11 ottobre, 2010

PROMEMORIA 11 ottobre 1968 - Programma Apollo: la NASA lancia l'Apollo 7, la prima missione Apollo con uomini a bordo


Programma Apollo: la NASA lancia l'Apollo 7, la prima missione Apollo con uomini a bordo, con gli astronauti Wally Schirra, Donn F. Eisele e Walter Cunningham. Gli scopi della missione comprendono la prima trasmissione televisiva in diretta dall'orbita e i test delle manovre di aggancio del modulo lunare
Il programma Apollo fu un programma spaziale americano che ha portato allo sbarco dei primi uomini sulla Luna. Concepito durante la presidenza di Dwight Eisenhower e condotto dalla NASA, Apollo iniziò veramente dopo che il presidente John Kennedy dichiarò, durante una sessione congiunta al Congresso avvenuta il 25 maggio 1961, obbiettivo nazionale il far "atterrare un uomo sulla Luna" entro la fine del decennio[1][2].
Questo obiettivo è stato raggiunto durante la la missione Apollo 11 quando, il 20 luglio 1969, gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin sbarcarono sulla Luna, mentre Michael Collins rimase in orbita lunare. Apollo 11 fu seguita da ulteriori sei missioni, l'ultima nel dicembre 1972, che portarono un totale di dodici uomini a camminare sul nostro "satellite naturale". Fino ad oggi questi sono stati gli unici uomini a mettere piede su un altro corpo celeste[3].
Il programma Apollo si è svolto tra il 1961 e il 1975 e fu il terzo programma spaziale di voli umani (dopo Mercury e Gemini) sviluppato dall'agenzia spaziale civile degli Stati Uniti. Il programma ha utilizzato la navicella spaziale Apollo e il razzo vettore Saturn, utilizzati successivamente anche per il programma Skylab e per la missione congiunta americana-sovietica Apollo-Soyuz Test Project. Questi programmi successivi sono spesso considerati facente parte delle missioni Apollo.
Il programma è stato realizzato con soltanto due grosse battute di arresto: la prima quando un incendio sulla rampa di lancio di Apollo 1, durante una simulazione, causò la morte degli astronauti Gus Grissom, Ed White e Roger Chaffee, la seconda durante la fase di viaggio verso la luna di Apollo 13 quando si verificò un'esplosione sul modulo di servizio che impedì agli astronauti la discesa sulla luna e li costrinse ad un rischioso rientro sulla terra, avvenuto grazie alle loro competenze e agli sforzi di controllori di volo, tecnici e membri degli equipaggi di riserva.
Apollo segnò alcune pietre miliari nella storia del volo spaziale umano che fino ad allora si era limitato a missioni in orbita bassa terrestre. Il programma ha stimoltato progressi in molti settori delle scienze e delle tecnologie, tra cui avionica, informatica, telecomunicazioni...
Molti oggetti e manfatti del programma sono ora esposti in luoghi e musei di tutto il mondo, in particolare presso il National Air and Space Museum di Washington.

10 ottobre, 2010

PROMEMORIA 10 ottobre 1944 - Olocausto: 800 bambini Rom vengono uccisi sistematicamente nel Campo di concentramento di Auschwitz


Olocausto: 800 bambini Rom vengono uccisi sistematicamente nel Campo di concentramento di Auschwitz
La campagna Hitleriana di genocidio nei confronti dei popoli zigani principalmente Rom e Sinti dell'Europa venne vista da molti come un'applicazione particolarmente bizzarra della scienza razziale nazista. Gli antropologi tedeschi erano disorientati dalla contraddizione che gli zingari erano discendenti degli originali invasori ariani dell'India, che tornarono poi in Europa. Ironicamente, questo li rendeva, in pratica se non in teoria, non meno ariani della stessa gente tedesca. Questo dilemma fu risolto dal Professor Hans Gunther, uno dei principali scienziati razziali, che scrisse:
« Gli Zingari hanno effettivamente mantenuto alcuni elementi della loro origine nordica, ma essi discendono dalle classi più basse della popolazione di quella regione. Nel corso della loro migrazione, hanno assorbito il sangue delle popolazioni circostanti, diventando quindi una miscela razziale di Orientali e Asiatici occidentali con aggiunta di influssi Indiani, Centroasiatici ed Europei. »
Come risultato, nonostante le misure discriminatorie, alcuni gruppi di Rom, comprese le tribù tedesche dei Sinti e dei Lalleri, vennero risparmiati dalla deportazione e dalla morte. I restanti gruppi zingari soffrirono all'incirca come gli ebrei (e in alcuni casi vennero degradati ancor più degli ebrei). Nell'Europa Orientale, gli zingari venivano deportati nei ghetti ebraici, uccisi dagli Einsatzgruppen delle SS nei loro villaggi, o deportati e gasati ad Auschwitz e Treblinka.

09 ottobre, 2010

Marina Paris: "Domus, 2010" ultimo appuntamento con UPSIDE DOW


Marina Paris: "Domus, 2010" ultimo appuntamento con UPSIDE DOWN

L’opera Domus apre il quarto e ultimo appuntamento con le “installazioni d’artista” a Palazzo Valentini, intervallatesi in altrettante diverse date tra aprile e ottobre 2010.

Con l’opera Domus, Marina Paris presenta un’installazione fotografica collocandola in uno spazio preesistente, che sembra tuttavia edificato appositamente per accogliere questo lavoro.

La mostra viene inaugurata dal Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, martedì 12 ottobre (ore 18,30) presso la sala Stampa di Palazzo Valentini (apertura fino al 13 novembre 2010 con ingresso libero nei seguenti orari: lun-ven, ore 10-19; sab, ore 10-13.00; domenica e festivi chiuso).

Per Upside down l’artista rielabora lo spazio architettonico della sala manipolandone la percezione visiva e creando così un luogo dove si riconosce l’esile legame tra ciò che è vero e ciò che appare solamente verosimile.

Le potenzialità espresse nel superamento delle formalità dell’architettura sono, per l’artista, le lenti attraverso le quali poter leggere la realtà, fatta di infinite angolazioni che offrono chiavi di interpretazione sempre nuove. Un “sotto e sopra”, un “vero e falso” che formano un percorso nel quale non sempre è facile l’incedere a passo sicuro, e che impone continui interrogativi su quale strada intraprendere. Nel “doppio” risiede la chiave di una visione circolare della realtà, dove vero e verosimile hanno le stesse potenzialità di lettura e di attraversamento.

Un’opera che si fa riconoscere lentamente nello spazio della sala e che aggiunge ambienti e vie d’uscita.

In Upside Down è la storia stessa di Palazzo Valentini, in quanto luogo fisico, ad esser messa in risalto, attraverso la creazione di un ideale “ponte” tra la sua storia e gli esiti della ricerca contemporanea, grazie anche alle opere di quattro artisti di chiara fama: Paolo Canevari; Marina Paris; Maurizio Savini; Donatella Spaziani.

La fisicità del seicentesco Palazzo è, insieme, contenitore di esperienze artistiche che formano una “mappa” tra passato e presente in una continuità e linearità che solo una città come Roma, assieme al suo territorio circostante, riesce a riprodurre nel tempo ininterrottamente.

Queste quattro installazioni d’artista rendono il Palazzo protagonista per trasformarlo di volta in volta al fine di evocarne la forza simbolica, ora in modo ironico ora attraverso la monumentalità di un singolo elemento che ne evidenzi l’essenza della Memoria nel corso dei secoli. Il punto di vista di ogni artista sollecita nel visitatore queste diverse linee di lettura, costituite da un indissolubile legame nel tempo.

Promossa dal Progetto ABC Arte Bellezza Cultura-Provincia di Roma – in collaborazione con il CIAC di Genazzano –, la mostra di Marina Paris conclude un ciclo quattro installazioni d’artista che hanno avuto la durata di un mese ciascuna, curato da Claudio Libero Pisano.

Il Progetto ABC Arte Bellezza Cultura, fortemente voluto dal Presidente della Provincia di Roma, è nato per sostenere le eccellenze culturali e territoriali al fine di avvicinare i cittadini, specie i più giovani, al “bello” e ai suoi luoghi fisici.

Nell’occasione, sarà presentato un catalogo sull’intero progetto Upside Down, edito da Livello 4 Editrice.

Informazioni
Palazzo Valentini, Via IV Novembre, 119 - Roma INGRESSO GRATUITO
Lunedì - venerdì 10.00 > 19.00; sabato 10.00 > 13.30; chiuso la domenica
La mostra rimarrà aperta dal 12 ottobre al 13 novembre

Progetto ABC
Alberto Ferrigolo
Tel. 06 6766.7155
progettoabc@provincia.roma.it

Civita
Barbara Izzo
06 692050220
izzo@civita.it

PROMEMORIA 9 ottobre 1982 - Attentato alla sinagoga di Roma: muore un bambino di due anni e 35 feriti gravi


Attentato alla sinagoga di Roma: muore un bambino di due anni e 35 feriti gravi
L'Attentato alla Sinagoga di Roma fu realizzato il 9 ottobre 1982 da un commando palestinese e causò la morte di Stefano Gay Taché di soli due anni ed il ferimento di 37 persone.
L'attentato avvenne di sabato mattina, alla fine dello Sheminì Atzeret che chiude la festa di Sukkot. Le famiglie uscivano dal Tempio con i bambini che avevano appena ricevuto la benedizione collegata alla particolare festività. Una decina di attentatori prima lanciarono delle granate tra la folla, poi si misero a mitragliare.
Degli attentatori ne venne individuato solo uno e venne arrestato in Grecia e successivamente estradato in Libia nonostante le richieste di estradizione avanzate dall'Italia. Dal momento dell'estradizione si è persa qualsiasi traccia dell'attentatore.
Domenica 7 ottobre 2007, l'allora sindaco di Roma Walter Veltroni ha inaugurato la nuova intestazione a Stefano Gay Taché della piazza all'incrocio tra Via del Tempio e Via Catalana.

08 ottobre, 2010

PROMEMORIA 8 ottobre 2001 - Disastro aereo di Linate: un bimotore Cessna Citiation e un aereo della SAS si scontrano nella nebbia in fase di decollo.


Disastro aereo di Linate: un bimotore Cessna Citiation e un aereo della SAS si scontrano nella nebbia in fase di decollo all'Aeroporto di Milano Linate; 118 vittime
l disastro di Linate, con un bilancio finale di 118 vittime, è il più grave incidente aereo mai avvenuto in Italia; tra le collisioni al suolo nella storia dell'aviazione è superato solo dal disastro di Tenerife del 1977.
L'8 ottobre 2001 alle ore 08:10 locali un McDonnell Douglas MD-87 della compagnia aerea SAS registrato SE-DMA,[1] in fase di decollo dall'aeroporto di Milano-Linate, entrò in collisione con un Cessna Citation entrato erroneamente in pista a causa della fitta nebbia.
Dopo l'impatto, l'MD-87 non riuscì a completare la fase di decollo e si schiantò contro il deposito bagagli situato sul prolungamento della pista.
L'urto e l'incendio successivamente sprigionatosi non lasciarono scampo agli occupanti di entrambi gli aeromobili, né a quattro addetti allo smistamento bagagli al lavoro nel deposito. Un quinto addetto ai bagagli si salvò, unico sopravvissuto al disastro: si tratta di Pasquale Padovano, ustionato sulla quasi totalità del corpo.
A meno di un mese di distanza dall'attacco al World Trade Center di New York, e per giunta nello stesso giorno in cui è iniziata la guerra in Afghanistan, molti, in un primo momento, pensarono a un attentato terroristico; ben presto fu invece chiaro che si trattava di un incidente.

Le cause
Nella ricostruzione e analisi degli incidenti aerei, viene individuata una cosiddetta catena degli eventi, cioè l'insieme degli episodi che sono stati singolarmente determinanti (o comunque rilevanti) per il verificarsi del fatto. Analizzare la catena degli eventi permette di individuarne e comprenderne le singole concause ed aiuta a prevenire il ripetersi dei medesimi errori, modificando la normativa o sensibilizzandone la puntuale applicazione.
L'incidente di Linate è stato esaminato dalla Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV), il cui rapporto finale è stato pubblicato il 20 gennaio 2004. Il rapporto indica come "causa effettiva" dell'incidente l'immissione del Cessna sulla pista in uso, tuttavia sottolinea chiaramente che la colpa non può imputarsi in modo inequivocabile ai piloti del Cessna, in quanto indotti all'errore anche da oggettive e gravi carenze nelle infrastrutture aeroportuali e nelle procedure utilizzate.[9][10]
Nebbia [modifica]
La bassa visibilità presente quella mattina ha di certo avuto un ruolo cruciale; in condizioni di visibilità buone, se anche il pilota del Cessna avesse sbagliato percorso, i controllori in torre di controllo avrebbero potuto vederlo e fermarlo. La visibilità era di 200 metri.

Segnaletica inadeguata
L'aeroporto di Milano-Linate è sempre stato uno degli scali più trafficati d'Italia e di conseguenza tutta la zona che serviva il traffico commerciale era segnalata ed illuminata secondo la normativa ICAO; lo stesso non si poteva dire del piazzale ovest utilizzato dall'aviazione generale, relegato in un gravissimo stato di abbandono riguardo a segnaletica ed illuminazione. Al bivio a cui si è trovato il Cessna, le scritte R5 e R6 dipinte sull'asfalto utilizzavano un carattere non a norma che rendeva le cifre confondibili ed erano cancellate in più punti; nella nebbia dell'8 ottobre è difficile credere che ciò non abbia indotto in alcun modo il pilota in errore; inoltre, superato tale bivio, nessuna indicazione su tutta la lunghezza del R6 segnalava al pilota su che raccordo si trovasse; l'unico modo in cui il pilota avrebbe potuto rendersi conto del proprio errore era osservando la bussola magnetica.

Errori del pilota del Cessna
Il pilota del DIEVX ha di certo commesso l'errore più evidente; istruito a dirigersi a nord e a percorrere il raccordo R5, ha invece imboccato il R6. Anche l'arrivo a Linate due ore prima era ugualmente avvenuto però al di fuori delle regole: sia l'equipaggio del volo DIEVX sia l'aeromobile non erano certificati per un atterraggio con una visibilità inferiore a 550 metri, ma i piloti decisero di provarci comunque, riuscendo.
Se si fossero attenuti alle procedure, avrebbero dovuto dirottare su un altro aeroporto e alle 08:05 non sarebbero ripartiti dal piazzale ovest di Linate. Sia la fase di arrivo che quella di partenza, quindi, sono state condotte al di fuori delle regole, non essendo i membri dell'equipaggio abilitati a volare con quelle condizioni meteorologiche.
L'autorità preposta alla verifica delle abilitazioni ed al rispetto delle norme locali vigenti (Direzione Generale per l'Aviazione Civile - sezione aeroportuale) aveva mancato clamorosamente di eseguire le necessarie verifiche.

Radar di terra non operativo
L'aeroporto di Linate era stato equipaggiato di un sistema ASMI (Aerodrome Surveillance Monitoring Indicator) fino al 29 novembre del 1999, data in cui venne disattivato in quanto obsoleto; l'8 ottobre 2001 il nuovo radar di tipo SMGCS (Surface Movement Guidance and Control System) era stato acquistato, ma i lavori di installazione erano fermi da mesi in attesa delle necessarie autorizzazioni. Il 19 dicembre 2001 il nuovo radar di terra ha iniziato a funzionare, e da allora è stato un ausilio essenziale per i controllori di Linate in almeno altre 4 occasioni in cui la nebbia aveva portato ancora gli aeromobili a perdere la propria posizione.

Errori del controllore del traffico aereo
Il controllore al lavoro sulla frequenza GND stava sopportando un carico di lavoro successivamente definito gravoso ed era costretto (data l'indisponibilità di un radar di terra) a basarsi sui riporti di posizione effettuati dai piloti per determinare la posizione degli aeromobili al suolo. Non aveva quindi modo di accorgersi dell'errore del DIEVX che imboccava il raccordo R6 e si dirigeva verso la pista.
La comunicazione effettuata dal pilota del Cessna riguardante l'attraversamento del punto S4, questo mai esistito o riportato sulle mappe aeroportuali ufficiali, né conosciuto dagli operatori aeroportuali principali (si ritiene fosse una vecchia segnaletica orizzontale rimasta in eredità da lavori condotti in tempi remoti) giungeva in cuffia del controllore molto attenuato.
Si scoprirà durante il processo di 2º grado che l'apparato di registrazione radiofonica "RACAL" aveva un sistema di controllo automatico del guadagno tale da innalzare la qualità ed il livello del segnale registrato ma non di quello inviato in cuffia. Chi ha riascoltato successivamente le registrazioni ha potuto quindi godere di una qualità audio superiore rispetto al controllore in servizio.
Il controllore non ha rilevato nel riporto anomalo del punto S4 effettuato dal pilota del Cessna alcun elemento di rischio; è stato riconosciuto alla tesi difensiva che il rumore ambientale dovuto all'alto numero delle conversazioni in atto, la bassa qualità del segnale audio e la totale "ignoranza" dell'esistenza del punto S4 in questione hanno interferito in maniera determinante nel processo mentale seguito dal controllore stesso, il quale ha istruito l'aeromobile a proseguire il rullaggio nella certezza che si stesse muovendo per il raccordo R5.
Nel dubbio di aver perso la posizione di un aereo in quelle condizioni di visibilità, le procedure imponevano di fermare tutte le operazioni e inviare un mezzo a verificare; è ragionevole pensare che il timore di ritardare gravemente l'operatività dell'aeroporto, con il rischio poi di un falso allarme, abbiano condizionato il giudizio del controllore, anche se va riconosciuto che in nessun caso i piloti del Cessna hanno fatto sospettare di essere dubbiosi riguardo la propria posizione.

07 ottobre, 2010

Pedaggi, Zingaretti: se il Governo va avanti pronti ad un nuovo ricors


Pedaggi, Zingaretti: se il Governo va avanti pronti ad un nuovo ricorso

"Abbiamo deciso che se il Governo andrà avanti con il decreto che definisce le modalità di pagamento, i Comuni del territorio provinciale e la Provincia di Roma presenteranno un nuovo ricorso al Tar per bloccare questa ingiustizia". Così il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, al termine di una riunione a Palazzo Valentini con decine di sindaci della provincia contrari all'ipotesi di introduzione del pedaggio sul Grande Raccordo Anulare e la Roma-Fiumicino.

Al tavolo, assieme a Zingaretti, erano presenti l'assessore provinciale alle Politiche della Mobilità e Trasporti Amalia Colaceci, oltre venti sindaci e rappresentanti dei 42 Comuni che avevano presentato insieme con l’Amministrazione provinciale di Roma il primo ricorso al Tar contro il provvedimento.

"Denunciamo – ha spiegato il presidente Zingaretti - il rischio che l'introduzione del pedaggio, oltre all'ingiustizia di un nuovo balzello potrebbe voler dire anche un intasamento delle strade consolari, già drammaticamente affollate". Quanto alle modalità di pagamento, Zingaretti ricorda: "Allo stato attuale non è prevista alcuna esenzione dei cittadini di Roma e provincia da questo balzello. Tra l'altro, se si dovesse procedere in questo senso, non vedo a che cosa potrebbe servire l'introduzione del pedaggio".

"Continuiamo a pensare che sia profondamente sbagliato tagliare gli investimenti su strade e ferrovie – ha proseguito Zingaretti - e nel frattempo mettere i pedaggi".

Se il governo procederà con il varo del secondo decreto sui raccordi autostradali, quello con cui vanno definite modalità e criteri di pagamento per l'utilizzo del Gra e la Roma-Fiumicino, la Provincia di Roma presenterà un nuovo ricorso al Tar per bloccare il provvedimento.

Nei mesi scorsi Palazzo Valentini, assieme a 42 Comuni del territorio provinciale, ha già fatto ricorso contro una norma analoga contenuta nella manovra di bilancio ed il Tar gli diede ragione.

Ieri il presidente Nicola Zingaretti ha riunito attorno ad un tavolo oltre 25 Comuni del territorio provinciale, tra loro diversi firmatari del primo ricorso ma anche tre amministrazioni comunali guidate da giunte di centrodestra: Subiaco, Vicovaro e Morlupo.

"L'attuale decreto introduce un nuovo pedaggio e si rifà ad un secondo decreto, che deve essere approvato, per definire modalità e criteri per l'introduzione dei pedaggi. Abbiamo deciso che, qualora si procedesse al decreto con la definizione dei criteri di pagamento, la Provincia procederà con un nuovo ricorso al Tar per bloccarlo" ha precisato Zingaretti al termine della riunione.

Per il presidente della Provincia di Roma alla base di un eventuale nuovo ricorso c'e' la convinzione che "rimane totalmente valido l'argomento che già ci ha visto vittoriosi nel primo ricorso, che ci porta a dire che il Gra non può essere considerato un tratto autostradale".

Zingaretti ha sottolineato: "Un'autostrada ha determinate caratteristiche. un tempo medio di percorrenza, una frequenza di caselli di un certo tipo, un rapporto con le direttive europee rispetto al rumore, tutte cose che non sono rispettate sul Gra".

Dopo la riunione di Palazzo Valentini i sindaci che aderiscono all'iniziativa hanno lanciato "un appello al governo perchè non si proceda".

Zingaretti ha concluso: "Per rendervi chiara la follia di questo provvedimento, la previsione di spesa dell'Anas e' di 150 milioni di euro. E' superiore a quello che nel 2010 possiamo spendere per le infrastrutture per la mobilità".

PROMEMORIA 7 ottobre 1944 - Scoppia una rivolta nel campo di concentramento di Auschwitz


Scoppia una rivolta nel campo di concentramento di Auschwitz
La più grande dimostrazione di forza della resistenza ebraica fu la rivolta del ghetto di Varsavia, dall'aprile al maggio del 1943, mentre stava per iniziare la liquidazione totale del ghetto con le ultime deportazioni verso i campi di sterminio. La ŻOB e altre organizzazioni più piccole resistettero ai nazisti per 27 giorni, prima di essere tutti sterminati. Ci furono anche molte altre insurrezioni armate nei ghetti, di cui però nessuna ebbe successo.

Ci furono tentativi di resistenza anche nei campi di sterminio. Nell'agosto 1943 scoppiò una rivolta al campo di sterminio di Treblinka. Molti edifici furono bruciati e settanta detenuti riuscirono a fuggire però altri 1.500 furono uccisi; i danni arrecati interruppero le procedure di eliminazione con le camere a gas per un mese. Nell'ottobre 1943 avvenne un'altra ribellione al campo di sterminio di Sobibór, questo tentativo ebbe più successo, 11 guardie delle SS furono uccise, e circa 300 dei 600 internati del campo fuggirono, dei quali circa 50 sopravvissero alla guerra. La fuga indusse le autorità naziste a chiudere il campo. Il 7 ottobre 1944 i Sonderkommando (prigionieri tenuti separati dagli altri e impiegati nelle operazioni di sterminio con le camere a gas e alla cremazione dei corpi) di Auschwitz insorsero, alcune donne prigioniere sottrassero esplosivo da una fabbrica di armi e fecero esplodere parte del Forno Crematorio IV. I prigionieri tentarono quindi la fuga ma poco dopo furono uccisi tutti e 250.

Ci furono anche gruppi partigiani ebrei che operarono in vari stati (inclusa l'Italia). Anche alcuni ebrei dal Mandato Britannico di Palestina, tra cui la più famosa fu Hannah Szenes, si fecero paracadutare in Europa nel tentativo di organizzare movimenti di resistenza.

05 ottobre, 2010

Officina Innovazione: corsi formativi sul tema "La creatività al servizio dell'impresa"


Officina Innovazione: corsi formativi sul tema "La creatività al servizio dell'impresa"

Sempre da più parti si sente dire che oggi è necessario “essere creativi” ed “innovativi” perché il vantaggio competitivo va rigenerato nei mille segmenti occupati dalle Imprese per difendere le posizioni acquisite e differenziarsi dai concorrenti.

La creatività rappresenta un fondamento della strategia aziendale, senza la quale si genererebbe una gestione statica e scarsamente adattabile ai cambiamenti ambientali e di contesto.

Ma cosa significa effettivamente “essere creativi”? E, soprattutto, come si fa? Ogni volta che all’interno di un’organizzazione, forniamo un’idea per migliorare degli aspetti e risolvere un problema stiamo creando qualcosa di nuova ed utile. Spesso lo facciamo in maniera spontanea ed inconsapevole. Esistono, invece, degli approcci strutturati che ci permettono di ricorrere alla creatività ogni volta che lo desideriamo al fine di trovare idee e soluzioni preziose per la nostra Impresa.

Per acquisire il necessario know how in materia la Provincia di Roma ha promosso ed organizzato cinque seminari per promuovere la cultura dell’innovazione.

Il ciclo di lezioni si terrà a Frascati, presso l’Officina dell’Innovazione, in via Fontana Vecchia 4.

Le lezioni, tenute da Roberto Pozza e Francesca Romana Gianandrea, si rivolgono a tutti coloro che sono interessati a comprendere il concetto di “creatività” e le sue possibili applicazioni all’interno delle organizzazioni aziendali.

Il percorso formativo offrirà:
- una panoramica sulla creatività;
- la conoscenza del funzionamento di un processo creativo;
- la conoscenza delle tecniche di creatività che coprono l’intero processo creativo.

5 ottobre 2010, ore 15.00/ 20.00
Dalla “Creatività” all’innovazione. Come e perché una buona idea può diventare un’impresa di successo.

19 ottobre 2010, ore 15.00/ 20.00
Il processo creativo in azienda. Focalizzazione, generazione e valorizzazione delle idee: sperimentiamo assieme tutti i passi necessari.

2 novembre 2010, ore 15.00/ 20.00
Voglio avere un’idea nuova: Tecniche e metodi per produrre idee di successo (prima parte).

16 novembre 2010, ore 15.00/ 20.00
Voglio avere un’idea nuova: Tecniche e metodi per produrre idee di successo (seconda parte).

30 novembre 2010, ore 15.00/ 20.00
Far diventare l’idea realtà: scelta ed implementazione in azienda.

L’iscrizione al corso potrà essere effettuata tramite l’invio via e-mail del modulo di iscrizione (in allegato) al seguente indirizzo: info@officinainnovazione.it

La e-mail dovrà avere come oggetto la dicitura “Iscrizione al corso "La creatività al servizio dell'impresa"”.
Il modulo potrà anche essere inviato via fax al numero 06 97245404

Per qualsiasi ulteriore informazione rivolgersi a:
Officina dell'Innovazione
Via Orti di Villa Sciarra, 9
00044 Frascati (Roma)
Tel. 06 88812410/ 414

PROMEMORIA 5 ottobre 1954 - I governi di Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Jugoslavia firmano il Memorandum di Londra, Trieste va all'Italia.


I governi di Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Jugoslavia firmano il Memorandum di Londra, Trieste verrà restituita all'Italia il 26 ottobre dello stesso anno
to, degli Stati Uniti e della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia, concernente il Territorio Libero di Trieste nel quale si stabiliva che la Zona A sarebbe passata all'amministrazione civile italiana (con alcune correzioni territoriali a favore della Jugoslavia nel comune di Muggia) e la Zona B a quella jugoslava. Il passaggio dei poteri dall'amministrazione alleata a quella italiana avvenne il 26 ottobre 1954. Nel 1975 il trattato firmato a Osimo, confermava il confine tra l'Italia e la Jugoslavia.
Veniva inoltre disposta una piccolissima modifica territoriale a favore della Jugoslavia, di modo che il confine tra la zona A e la zona B si collocasse tra Punta Grossa e Punta Sottile (precedentemente entrambe facevano parte della zona A), così che la zona B venisse ampliata di circa 11,5 km² e 3.000 abitanti; in tal modo, piccoli nuclei abitati che avrebbero dovuto ricadere sotto l'amministrazione italiana (Crevatini, Plavia, Elleri ed Albaro Vescovà) furono assegnati a quella jugoslava.
Tale modesta - ma all'epoca ritenuta "significativa" - modifica territoriale a favore della Jugoslavia fu adottata dietro numerose pressioni ed insistenze di Tito, le ragioni delle quali non furono mai chiarite.
Il Memorandum costituiva una sistemazione provvisoria, in quanto nello stesso non si parlava di sovranità, ma di passaggio di amministrazione; ciò permise al governo italiano di non rinunciare - a quel momento - ad alcun diritto sulle terre istriane della zona B, anche se in realtà pochi si illusero che tali territori potessero essere riannessi alla madrepatria.

04 ottobre, 2010

Le scultura di Paolo Mayol in mostra a Palazzo Valentini


Le scultura di Paolo Mayol in mostra a Palazzo Valentini

Si intitola “Emozionalmente: inquiete ispirazioni” la mostra di sculture dell’artista Paolo Mayol, che si potrà visitare, con ingresso gratuito, dal 2 al 15 ottobre 2010 presso la Sala Egon von Fürstenberg di Palazzo Valentini.

La mostra, che sarà inaugurata oggi alle ore 18, ha i seguenti orari d’accesso: dal Lunedì al Venerdì ore 10,00 – 19,00; Sabato ore 10,00 – 13,00; Domenica chiuso.

Ricche di simbologia, legate alla mitologia e alla cosmogonia, le opere dell'artista si caratterizzano per le emozioni che le ispirano e che trasmettono con il loro modellato vibrante, nella la sfida ardita intrapresa da Mayol con la materia che le compone.

Tutte le opere sono immerse in un surrealismo onirico, ricco di riferimenti, simboli e rimandi che caratterizzano le composizioni, complicati racconti intessuti di citazioni colte e di bisogni primari, in cui le figure si fondono con l'ambiente circostante.

La mostra di Palazzo Valentini è corredata da un prezioso catalogo ricco di apparati fotografici e di testi critici.

Paolo Mayol è nato a Napoli da madre napoletana e padre di origine francese. Figlio d’arte, il suo talento si è rivelato precocemente. Ha studiato a Napoli al Teatro San Carlo, alla Scuola di Belle Arti - sezione di scultura del M.o Perez; in Australia, all’atelier della Scuola Superiore d’Arte di Randwick; a Roma, all’Istituto Nazionale per la Grafica della Calcografia Nazionale per le tecniche di incisione d’arte.

PROMEMORIA 4 ottobre 1957 - Lancio dello Sputnik 1, il primo satellite artificiale ad orbitare la Terra


Lancio dello Sputnik 1, il primo satellite artificiale ad orbitare la Terra
Sputnik 1 (in cirillico Спутник, Compagno di viaggio) fu il primo satellite artificiale in orbita nella storia. Venne lanciato il 4 ottobre 1957 dal cosmodromo di Baikonur, nell'odierno Kazakistan, grazie al vettore R-7 (Semyorka). In russo la parola Sputnik significa compagno di viaggio, inteso come satellite in astronomia.
Grazie anche alla disponibilità di missili tedeschi V2, recuperati alla fine della Seconda guerra mondiale, il programma Sputnik dell'Unione Sovietica ebbe inizio nel 1948, quando si intuì la possibilità di modificare missili militari in vettori per il lancio di satelliti. L'annuncio del successo del lancio venne dato da Radio Mosca la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1957. Con il lancio dello Sputnik 1 l'Unione Sovietica prese in contropiede gli Stati Uniti, che solo il 31 gennaio 1958 mandarono in orbita il loro primo satellite: l'Explorer 1.
Lo Sputnik 1 aveva lineamenti ben più semplici di un satellite artificiale odierno: era infatti formato solo da una sfera pressurizzata di alluminio di 58 cm di diametro, contenente due trasmittenti, una serie di batterie zinco-argento e un termometro; da questo corpo centrale si dipartivano 4 antenne lunghe circa 2,5 metri.
Gli strumenti a bordo dello Sputnik 1 rimasero funzionanti per 21 giorni. Infine, esso bruciò durante il rientro in atmosfera il 3 gennaio 1958 dopo circa 1.400 orbite e 70.000.000 km.

03 ottobre, 2010

Al via da oggi la nuova gestione del "Centro Provinciale Giorgio Fregosi"


Al via da oggi la nuova gestione del "Centro Provinciale Giorgio Fregosi"

L’Assessore alle Politiche Sociali, Claudio Cecchini, interviene oggi a un breve incontro di benvenuto presso il “Centro Provinciale Giorgio Fregosi” per l’avvio della nuova gestione di questo servizio della Provincia. La struttura polifunzionale è nata nel 1999 per offrire servizi specializzati per la prevenzione, la presa in carico e il trattamento dei maltrattamenti e abusi all’infanzia e dell’adolescenza.

Sulla base dell’esperienza e delle nuove esigenze emerse nel primo decennio di gestione, a seguito poi dei cambiamenti sociali e dei percorsi di crescita nella comunità dei servizi territoriali e delle istituzioni locali intorno al tema dell’abuso e maltrattamento all’infanzia, l’Assessorato alle Politiche Sociali e per la Famiglia ha avviato un processo di revisione complessiva del modello di realizzazione del “Centro Provinciale Giorgio Fregosi”, conclusosi con il nuovo bando di gara al cui esito è stato individuato il soggetto gestore.

Il Centro è rivolto a tutti i cittadini, minori e adulti, del territorio di Roma e provincia, nonché agli operatori dei servizi pubblici e privati. Le prestazioni offerte dal Centro sono gratuite e vengono garantiti sia interventi in emergenza sia interventi programmabili.

La Provincia assicura la risposta h24 per l’accoglienza in emergenza, mettendo a disposizione posti presso case famiglia del territorio provinciale.

Il nuovo Centro Fregosi prevede un ampliamento della fascia d’età dei minori in accoglienza residenziale dai 0/12 ai 0/18 anni.

I SERVIZI

Servizio di Accoglienza Psicosociale e Orientamento con la finalità di:

• accogliere segnalazioni e richieste che provengono dai Servizi territoriali, dai cittadini, dalle famiglie, dagli educatori, dai Tribunali Ordinari e dai Tribunali per i Minorenni, garantendo interventi di consulenza;

• prevenire le difficoltà relazionali nelle famiglie che possono esporre i bambini e gli adolescenti al rischio di violenza.
Servizio di Affiancamento e Supporto agli operatori dei Servizi Territoriali con la finalità di:

• integrarsi e condividere con gli operatori dei Servizi territoriali un modello d’intervento sull’abuso e il maltrattamento all’infanzia e all’adolescenza, nonché metodologie e strumenti di rilevazione dei segnali di rischio;

• promuovere l’informazione e la formazione sugli indicatori di rischio dell’abuso e del maltrattamento nei contesti educativi.
Servizio di Diagnosi e Trattamento con la finalità di:

• attivare procedure di valutazione e diagnosi, estendibili anche al contesto familiare;

• organizzare incontri di osservazione del minore e delle relazioni familiari;

• programmare e realizzare interventi di trattamento clinico.


I NUOVI NUMERI DEL CENTRO:

• è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00.

• Telefono: 06.44202254

• Per la risposta in emergenza h24: cell. 393.9070496

• Via Musa 10, Roma.

PROMEMORIA 3 ottobre 1935 - L'Italia invade l'Etiopia con le truppe guidate dal Generale de Bono (sostituito l'11 novembre da Pietro Badoglio)


L'Italia invade l'Etiopia con le truppe guidate dal Generale de Bono (sostituito l'11 novembre da Pietro Badoglio)
Con il termine guerra d'Etiopia o seconda guerra italo-etiopica(talvolta nota anche come guerra d'Abissinia o campagna d'Etiopia) ci si riferisce ai combattimenti tra le forze italiane ed etiopi durati sette mesi tra il 1935-1936.
Il 3 ottobre 1935 100.000 soldati italiani ed un considerevole numero di Áscari, sotto il comando del maresciallo Emilio De Bono iniziarono ad avanzare dalle loro basi in Eritrea.
Il 5 ottobre il genero del Negus, Hailè Sellasiè Gugsà, passò dalla parte degli italiani permettendo così all'esercito coloniale di avanzare in territorio abissino per molti chilometri, portando con se alcuni reparti e interrompendo l'unica linea telegrafica che collegava l'Eritrea ad Addis Abeba.[9][10]. Il 6 ottobre, tre corpi d'armata italiani occuparono Adua, cittadina presso la quale gli italiani avevano subito una cocente sconfitta nel 1896 durante la campagna d'Africa Orientale. Il 15 ottobre venne occupata Axum, la capitale religiosa dell'Etiopia. Una delle prime decisioni assunte da De Bono sul territorio abissino conquistato fu la liberazione degli schiavi e l'abolizione della schiavitù il 14 ottobre 1935.[11]. Dopo una lunga sosta, il 3 novembre, De Bono riprese la marcia verso Macallè con il 1º Corpo d'Armata del generale Ruggero Santini e il Corpo d'Armata Eritreo del generale Alessandro Pirzio Biroli, raggiungendo l'obiettivo sei giorni dopo.
Contemporaneamente, all'inizio della campagna nel nord, un contingente comandato dal generale Rodolfo Graziani dalla Somalia Italiana sul fronte sud e, in una ventina di giorni, occupò i presidi etiopi di Dolo, Ualaddaie, Bur Dodi e Dagnarei, incontrando deboli resistenze.
Le sanzioni [modifica]
Attaccando il paese africano, che era membro della Società delle Nazioni, l'Italia aveva violato l'articolo XVI dell'organizzazione medesima: "se un membro della Lega ricorre alla guerra, infrangendo quanto stipulato negli articoli XII, XIII e XV, sarà giudicato ipso facto come se avesse commesso un atto di guerra contro tutti i membri della Lega, che qui prendono impegno di sottoporlo alla rottura immediata di tutte le relazioni commerciali e finanziarie, alla proibizioni di relazioni tra i cittadini propri e quelli della nazione che infrange il patto, e all'astensione di ogni relazione finanziaria, commerciale o personale tra i cittadini della nazione violatrice del patto e i cittadini di qualsiasi altro paese, membro della Lega o no".
Per questo motivo, la Società delle Nazioni, espressione principalmente della volontà della Francia e del Regno Unito (i due stati più forti ed influenti), condannò l'attacco italiano il 7 ottobre e il 18 novembre l'Italia venne colpita dalle sanzioni economiche imposte dalla Società delle Nazioni (nonostante questa non le avesse applicate contro il Giappone nel 1931 in occasione dell'invasione della Manciuria e contro la Germania nel 1934 per la tentata annessione dell'Austria), approvate da 52 stati con i soli voti contrari di Austria, Ungheria, Albania e Paraguay. La Germania, comunque, era uscita dalla Società delle Nazioni nel 1933 (essendone stata membro solo dal 1926 al 1933), non rientrando nei termini dell'articolo XVI per l'anno 1934.
Le sanzioni risultarono inefficaci perché numerosi paesi, pur avendole votate ufficialmente, mantennero buoni rapporti con l'Italia, rifornendola di materie prime.Tra queste la Germania: di fatti, la guerra d'Etiopia rappresentò il primo punto di avvicinamento tra Mussolini e Adolf Hitler, anche se Hitler permise la fornitura di armamenti al Negus ancora nel 1936. Alcune come la Spagna e la Jugoslavia, pur avendole votate comunicarono al Governo italiano che non intendevano rispettarne diverse clausole.
Inoltre, le sanzioni non riguardarono materie di vitale importanza, come ad esempio il petrolio.[12]. Gran Bretagna e Francia argomentarono infatti che la mancata fornitura di petrolio all'Italia poteva essere facilmente aggirata ottenendo rifornimenti dagli Stati Uniti d'America, che non erano membri della Società stessa. Infatti gli Stati Uniti, pur condannando l'attacco italiano, ritenevano inappropriato che le sanzioni fossero state votate da nazioni con imperi coloniali come Francia e Gran Bretagna.[13]. Conseguentemente, il decreto delle sanzioni fu il risultato di un elaborato e controverso compromesso, noto come Patto Hoare-Laval. Ciò nonostante, gran parte della società britannica non condivideva le sanzioni.[14].
Il 18 novembre le sanzioni divennero operative. Per rispondere alle sanzioni, esattamente un mese dopo, il 18 dicembre, fu proclamata la Giornata della fede, giorno in cui gli italiani furono chiamati a donare il proprio oro (soprattutto le fedi nuziali) per sostenere i costi della guerra.
Durante il corso della guerra e nell'immediata fase prebellica, le truppe etiopi vennero rifornite di armi e mezzi da alcune potenze europee, tra le quali Francia, Belgio e Regno Unito, che fornirono anche ufficiali per istruire meglio le truppe del Negus, circa il doppio rispetto a quelle italiane.

02 ottobre, 2010

Urp On Line: la Provincia di Roma è più vicina e trasparente


Urp On Line: la Provincia di Roma è più vicina e trasparente

L'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) della Provincia di Roma, arriva on line.

A presentare la novità è stato il presidente dell’Amministrazione provinciale, Nicola Zingaretti che nella conferenza stampa di Palazzo Valentini ha così descritto il nuovo servizio presente all’interno del portale Internet: "Si tratta di uno strumento importante in quanto uno dei pilastri fondamentali della pubblica amministrazione è la creazione di un rapporto nuovo fra la sfera dei diritti e quella dei doveri. Bisogna far funzionare lo Stato e quindi la macchina della pubblica amministrazione. È un dovere civico che diventa un valore aggiunto della democrazia".

All’appuntamento sono intervenuti anche il Dirigente Ufficio Comunicazione Istituzionale della Provincia di Roma, Pierluca Tagariello e Roberto Santi, responsabile del Network Linea Amica.

L’ Urp On Line – consultabile sulla colonna destra della pagina d’apertura di questo portale – rappresenta un innovativo mezzo di comunicazione a disposizione della cittadinanza, che rende più vicina e trasparente l’attività portata avanti quotidianamente dall’Amministrazione provinciale.

Grazie a questa iniziativa – intrapresa in via sperimentale nello scorso mese di agosto – i cittadini hanno a disposizione sulla pagina d’apertura del nostro portale uno spazio dedicato che virtualmente li fa entrare all’interno dell’Ente.

Gli utenti del web possono così usufruire di un ulteriore canale informativo in grado di dare risposte concrete a domande specifiche e indicare “chi fa cosa”, con indirizzi e orari degli uffici, riferimenti utili, notizie tecniche aggiornate e modulistica amministrativa.

Ad oggi sono quasi trecento le schede informative contenute all’interno della banca dati dell’Urp On Line: un patrimonio di dati assemblato grazie ad una accurata e laboriosa opera di ricognizione effettuata dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico, in costante raccordo con i differenti Uffici dell’Amministrazione.

Le schede informative sono state concepite e realizzate per consentire una lettura semplice ed efficace da parte dell’utenza, con un “format” che evidenzia chiaramente cosa bisogna fare e a chi bisogna rivolgersi per usufruire dei servizi resi dall’Amministrazione provinciale. Il tutto riportando anche riferimenti normativi, modalità operative della Provincia, nonché la modulistica eventualmente a disposizione dei cittadini.

Le informazioni pubblicate all’interno di Urp On Line – che vengono quotidianamente monitorate e periodicamente implementate – sono state suddivise per aree tematiche, attraverso una guida ragionata in grado di semplificarne l’utilizzo da parte del cittadino.

Nello spazio “Scrivi all’URP” l’utente può richiedere tutte quelle informazioni che dovessero risultare non disponibili al momento della ricerca ed ottenere risposta in breve tempo.

Urp On Line rappresenta un progetto in via di crescita, che conta sulle osservazioni e sui suggerimenti degli utenti, nel più autentico spirito di servizio, con l’obiettivo di rispondere alle reali aspettative della cittadinanza.

L’Urp On Line va ad arricchire la gamma di strumenti divulgativi per i cittadini, che in tal modo hanno a disposizione un vero e proprio sistema integrato di comunicazione multicanale.

Questi gli strumenti del sistema:
• Portale Internet www.provincia.roma.it ;
• Urp On Line sull’home page del portale;
• info@provincia.roma.it , indirizzo di posta elettronica a disposizione dell’utenza per qualunque tipo di richiesta, che attraverso l’URP raggiunge direttamente l’Ufficio competente;
• numeri telefonici degli operatori dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico;
• Front office, attraverso cui ogni cittadino può avvalersi di consulenza e sostegno diretto e personalizzato presso i locali dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

Da segnalare anche che il sistema con cui è stato progettato il software su cui si basa l’Urp On Line è in open source e quindi potrà essere liberamente utilizzato da altre Istituzioni. Ciò potrà comportare un sensibile abbassamento dei costi di realizzazione ed una velocizzazione consistente delle operazioni di sviluppo.

Insomma, questa nuova iniziativa si inquadra all’interno delle attività portate avanti per consolidare l’operato di una “Provincia Utile”, in sintonia con i più avanzati standard delle comunicazione pubblica e per sostenere la crescita organica del territorio amministrato.

PROMEMORIA 2 ottobre 1968 - Una pacifica dimostrazione studentesca a Città del Messico finisce nel Massacro di Tlatelolco


Una pacifica dimostrazione studentesca a Città del Messico finisce nel Massacro di Tlatelolco
Il massacro di Tlatelolco avvenne il 2 ottobre 1968 nella Piazza delle tre culture a Tlatelolco, Città del Messico. Non si è mai riusciti ad avere un numero preciso dei morti: alcune stime dicono piu di 300 persone, ma quasi tutte le fonti governative riportano stime non oltre i 40 o 50 morti, al momento della strage il governo parlò di 34 morti in gran parte militari.

Gli incidenti
Il massacro fu preceduto da mesi di inquietudini politiche nella capitale messicana, con manifestazioni e proteste studentesche per appoggiare gli eventi che succedevano nel mondo nel 1968.
Il 27 agosto più di 200.000 studenti scesero in piazza e si accamparono nel Zocalo e il giorno dopo furono dispersi dall'esercito messicano.
Gli studenti volevano approfittare dell'attenzione che c'era sulla città per via dei Giochi olimpici del 1968. Il presidente di allora Gustavo Diaz Ordaz, settimane prima del massacro ordinò all'esercito di occupare il Campus dell'UNAM. L'esercito indiscriminatamente picchiò molti studenti e per protesta il rettore Javier Barros Sierra si dimise il 23 settembre.
Le proteste degli studenti non diminuirono. Le manifestazioni crebbero a tal punto che il 2 ottobre dopo 9 settimane di sciopero studentesco, 15.000 studenti di varie università marciarono per le vie della città, protestando contro l'occupazione del campus. Al calare della notte 5.000 studenti e lavoratori, molti dei quali con la famiglia si raccolsero nella Plaza de las tres Culturas di Tlatelolco.
Alla fine della giornata le forze militari e politiche con carri blindati e veicoli da combattimento circondarono la piazza e aprirono il fuoco, puntando sulle persone che protestavano o che semplicemente passavano di lì. In breve tempo una massa di corpi copriva tutta la superficie della piazza. Fra i feriti, anche la scrittrice fiorentina Oriana Fallaci, che si trovava in un grattacielo sovrastante la piazza per controllare al meglio le azioni fra manifestanti e forze dell'ordine. Ferita da un elicottero in volo, fu creduta morta e portata in obitorio, dove un prete si rese conto che era ancora viva. La giornalista riportò tre ferite d'arma da fuoco.
Il massacro continuò tutta la notte, i soldati si accamparono negli appartamenti vicini alla piazza. Testimoni riferirono che i corpi furono spostati con camion dell'immondizia. La spiegazione ufficiale fu che facinorosi armati iniziarono a sparare verso le forze dell'ordine che per difesa personale iniziarono a sparare. I media di tutto il mondo diffusero le immagini e pubblicarono la notizia che si era registrato lo scontro più violento tra studenti e forze dell'ordine.

Indagini posteriori

29 anni dopo il massacro, nell'ottobre 1997, il congresso messicano formò un comitato per investigare sul massacro di Tlatelolco. Il comitato raccolse vari testimoni e attivisti politici dell'epoca, incluso l'ex presidente Luis Echeverria Alvarez, (che all'epoca era Segretario del Governo). Echeverria ammise che gli studenti erano disarmati e che l'attacco militare fu pianificato precedentemente per distruggere il movimento studentesco.
Nell'ottobre 2003 (35 anni dopo il massacro) il National Security Archive dell'Università George Washington pubblicò documenti della CIA, del Pentagono, del dipartimento di stato, del FBI e della Casa Bianca. I documenti descrivono che:
In risposta alle preoccupazioni del governo messicano per la sicurezza dei Giochi olimpici, prima e durante la crisi il Pentagono inviò nel paese istruttori di lotta antisovversiva, armi, munizioni e materiale per il controllo della protesta e sofisticata tecnologia per la comunicazione militare.
Tra il luglio e l'ottobre numerosi agenti della CIA che si trovavano in Messico facevano quotidianamente rapporto di quello che accadeva nella comunità universitaria e all'interno del governo. Sei giorni prima del massacro il segretario di Governo e il direttore della sicurezza federale parlando con vari agenti CIA dissero che la situazione sarebbe stata controllata in breve tempo.
Secondo la CIA il governo messicano sistemò le cose con il leader studentesco Socrates Campos Lemus, un'accusa contro i dirigenti dissidenti per l'appoggio economico e logistico del movimenti. Tra i leader attuali si trova Carlos Madrazo.

01 ottobre, 2010

Aperte le iscrizioni per i Corsi "Giovani Amministratori per rinnovare la politica locale"


Aperte le iscrizioni per i Corsi "Giovani Amministratori per rinnovare la politica locale"

Sono aperte le iscrizioni ai Corsi per Giovani Amministratori dal titolo “Giovani Amministratori per rinnovare la politica locale”, organizzati in collaborazione con il Centro Studi Luigi Pianciani.

I Corsi inizieranno il 26 ottobre 2010 e proseguiranno fino alla metà di febbraio 2011. Si terranno ogni martedì, dalle ore 14,30 alle ore 18,00, presso la Sala Consiliare di Palazzo Valentini, sita a Roma, in Via IV Novembre 119/a.

Il percorso formativo è riservato a sindaci, presidenti, consiglieri, assessori dei Comuni della Provincia di Roma e dei Municipi del Comune di Roma che abbiano un’età compresa tra i 16 e i 35 anni.

Ogni incontro sarà introdotto da un amministratore della Provincia di Roma e sarà condotto da uno o più esperti.

Alla fine del Corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione, per il conseguimento del quale è necessario non superare il 20% di assenze.

Per iscriversi è necessario compilare il modulo in allegato e inviarlo. Oppure compilarlo, salvarlo e inviarlo in allegato all’indirizzo centropianciani@capitalelavoro.it.

Le iscrizioni chiuderanno venerdì 15 ottobre 2010

PROMEMORIA 1 ottobre 1943 - Seconda guerra mondiale: Napoli viene occupata dai soldati Alleati.


Seconda guerra mondiale: Napoli viene occupata dai soldati Alleati.
Una città sotto assedio, bersaglio dichiarato di tutti gli eserciti, degli alleati come dei nazisti. Questa è Napoli nei suoi giorni più difficili, dopo l'armistizio dell'8 settembre '43. La città vive ore drammatiche in attesa di una liberazione che non sembra arrivare mai mentre si susseguono distruzioni su vasta scala, rastrellamenti e deportazioni di civili da parte tedesca.
E così, dal 28 settembre al 1° ottobre 1943, i napoletani decidono di impugnare le armi e di combattere strada per strada, vicolo per vicolo contro gli ex alleati divenuti a tutti gli effetti occupanti. Alla fine, in più di trecento pagheranno questa scelta con la vita.

30 settembre, 2010

Ragazzi più sicuri: al via la seconda edizione del progetto "In strada come in rete"


Ragazzi più sicuri: al via la seconda edizione del progetto "In strada come in rete"

Proteggere i ragazzi dai rischi del web e dai pericoli della strada. È questo lo scopo della seconda edizione di "In strada come in rete", presentata stamani a Palazzo Valentini dall' assessore provinciale alla Sicurezza, Ezio Paluzzi, e dal prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro.

Il progetto, realizzato dall’Amministrazione provinciale con Polizia Postale, Polizia provinciale, Unicef, Microsoft, Unione Nazionale Consumatori, Google Youtube e il portale web Skuola.net, è rivolto agli studenti tra i 10 e i 14 anni, ai genitori e agli insegnanti delle scuole secondarie di primo grado del territorio della provincia di Roma.

L’obiettivo è quello di contrastare i nuovi rischi adolescenziali, in particolare la pedo-pornografia on-line e le altre minacce della navigazione web, il cyber bullismo e i pericoli che incombono sui ragazzi in strada.

A questo proposito, l’Amministrazione provinciale vuole fornire tutte le informazioni sul codice della strada e sulle norme di comportamento e di sicurezza che i ragazzi devono seguire come utenti della strada.

I ragazzi, inoltre, saranno coinvolti in un concorso che prevede la realizzazione di elaborati o mini-video raccolti e pubblicati dal portale web skuola.net, dove potranno essere votati dagli utenti registrati.
Le due scuole vincitrici riceveranno un simulatore di guida che potrà essere utilizzato anche in futuro per iniziative di sensibilizzazione di educazione sul tema della sicurezza stradale.

"È un progetto che sosteniamo con convinzione - ha detto il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti - per formare una generazione che faccia di internet un utilizzo consapevole e critico".

L’assessore Paluzzi, infine, ha ricordato gli "importanti risultati" raggiunti nella prima edizione: "I numeri ottenuti, 30 scuole coinvolte, 11mila adolescenti e 220 docenti formati, ci spingono a ripercorrere interamente la strada del progetto".

PROMEMORIA 30 settembre 1956 - Preparazione attacco da parte di Israele a Nasser


Preparazione attacco da parte di Israele a Nasser
La Crisi di Suez è un conflitto che nel 1956 vide l'Egitto opporsi all'occupazione militare del Canale di Suez da parte di Francia, Regno Unito ed Israele.
La crisi si concluse quando l'URSS minacciò di intervenire al fianco dell'Egitto e gli Stati Uniti, temendo l'allargamento del conflitto, costrinsero inglesi, francesi ed israeliani al ritiro.
Per la prima volta USA e URSS si accordarono per garantire la pace.
Il 29 ottobre, Israele invase la Striscia di Gaza e la penisola del Sinai e fece rapidi progressi verso la zona del canale. Come previsto dall'accordo, Regno Unito e Francia si offrirono di rioccupare l'area e separare le parti in lotta. Nasser (la cui nazionalizzazione della compagnia era stata accolta con gioia dall'opinione pubblica egiziana) rifiutò l'offerta, cosa che diede alle potenze europee un pretesto per una invasione congiunta per riprendere il controllo del canale e rovesciare il regime di Nasser. Per appoggiare l'invasione, numerose forze aeree, comprendenti molti aerei da trasporto, erano state posizionate a Cipro e a Malta da britannici e francesi. I due campi aerei di Cipro erano così congestionati che un terzo campo, che si trovava in condizioni dubbie, dovette essere rimesso in sesto per accogliere gli aerei francesi. Perfino il RAF Luqa di Malta era estremamente affollato dagli aerei del RAF Bomber Command. Il Regno Unito dispiegò le portaerei Eagle, Albion e Bulwark, mentre la Francia fece stazionare la Arromanches e la Lafayette. In aggiunta le britanniche Ocean e Theseus funsero da trampolino di lancio per il primo assalto elitrasportato della storia. Regno Unito e Francia iniziarono a bombardare l'Egitto il 31 ottobre per costringerlo a riaprire il canale. Nasser rispose affondando tutte e 40 la navi presenti nel canale, chiudendolo in pratica fino all'inizio del 1957.
Il 5 novembre sul tardi, il terzo battaglione del reggimento paracadutisti si lanciò sul campo aereo di El Gamil, ripulendo l'area e stabilendo una base sicura per i rinforzi e gli aerei di appoggio in arrivo. Alle prime luci del 6 novembre i commandos britannici del NOS 42 e del 40º Commando Royal Marines assalirono le spiagge con mezzi da sbarco della seconda guerra mondiale. Le batterie delle navi da guerra in posizione al largo iniziarono a sparare, dando un buon fuoco di copertura per gli sbarchi e causando danni considerevoli alle batterie egiziane. La città di Porto Said subì gravi danni e venne vista in fiamme.
Incontrando una forte resistenza, il commando numero 45 andò all'assalto con gli elicotteri e allo sbarco si mosse verso l'interno. Diversi elicotteri vennero colpiti dalle batterie sulle spiagge subendo perdite sostenute. Il fuoco amico degli aerei britannici causò pesanti perdite al 45º Commando. Combattimenti di strada e casa per casa erano all'ordine del giorno. Una dura opposizione arrivò da postazioni di cecchini ben trincerati, che causarono diverse perdite.

29 settembre, 2010

Palaexpo, gli assessori D’Elia e Prestipino presentano il festival "Letteratura da viaggio"


Palaexpo, gli assessori D’Elia e Prestipino presentano il festival "Letteratura da viaggio"

Con una quattro giorni di mostre, incontri d'autore, rassegne cinematografiche, lezioni, libri, fotografia, video-interviste, torna alla sua terza edizione il Festival delle Letteratura di Viaggio, dal 30 settembre al 3 ottobre, all'insegna del tema "Verso Oriente, il Levante".

Articolata tra Palazzo delle Esposizioni e Villa Celimontana la manifestazione organizzata dalla Società Geografica italiana e Federculture, e curata dal giornalista Antonio Politano, è stata presentata oggi al Palaexpo alla presenza degli assessori alla Cultura e al Turismo della Provincia di Roma, Cecilia D' Elia e Patrizia Prestipino; del direttore del Palaexpo Mario De Simoni; del presidente della Società Geografica Franco Salvadori e del presidente di Federculture Roberto Grossi.

Tra i temi trattati quello del Levante, cioè l' area che dalle nostre coste italiane si estende verso il Mediterraneo orientale toccando tutte le terre intorno.
Due le mostre: una sulla Grande Venezia e l' area sotto l' influenza veneziana tra Istanbul e Alessandria e l'altra dal titolo "Cose turche. Racconti dei viaggiatori italiani tra XVI e XX secolo". Non solo letteratura. La narrazione del viaggio passa per diverse forme come il cinema di Gabriele Salvatores protagonista di una rassegna cinematografica e del premio La Navicella d' Oro. Oltre venti gli incontri con più di 50 illustri "viaggiatori", dal leader dei Radiodervish, a Pedrag Matvejevic, che aprirà la kermesse, da Melania Mazzucco a Patrizio Roversi e Syusi Bladi.

Cecilia D' Elia sottolinea che il festival è "l'occasione per celebrare una comunità di curiosi del mondo e l'importanza della scoperta di altri luoghi"; Patrizia Prestipino, lancia l'idea di "realizzare in futuro un premio che coinvolga le scuole superiori sul tema del viaggio legato al Festival e magari il premio da assegnare potrebbe essere proprio un viaggio".