13 giugno, 2008

Opera, torna Carmen. Debutto per Andrea Bocelli


Va in scena dal 17 al 28 giugno, al Teatro dell'Opera di Roma, "Carmen" di Georges Bizet. L'allestimento è quello di dicembre 2006 con Alain Lombard alla bacchetta e la regia di Pier'Alli (che cura anche scene, video e costumi). Novità assoluta, il debutto romano di Andrea Bocelli nel ruolo del protagonista maschile.

Delle undici recite in cartellone, la prima (martedì 17) è dedicata al ricordo di Giuseppe Di Stefano, tra i massimi interpreti del capolavoro di Bizet, scomparso il 3 marzo scorso. Nel suo ruolo, quello del brigadiere abbagliato dalla voluttuosa gitana Carmen, debutta a Roma Andrea Bocelli. Il tenore, noto come pop star, ha un timbro vocale molto 'bizettiano', sulla carta decisamente adatto alla parte di Don Josè. Non poca, dunque, la curiosità su questa prima volta.

Oltre a Bocelli, nel ruolo di Don Josè si alternano il messicano Alfredo Portilla e il brasiliano Riccardo Bauer. La parte di Carmen è interpretata a turno da tre mezzosoprani: l'ungherese Ildiko Komlosi, l'italiana Tiziana Carraro e l'israeliana Hadar Halevy. Nei panni di Escamillo, il "toreador", si danno il cambio Natale De Carolis e Simone Alberghino. Orchestra, coro e corpo di ballo del Teatro dell'Opera.

Carmen, rappresentata per la prima volta nel 1875, è probabilmente la trama di passioni più celebre della lirica, un irresistibile assieme di solarità e turbamento, sensualità e morte. Ispirata all'omonima novella di Prosper Mérimée, fu osannata da Nietzsche come 'antidoto' carnale e mediterraneo alle nebbie wagneriane. L'opera fu sicuramente un caposaldo per le generazioni successive di compositori, influenzando in misura significativa Puccini e i veristi italiani.

L'opera va in scena in lingua originale con sovratitoli in italiano. Per saperne di più (biglietti, prenotazioni, riduzioni, orari…), www.operaroma.it.

PROEMEMORIA 13 maggio 1983 La Pioneer 10 diventa il primo oggetto costruito dall'uomo a lasciare il sistema solare


La Pioneer 10 diventa il primo oggetto costruito dall'uomo a lasciare il sistema solare.
Lanciato il 2 marzo 1972, il Pioneer 10 (anche chiamato Pioneer F) fu la prima sonda spaziale ad attraversare la fascia principale degli asteroidi del sistema solare, la prima ad effettuare osservazioni dirette di Giove , e il primo oggetto creato dall'uomo a lasciare il Sistema Solare il 13 giugno 1983, quando oltrepassò l'orbita di Nettuno (che era il pianeta più distante dal Sole in quel momento, a causa dell'eccentricità dell'orbita di Plutone).

Il 3 dicembre 1973, Pioneer 10 inviò le prime foto in primo piano di Giove.

Famoso per essere l'oggetto più distante creato dall'uomo, all'ultimo contatto avuto il Pioneer 10 si trovava a più di 7,6 miliardi di km dalla Terra. (Fino il 17 febbraio 1998 la distanza eliocentrica radiale del Pioneer 10 era stata più grande di quella di qualunque altro oggetto artificiale. Ma in quella data, la distanza eliocentrica radiale approssimativa del Voyager 1 raggiuse quella del Pioneer 10 a circa 69,419 UA. Inoltre, la distanza del Voyager 1 aumenta più velocemente di quella del Pioneer 10 di 1,016 UA all'anno).

La sonda ha effettuato importanti ricerche scientifiche nelle regioni esterne del nostro Sistema Solare fino alla conclusione della missione, avvenuta il 31 marzo 1997.

Il Pioneer 10 sta seguendo la direzione verso la stella Aldebaran, nella costellazione del Toro. Impiegherà più di 2 milioni di anni per raggiungerla.

12 giugno, 2008

Sono state approvate le linee di indirizzo programmatiche del Municipio Roma V


Ieri pomeriggio, dopo un lungo dibattito conckusosi attorno alle 16.00, sono state approvate le linee progetturali presentate dal Presidente del Municipio Roma V Ivano Caradonna con 16 voti favorevoli.

Il Consiglio Provinciale approva le linee programmatiche di Zingaretti


Con 26 voti favorevoli e 10 contrari, il Consiglio provinciale di Roma ha approvato il documento che contiene le linee programmatiche dell'amministrazione Zingaretti.

Nel suo intervento conclusivo, dopo un ampio dibattito che ha impegnato due sedute del Consiglio, Zingaretti ha lanciato una sfida a maggioranza e opposizione: "Se vogliamo contare - ha affermato - dobbiamo fare squadra, superando insieme difficoltà come il non avere grandi poteri, né straordinarie risorse da spendere: ma abbiamo l'opportunità di rendere insieme più forte, più coesa e più competitiva questa Provincia".

Il primo passo potrebbe essere, per il presidente, "la costruzione di una proposta condivisa per la riforma di Roma Città metropolitana: dobbiamo evitare l'istituzione di un processo che dia solo più poteri alla Capitale, riducendo gli altri 120 enti della Provincia a Comuni di serie B e C".

Per Zingaretti, infatti, la riforma dovrebbe prevedere lo scioglimento di Comune e Provincia a favore della nascita della Città metropolitana.

Tornando, infine, sul tema della sicurezza, Zingaretti ribadisce "lo affronteremo in modo originale ed autonomo, evitando di fomentare le paure dei cittadini e dando invece risposte e opere concrete, dalle politiche sociali alle infrastrutture, per recidere quelle paure, ferma restando - conclude Zingaretti - la dura repressione delle attività criminose".

Valentini, il Lazio ha gli strumenti per il rilancio dell'agricoltura


“In soli tre anni abbiamo approvato cinque leggi regionali, istituito cinque distretti rurali e presentato all’Unione Europea il nostro Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013; una programmazione economica in grado di mettere in moto un miliardo e mezzo di investimenti e di porre le condizioni per rilanciare l’agricoltura della nostra regione”. Lo ha dichiarato Daniela Valentini, assessore all’Agricoltura del Lazio intervenendo all’assemblea degli agricoltori promossa ieri dalla Cia del Lazio.

“In soli tre anni – ha aggiunto l’assessore - abbiamo dato alla Regione Lazio quello che le mancava da anni e di cui aveva più bisogno: una nuova strategia per il settore e un nuovo modello di sviluppo in grado di valorizzare le nostre ricchezze e renderle traino di una nuova economia. Politiche di filiera, tutela della qualità e commercializzazione orientata ai grandi mercati, a cominciare da quello di Roma, il grande valore aggiunto del sistema Lazio, vetrina ideale e mercato internazionale unico. Una politica che – ha proseguito la Valentini – scommette sui giovani e le donne, (a loro il Psr ha destinato 200 milioni di euro); che punta sulla qualità e l’eccellenza dei prodotti con progetti integrati territoriali e che dice basta ai finanziamenti distribuiti a pioggia e alle aziende che non rispettano i contratti nazionali e di sicurezza sul lavoro, che favorisce lo sviluppo delle agroenergie e la multifunzionalità dell’agricoltura, che dice no agli OGM ed è portatrice di un nuovo modello di vita orientato alla qualità, alla salute e all’inclusione sociale.

E’ un volto nuovo quello dell’agricoltura laziale – ha concluso la Valentini – un volto che abbiamo costruito grazie a un percorso di consultazione, partecipazione e concertazione insieme a tutte le forze del territorio. Con la pubblicazione dei bandi del Psr (20 per 32 misure diverse) gli enti locali e le forze produttive dei territori hanno a disposizione le condizioni e gli strumenti necessari per organizzarsi e superare la crisi del settore agricolo, renderlo competitivo e determinante per trainare l’economia del Lazio”.

Caracalla 2008: tra Aida e Giselle c'è anche Lucia


Aida, Lucia di Lammermoor, Madama Butterfly, Giselle: quattro donne, quattro autori (Verdi, Donizetti, Puccini, Adam) tra i più grandi nel raccontare il femminile in musica, quattro titoli tra i più popolari e amati dal pubblico. E' Caracalla 2008, la stagione estiva del Teatro dell'Opera, dal 10 luglio al 14 agosto.

Tre opere e un balletto, dunque, per i romani e i turisti che affolleranno le Terme di Caracalla in piena estate. Quattro drammi accomunati dalla vicenda della passione femminile che sfocia in tragedia e morte. Con l'elemento d'interesse costituito dalla "Lucia" donizettiana che non s'è vista spesso a Caracalla, da quando nel lontano 1937 si cominciò ad allestire la stagione estiva. E con un esordio nel segno dell'Europa: la prima di "Aida" il 10 luglio è dedicata alla memoria di Altiero Spinelli, tra i padri nobili del processo di unità continentale.

"Aida" va in scena fino al 24 luglio, "Lucia di Lammermoor" dal 18 al 31 luglio, "Madama Butterfly" dal 27 luglio al 3 agosto", "Giselle" dal 9 al 14 agosto.

Per saperne di più (trame delle opere, cast, biglietti, prenotazioni…), consultare www.operaroma.it.

PROMEMORIA 12 giugno 1667 La prima trasfusione di sangue su un umano


La prima trasfusione di sangue su un umano viene eseguita dal Dottor Jean Baptiste. Egli trasfuse con successo del sangue di pecora in un ragazzo di 15 anni.

Cenni storici

Notizie certe sulla pratica della trasfusione nell’antichità non ve ne sono. In alcune opere mediche e letterarie si fa riferimento all’utilizzo del sangue, soprattutto per donare forza, bellezza o giovinezza, ma ipotizzare che ciò avvenisse in senso trasfusionale appare una forzatura. Sembra più probabile che la somministrazione fosse piuttosto per via orale, come pratica magica, comune a molti popoli e a molte epoche, ancor prima che medica. In senso terapeutico Celso, pur avendo qualche dubbio, ricordava come fosse possibile curare l'epilessia bevendo il sangue del gladiatore appena sgozzato, e come medicina il sangue, dopo che era stato prelevato ad alcuni giovani, fu somministrato da un medico ebreo al pontefice Innocenzo VIII morente, per ridargli vigore, La prima notizia certa di una trasfusione come noi la intendiamo risale al 1667 quando il medico di Luigi XIV Jean Baptiste Denis trasfonde sangue di agnello in un giovane, malato sembra di tifo. Il paziente comunque morirà e J.B.Denis sarà accusato di omicidio. La pratica però comincia a diffondersi anche se con risultati tanto negativi (si utilizza principalmente sangue animale) da venire immediatamente abbandonata. Nel 1679 a Roma il governo pontificio ne proibisce la pratica. Bisogna aspettare il 1818 quando James Blundell, un ostetrico inglese, ricorre con successo ad una trasfusione in un caso di emorragia post partum utilizzando il sangue del marito della paziente. Negli anni successivi praticherà una decina di altre trasfusioni, sempre con sangue umano, ottenendo nella metà dei casi esito favorevole. Ormai si è capito che usando il sangue umano i rischi sono minori, anche se rimangono altissime le possibilità di reazioni anche mortali. Lo stesso William Stewart Halsted, che ha legato il suo nome all’intervento di mastectomia radicale, salvò la vita della sorella trasfondendole direttamente il proprio sangue. Era il 1881 e soltanto nel 1913 un medico tedesco trasferitosi in America, Richard Lewisohn, scoprirà il metodo per conservare il sangue evitandone la coagulazione e raffreddandolo. Ciò ne consentirà un utilizzo differito nel corso delle due guerre mondiali sfruttando anche la creazione di speciali banche del sangue. Peraltro il biologo austriaco Karl Landsteiner nel 1901 era finalmente riuscito a determinare con i suoi studi che il sangue poteva appartenere a gruppi specifici A, B, AB, 0 e per questa importante scoperta avrebbe ricevuto nel 1930 il premio Nobel. Nel 1931 insieme a Alexander S.Wiener avrebbe scoperto il fattore Rh. Le temibili reazioni immunitarie sembravano scongiurate o lo sviluppo della pratica trasfusionale sembrava non avesse più ostacoli, ma proprio con la sua grande diffusione cominciarono a rendersi manifesti dei dati allarmanti. L'alta percentuale di gravi malattie infettive nei soggetti trasfusi: dall'epatite B e C all'AIDS. Ciò avrebbe portato ad ulteriori controlli sul sangue del donatore tendenti ad evitare anche questo tipo di rischio.

10 giugno, 2008

Il Presidente Marrazzo riassume le competenze in materia sanitaria


Il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha firmato l’atto con il quale riassume direttamente, le competenze in materia sanitaria, già attribuite all’Assessore Augusto Battaglia.

Con questa decisione, il Presidente ha scelto di farsi carico direttamente di questo impegno per un periodo determinato, in modo da assicurare ai massimi livelli istituzionali l’esercizio diretto delle competenze della “Sanità” in relazione agli obiettivi di risanamento, riequilibrio e riorganizzazione dell’intero sistema sanitario regionale, in una fase decisiva del confronto con il Governo sul Piano di rientro.

Il Presidente, in un colloquio, ha inoltre ringraziato Augusto Battaglia “per l’impegno costante e appassionato per rinnovare la Sanità di questa Regione. I suoi sforzi hanno prodotto grandi risultati nella riduzione della spesa, nel restituire trasparenza ai conti e quindi dignità al sistema sanitario regionale. Con la lettera ricevuta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, si è aperta una fase nuova alla quale ho ritenuto di rispondere con un’assunzione di responsabilità, anche di fronte ai cittadini del Lazio, al massimo livello istituzionale. Considero Augusto una persona di straordinario valore umano e professionale, su cui l’amministrazione regionale potrà continuare a contare”.

Villa Celimontana Jazz Festival, al via l'edizione 2008


Villa Celimontana Jazz Festival, al via l'edizione 2008
Presentata la XV edizione del festival jazz di Villa Celimontana, tre mesi di jazz arte e poesia dal 14 giugno al 14 settembre, la rassegna jazzistica più lunga d'Europa. Molti i big presenti quest'anno, da Steve Nelson il 12/6 a Reggie Washington il 2/7, dal Chicago Jazz Ensemble l'11 e il 16/7 a Sarah Jane Morris il 29/7.

Tra gli italiani: Danilo Rea (16/6), Enrico Rava (17/7), Ada Montellanico (30/8). Ogni sera, passata la mezzanotte, ci sarà il dopo-festival con l'esibizione di esordienti e giovani promesse. Altra novità, una settimana di 'campus musicale' con il Columbia College di Chicago: lezioni e workshop con docenti di punta per approfondire conoscenze teoriche e sulle tecniche strumentali.

Spazio anche alla poesia e alla letteratura (con produzioni dedicate a Céline e a Gregory Corso), alle mostre fotografiche, ai documentari, ai dibattiti e alle mostre d'arte – tutto, ovviamente, in tema di jazz –. Il festival è on line su www.villacelimontanajazz.com.

PROMEMORIA 10 Giugno 1987 - Iniziano le operazioni di recupero del relitto del Dc-9 esploso nei cieli di Ustica nel 1980.


Con strage di Ustica si indica il disastro aereo in cui persero la vita 81 persone nel cielo tra le isole di Ustica e Ponza il 27 giugno 1980, quando l'aereo di linea I-TIGI Douglas DC-9 appartenente alla compagnia aerea Itavia si squarciò in volo senza preavviso e scomparve in mare.

Dopo quasi trent'anni di inchieste, molti aspetti di questo disastro appaiono ancora poco chiari.

Ricostruzione dell'accaduto

* Alle 20.08 il volo IH870 diretto da Bologna a Palermo, inizia con due ore di ritardo, e si svolge regolarmente nei tempi e sulla rotta previsti fino all'ultimo contatto radio tra velivolo e controllore procedurale di "Roma Controllo", che avviene alle 20:58.
* Alle 21.04, chiamato per l'autorizzazione di inizio discesa su Palermo, il volo IH870 non risponde. L'operatore di Roma reitera invano le chiamate; lo fa chiamare, sempre senza ottenere risposta, anche dal volo KM153 dell'Air Malta, che segue sulla stessa rotta, dal radar militare di Marsala e dalla torre di controllo di Palermo. Passa senza notizie anche l'orario di arrivo a destinazione, previsto per le 21.13.
* Alle 21.25 il comando del Soccorso Aereo di Martina Franca assume la direzione delle operazioni di ricerca, allerta il 15° Stormo a Ciampino, sede degli elicotteri HH-3F del Soccorso Aereo.
* Alle 21.55 decolla il primo HH-3F e inizia a perlustrare l'area presunta dell'eventuale incidente. L'aereo è ormai disperso.
* Nella notte numerosi elicotteri, aerei e navi partecipano alle ricerche nella zona. Solo alle prime luci dell'alba viene individuata da un un elicottero HH-3F del Soccorso Aereo alcune decine di miglia a nord di Ustica, una chiazza oleosa. Poco dopo raggiunge la zona un Breguet Atlantique dell'Aeronautica e vengono avvistati i primi relitti e i primi cadaveri. È la conferma che il velivolo è precipitato in quella zona del Tirreno dove la profondità supera i tremila metri.

Il recupero delle vittime [modifica]

Le vittime del disastro sono ottantuno, di cui tredici bambini, ma si ritrovano e recuperano i corpi di sole trentotto persone.

Sulle salme disposte per l'autopsia furono riscontrati sia "grandi traumatismi" da caduta a livello scheletrico e viscerale sia lesioni enfisematose polmonari da decompressione (l'aereo si era dunque aperto in volo). Nelle perizie gli esperti affermarono che l'instaurarsi degli enfisemi da depressurizzazione precedette cronologicamente tutte le altre lesioni riscontrate ma non causò direttamente il decesso dei passeggeri facendo loro perdere solo conoscenza. La morte sopravvenne soltanto in seguito a causa di fatali traumi riconducibili, assieme alla presenza di schegge e piccole parti metalliche in alcuni dei corpi, a reiterati urti con la struttura dell'aereo in caduta.

Le principali ipotesi sulle quali gli inquirenti indagano sono:

* il DC-9 è abbattuto da un missile;
* collisione/quasi-collisione con un altro velivolo;
* cedimento strutturale;
* bomba a bordo.

Nel 1987 il ministro Giuliano Amato dispone il recupero del DC-9.

La profondità di 3700 metri alla quale si trova il relitto rende complesse e costose le operazioni di localizzazione e recupero. Sono pochissime le imprese specializzate che dispongono delle attrezzature e dell'esperienza necessarie: la scelta ricadrà sulla ditta francese Ifremer.

Le difficoltà tecniche, i problemi di finanziamento e le resistenze esercitate da varie delle parti interessate contribuiscono a rimandare il recupero per molti anni.

Buona parte del relitto viene riportato in superficie, mediante due distinte campagne di recupero nel 1987 e nel 1991, e il DC-9 viene recuperato per circa il 96%.

In un hangar dell'aeroporto di Pratica di Mare viene ricomposto il relitto, dove resta a disposizione della Magistratura per le indagini fino al 5 giugno 2006, quando è trasferito e sistemato nel Museo della Memoria, approntato appositamente a Bologna.

08 giugno, 2008

A Palazzo Incontro "Roma, il gioiello, la fabbrica dei sogni"


Dal 7 al 22 giugno, a Roma, presso Palazzo Incontro, si terrà la mostra “Roma, il gioiello, la fabbrica dei sogni”. L’esposizione è stata inaugurata venerdì 6 giugno alle ore 18,00.

La mostra resterà aperta al pubblico, da sabato 7 a domenica 22 giugno, tutti i giorni – escluso il lunedì - dalle ore 10 alle 19, con ingresso libero.

Si tratta di un evento teso a valorizzare un terreno culturale che nel passato si è rivelato un punto di riferimento ineludibile per il turismo internazionale di colti e dilettanti d’arte.

Proprio nel contesto di un progetto di riqualifica del comparto, l’Associazione Regionale Romana Orafi (ARRO) ha promosso l’evento, che attirerà l’attenzione di romani e turisti.

Da segnalare che l’Associazione capitolina degli orafi è nata oltre sessanta anni fa, nel 1945 e rappresenta gli operatori della filiera orafo-argentiera-gioielliera e orologiera di Roma e Provincia.

La mostra di Palazzo Incontro permetterà di svelare il fascino e la seduzione del mondo del gioiello, grazie anche ad una chiave di lettura critica che, attraverso il raffinato catalogo, propone ogni opera nella propria significante e distintiva dimensione poetica.

Ventidue tra gioiellieri e artigiani romani presenteranno alcuni pezzi delle loro pregiate collezioni. Nelle opere in esposizione appaiono contaminazioni storiche ed inedite espressività dal linguaggio contemporaneo, riflesso di una tradizione ancora viva e pulsante, nonché espressione di un nobile passato in grado di rigenerarsi.

Un ciclo di quattro conferenze aperte al pubblico sui temi dell’argenteria, della gioielleria e del diamante (il cui programma è allegato a questa notizia), svelerà il complesso mondo dell’estetica del prezioso, attraverso il racconto delle esperienze della storia dello stile romano.

In questo ambito va ricordato che Roma, tra Settecento e Ottocento, era la meta preferita del Grand Tour, le cui tracce sono rimaste indelebili nella tradizione dei pregiati souvenir in oro, argento e micromosaico, testimoni di una irripetibile esperienza: quella di un arte (di marca romana) riconosciuta e apprezzata dal mondo intero.

Già nel Rinascimento e nel Barocco validi maestri orafi avevano prestato la loro opera in stretta collaborazione con artisti di chiara fama.
Bernini, Algardi, Pietro da Cortona e Valadier, solo per citarne alcuni, si sono cimentati, nel grande teatro dell’arte romana, nella progettazione e realizzazione di opere di oreficeria, le cui memorie sono conservate nei più importanti Musei del mondo

Questa passata età dell’oro vive ancora nell’esperienza ereditata dalle botteghe e dalle gioiellerie romane, molte delle quali approdate alla terza o quarta generazione familiare, sotto forma di saperi ed espressioni di un mondo poco noto al grande pubblico.

Giunta: quattro milioni e mezzo per emergenze socio-assistenziali dei piccoli Comuni


Fondi per 4.500.000 euro per le spese sociali dei centri minori del Lazio. Tanto è stato stanziato oggi dalla Giunta Regionale, con l’approvazione della delibera che assegna risorse ai Comuni capofila di distretto per fronteggiare le emergenze socio assistenziali dei piccoli Comuni.

“L’obiettivo che la Regione ha inteso perseguire con lo stanziamento di ulteriori 4 milioni e 500mila euro – ha detto l’assessore alle Politiche Sociali, Anna Salome Coppotelli – è stato quello di orientare la programmazione distrettuale degli interventi e dei servizi ai reali bisogni dei piccoli comuni”.

Il provvedimento è stato voluto per sostenere i Comuni con popolazione inferiore ai 2.000 abitanti che nel territorio regionale sono oltre centosessanta e si trovano ad affrontare concrete emergenze socio assistenziali. “Non sempre, infatti – ha continuato l’assessore Coppotelli – i piccoli Comuni sono in grado di prevedere, al momento della programmazione degli interventi nei piani di zona, le situazioni di difficoltà”.

Sono state prese in considerazione le esigenze socio-assistenziali connesse alla mancata garanzia dei livelli minimi dei servizi e prestazioni come l’assistenza domiciliare, la tutela della gravidanza e della salute del minore, il sostegno alle persone disabili e agli anziani non autosufficienti. Il 50% delle risorse è assegnato ai Comuni o enti capofila di distretto in base al numero di Comuni con popolazione uguale o inferiore ai 2.000 abitanti presenti nel distretto e il restante 50% in base al numero di abitanti che risiedono nei piccoli comuni.

“Priorità della Regione Lazio è migliorare la qualità della vita dei cittadini – ha commentato il presidente Piero Marrazzo – in una prospettiva di inclusione sociale e di piena partecipazione, ottimizzando le risorse disponibili”.

I comuni o enti capofila, previo esplicito accordo con ogni singolo piccolo comune di pertinenza, devono presentare, entro e non oltre il 15 ottobre 2008 – all’assessorato alle Politiche Sociali, Direzione Regionale Servizi Sociali, viale del Caravaggio 99 – 00147 Roma – specifici piani distrettuali di intervento relativi ai piccoli comuni, da inserire nei Piani di Zona per il triennio 2008–2010.

Servizio civile al Comune, il nuovo bando


Pubblicato il nuovo bando per fare servizio civile volontario al Comune di Roma. La scadenza per fare domanda è il 7 luglio alle 14. I progetti per i quali candidarsi sono 12 e i posti a disposizione 100. Il servizio civile dura 12 mesi e prevede un rimborso di 433,80 euro al mese.

Si può fare domanda per un solo progetto. I requisiti richiesti: cittadinanza italiana, età tra 18 e 28 anni, idoneità fisica. I candidati verranno poi selezionati per ciascun progetto.

I temi dei progetti: educazione alla pace e al senso civico; sensibilizzazione al volontariato; sostegno ai disabili e alle loro famiglie; trasporto anziani e disabili; educazione dei bambini alla percezione del colore (scuole infanzia); tutela minori romeni; accoglienza cittadini nei servizi municipali; servizio di orientamento legale ("Porta del diritto"); supporto ai centri comunali anti-violenza; monitoraggio del territorio per la tutela degli animali; divulgazione del patrimonio storico-archeologico (Mercati di Traiano, "I luoghi di San Paolo").

Per saperne di più, vedere le pagine del Servizio Civile

Bioparco, oggi festa della 'giraffina'. E il nome lo scelgono i bambini


Oggi, domenica 8 giugno, il Bioparco e Nat Geo Wild (canale 405 di Sky), in collaborazione con l'Assessorato all'Ambiente del Campidoglio, organizzano la "Festa della giraffina" dedicata alla neonata giraffa. Co-protagonisti della giornata i bambini, chiamati a dare un nome al cucciolo (una femmina alta alla nascita un metro e 70).

Per l'occasione, il Bioparco si tinge dei colori caratteristici della giraffa e dalle 9,30, vicino all'entrata (largo Gassman), i bambini vengono coinvolti in attività di animazione con spettacoli di burattini, in cui si racconta la storia dei genitori della piccola giraffa, e con i laboratori a cura dell'associazione "Il Flauto Magico". Immancabile la postazione di 'face painting' per truccare tutti da giraffa.

Per l'intera mattina i bambini possono votare il nome preferito, scrivendolo su una scheda che verrà inserita in un'urna. Alle 13 l'estrazione. Il bambino vincitore avrà diritto ad entrare gratuitamente per un anno al Bioparco, insieme ad un adulto.

Durante la giornata davanti alla Casa delle Giraffe un assistente didattico sarà a disposizione dei visitatori per dare informazioni e rispondere a domande sulla biologia dell'altissimo quadrupede, illustrando caratteristiche e curiosità dell'animale.

Dalle 11 alle 16, inoltre, nell'auditorium del Bioparco, proiezione a ciclo continuo dei documentari di Nat Geo Wild "Ritorno alla natura: giraffe in pericolo" e "La meraviglia della vita: mammiferi".

Per chi ci ha preso gusto, poi, alle 19,30 Nat Geo Wild (canale 405 di Sky) manda in onda in prima visione mondiale il documentario"Born in Italy" che racconta, con immagini inedite, la nascita e i primi giorni di vita della piccola giraffa. "Born in Italy" è preceduto e seguito dalla replica dei due documentari proiettati al Bioparco:
"Ritorno alla natura: giraffa in pericolo" (alle 19) e "La meraviglia della vita: mammiferi" (alle 19,50).

Il Bioparco è aperto dalle 9,30 alle 19 (ingresso consentito fino alle 18). Biglietti: gratis fino a 3 anni; 8 euro per bambini fra 3 e 12 anni; adulti 10 euro.

Per informazioni: 06-3608211, www.bioparco.it.

PROEMEMORIA 8 giugno 452 - Attila invade l'Italia


Attila (in ungherese moderno: Atilla; in turco: Attila; in norvegese antico: Atle o Atli; in islandese: Atli; in tedesco: Etzel; Caucaso, 406 – Pannonia, 16 marzo 453) Fu l'ultimo e più potente re degli Unni in Europa, dove, dal 434 fino alla sua morte, governò un vastissimo impero che si estendeva dall'Europa Centrale al Mar Nero, e dal Danubio al Baltico, unificando - per la prima ed ultima volta nella storia - la maggior parte dei popoli barbarici dell'Eurasia settentrionale (dai Germani agli Slavi ai così detti Ugro-Finni).

Durante il suo regno divenne il più irriducibile nemico dell'Impero romano d'Oriente e dell'Impero romano d'Occidente; invase due volte i Balcani e, nella seconda incursione, cinse d'assedio Costantinopoli; marciò attraverso la Francia spingendosi fino ad Aurelianum prima di essere respinto a battaglia dei Campi Catalaunici (451) e nel 452 scacciò da Ravenna l'imperatore Valentiniano III. Per la sua ferocia fu soprannominato flagellum Dei ("flagello di Dio") e si diceva che dove passava col suo esercito non nascesse più l'erba. Nonostante il suo impero si sia disgregato alla sua morte per la mancanza di successori di un certo rilievo, è diventato una figura leggendaria nella storia europea, che lo ricorda soprattutto come esempio di crudeltà e cupidigia. In alcuni racconti viene celebrato come un grande e nobile re, ed è il personaggio principale di tre saghe islandesi-norvegesi.
Invasione dell'Italia e morte


Attila tornò nel 452 per reclamare nuovamente le sue nozze con Onoria, invadendo e devastando l'Italia lungo la via; il suo esercito saccheggiò numerose città e rase al suolo Aquileia, senza lasciare più nessuna traccia della sua esistenza. Valentiniano fuggì da Ravenna a Roma; Ezio rimase sul campo ma mancava della potenza necessaria per ingaggiare battaglia. Attila si fermò finalmente sul Po, dove incontrò, nell'attuale Governolo frazione di Roncoferraro, un ambasciata formata dal prefetto Trigezio, il console Avienno e papa Leone I (la leggenda vuole che proprio il papa abbia fermato Attila mostrandogli il crocifisso). Comunque, dopo l'incontro Attila tornò indietro con le sue truppe senza pretese né sulla mano di Onoria, né sulle terre in precedenza reclamate. Sono state date diverse interpretazioni della sua azione. La fame e le malattie che accompagnavano la sua invasione potrebbero aver ridotto la sua armata allo stremo, oppure le truppe che Marciano mandò oltre il Danubio potrebbero avergli dato ragione di retrocedere, o forse entrambe le cose sono concausali alla sua ritirata. Prisco riporta che la paura superstiziosa della fine di Alarico - che morì poco dopo aver saccheggiato Roma nel 410 - diede all'Unno una battuta di arresto. La "favola che è stata rappresentata dalla matita di Raffaello e dallo scalpello di Algardi" (come l'ha chiamata Edward Gibbon) di Prospero di Aquitania dice che il papa, aiutato da Pietro apostolo e Paolo di Tarso, lo convinse a girare al largo dalla città. Vari storici (tra cui Isaac Asimov) hanno supposto che l'ambasciata portasse un ingente quantità d'oro al leader unno e che lo abbia persuaso ad abbandonare la sua campagna.

Qualunque fossero le sue ragioni, Attila lasciò l'Italia e ritornò al suo palazzo attraverso il Danubio. Da lì pianificò di attaccare nuovamente Costantinopoli e reclamare il tributo che Marciano aveva tagliato. Comunque, morì nei primi mesi del 453; la tradizione, secondo Prisco, dice che la notte dopo un banchetto che celebrava il suo ultimo matrimonio (con una gota di nome Ildico), egli ebbe una copiosa epistassi e morì soffocato. I suoi guerrieri, dopo aver scoperto la sua morte, si tagliarono i capelli e si sfregiarono con le loro spade in segno di lutto così che, dice Giordane, "il più grande di tutti i guerrieri dovette essere pianto senza lamenti femminili e senza lacrime, ma con il sangue degli uomini". Fu seppellito in un triplo sarcofago d'oro, argento e ferro con il bottino delle sue conquiste e il corteo funebre fu ucciso per mantenere segreto il suo luogo di sepoltura. Secondo le leggende ungheresi il sarcofago si trova tra il Danubio e Tisza, in Ungheria. Dopo la sua morte, continuò a vivere come figura leggendaria: i personaggi di Etzel nella Saga Nibelunga e di Atli nella Saga Volsunga e nell'Edda poetica sono (seppur in maniera vaga e decisamente alterata) basati sulla sua vita.

Una storia alternativa della sua morte, registrata per la prima volta ottant'anni dopo il fatto dal cronista romano il Conte Marcellino, riporta: Attila rex Hunnorum Europae orbator provinciae noctu mulieris manu cultroque confoditur ("Attila, Re degli Unni e devastazione delle province d'Europa, fu trafitto a morte dalla mano e dalla lama di sua moglie"). La saga Volsunda e l'Edda Poetica raccontano che Re Atli morì per mano di sua moglie Gudrun. La maggioranza degli studiosi rifiuta comunque queste versioni come racconti leggendari, preferendo invece la versione data da Prisco di Panion, contemporaneo di Attila.

I suoi figli Ellak (il successore designato), Dengizik ed Ernak combatterono per la successione e, divisi, furono sconfitti e dispersi l'anno seguente nella Battaglia di Nedao (in Pannonia). L'impero di Attila non sopravvisse al suo fondatore.

Il figlio più giovane avrebbe potuto essere Merovech, capostipite dei Merovingi anche se le fonti (Gregorio di Tours e i resoconti successivi della Battaglia di Chalons) non sono certi a riguardo. Resoconti successivi della battaglia sostengono che gli Unni fossero già entrati in città, o la stessero già saccheggiando, quando arrivò l'esercito dei Romani e dei Visigoti. Giordano non fa menzione della cosa.

06 giugno, 2008

Globe Theatre, al via la nuova stagione


Da giovedì 3 luglio parte la nuova stagione del Silvano Toti Globe Theatre, promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, con il contributo di Gioco del Lotto, Zètema, G.V. sas e Politeama s.r.l. Anche quest'anno Gigi Proietti, ideatore del progetto nato nel 2003, curerà la direzione artistica.

Lo scorso anno i 6 spettacoli teatrali allestiti durante i 3 mesi estivi hanno registrato un grande successo di pubblico, con oltre 35.000 spettatori che si sono alternati nel corso di 65 repliche.

Il nuovo cartellone del Globe Theatre prevede 4 produzioni teatrali che accenderanno nuovamente i riflettori di Villa Borghese sull'opera shakespeariana.

La stagione apre il 3 luglio riproponendo un successo dello scorso anno: il grande classico shakespeariano "Sogno di una notte di mezza estate". Una commedia in cui si contrappongono tre mondi: quello della realtà, quello del teatro e quello della fantasia. Un mondo onirico e stregato in cui domina il capriccio, il dispotismo e la follia dell'amore.

Dal 19 luglio il teatro ospiterà Ugo Pagliai in "King Lear", la grande tragedia shakesperiana che racconta la storia di un leggendario sovrano della Britannia vissuto alcuni secoli prima di Cristo che, vicino alla vecchiaia, decide di dividere il suo regno fra le tre figlie e i mariti, pur mantenendo l'autorità regale

Dal 7 agosto sarà volta de "La commedia degli errori" un'opera giocata sull'uguale letto come il diverso, che consente di evidenziare come la diffidenza nei confronti di ciò che si ritiene diverso può portare verso una confusione d'intentità.

La stagione si chiude con "Il Mercante di Venezia", in scena dal 30 agosto. Amore, generosità e bellezza contro dovere, egoismo, rigore, competizione. Questi sono i temi molto attuali che Shakespeare affronta in questa opera ambientata in una Venezia, in cui è la classe dei mercanti ad essere "principesca".

Per maggiori informazioni e dettagli consultare il programma della stagione 2008 oppure www.globetheatreroma.com

PROMEMORIA 6 giugno 1985 Viene localizzato e riesumato il corpo del criminale di guerra Nazista Josef Mengel


Viene localizzato e riesumato il corpo del criminale di guerra Nazista Josef Mengele.
Josef Mengele (Günzburg, 16 marzo 1911 – Bertioga, 7 febbraio 1979) è stato un medico tedesco che effettuò esperimenti su esseri umani all'interno del campo di concentramento di Auschwitz. L'assoluta convinzione della validità della teoria di disparità delle razze umane che si concretizzò nel disprezzo delle vite che egli reputava «inferiori», soprattutto ebrei e zingari, unita alla freddezza e all'eleganza dei suoi modi gli valsero il soprannome di angelo della morte e l'hanno successivamente reso il medico di Auschwitz nonostante il suo comportamento non si discostasse troppo da quello di altri medici impiegati all'interno dei lager.

Biografia
Nato da una famiglia cattolica, si laureò in Medicina a Francoforte nel 1935 con una tesi in cui affermava la disparità delle razze. Nel periodo universitario conobbe il professor Otmar von Verschuer, che influenzò molto le sue idee. Secondo von Verschuer, la chiave per la creazione di una pura razza ariana era da ricercare nel sistema biologico dei gemelli. Dopo l'incontro con quello che definirà "il suo maestro", Mengele divenne un convinto sostenitore del nazismo.

Dopo essere entrato nelle SS, partì volontario nella Seconda guerra mondiale. Nel 1942, ferito dai sovietici, si ritirò dai campi di combattimento e iniziò i suoi orribili esperimenti medici sugli ebrei.

Nel 1943 si spostò in Polonia, nel campo di concentramento di Auschwitz, dove ebbe pieni poteri. La durezza e la crudeltà con cui trattava gli internati fu così enorme che venne tristemente soprannominato L'angelo della morte nazista, Il dottor morte ed Il boia di Auschwitz

In questo periodo Mengele effettuò numerosi esperimenti "scientifici" nel campo della gemellarità, selezionando e studiando coppie di bambini gemelli. Dopo essere stati "esaminati" i bambini venivano uccisi al fine di poter effettuare autopsie che avrebbero dovuto rivelare il "segreto" della gemellarità e dare alla Germania nazista un notevole vantaggio, aumentando drasticamente il tasso di natalità. Sembra che su 3000 gemelli da lui esaminati, ne sopravvissero solo 258. Oltre alle ricerche sulla gemellarità, Mengele effettuò studi sulle forme di nanismo e sull'atrofia cancrenosa della guancia legata alla denutrizione e chiamata Noma, che colpiva principalmente gli internati zingari detenuti ad Auschwitz cercando di spiegare queste malformazioni come sintomo della inferiorità razziale di determinate etnie rispetto alla razza nordica.

Nel novembre del 1944 fuggì da Auschwitz. Dopo la fine del conflitto fu catturato dagli Alleati che però non avevano ancora idea delle atrocità da lui commesse e quindi lo rilasciarono poco dopo.

Mengele si trasferì a Günzburg, in Baviera, dove senza alcun ulteriore disturbo iniziò anche una temporanea collaborazione nell'azienda familiare produttrice di macchinari agricoli, la Karl Mengele und Sōhne. Nel 1949 si trasferì in Argentina riuscendo a non farsi mai trovare dai servizi segreti israeliani. Si trasferì poi in Paraguay e dal 1960 in Brasile. Morì di ictus mentre nuotava in piscina nel 1979 a Bertioga, in Brasile. È stato sepolto nel cimitero di Nostra Signora del Rosario, a Embu, sotto la falsa identità di Wolfgang Gerhard.

Simon Wiesenthal[1] riporta che nonostante la latitanza in Sudamerica, la famiglia non avesse mai tagliato i ponti con lui e che in qualche maniera egli riuscisse a comunicare, pur dovendo cambiare spesso nascondiglio. La scelta di nascondersi in alcuni paesi dell'America del Sud, spesso retti da governi militari non era causale. Come lui centinaia di altri criminali nazisti erano fuggiti (spesso attraverso le ratline organizzate dalla rete O.D.E.SS.A), con documenti falsi, molti imbarcati dal porto di Genova, consapevoli di godere di una certa protezione e discrezione da parte delle autorità sudamericane.

In tal senso, ancora oggi gli ultimi criminali rimasti vivi restano nascosti sotto falso nome in Argentina, Uruguay e Brasile. Altri, come ad esempio il generale Gehlen, dapprima considerati tali, per motivi di opportunità politica, vennero assoldati dal blocco statunitense o sovietico, che sminuirono le loro responsabilità (se pur marginali), in cambio della collaborazione legata alle loro conoscenze, ai fini della guerra fredda che opponeva nel dopoguerra le due più grandi potenze mondiali.

Nonostante i tentativi di ricerca, Mengele riuscì a vivere sotto varie identità per oltre 35 anni senza mai farsi scovare. Pare che la cattura di Adolf Eichmann lo spaventasse molto e lo obbligò a continue fughe. Il Mossad rimase sulle sue tracce per qualche periodo ma non lo catturò mai. Solo nel 1985 il suo corpo fu trovato e nel 1992 il test del DNA, a cura della UNICAMP (Università di Campinas), ha confermato la sua identità.

05 giugno, 2008

Prima edizione del Premio "4 Giugno, Liberazione di Roma"


Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e l’assessore alle Politiche della Scuola, Paola Rita Stella hanno presentato la prima edizione del premio “4 giugno, Liberazione di Roma”.

Alla conferenza hanno preso parte anche il delegato del presidente della Provincia alla Memoria, Umberto Gentiloni ed il sindaco di Nettuno, Alessio Chiavetta.

In occasione dell’anniversario della liberazione di Roma durante la Seconda Guerra Mondiale (4 giugno 1944), l’amministrazione Zingaretti ha voluto istituire un premio rivolto ai ragazzi dell’ultimo anno della scuola secondaria superiore.

L’iniziativa, ideata per sottolineare la rilevanza di una data fondamentale per la storia italiana, vedrà premiate tre ricerche inerenti gli avvenimenti legati alla campagna d’Italia e, in particolar modo, alla liberazione della Capitale.

Gli studenti potranno presentare elaborati di diverso tipo utilizzando un supporto scritto, visivo, in versione di film o di fotomontaggio e altro ancora. L’elaborato potrà richiamare momenti e luoghi nei quali la guerra ha attraversato anche il territorio provinciale.

I primi tre classificati riceveranno una borsa di studio in grado di coprire i costi del primo anno di iscrizione all’Università, mentre altri sette studenti verranno inseriti in una pubblicazione annuale a cura dell’Amministrazione provinciale.

Tutti gli elaborati presentati verranno anche pubblicati su questo portale Internet. La giuria sarà composta dal presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, dai rappresentanti delle associazioni presenti nella Casa della Memoria e della Storia.

Le iscrizioni al concorso si apriranno con l’avvio del prossimo anno scolastico. Per garantire una ottimale conoscenza sul premio promosso dalla Provincia di Roma, verranno affisse locandine informative negli Istituti scolastici di Roma e dei 120 Comuni del territorio provinciale.

Su questo portale inoltre saranno offerti tutti i riferimenti utili per poter partecipare al premio “4 giugno, Liberazione di Roma”.

Approvata in Consiglio regionale riforma diritto allo studio universitario


"Un bel risultato che permette di consegnare agli studenti di questa Regione un accesso migliore all’Università e una maggiore attenzione alle loro esigenze perché direttamente rappresentati nel Consiglio di Amministrazione di Laziodisu". E' il commento del presidente Marrazzo dopo l'approvazione, in Consiglio regionale, della legge sulla riforma del diritto allo studio universitario. "La Regione - continua Marrazzo- ottiene una effettiva capacità di indirizzo e programmazione, stabilendo le grandi priorità del diritto allo studio, dall’impegno per le residenze universitarie e per le borse di studio al miglioramento della qualità del servizio mensa, della manutenzione degli alloggi o anche dell’assistenza e dell’orientamento al lavoro e alla mobilità internazionale."

Una normativa che mette al centro lo studente e che riconosce un ruolo fondamentale al Consiglio regionale, al quale spetta l'approvazione del Piano triennale sulle politiche per il diritto allo studio, su proposta della Giunta.

L'Agenzia regionale Laziodisu diventa un ente pubblico regionale, in accordo con lo Statuto, e nel Consiglio di amministrazione, pur ridotto nel numero dei componenti, viene riconosciuta una significativa rappresentanza alla componente studentesca, accanto ai componenti delle 5 Adisu territoriali e ad un rappresentante delle Università legalmente riconosciute convenzionate".

"Per la prima volta - ha dichiarato l'assessore regionale all'Istruzione, Silvia Costa. - viene prevista una Consulta regionale delle associazioni studentesche più rappresentative presso l'Assessorato regionale al Diritto allo studio e due studenti saranno eletti nelle Adisu territoriali.

Con la nuova legge si restituisce alla Regione il ruolo di indirizzo, di programmazione e di valutazione dei servizi e delle prestazioni, distinta dalla gestione, che viene affidata a Laziodisu con una forte sussidiarietà, sia con una maggiore autonomia delle Adisu territoriali, che con la previsione di convenzioni con le Università per i servizi di prossimità agli studenti.

Una particolare attenzione viene data al sostegno ad accordi ed a forme di cooperazione europee e internazionali, promosse dalle Università del Lazio.

Con questa normativa sono rafforzate le priorità strategiche che ci siamo dati in questi anni: il raddoppio delle residenze universitarie (dagli attuali 2225 ai 3845 posti entro il 2010); l'aumento e la qualificazione dei servizi di refezione; l'assegnazione a tutti gli idonei di borse di studio più 'pesanti' (pari oggi a 18.669)

Nuova tangenziale est Tiburtina-Batteria Nomentana, lavori al via


Presentato il piano di riassetto della viabilità intorno alla stazione Tiburtina, con il completamento della "nuova tangenziale est" o "circonvallazione interna" tra il piazzale ovest della stazione e Batteria Nomentana. L'intervento, finanziato dal Comune e realizzato da RFI (Rete Ferroviaria Italiana), costerà circa 700 milioni di euro e si concluderà entro il 2010.

Ad oggi sono terminati i lavori preliminari al rifacimento della stazione (l'altra tranche del progetto). Tra un paio di settimane, messo a punto il piano di mobilità e informati i cittadini, si passerà alla nuova circonvallazione. Il nuovo tracciato prevede un sottopasso ferroviario di 130 metri da via della Batteria Nomentana e un ponte di 135 metri sopra i binari.

Inevitabili i disagi durante le attività di cantiere, hanno sottolineato il sindaco Alemanno e l'assessore alla mobilità Ghera. Per questo si punta a dare ampia informazione ai cittadini e a portare a compimento l'opera nei tempi più rapidi possibile.