03 agosto, 2008

PROMEMORIA 2 agosto 1962 Traforo del Monte Binaco


Alle 2 del mattino cede l'ultimo strato di roccia del traforo del Monte Bianco tra Italia e Francia: verrà inaugurato 3 anni dopo.
Il traforo del Monte Bianco è un tunnel autostradale che collega Courmayeur, in Valle d'Aosta (Italia), a Chamonix, nel dipartimento francese dell'Alta Savoia, congiungendo la regione Rodano-Alpi alla Val d'Aosta. Queste due comunità hanno in comune importanti legami socio-linguistici e il fatto di fondare il loro sviluppo economico su di un turismo legato ad un territorio montano unico al mondo.

È stato costruito congiuntamente tra Italia e Francia; i lavori di costruzione ebbero inizio nel 1957 e terminarono nel 1965, l'anno dell'apertura. Il traforo è costituito da una galleria unica a doppio senso di circolazione e rappresenta una delle maggiori vie di trasporto transalpino.

Inizio dei lavori

Nel maggio del 1946, senza autorizzazioni, con scarsissime maestranze e con mezzi del tutto inadeguati, si diede inizio a quella che sarebbe poi divenuta un'opera senza precedenti: un tunnel autostradale di circa 12 Km, con carreggiata a due corsie larga 8 m e 2.500 m. di rocce e di ghiacciai sovrastanti. Tra innumerevoli ostacoli e aspri conflitti, fortemente deciso a sostenere il suo progetto, il conte Dino Lora Totino persevera nel suo intento e i lavori continuano anche negli anni successivi, fino a quando nel 1949, viene firmato un accordo in cui le due nazioni interessate si impegnarono a portare avanti la realizzazione della galleria autostradale.

I lavori non furono certo privi di difficoltà e costituirono un ingente sforzo finanziario e tecnico. Un grosso carro (Jumbo) a quattro ponti fu utilizzato per lo scavo della galleria. Si muoveva su appositi binari e veniva fatto indietreggiare ogni qualvolta brillavano le mine. Furono impiegati ingenti quantitativi di esplosivo e le cariche venivano sistemate nei fori ricavati da 18 martelli perforatori azionati ad aria compressa: la punta dei loro fioretti era in widia, una lega durissima formata principalmente da carburo di tungsteno e cobalto. La velocità massima di avanzamento fu di 9 m al giorno. In seguito ad un crollo parziale della volta, il carro (Jumbo) andò parzialmente distrutto e durante tutto il periodo di costruzione della galleria morirono 17 operai.

Le varie fasi dei lavori

La grandiosa opera fu motivo di orgoglio per entrambe le nazioni e mise fine all'isolamento delle valli sui versanti opposti del massiccio del Monte Bianco ed è ancor oggi una delle maggiori vie di trasporto transalpino. Ecco le varie fasi dei lavori che portarono alla sua realizzazione, elencate anno per anno fino alla catastrofe del 1999:

* 1946: nel mese di maggio l'ingegnere Dino Lora Totino, con il progetto riveduto ed aggiornato dall'ingegner Vittorio Zignoli, dà inizio ai lavori per il traforo della galleria.
* 1949: viene firmato un accordo tra le autorità italo-francesi con l'intento di proseguire l'opera.
* 1953, 14 marzo: viene firmata a Parigi una convenzione internazionale per la realizzazione e la gestione del tunnel sotto il Monte Bianco. Questo atto sarà ratificato dai rispettivi parlamenti: in Francia nel 1954, mentre in Italia nel 1957.
* 1957, 1° settembre: viene costituita la Società italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco. In Francia si costituirà la S.T.M.B (Société du tunnel du Mont Blanc), che diverrà poi nel 1996 A.T.M.B (Autoroute et tunnel du Mont Blanc).
* 1959, 8 gennaio: gli italiani danno il via ai lavori, affidati alla Società italiana per Condotte d'Acqua di Roma.
* 1959, 30 maggio: i lavori iniziano anche sul versante francese.
* 1962, 4 agosto: gli operai delle due imprese che effettuano i lavori si incontrano abbattendo l'ultimo diaframma. Il traforo è perfettamente riuscito: sull'asse stradale lo scarto sara inferiore ai 13 cm.
* 1965, 16 luglio: Il presidente della Repubblica italiana Giuseppe Saragat e il presidente della Repubblica francese Charles De Gaulle, inaugurano il tunnel.
* 1965, 19 luglio: il tunnel viene aperto alla circolazione.
* 1973: sul versante francese viene aperta la prima sezione dell'autostrada Autoroute Blanche.
* 1978: è installata una rete di telecamere di sorveglianza, una ogni trecento metri; la capacita di alimentazione dell'aria nel Tunnel è portata a 900 m3 al secondo.
* 1980: il sistema di aerazione viene migliorato ulteriormente.
* 1990: nel quadro di un piano pluriennale di ammodernamento, sono messi in opera: una terza generazione di video sorveglianza con trasmissione dei dati tramite fibre ottiche; una rete di 18 rifugi pressurizzati, uno ogni 600 m e delle nicchie di sicurezza ogni 100 m; la sostituzione di alcuni elementi di sicurezza: estintori, gruppi elettrogeni, posti d'allarme.
* 1997: installazione di un nuovo sistema antincendio e avvio di un piano di studi per la realizzazione del rilevamento automatico degli incidenti, la gestione tecnica centralizzata dell'equipaggiamento di sicurezza e una nuova segnaletica con pannelli a messaggio variabile.

Inaugurazione


Il 16 Luglio 1965 il presidente della Repubblica italiana, Giuseppe Saragat, ed il presidente della Repubblica francese, Charles De Gaulle, con una cerimonia di inaugurazione, celebrano la fine dei lavori e l'apertura del tunnel alla circolazione, anche se in realtà avverrà tre giorni dopo (il 19 luglio). Per celebrare l'evento, le poste italiane e francesi emettono due francobolli commemorativi.

La sua gestione, su base paritetica, è divisa tra due società concessionarie: l'italiana Società Italiana per il Traforo del Monte Bianco S.p.A. (S.I.T.M.B), creata il 1 settembre 1957 e la francese Autoroute et tunnels du Mont-Blanc (A.T.M.B), creata il 30 aprile 1958.

02 agosto, 2008

Trasparenza, da oggi on-line curricula e retribuzioni dei dirigenti regionali


La Regione Lazio a trasparenza totale. Da oggi pomeriggio, sul sito istituzionale, accedendo alla sezione ‘Focus on’, sono visibili curricula, retribuzione e obiettivi di servizio di cinquanta tra direttori generali, capi dipartimento e dirigenti di strutture direttamente alle dipendenze del segretariato generale della Regione.

“Abbiamo aperto le porte del Palazzo ai cittadini: saremo la prima Regione italiana a trasparenza totale - ha dichiarato il Presidente della Regione Piero Marrazzo - grazie a un uso innovativo della tecnologia e a una cultura della partecipazione che vogliamo sia la cifra distintiva della nostra esperienza di governo. Con la pubblicazione on line dei dati sulle direzioni regionali - ha sottolineato il Presidente - facciamo un passo fondamentale nel percorso di condivisione delle scelte e di massima trasparenza sulla gestione della cosa pubblica”.

“Il cammino intrapreso dalla Regione Lazio – ha dichiarato il Senatore Pietro Ichino - è doppiamente importante: per un verso perché anticipa i contenuti della legge sulla ‘Trasparenza e Valutazione nelle amministrazioni pubbliche’, che ha iniziato proprio in queste settimane il suo iter parlamentare; per l’altro verso, perché mostra come un’ amministrazione, determinata a procedere su questo terreno, possa farlo senza bisogno di una legge che la obblighi”.

Il progetto, realizzato dalla società LAit, è stato presentato presso la sede della Regione Lazio dall’Assessore regionale alle Risorse Umane, Demanio e Patrimonio, Marco Di Stefano, e dal segretario generale Francesco Gesualdi. “Presentiamo un lavoro che parte da lontano - ha spiegato Di Stefano - perché quando siamo arrivati in Regione nel 2005 abbiamo subito puntato a ripristinare un’istituzione in cui prevalga la meritocrazia e l’eccellenza”.

L’iniziativa, che fa parte di un progetto complessivo avviato dalla Regione nel 2007, in collaborazione con l’Università di Milano, per raggiungere un miglioramento della performance dell’amministrazione, prevede la messa on line anche delle informazioni sul resto del personale attraverso dei report pubblicati per ciascuna direzione, a intervalli di tempo mensili o trimestrali. In seguito, verranno pubblicate anche tutte le determine dirigenziali.

“Siamo la prima Regione italiana a realizzare un progetto di trasparenza di questo tipo - ha aggiunto Gesualdi - che nel resto d’Europa si applica solo in Svezia e in Inghilterra, e che noi dovremmo completare entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di raccontare a cittadini e associazioni tutto ciò che avviene in Regione”.

PROMEMORIA 2 agosto 1980 Strage di Bologna


Italia: alle ore 10.25 una bomba esplode alla stazione di Bologna causando 85 morti. La strage di Bologna è riconducibile alla cosiddetta strategia della tensione.
La strage di Bologna è uno degli atti terroristici più gravi avvenuti in Italia nel secondo dopoguerra, verificatosi sabato 2 agosto 1980.

Alle 10.25, nella sala d'aspetto di 2° Classe della Stazione di Bologna Centrale,un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplode uccidendo ottantacinque persone e ferendone oltre duecento.

Per Bologna e per l'Italia è stata una drammatica presa di coscienza della recrudescenza del terrorismo.

L'ordigno

La bomba era composta da 23 kg di esplosivo: una miscela di 5 kg di tritolo e T4 detta Compound B, potenziata da 18 kg di gelatinato (nitroglicerina ad uso civile). L'esplosivo, di fabbricazione militare, era posto in una valigetta sistemata a circa 50 cm d'altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell'ala ovest della stazione, allo scopo di aumentarne l'effetto.

La detonazione si udì nel raggio di molti chilometri e causò il crollo di un'ala intera della stazione investendo in pieno il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario e il parcheggio dei taxi antistante.

La vicenda giudiziaria



Subito dopo l'attentato, il governo presieduto da Francesco Cossiga, e le forze di polizia attribuirono lo scoppio a cause fortuite, ovvero all'esplosione di una caldaia nel sotterraneo della stazione.

Non appena apparvero più chiare le dinamiche e fu palese una matrice terrorista, attribuirono la responsabilità della strage al terrorismo nero.

Già il 26 agosto dello stesso anno la Procura della Repubblica di Bologna emise ventotto ordini di cattura nei confronti di militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari: Roberto Fiore e Massimo Morsello (futuri fondatori di Forza Nuova), Gabriele Adinolfi, Francesca Mambro, Elio Giallombardo, Amedeo De Francisci, Massimiliano Fachini, Roberto Rinani, Giuseppe Valerio Fioravanti, Claudio Mutti, Mario Corsi, Paolo Pizzonia, Ulderico Sica, Francesco Bianco, Alessanro Pucci, Marcello Iannilli, Paolo Signorelli, PierLuigi Scarano, Francesco Furlotti, Aldo Semerari, Guido Zappavigna, GianLuigi Napoli, Fabio De Felice, Maurizio Neri. Vengono subito interrogati a Ferrara, Roma, Padova e Parma. Tutti saranno scarcerati nel 1981.

Tornando a Cossiga, è significativo come, il 15 marzo 1991, al tempo della sua presidenza della Repubblica, affermò di essersi sbagliato a definire "fascista" la strage alla stazione di Bologna e di essere stato mal indicato dai servizi segreti. Attorno a questa strage, come era già avvenuto per la Strage di piazza Fontana nel 1969, si sviluppò tutto un cumulo di affermazioni, controaffermazioni, piste vere e false, tipiche di altri tragici avvenimenti della cosiddetta strategia della tensione.

Lentamente e con fatica, attraverso una complicata e discussa vicenda politica e giudiziaria, e grazie alla spinta civile dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 si giunse ad una sentenza definitiva di Cassazione il 23 novembre 1995: vennero condannati all'ergastolo, quali esecutori dell'attentato, i neofascisti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vennero condannati per il depistaggio delle indagini.

Il 9 giugno 2000 la Corte d'Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio: nove anni di reclusione per Massimo Carminati, estremista di destra, e quattro anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del SISMI di Firenze, e Ivano Bongiovanni, delinquente comune legato alla destra extraparlamentare. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, con condanna a 30 anni confermata nel 2007. Anche lui continua a dichiararsi innocente.

Eventuali mandanti della strage non sono mai stati scoperti.

Ipotesi alternative

A causa del protrarsi negli anni delle vicende giudiziarie e dei numerosi comprovati depistaggi, intorno ai veri esecutori e ai mandanti dell'attentato si sono sempre sviluppate numerose ipotesi e strumentalizzazioni politiche divergenti dai fatti processuali che hanno portato alle condanne definitive dei presunti esecutori materiali della strage.

* Stando quanto riportato dai media nel 2004 e ripreso nel 2007 , Francesco Cossiga, in una lettera indirizzata a Enzo Fragalà, capogruppo di Alleanza Nazionale nella commissione Mitrokhin, ipotizza un coinvolgimento palestinese (a mano del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e del gruppo Separat di Iliz Ramirez Sanchez, noto come "comandante Carlos") dietro l'attentato. Inoltre, nel 2008 Cossiga ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera, in cui ribadiva la sua convinzione secondo cui la strage non sia da imputarsi al terrorismo nero, ma ad un "incidente" di gruppi della resistenza palestinese operanti in Italia. Si dichiara oltresì convinto dell'innocenza di Francesca Mambro e Giuseppe Valerio Fioravanti.

* Dalla sua cella, a Parigi, il terrorista rosso Ilic Ramirez Sanchez afferma che «la commissione Mitrokhin cerca di falsificare la storia» e che «a Bologna a colpire furono CIA e Mossad», con l'intento di punire e ammonire l'Italia per i suoi rapporti di fiducia reciproca con l'OLP, che si era segretamente impegnato a non colpire l'Italia in cambio di una certa protezione.

* Nel maggio 2007 il figlio di Massimo Sparti (malvivente legato alla banda della Magliana e principale accusatore di Fioravanti) dichiara «mio padre nella storia del processo di Bologna ha sempre mentito», aprendo nuovi spiragli ed ipotesi.

01 agosto, 2008

"PianoInnovazione": la Provincia per la diffusione delle reti Wi-Fi e per la lotta al Digital Divide


Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, presso la Sala Di Liegro di palazzo Valentini, ha presentato il "PianoInnovazione", un progetto dell'Amministrazione provinciale per la diffusione della Banda Larga delle reti Wi-fi e per contrastare il Digital divide.

Il progetto, che verrà realizzato nei prossimi 5 anni per una spesa complessiva di circa 7 milioni di euro, prevede tre direzioni d'intervento:
1) la realizzazione di aree pubbliche con accesso Wi-fi ad internet da parte dei cittadini dei Comuni della provincia di Roma;
2) la diffusione della Banda Larga in tutte le abitazioni della provincia di Roma attraverso lo sviluppo del piano "ZeroDD";
3) l'apertura di 50 centri di creatività e innovazione sul territorio Provinciale.

"Questi tre progetti – ha detto Zingaretti – sono stati fortemente voluti dalla nostra amministrazione per combattere concretamente il digitale divide e favorire l'accesso ad internet".
“Il 'PianoInnovazione – ha spiegato il presidente Zingaretti – oltre a lottare contro le discriminazioni del diritto all'accesso alla rete rientra nel progetto di modernizzazione della nostra Provincia, di competitività e crescita".

Rete Wi Fi
Per contrastare il Digital divide e favorire l'accesso ad internet, l'Amministrazione Zingaretti doterà nei prossimi mesi le principali aree pubbliche e i più importanti luoghi di ritrovo del territorio provinciale di un'infrastruttura centrale di gestione che prevede la presenza di quaranta Hot Spot (aree dove un provider di accesso per rete wireless, http://it.wikipedia.org/wiki/Wireless, consente di collegarsi).
Gli Hot Spot realizzati, di proprietà della Provincia, costituiranno il primo nucleo autorevole di una rete federata a cui possano connettersi anche reti di privati o di altre istituzioni. L'idea di base è quella di unire le risorse e condividere i benefici con altre reti pubbliche di biblioteche, istituzioni, centri sociali, centri sportivi e ricreativi.
Questa rete non sarà semplicemente un punto di collegamento a internet, ma fornirà accesso attraverso le stesse antenne e la stessa rete fisica a reti di servizio per le amministrazioni e alla rete di ateneo delle Università di Roma. Infatti, attraverso un accordo che la Provincia intende sottoscrivere con le quattro università pubbliche di Roma (La Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre e Iusm) questi hot spot permetteranno agli studenti di collegarsi alla rete wi-fi della propria università anche senza venire a Roma. Una prima fase del progetto sarà dedicata allo studio del territorio per individuare le localizzazioni di almeno altri 400 punti ( indicativamente 1-2 per ognuno dei 50 Comuni fino a 3000 abitanti, 2-3 per ognuno dei 30 Comuni tra i 3000 e i 10000 abitanti e una media di 5 per gli altri 40 Comuni maggiori).
Per gestire la rete, l'Amministrazione provinciale avrà come partner "ProvinciAttiva" (società per azioni con capitale sottoscritto dalla Provincia di Roma che si occupa dello sviluppo dell'intero territorio provinciale), che assisterà la Provincia nella gestione del progetto e nei rapporti con il territorio.
Per quanto riguarda la connettività e l'installazione degli hot spot si servirà di aziende del settore che verranno individuate con gare ad evidenza pubblica.
Sono in corso di definizione anche rapporti di collaborazione con gli atenei romani , in particolare con la Facoltà di Ingegneria de La Sapienza, che avrà il ruolo di advisor scientifico, per le questioni legate all'irradiamento elettromagnetico. Inoltre con Cnr (area ricerche Rm1) e il consorzio interuniversitario Caspur, la Provincia sta mettendo a punto progetti per la gestione e l'integrazione delle reti.
La Provincia si pone l'obiettivo di installare 40 punti entro il 2008 ed altri 400 Hot Spot entro due anni.

Zero Digital Divide
L'Amministrazione provinciale assumerà un ruolo decisivo per lo studio e per il monitoraggio del Digital divide promuovendo un tavolo informale a cui prenderanno parte diversi Stakeholders (operatori grandi, medi e piccoli di diverse tecnologie), associazioni di utenti, consumatori, rappresentanti e referenti delle istituzioni. Il tavolo provvederà, nel corso del mandato, a mettere a punto e a tenere aggiornata una mappatura reale della copertura di banda larga nel territorio della provincia. Fornirà un sito in modalità interattiva web in cui gli utenti potranno segnalare le diverse situazioni percepite. La Provincia di Roma, in seguito al lavoro svolto dal tavolo, programmerà interventi a supporto dell'infrastrutturazione del territorio per portare la banda larga nelle case, anche attraverso sussidi all'investimento per gli operatori e con l'uso di tecnologie alternative (Hyperlan wireless, Wi-Max, power-line ecc). Gli operatori volta per volta saranno individuato con bandi di gara.

50 CC (centri di creatività e innovazione)
"I centri di creatività e innovazione" rappresentano una parte Piano sul Digital divide. L'idea prende spunto da altre esperienze come quelle dei "pontos de cultura", sviluppati in Brasile da Gilberto Gil, e dagli "Espaces publics numériques" parigini, e prevede la realizzazione su tutto il territorio della provincia di Roma di una rete di 50 centri di alfabetizzazione e promozione della cultura e della formazione attraverso le moderne tecnologie. Ogni centro avrà a disposizione un budget per tre anni da utilizzare per la dotazione tecnologica e per finanziare le attività culturali.
Il piano promosso dalla Giunta provinciale mira a creare veri e propri luoghi di aggregazione tecnologici, ognuno con diverse vocazioni e attività culturali e sociali, nei quali l'alfabetizzazione informatica costituisca il passaggio necessario alle attività specifiche. L'idea di base è quella di riutilizzare alcuni spazi e riqualificarli per permetterne l'uso a tutti i cittadini. La Provincia, dopo avere effettuato un censimento dei luoghi potenzialmente utilizzabili, ha già individuato alcune possibili location come i centri provinciali di formazione professionale, centri per l'impiego, centri servizi immigrazione, laboratori di educazione ambientale, case cantoniere, centri di accesso e diffusione dell'innovazione tecnologica e alcune biblioteche comunali nel territorio provinciale. Ogni 'centro di creatività e innovazione' sarà "animato" da un'istituzione, un'associazione o una parrocchia a cui sarà affidata la gestione delle attività secondo diverse modalità di compensazione non necessariamente economiche. Nei nuovi centri i cittadini potranno avere un facile accesso ad Internet, potendo così sviluppare le potenzialità della Rete per 'fare' cultura in ogni sua forma artistica: musica, video, grafica, programmi speciali per bambini e per ragazzi.

Inaugurate, dopo 40 anni di abbandono, le gallerie ipogee ristrutturate del Policlinico Umberto I


Il presidente Marrazzo nelle gallerie ipogee ristrutturate31/07/08 - “Quello di oggi è solo un piccolo passaggio che può diventare un grande modello”. Con queste parole il presidente Piero Marrazzo, è intervenuto all’inaugurazione delle gallerie ipogee del Policlinico Umberto I di Roma, ristrutturate dopo i lavori di messa a norma. “Vorrei ricordare – ha continuato Marrazzo – che per quarant’anni giornalisti, magistrati, poliziotti e carabinieri sono andati nelle gallerie ipogee denunciando la situazione esistente. Avevo chiesto di dimostrare ai romani che si poteva fare una ristrutturazione all’Umberto I”. Le gallerie ipogee costituiscono il collegamento sotterraneo tra i padiglioni del Policlinico. La loro ristrutturazione, avviata nel 2007, è stata portata a compimento in soli 100 giorni nel 2008.

Le gallerie, con i loro 1.760 metri di lunghezza, sono il connettivo coperto del complesso degli edifici del Policlinico, per un totale di 10mila metri quadrati di pareti e 4.600 metri quadrati di soffitti e pavimenti, 20mila chilometri di tubazioni. Sono poi previsti cablaggi informatici, telefonici e ottici a servizio di più di 50 edifici, l'illuminazione, anche d’emergenza, il sistema di videosorveglianza con circa 100 videocamere. Durante le opere di rimozione sono stati eliminati più di 200 telai con altrettante porte sia in ferro sia in legno.

A partire da adesso prenderà il via la seconda parte dei lavori per la predisposizione di sottogallerie in cui troveranno definitivamente posto cavi e tubazioni. La fine della seconda fase dei lavori è prevista per la prossima primavera.

“Vorrei ringraziare l’imprenditoria privata – ha detto Marrazzo – per il rispetto dei tempi richiesti. Il mio obiettivo è quello di tenere insieme un sistema. Per questo motivo, in primo luogo, chiederò al governo, al Presidente Berlusconi e ai ministri competenti di rilanciare il percorso di ristrutturazione dell’Umberto I. In secondo luogo, dovremo affrontare tutti gli altri nodi fermi sul campo, perché il Lazio presenta tutta una serie di problematiche. L’obiettivo è di tenere insieme il sistema grazie alla riduzione della spesa e all’abbattimento del deficit, ma non all’assalto dei crediti essenziali di assistenza. Il sistema – ha concluso il governatore del Lazio – potrà reggere, se saremo tutti uniti verso la meta”.

Alla cerimonia dell’inaugurazione hanno partecipato anche il rettore dell’Università La Sapienza di Roma, Renato Guarini, che ha testimoniato “quell’attenzione che l’Università ha per la facoltà di Medicina e per il Policlinico in particolare”. “Questa giornata – ha affermato – è una tappa importante per il percorso di rilancio del Policlinico, percorso che è frutto della collaborazione avuta dalla Regione e dal Presidente Marrazzo. L’impegno è di proseguire in questa direzione ringraziando anche le donne e gli uomini che lavorano a tutti i livelli in questa struttura”.

Duecento artigiani e negozianti della capitale non chiuderanno per ferie ad agosto


Anche quest'anno torna, in accordo con il Comune di Roma, l'iniziativa della CNA (Confederazione Nazionale Artigianato, piccola e media impresa) ,"Artigiani aperti ad agosto. Un servizio per Roma". I cittadini potranno contare sul servizio di fabbri, idraulici, meccanici, fornai, acconciatori e altre categorie anche nel mese in cui è più difficile far fronte a emergenze come il rubinetto rotto o l'auto in panne.

La proposta riguarda anche la provincia, ma la maggioranza dei partecipanti ha l'esercizio a Roma.

L'iniziativa e' stata presentata in piazza Campo de' Fiori, nel Centro storico di Roma, in una conferenza stampa allestita di fronte all'Antico Forno Campo de' Fiori, un negozio aderente, dal direttore della Cna di Roma, Lorenzo Tagliavanti e dall'assessore capitolino al commercio Davide Bordoni.

Le adesioni, volontarie e appartenenti a tutte le categorie, potranno aumentare nei prossimi giorni perchè è ancora possibile iscriversi, sul sito della Cna, posto che si sia regolari e registrati alla Camera di Commercio.

Oppure, per gli artigiani e le imprese che vogliono aderire all'iniziativa, è anche possibile contattare il numero verde 800-016213.

Per trovare ciò che si cerca nel proprio municipio, consultare l'elenco degli artigiani aperti ad agosto.

Altre informazioni sul sito sul sito del Cna di Roma www.cnapmi.org e sul televideo regionale.

Metro A, lavori conclusi: si torna a viaggiare fino alle 23,30 (nel weekend fino all'1,30)


Atac informa: sono terminati i lavori di ammodernamento della linea A (tra Termini e Colli Albani) iniziati a gennaio 2005. Da oggi 1° agosto, dunque, i treni fanno servizio, come per la linea B, dal lunedì al giovedì e la domenica dalle 5,30 alle 23,30 (e non più fino alle 22); il venerdì e il sabato dalle 5,30 all'1,30 di notte. Sempre a partire da oggi sono soppresse le linee bus MA1 e MA2 che sostituivano il servizio della metro nelle ore di cantiere.

Novità previste, a partire dalla prossima notte, anche per i bus della linea notturna n1: viene istituita una versione prolungata circolare della linea, che collega durante il weekend la stazione Anagnina (metro A) con Morena. Questi gli orari: venerdì e sabato notte, partenze a mezzanotte e mezzo, all'una e all'una e mezzo. Da Termini posticipate di un'ora, sempre il venerdì e il sabato, le partenze delle 0,29 e delle 0,59.

Per informazioni: 06-57003 (tutti i giorni 24 ore su 24), www.atac.roma.it

PROMEMORIA 1 agosto 2005 Divieto di pubblicità per il tabacco


Unione europea: entra in vigore il divieto di fare pubblicità al tabacco in radio, televisione, carta stampata e Internet.

30 luglio, 2008

Istruzione: dalla Provincia di Roma il via al "Kit Scuola" 2008-2009


Per andare incontro alle esigenze delle famiglie, il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha raggiunto anche quest'anno un accordo con Confcommercio - Unione di Roma ASSOCART - , Confesercenti e alcuni tra i più importanti gruppi commerciali di Roma e del territorio provinciale per la vendita del nuovo kit-scuola a 19,90 euro.

L’intesa è stata raggiunta dal Presidente Zingaretti, e dall'Assessore Provinciale alle Politiche della Scuola Paola Rita Stella, in collaborazione con le due associazioni di categoria e con i vertici di AUCHAN, CARREFOUR, PANORAMA, SIDIS e SER FRANCO di gruppo MERCURIO, e UNICOOP TIRRENO canale IPER.

Il Kit Scuola 2008/2009 sarà disponibile per tutti gli studenti degli Istituti Superiori di Roma e provincia, a partire dal 28 luglio, fino ad esaurimento delle scorte dei rivenditori.
L’elenco dei punti vendita presenti sul territorio della provincia, che aderiscono all’iniziativa promossa dall'Amministrazione Zingaretti, è disponibile su questo portale Internet.
Il Kit scuola comprende : un diario, 4 quaderni formato A4 (2 a righe e 2 a quadretti), 2 matite, 2 penne a sfera, 1 evidenziatore, una gomma per cancellare e una valigetta polionda e un prodotto integrativo a scelta tra 1 pen drive, una calcolatrice scientifica tascabile, 2 squadre, 1 riga da 60 cm. e un compasso da 5 pezzi.

“Per realizzare questa iniziativa - spiega il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti - l’Amministrazione Provinciale ha lavorato in sinergia con la piccola e la grande distribuzione, riuscendo nell'obiettivo di dare un piccolo aiuto all'economia delle famiglie romane e del territorio provinciale. Il costo del Kit scuola, infatti, è rimasto invariato rispetto al 2007".

"La Provincia di Roma - aggiunge l’ Assessore Provinciale alle Politiche della Scuola, Paola Rita Stella - è consapevole,date le condizioni di difficoltà economica del Paese, dei sacrifici che affrontano le famiglie per garantire a inizio scuola il materiale didattico da acquistare per i ragazzi”. Con l’iniziativa del kit, non griffato ma di ottima qualità, la Provincia di Roma vuol contribuire ad attenuare i “costi scuola” per le famiglie ed inoltre promuovere tra i ragazzi una politica dei consumi più consapevole e responsabile”.

Per richiedere ulteriori informazioni: kit.scuola@provincia.roma.it

Patto Roma Sicura. Marrazzo: non cavalcare paure ma rassicurare


Il piano per la sicurezza della Capitale è stato firmato in Prefettura. Oltre al Presidente Marrazzo, presenti alla firma del Patto per Roma Sicura il Ministro degli Interni Maroni, il Prefetto Mosca, il Sindaco di Roma Alemanno, il Presidente della Provincia Zingaretti, i Comandanti Generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e il Capo della Polizia di Stato.

"Bisogna rassicurare i cittadini e non cavalcare le paure – ha dichiarato il Presidente Marrazzo - E’ fondamentale. Ecco perchè rinnoviamo il Patto. Io credo in questo Patto perchè ci sono momenti di confronto elettorali e momenti in cui si lavora insieme". Marrazzo ha ricordato anche che “ci occupiamo di microcriminalità, ma a Roma non si sta abbassando il tiro rispetto alla grande criminalità organizzata. Non possiamo parlare solo di microcriminalità dimenticando che abbiamo questa grande partita in corso”.

Il Presidente ha poi ringraziato il governo perché ha mantenuto l’impegno preso liberando più di 300 uomini delle forze dell’ordine.

Sul territorio saranno impegnati 888 militari per il presidio di punti sensibili come le ambasciate e le stazioni ferroviarie periferiche. Saranno installate colonnine Sos e verrà potenziata la rete di videosorveglianza. L’obiettivo del Patto, inoltre, è quello di ridurre progressivamente i campi rom e di tutelare i minori rom.

Il Patto viene finanziato con 24 milioni di euro complessivi: 11 milioni dalla Regione, 10 milioni dal Comune e 3 milioni dalla Provincia di Roma.

Asili nido, a settembre 240 posti in più


Quattro asili nido costruiti con tecnologie eco-compatibili, 240 posti in più a settembre per i bambini delle graduatorie comunali: sono le nuove strutture realizzate da un pool di cooperative sociali in project financing con il Campidoglio. I nidi, in fase di allestimento, sono stati visitati dall'assessore ai lavori pubblici Fabrizio Ghera.

I nuovi nidi si trovano uno a Torresina, due a Capannelle (Municipio X) e uno a Settecamini (Municipio V). Costati ognuno circa un milione di euro, sono tutti uguali: costruiti in legno secondo i canoni dell'architettura biologica, hanno forma ottagonale, due piani e possono ospitare 60 bambini ciascuno. L'acqua calda è ottenuta dall'energia solare e i pavimenti vengono riscaldati con pannelli radianti a basso consumo. Al pianterreno si aprono le aule, nel piano rialzato di ogni nido verrà realizzata una ludoteca.

I nidi saranno gestiti per trent'anni dal gruppo di cooperative (che devono anche reclutare le educatrici) e ospiteranno i bambini inseriti nelle graduatorie comunali. La retta mensile sarà la stessa che si paga per frequentare i nidi a gestione comunale diretta.

Aspiranti avvocati, la pratica forense si fa in Campidoglio


Anche quest'anno i giovani laureati in giurisprudenza possono fare pratica, valida per l'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense, presso l'Avvocatura del Comune di Roma.

I requisiti per essere ammessi alla selezione:

cittadinanza italiana, o di uno stato membro dell'Unione Europea;

laurea in giurisprudenza conseguita in Italia o all'estero (purché riconosciuta equipollente), valida per l'iscrizione all'Albo degli Avvocati;

età inferiore a 28 anni al momento della scadenza del termine di presentazione della domanda;

non avere già svolto pratica legale oltre sei mesi alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda;

saper usare il computer e i programmi di scrittura; saper usare Internet per fare ricerche in materia normativa e giurisprudenziale.

La domanda va presentata entro le ore 13 del 30 settembre 2008, direttamente all'Avvocatura oppure via fax al numero 06-6781417, o per e-mail all'indirizzo praticanti.avvocatura@comune.roma.it.

Per informazioni chiamare l'Avvocatura comunale allo 06-67104191 o il call center del Campidoglio 060606 (chiedendo di parlare con l'Avvocatura).

PROMEMORIA 30 luglio 2003 l'ultima Volkswagen Maggiolino 'vecchio tipo', esce dalla catena di montaggio


In Messico, l'ultima Volkswagen Maggiolino 'vecchio tipo', esce dalla catena di montaggio.
Il VW Type 1, detto Maggiolino, Käfer (in lingua tedesca), Beetle in America, Fusca in Brasile (dove ha venduto di più) e Sedan in Messico (dove qui venne prodotta fino al luglio del 2003, registrando un record di produzione tutt'ora imbattuto), è una piccola familiare a cinque posti, prodotta in Germania , e successivamente in Messico. È il simbolo dell'industria automobilistica tedesca, e sicuramente l'auto tedesca più conosciuta ed amata al mondo, la cui fama è stata ulteriormente ampliata dal film della Disney Un Maggiolino tutto matto e dai successivi sequel, con protagonista questa automobile.

Detiene attualmente il record di auto più longeva del mondo (prodotta per 65 anni dal 1938 al 2003) e, record recentemente battuto dalla "sorella" Volkswagen Golf, di auto di progettazione europea più venduta al mondo, con oltre 21 milioni di esemplari.

28 luglio, 2008

PROMEMORIA 28 luglio 1914 Scoppia la prima guerra mondiale


Scoppia la prima guerra mondiale: l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia, dopo che questa non è riuscita a rispettare tutte le condizioni dell'ultimatum del 23 luglio, posto dall'Austria-Ungheria a seguito dell'assassinio dell Arciduca Francesco Ferdinando per mano di un nazionalista serbo.
La prima guerra mondiale (per i contemporanei Grande Guerra) fu il conflitto cominciato il 28 luglio 1914 a seguito dell'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell'Impero Austro-Ungarico, compiuto a Sarajevo (Bosnia) il 28 giugno 1914 da parte dello studente nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip, e conclusosi l'11 novembre 1918.

La prima guerra mondiale vide inizialmente lo scontro della Triplice Alleanza (Germania e Impero Austro-Ungarico), ma non l'Italia, contro le nazioni della Triplice Intesa (Francia, Regno Unito e Russia). Il conflitto si allargò successivamente a varie altre nazioni, tra cui l'Impero Ottomano e la Bulgaria (alleati con gli imperi centrali) ed Italia, Belgio, Canada, Australia, Stati Uniti, Serbia, Romania, Sudafrica e Nuova Zelanda. Il numero dei continenti coinvolti fu tale da poter definire la guerra come "mondiale", la prima nella storia dell'umanità.

All'inizio della guerra (1914) l'Italia era alleata degli Imperi Centrali nella Triplice Alleanza, ma, dato che l'alleanza aveva carattere difensivo (e la guerra era stata dichiarata dall'Austria) e non era stata preventivamente consultata sulla dichiarazione di guerra, il governo italiano fece presente di non sentirsi vincolato dall'alleanza e che, pertanto, sarebbe rimasto neutrale. Successivamente le pressioni diplomatiche di Gran Bretagna e Francia la spinsero a firmare il 26 aprile 1915 un patto segreto all'insaputa dell'alleato austriaco, detto Patto di Londra, nel quale l'Italia si impegnava ad entrare in guerra entro un mese in cambio di alcune conquiste territoriali che avrebbe ottenuto dopo la guerra: il Trentino, il Tirolo, Trieste, Gorizia, l'Istria (a eccezione della città di Fiume), parte della Dalmazia, il protettorato sull'Albania, su alcune isole del dodecaneso e alcuni territori dell'Impero Turco, nonché un'espansione delle colonie africane, a scapito della Germania (l'Italia in Africa possedeva già Libia, Somalia italiana ed Eritrea). Il capo del governo italiano Antonio Salandra e il ministro degli Esteri Sidney Sonnino dovettero firmare segretamente il patto a causa della prevalenza neutralista del Parlamento, che impediva la ratifica dell'entrata in guerra italiana. L'Italia in base al trattato avrebbe dovuto intervenire nel conflitto entro un mese dalla firma. Nel corso del mese la situazione interna italiana vide un contrasto sulle piazze fra interventisti e neutralisti: mentre i primi volevano l'intervento, i secondi ritenevano che una politica di neutralità sarebbe stata più vantaggiosa per gli interessi dello stato. Il giorno 4 maggio l'Italia denunciò la sua uscita dalla Triplice alleanza ed il giorno 12 maggio il governo Salandra diede le dimissioni. Sotto la pressione della piazza il parlamento (a maggioranza neutralista)[1] il giorno 20 maggio diede i pieni poteri al presidente del Consiglio Salandra con 407 voti favorevoli e 74 contrari. Il 24 maggio 1915, l'Italia dichiarò guerra all'Impero Austro-Ungarico.

Dapprima la guerra contro l'Austria era stata progettata come una "guerra lampo" (o guerra di movimento), ma che poi si trasformò in una rovinosa guerra di posizione, di trincea o di logoramento con artiglieria pesante, mitragliatrici, carri armati, gas velenosi e altre armi messe a punto nell'800.

La guerra si concluse l'11 novembre 1918, quando la Germania firmò l'armistizio con le forze dell'Intesa. Il numero di morti è stato calcolato in oltre quindici milioni. Tanti quanti sarebbero stati i morti per le carestie e le malattie dovute alla guerra, specie in Germania. La guerra fu nello stesso tempo l'ultimo conflitto del passato (guerra di trincea e lenta), ma anche il primo grande conflitto in cui si usarono appieno tutti i mezzi moderni, come aeroplani, mezzi corazzati, sommergibili e le armi chimiche, tra cui il gas iprite, che prende il nome dalla città di Ypres (Belgio), dove fu utilizzato per la prima volta per iniziativa dei tedeschi.

27 luglio, 2008

Astorre, sì dalla Regione a campagna 'Vacanze coi fiocchi'


“Sulle strade italiane, muoiono quotidianamente 15 persone e 617 sono ferite. Da giugno ad agosto, ogni 24 ore il numero di morti tocca quota 20, ed i feriti superano i 700: più di un terzo di questi sono giovani tra i 14 e i 29 anni". E’ quanto dichiara l'assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio Bruno Astorre, che dall'insediamento della giunta presieduta da Piero Marrazzo ha sempre voluto aderire alla campagna 'Vacanze coi fiocchi, dai un passaggio alla sicurezza', a cura del Centro 'Antartide' di Bologna.

"E' dunque la terza estate - spiega Astorre - che come assessore, raggiungo il casello Roma Sud dell'autostrada A1 (direzione Napoli) per partecipare alla distribuzione dell'opuscolo, emblema dell'iniziativa, al varco autostradale: così, dal 2006, ogni ultimo sabato di luglio. La manifestazione, che si tiene in contemporanea in tutta Italia, prevede anche l'affissione di manifesti che promuovono la sicurezza, grazie alla collaborazione di Autostrade Spa. Un appuntamento meritorio, che si svolge sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera, del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, insieme all'Unione province italiane, all'Anci, alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, all'Arma dei carabinieri, alla polizia di Stato, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti".

"Gli incidenti stradali - prosegue Astorre - non sono una fatalità. In maggioranza, dipendono dal comportamento di chi è in strada e dal suo stato psico-fisico. Ciò significa che molte tragedie possono essere evitate, con consapevolezza, coscienza educazione. Ecco perché 'Vacanze coi fiocchi' mira ad indurre tutti, soprattutto i giovani, ad analizzare il proprio comportamento alla guida".

"Nel nostro Paese - prosegue l'assessore regionale - alla fine del 2005 si registrava una riduzione del 17,6% nel numero di decessi; trend che ha seguito l'andamento segnando, nel 2006, un calo del 2,6%, e attestandosi al decremento complessivo pari al 19,7%. L'obiettivo europeo, però, è più ambizioso: dimezzare, entro il 2010, la percentuale del numero di morti sulle strade. Con l'attuale trend, entro quella data l'Italia raggiungerà a malapena il 30% del decremento, senza contare che, con 95 morti per incidente stradale ogni milione di abitanti, il nostro Paese registra un tasso doppio rispetto all'esperienza della Gran Bretagna, dell'Olanda, della Svizzera, attestate su una media di 50 decessi per milione di abitanti. C'e' molto da fare, dunque -conclude Astorre- e 'Vacanze coi fiocchi', anche quest'anno, verserà la sua piccola goccia nel mare, con l'impegno della Regione Lazio e del suo assessorato ai Lavori Pubblici".

Toccata e fuga", feste romane al chiaro di luna


"Quanto sei bella Roma" cantata davanti alla Barcaccia di piazza di Spagna, la preghiera di Tosca ("Vissi d'arte") a Palazzo Farnese, Figaro a piazza del Popolo, Carmen e i 'tangueiros' a piazza Navona. E' "Toccata e fuga", rassegna di musica, canto e danza by night per romani e turisti.

La manifestazione, promossa dal Comune (Assessorato Turismo) con il Teatro dell'Opera, si ispira alle feste, popolari e aristocratiche, della Roma sette-ottocentesca: è la tradizione della musica e delle coreografie che prendono vita all'aperto, usando come quinte e fondali le bellezze della città.

"Toccata e fuga" comincia domani, lunedì 28 luglio, replica il 31, poi quattro sere ad agosto (4, 11, 14 e 18), sempre dalle 21 in poi. Il culmine è il 14, con uno spettacolare "Libiam ne' lieti calici" verdiano sulla scalinata di Trinità de' Monti. Vedi la locandina.

Madama Butterfly a Caracalla


Terza opera per la stagione estiva a Caracalla, terzo titolo di Giacomo Puccini nel corso dell'anno per il 150 mo anniversario della nascita. Da stasera, domenica 27 luglio, a domenica 3 agosto va in scena "Madama Butterfly", nell'allestimento 2006 che ebbe allora grande successo di pubblico.

Cio-Cio-San, la geisha sedotta e abbandonata dall'ufficiale di marina Pinkerton, è tra le più compiute incarnazioni del 'femminile secondo Puccini': struggente fragilità, totale consegna di sé all'amore fino alle conseguenze estreme. In certo senso le eroine pucciniane, e Butterfy ("farfalla di burro") forse più d'ogni altra, costituiscono l'ultima propaggine dell'ideale femminile romantico, rivisto in chiave verista e piccolo-borghese. Il che vale dal punto di vista dello storico e del sociologo; poi c'è il fiume melodico che travolge ogni considerazione. E che ha fatto di quest'opera, dopo l'infelice esordio alla Scala il 17 febbraio 1904, una delle più amate e in grado di fare cassetta.
Le voci principali di quest'edizione: nelle vesti di Cio-Cio-San Amarilli Nizza e Susanna Bianchini; in quelle di Pinkerton Walter Borin e Francesco Grollo; la cameriera Suzuki è Renata Lamanda. Orchestra e coro del Teatro dell'Opera. Sul podio, Fabrizio Maria Carminati.

Repliche il 30 luglio, il 1°, il 2 e il 3 agosto. Biglietti da 25 a 110 euro. Per saperne di più, www.operaroma.it.

PROMEMORIA 27 luglio 1993 L'Italia è scioccata da tre autobomba esplose quasi contemporaneamente


L'Italia è scioccata da tre autobomba esplose quasi contemporaneamente dopo le 23.15: una a Milano, nei giardini di Via Palestro, dove muoiono sei persone (quattro vigili del fuoco, un vigile urbano e un immigrato marocchino); due a Roma, danneggiando gravemente la Chiesa di San Giorgio al Velabro e la Basilica di San Giovanni.
ella notte tra il 27 e il 28 luglio 1993, alle ore 00.08, la chiesa fu oggetto di un attentato, un'esplosione dovuta ad un'auto bomba parcheggiata nei pressi della facciata, carica di circa 100 kg di esplosivo, che ha causato il crollo quasi totale del portico stante la chiesa.

L'esplosione ha provocato inoltre l'apertura di una larga breccia sul prospetto principale e dissesti statici alle strutture murarie della chiesa e all'annesso convento dei Padri Crocigeri.

Contemporaneamente vi fu un'altra esplosione a San Giovanni in Laterano. Complessivamente i due attentati provocarono 22 feriti. Entrambi gli attentati saranno addebitati a Cosa Nostra, inquadrati in quel periodo che fu definito dagli inquirenti "la stragi del '93".

26 luglio, 2008

Scuola, 40 milioni per la sicurezza degli edifici


Quaranta milioni di euro per interventi di edilizia scolastica in 102 scuole del Lazio. Questo il provvedimento approvato su proposta dell'assessore ai Lavoripubblici, Bruno Astorre, dalla Giunta regionale presieduta da Piero Marrazzo. 32 milioni di euro sull'esercizio finanziario 2008 e, per i restanti 8 milioni, sull'esercizio 2009.

Previsti 31 interventi in provincia di Roma per un finanziamento di circa 13,5 milioni di euro, 26 in provincia di Frosinone per oltre 9 milioni di euro, 22 in provincia di Viterbo per circa 7,5 milioni di euro, 13 in provincia di Rieti per quasi 5 milioni di euro e 10 in provincia di Latina per oltre 5 milioni di euro.

"Questo provvedimento- dice il presidente della Regione, Piero Marrazzo- va ad incidere su un settore fondamentale per garantire la qualità della vita dei nostri cittadini. La sicurezza delle scuole, un ambiente adeguato per l'educazione dei figli".

"Esprimo la mia soddisfazione per un provvedimento che, approvando le graduatorie inerenti le domande pervenute, permette a moltissimi comuni di operare adesso per la messa in sicurezza degli edifici scolastici- afferma l'assessore Astorre- Come già accaduto, nel 2006 e 2007, anche quest'anno la Regione Lazio, con il pieno sostegno del presidente Piero Marrazzo, ha scelto di mettere in campo quanto possibile affinchè studenti e famiglie possano contare su strutture scolastiche sicure.

Ringrazio gli uffici che, con abnegazione e impegno, danno sempre prova di professionalità nello svolgimento dell'iter amministrativo. La Pubblicazione amministrazione- conclude- e' una macchina complessa ma con grandi doti di efficienza".

Zanzara tigre, la 'guerra' continua. Il numero per segnalazioni


In corso da mesi la campagna anti-zanzara tigre, programmata e coordinata dal Dipartimento Ambiente del Comune. I trattamenti anti-larva sono eseguiti da Ama Disinfestazioni, che agisce sulle principali aree pubbliche: scuole, centri anziani, cimiteri e tutti i tombini.

Ama interviene in base alle segnalazioni dei cittadini (chiamare lo 06-55301225) e sulla scorta del monitoraggio condotto tutto l'anno dall'Istituto di Superiore di Sanità, che individua le aree a maggior rischio collocando speciali 'trappole' su cui le zanzare depongono le uova. Quest'anno il fenomeno appare in calo ma tutt'altro che estirpato.

Campidoglio e Ama raccomandano dunque grande attenzione su balconi e giardini – e su ogni area privata, dove la campagna pubblica anti-zanzara non può agire –: come ogni estate, occhio ad ogni riserva d'acqua stagnante, anche minima, dai sottovasi alle pozze che si formano innaffiando i prati.

Per saperne di più, vedere le pagine del Dipartimento Ambiente.