che fino ad oggi ci ha permesso di sostenere uno spazio culturale aperto al territorio e alle nuove generazioni di teatranti”.

Celebrazioni per l’Unità d’Italia: prosegue il progetto della Provincia


Celebrazioni per l’Unità d’Italia: prosegue il progetto della Provincia

La seconda lezione del ciclo ideato dalla Provincia di Roma per celebrare l’Unità d’Italia si terrà presso l’istituto Galileo Galilei di Roma in via Conte Verde 51. Dopo la prima lezione, che ha visto in cattedra Giuliano Amato, mercoledì 19 gennaio prossimo alle ore 09.30, presso l'Istituto Galilei, il professor Massimo Baioni parlerà di “Eredità e memorie del Risorgimento”.

Un percorso di riflessione e approfondimento che coinvolge gli studenti delle scuole superiori della provincia di Roma in occasione delle celebrazioni per i centocinquanta anni dell’Unità nazionale. E' questa l’iniziativa avviata dalla Provincia di Roma con l’assessorato provinciale alle Politiche per la scuola e al progetto Storia e Memoria, coordinato dal professor Umberto Gentiloni.


“Studiare gli avvenimenti che portarono alla nascita della nostra nazione può aiutarci non solo a capire meglio cosa è accaduto, ma anche a scoprire come tante delle realtà in cui viviamo oggi siano il frutto di un lungo e articolato percorso”, afferma Paola Rita Stella, assessore alle Politiche della Scuola della provincia di Roma, spiegando il progetto rivolto agli oltre 900 studenti delle scuole superiori di Roma e provincia che hanno aderito all'iniziativa.

”Le lezioni rivolte ai ragazzi delle scuole superiori del nostro territorio - continua l'assessore - sono tenute da docenti universitari e affrontano i temi legati al Risorgimento e all'unità nazionale”.

Alle lezioni è stato abbinato un concorso riservato agli studenti: a loro il compito di preparare degli elaborati sull'Unità d'Italia. Tra i concorrenti saranno selezionati 80 vincitori che potranno partecipare, a marzo, a un viaggio di istruzione a Torino per visitare i luoghi del Risorgimento e dell’Unità d’Italia.

Per partecipare al concorso è possibile inviare gli elaborati, entro il 28 febbraio, all’indirizzo: Provincia di Roma, Assessorato alle politiche della scuola, viale di Villa Pamphili 100, 00152, Roma, indicando sulla busta la dicitura “Concorso I nostri primi 150 anni”.

PROMEMORIA 18 gennaio 1943 Seconda guerra mondiale: I sovietici annunciano di aver rotto l'assedio tedesco a Leningrado.


Seconda guerra mondiale: I sovietici annunciano di aver rotto l'assedio tedesco a Leningrado.
L'assedio di Leningrado (in russo: блокада Ленинграда[?], oggi San Pietroburgo), durante la seconda guerra mondiale, durò dal 8 settembre 1941 al 27 gennaio 1944, data in cui si celebra ufficialmente la liberazione della città, mentre l'assedio ebbe termine il 18 gennaio.
L'ultimo collegamento ferroviario con Leningrado si ebbe il 30 agosto, quando i soldati tedeschi raggiunsero il fiume Neva. Questa data segna l'effettivo inizio dell'assedio della città.
Storia
Alcune donne alla fine dell'assedio. La scritta che si presume stia per essere cancellata significa: "Cittadini! Questo lato della strada è molto pericoloso durante gli attacchi dell'artiglieria"
L'esercito tedesco invase l'URSS durante l'Operazione Barbarossa il 22 giugno 1941, data che segnò l'inizio ufficiale del conflitto tra Germania e Unione Sovietica. Un secondo fronte bellico era stato anche aperto il 25 giugno quando i sovietici bombardarono alcune città della Finlandia segnando di fatto la continuazione della guerra Finno-Sovietica. Nel mese di agosto i finlandesi avevano riconquistato l'istmo di Carelia avvicinandosi a Leningrado da ovest e avanzando attraverso la Carelia a est del lago Ladoga per avvicinarsi alla città anche da nord.
Il quartier generale finlandese non accettò però la richiesta da parte dei tedeschi di procedere ad un attacco aereo della città, la sola eccezione fu l'uccisione casuale di un elefante al Giardino zoologico di Leningrado, da parte di un singolo aereo. Un'altra decisione dei finlandesi fu di non voler proseguire nell'avanzata oltre il fiume Svir a sud nella Carelia occidentale.
Da parte sua la Wehrmacht fece degli avanzamenti rapidi ed in settembre giunse alle porte di Leningrado; nello stesso tempo i loro alleati avanzarono sino al fiume Svir, raggiunto nel mese di dicembre, a 160 chilometri a nord-est della città.
Incapace o non convinta nel continuare nella sua posizione di vantaggio, grazie anche alla strenua e brillante difesa cittadina organizzata dal Maresciallo Zhukov, l'armata tedesca si trovò ad assediare Leningrado, senza riuscire a conquistarla, per 900 giorni. I militari tedeschi accerchiarono la città bloccando tutte le vie di rifornimento e rimase aperto solo un piccolo corridoio verso il lago Ladoga che prese il nome di Strada della Vita (Дорога жизни in russo, Laatokan elämänlinja in finnico).
La situazione sanitaria e alimentare della città fu pessima, soprattutto nel primo inverno, ma Hitler non riuscì mai ad organizzare il banchetto da lui previsto per festeggiare la conquista di questo gioiello della civiltà europea. Il tentativo di conquista continuò con la denominazione di Operazione Spark, un'offensiva su larga scala partita il 12 gennaio 1943 contro le truppe russe, ma dopo cruente e feroci battaglie l'armata rossa riuscì a distruggere le fortificazioni tedesche ed aprire un corridoio stradale sicuro verso il lato meridionale del Ladoga, riuscendo il 18 gennaio a far giungere rifornimenti alla città assediata.
Nel gennaio 1944 una decisa controffensiva russa riuscì a cacciare i tedeschi dalla zona sud della città ponendo di fatto termine al lunghissimo assedio; più tardi, nella stessa estate del '44 anche le truppe finlandesi vennero ricacciate al di là della Baia di Vyborg e del fiume Vuoski.
Nel caos del primo inverno di guerra nessun piano di evacuazione della città era attuabile e di fatto sia il centro urbano che i suoi sobborghi furono in completo isolamento fino al 20 novembre 1941 quando un corridoio venne aperto sulla superficie ghiacciata dal Ladoga permettendo l'arrivo di vettovagliamento agli assediati.[1]
La capacità di resistenza dei leningradesi meravigliò molto gli alleati, spaventati dal repentino collasso delle armate sovietiche di fronte ai primi attacchi delle truppe naziste. Molti cattivi profeti già prevedevano una repentina caduta dell'impero sovietico, invece i semplici cittadini, anche solo continuando le loro solite occupazioni diedero un grande impulso morale alla resistenza.

Gli effetti dell'assedio
Anche gli artisti fecero la loro parte: ad esempio, Dmitri Shostakovich compose la sua famosa Sinfonia di Leningrado durante i giorni dell'assedio nel 1941 e riuscì ad organizzarne la prima rappresentazione nell'estate del 1942. Questa opera divenne in breve molto popolare anche al di fuori dei confini russi, in particolare negli Stati Uniti dove divenne un veicolo potente di propaganda per la lotta contro il Nazi-Fascismo.
Una stima accurata delle vittime dell'assedio è fonte di continue dispute, dopo la fine della guerra il governo sovietico riportò una cifra di vittime di circa 670.000 dal 1941 al gennaio 1944 ma molte valutazioni di terze parti riportano cifre oscillanti tra i 700.000 e i 1.500.000 caduti. Ufficialmente ne sono stati stimati 1.250.000 tra morti e dispersi, tra civili e militari sovietici.[3]
Sempre le stime valutano che la città di Leningrado da una popolazione nel 1939 di quasi 3,2 milioni di abitanti, si ritrovò con poco più di 2,5 milioni di cittadini al termine dell'assedio.
In virtù del suo eroismo e delle sue vittime Leningrado fu la prima città dell'Unione sovietica ad ottenere il titolo di Città eroina conferitole nel 1945.

17 gennaio, 2011

PROMEMORIA 17 gennaio 1929 - Braccio di Ferro, un personaggio dei fumetti creato da Elzie Crisler Segar, appare per la prima volta con una striscia.


Braccio di Ferro, un personaggio dei fumetti creato da Elzie Crisler Segar, appare per la prima volta con una striscia su un quotidiano.
Elzie Crisler Segar (Chester, 8 dicembre 1894 – Santa Monica, 13 ottobre 1938) è stato un autore di fumetti statunitense.
Nato in Illinois, USA, dopo aver svolto per un breve periodo l’attività di batterista e di proiezionista, seguì un corso di disegno per corrispondenza. Riuscì a farsi pubblicare il primo lavoro nel 1916, con una trasposizione a fumetti delle comiche di Charlie Chaplin. Dopo essere stato notato da William Randolph Hearst, uno dei magnati della stampa americana, si trasferì da Chicago a New York, dove nel 1919 creò Thimble Theatre, serie nella quale, dieci anni dopo, fece il suo esordio il marinaio Popeye, ovvero Braccio di Ferro. Nel 1929 inventò anche Sappo, un impiegato costretto al pendolarismo, il cui vicino di casa è uno scienziato pazzo.
Avambracci muscolosi e tatuati, pipa permanentemente in bocca, il marinaio guercio Braccio di Ferro non ha le certezze dei suoi colleghi che devono salvare la Terra. "Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono", ripete, cercando di giustificare così tutte le sue stravaganze e l’impulsività che lo porta a cercare di risolvere tutto con un pugno ben assestato.
Segar morì nel 1938 nella sua villa di Santa Monica in California, dopo una lunga malattia.

16 gennaio, 2011

PROMEMORIA 16 gennaio 1945 - Adolf Hitler si trasferisce nel suo bunker sotterraneo, il cosiddetto Führerbunker


Adolf Hitler si trasferisce nel suo bunker sotterraneo, il cosiddetto Führerbunker
Il Führerbunker è il nome comunemente utilizzato per indicare il complesso sotterraneo, sito a Berlino, nel quale Adolf Hitler si è suicidato il 30 aprile 1945, ponendo così di fatto termine alla seconda guerra mondiale in Europa. Il bunker fu il tredicesimo, e ultimo Führerhauptquartiere ("Quartier Generale del Führer"), il più famoso dei quali fu la Wolfsschanze.
Il complesso era costituito da due bunker interconnessi: il vecchio Vorbunker e il nuovo Führerbunker. Il Führerbunker era situato circa 8,2 metri sotto il giardino della Reichskanzlei (Cancelleria del Reich), approssimativamente 120 metri a nord dell'edificio, situato in Vossstrasse 6. Il Vorbunker era invece situato sotto il grande corridoio dietro la vecchia Reichskanzlei, che la collegava con il nuovo edificio. La vecchia Cancelleria era situata lungo Wilhelmstrasse, probabilmente all'indirizzo Wilhelmstrasse 77. Il Führerbunker era situato più in basso rispetto al Vorbunker e ad ovest di questo (o piuttosto a ovest-sud-ovest). I due bunker erano collegati da una serie di scale.
L'intero complesso era protetto approssimativamente da pareti di calcestruzzo spesse 4 metri, e le circa trenta piccole stanze erano distribuite su due livelli con le uscite nelle costruzioni principali, oltre ad un'uscita di sicurezza nei giardini. Il complesso venne costruito in due fasi, la prima nel 1936 e l'altra nel 1943. La costruzione del 1943 venne affidata alla compagnia Hochtief, cui era già stata affidata la costruzione di vasti complessi sotterranei a Berlino già a partire dal 1940. Le stanze e gli alloggi destinati a Hitler erano situate nel nuovo complesso, e la sezione più bassa, entro la fine del febbraio 1945 era stata ammobiliata con mobilia di alta qualità trasferita (o meglio salvata) dalla Cancelleria, insieme a molti quadri ad olio.

15 gennaio, 2011

Wi – Fi: inaugurato il cinquecentesimo Hot Spot


Wi – Fi: inaugurato il cinquecentesimo Hot Spot

“Abbiamo realizzato la più grande rete Internet d’Italia. Una battaglia vinta, un progetto difficile in cui non credeva nessuno, ma che è andato avanti grazie ad una grande rete di collaborazione”.

È quanto ha detto il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, inaugurando il cinquecentesimo Hot Spot della rete Provincia Wi-Fi al circolo sportivo di Villa De Santis nel territorio del VI Municipio.

Il nuovo punto Wi-Fi, l’ ultimo inaugurato dall’Amministrazione provinciale, si aggiunge così agli altri 349 romani e 151 provinciali. Questa rete per Zingaretti “fa di Roma una delle capitali più avanzate. Era una promessa elettorale che siamo riusciti a realizzare”.

Il Wi-Fi della Provincia ha più di 55mila iscritti, che riescono a connettersi gratuitamente ad Internet. Oltre a piazze, esercizi commerciali, ville storiche e luoghi strategici della città, il Wi-Fi della Provincia è stato installato anche al Policlinico Umberto I, all’istituto Regina Elena, al San Gallicano e all’interno delle università romane.

Zingaretti dal Papa: “il nostro impegno per garantire il bene comune”


Zingaretti dal Papa: “il nostro impegno per garantire il bene comune”

"Condividiamo" l'esortazione del Papa "a una nuova e approfondita riflessione sul senso dell'economia e dei suoi fini, contenuta nell'Enciclica ‘Caritas in Veritate’, nonché una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo per correggerne le disfunzioni e le distorsioni inaugurando 'un'economia pienamente umana', che abbia come nucleo primario l' integralità dell' uomo".

Così il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, durante il suo intervento in occasione della consueta udienza concessa dal Papa ai rappresentanti degli Enti locali.

"Siamo convinti che la politica, l'impegno istituzionale, possono ritrovare senso, trovare nuova attualità, rimotivarsi, se riscopriranno questa funzione e torneranno a promuovere giustizia, bene comune e uguaglianza. Nel nostro piccolo, come Provincia - ha spiegato Zingaretti - con grande umiltà proviamo e proveremo a farlo investendo con convinzione nel principio della sussidiarietà, perché una società viva e vitale ricca di corpi intermedi corresponsabili è un formidabile motore per costruire comunità più giuste".

"Abbiamo finanziato nell'anno appena trascorso 104 progetti per l'integrazione dei cittadini immigrati che vivono nelle nostre comunità e abbiamo promosso la campagna per la cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri, perché pensiamo che debba prevalere – per un principio di giustizia oltre che di buon senso - lo jus soli rispetto allo jus sanguinis'".

Il presidente ha poi annunciato che prenderà il via la prossima settimana il progetto Buon samaritano, che con il contributo di tanti volontari raccoglierà i pasti in esubero di tante mense aziendali per ridistribuirli a chi non può godere neanche di un pasto caldo. “Si tratta – ha detto Zingaretti – di “piccoli esempi, ma di un modo di essere istituzioni che vuole porre l'accento sull'importanza di pensare innanzitutto agli altri".
"Non chiuderemo gli occhi – ha assicurato ancora - non ci distrarremo e non ci volteremo dall'altra parte quando qualcuno, in particolare chi ne ha più bisogno chiederà il nostro impegno".

"Abbiamo lavorato nei mesi scorsi – ha proseguito - per rafforzare nei quartieri più disagiati, con il progetto Prevenzione 1000, con parrocchie, associazioni, comitati, una rete di solidarietà spesso unico riferimento nelle nuove e storiche periferie urbane. Abbiamo rilanciato, allargandone i benefici, la 'carta famiglia' fondata sulla solidarietà dei commercianti e delle banche che porta sollievo economico già a oltre 20 mila famiglie".

"Particolare profonda angoscia per le notizie che ci sono giunte da diversi luoghi del mondo. Un'inquietante successione di violenze e persecuzioni contro le comunità cristiane che ha avuto la sua manifestazione più feroce nella terribile strage di Alessandria d' Egitto, ma che si protrae ormai, con crescente veemenza, da molti mesi".
Dopo aver ribadito l'importanza della libertà religiosa e del dialogo interreligioso, Zingaretti ha spiegato che "occorre coerenza e impegno affinché da questi principi seguano fatti, qui in Italia e nel mondo dove invece persecuzioni e pericoli crescono. Saremo dunque con determinazione al fianco delle comunità cristiane dell'Egitto e dell'Iraq, della Cina e del Sudan e di tutte quelle realtà che in ogni angolo del mondo vedono messa in discussione il loro diritto alla fede. Siamo con Asia Bibi condannata a morte per blasfemia in Pakistan e vogliamo qui ricordare Salman Taaser governatore del Punjab ucciso il 4 gennaio per aver incontrato in carcere Asia e averne chiesto la grazia".

Il presidente della Provincia ha concluso "occorre coerenza contro il fondamentalismo, che spesso strumentalizza e il relativismo che svuota di valore la ricerca religiosa annullando il contributo della fede come fattore di coesione ricco di giacimenti etici. E invece noi, quanto mai di questi tempi, abbiamo bisogno di abbeverarci di valori e punti di riferimento". Oggi ribadiamo "un impegno collettivo ad essere e ad agire come costruttori e garanti del 'bene comune' recuperandone il senso profondo e liberatore, cosi come è stato definito dal Concilio Vaticano II".

PROMEMORIA 15 gennaio 1951 - Ilse Koch, moglie del comandante del campo di concentramento di Buchenwald, viene condannata all'ergastolo.


Ilse Koch, moglie del comandante del campo di concentramento di Buchenwald, viene condannata all'ergastolo da una corte della Germania Ovest.
Ilse Koch, nata Köhler (Dresda, 22 settembre 1906 – Aichach, 1 settembre 1967), era la moglie di Karl Otto Koch, il comandante del campo di concentramento di Buchenwald (dal 1937 al 1941) e di Majdanek (dal 1941 al 1943).
Conosciuta anche come la "strega di Buchenwald" ("Die Hexe von Buchenwald"), Cagna di Buchenwald ("Buchenwälder Hündin") e "donnaccia di Buchenwald" ("Buchenwälder Schlampe") dagli internati per il suo crudele sadismo e immoralità riguardo i prigionieri, ha fama di aver preso dei “souvenirs” (tatuaggi) dalla pelle umana degli internati uccisi nei campi e che la sua tavola fosse imbandita con teschi umani.
Figlia di contadini, definita allegra e cortese, all’età di 15 anni lasciò la scuola per andare a lavorare in fabbrica. Poi iniziò il lavoro di bibliotecaria. Erano i tempi post-prima guerra mondiale, la Germania faticava a riprendersi dopo la sconfitta e la giovane iniziò a interessarsi all’ascesa del nazismo in Germania, diventando anche l'amante di numerosi soldati della SA.
La sua crudeltà iniziò nel 1936, quando diventò sorvegliante e segretaria presso il campo di concentramento di Sachenhausen, vicino a Berlino. Qui conobbe e sposò il comandante Karl Otto Koch.
Nel 1937 arrivò a Buchenwald, non come guardiano, ma come moglie del comandante: influenzata dal potere e dalla posizione del marito, iniziò a torturare gli internati. Nel 1941 divenne Oberaufseherin ("capo supervisore") del reparto femminile di sorveglianza del campo.
Karl Otto Koch nello stesso anno fu nominato comandante di Majdanek. Nel 1943 furono arrestati entrambi dalla Gestapo per malversazione e altri crimini.
Ilse fu imprigionata verso la fine del 1944 o inizio 1945 a Weimar. Nel 1945 suo marito fu condannato a morte dalle corte SS a Monaco di Baviera e giustiziato in aprile. Ilse fu rilasciata e andò a stabilirsi con la propria famiglia a Ludwigsburg. Fu nuovamente arrestata dalle autorità americane il 30 giugno 1945.

Processata dal tribunale militare di Dachau, fu condannata all'ergastolo nel 1947, pena poi commutata in 4 anni “perché non erano state fornite prove evidenti”.
Fu rilasciata però nel 1949 dal Generale Lucius Clay, comandante americano della zona tedesca, ma venne subito arrestata e processata dalla corte tedesca, viste le proteste che si erano scatenate per la sua liberazione: fu nuovamente condannata al carcere a vita.
Si impiccò nella sua cella della prigione di Aichach in Baviera dopo aver scritto una lettera al figlio.

14 gennaio, 2011

Presentazione del nuovo Sistema Informativo Lavoro della Provincia di Roma


Presentazione del nuovo Sistema Informativo Lavoro della Provincia di Roma

Venerdì 14 gennaio, alle ore 12.00, presso la Sala della Pace “Giorgio La Pira” di Palazzo Valentini (Via IV Novembre 119/a) la Provincia di Roma presenta il nuovo Sistema Informativo Lavoro, la piattaforma software per la gestione del mercato del lavoro.

Interverranno:

Massimiliano Smeriglio, Assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione della Provincia di Roma

Paola Bottaro, Direttora del Dipartimento III della Provincia di Roma

Massimo Russo, referente del progetto per ETT srl

Questa nuova iniziativa apporterà significativi miglioramenti nell’erogazione dei servizi da parte dei Centri per l’Impiego. Il tutto per garantire un concreto sostegno ai cittadini privi di occupazione o alla ricerca di un nuovo lavoro.

PROMEMORIA 14 gennaio 1900 - La Tosca di Giacomo Puccini viene rappresentata per la prima volta a Roma


La Tosca di Giacomo Puccini viene rappresentata per la prima volta a Roma
Tosca è un'opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La prima rappresentazione si tenne a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900.
Il libretto deriva da La Tosca di Victorien Sardou, il dramma rappresentato per la prima volta il 24 novembre 1887 al Théatre de la Porte-Saint-Martin di Parigi, il cui successo fu legato soprattutto all'interpretazione di Sarah Bernhardt nei panni della protagonista.

Le origini
Durante una tournée, La Tosca venne rappresentata anche al Teatro dei Filodrammatici di Milano, all'inizio del 1889, e Giacomo Puccini vi assistette, rimanendone molto colpito.
Così Puccini cominciò a pensare di ricavarne un'opera. Ne parlò con l'editore Giulio Ricordi, chiedendogli di interessarsi ai diritti dell’opera per avere l’autorizzazione a musicarla.
Sardou non oppose un netto rifiuto ma dimostrò freddezza; in ogni modo alla fine del 1893 Ricordi ottenne l'autorizzazione a musicarla, anche se a favore di un altro compositore, Alberto Franchetti, che aveva da poco trionfato con Cristoforo Colombo (1892).
Luigi Illica preparò l'abbozzo del libretto, che fece approvare da Sardou in presenza di Giulio Ricordi e Giuseppe Verdi (quest'ultimo, a Parigi per la prima francese di Otello, confiderà qualche anno più tardi al suo biografo che, se non fosse stato per l'età, avrebbe voluto lui stesso musicare Tosca).
Dopo pochi mesi Franchetti rinunciò a comporre l'opera. Così Ricordi commissionò l'opera a Puccini, nel 1895. Cominciò il lavoro qualche mese dopo il successo de La bohème, nella tarda primavera del 1896. Partecipò alla stesura del libretto anche Giuseppe Giacosa, anche se riteneva il soggetto poco poetico e sosteneva che il successo dell’opera era dato dalla bravura della Bernhardt e non dal testo.
Dopo alcuni contrasti e ripensamenti, nell'ottobre 1899 l’opera fu completata e il 14 gennaio 1900 venne rappresentata al Teatro Costanzi di Roma, con il soprano Hariclea Darclée nel ruolo di Tosca, il tenore Emilio de Marchi nei panni di Cavaradossi e il baritono Eugenio Giraldoni come Scarpia.
Fu un evento molto importante, infatti erano presenti molti compositori famosi (Mascagni, Franchetti), il presidente del Consiglio Pelloux e anche la regina Margherita di Savoia. La serata fu un po' nervosa, infatti a causa di alcuni spettatori ritardatari, il direttore d'orchestra Leopoldo Mugnone fu costretto a ricominciare l'esecuzione da capo.
Inizialmente l’opera venne criticata perché non corrispondeva a ciò che ci si aspettava dopo La bohème. Tuttavia dopo le prime reazioni l'opera si diffuse ed ebbe sempre maggior successo (soprattutto grazie agli artisti di canto e al pubblico) tanto che nel giro di tre anni fu rappresentata in tutto il mondo.

13 gennaio, 2011

La Provincia porta il Wi Fi agli artigiani della Cna


La Provincia porta il Wi Fi agli artigiani della Cna

Collegarsi gratuitamente alla rete di Internet senza fili e scoprire in tempo reale le ultime notizie sorseggiando un caffé seduti al tavolo di un bar, gustando una pizza o un piatto di pasta all'interno di un ristorante o mentre si aspetta il proprio turno dal parrucchiere o dall'estetista.

Tutto questo è da oggi possibile grazie al protocollo d'intesa siglato ieri a Palazzo Valentini dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e da quello della Confederazione nazionale dell'artigianato (Cna) di Roma Erino Colombi.

L'accordo coinvolgerà 4.200 associati della Cna di Roma e provincia, di cui 1.500 bar e ristoranti, 1.300 imprese del settore benessere e 1.400 di quello alimentare.

I locali saranno dotati di apparati wireless per entrare a far parte della 'Rete Provincia Wi Fi', il sistema di internet gratuito della Provincia già presente sul territorio con 500 hot spot e 55 mila utenti iscritti.

"Questo accordo - ha spiegato Zingaretti - dà l'idea di una città moderna e allargherà una delle reti più grandi in Europa dal punto di vista geografico. Si migliorerà inoltre il turismo e la qualità dell'offerta dei servizi, dando l'idea di una città che lavora per essere più competitiva per il futuro. La Provincia di Roma si impegnerà per sostenere le imprese e gli esercizi nelle pratiche burocratiche e nel servizio di formazione e di help desk ".

Colombi ha poi ricordato che "il protocollo avvicina le istituzioni e il territorio. Metteremo in campo le nostre forze per allargare questo servizio negli esercizi commerciali che più presidiano il territorio".

Erano presenti alla firma dell'accordo anche il presidente Assobar Nicola Gaudenzino e il direttore della Cna di Roma Lorenzo Tagliavanti che ha sottolineato: "Una città come Roma si rende più moderna un po' per volta e partendo dal basso. Questo si fa se non saranno solo le istituzioni a occuparsi di questo tema, ma se lo farà tutta la città. Con l'iniziativa di oggi si danno opportunità in più alle imprese".

PROMEMORIA 13 gennaio 1998 - Lo scrittore siciliano omosessuale Alfredo Ormando si dà fuoco a Roma in Piazza San Pietro


Lo scrittore siciliano omosessuale Alfredo Ormando si dà fuoco a Roma in Piazza San Pietro per protesta contro la Chiesa cattolica per il suo atteggiamento nei confronti degli omosessuali.
Alfredo Ormando (San Cataldo, 15 dicembre 1958 – Roma, 22 gennaio 1998) è stato uno scrittore italiano.
Il 13 gennaio 1998 si diede fuoco a Roma in Piazza San Pietro per protestare contro l’atteggiamento della Chiesa cattolica nei confronti degli omosessuali.
Morì dopo 10 giorni di atroci sofferenze nell’ospedale romano Sant’Eugenio, dove era stato ricoverato in fin di vita dopo che due poliziotti avevano cercato di spegnere le fiamme che lo avvolgevano.

12 gennaio, 2011

Avviso agli utenti – Interruzione di servizio. Avvio del nuovo Sistema Informativo del Lavoro


Avviso agli utenti – Interruzione di servizio. Avvio del nuovo Sistema Informativo del Lavoro

Martedì 18 gennaio 2011 la Provincia di Roma - Dipartimento III Servizi per la Formazione, il lavoro e la promozione della qualità della vita avvierà il nuovo Sistema Informativo Lavoro, la piattaforma tecnologica per la gestione del mercato del lavoro che apporterà significativi cambiamenti nell'erogazione dei servizi da parte dei Centri per l'Impiego della Provincia. In particolare, entrerà in funzione il nuovo Sistema Informativo per l'invio telematico delle Comunicazioni Obbligatorie.

Per garantire questo processo di rinnovamento ed ampliamento dei servizi, il sistema SAOL verrà interrotto a partire dalle h. 13:00 di martedì 11 Gennaio ed il nuovo sistema verrà attivato alle h. 8:30 del 18 Gennaio 2011. Al termine di tale periodo, gli utenti già accreditati al sistema SAOL accederanno, con le stesse credenziali di accesso attualmente in loro possesso, al nuovo sistema per l'invio telematico delle Comunicazioni Obbligatorie.

Nel periodo di interruzione del servizio, per comunicazioni di assunzione urgenti, l'utente dovrà inviare il modello unificato URG al FAX 848.800.131 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Invitiamo quindi i gentili utenti ad inviare le comunicazioni obbligatorie in scadenza prima del suddetto periodo.
Per informazioni è possibile contattare il numero verde lavoro 800.81.82.82. Per altre notizie consultare il sito www.provincialavoro.roma.it

PROMEMORIA 12 gennaio 1969 - I Led Zeppelin pubblicano il loro primo album


I Led Zeppelin pubblicano il loro primo album
I Led Zeppelin sono uno dei più importanti gruppi rock britannici degli anni settanta. Sono considerati fra gli artisti di maggior successo nella storia della musica e fra gli innovatori del rock in generale. Vengono considerati i principali pionieri dell'heavy metal insieme a Deep Purple e a Black Sabbath. La loro musica è stata soprattutto una miscela di generi diversi, tra cui blues, rockabilly (spesso nei live, riproponevano canzoni rese famose da Elvis Presley e Eddie Cochran) e folk.
Il gruppo, formatosi nel 1968 e scioltosi nel 1980, anno della morte del batterista, fu composto per l'intero periodo della sua attività da Jimmy Page (chitarra), Robert Plant (voce e armonica), John Paul Jones (basso e tastiere) e John Bonham (batteria).
La discografia della band comprende nove dischi ufficiali pubblicati dal 1969 al 1982[8]. A partire dagli anni novanta hanno visto la luce diverse raccolte di brani, editi ed inediti, e di alcune incisioni di spettacoli dal vivo risalenti al periodo di attività. Degna di segnalazione è anche la circolazione di un cospicuo numero di bootlegs sul mercato "non ufficiale".
Dopo lo scioglimento, i tre componenti hanno intrapreso carriere soliste, e si sono occasionalmente ritrovati per esibirsi dal vivo nel corso di eventi commemorativi o celebrativi. Nonostante le rare apparizioni e il trascorrere dei decenni, i Led Zeppelin continuano a godere di un nutrito seguito di ammiratori anche tra le nuove generazioni. Dal 1968 ad oggi la band ha venduto oltre 300 milioni di dischi, risultando tra i gruppi di maggior successo commerciale nella storia della musica moderna.
Il 12 gennaio 1995 i Led Zeppelin sono entrati nella Rock and Roll Hall of Fame.
In una classifica stilata nel 2003 dalla rivista Rolling Stone, i Led Zeppelin sono tra i 100 artisti musicali migliori di sempre, più precisamente al 14º posto; l'emittente VH1 ha classificato i Led Zeppelin come il più importante gruppo hard rock di sempre.
Nel 2008, a seguito dell'incredibile richiesta di biglietti per la loro esibizione alla O2 Arena di Londra (oltre 20 milioni di prenotazioni in circa 24 ore), la band è entrata nel Guinness dei Primati per la Maggior richiesta di biglietti per una singola esibizione dal vivo

11 gennaio, 2011

A Palazzo Valentini la mostra di Francesco da Fiumata


A Palazzo Valentini la mostra di Francesco da Fiumata

Stamattina alle ore 12 presso la Sala Egon von Furstenberg di Palazzo Valentini, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della mostra del pittore scultore Francesco Cinardi da Fiumata “La malattia sociale di vivere in questo mio paese produce gli anticorpi dell’arte”.

Insieme all’autore la presenza straordinaria di Josè Van Roy Dalì, figlio di Salvador Dalì, come il padre pittore e artista dal multiforme ingegno e autore di una recente autobiografia “Il figlio del venditore di sogni”.

A fare gli onori di casa il consigliere Piero Cucunato, presidente della Commissione Riforme Istituzionali della Provincia di Roma e il prof. Emilio Ferracci, archeologo e studioso del patrimonio artistico dei Musei Vaticani.

L’inaugurazione della mostra si terrà nel pomeriggio, a partire dalle ore 17.

La storica dell’arte Maria Luisa Meogrossi ha scritto: “Quella di Francesco da Fiumata è una pittura vibrante, incisiva, che rileva la rabbia interiore contro tutto ciò che è falso, abietto, crudele e vigliacco. Le sue opere, aggrediscono con una gamma di colori violenti, erompenti da forme “quasi scultoree” che si ergono dalla tela a lanciare un messaggio simbolico. Erano anni che aspettavo di incontrare un artista di questo livello che sicuramente sconvolgerà l’arte contemporanea”.

L’esposizione rimarrà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, sino al 19 gennaio presso la Sala Egon von Furstenberg . Orario d’ingresso: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 19. Sabato 10-13. Chiuso la domenica.

PROMEMORIA 11 gennaio 1963 - Con l'uscita di Please Please Me i Beatles si fanno conoscere su scala nazionale


Con l'uscita di Please Please Me i Beatles si fanno conoscere su scala nazionale
Please Please Me/Ask Me Why è il secondo singolo inciso dai Beatles nel Regno Unito ed il primo ad uscire in Italia e negli Stati Uniti.

Il disco
Si è spesso dibattuto se Please Please Me debba essere considerato o meno il primo tra quelli dei Beatles a raggiungere la prima posizione nelle classifiche musicali. Questo perché in quegli anni c'erano molte classifiche nel Regno Unito e la canzone si piazzò effettivamente al numero uno in tutte tranne in quella della rivista Record Retailer, utilizzata oggi come fonte storica dalla Official UK Charts Company.

Please Please Me
È la title track del loro primo album, registrato proprio per capitalizzare il successo del 45 giri. Inizialmente era una composizione di John Lennon, sebbene la sua forma definitiva sia stata influenzata significativamente dal produttore George Martin. Il brano venne inoltre scelto per la prima apparizione televisiva dei Beatles nel Regno Unito al Thank Your Lucky Stars del 19 gennaio 1963.
Negli Stati Uniti il brano è stato pubblicato inizialmente con Ask Me Why sul lato B ma non ebbe un grande impatto. Quando fu ripubblicato per il mercato americano il 3 gennaio 1964, questa volta con From Me to You, raggiunse la terza posizione nella US Hot 100.
La rivista Rolling Stone ha messo Please Please Me al numero 184 nella lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi.