15 agosto, 2009

Dalla Regione 70 milioni per 500 cantieri in tutti i Comuni del Lazio


Dalla Regione 70 milioni per 500 cantieri in tutti i Comuni del Lazio

La Giunta Regionale, nell'ultima riunione prima della pausa estiva lo scorso 7 agosto ha approvato, su proposta dell'assessore al Bilancio Luigi Nieri, il programma straordinario di finanziamenti per lavori pubblici a Roma, in tutti i Municipi, e in 252 comuni del Lazio per complessivi 70 milioni di euro nel triennio 2009/2011.

"Entro 90 giorni i comuni e i municipi Province e Comunità Montane dovranno presentare i progetti attuativi - ha detto il presidente della Regione Piero Marrazzo - questo permetterà di rendere utilizzabile lo stanziamento e aprire entro pochi mesi 500 cantieri in tutto il Lazio. Si realizzeranno così opere importanti e attese da anni. Con questo provvedimento si crea lavoro, si riqualificano piazze, scuole, strade, spazi verdi, impianti sportivi, casali storici, centri per gli anziani. L'obiettivo è quello di fronteggiare l'attuale momento di crisi dell'economia regionale e nazionale trasformandolo in una occasione di crescita e di riqualificazione delle realtà sociali e territoriali di comuni grandi e piccoli".

Il piano deliberato prevede per il Comune di Roma il finanziamento di 82 interventi localizzati in tutti i Municipi per un totale di oltre 13,5 milioni di euro.

In particolare, quattro interventi saranno realizzati direttamente dall'Amministrazione comunale mentre i restanti 78 sono affidati alle Autorità Municipali. Si tratta di ristrutturare circa 10 complessi scolastici, impianti sportivi, marciapiedi, centri anziani, mercati, parrocchie e, ancora, adeguare la sede della Comunità S. Egidio e quella dell'ex Cinema Rialto. Tra gli interventi più significativi quello che finanzia con 266 mila euro la ristrutturazione dello stadio Nando Martellini a Caracalla, e , con lo stesso importo, lo stadio comunale Paolo Rosi all'Acqua Acetosa, la ristrutturazione e l'ampliamento dell'edificio in via Tiburtina 163 da destinarsi a Casa della Memoria e la messa in sicurezza del conservatorio di S. Eufemia. L'ammodernamento ed il recupero dell'Istituto statale per sordi, la riqualificazione di Villa Lazzaroni, quella del Parco dei Caduti e il recupero del Casale S. Pancrazio in via del Vascello come della parrocchia SS. Martiri di Selva Candida e l'adeguamento del campo rugby di Corviale.

La Legge Regionale prevede la promozione di interventi da parte dagli enti locali, municipi e circoscrizioni al fine di definire, appunto, un piano straordinario di investimenti stabiliti in base a precisi criteri che tengano conto:
a) della coerenza degli interventi rispetto agli obiettivi di sviluppo locale
b) della conformità alle prescrizioni urbanistiche
c) della necessità di ripristino delle condizioni di sicurezza e salute dei cittadini

"Una misura concreta contro la crisi - ha spiegato l'assessore al bilancio Luigi Nieri - concordata con gli enti locali. I comuni coinvolti sono complessivamente 252, inoltre sono finanziati interventi delle Amministrazioni provinciali di Roma e Latina e di tre Comunità Montane, oltre ad 82 progetti presentati da Comune di Roma e dai Municipi. I progetti ammessi a finanziamento sono stati scelti infatti sulla base della fattibilità e dei tempi effettivi di apertura dei cantieri".

Per quanto riguarda i territori, il provvedimento finanzia inoltre:
- 188 progetti in 95 nei comuni della provincia di Roma, tre interventi presentati dalla Amministrazione provinciale di Roma e altri 5 inoltrati dalla Comunità Montana dell'Aniene. Complessivamente le risorse rese disponibili ammontano a oltre 27 milioni;
- nei Comuni della provincia di Rieti gli interventi finanziati sono 54 per un totale di circa 5 milioni di euro mentre i comuni coinvolti sono 41;
- in provincia di Viterbo: 47 i progetti finanziati con uno fondo di 5 milioni e 718mila euro. I comuni interessati sono 39;
- in provincia di Latina: 43 le opere ammesse al finanziamento e che interessano 23 comuni per un importo totale di 7 milioni e 700mila euro. Tra questi ci sono alcuni interventi finanziati direttamente all'Amministrazione provinciale per un importo pari a poco meno di un milione di euro;
in provincia di Frosinone: la disponibilità finanziaria prevista dal provvedimento regionale è di oltre 10 milioni di euro che servirà per realizzare 80 interventi in 55 comuni.

PROMEMORIA 15 agosto 1769 - Nasce ad Ajaccio Napoleone Bonaparte


Nasce ad Ajaccio Napoleone Bonaparte.
Napoleone Bonaparte (Ajaccio, 15 agosto[1] 1769 – Isola di Sant'Elena, 5 maggio 1821) è stato un politico e militare francese, nonché fondatore del Primo Impero francese.
Fu prima ufficiale d'artiglieria e quindi generale durante la rivoluzione francese. Governò la Francia a partire dal 1799: fu Primo Console dal novembre 1799 al maggio 1804 e Imperatore dei francesi, con il nome di Napoleone I (Napoléon Ier ), dal dicembre 1804 al 14 aprile 1814 e nuovamente dal 20 marzo al 22 giugno 1815. Fu anche presidente della Repubblica Italiana dal 1802 al 1805 e re d'Italia dal 1805 al 1814, «mediatore» della Repubblica Elvetica dal 1803 al 1813 e «protettore» della Confederazione del Reno dal 1806 al 1813.
Grazie a una serie di brillanti campagne militari e alleanze, conquistò e governò larga parte dell'Europa continentale, esportando gli ideali rivoluzionari di rinnovamento sociale e arrivando a controllare numerosi Regni europei tramite i membri della sua famiglia (Spagna, Napoli, Westfalia e Olanda).
La disastrosa Campagna di Russia (1812) segnò la fine del suo dominio sull'Europa. Sconfitto a Lipsia dagli alleati europei nell'ottobre del 1813, Napoleone abdicò il 14 aprile 1814 e fu esiliato all'Isola d'Elba.
Nel marzo del 1815, abbandonata furtivamente l'Elba, sbarcò vicino ad Antibes e rientrò a Parigi «senza sparare un sol colpo», riconquistando il potere per il periodo detto dei Cento Giorni, finché non venne definitivamente sconfitto a Waterloo dalla settima coalizione, il 18 giugno 1815. Trascorse gli ultimi anni di vita in esilio all'isola di Sant'Elena, sotto il controllo degli inglesi. Dopo la sua caduta, il Congresso di Vienna ristabilì in Europa i vecchi Regni pre-napoleonici (Restaurazione).
Fu il primo regnante della dinastia dei Bonaparte. Sposò Giuseppina di Beauharnais nel 1796, e in seconde nozze l'arciduchessa Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, l'11 febbraio 1810, dalla quale ebbe l'unico figlio legittimo, Napoleone Luigi detto il re di Roma (1811-1832).
La sua figura ha ispirato artisti, letterati, musicisti, politici e storici, dall'ottocento sino ai giorni nostri.

14 agosto, 2009

Parte il montitoraggio aereo del territorio della provincia di Roma


Parte il montitoraggio aereo del territorio della provincia di Roma

Un elicottero per il monitoraggio aereo del territorio della provincia di Roma. Dopo le positive esperienze degli anni precedenti, torna il servizio, che proseguirà fino al 13 settembre, per intensificare l'azione di prevenzione degli incendi boschivi, la tutela ambientale, il controllo del territorio, la vigilanza stradale e la sorveglianza delle aree protette provinciali, svolto in convezione dall’Associazione culturale e di Protezione Civile ‘Elisabina Onlus’, in collaborazione con le pattuglie della Polizia Provinciale.

A bordo dell'aereo, un velivolo ultraleggero spotter G97, è installato un apparecchio radio in collegamento costante con la Sala Operativa della Polizia Provinciale, in servizio 24 ore su 24, che coordinerà l'attività di rilevamento.
“L'attività di sorveglianza dal cielo, in collegamento con le pattuglie in strada - dichiara l’assessore provinciale alle Politiche della Sicurezza e della Protezione Civile, Ezio Paluzzi - potrà fornire un aiuto determinante in caso di calamità naturale e disastro ambientale, assicurando l'immediato intervento del personale di polizia provinciale, dei mezzi e degli uomini di protezione civile”.

In particolare, il servizio di avvistamento aereo sarà focalizzato sui seguenti aspetti: il rilevamento di situazioni di abbandono incontrollato di rifiuti, il rilevamento e l’osservazione di eventuali fenomeni di dissesto idro-geologico (frane, smottamenti ed esondazioni), il rilevamento di incendi, con immediata segnalazione della localizzazione alla sala operativa della polizia provinciale e alla protezione civile, la segnalazione di calamità sul territorio provinciale, la sorveglianza dei flussi di traffico e il censimento dei punti critici, il rilevamento e la segnalazione di incendi pericolosi per la circolazione stradale, il rilevamento di eventuali frane o smottamenti della sede stradale.

Protezione Civile Regionale: nasce il primo "francobollo antincendio"


Protezione Civile Regionale: nasce il primo "francobollo antincendio"

È stato stampato in 50.000 copie e verrà diffuso in questo periodo estivo attraverso le lettere in partenza dall'ufficio postale della Regione Lazio. È il "francobollo antincendio", realizzato dalla Protezione civile regionale e destinato a sensibilizzare ulteriormente i cittadini del Lazio sul rischio degli incendi boschivi.

Il piccolo adesivo a colori, largo tre centimetri e lungo quattro, sarà applicato dagli addetti dell'ufficio postale interno alla Regione Lazio accanto ai veri francobolli postali e riporterà lo slogan della campagna antincendio boschivo 2009 "Basta un niente... e tutto va in fumo" e il numero verde della Protezione civile regionale 803-555.

Sono circa 1000 le lettere che ogni giorno partono dalla sede della Regione di via Cristoforo Colombo per raggiungere ogni angolo del Lazio. Questa iniziativa si aggiunge alla campagna istituzionale di spot radiofonici e televisivi programmata dalla Protezione civile regionale, in corso fino a settembre, e alla diffusione di 3.500 locandine, 2.000 pieghevoli, 2.000 opuscoli sulle procedure "Campagna AIB 2009" e altri 2.000 dedicati ai corsi di Formazione Antincendio Boschivo.

I materiali sono distribuiti alle associazioni di volontariato, presso i 378 comuni del Lazio, le sedi di parchi e aree protette della regione. Per tutte le segnalazioni il numero verde 803-555 della sala operativa della Protezione civile regionale resta attivo 24 ore su 24.

PROMEMORIA 14 agosto 1967 - Nel Regno Unito entra in vigore una legge che costringe alla chiusura di molte stazioni radio "offshore"


Nel Regno Unito entra in vigore una legge che costringe alla chiusura di molte stazioni radio "offshore". La legge innescherà una campagna per la legalizzazione delle radio commerciali che permetterà agli ascoltatori di scegliere stazioni radio in inglese diverse dalla BBC, e porterà anche al rilassamento e al rinnovamento delle trasmissioni della radio di stato

13 agosto, 2009

Birmania: a Palazzo Valentini gigantografia di Aung San Suu Kyi


Birmania: a Palazzo Valentini gigantografia di Aung San Suu Kyi

Una gigantografia di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace e leader dell'opposizione democratica al regime birmano, costretta agli arresti domiciliari, campeggia sul portone d'ingresso di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma.

Il manifesto, affisso in occasione del primo anniversario della rivolta dei monaci birmani e del ventesimo anniversario della nascita della Lega per la Democrazia in Birmania, recita: "Aung San Suu Kyi libera. Settembre 1988-Settembre 2008, vent'anni di lotta per i diritti e la democrazia in Birmania".

A scoprire il telo con il volto della leader democratica, questa mattina, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, l'inviato speciale dell'Unione europea per la Birmania, Piero Fassino e il presidente del Consiglio provinciale, Giuseppina Maturani.

"È un atto di testimonianza - spiega Zingaretti - per dimostrare che non dimentichiamo quello che è successo un anno fa in Birmania con la rivolta dei monaci, e che non vogliamo spegnere i riflettori su quel Paese".

PROMEMORIA 13 agosto 1961 - Berlino (Germania): il governo della Germania Est fa erigere il Muro di Berlino


Berlino (Germania): il governo della Germania Est fa erigere il Muro di Berlino.
Il Muro di Berlino (in tedesco Berliner Mauer), eretto dal regime comunista della Germania Est, era una barriera in cemento alta circa tre metri e mezzo che separava Berlino Ovest da Berlino Est e dal resto della Repubblica Democratica Tedesca. Il muro ha diviso in due la città di Berlino per 28 anni, dalla sua costruzione (iniziata il 13 agosto del 1961) fino al suo smantellamento, ed era considerato un simbolo della Cortina di ferro. Il suo smantellamento avvenne il 9 novembre 1989, a causa della sua inutilità, dopo lo smantellamento (avvenuto il 23 agosto 1989) della Cortina di Ferro da parte dell'Ungheria e del successivo esodo (via paese danubiano) di tedeschi dalla DDR (a partire dall'11 settembre dello stesso anno).[1]
Durante questi anni, in accordo con i dati ufficiali,[2] furono uccise, dalle guardie comuniste della Repubblica Democratica Tedesca, almeno 133 persone mentre cercavano di superare il muro verso Berlino Ovest. Comunque, un cospicuo gruppo di vittime reclama che più di 200 persone furono uccise mentre cercavano di fuggire da Berlino Est per l'Ovest.[3]
Il 9 novembre 1989, dopo diverse settimane di disordini pubblici, il Governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio una moltitudine di cittadini dell'Est si arrampicò sul muro e lo superò, per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall'altro lato in un'atmosfera festosa. Durante le settimane successive piccole parti del muro furono portate via dalla folla e dai cercatori di souvenir; in seguito fu usato dell'equipaggiamento industriale per rimuovere quasi tutto quello che era rimasto
La caduta del muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione tedesca che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.

12 agosto, 2009

PROMEMORIA 12 agosto 1944 - Sant'Anna di Stazzema (LU), inizia la strage che in pochi giorni causò la morte di oltre 500 civili


Seconda Guerra Mondiale - Sant'Anna di Stazzema (LU), inizia la strage che in pochi giorni causò la morte di oltre 500 civili.
Sant'Anna è una frazione del comune di Stazzema (LU), sita ad un'altezza di 610 m s.l.m., conosciuta storicamente per essere stato il luogo di un massacro durante la seconda guerra mondiale.

Storia
Il 12 agosto 1944 i soldati della SS- Panzergrenadier- Divisione Reichsführer radunarono 560 abitanti (per lo più anziani, donne e bambini) e, dopo averli brutalmente uccisi, li bruciarono.
In Italia, il massacro non è stato conosciuto pubblicamente fino al 1994, quando quasi 700 rapporti sull'accaduto furono ritrovati casualmente.
Sul vicino col di Cava sorge il monumento-ossario che raccoglie i resti delle vittime, coronato da una scultura in pietra locale, opera di Vincenzo Gasperetti, che raffigura una madre che stringe al petto la figlioletta morta.

11 agosto, 2009

Al Planetario pioggia di stelle nel cielo di agosto


Al Planetario pioggia di stelle nel cielo di agosto
Roma, 11 agosto – E le stelle si fanno guardare. Al Planetario si svelano tutti i segreti della vita effimera delle stelle cadenti: da dove vengono e dove vanno, perché - e se- il loro transito davvero si concentra nelle notti d'agosto. "Quando cadono le stelle", lo spettacolo di Stefano Giovanardi che torna stasera alle 21.00 - risponde a questi interrogativi.

E' l' appuntamento notturno più misterioso, quello con le stelle cadenti, le Perseidi o "Lacrime di San Lorenzo": in tante solcano i cieli nelle notti tra il 10 e il 13, ma la notte migliore per osservarle sarà quella tra l'11 e il 12 agosto, quando i passaggi delle scie stellari saranno più di cento in un'ora. Purtroppo quest'anno la luce della Luna, prossima all'ultimo quarto, ostacolerà notevolmente la visione delle comete, specialmente di quelle dalle "code"più deboli. Possiamo però aspettarci di veder apparire una stella cadente ogni cinque minuti circa.

Anche se la tradizione le concentra nella Notte di San Lorenzo, la pioggia delle Perseidi - osservate già dagli astronomi cinesi nel 36 d.C - in realtà ha una durata molto più estesa: le prime appaiono già a fine luglio e le ritardatarie cadono fino al 20 agosto. Il nome "Perseidi" con cui gli astronomi le identificano deriva dalla costellazione di Perseo, da dove sembrano nascere le loro tracce luminose. E proprio là conviene volgere lo sguardo per avvistarne di più, puntando verso Nord-Est, a metà tra la costellazione di Cassiopea (a forma di W) e la brillante stella Mirfak di Perseo.

Al Planetario l'ingresso è a pagamento su prenotazione allo 060608: c'è anche un "abbonamento a 4 stelle" grazie al quale è possibile assistere a 4 diversi spettacoli astronomici al prezzo di 3. La card è valida sei mesi dall'attivazione e dà diritto all'ingresso ridotto ai musei e alle mostre del Sistema Musei Civici e allo sconto del 10% nelle loro librerie.

Planetario e Museo Astronomico del Comune di Roma
Piazza Agnelli 10 - Roma

Per informazioni e prenotazioni
tel. 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 21.00)
www.planetarioroma.it

PROMEMORIA 11 agosto 3114 a.C. - inizio dell'era attuale secondo il Calendario lungo dei Maya


Inizio dell'era attuale secondo il Calendario lungo dei Maya.
Il calendario maya è il calendario che veniva utilizzato dai Maya e da altri popoli dell'America centrale (Aztechi e Toltechi). Si tratta di un calendario molto elaborato, basato su più cicli di durata diversa:
il ciclo Tzolkin aveva una durata di 260 giorni.
il ciclo Haab aveva una durata di 365 giorni.
il Lungo computo indicava il numero di giorni dall'inizio dell'era maya.
Ad esempio, la data del 5 luglio 2006, espressa nel calendario maya, è: 9 Caunac (Tzolkin), 12 Tzec (Haab), 12.19.13.7.19 (Lungo computo)

Il ciclo Tzolkin
Il ciclo Tzolkin, lungo 260 giorni, era un calendario religioso basato su due cicli più brevi, uno di 13 giorni e un altro di 20. La combinazione di questi due cicli formava un ciclo di 260 giorni (13×20 = 260) , il ciclo Tzolkin appunto.
Ogni giorno entrambi i cicli avanzavano di uno. Il primo ciclo seguendo una sequenza numerata da 1 a 13. Il secondo seguendo una sequenza di nomi: Ahau, Imix, Ik, Akbal, Kan, Chicchan, Cimi, Manik, Lamat, Muluc, Oc, Chuen, Eb, Ben, Ix, Men, Cib, Caban, Etznab, Caunac.
La sequenza risultante era quindi: 1 Ahau, 2 Imix, 3 Ik, 4 Akbal, eccetera. Arrivati a 13 Eb si riprendeva a contare da 1, ma la successione dei nomi continuava: 1 Ben, 2 Ix, 3 Men, eccetera. Allo stesso modo, terminata la serie dei nomi con il 7 Caunac, si ripartiva da Ahau senza azzerare la numerazione: 8 Ahau, 9 Imix, 10 Ik, e così via. (Quindi i giorni con lo stesso nome non si succedevano con una numerazione progressiva, come accade nei calendari in cui i giorni sono raggruppati per mese, ma secondo la posizione che occupavano nel ciclo di 13 giorni, la sequenza quindi era: 1, 8, 2, 9, 3, 10, 4, 11, 5, 12, 6, 13, 7.)
I giorni con lo stesso nome e lo stesso numero si ripresentavano quindi dopo un intero ciclo Tzolkin, cioè ogni 260 giorni (essendo 260 il minimo comune multiplo tra 13 e 20).

Il ciclo Haab
Il ciclo Haab, lungo 360 giorni, era un calendario civile legato al ciclo delle stagioni. Era composto da 18 "mesi" di 20 giorni, con i seguenti nomi: Pop, Uo, Zip, Zotz, Tzec, Xul, Yaxkin, Mol, Chen, Yax, Zac, Ceh, Mac, Kankin, Muan, Pax, Kayab, Cumku. A questi si aggiungevano 5 giorni chiamati Uayeb, con i quali si raggiungeva la durata di 365 giorni: questi 5 giorni erano considerati particolarmente sfortunati.
I giorni del mese erano numerati da 0 a 19: i maya infatti conoscevano lo zero, probabilmente secoli prima che venisse indipendentemente scoperto in India.
Le date del ciclo Haab e quelle del ciclo Tzolkin ritornavano a corrispondere tra loro ogni 52 cicli Haab, pari a 73 cicli Tzolkin, pari a 18980 giorni: 18980 è infatti il minimo comune multiplo tra 365 e 260. Il giorno iniziale di questo periodo era il 4 Ahau (Tzolkin) 8 Cumku (Haab).

Il Lungo computo
Non si usava numerare gli "anni" né del ciclo Tzolkin, né del ciclo Haab. Invece si utilizzava il Lungo computo: una numerazione progressiva dei giorni in un sistema di numerazione posizionale misto in base 13, 18 e 20. Precisamente si trattava di un numero di cinque "cifre": la prima (quella delle "unità") in base 20, la seconda (le "decine") in base 18, la terza e la quarta di nuovo in base 20, la quinta in base 13. Queste "cifre" si scrivono da sinistra a destra, come per i numeri arabi (quelli che usiamo normalmente); nella notazione moderna, si scrivono i numeri corrispondenti separati da punti, ad esempio 12.19.13.7.18 (corrispondente al 5 luglio 2006).
Il ciclo completo del Lungo computo era quindi di 20×18×20×20×13 = 1872000 giorni (circa 5125 anni), ed era multiplo del ciclo Tzolkin di 260 giorni. Le prime quattro cifre si contavano a partire da 0 (quindi la seconda andava da 0 a 17, le altre da 0 a 19), la quinta invece andava da 1 a 13. Il primo giorno era il 13.0.0.0.0 (4 Ahau nel ciclo Tzolkin).
L'unità più piccola del Lungo computo era il giorno, detto K'in.
I periodi dopo i quali si ripeteva ciascuna cifra avevano i seguenti nomi:
20 giorni (prima cifra): uinal
360 giorni (seconda cifra, 18×20 = 360): tun
7200 giorni (terza cifra, 20×360 = 7200): k'atun
144000 giorni (quarta cifra, 20×7200 = 144000): b'ak'tun
la quinta cifra si ripete dopo il ciclo completo di 1872000 giorni (13×144000 = 1872000).
Secondo i maya, ciascun ciclo del Lungo computo corrisponde ad un'era del mondo; il passaggio da un'era all'altra è segnata dunque da un cambiamento positivo preceduto da eventi più o meno significativi. Il ciclo attualmente in corso, che secondo la mitologia maya è il quarto, è iniziato il 11 agosto 3114 a.C. ed è molto vicino al termine: il nuovo ciclo inizierà il 21 dicembre 2012.[1]
Il Lungo computo dei calendari mesoamericani è alla base di una credenza New Age, prevista per la prima volta da José Argüelles, che un cataclisma avverrà il giorno 21 dicembre 2012 o in vicinanza ad esso, una previsione considerata sbagliata dalla corrente principale degli studiosi degli antichi Maya, eppure è comunemente citata nei mezzi di comunicazione di cultura popolare come il problema del 2012.
"Per gli antichi Maya, si doveva tenere un'enorme celebrazione alla fine di un intero ciclo" dice Sandra Noble, la executive director della Foundation for the Advancement of Mesoamerican Studies, Inc. a Crystal River in Florida. "Rendere il 21 dicembre 2012 come un Giorno del giudizio o un momento di cambiamento cosmico" dice "è una completa invenzione e una possibilità per molte persone di fare profitto"

Calcolo del calendario maya
Il programma GNU Emacs contiene la funzione di calcolo del calendario maya (e di diversi altri calendari). Occorre per prima cosa aprire il calendario con il comando "M-x calendar" (la notazione "M-x" significa "premere contemporaneamente i tasti Meta e x"; il tasto Meta sulle comuni tastiere da PC corrisponde al tasto Alt), oppure con il mouse selezionando "Display calendar" dal menu "Tools"; quindi si porta il cursore sul giorno di cui si vuole conoscere la data maya, e si dà il comando "p m" o "M-x calendar-print-mayan-date", oppure si preme il tasto mediano (o la rotellina) del mouse e si seleziona "Other calendars". È possibile anche cercare una specifica data del calendario maya ("g m l" per una data del Lungo computo). Si tenga presente che GNU Emacs usa il calendario gregoriano anche per le date precedenti al 15 ottobre 1582, e che non mostra le date antecedenti al 1º gennaio 1 (3 gennaio 1 nel calendario giuliano, 7.17.18.13.3 nel Lungo computo).

10 agosto, 2009

PROMEMORIA 10 agosto 1792 - Rivoluzione francese Luigi XVI di Francia viene arrestato e imprigionato


Rivoluzione francese: assalto al Palazzo delle Tuileries. Sotto gli occhi di Napoleone Bonaparte Luigi XVI di Francia viene arrestato e imprigionato.
Luigi XVI di Borbone, detto il Desiderato (Versailles, 23 agosto 1754 – Parigi, 21 gennaio 1793), fu re di Francia dal 1774 al 1791; dal 1º ottobre 1791 regnò con il titolo di "re dei Francesi" fino al 10 agosto 1792, giorno della sua deposizione.
Inizialmente amato dal popolo che vedeva in lui la speranza per un futuro migliore, per quasi tutta la durata del suo regno cercò di tener fronte alla crisi economica ereditata dal governo precedente e che venne aggravata dalla dispendiosa guerra in America. La sua indecisione, la sua apatia e la sua poca preparazione alla gestione del governo portarono il popolo a rifiutarlo e a odiarlo in quanto simbolo del potere assoluto esercitato dalle monarchie europee.
Durante la Rivoluzione venne chiamato con sprezzo Luigi Capeto, in quanto discendente di Ugo Capeto, fondatore della dinastia, nell'intenzione di dissacrarne lo status di re, e soprannominato derisoriamente Luigi l'Ultimo. Quando fu arrestato, durante l'insurrezione del 10 agosto, venne sospeso dalle funzioni monarchiche. Processato dalla Convenzione Nazionale, fu giudicato colpevole di alto tradimento e condannato alla ghigliottina.

09 agosto, 2009

Il Consiglio regionale del Lazio approva l'assestamento di bilancio 2009


Il Consiglio regionale del Lazio approva l'assestamento di bilancio 2009

Nuovi investimenti per la casa, rafforzamento del reddito minimo garantito, accelerazione dei trasferimenti dei crediti vantati dalle imprese, un piano di nuove opere pubbliche. Sono questi alcuni dei provvedimenti più significativi contenuti nell'assestamento di bilancio 2009 approvato dal Consiglio regionale del Lazio. Una manovra che si presenta con un duplice obiettivo: da una parte quello di proseguire l'azione di risanamento degli ultimi anni, dall'altra quello di rilanciare lo sviluppo socio-economico del Lazio.

Gli interventi più consistenti riguardano le politiche per la casa. La Regione sostiene il programma decennale (2009-2018) di edilizia popolare contenuto nel 'piano casa' regionale, con uno stanziamento di 635 milioni di euro (50 milioni di euro per il 2009 e 65 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2010-2018). Previste, inoltre, risorse aggiuntive, rispetto a quelle stanziate nel bilancio 2009, per l'edilizia agevolata (+97 milioni di euro) e per fronteggiare l'emergenza abitativa a Roma (+62,5 milioni).

Importanti gli stanziamenti per il reddito minimo garantito a cui sono destinati 135 milioni nel triennio 2009-11 (15 milioni nel 2009, 60 milioni nel 2010 e 60 milioni di euro nel 2011).

L'assestamento di bilancio, inoltre, include stanziamenti per interventi nel settore delle opere pubbliche. Integrate le risorse per l'illuminazione pubblica (+20 milioni nel biennio 2010-11), per la manutenzione delle strade (+14,25 milioni di euro nel triennio 2009-11), per l'edilizia scolastica (+35 milioni di euro), per gli interventi in materia di grande viabilità - tangenziale dei Castelli (+42 milioni di euro nel triennio 2009-11) e per la sicurezza stradale nella Provincia di Roma (+30 milioni nel triennio 2009-11).

Aumenta di 45 milioni di euro, per il triennio 2009-11, il Fondo socio-sanitario (a sostegno dei disabili e degli anziani). Risorse aggiuntive sono destinate al sostegno al prestito d'onore e alle borse di studio (+2,5 milioni nel 2009), alla campagna di vaccinazione anti-papilloma virus - HPV (+5 milioni di euro nel biennio 2009-10), alle attività e alle iniziative del Centro per l'Autonomia presso l'azienda Usl Roma C al fine di favorire l'abilitazione e la riabilitazione delle persone con disabilità grave e di facilitarne percorsi di autonomia. A ciò si aggiunge la decisione di aumentare le risorse destinate alla legge regionale sull'immigrazione fino a 1,5 milioni di euro. L'assestamento di bilancio sancisce, inoltre, la sospensione delle vendite dei patrimoni delle Ipab.

Resta invariato l'aumento di 70 milioni di euro del cofinanziamento regionale al piano straordinario di risanamento idrico (10 mln di euro nel 2009, 30 mln di euro nel 2010 e 30 mln di euro nel 2011).

In ultimo, al fine di sostenere lo sviluppo degli enti locali e dei municipi, la Regione Lazio attua un programma straordinario regionale di investimenti mediante l'integrazione di 42 milioni di euro per l'annualità 2009 e 28 milioni per l'annualità 2010 delle risorse disponibili.

"Una manovra responsabile - ha commentato il presidente Piero Marrazzo - che difende le categorie sociali più colpite dalla crisi e pone le basi per la ripresa economica, senza perdere di vista l'opera di risanamento del bilancio regionale. Uno sforzo che porterà risultati importanti nel tessuto sociale ed economico della nostra regione e che proietta il Lazio verso un futuro più sereno."

"Abbiamo concentrato i nostri sforzi su pochi ma significativi interventi. Investire sulle politiche abitative, sostenere il reddito di chi è in difficoltà, agevolare il credito alle imprese significa offrire soluzioni concrete per affrontare la grave crisi che stiamo vivendo. In questo modo vogliamo dare vita ad un circuito economico virtuoso - è quanto dichiara l'assessore al Bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri - Con questo assestamento si completa positivamente e si rafforza il piano anti-crisi avviato con le ultime finanziarie regionali. Un impegno eccezionale che non ha compromesso la politica di risanamento di questi anni".

PROMEMORIA 9 agosto 1945 Seconda guerra mondiale, bombardamento atomico di Nagasaki


Seconda guerra mondiale, bombardamento atomico di Nagasaki: Una bomba atomica chiamata in codice Fat Man viene sganciata dal B-29 statunitense BOCKSCAR sulla città di Nagasaki in Giappone, alle 11:02 di mattina (ora locale). Esplose ad un'altitudine di 469 metri con una potenza pari a 22.000 tonnellate di TNT uccidendo all'istante 40.000 persone.

Il bombardamento di Nagasaki
La mattina del 9 agosto 1945 l'equipaggio del BOCKSCAR, il bombardiere designato per la missione, si alzò in volo con a bordo la bomba atomica soprannominata "Fat Man", alla volta di Kokura, l'obiettivo iniziale della missione. Tuttavia le nubi non permisero di individuare esattamente l'obiettivo, e dopo tre passaggi sopra la città, e ormai a corto del carburante necessario per il viaggio di ritorno, l'aereo venne dirottato sull'obiettivo secondario, Nagasaki. Intorno alle 07:50 ora di Tokyo, il silenzio sulla città giapponese venne squarciato dall'allarme aereo, allarme che durò fino alle 08:30, quando cessò. Alle 10:53 i sistemi radar giapponesi segnalarono la presenza di solo due bombardieri, e il comando giapponese ritenne che si trattasse solamente di aerei da ricognizione, e non venne lanciato nessun allarme.
Poco dopo, alle 11:00, l'osservatore del bombardiere, creduto aereo di ricognizione, sganciò gli strumenti attaccati a tre paracadute: questi strumenti contenevano dei messaggi diretti al professore Ryokichi Sagane, fisico nucleare dell'Università Imperiale di Tokyo che aveva studiato all'Università di Berkeley assieme a tre degli scienziati responsabili della bomba atomica, perché informasse la popolazione dell'immane pericolo che stavano per correre. I messaggi vennero ritrovati dalle autorità militari ma non furono consegnati.

Alle 11:02, alcuni minuti dopo aver iniziato a sorvolare Nagasaki, il capitano avvistò visivamente, così come era stato ordinato, il nuovo obiettivo. Tuttavia ancora una volta le nubi nascosero l'obiettivo. Dato che non era pensabile tornare indietro e rischiare un ammaraggio a causa della mancanza di carburante con un'atomica armata a bordo, il comandante decise, in contrasto con gli ordini, di accendere il radar in modo da individuare l'obiettivo anche attraverso le nubi. Così "Fat Man", che conteneva circa 6,4 kg di plutonio-239, venne sganciata sulla zona industriale della città. La bomba esplose a circa 470 metri d'altezza vicino a fabbriche d'armi; a quasi 4 km a nord-ovest da dove previsto. Questo "sbaglio" salvò gran parte della città, protetta dalle colline circostanti, dato che la bomba cadde nella Valle di Urakami.
Tuttavia il computo delle vittime rimase drammaticamente elevato. Secondo la maggior parte delle valutazioni, circa 40.000 dei 240.000 residenti a Nagasaki vennero uccisi all'istante, e oltre 55.000 rimasero feriti. Il numero totale degli abitanti uccisi viene comunque valutato intorno alle 80.000 persone, incluse le persone esposte alle radiazioni nei mesi seguenti

08 agosto, 2009

Dalla Regione assegni di 500 euro per studenti a basso reddito


Dalla Regione assegni di 500 euro per studenti a basso reddito

Assegni dell'importo di 500 euro ciascuno saranno messi a disposizione degli studenti del Lazio nell'anno scolastico 2009-2010, grazie alla delibera approvata definitivamente dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore all'Istruzione, diritto allo studio e formazione, Silvia Costa.

I requisiti richiesti, oltre alla residenza nella regione, sono quelli del basso reddito (il nucleo familiare deve avere un indicatore della situazione economica equivalente non superiore ai 15 mila euro) e del merito. Per ottenere il contributo, infatti, è necessario aver ottenuto una votazione di almeno 7/10.

Possono presentare la domanda al Comune di residenza coloro che si iscrivono al primo anno, al terzo anno ed al quarto anno di scuola superiore, in quest'ultimo caso provenienti dai percorsi triennali di istruzione e formazione professionale validi per l'obbligo scolastico.

"Abbiamo voluto dare un importante segnale ai ragazzi e fornire un sostegno alle famiglie nei momenti più critici del percorso scolastico, per scongiurare il rischio di dispersione e di abbandono della scuola. A fronte dei tagli effettuati dal Governo, la Regione mette a disposizione degli studenti 4 milioni di euro e, per la prima volta, al criterio del reddito viene affiancato quello del merito. Inoltre, ulteriori 3 milioni di euro verranno assegnati ai Comuni per l'attivazione del comodato d'uso dei libri di testo nelle scuola medie e nelle superiori."

PROMEMORIA 8 agosto 1938 - Viene aperto il campo di concentramento di Mauthausen


Viene aperto il campo di concentramento di Mauthausen.
Mauthausen (dall'estate 1940, Mauthausen-Gusen) è il nome dato ad un gruppo di quarantanove campi e sottocampi di concentramento nazisti situati nei pressi della piccola cittadina di Mauthausen nell'Alta Austria, a circa 20 chilometri ad est di Linz.

Storia
Il campo principale venne aperto l'8 agosto 1938 e fu posto sotto il comando di Franz Ziereis fino alla liberazione, avvenuta il 5 maggio 1945 da parte del 41° Squadrone di ricognizione dell'11a Divisione corazzata statunitense.
Come altri campi di concentramento, Mauthausen venne utilizzato come campo di sterminio da attuarsi attraverso il lavoro forzato e il denutrimento per intellettuali, persone e membri delle diverse classi sociali dei paesi che la Germania nazista occupò durante la seconda guerra mondiale.
Il KL Mauthausen era stato indicato dal Obergruppenführer delle SS Reinhard Heydrich, Lagerstufe III (ovvero di terzo grado, il peggiore) destinato a “... detenuti con gravi pendenze penali, non rieducabili, e allo stesso tempo anche penalmente pregiudicati e asociali, ovvero per detenuti per ragioni di pubblica sicurezza, che possono a mala pena essere rieducati, è stato scelto il campo di concentramento di Mauthausen .” (Decreto 1.1.1941). Mauthausen fu il solo lager di III grado.
Fino all'inizio del 1940 la maggior parte degli internati erano rappresentati da socialisti, omosessuali e rom tedeschi; però a partire da quella data iniziarono ad essere trasferiti a Mauthausen-Gusen anche un gran numero di polacchi, essenzialmente artisti, scienziati, esponenti dello scautismo, insegnanti e professori universitari.
Tra l'estate 1940 e la fine 1941 più di 7.000 Repubblicani spagnoli vennero trasferiti dai campi destinati ai prigionieri di guerra.
Alla fine del 1941 fu invece la volta dei prigionieri di guerra sovietici: il primo gruppo venne immediatamente gassato nelle camere a gas appena installate. Precedentemente i prigionieri venivano trasferiti al Castello di Hartheim, un centro della Aktion T4 dove le camere a gas operavano dal 1940.
Nel 1944 giunsero un gran numero di ebrei ungheresi e olandesi, molti dei quali morirono ben presto a causa del duro lavoro e delle pessime condizioni di vita, oppure ancora perché costretti a gettarsi dai dirupi delle cave di Mauthausen (soprannominati il muro dei paracadutisti - vedi I 186 gradini - Mauthausen - dalle guardie delle SS).
Durante gli ultimi mesi della seconda guerra mondiale più di 20.000 prigionieri provenienti dagli altri campi di concentramento evacuati vennero trasferiti nel complesso di Mauthausen.

La scala della morte
In totale si stima che il numero di prigionieri che transitarono in tutti i sotto-campi sia stato di 335.000; molti dei quali vennero impegnati nel lavoro alle cave di pietra. Tali cave divennero tristemente famose come gli scalini della morte: i prigionieri infatti dovevano trasportare grossi blocchi di pietra - molto spesso pesanti fino a 50 chilogrammi - lungo i 186 scalini della cava, uno dietro l'altro.

Brutta sorte anche per alcune guardie che, con l'avvicinarsi della liberazione alleata, al momento della fuga e distruzione delle prove furono catturate dai prigionieri per essere successivamente gettate vive nei forni crematori in funzione.
Il dottore del campo usava eliminare i prigionieri con iniezioni a base di benzina o derivati. Altre volte, d'inverno, con temperature di -10 °C ed oltre, i prigionieri venivano lasciati nudi, all'aperto e di notte, dopo essere stati bagnati con le pompe dell'acqua. La mattina ne restavano pochi in vita.
Il comandante del campo, quando suo figlio compì 18 anni, gli regalò una pistola, poi mise in fila una ventina di prigionieri e insegnò al figlio a fare tiro a segno sui poveri malcapitati (come da confessione del figlio alla cattura e ferimento del comandante Ziereis da parte degli Alleati). Inoltre, quando le guardie erano ubriache, spesso come passatempo si "divertivano" a finire i prigionieri con spranghe di ferro.

Il campo femminile
Nel settembre 1944 venne aperto anche un campo femminile, con il primo trasporto di donne provenienti da Auschwitz; altri trasporti, con donne e bambini, giunsero a Mauthausen dagli altri campi di Ravensbrück, Bergen Belsen, Gross Rosen, e Buchenwald.
Oltre al trasporto delle prigioniere, giunsero a Mauthausen anche diverse guardie donne, delle quali almeno venti servirono nel campo centrale, e altre sessanta nell'intero complesso, e in particolar modo nei sottocampi di Hirtenberg, Lenzing (il più grande sottocampo in Austria), e St. Lambrecht. Il comandante del reparto femminile di Mauthausen fu inizialmente Margarete Freinberger, sostituita poi da Jane Bernigau.
Di tutte le guardie donne che servirono a Mauthausen, la maggior parte di loro venne reclutata tra il settembre e il novembre 1944 dalle città e dai villaggi austriaci; una di esse proveniva da Schwertberg, un piccolo villaggio distante pochi chilometri dal campo di concentramento di Mauthausen: Edda Scheer, che lavorava in una fabbrica a Hirtenberg, venne reclutata forzatamente nel settembre 1944 e inviata a Ravensbrück per seguire l'addestramento come Aufseherin.

Poco tempo dopo venne inviata al sottocampo di Hirtenberg presso Vienna; ma dopo l'evacuazione delle SS nell'aprile del 1945, Edda venne destinata a Mauthausen. Dopo la guerra dichiarò, circa il campo di Mauthausen: «Di tanto in tanto [noi] trasportavamo un prigioniero al forno crematorio perché un morto è sempre un morto». Non venne mai punita per i suoi crimini.
Secondo alcune fonti anche Hildegard Lachert servì a Mauthausen.
Diversi sottocampi di Mauthausen includevano, oltre a cave e miniere, anche fabbriche belliche e di assemblaggio dei caccia Messerschmitt Me 262. I prigionieri venivano costretti a lavorare anche per 12 ore consecutive, fino al totale sfinimento. I sopravvissuti, per mantenere la segretezza sul loro lavoro, venivano trasferiti in altri campi di concentramento oppure uccisi mediante iniezioni letali, per poi essere cremati nei forni.
Se Dachau era inteso come campo di internamento, Mauthausen era visto dai nazisti come un vero e proprio campo di sterminio e pertanto gli internati potevano avere ai loro occhi solo il privilegio di vivere qualche mese in più, fino a che servivano nelle cave di pietra. Poi, in base a precisi programmi, venivano eliminati e sostituiti da altri in condizioni fisiche migliori. Vi era un continuo ricambio per mantenere la produzione ai più alti livelli possibili, ma per i lavoratori l'unica costante era lo sterminio.
La vita non aveva valore e spesso gli internati trovavano il coraggio per attaccarsi ai reticolati elettrificati attorno al campo, tanto era impossibile resistere psicologicamente ad una situazione di annientamento fisico e morale, spesso aggravata dai metodi sadici delle guardie.

Metodologie di sterminio
I metodi di sterminio includevano:
il lavoro coattivo nelle cave di pietra
le camere a gas
le camere a gas mobili, mediante un camion con il tubo di scappamento rivolto all'interno del vano posteriore del veicolo che transitava lungo il tragitto tra Mauthausen e Gusen
docce gelate, circa 3.000 internati morirono di ipotermia dopo che furono costretti a rimanere sotto le docce gelate per diverse ore
fucilazioni di massa
esperimenti medici
dissanguamento, diverse centinaia di prigionieri morirono dissanguati e i loro corpi vennero inviati sul Fronte Orientale
iniezioni di benzina nel cuore
impiccagioni
inedia, ogni settimana più di 2.000 prigionieri morivano di fame
Inoltre le razioni di cibo vennero limitate nel periodo tra il 1940 e il 1942, con gli internati che raggiunsero il peso medio di 42 chilogrammi. I trattamenti medici erano praticamente inesistenti a causa della politica ufficiale tedesca.

Vittime
In totale più di 122.000 persone trovarono la morte durante la guerra a Mauthausen-Gusen e nei vari sotto-campi del complesso. Prima della fuga, il 4 maggio 1945, le SS tentarono di distruggere le prove dei crimini da loro commessi, e approssimativamente solo 40.000 vittime vennero identificate.

07 agosto, 2009

PROMEMORIA 7 agosto 1990 - Un'impiegata di Roma, Simonetta Cesaroni, viene assassinata nell'ufficio dove lavora.


Un'impiegata di Roma, Simonetta Cesaroni, viene assassinata nell'ufficio dove lavora: il giallo di via Poma, uno dei delitti ancora senza colpevole.
Dalle 16.00 alle 20.00 i portieri degli stabili di via Poma numero 2 si riuniscono nel cortile a parlare e mangiare cocomero, come riferiranno agli inquirenti. Saranno tutti concordi nel riferire che non hanno visto entrare nessuno dall’ingresso principale in quell’orario. Dopo le 17.35, ultimo contatto di Simonetta, inizia la tragedia. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, c’è con ogni probabilità un uomo negli uffici A.I.A.G. ed è pericoloso, perché Simonetta gli sfugge, dalla stanza a destra dove lavora, fino a quella opposta a sinistra, dove verrà ritrovata. Qui viene immobilizzata a terra, qualcuno è in ginocchio sopra di lei e le preme i fianchi con le ginocchia con tanta forza che le lascerà degli ematomi. La colpisce con un oggetto, oppure le sbatte la testa violentemente a terra, ad ogni modo per via di questo trauma cranico Simonetta muore. A questo punto l’assassino prende un tagliacarte e inizia a pugnalarla a ripetizione. Saranno 29 alla fine i colpi inferti, di circa 11 centimetri ciascuno di profondità. Sei sono i colpi inferti al viso, all’altezza del sopracciglio destro, nell’occhio e poi nell’occhio sinistro. Otto lungo tutto il corpo, sul seno e sul ventre. Quattordici dal basso ventre al pube, ai lati dei genitali, sopra e sotto. Dopo l’omicidio, il killer pulisce il lago di sangue scorso per tutta la stanza con degli stracci, che poi strizzati saranno trovati nel bagno dell’ufficio. A controlli approfonditi, non mostreranno tracce di sangue, però. Gli abiti di Simonetta, fuseaux sportivi blu e maglietta, vengono portati via assieme a molti effetti personali che non saranno mai ritrovati, tra cui un anello d’oro, un bracciale d’oro e un girocollo d’oro, mentre l’orologio le viene lasciato al polso. Lei viene lasciata nuda, con il reggiseno allacciato, ma calato verso il basso, con i seni scoperti, il top arrotolato sul collo. Non ha le mutandine, porta addosso ancora i calzini bianchi corti, mentre le scarpe da ginnastica sono riposte ordinatamente vicino la porta. Le chiavi dell’ufficio che aveva in borsa vengono portate via, e saranno usate per chiudere il portone.

La scena del delitto
Simonetta Cesaroni, venti anni e mezzo, è stesa nuda negli uffici della A.I.A.G. di via Poma numero 2. Sul petto porta vistosi segni delle coltellate intrise al sangue. Altri colpi sono su giugulare, cuore, aorta, fegato e occhi. Le coppe del reggiseno le comprimono i seni, una fa vedere un capezzolo per intero, l’altra a metà. Su quel capezzolo, c’è una ferita che sembra un morso. Nella porta d’ingresso della stanza del delitto viene ritrovato del sangue sulla maniglia. Il sangue analizzato dirà che appartiene ad un uomo. Nella altre stanze non vi sono tracce di colluttazione, tutto è ordinato e non c’è alcun segno che possa far pensare che il corpo sia stato trascinato dove si trova. Gli inquirenti credono che nella stanza dove Simonetta viene trovata, si è consumato il delitto. Viene comunque rilevata una minima traccia di sangue anche nella stanza di Simonetta, sulla tastiera del telefono. Sempre nella stanza di Simonetta, viene rinvenuto anche un appunto, su un pezzo di carta. C’è scritto “CE” poi c’è disegnato un pupazzetto a forma di margherita e in basso a destra, c’è scritto “DEAD OK” (a lungo si speculerà su questo disegno e sul suo significato finchè il programma televisivo "Chi l'ha visto?" rivelerà, nell'ottobre 2008, che a fare quel disegno e a scrivere la frase CE DEAD OK fu uno degli agenti di polizia che intervennero la notte dell'8 agosto in via Poma. Dopo aver disegnato e scritto sul foglio, l'agente dimenticò il pezzo di carta sulla scrivania dove c'era il computer da lavoro di Simonetta).

L’autopsia
Simonetta Cesaroni è stata colpita da un’arma bianca da punta e taglio, con lama bitagliente, ma non dotata di azione recidente. I lati della lama sono bombati, curvi, non appuntiti, la penetrazione è avvenuta per la pressione inflitta e per la punta aguzza. Il corpo è disteso sul pavimento, capo spostato verso la destra, braccio sinistro esteso verso l’alto, braccio destro piegato leggermente, con le dita della mano flesse, ad artiglio. Rivoli di sangue scorrono verso le spalle, verosimilmente per deflusso, che testimonierebbe l’avvenuto accoltellamento quando era già stesa in terra. Alle spalle un ampio versamento di sangue ai cui bordi sono trovate impronte rosacee nastriformi. L’emivolto destro è omogeneamente bluastro, una infiltrazione ecchimotica con componente tumefattiva. Il padiglione auricolare della stessa zona del volto appare anch’esso tumefatto da ecchimosi bluastra. Il volto presenta sei ferite della stessa arma bianca, ferite curve e oblique in corrispondenza delle strutture ossee orbitali. Una ferita al collo è trasfossa, entrata e uscita. Sono otto le ferite in zona toracica e quattordici quelle in zona pubico genitale. Non risulta alcun segno di violenza sessuale. Escoriazione profonda presente sul capezzolo sinistro. Le mani sono pulite, le unghie sono lunghe, curate e intatte, niente segni di graffi dati. Non sono trovati alcol né stupefacenti nel corpo. Non viene indagata una ferita particolare, sotto ai genitali, di tipo bifida, ovvero con un’estremità, quella inferiore, doppia, a forma di Y rovescia. Non vengono analizzati eventuali ritrovamenti di saliva attorno al capezzolo sinistro, posto che la sua escoriazione sia dovuta ad un morso.

06 agosto, 2009

Ad agosto serate di cinema a Palazzo Valentini


Ad agosto serate di cinema a Palazzo Valentini

Una rassegna cinematografica gratuita si terrà da venerdì 7 agosto fino a venerdì 28 agosto nel cortile interno di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma.

L' iniziativa e' stata voluta dal presidente dell’Amministrazione provinciale Nicola Zingaretti, in collaborazione con l' Anec del Lazio, l' associazione degli esercenti cinema.

In tutto verranno proiettati diciotto film che nella stagione appena conclusa hanno ottenuto un grande successo di pubblico e critica.

La rassegna comincerà con la proiezione, alle 20,30, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti - in tutto duecento quelli disponibili - con il film "Bianco e nero" di Cristina Comencini.

Tra gli altri film di registi italiani verranno proiettati "Il divo" di Paolo Sorrentino e "Caos calmo" di Antonello Grimaldi.

Spazio anche ai grandi registi internazionali come il film "In questo mondo libero" di Ken Loach e "Juno" di Reitman che ha ottenuto il premio come miglior film al Festival internazionale del cinema di Roma.

"Per la prima volta - ha ricordato nel corso di una conferenza stampa il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti - il cortile della Provincia sarà per tutto il mese di agosto una sede di incontro, di promozione e iniziative culturali. Di fatto si trasforma in una sala cinematografica aperta gratuitamente ai turisti e ai romani".

"Sono giorni - ha ricordato il presidente Zingaretti - in cui si sta discutendo dei rischi dei tagli che colpirebbero il cinema e in prospettiva le sale cinematografiche. Questa rassegna gratuita e' di grande qualità e contrassegnata dal tentativo di rilanciare il cinema come bene popolare e grande evento culturale".

PROMEMORIA 6 agosto 1945 - Seconda guerra mondiale, bombardamento atomico di Hiroshima


Seconda guerra mondiale, bombardamento atomico di Hiroshima: Una bomba atomica chiamata in codice Little Boy viene sganciata dal B-29 statunitense Enola Gay sulla città di Hiroshima in Giappone, alle 8:16 di mattina (ora locale). Esplose ad un'altitudine di 576 metri con una potenza pari a 12.500 tonnellate di TNT uccidendo all'istante 80.000 persone.
I bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki in Giappone furono due attacchi nucleari operati sul finire della Seconda guerra mondiale.
Il mattino del 6 agosto 1945, l'Aeronautica militare statunitense lanciò la bomba atomica "Little Boy" sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell'ordigno "Fat Man" su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100.000 a 200.000[1], la maggior parte delle quali civili. Per la gravità dei danni diretti ed indiretti causati dagli ordigni, e per il fatto che si è trattato del primo e unico utilizzo in guerra di tali armi, i due attacchi atomici vengono considerati fra gli episodi bellici più significativi dell'intera storia dell'umanità.
Il ruolo dei bombardamenti nella resa dell'Impero giapponese, così come gli effetti e le giustificazioni, sono stati oggetto di innumerevoli dibattiti. Negli Stati Uniti prevale la convinzione che i bombardamenti atomici siano serviti ad accorciare la Seconda guerra mondiale di parecchi mesi, risparmiando le vite di milioni di soldati (sia alleati sia giapponesi) e di civili, destinati a perire nelle operazioni di terra e d'aria nella prevista invasione del Giappone. In Giappone, l'opinione pubblica, invece, tende a sostenere come i bombardamenti siano crimini di guerra perpetrati per accelerare il processo di resa del governo militare giapponese. Universalmente condivisa è comunque la presa di coscienza della gravità dell'evento, che non è più stato replicato.

05 agosto, 2009

PROMEMORIA 5 agosto 1944 - Olocausto: Gli insorti polacchi liberano un campo di lavoro tedesco a Varsavia, liberando 348 prigionieri ebrei


Olocausto: Gli insorti polacchi liberano un campo di lavoro tedesco a Varsavia, liberando 348 prigionieri ebrei.

Etica e memoria

Il significato della Shoah rinvia indissolubilmente al senso del ricordo per il presente, ed alla ribellione al disumano quale espressione testimoniale di coesistenza contro la riduzione a "cosa" perpetrata nei confronti del nostro vivere, in cui è da riconoscere una nuova e possibile aggressione dell'essenza criminale rivelata dal nazionalsocialismo. Su questo argomento, è significativa la riflessione di autori quali Theodor Adorno, Dietrich Bonhoeffer, Paul Celan, Primo Levi, Stefano Malpangotti, Friedrich Kellner.
Nota vittima dell'Olocausto fu anche Anne Frank, una ragazzina ebrea tedesca rifugiatasi in Olanda con la famiglia, che morì nel 1944; ha scritto un diario pubblicato in seguito alla sua morte dal padre, che ha rappresentato una delle più note testimonianze, a livello internazionale, delle persecuzioni naziste.
Diverse associazioni ricordano ancora oggi ai giovani le disastrose conseguenze di quanto accaduto in quel periodo, anche con premi come l'Austrian Holocaust Memorial Award.
Il 27 gennaio, anniversario della liberazione dei reclusi sopravvissu

04 agosto, 2009

PROMEMORIA 4 agosto 1974 Tragedia dell'Italicus


San Benedetto Val di Sambro (Italia): sulla linea ferroviaria Firenze - Bologna, in prossimità dell'uscita dalla lunga galleria appenninica, in località San Benedetto Val di Sambro, un ordigno ad alto potenziale, a base di "termite", esplode nella ritirata della vettura numero 5 del treno Italicus, affollato di gente che si sposta per le vacanze estive. I soccorsi, difficilissimi nel buio del tunnel, estraggono dalle lamiere del treno 12 morti e 44 feriti. Tale attentato, noto come tragedia dell'Italicus, è riconducibile alla strategia della tensione.

La strage
Una bomba ad alto potenziale esplose alle 1:23 nella vettura 5 dell'espresso Roma-Monaco di Baviera via Brennero. Nell'attentato morirono 12 persone e altre 48 rimasero ferite.
La strage avrebbe avuto conseguenze più gravi, si ipotizza anche nell'ordine di centinaia di morti, se l'ordigno fosse esploso all'interno della galleria di San Benedetto Val di Sambro, come avvenuto dieci anni dopo nella Strage del Rapido 904.
Aldo Moro si sarebbe dovuto trovare a bordo del treno, quella sera, in quanto doveva raggiungere la famiglia a Bellamonte, ma lo perse poiché venne raggiunto da alcuni funzionari del Ministero e fatto scendere all'ultimo momento per firmare delle carte importanti.[1][2]

Le indagini
L'attentato venne rivendicato dall'organizzazione Ordine Nero attraverso un volantino che dichiarava:
« Giancarlo Esposti è stato vendicato. Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l'autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti. »
I colpevoli della strage non sono mai stati individuati, ma la Commissione Parlamentare sulla Loggia P2 ha dichiarato in merito:
« Tanto doverosamente premesso ed anticipando le conclusioni dell'analisi che ci si appresta a svolgere, si può affermare che gli accertamenti compiuti dai giudici bolognesi, così come sono stati base per una sentenza assolutoria per non sufficientemente provate responsabilità personali degli imputati, costituiscono altresì base quanto mai solida, quando vengano integrati con ulteriori elementi in possesso della Commissione, per affermare: che la strage dell'Italicus è ascrivibile ad una organizzazione terroristica di ispirazione neofascista o neonazista operante in Toscana; che la Loggia P2 svolse opera di istigazione agli attentati e di finanziamento nei confronti dei gruppi della destra extraparlamentare toscana; che la Loggia P2 è quindi gravemente coinvolta nella strage dell'Italicus e può ritenersene anzi addirittura responsabile in termini non giudiziari ma storico-politici, quale essenziale retroterra economico, organizzativo e morale. »
(Relazione di maggioranza della Commissione Parlamentare sulla Loggia P2)
L'analisi effettuata dalla Commissione Parlamentare appare compatibile con la rivendicazione di Ordine Nero, in quanto diversi storici[3] e la stessa Commissione Parlamentare hanno nel tempo ricostruito i forti legami esistenti tra la Loggia P2 e diverse organizzazioni di estrema destra.