02 maggio, 2012

PROMEMORIA 2 maggio 1955 – Tennessee Williams vince il Premio Pulitzer per La gatta sul tetto che scotta

Tennessee Williams vince il Premio Pulitzer per La gatta sul tetto che scotta La gatta sul tetto che scotta (Cat on a Hot Tin Roof) è il titolo di un dramma teatrale del drammaturgo statunitense Tennessee Williams, composto nel 1954. Per quest'opera Williams venne insignito del Premio Pulitzer (il secondo, dopo quello ottenuto per Un tram che si chiama Desiderio nel 1948). L'opera, concepita come un dramma in tre atti, venne vagliata da Elia Kazan, incaricato alla regia per la prima assoluta, il quale ritenne necessari alcuni rimaneggiamenti sul terzo atto[1][2]: nelle moderne rappresentazioni si usa solitamente mettere in scena solo alcune parti della seconda revisione, cercando di mantenere inalterato il lavoro del drammaturgo.

01 maggio, 2012

‘Non chiamiamolo amore’. Il video della Provincia di Roma contro la violenza sulle donne.

‘Non chiamiamolo amore’. Il video della Provincia di Roma contro la violenza sulle donne. Il presidente della Provincia di Roma ha aderito all’appello ‘Mai più complici' contro la violenza sulle donne promosso dal 'comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle Donne'. Dall’inizio dell’anno sono state uccise dal proprio partner 46 donne. Una escalation di violenza che bisogna fermare. “L'assassinio di Vanessa – ha detto Zingaretti - la ragazza strangolata a Enna dal suo compagno per aver pronunciato il nome dell’ex fidanzato, è solamente l’ultimo terribile episodio che accende i riflettori sulla situazione delle donne nel nostro Paese e sulle relazioni tra uomini e donne. Le istituzioni, la società civile e il mondo dell' associazionismo sono impegnati ogni giorno, ma questo non basta. Ciò che dobbiamo ricostruire – ha aggiunto il presidente della Provincia - sono il rispetto e la consapevolezza del ruolo delle donne nella nostra comunità”. La Provincia di Roma è in prima linea contro la violenza. ‘Non chiamiamolo amore’ è lo spot che la regista Francesca Comencini ha firmato per la Provincia di Roma contro la violenza sulle donne. Il video si inserisce nell’impegno per dare sostegno e aiuto alle donne vittima di violenza. Le donne che hanno ricevuto assistenza dai centri rete anti violenza della Provincia di Roma sono passate da 465 a 1.039 dal 2008 al 2010, raddoppiando il numero di denunce per maltrattamenti subiti. In totale 2.587 donne hanno ottenuto servizi di assistenza psicologica o legale, avviando un percorso per uscire dalla “spirale della violenza”. Tra il 2008 e il 2010, inoltre, sono state quasi 7mila le richieste di assistenza telefonica. La Provincia di Roma attiverà inoltre un nuovo centro antiviolenza a Castel Gandolfo, in una villa requisita alla mafia. È il quarto, oltre alle strutture in viale di Villa Pamphili (aperto dal 1992), al Trullo e a Valmontone.

30 aprile, 2012

PROMEMORIA 30 aprile 1945 Adolf Hitler ed Eva Braun si suicidano dopo essere stati sposati per un giorno, il grandammiraglio Karl Dönitz diventa nuovo presidente del reich;

Adolf Hitler ed Eva Braun si suicidano dopo essere stati sposati per un giorno, il grandammiraglio Karl Dönitz diventa nuovo presidente del reich; Le sue armate tedesche non riuscirono ad arrestare l'avanzata degli alleati, e mentre i sovietici si aprivano la strada verso il centro di Berlino, secondo le voci ufficiali, Hitler si suicidò nel suo bunker il 30 aprile 1945, insieme alla storica amante Eva Braun che aveva sposato il giorno prima. Aveva 56 anni. Come parte delle sue ultime volontà, ordinò che il suo corpo venisse portato all'esterno e bruciato. Nel suo testamento, scaricò tutti gli altri leader nazisti e nominò il grandammiraglio Karl Dönitz come nuovo Presidente del Reich e Joseph Goebbels come nuovo Cancelliere del Reich. Tuttavia quest'ultimo si suicidò il 1º maggio 1945 insieme alla moglie dopo aver ucciso i suoi sei figli. L'8 maggio 1945, la Germania si arrese. Il "Reich millenario" di Hitler era durato poco più di 12 anni. I resti parzialmente carbonizzati di Hitler vennero trovati e identificati dai sovietici (attraverso le impronte delle arcate dentarie) e in seguito seppelliti a Magdeburgo nella Germania orientale. Pare che intorno all'aprile 1970 nella zona in cui i resti furono seppelliti, venne deciso di costruire una zona residenziale. I servizi segreti sovietici, quindi, riesumarono i resti di Hitler, di Eva Braun, di Joseph Goebbels e della sua famiglia, li cremarono e infine gettarono le ceneri nel fiume Elba. Attualmente rimangono a Mosca, nell'archivio di stato della federazione russa, una parte di calotta cranica e di mandibola di Adolf Hitler

29 aprile, 2012

Sopravviverà il ceto medio alla crisi? Incontro sul libro "L'eclissi della borghesia"

Sopravviverà il ceto medio alla crisi? Incontro sul libro "L'eclissi della borghesia" Giovedì 3 maggio, alle ore 18.00, presso Palazzo Incontro – nel cuore di Roma, in via dei Prefetti 22 – il tema in discussione sarà “Sopravviverà il ceto medio alla crisi ?”. Le riflessioni sull’argomento partiranno dal volume, edito da Laterza, “L’eclissi della borghesia” di Giuseppe De Rita e Antonio Galdo. Ne parleranno il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e Giuseppe De Rita, presidente del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali). A moderare l’incontro sarà Marco Panara, responsabile di Affari&Finanza/la Repubblica.

Sicurezza stradale: Colaceci premia “Teenagers on the road”

Sicurezza stradale: Colaceci premia “Teenagers on the road” La Provincia di Roma ha realizzato ‘Teenagers on the road’ una campagna informativa sull’educazione stradale rivolta agli alunni degli istituti di scuola media superiore del territorio provinciale. Questa mattina l’assessore alla Mobilità e Trasporti, Amalia Colaceci ha incontrato i ragazzi del liceo scientifico di Olevano Romano ‘Cartesio’, risultato vincitore. L’Amministrazione provinciale ha sottoposto agli studenti un quiz strutturato per verificare la conoscenza delle regole tecniche basilari del codice della strada e delle norme di comportamento da tenere alla guida. Oltre al quiz tecnico i ragazzi hanno ricevuto anche un quiz in lingua inglese realizzato con l’ausilio della ‘International Language School’ che ha predisposto un premio speciale per i vincitori. All’iniziativa hanno partecipato 18 Istituti di scuola media superiore della provincia di Roma, che hanno selezionato 20 studenti dell’ultimo anno ciascuno i quali hanno potuto competere con le altre scuole rispondendo online ai quiz nei limiti di tempo concessi. Al primo Istituto scolastico classificato andrà un soggiorno premio per i 20 studenti più l’accompagnatore a Londra dal 6 al 12 maggio. “Anche quest’anno – ha spiegato Colaceci - abbiamo deciso di dedicare tempo e risorse per i giovani della provincia, attraverso un’iniziativa che coniuga l’educazione alla sicurezza stradale e la conoscenza della lingua inglese. I ragazzi avranno, infatti, non solo l’opportunità di visitare una grande capitale europea, ma anche di conoscere esperti in sicurezza stradale di Scotland Yard, che mostreranno loro il grande rispetto per il codice della strada che è segno identificativo e di civiltà nel Regno Unito”. “Ringrazio tutti gli istituti che hanno partecipato all’iniziativa – ha concluso l’assessore Colaceci – segno che i ragazzi del territorio rispondono sempre con entusiasmo e mettono in campo tutta la loro intelligenza, se vengono stimolati nella maniera più vicina al loro mondo”.

Radio Due Ore Web

Ha iniziato, il 19 aprile 2012, le sue trasmissione Radio Due Ore Web. Il contenuto della terza trasmissione sarà dedicato esclusivamente alla Storia del Primo Maggio con particolare attenzione alla Strage di Portella della Ginestra. E' sufficiente collegarsi sul profilo facebook di Roberto Chiappini per poter ascoltare la trasmissione....Buon Ascolto!!!
Ambiente: la Provincia di Roma premiata a Vienna da Alleanza per il Clima con "Climate Star 2012" La Provincia di Roma ha ricevuto, tra i pochi enti locali europei, il prestigioso premio “Climate Star 2012” di Alleanza per il Clima, l’associazione di Comuni ed enti territoriali europei che hanno l’obiettivo della lotta ai cambiamenti climatici. “Siamo contenti per questo prestigioso riconoscimento che ci incoraggia a proseguire nella direzione che abbiamo intrapreso in questi anni per rendere più sostenibile il territorio provinciale e per la lotta ai cambiamenti climatici”. Lo ha dichiarato l’assessore alle Politiche del Territorio e alla Tutela ambientale della Provincia di Roma Michele Civita, che ha ritirato il premio consegnato nel corso di una cerimonia al Castello “Hof”, nei pressi di Vienna, per conto dell’Amministrazione provinciale. “E’ stato premiato il nostro impegno per la salvaguardia dell’ambiente che si è concretizzato, in questi anni, in un piano molto vasto, chiamato 'Provincia di Kyoto' – ha spiegato Civita - con cui la Provincia di Roma si pone il raggiungimento degli obiettivi indicati dal pacchetto clima dell’Unione Europea”. “Con il Piano di Azione sono state individuate alcune sfide per lo sviluppo sostenibile del nostro territorio – ha ricordato l’assessore provinciale – come la pianificazione territoriale, il risparmio idrico e la qualità delle acque, lo sviluppo delle energie alternative e l’uso razionale dell’energia, la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata, la biodiversità e l’amministrazione sostenibile”. ”Il Piano di Azione – ha aggiunto Civita – ha consentito di elaborare un programma articolato che ha mobilitato investimenti per circa 540 milioni di euro. Per sostenere questo impegno la Provincia di Roma ha condiviso la strategia dell’Unione Europea 20-20-20 oltre ad aderire al World Environment Day istituito dall’Assemblea delle Nazioni Unite”. “Nel giugno 2009, inoltre, la Provincia di Roma è entrata a fare parte del 'Patto dei Sindaci' come 'Struttura di supporto'. Abbiamo approvato, tra i primi enti locali in Europa, il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (SEAP) – ha sottolineato Civita - con il quale ci proponiamo di coordinare tutte le azioni che abbiamo messo in campo per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinati. Sono 31 i Comuni della Provincia di Roma che hanno aderito al Patto, per 500mila abitanti coinvolti. Grazie al supporto tecnico della Provincia di Roma sono stati realizzati i primi 16 bilanci di Co2 in altrettanti Comuni e, sulla base di questi, saranno predisposti i relativi SEAP comunali”. ”L’obiettivo che ci siamo dati, e che viene riconosciuto con il prestigioso premio di Alleanza per il Clima, è quello di rendere strutturali – ha concluso Civita - per il governo del territorio le politiche per il risparmio, per l’efficientamento energetico e per la riduzione delle emissioni inquinanti attraverso il ricorso progressivo alle fonti rinnovabili”.

PROMEMORIA 29 aprile 1943 – Seconda guerra mondiale/Varsavia: rivolta degli ebrei rinchiusi nel ghetto

Seconda guerra mondiale/Varsavia: rivolta degli ebrei rinchiusi nel ghetto La Rivolta del ghetto di Varsavia (tedesco: Großaktion Warschau), chiamata anche Rivolta di Varsavia del 1943, fu un'insurrezione ebraica in Polonia nel ghetto di Varsavia contro le autorità occupanti della Germania durante la seconda guerra mondiale. La rivolta principale cominciò il 19 aprile 1943 fino al 16 maggio di quell'anno e fu infine sedata dall'allora Brigadeführer (diventato in seguito SS-Gruppenführer) Jürgen Stroop. La rivolta principale fu anticipata il 18 gennaio 1943 da un'azione civile armata contro i tedeschi. La Rivolta del ghetto di Varsavia non deve essere confusa con la rivolta di Varsavia che ebbe luogo l'anno successivo. Dall'inizio del 1940, i nazisti cominciarono a concentrare in Polonia oltre 3 milioni di ebrei in sovraffollati ghetti dislocati in varie città polacche. Il più grande di questi, quello di Varsavia, conteneva 380.000 persone in un'area densamente popolata nel centro della città. Migliaia di ebrei morirono di stenti o in conseguenza di epidemie prima che i nazisti cominciassero la massiccia deportazione degli ebrei del ghetto verso il campo di sterminio di Treblinka. All'inizio delle deportazioni, i membri dell'ambiente giudaico si incontrarono, ma decisero di non resistere, sperando che gli ebrei fossero veramente spediti in campi di lavoro piuttosto che verso la loro morte. Alla fine del 1942 fu chiaro che le deportazioni erano invece indirizzate ai campi di morte, e molti dei rimanenti 40.000-50.000 ebrei decisero di resistere, e circa dalle 750 alle 1000 persone, inclusi i bambini, combatterono realmente. Il 18 gennaio 1943 si verificò il primo caso dell'insurrezione armata, quando i tedeschi iniziarono una seconda ondata di deportazione degli ebrei a seguito di un ordine impartito da Heinrich Himmler, comandante delle SS, che ordinava la deportazione di circa 24.000 ebrei. Gli ebrei insorti realizzarono un successo considerevole, impedendo la realizzazione dell'ordine: solo 650 ebrei vennero deportati. Dopo quattro giorni di combattimenti le unità tedesche uscirono dal ghetto e le organizzazioni insorte ŻOB e ŻZW presero il controllo del ghetto, costruendo dozzine di posti di combattimento e operando contro i collaborazionisti ebraici. Himmler, contrariato per l'inaspettata resistenza scrisse, il 1 febbraio 1943, al comandante delle SS e della polizia per il Governatorato Generale, Krüger ordinandogli: «Per ragioni di sicurezza Le ordino di distruggere il ghetto di Varsavia dopo aver trasferito da là il campo di concentramento». L'ordine prevedeva inoltre la salvaguardia di tutte le installazioni produttive all'interno del ghetto che avrebbero dovuto essere trasferite, insieme agli operai considerati "utili" allo sforzo bellico, presso altri ghetti dove avrebbero ripreso la produzione, principalmente lavori di sartoria per l'esercito. A tal fine, tra febbraio e marzo, le autorità tedesche, in collaborazione con alcuni imprenditori della zona, cercarono di convincere i lavoratori ad uscire spontaneamente dal ghetto. Queste pressioni non ebbero però successo, anzi, fecero confluire molti operai nelle file dei movimenti di resistenza armata. Nel frattempo, all'interno del ghetto, gli abitanti si prepararono a quella che avevano ormai capito sarebbe stata l'ultima battaglia. Migliaia di bunker vennero scavati sotto le case, molti collegati tra loro attraverso le condotte di scarico e collegati al sistema idrico ed elettrico. In alcuni casi i bunker erano inoltre collegati a tunnel che portavano all'esterno del ghetto, in zone sicure della città di Varsavia. Il supporto della resistenza esterna al ghetto fu limitato, ma le unità polacche appartenenti all'Armia Krajowa e alla Gwardia Ludowa attaccarono sporadicamente le unità tedesche di guardia all'esterno del ghetto e cercarono di farvi penetrare armi e munizioni. In parte questi sforzi vennero rallentati da motivi politici: i rappresentanti della ŻOB erano vicini all'Unione Sovietica e che la Resistenza polacca temeva come futuro ostacolo ad una Polonia indipendente dopo la sconfitta delle forze tedesche. Nonostante questo uno speciale comando dell'Armia Krajowa, comandato da Henryk Iwański, combatté all'interno del ghetto a fianco delle formazioni nazionaliste ebraiche della ŻZW. Vennero inoltre tentati due attentati dinamitardi contro le mura del ghetto, che però non sortirono nessun effetto. La battaglia finale si scatenò nel periodo del Pesach, la Pasqua ebraica, il 19 aprile 1943. I tedeschi inviarono all'interno del ghetto una forza di 2.054 soldati, tra i quali 821 appartenenti all'élite delle Waffen-SS e 363 poliziotti polacchi. I difensori li accolsero con un fuoco di armi leggere e lancio di granate lanciate dalle finestre dei piani più alti dei palazzi. I tedeschi reagirono cannoneggiando tutte le case ed incendiandole. Gli incendi produssero presto una grave carenza d'ossigeno all'interno dei bunker sotterranei che si trasformarono in una mortale trappola soffocante. La resistenza significativa cessò il 23 aprile e la rivolta venne ufficialmente considerata risolta il 13 maggio, quando il comandante tedesco, Jürgen Stroop, per celebrare il successo, ordinò di radere al suolo la Grande Sinagoga di Varsavia. Nonostante questo, per tutta l'estate del 1943 dal ghetto continuarono a provenire sporadici colpi ad opera degli ultimi difensori. Durante i combattimenti persero la vita circa 7.000 ebrei ed ulteriori 6.000 morirono bruciati nelle case in fiamme o soffocati all'interno dei bunker sotterranei. I rimanenti 50.000 abitanti vennero deportati presso diversi campi di sterminio, per la maggior parte presso il campo di Treblinka. I tedeschi persero circa 300 uomini tra soldati e collaboratori polacchi. Terminata la rivolta, il ghetto venne demolito con la distruzione della maggior parte delle case superstiti e divenne il punto per le esecuzioni di prigionieri ed ostaggi polacchi. Successivamente sulle rovine del ghetto venne costruito il campo di concentramento KL Warschau. Durante la successiva insurrezione di Varsavia del 1944, un battaglione dell'Armia Krajowa riusci a salvare circa 380 ebrei dalle prigioni di Gęsiówka e Pawiak, molti dei quali entrarono immediatamente a far parte dell'unità. Fotografia tratta dal rapporto stilato da Jürgen Stroop nel maggio 1943 inviato ad Heinrich Himmler. La didascalia originale in tedesco indicava: "Fatti uscire forzatamente dai nascondigli". Il rapporto finale stilato da Jürgen Stroop il 16 maggio 1943, riportava: « 180 ebrei, banditi e subumani sono stati distrutti. Il quartiere ebreo di Varsavia non esiste più. L'azione principale è stata terminata alle ore 20:15 con la distruzione della sinagoga di Varsavia... Il numero totale degli ebrei eliminati è di 56.065, includendo sia gli ebrei catturati che quelli del quale lo sterminio può essere provato. » L'insurrezione del ghetto del 1943 viene a volte confusa con la rivolta di Varsavia del 1944. I due eventi furono separati nel tempo ed ebbero due obiettivi diversi. Il primo, nel ghetto, fu l'opportunità di morire combattendo, con una piccola speranza di salvezza, invece che andare incontro a morte sicura nei campi di concentramento, scelta all'ultimo momento possibile prima della deportazione. La seconda fu un'azione coordinata nel quadro dell'Operazione Tempest dell'Armia Krajowa. Esistono comunque alcuni paralleli: una parte - circa cento - dei combattenti del ghetto presero parte al successivo combattimento; la brutalità della repressione tedesca fu simile e alcuni comandanti della rivolta di Varsavia presero spunto dall'esperienza fatta nei combattimenti del ghetto. Alcuni sopravvissuti all'insurrezione del ghetto, conosciuti come i "combattenti del ghetto", incluso Icchak Cukierman (vicecomandante della ŻOB), dopo la guerra si trasferirono in Israele, presso il kibbutz Lohamey ha-Geta'ot (Combattenti del Ghetto). Nel 1984 i membri del kibbutz pubblicarono Dapei Edut (Testimonianze dei sopravvissuti), quattro volumi di ricordi personali di 96 membri del kibbutz. Situato a nord di San Giovanni d'Acri, il kibbutz possiede un museo ed un archivio dedicato alla memoria dell'Olocausto.

26 aprile, 2012

PROMEMORIA 26 aprile 1954 – Si apre la Conferenza di Ginevra: scopo riportare la pace in Indocina ed in Corea

Si apre la Conferenza di Ginevra: scopo riportare la pace in Indocina ed in Corea La Conferenza di Ginevra (26 aprile - 21 luglio 1954) è una conferenza fra diversi paesi che volevano terminare le ostilità e riportare la pace nell'Indocina francese e in Corea. Produsse una serie di trattati noti come gli Accordi di Ginevra, firmati per la Francia da Pierre Mendès-France e per il Vietnam del Nord da Pham Van Dong. Antefatti Durante la Guerra d'Indocina la Francia aveva provato a ripristinare il potere coloniale in Indocina, ma nonostante l'aiuto statunitense erano stati sconfitti nel 1954 dalle forze sotto il comando di Ho Chi Minh e dal Viet Minh, in particolare nella Battaglia di Dien Bien Phu. L'importanza di ciò stava nel fatto che era la prima volta che una nazione occidentale veniva sconfitta da un movimento indigeno di resistenza del Sud-est asiatico. Gli accordi di Ginevra Il 27 aprile 1954 la Conferenza portò a una dichiarazione che sosteneva l'integrità territoriale e la sovranità dell'Indocina garantendo così l'indipendenza dalla Francia. Inoltre la dichiarazione della Conferenza concordava sulla cessazione delle ostilità e del coinvolgimento straniero (o di truppe) negli affari interni dell'Indocina. Furono disegnate zone nord e zone sud, entro le quali le truppe avversarie si dovevano ritirare, per facilitare la cessazione delle ostilità fra le forze vietnamite e quelle che avevano supportato la Francia. Il Viet Minh, che era avanzato nel profondo sud per combattere i Francesi, si ritirò da queste posizioni a nord della linea del cessate il fuoco, aspettando l'unificazione sulla base di elezioni libere con supervisione internazionale che si sarebbero dovute tenere nel luglio del 1956 (Articolo 3). Le forze francesi abbandonarono quasi del tutto il Vietnam, benché gran parte dell'infrastruttura governativa regionale nel Sud fosse la stessa che c'era sotto i Francesi. Una Commissione Internazionale di Controllo fu creata per garantire il rispetto degli Accordi di Ginevra, ma era fondamentalmente priva di poteri per portare a termine il proprio compito. Ne facevano parte India, Canada e Polonia. L'accordo era fra la Cambogia, la Repubblica Democratica del Vietnam, la Francia, il Laos, la Repubblica Popolare Cinese, lo Stato del Vietnam, l'Unione Sovietica, il Regno Unito e gli Stati Uniti. Eventi successivi alla dichiarazione Le forze comuniste erano state utili per la sconfitta della Francia, quindi l'ideologia nazionalista fu profondamente influenzata dal comunismo: "comunista" e "combattente per la libertà" divennero sinonimi nella mente di molti Vietnamiti. Ho Chi Minh prevedeva di essere eletto da una grossa fetta della popolazione nelle imminenti elezioni e quindi era convinto di riuscire ad instaurare un regime comunista in tutto il paese. Dopo la fine delle ostilità, vi fu una grande migrazione. 450.000 persone, per lo più Cattolici, si trasferirono a sud della linea del cessate-il-fuoco stabilita dagli Accordi. La C.I.A. tentò di influenzare ulteriormente i Cattolici Vietnamiti con slogan come "la Vergine Maria si sta trasferendo a sud". 52.000 persone andarono a nord, ma i sostenitori dei Comunisti furono esortati a restare al sud per votare nelle future elezioni. Sostenuto dagli Stati Uniti, Ngo Dinh Diem si assicurò il potere al sud. In un referendum per la sua leadership ottenne circa il 98% dei voti, di cui una grande percentuale a Saigon. La conferenza aveva stabilito che le elezioni nazionali si sarebbero dovute tenere nel giro di due anni, ma Diem, inimicandosi sempre più la popolazione del sud, represse i sostenitori delle elezioni ed esse non vi furono mai. Altre repressioni e l'idea che non vi sarebbero state libere consultazioni, portarono i Sud-Vietnamiti, che si opponevano a Diem, a formare il Fronte di Liberazione Nazionale (meglio noto come Viet Cong) il quale, lanciando attacchi di guerriglia contro il governo della Repubblica del Vietnam, si batteva per la riunificazione del Paese sotto il comunismo. I Viet Cong erano sostenuti dall'Armata Popolare Vietnamita del Nord. Costantemente appoggiato dagli Stati Uniti, il governo di Diem rifiutò più volte di aprire un dialogo con la Repubblica Democratica del Vietnam riguardo alle elezioni generali: il Sud sosteneva di non dover onorare l'accordo in quanto non ne era fra i firmatari. Le attività di guerriglia nel Sud crebbero giorno per giorno, mentre consiglieri militari statunitensi continuavano ad aiutare l'Esercito della Repubblica del Vietnam. Il risultato fu la Guerra del Vietnam.

A Palazzo Valentini "La Moda è di moda". Incontro con i protagonisti del Made in Italy

A Palazzo Valentini "La Moda è di moda". Incontro con i protagonisti del Made in Italy Il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha presentato “La Moda è di moda. Incontro con i protagonisti del Made in Italy” con l’ideatore e coordinatore degli incontri Stefano Dominella. La conferenza stampa di presentazione si è svolta presso la Sala Peppino Impastato di Palazzo Valentini. L’iniziativa, che avrà come palcoscenico ideale il Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, ha l’obiettivo di far avvicinare e di far conoscere al pubblico le grandi firme del Made in Italy, il percorso formativo, la filosofia di prodotto e d’immagine, svelandone anche le ansie e gli aneddoti della vita lavorativa. Fin dietro le quinte, il backstage della creatività. Un incontro diretto, suddiviso in quattro serate, con quattro grandi nomi del fashion system italiano, racconti di moda e di vita moderati da Laura Laurenzi, Cinzia Malvini, Mariella Milani e Paola Cacianti. Protagonisti dell’evento “La Moda e di moda” saranno anche i giovani. Il focus sulle nuove generazioni appassionate di moda si svilupperà attraverso la partecipazione di scuole di design e moda. Per ogni sera, una parte del Teatro Studio della manifestazione sarà riservata agli studenti dei vari corsi. L’iniziativa, promossa dalla Provincia di Roma, nell'ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura, è a cura di Stefano Dominella.

25 aprile, 2012

PROMEMORIA 25 aprile 1982 - Israele completa il suo ritiro dalla Penisola del Sinai dopo gli accordi di Camp David

Israele completa il suo ritiro dalla Penisola del Sinai dopo gli accordi di Camp David Gli accordi di Camp David sono stati firmati dal presidente egiziano Anwar al-Sadat e dal Primo Ministro israeliano Menachem Begin il 17 settembre 1978, dopo dodici giorni di negoziati segreti a Camp David. I due accordi sono stati firmati alla Casa Bianca sotto l'auspicio del Presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter. Gli accordi hanno portato direttamente al Trattato di pace israelo-egiziano del 1979. Gli accordi [modifica] Ci sono stati due accordi di Camp David nel 1978: Un quadro per Pace in Medio Oriente e un quadro per la Conclusione di un Trattato di pace tra Egitto e Israele. Il primo accordo aveva tre parti. La prima parte è stata un quadro per i negoziati di istituire una autonoma autorità auto-disciplinante in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, ed attuare pienamente la Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza ONU. È stato meno chiaro riguardo gli accordi relativi al Sinai, e più tardi è stato interpretato diversamente da Israele, Egitto, e gli Stati Uniti. Il destino di Gerusalemme, come avverrà in occasione degli accordi di Oslo del 1993, è stato deliberatamente escluso dal presente accordo. La seconda parte, affrontava le relazioni israelo-egiziane. La terza parte dei "Principi associati" dichiarava i principi che devono applicarsi alle relazioni tra Israele e tutti i suoi vicini arabi. Il secondo accordo delineava una base per il trattato di pace sei mesi più tardi, in particolare, di decidere il futuro della penisola del Sinai. Israele aveva accettato di ritirare le sue forze armate dal Sinai, evacuare i suoi 4.500 abitanti civili, e il ripristino di Egitto in cambio di una normale relazioni diplomatiche con l'Egitto, la garanzia della libertà di passaggio attraverso il Canale di Suez e di altri corsi d'acqua nelle vicinanze (come lo Stretto di Tiran), e una restrizione sulle forze Egitto potrebbe posto sulla penisola del Sinai, in particolare all'interno di 20-40 km da Israele. Israele ha altresì convenuto di limitare le proprie forze una piccola distanza (3 km) dal confine egiziano, e di garantire il libero passaggio tra l'Egitto e la Giordania. Con il ritiro, Israele ha perso la Abu-Rudeis campi petroliferi nella parte occidentale del Sinai. L'accordo ha portato anche negli Stati Uniti l'impegno a diversi miliardi di dollari di sovvenzioni annuali per i governi di Israele e l'Egitto, i contributi che continuano tutt'oggi, e sono indicati come un miscuglio di sovvenzioni e aiuti pacchetti impegnata a Stati Uniti d'acquisto di materiale. Dal 1979 (anno di accordo di pace) al 1997, l'Egitto ha ricevuto 1,3 miliardi di $ l'anno, che hanno anche contribuito a modernizzare l'esercito egiziano. In confronto, Israele ha ricevuto 3 miliardi di $ l'anno dal 1985 in sovvenzioni e aiuti militari.

24 aprile, 2012

PROMEMORIA 24 aprile 1916 – Irlanda: ha inizio la Rivolta di Pasqua

Irlanda: ha inizio la Rivolta di Pasqua – il movimento della Fratellanza repubblicana irlandese guidata dal nazionalista Patrick Pearse inizia la sollevazione contro il dominio britannico che preparerà il terreno per la guerra anglo-irlandese La Rivolta di Pasqua (in inglese Easter Rising, in gaelico Éirí Amach na Cásca) fu una ribellione avvenuta in Irlanda nella settimana di Pasqua del 1916. La rivolta fu un tentativo dei militanti repubblicani irlandesi di ottenere l'indipendenza dal Regno Unito con la forza delle armi. Fu la più significativa ribellione in Irlanda sin dal 1798. La Rivolta, che fu per gran parte organizzata dalla Irish Republican Brotherhood, durò dal 24 al 30 aprile 1916. Membri dei Volontari irlandesi, guidati dal poeta, insegnante e avvocato Pádraig Pearse, si unirono alla più piccola Irish Citizen Army di James Connolly, occuparono punti chiave e simbolici di Dublino e proclamarono la Repubblica irlandese indipendente dalla Gran Bretagna dal General Post Office. La Rivolta costituì anche un banco di prova per l'impiego, per la prima volta nella storia, dei carri armati, da lì a pochi mesi utilizzati anche nelle operazioni della Prima guerra mondiale. La Rivolta fu sedata in sei giorni, ed i suoi leader furono processati dalla corte marziale e giustiziati. Nonostante il suo insuccesso militare e il giudizio iniziale negativo della popolazione civile, l'episodio è oggi considerato uno dei punti saldi per la futura creazione dell'attuale Repubblica d'Irlanda.

23 aprile, 2012

PROMEMORIA 23 aprile 1933 – Germania: viene istituita la Gestapo

Germania: viene istituita la Gestapo La Geheime Staatspolizei (ted. Polizia segreta di Stato), comunemente abbreviata in Gestapo, era la polizia politica del Terzo Reich. I suoi membri erano reclutati tra gli ufficiali di carriera della polizia e il suo ruolo e la sua organizzazione furono stabiliti da Hermann Göring dopo che Adolf Hitler salì al potere nel marzo 1933. Rudolf Diels fu il primo capo dell'organizzazione, inizialmente chiamata Dipartimento 1A della polizia di Stato prussiana. Il compito della Gestapo era quello di investigare e combattere «tutte le tendenze pericolose per lo Stato». Aveva autorità di investigare sui casi di tradimento, spionaggio e sabotaggio, oltre ai casi di attacchi criminali al Partito Nazista e allo Stato. Le azioni della Gestapo non erano limitate dalla legge o soggette a revisione giudiziaria. Il giurista nazista Werner Best al riguardo dichiarò: «Finché la Gestapo... esegue la volontà della leadership, sta agendo legalmente». La Gestapo era specificatamente esente dalla responsabilità verso le corti amministrative, dove i cittadini potevano rivolgersi per obbligare lo Stato a conformarsi alle leggi. Il potere della Gestapo più spesso abusato era lo Schutzhaft o custodia protettiva, di fatto il potere di imprigionare chiunque senza procedimento giudiziario, tipicamente nei campi di concentramento. Le persone imprigionate dovevano addirittura firmare il loro Schutzhaftbefehl (il documento che dichiarava che la persona veniva imprigionata). Normalmente la firma veniva estorta con la tortura. Nel 1934, Göring, sotto la pressione di Heinrich Himmler, acconsentì a garantire il controllo della Gestapo alle SS. Nel 1936 Reinhard Heydrich ne fu nominato capo e Heinrich Müller responsabile delle operazioni. Durante la seconda guerra mondiale, la Gestapo si espanse fino ad un organico di 45.000 unità. Essa aiutò nel controllo delle aree occupate dell'Europa e si occupava di identificare ebrei, socialisti, omosessuali e altri, per il trasporto nei campi di concentramento. Al Processo di Norimberga l'intera organizzazione fu inquisita e condannata per crimini contro l'umanità.

22 aprile, 2012

PROMEMORIA 22 aprile 1970 - Celebrazione del primo Giorno della terra

Celebrazione del primo Giorno della terra Il Giorno della Terra, in inglese Earth Day, è il nome usato per indicare due diverse festività: una che si tiene annualmente ogni primavera nell’emisfero nord del pianeta, e un’altra in autunno nell’emisfero sud[la primavera dell'emisfero nord e l'autunno dell'emisfero sud non sono contemporanei?], dedicate entrambe all’ambiente e alla salvaguardia del pianeta Terra. Le Nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno nell’equinozio di primavera, ma è un’osservanza ufficializzarla il 22 aprile di ciascun anno. La festività è riconosciuta da ben 192 nazioni e viene celebrata da quasi mezzo miliardo di persone. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Nato come movimento universitario, nel tempo, l’Earth Day è divenuto un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

21 aprile, 2012

PROMEMORIA 21 aprile 1977 – Italia: a Roma un agente di P.S., Settimio Passamonti, 23 anni, viene ucciso a colpi d'arma da fuoco vicino alla città universitaria durante scontri a fuoco tra polizia ed estremisti di sinistra (dell'area di Autonomia Operaia)

Italia: a Roma un agente di P.S., Settimio Passamonti, 23 anni, viene ucciso a colpi d'arma da fuoco vicino alla città universitaria durante scontri a fuoco tra polizia ed estremisti di sinistra (dell'area di Autonomia Operaia) Il mattino del 21 aprile la polizia sgomberò l'Università di Roma occupata da studenti dell'area dell'Autonomia. Nel pomeriggio appartenenti all'area degli autonomi reagirono con Bottiglie Molotov e armi da fuoco. Vicino alla città universitaria, nella zona di San Lorenzo, un gruppo di manifestanti aprì il fuoco contro le forze dell'ordine. Settimio Passamonti raggiunto da due colpi cadde ucciso. L'agente Antonio Merenda, altri due agenti (secondo alcune fonti tre) e un carabiniere furono feriti, ma si salvarono. Rimase ferita anche la giornalista Patrizia Bermier. Lo scontro fu uno dei più violenti degli anni di piombo per il numero dei colpiti e per il volume di fuoco. Il giorno successivo il governo vietò tutte le manifestazioni nel Lazio per un mese ed il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga annunciò il provvedimento alla stampa dichiarando: «Deve finire il tempo dei figli dei contadini meridionali uccisi dai figli della borghesia romana».
Le indagini non portarono alla identificazione dei responsabili e l'assassinio del giovane rimase impunito.

20 aprile, 2012

“Cittadino, non suddito”, incontro in memoria di Bruno Tescari


“Cittadino, non suddito”, incontro in memoria di Bruno Tescari

Venerdì 20 aprile a partire dalle ore 10:00 presso la Sala Di Liegro di Palazzo Valentini, si ricorderà la figura di Bruno Tescari, uno dei fondatori della FISH, la Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, recentemente scomparso.

Un uomo dalla profonda onestà intellettuale dimostrata in quarant'anni di impegno civile, attraverso lunghe battaglie portate avanti con volontà e forza inesauribili, sempre alla ricerca di soluzioni contro ogni forma di discriminazione o negazione di diritti.

Una grande perdita per la tutta la società civile e per il mondo della disabilità che ha sempre visto in Bruno Tescari un coraggioso paladino, impegnato con costanza per la difesa dei diritti civili, per l’abbattimento delle barriere architettoniche e soprattutto di quelle culturali.

L’iniziativa prevede anche la Presentazione del Concorso di idee per progetti finalizzati alla mobilità, ai percorsi di autonomia e alla socializzazione delle persone con disabilità.


20 APRILE 2012
ore 10.00/13.00
Palazzo Valentini – Sala Di Liegro
Via IV Novembre, 119/A – Roma

PROMEMORIA 20 aprile 1945 Battaglia di Berlino e fine del Terzo Reich


Battaglia di Berlino e fine del Terzo Reich
Fino all'ultimo Hitler, ormai disperato e quasi farneticante, pianificò fantomatiche offensive e proclamò propositi di resistenza ad oltranza, utilizzando i miseri resti delle armate sconfitte, vecchi e giovanissimi del Volksturm e divisioni "fantasma" (create frettolosamente con nomi altisonanti e pochi mezzi). Ancora il 6 marzo le divisioni corazzate Waffen-SS ritirate dalle Ardenne sferravano un'ultima offensiva in Ungheria nella zona del lago Balaton; dopo duri scontri le forze sovietiche contennero l'attacco e passarono all'offensiva (16 marzo). Ormai in disfacimento, le armate tedesche ripiegavano per coprire Vienna; le colonne corazzate russe proseguirono superando tutti gli sbarramenti. Vienna cadde il 13 aprile dopo alcuni aspri scontri dentro la città; i russi si congiunsero il 4 maggio con gli americani provenienti da ovest nella regione di Linz.
Il 16 aprile 1945 l'Armata Rossa sferrava la sua ultima offensiva generale con obiettivo Berlino; l'attacco venne sferrato in gran fretta sotto la pressione di Stalin: di fronte al crollo del fronte occidentale tedesco, ai segni evidenti di dissoluzione della resistenza all'ovest e alla rapidità dell'avanzata, scarsamente contrastata, alleata, c'era il rischio che gli alleati occidentali precedessero i russi a Berlino (del resto nelle alte sfere tedesche c'erano piani assurdi per aprire la Germania agli anglosassoni e tentare un rocambolesco rovesciamento di alleanze). Al contrario, la resistenza tedesca sul fronte est si stava rafforzando (con l'afflusso di rinforzi terrestri e aerei dagli altri fronti) e le truppe nemiche erano intenzionate a battersi fino all'ultimo per difendere la capitale e il Führer, ma anche per salvaguardare la popolazione civile e guadagnare tempo in attesa dell'arrivo angloamericano da ovest. La massa offensiva sovietica (agli ordini dei marescialli Žukov e Konev) era imponente e nettamente superiore a quella nemica, ma inizialmente venne impiegata male e confusamente; le perdite, di fronte alle difese fortificate tedesche furono altissime; lo sfondamento decisivo (ottenuto con la forza bruta di migliaia di carri armati impiegati in massa) fu ottenuto solo il 20 aprile. Dopo queste difficoltà iniziali, la velocità dell'avanzata aumentò; in campo aperto le armate corazzate sovietiche superarono tutti gli ostacoli e manovrarono per accerchiare Berlino; il 25 aprileiniziò la battaglia dentro l'enorme abitato della capitale. Hitler, ormai rassegnato e deciso a terminare la sua vita e quella del Terzo Reich con un vero "Crepuscolo degli Dei" nibelungico[121], decise di rimanere dentro la città e di organizzare la difesa contando su reparti raccogliticci di Waffen-SS straniere, resti di Panzerdivision disciolte e truppe del Volksturm e della Hitlerjugend. La battaglia casa per casa fu durissima e sanguinosa, i sovietici avanzarono passo passo da tutte le direzioni lentamente e a costo di pesanti perdite; dall'esterno alcuni tentativi di soccorrere Berlino da parte delle modeste forze dei generali Wenck e Steiner fallirono; il cerchio di ferro sovietico era impenetrabile. Sempre il 25 aprile l'Armata Rossa si congiungeva aTorgau sull'Elba con l'Esercito Americano arrivato sul fiume fin dal 13 aprile.
La battaglia finale nel centro di Berlino terminò il 2 maggio con la resa della guarnigione; Hitler si era suicidato già il 30 aprile dopo aver sposato il 29 aprile Eva Braun. I sovietici avevano così concluso vittoriosamente, dopo grandi sacrifici, nel cuore della capitale nemica la Grande Guerra Patriottica; solo in quest'ultima battaglia persero 135.000 uomini; le perdite tedesche furono di 400.000 morti e feriti e 450.000 prigionieri.
L'ultima manovra sovietica in Europa fu la marcia su Praga, insorta contro i tedeschi il 5 maggio, organizzata da Stalin anche per anticipare l'arrivo degli americani; le colonne corazzate russe diressero su Dresda e arrivarono nella capitale cecoslovacca il 9 maggio. Sul Baltico le forze sovietiche si erano già congiunte con le truppe inglesi provenienti dallo Schleswig-Holstein, dove si era rifugiato l'ultimo governo del Reich guidato (secondo le disposizioni testamentali di Hitler) dall'ammiraglio Karl Dönitz.
La notte del 8 maggio, al quartier generale del maresciallo Zhukov a Berlino (alla presenza dei rappresentanti alleati Spaatz, Tedder e deLattre) il feldmaresciallo Keitel firmava il documento di resa incondizionata della Germania. Per volontà di Stalin (volendo egli sottolineare il ruolo preponderante dell'Unione Sovietica nella vittoria), i rappresentanti del Reich avevano dovuto ripetere davanti ai russi la resa già firmata il 7 maggio al quartier generale di Eisenhower a Reims.

19 aprile, 2012

PROMEMORIA 19 aprile 1937 – L'Italia fascista vara la prima legge di tutela della razza


L'Italia fascista vara la prima legge di tutela della razza, il regio decreto legge n. 880/37. L'ordinanza vietava il madamismo (l'acquisto di una concubina) ed il matrimonio con le donne di colore delle colonie africane
Il fondamento e la premessa teorica alla leggi razziali furono alcune considerazioni che miravano a stabilire l'esistenza della razza italiana e la sua appartenenza al gruppo delle così dette razze ariane. A tali considerazioni si cercò di dare un fondamento scientifico, benché quest'ultimo sia poi risultato inconsistente.
Dopo l'entrata in vigore nel 1937 del Regio decreto legge n. 880 – che vietava il madamismo (l'acquisto di una concubina) e il matrimonio degli italiani coi «sudditi delle colonie africane» – altre leggi di spiccata indole razzista vennero promulgate dal parlamento italiano.

18 aprile, 2012

Presentazione del romanzo "La donna dal cappotto verde" di Edith Bruck


Presentazione del romanzo "La donna dal cappotto verde" di Edith Bruck

Mercoledì 18 aprile 2012, alle ore 17.30, presso la Sala Di Liegro di Palazzo Valentini - nel cuore di Roma, in via IV Novembre 119/a – verrà presentato il romanzo “La donna dal cappotto verde” di Edith Bruck, edito da Garzanti Libri.

Ad incontrare l’autrice:
Maria Grazia Capulli - giornalista del Tg2
Andrea Riccardi - Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione
Nicola Zingaretti - Presidente della Provincia di Roma.

Di origine ungherese, Edith Bruck è nata in una povera, numerosa famiglia ebrea. Nel 1944, poco più che bambina, il suo primo viaggio la portò nel ghetto del capoluogo e di lì ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen…

Sopravvissuta alla deportazione, dopo anni di pellegrinaggio approdò definitivamente in Italia, adottandone la lingua.

Nel 1959 esce il suo primo libro Chi ti ama così, un’autobiografia che ha per tappe l’infanzia in riva al Tibisco e la Germania dei Lager. Nelle sue opere il più delle volte ha reso testimonianza dell’evento nero del XX secolo.

Nella lunga carriera ha ricevuto diversi premi letterari ed è stata tradotta in più lingue. Tra gli altri, è traduttrice di Attila József e Miklós Radnóti.

Straordinaria testimone della più grande tragedia del nostro tempo, affronta con fine sensibilità e sapienza narrativa due temi chiave che segnano l'esistenza di tutti noi: la memoria e la pietà. La donna dal cappotto verde li indaga facendone il motore di una storia, la storia – possibile e impossibile – di due donne che si cercano, oltre il dolore e la colpa.

PROMEMORIA 18 aprile 1974 – Italia: il magistrato Mario Sossi viene rapito dalle Brigate Rosse


Italia: il magistrato Mario Sossi viene rapito dalle Brigate Rosse
Mario Sossi (Imperia, 1932) è un ex magistrato italiano, Pubblico Ministero nel processo al Gruppo XXII Ottobre, fu sequestrato dalle Brigate Rosse a Genova il 18 aprile 1974 e rilasciato a Milano il 23 maggio 1974.
Storia del sequestro

Mario Sossi era un magistrato del tribunale di Genova. Mario Sossi nasce ad Imperia nel 1932. Sossi viene chiamato alle armi e tra il 1953 e il 1954 presta servizio nel corpo militare degli alpini a cui resterà sempre legatissimo. Durante l'università milita nella FUAN, un'associazione studentesca missina. Sossi entra in magistratura nel 1957 e si associa all'UMI, l'associazione dei magistrati politicamente più a destra, da cui comunque si dissocerà in seguito per il mancato sostegno dell'associazione durante il suo sequestro. Nel merito politico divenne famoso per l'inchiesta sugli scioperi negli ospedali psichiatrici di Quarto e Cogoleto, per l'arresto di alcuni edicolanti che avevano esposto al pubblico riviste pornografiche e infine per l'arresto dell'avvocato Giambattista Lazagna sospettato di aver rubato armi ed esplosivi che verrà prosciolto in istruttoria.
Al momento del rapimento ad opera delle Brigate Rosse sosteneva l'accusa contro gruppi terroristici. Un gruppo di 20 terroristi, con sette auto e un furgoncino lo sequestrò. Sossi fu caricato su un'auto A112 guidata da Alberto Franceschini, seguito da Mara Cagol su una 128. Superato un posto di blocco, per un equivoco, Franceschini sparò una raffica di mitra contro l'auto guidata da Mara Cagol, che rimase illesa. Nell'intervista rilasciata a Giovanni Minoli per il programma "La storia siamo noi", Sossi ha dichiarato che a seguito della sparatoria, l'auto su cui si trovava, incatenato dentro ad un sacco, andò a sbattere contro un albero. Fu in quell'occasione che si procurò l'ecchimosi che è evidente nelle prime foto diffuse dalle BR. Sossi fu sottoposto ad interrogatorio da Alberto Franceschini, coadiuvato da Pietro Bertolazzi. La direzione strategica delle Brigate Rosse si riunì ed vi furono divergenze.
A quel punto il rapimento fu gestito da Alberto Franceschini, Mara Cagol e Piero Bertolazzi, Sossi fu sottoposto ad un processo, al termine del quale i brigatisti decisero di ucciderlo ("Sossi, fascista, sei il primo della lista!"). Le Brigate Rosse chiesero per la sua liberazione come contropartita la liberazione dei terroristi del Gruppo XXII Ottobre e il loro trasporto in un paese amico, ma i paesi considerati potenziali benevoli ospitanti declinarono tutti l'asilo politico, prima Cuba, poi Algeria e Corea del Nord. Sossi venne liberato a Milano il 23 maggio 1974, subito dopo la sua liberazione non cercò di avvisare nessuno, tornò solitario a Genova in treno e infine si presentò alla Guardia di Finanza della sua città.
Il rapimento di Mario Sossi costituì uno dei primi salti di qualità nell'azione di lotta delle Brigate Rosse, mostrando all'opinione pubblica italiana che ormai erano in grado di compiere azioni ben più complesse, rispetto a quelle mordi e fuggi in cui erano ormai note, come quella di rapire un magistrato e tenerlo impunemente in loro prigionia per più di un mese e negoziarne la sua liberazione con lo stato italiano.
A liberazione avvenuta il procuratore della Repubblica Francesco Coco verrà ucciso l'8 giugno 1976, insieme a due uomini della scorta, dalle BR come rappresaglia perché si era rifiutato di acconsentire alla scarcerazione di alcuni terroristi in cambio di Sossi. Il sequestro fu denominato dai Brigatisti Operazione Girasole, parteciparono all'operazione tra gli altri Alberto Franceschini, Mara Cagol e Pietro Bertolazzi (secondo altre fonti Piero Bertolazzi).
All'epoca, durante il periodo del sequestro, nell'ambito brigatista, si fecero delle strofe sull'impresa, musicandole sul tema di una vecchia canzone della resistenza: 'Era il 18 aprile, le otto suonate / Passarono all'azione le Rosse Brigate / A catturare Sossi il giudice fascista / Che per i comunisti era il primo della lista. / Aveva condannato compagni proletari / della 22 ottobre, rivoluzionari. / Ora cari borghesi se rivolete Sossi / Tirate fuori subito il compagno Rossi. / Della 22 ottobre vogliamo i comunisti / che sono stati i primi, i primi brigatisti. / Forza Brigate Rosse, in alto il fucile / che ogni giorno sia un 18 aprile.