18 settembre, 2008

"Roma per Kyoto", convegno finale in Campidoglio. La storia del progetto ambientale


"Roma per Kyoto", convegno finale in Campidoglio. La storia del progetto ambientale
"Life – Roma per Kyoto" arriva al capolinea. Oggi e domani l'evento conclusivo: sindaci e e autorità delle principali capitali europee (tra le altre Bruxelles, Dublino, Helsinki, Varsavia, Budapest, Lussemburgo) convergono in Campidoglio, insieme a rappresentanti delle istituzioni e della comunità scientifica italiana e internazionale. L'assessore all'ambiente Fabio De Lillo ha intanto presentato la due giorni e ha tracciato un primo bilancio dell'esperienza condotta.

Scopo del convegno finale: condividere e diffondere le "buone pratiche" e gli interventi, attuati nelle città europee che hanno partecipato al progetto, per "identificare una strategia comune nella lotta contro il cambiamento climatico".

"Life-Roma per Kyoto" è nato nell'ottobre 2004 ed è stato co-finanziato dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea. A Roma, città capofila del progetto, la conduzione è stata affidata al Dipartimento Politiche Ambientali del Comune. L'obiettivo fissato per Roma era la stesura di un piano d'azione per ridurre le emissioni di gas nocivi del 6,5% (più di un milione di tonnellate di CO2) entro il 2012, nel rispetto del protocollo di Kyoto a cui l'Italia ha aderito nel 2002.

Dal 2004 il progetto si è articolato in diverse fasi operative:

misurazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) causate da tutti i settori produttivi della capitale, per individuare quelli maggiormente responsabili dell'inquinamento cittadino.

Progetti pilota per valutare l'efficacia di sistemi di compensazione delle emissioni inquinanti, da riproporre poi su larga scala. Tra le iniziative sperimentali condotte: 12.500 alberi piantati, piano locale del traffico, 'diagnosi energetica' ed 'efficientamento energetico' di tutte le scuole (e termo-regolazione completa di una scuola) nel XV Municipio; una pista ciclabile illuminata con lampioni a led; valutazione della produttività degli impianti fotovoltaici (nelle scuole del Municipio XVI e negli uffici del Dipartimento X del Comune); 'contabilità ambientale' del Municipio XVI e del X Dipartimento capitolino.

Piano d'azione per il raggiungimento degli obiettivi, sottoscritto (grazie ad un accordo volontario) da numerosi co-firmatari (oltre 60): associazioni di categoria, sindacati, società energetiche, agenzie ambientali… Il piano andrà all'approvazione del Consiglio Comunale a fine mese. Grazie al via libera del Consiglio, si passerà all'attuazione degli interventi anti-inquinamento proposti dai diversi firmatari (si va da nuovi bus a idrogeno per la flotta Cotral all'associazione dei residenti di Casalpalocco che intendono passare, in tutto il quartiere, alle energie rinnovabili).

Dal 2004 ad oggi "Roma per Kyoto" si è sempre più connotato come progetto in grado di moltiplicare opportunità e iniziative a partire dalle azioni pianificate: è il caso dei 12 ettari di verde piantati in XV Municipio, un punto di partenza per un programma ambientale più vasto ("500.000 alberi in 5 anni").

Per saperne di più, www.romaperkyoto.org.

PROMEMORIA 18 settembre 96 - Marco Cocceio Nerva diviene Imperatore romano


Marco Cocceio Nerva diviene Imperatore romano.
Marco Cocceio Nerva (Marcus Cocceius Nerva) più noto semplicemente come Nerva (Narni, 8 novembre 30 – Roma 21, 27 gennaio 98) è stato un imperatore romano dal 18 settembre 96 alla sua morte.

Era figlio di Cocceio Nerva, famoso giureconsulto, e di Sergia Plautilla, figlia del console Popilio Lena la famiglia aveva origine dalla antica colonia romana di Narnia, l'attuale Narni (Umbria).


Busto di Nerva, Narni, ItaliaFu l'ultimo imperatore italiano sia di nascita che di famiglia. Nerva non aveva seguito l'usuale carriera amministrativa (il cursus honorum), anche se era stato console durante l'impero di Vespasiano nel 71 e con Domiziano nel 90.


Ascesa al potere
Quando fu organizzata la congiura contro Domiziano, Nerva acconsentì a divenirne il successore. Egli era molto stimato come anziano senatore ed era noto come persona mite e accorta. Alla morte di Domiziano, Nerva fu acclamato imperatore in Senato da tutte le classi concordi sul suo nome.

Durante il suo regno, breve ma significativo, apportò un grande cambiamento: il "principato adottivo". Questa riforma prevedeva che l'imperatore in carica in quel momento dovesse decidere, prima della sua morte, il suo successore all'interno del senato. Questo faceva sì che i senatori venissero responsabilizzati, e quindi si rendevano conto che il loro senatoriato era importante. Inoltre, dall'anno dei quattro imperatori il senato aveva subito un cambiamento di generazione: i senatori cominciavano a provenire anche dalle province, rinnovando così l'antico e oligarchico senato romano. Nerva e Traiano inoltre furono intelligenti a favorire anche le altre classi, annunciando che il successore poteva essere scelto anche tra la plebe.

Le loro speranze non andarono deluse: infatti, secondo Tacito, nel suo breve regno fuse le idee di impero, libertà e pace, dando inizio a un secolo poi considerato d'oro.

Appena eletto, fece cessare le persecuzioni contro i cristiani, consentì agli esiliati di rientrare a Roma, abolì i processi di lesa maestà, reintegrò il Senato nelle sue prerogative, prodigò le sue terre e i denari per soccorrere i poveri. Ciononostante, fu molto duro contro i delatori.

Fu addirittura giudicato troppo mite dal Senato e subì una congiura che venne sventata esiliando a Taranto colui che ne era a capo, il senatore Calpurnio Crasso. Nel 97 fu nominato console per la terza volta e gli fu collega Virginio Rufo.

16 settembre, 2008

Inaugurato il nuovo centro di ricerca del San Gallicano


Un centro per studiare l’interazione del metabolismo della pelle associato alle sue patologie. E’ il Centro Integrato di Ricerca sulla Metabolomica (CIRM) inaugurato oggi, a Roma, presso l’Istituto dermatologico San Gallicano. Il San Gallicano, con il ventaglio di offerte specialistiche, l’introduzione d’innovazioni gestionali e l’attenzione all’appropriatezza delle cure, si afferma come una struttura moderna e propositiva che risponde con flessibilità ed efficacia alle esigenze del sistema sanitario regionale e nazionale.

“Una convocazione urgente - si legge in una nota inviata dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ai presenti in occasione dell’inaugurazione - mi impedisce purtroppo di presenziare all’importante inaugurazione di oggi: ne sono davvero dispiaciuto, perché la presenza di questo prestigioso IRCSS dermatologico pubblico è un vanto per la nostra regione e perché l’inaugurazione di oggi mostra chiaramente come, anche in un momento di grande complessità per la sanità regionale, possano nascere nuovi centri di eccellenza".

A chi dice - prosegue Marrazzo - che si sta smantellando la sanità del Lazio, rispondiamo con i fatti. Questa nuova struttura è l’esempio perfetto dell’operazione complessa che stiamo facendo sul sistema sanitario della nostra regione. Una grande azione che coinvolge tutti e che ha l’obiettivo dichiarato di raggiungere il pieno equilibrio tra offerta di sanità e capacità di spesa. Meno sprechi, meno privilegi, più poli di eccellenza, più sanità sul territorio. Il Centro Integrato di Ricerca sulla Metabolomica - conclude il presidente Marrazzo - dimostra che siamo anche la regione della ricerca, delle grandi professionalità scientifiche e degli investimenti in tecnologie all’avanguardia. Una regione moderna che vuole proporre ai propri cittadini servizi sanitari avanzati ed efficienti di livello europeo. Ringrazio quindi tutti coloro che hanno reso possibile la creazione di questa nuova struttura e tutti coloro che metteranno al servizio le loro professionalità per farla funzionare”.

“La cute - spiega Mauro Picardo, direttore del CIRM e responsabile del laboratorio di fisiopatologia cutanea ISG, durante l’inaugurazione - ha dei metabolismi specifici ed è munita di un sistema enzimatico metabolico particolarmente espresso che è secondo solo a quello epatico. Grazie alla creazione del Centro di metabolomica è possibile, ad esempio, condurre studi approfonditi sul metabolismo delle ghiandole sebacee, la cui alterazione si è scoperto essere associata all’insorgenza dell’acne o di una dermatite seborroica. I nostri studi - precisa Picardo - dimostrano che c’è un’alterazione quantitativa ma anche qualitativa del sebo della pelle prodotta dai soggetti con l’acne e quello che sta diventando più evidente è che occorre un approccio diverso con il problema acne”.

Secondo il direttore del CIRM, possono essere individuati “marcatori specifici associati alla patologia, perché la cute è un organo facilmente accessibile”. “La cute - ricorda - può essere analizzata grazie a una serie di metodiche non invasive di cui il Centro è dotato, che danno la possibilità di analizzare la cute e di poter associare ad analisi di tipo biochimico parametri di funzionalità della pelle. Tali marcatori possono essere indicatori di gravità della malattia e le loro modificazioni qualitative sono importanti per il miglioramento del quadro clinico. L’individuazione di tali marcatori danno indicazioni su possibili nuove molecole che possono essere sviluppate per nuovi farmaci”.

“Oggi - affermato Giuseppe Petrella, presidente del Consiglio di indirizzo e verifica IFO, intervenendo all’inaugurazione - si conferma come la nuova sede del San Gallicano sia stata una scelta vincente. Qui, questo piccolo, ma grande e unico istituto pubblico di ricerca nel settore dermatologico ha potuto esprimere tutte le potenzialità. La condivisione di competenze e strumenti con l’Istituto Regina Elena ha consentito una crescita esponenziale. Il numero delle prestazioni ha avuto un incremento pari all’80%, si sono introdotti nuovi modelli gestionali tra l’altro interamente certificati, si effettua il ‘week ospital’ per i reparti di degenza; il tutto nell’ottica della razionalizzazione dei servizi offerti e di appropriatezza delle prestazioni erogate”.

“Il CIRM - aggiunge Aldo Di Carlo, direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano - coinvolgerà l’intero istituto dando il via a una linea di ricerca diversa e innovativa. Siamo onorati della partecipazione di gruppi di ricerca estremamente qualificati che hanno condiviso lo stesso progetto. Oggi la ricerca è prevalentemente in rete e occorre la collaborazione di prestigiosi istituti nazionali e internazionali in un campo così moderno quale la ‘postgenomica’, che porterà in un prossimo futuro sicuri vantaggi nel campo della fisiopatologia e soprattutto della terapia di molte malattie”.

La realizzazione del centro di ricerca integrato sulla metabolomica nasce su proposta del laboratorio di fisiopatologia cutanea del San Gallicano, dove c’è la sede e il coordinamento. Fanno inoltre parte del network il dipartimento biologia dell’università di Tor Vergata, il Cnr e, in particolare, l’Istituto di metodologie chimiche e l’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare, sezione di medicina molecolare, il dipartimento di chimica e organica e biochimica, università di Napoli Federico II, il Centro integrato di ricerca dell’università Campus bio-medico, l’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni emigranti e per il contrasto delle malattie della povertà.

"Uto Ughi per Roma", decima edizione: da lunedì 22 la classica gratis nella capitale


"Uto Ughi per Roma", decima edizione: da lunedì 22 la classica gratis nella capitale
Da lunedì 22 settembre a mercoledì 8 ottobre si tiene la decima edizione di "Uto Ughi per Roma", il festival ideato dal maestro triestino per diffondere la musica classica, soprattutto tra i giovani. Dodici concerti gratuiti in sala e nelle chiese, con solisti e orchestre di primo piano. Il calendario è stato presentato in Campidoglio dallo stesso Ughi, dal sindaco Alemanno, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dall'assessore capitolino alla cultura, Umberto Croppi.

Lunedì 22 l'apertura del festival all'Auditorium di via della Conciliazione, con Ughi alla testa dei Filarmonici di Roma che eseguiranno Haydn, Mozart, Vitali, Bazzini e Bartók. Il grande violinista suonerà poi il 25 a Santa Sabina sull'Aventino, in un concerto di beneficenza per la Croce Rossa con l'orchestra giovanile "Uto Ughi per Roma": alla musica di Vivaldi e Kreisler si alternerà Fabio Volo che leggerà brani di Grazia Deledda, Neruda, Saffo, Ezra Pound e Chu Fu Lan.

Il 28 settembre, quindi, l'esibizione di Natasha Korsakova, una delle migliori giovani violiniste d'oggi, nella Sala Accademica del Conservatorio di Santa Cecilia. Il primo ottobre serata di gala all'Auditorium della Conciliazione, con la consegna del premio "Una vita per la musica" a Wolfgang Sawallisch, tra i maggiori direttori d'orchestra al mondo. L'8 ottobre, chiusura con il pianista Alexander Maazdar, sempre all'Auditorium della conciliazione.

"Uto Ughi per Roma" approda quest'anno anche in provincia, con un concerto dell'orchestra giovanile "Uto Ughi" diretta da Bruno Aprea.

In dieci anni di vita il festival si è tradotto in 120 concerti con circa 150 mila spettatori.

PROMEMORIA 16 settembre 1982 - Massacro di Sabra e Shatila


Massacro di Sabra e Shatila.
Sabra e Shatila (talora trascritto come Chatila, in arabo: صبرا وشاتيلا, Ṣabrā e Shātīlā) sono due campi di rifugiati palestinesi alla periferia di Beirut. Vengono ricordati per il massacro di un numero di arabi palestinesi stimato tra diverse centinaia e 3500[1], perpetrato da milizie cristiane libanesi in un'area direttamente controllata dall'esercito israeliano, tra il 16 e 18 settembre del 1982. Sono anche ricordati per successivi fatti di sangue avvenuti nel 1985–1987 e noti come guerra dei campi.

Il massacro
In cerca di vendetta per l'assassinio di Gemayel e sotto lo svogliato controllo delle forze israeliane dislocate a Beirut ovest, le milizie cristiano-falangiste di Elie Hobeika alle 18,00 circa del 16 settembre 1982, entrano nei campi profughi di Sabra e Shatila. Il giorno prima, l'esercito israeliano aveva chiuso ermeticamente i campi profughi e messo posti di osservazione sui tetti degli edifici vicini. Le milizie cristiane lasciarono i campi profughi solo il 18 settembre. Il numero esatto dei morti non è ancora chiaro. Il procuratore capo dell'esercito libanese in un'indagine condotta sul massacro, parlò di 460 morti, la stima dei servizi segreti israeliani parlava invece di circa 700-800 morti. [1].

David Lamb scrive sul quotidiano Los Angeles Times del 23 settembre 1982:

« Alle 16 di venerdì il massacro durava ormai da 19 ore. Gli Israeliani, che stazionavano a meno di 100 metri di distanza, non avevano risposto al crepitìo costante degli spari né alla vista dei camion carichi di corpi che venivano portati via dai campi. »


Elaine Carey scrive sul quotidiano Daily Mail del 20 settembre 1982:

« Nella mattinata di sabato 18 settembre, tra i giornalisti esteri si sparse rapidamente una voce: massacro. Io guidai il gruppo verso il campo di Sabra. Nessun segno di vita, di movimento. Molto strano, dal momento che il campo, quattro giorni prima, era brulicante di persone. Quindi scoprimmo il motivo. L'odore traumatizzante della morte era dappertutto. Donne, bambini, vecchi e giovani giacevano sotto il sole cocente. La guerra israelo-palestinese aveva già portato come conseguenza migliaia di morti a Beirut. Ma, in qualche modo, l'uccisione a sangue freddo di questa gente sembrava di gran lunga peggiore »


Loren Jankins scrive sul quotidiano Washington Post del 20 settembre 1982:

« La scena nel campo di Shatila, quando gli osservatori stranieri vi entrarono il sabato mattina, era come un incubo. In un giardino, i corpi di due donne giacevano su delle macerie dalle quali spuntava la testa di un bambino. Accanto ad esse giaceva il corpo senza testa di un bambino. Oltre l'angolo, in un'altra strada, due ragazze, forse di 10 o 12 anni, giacevano sul dorso, con la testa forata e le gambe lanciate lontano. Pochi metri più avanti, otto uomini erano stati mitragliati contro una casa. Ogni viuzza sporca attraverso gli edifici vuoti - dove i palestinesi avevano vissuto dalla fuga dalla Palestina alla creazione dello Stato di Israele nel 1948 - raccontava la propria storia di orrori. In una di esse sedici uomini erano sovrapposti uno sull'altro, mummificati in posizioni contorte e grottesche. »


Testimonianza di Ellen Siegel, cittadina americana, infermiera volontaria, ebrea:

« In cima all'edificio soldati israeliani guardavano verso i campi con i binocoli. Miliziani libanesi arrivarono in una jeep e volevano portare via un'assistente sanitaria norvegese. Ci rivolgemmo ad un soldato israeliano che disse ai miliziani di andare via. Infatti partirono. Alle 11.30 circa gli israeliani ci condussero a Beirut Ovest. Sedetti sul sedile anteriore di una jeep della IDF. L'autista mi disse: «Oggi è il mio Natale (intendendo la festività ebraica del Rosh haShana). Vorrei essere a casa con la mia famiglia. Credete che mi piaccia andare porta a porta e vedere donne e bambini?» Gli chiesi quante persone avesse ucciso. Rispose che non era affar mio. Disse anche che l'armata libanese era impotente, erano stati a Beirut per anni e non avevano fatto nulla, che Israele era dovuta arrivare per fare tutto il lavoro. »

14 settembre, 2008

Anagni, Marrazzo: "Non lascerò soli i lavoratori della Videocon"


“Ho chiesto un incontro con l’ambasciatore indiano per porre il problema Videocon, e penso che all’incontro porterò un lavoratore e una lavoratrice per dimostrare che sono il rappresentante di tutti voi, di questo territorio”. lo ha detto il presidente Marrazzo ai lavoratori riuniti in un presidio permanente davanti alla fabbrica anagnina.

“Lunedì partirà una lettera indirizzata al ministro Scajola – ha proseguito il presidente della Regione – nella quale chiederò un incontro che vorrei si tenesse su questo territorio, preferibilmente presso la Provincia di Frosinone, per spiegare al ministro che troviamo paradossale che in questa realtà, che vuole confrontarsi con la sfida dell’innovazione e che può usufruire di risorse pubbliche già stanziate, non si riesca a trovare un imprenditore serio in grado di raccogliere la sfida. Abbiamo costruito con forza e fatica un progetto che ha dato fiducia a chi veniva da lontano con la promessa di investire su questo territorio – ha concluso Marrazzo - ma ora ci troviamo davanti a un muro, quello che hanno creato coloro che credono di giocare sulla pelle dei lavoratori. Le istituzioni che rappresento non lo permetteranno".

Dopo le rassicurazioni del presidente Marrazzo, che ha promesso di unirsi ai lavoratori per protestare nel caso in cui l’ambasciata indiana non dovesse accordare l’incontro, i lavoratori della Videocon hanno deciso di interrompere lo sciopero della fame che si protraeva da alcuni giorni.

PROMEMORIA 14 settembre 2005 L'emulatore MAME raggiunge la storica versione 0.100


L'emulatore MAME raggiunge la storica versione 0.100. Contemporaneamente parte il Progetto EMMA di Stefano Bastianello, per riportare il MAME in Italia.
Il MAME[1] (acronimo per Multiple Arcade Machine Emulator) è un software per personal computer sviluppato inizialmente per MS-DOS e in seguito per quasi tutte le macchine e sistemi operativi in circolazione, in grado di emulare varie piattaforme di gioco arcade. Lo scopo di tale emulazione è quello di documentare il funzionamento dei coin-op, preservare la storia dei videogame e di prevenire la sparizione di vecchie rarità una volta che le macchine originali abbiano cessato di funzionare per motivi di obsolescenza.

13 settembre, 2008

Aumentano le "Sezioni Primavera"


Prendono il via 133 Sezioni Primavera, servizio educativo dedicato ai bambini tra 24 e 36 mesi, di cui 85 confermate e 48 nuove. L’Ufficio scolastico regionale e l’Assessorato all’Istruzione della Regione Lazio pubblicano le graduatorie delle Sezioni ammesse ai finanziamenti nell’anno scolastico 2008/2009 in 59 Comuni, tra i quali Roma. E’ stata confermata, infatti, la prosecuzione della sperimentazione delle 85 Sezioni già avviate lo scorso anno e l’apertura di 48 nuove Sezioni Primavera, che si rivolgono complessivamente ad un potenziale di 4.360 bambini. Nei tre anni dall’introduzione di questa sperimentazione, la Regione – sulla base dell’Accordo siglato tra il precedente Governo, il coordinamento delle Regioni e l’Anci – ha dato una importante risposta di servizio educativo, che in alcuni Comuni (soprattutto in quelli di piccole dimensioni) rappresenta l’unica soluzione alle esigenze di tante famiglie.

Questa la suddivisione delle Sezioni Primavera nelle 5 Province del Lazio e nel Comune di Roma:

49 - Comune di Roma

29 - Provincia di Roma

27 - Provincia di Frosinone

15 - Provincia di Latina

7 - Provincia di Rieti

6 - Provincia di Viterbo

“Nonostante le note difficoltà finanziarie della Regione Lazio – ha detto l’assessore all’istruzione, Silvia Costa – abbiamo voluto non solo proseguire il servizio nelle 85 Sezioni già avviate l’anno scorso per 1.400 bambini, ma, come Regione, abbiamo stanziato ulteriori 1.680.000 euro, che vanno ad aggiungersi ai finanziamenti nazionali disposti dal Governo Prodi e che permettono l’apertura di 48 nuove Sezioni Primavera.” “Si tratta di un servizio educativo che si svolge nelle scuole materne statali, paritarie e comunali o presso nidi convenzionati con i Comuni. La tipologia di intervento prevede precise condizioni di idoneità del personale e delle strutture e consente a 59 Comuni, tra cui Roma, di dare una risposta integrativa al servizio di asilo nido, che, come sappiamo, non riesce a coprire il fabbisogno di tante famiglie” ha concluso l’Assessore Costa.

Lazio, 80 milioni per la messa in sicurezza delle strade


La Giunta regionale del Lazio ha approvato all'unanimità il programma triennale che dal 2008 al 2010 prevede interventi di ammodernamento, adeguamento e ampliamento della rete viaria regionale di competenza dell'Astral. Sono stati stanziati 80 milioni di euro per mettere in sicurezza parte dei 1.800 km di strade regionali.

La delibera riguarda in particolare la messa a norma di viadotti e gallerie, in modo da adeguarli alla normativa europea in materia. Otto milioni sono stati destinati invece all'Astral per interventi straordinari.
"Sono soddisfatto che la Giunta abbia approvato il programma all'unanimità - ha dichiarato l'assessore ai Lavori pubblici della Regione Bruno Astorre - Il presidente Marrazzo ha molto sostenuto questa delibera, a conferma dell'impegno della Giunta per la messa in sicurezza delle strade regionali gestite da Astral".

Nello specifico, per il 2008, è stata autorizzata la spesa di 18.520.000 €, per la realizzazione degli interventi previsti nel programma di quest'anno, oltre l'ulteriore spesa di 1.996.000 € per gli interventi straordinari imprevedibili in sede di programmazione triennale o annuale, ed aventi a carattere di urgenza o di somma urgenza.

In tre anni saranno finanziati 23 progetti. La ripartizione delle risorse prevede nello specifico: 7milioni di euro di finanziamento complessivo per la Nettunense; per la Casilina oltre 5 milioni di euro; Cassia e Cassia bis riceveranno 6 milioni e 900 mila euro; 7 milioni e 450 mila euro per la via Flaminia.
Per la via Pontina andranno 2 milioni e 500 mila euro, 6 milioni e 670 mila euro per la SR Monti Lepini e per la Tiburtina Valeria 4 milioni e 200mila euro.

"Al tempo stesso, sono di vitale importanza anche gli altri lavori - specifica l'assessore Astorre - sulla Carpinetana, per oltre 1mln e 400mla €; la Castrense, per 840mila €; la SR di Fiuggi, per quasi 5mln €; la Flacca, per 700mila €; la SR di Forca D'Acero, per 2mln e 600mila €; la SR di Frosinone e Gaeta, per 2mln €; la SR del Lago di Campotosto, per 380mila €; la Licinese, per 2mln e 230mila €; la SR di Montecassino, per 2mln e 800mila €; la SR di Morro, per 740mila €; la SR di Passo Corese, per quasi 2mln €; la SR di Salto Cicolana, per 3mln 500mila €; la SR di Sora, per oltre 1mln €; la Sublacense, per 2mln 350mila €; la SR della Valle del Liri, per 3mln 250mila €; la SR della Vandra, per 1mln 250mila €".

A ciò si aggiunga tutta una serie di installazioni di segnaletica verticale, sull'intera rete viaria regionale. Gli interventi vanno dalla ripavimentazione ai nuovi sistemi di drenaggio, dalla eliminazione di incroci alla costruzione di rotatorie, dalla messa in sicurezza di fermate di mezzi pubblici alla realizzazione di svincoli.

"Ritengo che, osservando con attenzione le tabelle di ogni singola iniziativa - ha sottolineato Bruno Astorre - saranno comunque evidenti gli obiettivi che l'Amministrazione si è posta per l'ammodernamento delle proprie infrastrutture viarie: senza alcun trionfalismo, un contributo sostanziale della Giunta Marrazzo per la sicurezza sulle strade della nostra regione".

Palazzo Valentini: Zingaretti incontra Vandana Shiva


Sabato 13 settembre, alle ore 11.30, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, incontra nella sala consiliare di Palazzo Valentini, in via IV Novembre 119/A a Roma, l'attivista politica e ambientalista indiana Vandana Shiva.

L'iniziativa dal titolo 'Il bene comune della terra verso una nuova coscienza. Globale" viene promossa dal presidente Zingaretti per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle questioni ambientali e sui diritti umani, temi particolarmente cari a Vandana Shiva.

L'ingresso alla manifestazione, promossa dalla Provincia di Roma, è aperto al pubblico.

"Dopo la straordinaria esperienza vissuta con Ingrid Betancourt - commenta Zingaretti - un'altra eccezionale donna sarà ospite della Provincia di Roma. Vandana Shiva non è solo una delle scienziate più conosciute e stimate in tutto il mondo, ma è soprattutto un esempio di come, guidati dalla passione, si possano centrare obiettivi importanti".

"Siamo felici di affrontare - conclude il presidente della Provincia di Roma - tematiche così significative come quelle della tutela dell'ambiente, dello sviluppo sostenibile e della pacificazione tra i popoli di culture diverse con una donna che sta dedicando a tutto questo la sua vita e il suo lavoro".

Vandana Shiva è uno dei leader dell'International Forum on Globalization e si è occupata anche dei diritti sulla proprietà intellettuale, e di biodiversità, biotecnologie, bioetica e ingegneria genetica. Nel 1993 ha vinto il Right Livelihood Award, una sorta di Premio Nobel alternativo per la pace.

Notte Bianca dei Municipi


Notte Bianca sabato 13 settembre nei Municipi III, V, VI, IX, X, XI, XVI e XVII.
La manifestazione prevede tante iniziative in molti quartieri della città, all'insegna della cultura, dello sport e dell'impegno sociale. Per una notte le strade e le piazze saranno animate con spettacoli, concerti, cinema e tanti altre iniziative. Tutti gli eventi sono gratuiti.

Il programma si può consultare sulle pagine dei Municipi che hanno aderito alla manifestazione.

Per la Notte Bianca alcune linee Atac subiranno delle deviazioni nei Municipi X e XVI.

A Monteverde, nel Municipio XVI, cambierà strada la linea 871. In arrivo dalla stazione di Trastevere, i bus non effettueranno la fermata "Fonteiana/Donna Olimpia", che si trova all'altezza del liceo Morgagni.

Nel X Municipio, in via Tito Labieno., a partire dalle 18, la linea di bus 451 non raggiungerà il capolinea di piazza di Cinecittà, terminando le corse sulla circonvallazione Tuscolana, circa 70 metri prima di via Tuscolana.
Sempre dalle 18, ci sarà la temporanea soppressione delle fermate su via Quinto Publicio (all'altezza del civico 13 e poco prima di via Sulpicio), delle linee 451, 557, 559 e n27. Soppressa anche la fermata all'altezza del civico 14 di via Tito Labieno delle linee 502, 557 e 558. Per le linee 451, 559 e n27, inoltre, fermata provvisoria, in comune con la 558, su viale Palmiro Togliatti, all'altezza di Cinecittà 2.

Tutte le informazioni al numero di Atac spa 06.57.003, operativo tutti i giorni festivi inclusi 24 ore su 24, e sul sito Internet www.atac.roma.it

PROMEMORIA 13 settembre 1993 Primo accordo Israele-Palestina.


Primo accordo Israele-Palestina. Ai palestinesi viene concesso un auto-governo limitato nella Striscia di Gaza e a Gerico.
Avvio del primo processo di pace. Dopo sei mesi di negoziati segreti a Oslo (Norvegia), Israele e l’Organizzazione di liberazione della Palestina (Olp) firmano, il 13 settembre 1993, a Washington un accordo di riconoscimento reciproco. L’accordo prevede le modalità e il calendario di un periodo provvisorio di cinque anni di autonomia dei Territori palestinesi.

12 settembre, 2008

Scuola: gli investimenti della Giunta Zingaretti


In occasione dell'apertura del nuovo anno scolastico, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e l'assessore provinciale alle Politiche della Scuola, Paola Rita Stella, fanno il punto sui lavori programmati e realizzati dall’Amministrazione provinciale per gli istituti superiori di Roma e del territorio.

Gli investimenti sulla scuola rappresentano una priorità di questa Amministrazione che finora ha già messo in bilancio 64 milioni di euro per un totale di 141 interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza e nuova edilizia scolastica. Si tratta di un intervento consistente, frutto anche del costante confronto con i dirigenti scolastici dei 207 istituti di competenza della Provincia di Roma.

Nello specifico, i finanziamenti stanziati dalla Giunta Zingaretti prevedono una spesa di 6 mln di euro per la costruzione del nuovo istituto superiore polifunzionale di Ladispoli, 3 mln e mezzo per dotare 40 istituti di pannelli fotovoltaici e 54 mln e 500 mila euro per lavori di straordinaria manutenzione in numerosi plessi scolastici, oltre alla realizzazione di 54 nuove aule.

Alla fine dello scorso anno scolastico abbiamo ricevuto alcune richieste specifiche da parte dei provveditorati di competenza per la concessione di nuove aule. Una richiesta alla quale abbiamo ritenuto prioritario rispondere per permettere ai nostri ragazzi di condurre la vita scolastica in spazi nuovi, moderni, puliti e adatti alle loro esigenze.
La popolazione scolastica che frequenta gli istituti superiori di Roma e provincia ammonta a 162.532 alunni (dato aggiornato al giugno 2008).

Nello specifico, per quanto riguarda le scuole di Roma, sono state consegnate due aule all'I.I.S. "Alberti", un'aula all'I.P.S.C.T "Einaudi", sei aule all'I.M. "Gassman"(per nuova succursale), dieci aule all'I.S.P.I.A "V.Woolf (per nuova succursale), dieci aule all'I.M. "Caetani", (per nuova succursale), dieci aule al liceo scientifico "Gullace" (per nuova succursale).

Per gli istituti della provincia, la Giunta Zingaretti ha realizzato otto nuove aule per il magistrale "Isabella d'Este" di Tivoli; un'aula per l'istituto "Braschi" e una per l'istituto "Quarenghi" di Subiaco; cinque nuove aule sono state previste anche al L.S. 'Landi' di Velletri.

È stata inoltre data risposta alla richiesta di riorganizzazione delle sedi in uso per quattro istituti di Ostia: i licei scientifici "Anco Marzio", "Enriques" e "Labriola", e l'I.T.C.G."Toscanelli".

La Provincia di Roma, inoltre, è impegnata per affrontare in maniera decisa il problema della sicurezza degli edifici scolastici con l'obiettivo prioritario di provvedere nei prossimi 5 anni alla messa in regola di tutti gli istituti superiori. Un pool di esperti è al lavoro per verificare la situazione dei 207 istituti di competenza provinciale, che comprendono anche 132 succursali e sedi distaccate. A questo capitolo sono dedicati numerosi interventi allo studio nel Piano Triennale delle Opere per arrivare al più presto a consegnare ai nostri ragazzi una scuola moderna e sicura e in piena regola con gli standard europei.

PROMEMORIA 12 settembre 1990 - 1990 - Le due Germanie e le Quattro Potenze alleate firmano a Mosca il trattato che apre la strada alla riunificazione


Le due Germanie e le Quattro Potenze alleate firmano a Mosca il trattato che apre la strada alla riunificazione tedesca.
Il termine Riunificazione tedesca (Deutsche Wiedervereinigung) indica il processo di riconquista dell'unità nazionale da parte della Germania, che era stata divisa in due stati dalle potenze alleate, al termine della II guerra mondiale.

La riunificazione tedesca avvenne il 3 ottobre 1990, quando i territori dell'ex Repubblica Democratica Tedesca (RDT, comunemente chiamata "Germania Est") si costituirono in Länder accedendo quindi alla Repubblica Federale di Germania (comunemente "Germania Ovest"). Dopo le prime elezioni libere nella Germania Est, tenute il 18 marzo 1990, i negoziati tra i due Stati culminarono in un Trattato di Unificazione, mentre i negoziati tra le due Germanie e le quattro potenze occupanti produssero il cosiddetto "Trattato due più quattro", che garantiva la piena indipendenza ad uno stato tedesco riunificato. La Germania riunificata rimase un paese membro della Comunità Europea (e poi dell'unione Europea) e della NATO. Il termine "riunificazione" viene usato in contrasto con l'iniziale unificazione della Germania nel 1871.

La Germania fu ufficialmente riunificata il 3 ottobre 1990 (questa è la data designata per il "Giorno della riunificazione"), quando i cinque stati federali - Brandeburgo, Meclenburgo-Pomerania Occidentale, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia - già esistenti nella Repubblica Democratica Tedesca ma aboliti e trasformati in province, si ricostituirono e aderirono formalmente alla Repubblica Federale di Germania (Germania Ovest), scegliendo tra le due opzioni di costituzione quella della Germania Ovest (Grundgesetz). Dal momento in cui i nuovi cinque Länder entrarono nella Repubblica Federale, in conformità all'articolo 23 attivo in quegli anni, l'area di applicazione del Grundgesetz (Legge fondamentale, l'equivalente tedesco della Costituzione) fu semplicemente ampliata includendoli. L'alternativa sarebbe stata di aderire all'unione formalmente, in vista della scrittura di una nuova costituzione per le Germania unificata. Delle due scelte quella adottata fu obiettivamente la più semplice, ma fu causa del diffuso sentimento, da parte dei tedeschi dell'est, di essere stati "occupati" o "annessi" alla vecchia repubblica federale.

Per facilitare il processo di riunificazione ed assicurare gli altri paesi, la RFT approvò alcune modifiche alla sua costituzione. L'Articolo 146 fu emendato in modo che l'Articolo 23 del documento attuale fosse utilizzabile per la riunificazione. Poi, una volta che i "ristabiliti stati federali" dell'Est si unirono alla Repubblica Federale, la costituzione fu emendata nuovamente indicando che non ci sono altre parti della Germania, esistenti al di fuori dei territori unificati, che non avevano ancora acceduto alla federazione. Comunque, la costituzione può essere emendata ancora e questo continua a permettere l'adozione di un'altra costituzione del popolo tedesco in futuro.

Il 14 novembre 1990, il Governo tedesco firmò un trattato con la Polonia fissando i confini permanenti tra i due stati sulla linea Oder-Neisse, e quindi rinunciando a qualsiasi rivendicazione su Slesia, Pomerania Orientale, Danzica e Prussia Orientale. Il mese successivo si tennero le prime elezioni libere di tutto il popolo tedesco a partire dal 1933. Esse risultarono in un incremento della maggioranza della coalizione di governo del Cancelliere Helmut Kohl.

10 settembre, 2008

PROMEMORIA 10 settembre 1943 - Le truppe tedesche iniziano l'occupazione di Roma durante la seconda guerra mondiale


Le truppe tedesche iniziano l'occupazione di Roma durante la seconda guerra mondiale.
Roma, dopo una strenua resistenza organizzata spontaneamente dalle truppe italiane a Porta San Paolo (con oltre 400 caduti) si arrende alle truppe del 3° Reich.

08 settembre, 2008

PROMEMORIA 8 settembre 1943 viene reso pubblico l'armistizio di Cassibile


Seconda guerra mondiale: con il Proclama Badoglio, che fa seguito a quello del generale Dwight D. Eisenhower lanciato da Radio Algeri un'ora prima, viene reso pubblico l'armistizio di Cassibile firmato per l'Italia il 3 settembre dal generale Giuseppe Castellano a nome del Presidente del Consiglio maresciallo d'Italia Pietro Badoglio fedele al re Vittorio Emanuele III.
L'armistizio di Cassibile o armistizio corto, siglato segretamente il 3 settembre del 1943, è l'atto con il quale il Regno d'Italia cessò le ostilità contro le forze britanniche e statunitensi (alleati) nell'ambito della seconda guerra mondiale. In realtà non si trattava affatto di un armistizio ma di una vera e propria resa senza condizioni da parte di un'Italia ormai esanime.

Poiché tale atto stabiliva la sua entrata in vigore dal momento del suo annuncio pubblico, esso è comunemente detto dell'"8 settembre", data in cui, alle 18.30,[1] fu pubblicamente reso noto prima dai microfoni di Radio Algeri da parte del generale Dwight D. Eisenhower e, poco più di un'ora dopo, alle 19.42, confermato dal proclama del maresciallo Pietro Badoglio trasmesso dai microfoni dell'EIAR.

Conseguenze dell'armistizio di Cassibile
Il prematuro annuncio dell'armistizio da parte degli alleati colse del tutto impreparate e quasi prive di direttive le forze armate italiane che si trovavano su tutti i fronti.

All'annuncio di Badoglio la confusione regnava totale nell'esercito italiano: in molti reggimenti la notizia dell'armistizio fu una sorpresa, in altri non si sapeva che fare, in altri ci si preparava a combattere. Il mattino successivo il Re, il Governo, e gli Stati Maggiori si trasferirono a Brindisi, una delle poche zone del territorio nazionale libera sia dai tedeschi che dagli alleati. Per raggiungere tale località, però, affrontarono un rocambolesco viaggio attraversando gli appennini ed imbarcandosi ad Ortona sulla corvetta Baionetta (scortata da un incrociatore), giungendo nella città pugliese solo il mattino del 10 settembre.

Tuttavia le modalità del viaggio, improvvisato all'ultimo momento, e la pusillanimità di molti loro componenti, fecero sì che esso assomigliasse molto più ad una fuga disperata che non al trasferimento in una zona sicura del vertice delle istituzioni. Tristemente nota è la penosa scena dell'imbarco nel porto di Ortona: poiché non c'era posto per tutti i componenti del numeroso seguito, molti di loro, pur essendo alti ufficiali delle Forze Armate, si gettarono inutilmente all'assalto della piccola corvetta Baionetta, ed una volta respinti a terra, colti dal panico, vestirono abiti borghesi e, abbandonando bagagli ed uniformi per terra nel porto, si diedero alla macchia.

Così, mentre avveniva il totale sbandamento delle forze armate, le armate tedesche della Wehrmacht e delle SS presenti in tutta la penisola poterono far scattare l'Operazione Achse (secondo i piani già predisposti sin dal 25 luglio dopo la destituzione di Mussolini) occupando tutti i centri nevralgici del territorio nell'Italia settentrionale e centrale, fino a Roma, sbaragliando quasi ovunque l'esercito italiano: la maggior parte delle truppe fu fatta prigioniera e subì l'internamento in Germania, mentre il resto andava allo sbando e tentava di rientrare al proprio domicilio. Di questi ultimi chi non vi riusciva si dava alla macchia andando a costituire i primi nuclei del movimento partigiano.

La marina da guerra italiana, che era ancorata nei porti da circa un anno per penuria di carburante, dovette consegnarsi nelle mani degli alleati. Fu proprio a causa di questo ordine che il convoglio partito da La Spezia, composto da 3 corazzate (Roma, Vittorio Veneto e Littorio appena ridenominata Italia), 6 incrociatori e 9 cacciatorpediniere verrà assalito da velivoli tedeschi. Verso le 15.00 del 9 settembre uno stormo composto da bombardieri tedeschi Dornier 217 attaccò la nostra flotta senza infliggerle danni e perdendo un velivolo a causa del fuoco contraereo. Ma dopo 40 minuti un altro stormo di aerei tedeschi attaccò causando l'affondamento della super corazzata Roma, vanto della marina da guerra italiana. Sfruttando un nuovo tipo di bomba radiocomandata, i tedeschi riuscirono a far affondare la nave con tre soli ordigni, anche grazie al fatto che uno esplose nelle vicinanze dei magazzini prodieri di proiettili generando un'enorme deflagrazione. Tuttavia la nostra marina riusci a salvare l'onore in quanto, una volta consegnatasi agli alleati, le navi continuarono a sventolare il tricolore e, utilizzate esclusivamente da equipaggi italiani, si unirono alle flotte alleate per combattere contro il nuovo nemico. Si evitò così un nuovo tragico episodio come l'autoaffondamento tedesco di Scape Flow del 1919 o l'autoaffondamento francese di Tolone del 1942.

Nonostante alcuni straordinari episodi di valore in patria e su fronti esteri (uno dei più celebri è quello che si concluse con l'eccidio di Cefalonia), quasi tutta la penisola cadde sotto la pronta occupazione tedesca e l'esercito venne disarmato, mentre l'intera impalcatura dello Stato cadde in sfacelo. Solo in Sardegna, in Corsica (nel frattempo occupata dell'Italia) e in Puglia, le Forze Armate italiane riuscirono da sole a sconfiggere e mettere in fuga il nemico tedesco. A Napoli, invece, fu necessaria la sollevazione di tutta la popolazione per scacciare i nazisti.

Una questione a parte si originò circa la mancata difesa di Roma, che poté essere facilmente espugnata dai tedeschi.

07 settembre, 2008

Commercio, De Angelis: "11,5 milioni di euro per sviluppo e sicurezza"


Per i centri commerciali naturali e per la sicurezza nei negozi è in arrivo un finanziamento di 11,5 milioni di euro. Da domani, infatti, verranno pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio due bandi di concorso per accedere al fondo.

“Sono due importanti opportunità di sviluppo per rendere più competitivi i piccoli negozi – ha spiegato Francesco De Angelis, l’assessore regionale alla piccola e media Impresa, commercio e artigianato - promuovendo sia le aggregazioni locali di imprese che le singole aziende. Con il primo avviso, infatti, la Regione finanzia con 8,5 milioni di euro i progetti dei municipi di Roma e dei comuni laziali per lo sviluppo dei centri commerciali naturali; con il secondo bando, si concedono contributi alle imprese per l'acquisto e l'installazione di sistemi di sicurezza anticrimine”.

L'obiettivo del bando per i centri commerciali naturali, gestito direttamente dalla Regione Lazio è offrire a comuni e municipi strumenti in grado di rilanciare le piccole imprese operanti in determinate vie, piazze o centri storici a vocazione commerciale. A tale scopo il bando, che resterà aperto per 45 giorni, finanzia il miglioramento dell'illuminazione pubblica, dell'arredo urbano, dei trasporti e dei servizi diretti ai cittadini nell'area pertinente al centro commerciale naturale; la promozione di iniziative di intrattenimento ed aggregazione, eventi promozionali ed azioni di marketing. Il secondo bando, le cui istruttorie sono affidate a Sviluppo Lazio, stanzia tre milioni di euro per l'acquisto e l'installazione da parte dei negozianti di apparati e dispositivi di sicurezza, tra cui sistemi antifurto collegati alle stazioni di polizia, sistemi di videosorveglianza interna ed esterna, apparati antitaccheggio, vetrine antisfondamento, illuminazione notturna, dispositivi di pagamento elettronici ed altri strumenti di sicurezza.

“Per consentire a tutti i potenziali fruitori di organizzarsi per tempo, la novità di questo bando - ha concluso De Angelis, risiede nel fatto che la prenotazione on-line delle domande sul sito di Sviluppo Lazio, necessaria alla partecipazione, si aprirà 7 giorni dopo la pubblicazione. Il contributo previsto a favore dei commercianti è a fondo perduto, fino al 50% delle spese sostenute e fino a un totale di 5.000 euro per ciascuna domanda”.

Le vie del cinema da Venezia a Roma


Le vie del cinema da Venezia a Roma
Dall'8 al 16 settembre "I Grandi Festival…Da Venezia a Roma" presenta, nella sua XIV edizione, una selezione di titoli da tutte le sezioni (Concorso, Fuori Concorso, Orizzonti, Settimana Della Critica, Venice Days) della 65ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

I film vengono proiettati a rotazione nei cinema Adriano, Alcazar, Barberini, Doria, Eden, Farnese, Fiamma, Greenwich, Intrastevere, Quattro Fontane, Roma e Savoy.

Si conferma anche per quest'anno la proiezione di una scelta di film delle "Giornate degli Autori-Venice Days" presso il Cinema Farnese. Previsti, inoltre, eventi speciali e incontri con la partecipazione di registi, attori e operatori del settore.

La rassegna consente anche quest'anno al pubblico di immergersi nel clima della Mostra Internazionale di Venezia condividendone l'atmosfera, gli echi e i commenti, a poche ore dalla premiazione con il Leone d'Oro.

La manifestazione, promossa dal Comune di Roma (Assessorato alla Cultura), è realizzata dall'ANEC Lazio in collaborazione con la Direzione Generale Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

I film sono in anteprima assoluta e in versione originale, con sottotitoli italiani. Ingresso: biglietto intero 6 euro, ridotto 4 (Roma Pass Card, Soci FNAC, Bibliocard e over 60). Fidelity Card: 2 omaggi ogni 10 ingressi.

Informazioni e programma della rassegna su www.agislazio.it.

Corsi formazione del Comune, iscrizioni in scadenza


Corsi formazione del Comune, iscrizioni in scadenza
Lunedì 8 settembre è l'ultimo giorno per iscriversi ai corsi gratuiti di formazione professionale del Comune (termine già prorogato: in un primo tempo scadeva il 31 luglio). Possono iscriversi tutti i ragazzi tra i 14 e i 18 anni.

I corsi, organizzati dal XIV Dipartimento con il contributo dell'Unione Europea, della Regione Lazio e della Provincia di Roma, coprono un ventaglio vasto di mestieri, con possibilità concrete di inserimento nel lavoro: informatico, elettricista, termo-idraulico, frigorista, meccanico, estetista, acconciatore, grafico… Non mancano la ristorazione, la nautica, il settore turistico-alberghiero e l'assistenza ai disabili.

I corsi sono sia triennali che biennali (in quest'ultimo caso, possono iscriversi i giovani tra i 16 e i 18 anni).

Tutto sui corsi professionali del Comune chiamando lo 060606, chiedendo ai COL (Centri di Orientamento al Lavoro) e consultando www.romalavoro.net.

PROMEMORIA 7 settembre 1938 Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri Regio decreto-legge 7 settembre 1938-XVI, n. 1381


Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri Regio decreto-legge 7 settembre 1938-XVI, n. 1381
VITTORIO EMANUELE III,  PER GRAZIA DI DIO E PER LA VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D’ITALIA IMPERATORE D’ETIOPIA
Ritenuta la necessità urgente ed assoluta di provvedere;
 Visto l’art. 3, n. 2, della legge 31 gennaio 1926-IV, n. 100;
 Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Duce, Primo Ministro Segretario di Stato, Ministro Segretario di Stato per l’interno;

Abbiamo decretato e decretiamo:

Art. 1. Dalla data di pubblicazione del presente decreto-legge è vietato agli stranieri ebrei di fissare stabile dimore nel Regno, in Libia e nei
Possedimenti dell’Egeo.
Art. 2. Agli effetti del presente decreto-legge è considerato ebreo colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se egli professi religione diversa da quella ebraica.
Art. 3. Le concessioni di cittadinanza italiana comunque fatte a  stranieri ebrei posteriormente al 1í gennaio 1919 s’intendono ad ogni effetto
revocate.
Art. 4. Gli stranieri ebrei che, alla data di pubblicazione del presente decreto-legge, si trovino nel Regno, in Libia e nei Possedimenti dell’Egeo  e che vi abbiano iniziato il loro soggiorno posteriormente al 1í gennaio 1919, debbono lasciare il territorio del Regno, della Libia e dei Possedimenti dell’Egeo, entro sei mesi dalla data di pubblicazione del presente  decreto.
Coloro che non avranno ottemperato a tale obbligo entro il termine suddetto saranno espulsi dal Regno a norma dell’art. 150 del testo unico delle  leggi
di P.S., previa l’applicazione delle pene stabilite dalla legge.
Art. 5. Le controversie che potessero sorgere nell’applicazione delpresente decreto-legge saranno risolte, caso per caso, con decreto del Ministro per l’interno, emesso di concerto con i Ministri eventualmente interessati.
Tale decreto non è soggetto ad alcun gravame nè in via amministrativa, né in via giurisdizionale. Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e sarà presentato al Parlamento per la conversione in legge.

 Il Duce, Ministro per l’interno, proponente, è autorizzato a presentare il relativo disegno di legge.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a San Rossore, addì 7 settembre 1938-Anno XVI
 Vittorio Emanuele, Mussolini
 

Le leggi razziali - Italia 1938

 PROVVEDIMENTI PER LA DIFESA DELLA RAZZA ITALIANA
 DECRETO-LEGGE 17 novembre 1938-XVII, n.1728
 VITTORIO EMANUELE III, PER GRAZIA DI DIO E PER LA VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D’ITALIA IMPERATORE  D’ETIOPIA
Ritenuta la necessità urgente ed assoluta di provvedere;
 Visto l’art. 3, n. 2, della legge 31 gennaio 1926-IV, n. 100, sulla  facoltà del potere esecutivo di emanare norme giuridiche;
 Sentito il Consiglio dei Ministri;
 Sulla proposta del DUCE, Primo Ministro Segretario di Stato, Ministro per  l’interno, di concerto coi Ministri per gli affari esteri, per la grazia e giustizia, per le finanze e per le corporazioni;

Abbiamo decretato e decretiamo:

 CAPO I
Provvedimenti relativi ai matrimoni

Art. 1. Il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza è proibito. Il matrimonio celebrato in  contrasto
con tale divieto è nullo.
Art. 2. Fermo il divieto di cui all’art. 1, il matrimonio del cittadino italiano con persona di nazionalità straniera è subordinato al preventivo consenso del Ministero per l’interno. I trasgressori sono puniti con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a lire diecimila.
Art. 3. Fermo il divieto di cui all’art. 1, i dipendenti delle Amministrazioni civili e militari dello Stato, delle Organizzazioni del Partito Nazionale Fascista o da esso controllate, delle Amministrazioni delle Provincie, dei Comuni, degli Enti parastatali e delle Associazioni sindacali ed Enti collaterali non possono contrarre matrimonio con persone di nazionalità straniera. Salva l’applicazione, ove ne ricorrano gli estremi, delle sanzioni previste dall’art. 2, la trasgressione del  predetto divieto importa la perdita dell’impiego e del grado.
Art. 4. Ai fini dell’applicazione degli articoli 2 e 3, gli italiani non regnicoli non sono considerati stranieri.
Art. 5. L’ufficiale dello stato civile, richiesto di pubblicazioni di matrimonio, è obbligato ad accertare, indipendentemente dalle  dichiarazioni delle parti, la razza e lo stato di cittadinanza di entrambi i  richiedenti.
Nel caso previsto dall’art. 1, non procederà nè alle pubblicazioni nè alla celebrazione del matrimonio. L’ufficiale dello stato civile che  trasgredisce
 al disposto del presente articolo è punito con l’ammenda da lire  cinquecento a lire cinquemila.
Art. 6. Non può produrre effetti civili e non deve, quindi, essere trascritto nei registri dello stato civile, a norma dell’art.5 della  legge27 maggio 1929-VII, n. 847, il matrimonio celebrato in violazionedell’art.1.  Al ministro del culto, davanti al quale sia celebrato tale matrimonio, è vietato l’adempimento di quanto disposto dal primo commadell’art.8 della predetta legge. I trasgressori sono puniti con l’ammenda da lire  cinquecento a lire cinquemila.
Art. 7. L’ufficiale dello stato civile che ha proceduto alla trascrizione degli atti relativi a matrimoni celebrati senza l’osservanza del disposto dell’art. 2 è tenuto a farne immediata denunzia all’autorità competente.

 CAPO II

 Degli appartenenti alla razza ebraica
Art. 8. Agli effetti di legge:
a) è di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se appartenga a religione diversa da quella ebraica;

 b) è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di cui uno  di razza ebraica e l’altro di nazionalità straniera;

 c) è considerato di razza ebraica colui che è nato da madre di razza  ebraica qualora sia ignoto il padre;

 d) è considerato di razza ebraica colui che, pur essendo nato da genitori  di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, appartenga alla religione ebraica, o sia, comunque, iscritto ad una comunità israelitica, ovvero abbia fatto, in qualsiasi altro modo, manifestazioni di ebraismo.

 Non è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, che, alla data del1í ottobre
 1938-XVI, apparteneva a religioni diversa da quella ebraica.

Art. 9. L’appartenenza alla razza ebraica deve essere denunziata ed annotata nei registri dello stato civile e della popolazione. Tutti gli estratti dei predetti registri ed i certificati relativi, che riguardano appartenenti alla razza ebraica, devono fare espressa menzione di tale annotazione. Uguale menzione deve farsi negli atti relativi a concessione  o autorizzazioni della pubblica autorità. I contravventori alle disposizioni del presente articolo sono puniti con l’ammenda fino a lire duemila.
Art. 10. I cittadini italiani di razza ebraica non possono:
 a) prestare servizio militare in pace e in guerra;
 b) esercitare l’ufficio di tutore o curatore di minori o di incapaci non appartenenti alla razza ebraica;
 c) essere proprietari o gestori, a qualsiasi titolo, di aziende dichiarate interessanti la difesa della Nazione, ai sensi e con le norme dell’art. 1R.
 decreto-legge 18 novembre 1929-VIII, n. 2488, e di aziende di qualunque natura che impieghino cento o più persone, nè avere di dette aziende la direzione nè assumervi comunque, l’ufficio di amministrazione o di  sindaco;
 d) essere proprietari di terreni che, in complesso, abbiano un estimo superiore a lire cinquemila;
 e) essere proprietari di fabbricati urbani che, in complesso, abbiano un imponibile superiore a lire ventimila. Per i fabbricati per i quali non esista l’imponibile, esso sarà stabilito sulla base degli accertamenti eseguiti ai fini dell’applicazione dell’imposta straordinaria sulla proprietà immobiliare di cui al R. decreto-legge 5 ottobre 1936-XIV,  n.1743.


 Con decreto Reale, su proposta del Ministro per le finanze, di concerto  coi Ministri per l’interno, per la grazia e giustizia, per le corporazioni e  per
 gli scambi e valute, saranno emanate le norme per l’attuazione delle disposizioni di cui alle lettere c), d), e).

Art. 11. Il genitore di razza ebraica può essere privato della patria potestà sui figli che appartengono a religione diversa da quella ebraica, qualora risulti che egli impartisca ad essi una educazione non corrispondente ai loro principi religiosi o ai fini nazionali.
Art. 12. Gli appartenenti alla razza ebraica non possono avere alle  proprie dipendenze, in qualità di domestici, cittadini italiani di razza ariana. I trasgressori sono puniti con l’ammenda da lire mille a lire cinquemila.
Art. 13. Non possono avere alle proprie dipendenze persone appartenenti alla razza ebraica:
 a) le Amministrazioni civili e militari dello Stato;
 b) il Partito Nazionale Fascista e le organizzazioni che ne dipendono o  che ne sono controllate;
 c) le Amministrazioni delle Provincie, dei Comuni, delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e degli Enti, Istituti ed Aziende, comprese quelle dei trasporti in gestione diretta, amministrate o mantenute col concorso delle Provincie, dei Comuni, delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza o dei loro Consorzi;
 d) le Amministrazioni delle aziende municipalizzate;
 e) le Amministrazioni degli Enti parastatali, comunque costituiti e denominati, delle Opere nazionali, delle Associazioni sindacali ed Enti collaterali e, in genere, di tutti gli Enti ed Istituti di diritto  pubblico, anche con ordinamento autonomo, sottoposti a vigilanza o a tutela dello Stato, o al cui mantenimento lo Stato concorra con contributi di carattere continuativo;
 f) le Amministrazioni delle aziende annesse o direttamente dipendenti  dagli Enti di cui alla precedente lettera e) o che attingono ad essi, in modo prevalente, i mezzi necessari per il raggiungimento dei propri fini,  nonché delle società, il cui capitale sia costituito, almeno per metà del suo importo, con la partecipazione dello Stato;
 g) le Amministrazioni delle banche di interesse nazionale;
 h) le Amministrazioni delle imprese private di assicurazione.
 Art. 14. Il Ministro per l’interno, sulla documentata istanza degli interessati, può, caso per caso, dichiarare non applicabili le  disposizioni dell’art 10, nonché dell’art. 13, lett. h):
 a) ai componenti le famiglie dei caduti nelle guerre libica, mondiale, etiopica e spagnola e dei caduti per la causa fascista;
 b) a coloro che si trovino in una delle seguenti condizioni:
 1.mutilati, invalidi, feriti, volontari di guerra o decorati al valore nelle guerre libica, mondiale, etiopica e spagnola;
 2.combattenti nelle guerre libica, mondiale, etiopica, spagnola che  abbiano conseguito almeno la croce al merito di guerra;
 3.mutilati, invalidi, feriti della causa fascista;
 4.iscritti al Partito Nazionale Fascista negli anni 1919-20-21-22 e nel secondo semestre del 1924;
 5.legionari fiumani;
 6.abbiano acquisito eccezionali benemerenze, da valutarsi a termini dell’art.16.

 Nei casi preveduti alla lett. b), il beneficio può essere esteso ai componenti la famiglia delle persone ivi elencate, anche se queste siano premorte. Gli interessati possono richiedere l’annotazione del  provvedimento del Ministro per l’interno nei registri di stato civile e di popolazione.  Il provvedimento del Ministro per l’interno non è soggetto ad alcun gravame, sia in via amministrativa, sia in via giurisdizionale.

Art. 15. Ai fini dell’applicazione dell’art. 14, sono considerati componenti della famiglia, oltre il coniuge, gli ascendenti e i  discendenti fino al secondo grado.
Art. 16. Per la valutazione delle speciali benemerenze di cui all’art. 14 lett. b), n. 6, è istituita, presso il Ministero dell’interno, una Commissione composta del Sottosegretario di Stato all’interno, che la presiede, di un Vice Segretario del Partito Nazionale Fascista e del Capo  di Stato Maggiore della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale.
Art. 17. è vietato agli ebrei stranieri di fissare stabile dimora nel Regno, in Libia e nei Possedimenti dell’Egeo.

 CAPO III
 Disposizioni transitorie e finali

Art. 18. Per il periodo di tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, è data facoltà al Ministro per l’interno, sentita l’Amministrazione interessata, di dispensare, in casi speciali, dal  divieto di cui all’art. 3, gli impiegati che intendono contrarre matrimonio con persona straniera di razza ariana.
Art. 19. Ai fini dell’applicazione dell’art. 9, tutti coloro che si  trovano nelle condizioni di cui all’art.8, devono farne denunzia all’ufficio di stato civile del Comune di residenza, entro 90 giorni dalla data di  entrata in vigore del presente decreto. Coloro che non adempiono a tale obbligo entro il termine prescritto o forniscono dati inesatti o incompleti sono puniti con l’arresto fino ad un mese e con l’ammenda fino a lire tremila.
Art. 20. I dipendenti degli Enti indicati nell’art.13, che appartengono alla razza ebraica, saranno dispensati dal servizio nel termine di tre  mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Art. 21. I dipendenti dello Stato in pianta stabile, dispensati dal servizio a norma dell’art.20, sono ammessi a far valere il diritto al trattamento di quiescenza loro spettante a termini di legge. In deroga  alle vigenti disposizioni, a coloro che non hanno maturato il periodo di tempo prescritto è concesso il trattamento minimo di pensione se hanno compiuto almeno dieci anni di servizio; negli altri casi è concessa una indennità pari a tanti dodicesimi dell’ultimo stipendio quanti sono gli anni di servizio compiuti.

Art. 22. Le disposizioni di cui all’art.21 sono estese, in quanto applicabili, agli Enti indicati alle lettere b),c),d),e),f),g),h), dell’art.13. Gli Enti, nei cui confronti non sono applicabili le disposizioni dell’art.21, liquideranno, ai dipendenti dispensati dal servizio, gli assegni o le indennità previste dai propri ordinamenti o  dalle norme che regolano il rapporto di impiego per i casi di dispensa olicenziamento per motivi estranei alla volontà dei dipendenti.
Art. 23. Le concessioni di cittadinanza italiana comunque fatte ad ebrei stranieri posteriormente al 1° gennaio 1919 si intendono ad ogni effetto revocate.
Art. 24. Gli ebrei stranieri e quelli nei cui confronti si applichi l’art.23, i quali abbiano iniziato il loro soggiorno nel Regno, in Libia e nei Possedimenti dell’Egeo posteriormente al 1° gennaio 1919, debbono lasciare il territorio del Regno, della Libia e dei possedimenti dell’Egeo entro il 12 marzo 1939-XVII. Coloro che non avranno ottemperato a tale obbligo entro il termine suddetto saranno puniti con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a lire 5.000 e saranno espulsi a norma dell’art.150 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R. decreto 18 giugno 1931-IX, n. 773.
Art. 25. La disposizione dell’art.24 non si applica agli ebrei di nazionalità straniera i quali, anteriormente al 1° ottobrel938-XVI:
 a) abbiano compiuto il 65° anno di età;
 b) abbiano contratto matrimonio con persone di cittadinanza italiana.
 Ai fini dell’applicazione del presente articolo, gli interessati dovranno far pervenire documentata istanza al Ministero dell’interno entra trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Art. 26. Le questioni relative all’applicazione del presente decreto saranno risolte, caso per caso, dal Ministro per l’interno, sentiti i Ministri eventualmente interessati, e previo parere di una Commissione da lui nominata. Il provvedimento non è soggetto ad alcun gravame, sia in via amministrativa, sia in via giurisdizionale.
 Art. 27. Nulla è innovato per quanto riguarda il pubblico esercizio del culto e la attività delle comunità israelitiche, secondo le leggi vigenti, salvo le modificazioni eventualmente necessarie per coordinare tali leggi con le disposizioni del presente decreto.
Art. 28. è abrogata ogni disposizione contraria o, comunque,  incompatibile con quella del presente decreto.
Art. 29. Il Governo del Re è autorizzato ad emanare le norme necessarie  per l’attuazione del presente decreto. Il presente decreto sarà presentato al
 Parlamento per la sua conversione in legge. Il DUCE, Ministro per  l’interno, proponente, è autorizzato a presentare relativo disegno di legge.

 Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

 Dato a Roma, addì 17 novembre 1938 - XVII

 Vittorio Emanuele, Mussolini, Ciano, Solmi, Di Revel, Lantini

05 settembre, 2008

La Provincia di Roma aderisce alla Settimana Europea della Mobilità


La Provincia di Roma ha aderito alla “European Mobility Week”, la Settimana Europea della Mobilità che si svolgerà tra il 16 ed il 22 settembre prossimi.
L’evento, organizzato con il supporto della Commissione Europea dal Consorzio di Associazioni Eurocities, Energie-Cités e Climate Alliance, ha come obiettivo la programmazione di eventi dedicati alla promozione della mobilità sostenibile.

“Con la nostra partecipazione – dichiara l’assessore alla Mobilità e Trasporti Amalia Colaceci – abbiamo voluto ribadire il forte impegno della Giunta Zingaretti verso il tema della mobilità sostenibile. Un occasione utile per proseguire nell’opera di sensibilizzazione verso i cittadini con iniziative e soluzioni concrete”.

Nell’ambito della Settimana la Provincia, attraverso diverse iniziative, promuoverà interventi per l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, per migliorare la qualità della vita nei centri storici e per l’utilizzo della bicicletta, iniziativa, quest’ultima, accompagnata anche dalla promozione delle riserve naturali provinciali.

“Ho scritto a tutti i Sindaci della provincia – prosegue la Colaceci – per invitare i Comuni a partecipare alla giornata “In town without my car” (“In città senza la mia macchina”), individuando una zona da riconvertire a completo utilizzo pedonale, con la chiusura al traffico ed il transito riservato solamente ai mezzi di trasporto pubblico, alle biciclette e, naturalmente, ai pedoni”.

“E’ mia intenzione – conclude l’assessore Colaceci – inserire il progetto in un più ampio quadro di ridefinizione dell’offerta da parte della Provincia per migliorare il sistema di mobilità sul territorio. Convocherò un incontro con i Comuni che aderiranno all’iniziativa per studiare insieme un Piano per ripetere l’esperienza almeno una volta a mese, dedicando un giorno ad un tema così importante come quello della mobilità, della tutela della salute del cittadino e dell’ambiente in cui vive attraverso iniziative concrete e durature nel tempo”.

11 settembre: a Roma 15 concerti gratis per ricordare l'attentato alle Torri Gemelle


11 settembre: a Roma 15 concerti gratis per ricordare l'attentato alle Torri Gemelle
Una 'invasione' di musica lunga una giornata per non dimenticare la tragedia delle Torri Gemelle.
Per il terzo anno consecutivo si svolgerà a Roma 'The september concert', organizzato dall'associazione 'La Compagnia per la Musica in Roma'. In programma quindici concerti gratuiti che si susseguiranno dalle 13 fino alla tarda serata in altrettanti luoghi della capitale.

La manifestazione prenderà il via alle 13 nel museo di Roma in Trastevere con l'esibizione di Riccardo Manzi che rielaborerà canzoni antiche romanesche.
Tra i 'palcoscenici' scelti per la manifestazione, il Policlinico Gemelli, il carcere di Rebibbia, la chiesa di Santa Susanna, piazza dei Cinquecento e la John Cabot university.
La giornata si chiuderà con un concerto serale all'Auditorium a cui parteciperà anche il sindaco Gianni Alemanno.

Ad aprire la serata all'Auditorium sarà una pianista palestinese di 15 anni, Mira Anton Abualzulof, mentre nella seconda parte ci sarà l'esibizione della 'September Concert 2008 orchestra' formata da oltre 80 musicisti provenienti da tutto il mondo e composta da artisti di fama internazionale e giovani talenti. Un gruppo eterogeneo in cui troveranno posto anche 24 musiciste giapponesi come anche artisti venezuelani, inglesi, canadesi, ungheresi, uniti in uno spettacolo che potrebbe avere una conclusione 'danzante' e magari coinvolgere anche la platea.
Parteciperanno inoltre i ragazzi della JuniOrchestra di Santa Cecilia ed un gruppo di danzatrici del ventre.

Tra gli ospiti della giornata Ornella Vanoni che arriverà nella capitale per seguire le varie performance musicali.

La manifestazione è realizzata con fondi privati (sotto l'Alto patronato del presidente della Repubblica con il patrocinio dell'ambasciata Usa, della presidenza del Consiglio, di Camera, Senato e dei tre enti locali).

Per conoscere il programma dei concerti, tutti gratuiti, basta visitare il sito www.septemberconcert.it.

"Lezioni di storia. Le età di Roma". La grande storia ritorna in Campidoglio


"Lezioni di storia. Le età di Roma". La grande storia ritorna in Campidoglio
Nelle serate di venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 settembre piazza del Campidoglio ospiterà "Lezioni di Storia. Le Età di Roma", 6 grandi lezioni tenute da 6 grandi storici.
Andrea Carandini, Chiara Frugoni, Antonio Pinelli, Joseph Connors, Marco Fabio Apolloni, Vittorio Vidotto evocheranno un'epoca di Roma attraverso un personaggio, una famiglia, una piazza, un palazzo.

Ogni sera a partire dalle 21.00 due lezioni magistrali della durata di circa un'ora, introdotte dal giornalista Paolo Conti, supportate in alcuni casi da contributi audiovisivi, ci faranno fare un salto indietro nel tempo: dal passato più antico fino alla storia più recente.

All'ombra del Marc'Aurelio, oggetto esso stesso di una lezione di Chiara Frugoni, si scoprirà con Andrea Carandini la vita di Servio Tullio, il più misterioso re di Roma; con Vittorio Vidotto la parabola di Piazza Venezia, luogo simbolo del nostro Novecento o con Joseph Connors la millenaria e suggestiva storia di Piazza Navona, tempio a cielo aperto del Barocco. E ancora, accompagnati da Antonio Pinelli, ci si metterà sulle le tracce di Agostino Chigi, uno tra i più grandi e potenti mecenati del Rinascimento, per poi seguire con Marco Fabio Apolloni le vicende dei Torlonia, la cui già ragguardevole fortuna nella Roma dell'ancien régime si moltiplicò prodigiosamente in mezzo alle tempeste rivoluzionarie e controrivoluzionarie.

L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Per il calendario dettagliato cliccare qui.

"Lezioni di Storia. Le Età di Roma" è un'iniziativa promossa e realizzata dall'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e dagli Editori Laterza, organizzata da Zètema Progetto Cultura grazie al contributo di UniCredit Group.

Info per il pubblico: Contact Center 060608
www.060608.it ; www.comune.roma.it/cultura ; www.laterza.it

PROMEMORIA R.D.L. 5 settembre 1938, Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista


Con leggi razziali si indicano quell'insieme di provvedimenti che vennero varati in Italia verso la fine degli anni Trenta durante il regime fascista, i quali furono rivolti prevalentemente - ma non solo - alle persone di religione ebraica. Questi provvedimenti sono passati alla storia con il nome di leggi razziali antisemite.
R.D.L. 5 settembre 1938, Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista.

Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista

Vittorio Emanuele III
per Grazia di Dio e per la Volontà della Nazione
Re d'Italia
Imperatore d'Etiopia

Visto l'art. 3, n.2, della legge 31 gennaio 1926-IV, n.100;
Ritenuta la necessità assoluta ed urgente di dettare disposizioni per la difesa della razza nella scuola italiana;
Udito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per l'educazione nazionale, di concerto con quello per le finanze;
Abbiamo decretato e decretiamo;

Art. 1. All'ufficio di insegnante nelle scuole statali o parastatali di qualsiasi ordine e grado e nelle scuole non governative, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere ammesse persone di razza ebraica, anche se siano state comprese in graduatorie di concorso anteriormente al presente decreto; nè potranno essere ammesse all'assistentato universitario, nè al conseguimento dell'abilitazione alla libera docenza.

Art. 2. Alle scuole di qualsiasi ordine e grado, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere iscritti alunni di razza ebraica.

Art. 3. A datare dal 16 ottobre 1938-XVI tutti gli insegnanti di razza ebraica che appartengano ai ruoli per le scuole di cui al precedente art. 1, saranno sospesi dal servizio; sono a tal fine equiparati al personale insegnante i presidi e direttori delle scuole anzidette, gli aiuti e assistenti universitari, il personale di vigilanza delle scuole elementari. Analogamente i liberi docenti di razza ebraica saranno sospesi dall'esercizio della libera docenza.

Art. 4. I membri di razza ebraica delle Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di scienze, lettere ed arti, cesseranno di far parte delle dette istituzioni a datare dal 16 ottobre 1938-XVI.

Art. 5. In deroga al precedente art. 2 potranno in via transitoria essere ammessi a proseguire gli studi universitari studenti di razza ebraica, già iscritti a istituti di istruzione superiore nei passati anni accademici.

Art. 6. Agli effetti del presente decreto-legge è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se egli professi religione diversa da quella ebraica.

Art. 7. Il presente decreto-legge, che entrerà in vigore alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno, sarà presentato al Parlamento per la sua conversione in legge. Il Ministro per l'educazione nazionale è autorizzato a presentare il relativo disegno di legge.

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a San Rossore, addì 5 settembre 1938 - Anno XVI
Vittorio Emanuele
Mussolini, Bottai, Di Revel

Visto il Guardasigilli: Solmi

03 settembre, 2008

Ventotene, polo pilota dell'energia pulita


Ventotene luogo d’incontro dei più importanti esperti al mondo in materia di energia solare. Dal 22 al 26 settembre, infatti, si terrà nell’isola la seconda edizione di ISOPHOS – International School on Organics Photovoltaics, la Scuola Internazionale sul Fotovoltaico Organico organizzata dal Polo per il Fotovoltaico a Celle Organiche del Lazio CHOSE (Centre for Hybrid and Organic Solar Energy) e dall’Università di Roma “Tor Vergata”.

I corsi della Scuola fanno parte integrante dell’attività scientifica svolta dal Polo Solare Tiburtino nato nel 2006 con un finanziamento della Regione Lazio di 6 milioni di euro e divenuto centro internazionale di riferimento nella ricerca sulle fonti energetiche rinnovabili.

La Scuola prevede un massimo di 40 iscrizioni, già quasi completate, riservate a dottorandi, post-doc e ricercatori che si occupano di fotovoltaico di nuova e nuovissima generazione. Gli insegnamenti si focalizzeranno sui più recenti progressi scientifici e tecnologici ottenuti nel campo dello sviluppo dei dispositivi fotovoltaici organici e ibridi, in particolare per quel che riguarda le small molecules, i polimeri e le celle solari di tipo dye.

Le lezioni verranno tenute dai più importanti esponenti a livello mondiale del settore e hanno come scopo quello di fornire le basi per la ricerca sul fotovoltaico organico, offrire una panoramica sullo stato dell’arte della ricerca e dare un’idea delle possibili applicazioni del solare organico nel mondo dell’industria e dell’integrazione nell’architettura moderna. ISOPHOS potrà essere l’occasione, inoltre per permettere uno scambio culturale e di esperienze tra i partecipanti provenienti da diversi paesi e appartenenti a vari gruppi di ricerca.

L’edizione dell’anno scorso è stata un indiscutibile successo, con la partecipazione di professori e scienziati provenienti da università e istituti di formazione italiani, svizzeri, australiani, belgi, tedeschi e danesi e di 50 studenti provenienti da Singapore, Australia, Danimarca, Germania, Belgio, Olanda, Svizzera e Italia.

Quest’anno le lezioni verranno tenute da professori provenienti, oltre che da università italiane, anche da Germania, Stati uniti, Spagna, Australia, Regno Unito e Polonia.

La scelta di Ventotene come sede di questo incontro ha una motivazione specifica, è infatti proprio lì che si incardina il progetto innovativo e replicabile “Ventotene isola ad emissioni zero”, approvato dalla Giunta Regionale del Lazio con una delibera del 14 febbraio 2006 e parte del programma integrato di interventi per lo sviluppo del litorale del Lazio. Si tratta di un progetto pilota destinato a produrre energia eliminando le emissioni di anidride carbonica in atmosfera e riducendo progressivamente le emissioni legate all’uso di combustibili fossili.

L’obbiettivo è quello di promuovere l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabili e prevede: chiusura al traffico veicolare, car-sharing ecologico, trasporto delle merci con mezzi elettrici, piano energetico sostenibile, programma di educazione ambientale, applicazione del solare termico. E proprio il 7 giugno scorso il Comune di Ventotene ha approvato la delibera con cui si dà avvio al progetto esecutivo di illuminazione pubblica a basso consumo in tutta l’isola (programma Greenlight) e alla realizzazione di tettoie e banchine portuali fotovoltaiche. Elemento curioso ma di grande interesse pratico e scientifico, la sostituzione dei tradizionali pannelli solari in silicio – la cui resa risulta essere ancora competitiva – con pannelli organici derivati dal mirtillo, che permetterà un considerevole abbattimento dei costi.

Ingrid Betancourt a Palazzo Valentini. Zingaretti: la Provincia sostiene la sua candidatura a Premio Nobel per la Pace


Ingrid Betancourt ed il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti hanno incontrato i giornalisti in una affollata conferenza stampa presso la Sala Monsignor Di Liegro di Palazzo Valentini.

La Betancourt, candidata alla presidenza della Repubblica della Colombia, era stata rapita nel 2002 dalle Farc, le Forze armate rivoluzionarie colombiane, e liberata lo scorso luglio dopo 6 anni di prigionia, in un blitz delle forze armate del Paese latino-americano.
La conferenza stampa di Palazzo Valentini è avvenuta dopo che la signora Betancourt era stata ricevuta in udienza dal Papa nella residenza estiva pontificia di Castel Gandolfo.

L'ex ostaggio delle Farc nel corso del suo intervento presso la sede della Provincia di Roma ha più volte ripetuto di avere la missione di "dare voce a chi non ce l'ha", riferendosi ai suoi compagni di prigionia ma anche a tutti coloro che soffrono "non solo in Colombia". "La mia priorità - ha sottolineato la Betancourt - è quella di lottare per la liberazione di queste persone".

Ingrid Betancourt ha quindi lanciato un messaggio ai capi della guerriglia. "Io so che il mondo li sta guardando – ha affermato – e chiede a loro di aprire il cuore, di fare spazio ai sentimenti al di là dei calcoli politici e militari. Chiede che si faccia spazio ad un senso di umanità e non solo odio e vendetta". "La soluzione - ha concluso la Betancourt - può arrivare soltanto attraverso il dialogo e l'apertura".

Da parte sua il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti ha affermato: "Consegnare ad Ingrid Betancourt il premio Nobel per la Pace sarebbe un modo di andare incontro alla percezione di milioni di essere umani che vedrebbero riconosciuta una battaglia vinta in nome della democrazia e della libertà". "La liberazione di Betancourt - ha continuato Zingaretti - è stata vissuta da miliardi di esseri umani come la giustizia che trionfa".

Zingaretti ha poi aggiunto: “Come presidente della Provincia ho scritto una lettera al governo della Birmania per chiedere di incontrare a Rangoon Aung San Suu Kyi. Penso che il governo birmano presenterà un diniego alla mia visita ma lo abbiamo fatto apposta perché, in una giornata bella come questa, non dobbiamo smettere di credere che è utile continuare a chiedere la libertà dei tanti che ancora in Colombia sono prigionieri e
di tutti coloro che nel mondo si battono per la libertà".

"E' importante testimoniare- ha continuato Zingaretti - battersi e non ammainare mai la bandiera della speranza".

Durante l’incontro con i giornalisti il presidente Zingaretti ha conferito ad Ingrid Betancourt il premio "Provincia Capitale", un'opera scolpita in legno raffigurante un melograno, simbolo della vita e della fertilità. Nel consegnare il riconoscimento Zingaretti ha detto: “Non è il premio Nobel ma lo consegniamo con lo stesso amore ed affetto".

Piazza del Campidoglio, "The Idan Raichel Project" in concerto


Piazza del Campidoglio, "The Idan Raichel Project" in concerto
Mercoledì 3 settembre alle 21 piazza del Campidoglio ospita il concerto di The Idan Raichel Project, uno dei più affermati gruppi di world music a livello mondiale, guidato dalla pop star Idan Raichel.

Sin dal suo esordio, nel 2002, il collettivo israeliano ha rivoluzionato il volto della musica popolare del proprio paese grazie ad una suggestiva miscela di tradizione etiope, poesia araba, canti yemeniti, 'cantillazione' ebraica e ritmi caraibici. Il gruppo costituisce un esempio ispirato di comprensione e collaborazione interculturale, accompagnando la propria musica ad un forte messaggio di pace e tolleranza nell'area più conflittuale del pianeta.

Il progetto è stato ideato dal trentenne tastierista, compositore, produttore e arrangiatore israeliano Idan Raichel. Avvicinatosi alla cultura e alla musica etiopi fin dalla fine degli anni '90, e con alle spalle una formazione che spaziava dal jazz al pop al rock, nei primi anni 2000 decise di provare a comporre e produrre qualcosa che lo rispecchiasse pienamente. Ne nacque un lavoro originale e poliedrico, alla realizzazione del quale presero parte ben 70 artisti di nazionalità e origini diverse, in grado di rappresentare l'eclettismo di Idan e di testimoniare una sintesi inedita di diversi elementi di musica popolare mediorientale e africana.

Con il crescente interesse di pubblico e critica sono aumentate le richieste di esibizioni live, compresa un'offerta da parte della prestigiosa Opera House di Tel Aviv. Era evidente che sarebbe stato impossibile portare sul palco il folto numero di musicisti che presero parte alla prima registrazione. Si andò così consolidando un gruppo di 8 membri che ha costituito il cuore del progetto e ne ha proseguito il percorso.

The Idan Raichel Project apre una nuova prospettiva sui conflitti del Medioriente mostrando, proprio a partire dall'esperienza della stessa Israele, come popolazioni differenti possano coltivare le proprie tradizioni culturali dando vita a nuove espressioni artistiche nel pieno rispetto reciproco.


THE IDAN RAICHEL PROJECT è composto da:
Idan Raichel - voce, pianoforte e tastiere
Avi Wagderass Vese - voce
Cabra Casay - voce
Lital Gabai - voce
Rony Iwryn - percussioni
Gilad Shmueli - batteria
Ziv Rahav - basso
Shalom Mor - tar,oud,chitarra


Informazioni: 060608. Ingresso gratuito

Zubin Mehta dirige in piazza del Campidoglio l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino


Zubin Mehta dirige in piazza del Campidoglio l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Dopo l' inaugurazione nella Basilica di San Paolo con "La Creazione" di Haydn diretta da Lorin Maazel, il Festival Euro Mediterraneo si conclude giovedì 4 settembre con un altro grande appuntamento: Zubin Mehta dirigerà l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino nella michelangiolesca piazza del Campidoglio. L'evento è stato fortemente voluto dal maestro Enrico Castiglione e dal sindaco Gianni Alemanno per celebrare il 60° anniversario della Costituzione della Repubblica Italiana, con un omaggio alla Comunità ebraica di Roma.

In programma per questo concerto d'eccezione un repertorio popolarissimo e spettacolare che spazierà dall'ouverture del Tannhauser al "Preludio e Morte" di Isotta dal Tristan und Isolde di Richard Wagner per poi concludersi con la Sinfonia n. 3 "Eroica" di Ludwig van Beethoven. In apertura, "Psalms" del compositore israeliano Paul Benheim.

Il concerto è offerto eccezionalmente a ingresso libero e fino a esaurimento dei posti disponibili perché mira ad accogliere una platea di migliaia di cittadini e turisti alla presenza delle più alte cariche dello Stato Italiano diplomatiche e internazionali e a importanti esponenti della politica, dell'economia e del mondo della cultura e dello spettacolo.

Il Festival Euro Mediterraneo è stato fondato nel 2001 da Enrico Castiglione ed è promosso dalla direzione generale per lo spettacolo dal vivo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma in collaborazione con le Banche Tesoriere del Comune di Roma - Banca Nazionale del Lavoro, Unicredit Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena-, nonché da Pan Dream e Musicalia, con il patrocinio della Soprintendenza Archeologica di Roma.

Info 06 81907218

PROMEMORIA 3 settembre 1982 - Muore a Palermo a seguito di un agguato mafioso il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa


Muore a Palermo a seguito di un agguato mafioso il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Carlo Alberto Dalla Chiesa (Saluzzo, 27 settembre 1920 – Palermo, 3 settembre 1982) fu un generale e prefetto italiano.

Fu partigiano, generale dei Carabinieri e prefetto, divenuto noto per il suo impegno nella lotta contro il terrorismo italiano prima e la lotta alla mafia in seguito. Morì in un agguato mafioso nella città di Palermo il 3 settembre 1982.

Il delitto fece particolare sensazione per le modalità "militari" con cui fu eseguito.

Secondo la "definitiva" ricostruzione giudiziaria, alle ore 21.15 la A112 bianca guidata dalla moglie Emanuela Setti Carraro, e sulla quale viaggiava il prefetto, fu affiancata, in via Isidoro Carini, a Palermo, da una BMW con a bordo Antonino Madonia e Calogero Ganci (poi pentito), i quali fecero fuoco (parrebbe, in realtà, che a fare fuoco fu il solo Antonino Madonia) attraverso il parabrezza, con un fucile automatico AK-47.

Nello stesso tempo l'auto con a bordo l'autista e agente di scorta, Domenico Russo, che seguiva la vettura del prefetto, veniva affiancata da una motocicletta guidata da Pino Greco detto "Scarpuzzedda", che lo freddò. L'A112 bianca sbandò e Greco soggiunse a verificare l'esito mortale della sparatoria.

Oltre a questi sicari, vi erano sul posto altri criminali "di riserva" che seguivano con un'altra auto pronti a intervenire nel caso di una reazione efficace del Russo, che però non ebbe modo di verificarsi.