13 marzo, 2008

PROEMEMORIA 13 marzo 1943 Olocausto: le truppe tedesche liquidano gli ebrei del ghetto di Cracovia


Il ghetto ebraico di Cracovia (Kraków in polacco) fu uno dei cinque principali ghetti creati dai nazisti nel Governatorato Generale in Polonia durante l'occupazione tedesca nella Seconda guerra mondiale. Il ghetto rappresentò un punto di transito per la suddivisione tra i lavoratori considerati abili e coloro che erano destinati al successivo massacro nei campi di sterminio. Prima della guerra Cracovia era un influente centro culturale ed aveva una popolazione ebraica di 60.000-80.000 abitanti.
La persecuzione della popolazione ebraica di Cracovia iniziò subito dopo l'occupazione della città nel settembre del 1939 a seguito della campagna polacca che vide le forze tedesche conquistare rapidamente la nazione. Gli ebrei vennero immediatamente obbligati a prendere parte a lavori forzati imposti dalle truppe naziste; dal novembre 1939 tutti gli ebrei di oltre dodici anni furono obbligati a portare un bracciale di identificazione; in tutta Cracovia le sinagoghe vennero chiuse e le reliquie e oggetti di valore che contenevano vennero confiscati dalle autorità tedesche.

Entro il maggio 1940 le autorità d'occupazione tedesche annunciarono che Cracovia sarebbe diventata la città più "pulita" del Governatorato Generale (comprendente tutte le zone occupate della Polonia, ma non annesse direttamente al Reich) ed ordinarono una massiccia deportazione degli ebrei dalla città. Degli oltre 68.000 ebrei presenti a Cracovia, solo 15.000 lavoratori e le loro famiglie ebbero il permesso di rimanere in città; tutti gli altri ricevettero ordine di abbandonarla e vennero "reinsediati" nelle aree circostanti.

Il ghetto di Cracovia venne costituito ufficialmente il 3 marzo 1941 ed installato nel quartiere di Podgórze, non nel quartiere ebraico di Kazimierz, obbligando allo spostamento delle famiglie polacche residenti nelle abitazioni ebree situate fuori dal ghetto. Prima della creazione del ghetto il quartiere di Podgórze era abitato da 3.000 persone: in quest'area vennero stipati inizialmente 15.000 ebrei che occupavano 30 strade, 320 edifici e 3.167 stanze. Come risultato venne assegnato un appartamento ogni quattro famiglie, e molti sfortunati furono costretti a vivere per strada.

Il ghetto venne circondato da mura che lo isolarono completamente dalla città circostante; tutte le finestre e porte che erano rivolte verso il lato "ariano" della città vennero murate, escluse quattro passaggi custoditi che permettevano il traffico attraverso il ghetto. Come oscuro presagio del futuro imminente i muri di cinta erano costruiti con le lapidi demolite dal cimitero ebraico della città. Piccole sezioni del muro rimangono ancora oggi.

Gli appartenenti al movimento di sinistra Akiva unirono le loro forze con i gruppi sionisti per fondare una organizzazione clandestina di combattimento chiamata Żydowska Organizacja Bojowa (ŻOB) ed organizzare la resistenza all'interno del ghetto con il supporto esterno del movimento polacco di resistenza Armia Krajowa. Il gruppo portò avanti una serie di attività di resistenza compreso un attentato al club di ritrovo degli ufficiali tedeschi. A differenza di quanto successe a Varsavia, però, gli sforzi non portarono ad una sollevazione generale prima che il ghetto venisse liquidato.

A partire dal 30 maggio 1942, le autorità tedesche iniziarono una serie di sistematiche deportazioni dal ghetto verso i campi di concentramento circostanti; nei mesi successivi migliaia di ebrei subirono questa sorte.

Il 13 e il 14 marzo 1943 i nazisti, per ordine dello Sturmbannführer Willi Haase, operarono la "liquidazione" finale del ghetto effettuata dalle SS al comando dello SS-Hauptsturmführer Amon Göth: 8.000 ebrei reputati abili al lavoro vennero deportati al Campo di concentramento di Kraków-Plaszów. Circa 2.000, considerati inabili vennero uccisi nelle strade del ghetto ed i rimanenti vennero inviati a morire al campo di Auschwitz.

12 marzo, 2008

Palazzo Incontro in mostra i tesori "nascosti" del Vaticano


Il commissario straordinario della Provincia di Roma, Marisa Troise Zotta e il cardinale Angelo Comastri, vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro, hanno inaugurato presso Palazzo Incontro a Roma (in via dei Prefetti 22), la mostra "Magnificenze Vaticane. Capolavori d'arte dalle collezioni della Fabbrica di San Pietro" curata da Alfredo Maria Pergolizzi.

L'esposizione, promossa dalla Provincia di Roma e dal Centro Europeo per il Turismo, rimarrà aperta fino al 25 Maggio 2008 e sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 19. Ingresso Libero.

La mostra si è avvalsa della collaborazione scientifica di noti studiosi italiani, professori ordinari nelle Università degli studi di Roma ‘La Sapienza’; Roma 3 Tor Vergata; ‘Federico II’ , Napoli; della Tuscia, Viterbo e del Museo di Storia della Scienza, Firenze.

"Palazzo Incontro è la sede ideale per ospitare questa esposizione, allestendo dal termine del suo restauro ad oggi ben 13 mostre tutte di questa levatura. Speriamo - ha dichiarato Marisa Troise Zotta, commissario straordinario della Provincia di Roma - di poter pensare ad un Museo che ospiti le pregiate testimonianze dell'opera della Fabbrica di San Pietro. Sarebbe sublime perchè finalmente tutti e non pochi studiosi potrebbero ammirare queste opere".

La basilica papale di San Pietro in Vaticano, nota universalmente quale centro della Cristianità, raccoglie all’interno la somma di importanti monumenti, frutto dell’ingegno e della creatività dei massimi artisti di ogni epoca. Tesori inediti dalla Fabbrica di San Pietro istituzione creata da papa Giulio II nel 1506 per seguire le fasi di cantiere del nuovo edificio in costruzione e poi per assicurarne la manutenzione ordinaria e straordinaria, per la prima volta in tempi moderni saranno esposti oltre 130 pezzi recuperati dai depositi della basilica vaticana, selezionati da Alfredo Maria Pergolizzi, responsabile dell’ufficio fotografico della Fabbrica di San Pietro, e per questa occasione restaurati e studiati da noti specialisti delle singole materie.

Il percorso espositivo è articolato in diverse sezioni, tra loro interconnesse ma autonome per generi: architettura, pittura, scultura e arti applicate.

Lo scopo di una così precisa distinzione è finalizzato a meglio rappresentare la pluralità di interventi in un unico centro quale è la basilica di San Pietro, e testimoniare la qualità dei manufatti anche in quelle azioni solitamente ritenute di carattere minore, ma soprattutto la varietà e l’abilità creativa dei protagonisti della scena artistica romana che in ogni tempo, dal XIV al XX secolo, hanno aspirato e chiesto di poter lasciare una propria traccia nella basilica vaticana.


Tra i capolavori poco conosciuti: il grande rotolo di Damasco con le armi di papa Alessandro VII Chigi e i Candelabri e gli originali reliquiari in forma piramidale ideati e realizzati da Gian Lorenzo Bernini, il prezioso set di Candelieri e Croce acquistati da papa Pio IX dal re di Napoli per la basilica vaticana; o la preziosa serie di paliotti in seta e ricamo in oro utilizzati nel Settecento per arredare l’altare maggiore durante le cerimonie di canonizzazione.

Inoltre, nella sezione scultorea della mostra sono presenti opere attribuite in questa sede a Gian Lorenzo Bernini e Alessandro Algardi, artefici tra i massimi del Seicento romano. Il Quattrocento, a sua volta, è rappresentato dalla serie dei quattro Evangelisti eseguiti da due veri protagonisti della scena romana dell’epoca, Mino da Fiesole e Giovanni Dalmata.

La parte pittorica, a sua volta, è ben rappresentata con l’esposizione, per la prima volta, di frammenti e affreschi della decorazione interna della basilica di San Pietro, oltre che di quadri che attendono ancora di essere attribuiti, ma di sicura qualità artistica. Una seconda sezione dell'esposizione è invece dedicata alla memoria, al patrimonio cartaceo conservato nell’Archivio Storico Generale della Fabbrica, con gli autografi di Benvenuto Cellini, Michelangelo, Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini e altri.

Aeroporto di Fiumicino: iniziano i lavori del molo C


Con la cerimonia della simbolica posa della prima pietra, ha preso il via oggi la realizzazione del nuovo 'molo c' dell’aeroporto di Fiumicino, che entrerà in esercizio nel 2012. L'investimento previsto per la nuova aerostazione e per tutte le opere complementari ammonta a 195 milioni e sarà largamente finanziato da Adr. I lavori saranno effettuati da un'associazione temporanea di imprese guidata da Cimolai spa.

A tenere a 'battesimo' la nuova opera, oltre ai vertici di Adr (il presidente Fabrizio Palenzona e l'ad Maurizio Basile), il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, il presidente dell'Enav, Bruno Nieddu, il presidente dell'Enac Vito Riggio.

''Fiumicino è ormai lanciato come aeroporto intercontinentale: è il vero hub del mediterraneo. Punta a 50 milioni di passeggeri perché è il mercato che gli offre questa possibilità - ha detto il presidente Marrazzo - Oggi è stato un bel giorno di lavoro. Fiumicino segna un grande cambio di passo. Ci sono condizioni nel Mediterraneo affinché ogni anno arrivino 250 milioni di passeggeri. E arriveranno entro il 2020 a 400 milioni. Esistono anche condizioni politiche, amministrative, imprenditoriali, affinché il processo vada avanti: il molo C è un tassello di questo mix.”

La nuova infrastruttura, avveniristica e dotata di grande funzionalità, in linea con le opere in esercizio nei maggiori aeroporti internazionali, è composta da due strutture, la cui superficie complessiva sarà di 78 mila metri quadrati. Il primo edificio è un avancorpo di ampliamento dell'attuale terminal c, quindi a ridosso dell'aerostazione internazionale. Lungo 200 metri e largo 40, avrà un'area di oltre 22 mila metri quadrati e sarà dotato di un nuovo impianto di smistamento bagagli. La seconda costruzione è il 'molo C' con l'area dedicata all'imbarco: lunga 280 metri e larga 70, potrà ospitare comodamente oltre 5 milioni di passeggeri all'anno.

Brian Eno + Mimmo Paladino + Ara Pacis: Opera Unica


Paladino - Eno Mettiamo insieme due artisti che esprimono il loro talento creativo con forme d'arte diverse, diamogli un luogo 'unico' per lasciare libere le loro arti di incontrarsi e creare un nuovo, originale mix: è quello che è accaduto a Mimmo Paladino e Brian Eno negli spazi dell'Ara Pacis.

Dall'11 marzo all'11 maggio 2008 la mostra/evento "Opera per l'Ara Pacis. Mimmo Paladino | Musiche di Brian Eno." - a cura di Achille Bonito Oliva, James Putnam e Federica Pirani, promossa dal Comune di Roma, è l'occasione per questi due protagonisti della cultura contemporanea (arte figurativa per Paladino, musica e composizione per Eno) di ritrovarsi a lavorare insieme dopo 10 anni dal loro primo progetto in comune alla Round House di Londra nel 1999.

E dal loro incontro di oggi ecco nascere un' installazione unica, un dialogo tra arti visive e sonore, pensata e realizzata su misura per gli spazi del Museo dell'Ara Pacis.

Nel progetto rientra a pieno titolo anche il catalogo che accompagna l'evento: più di 160 pagine tra testi critici e immagini, accompagnate da un'importante sezione fotografica realizzata da Ferdinando Scianna, che documentano il backstage dell'allestimento della mostra.

In cosa consiste l'intervento? Mimmo Paladino nel Museo dell'Ara Pacis 'segna' le superfici e fornisce all'osservatore un nuovo punto di vista dal quale confrontare l'architettura di Richard Meier e la monumentalità dell'Ara Pacis con la sua ricerca ricca di contaminazioni: è il caso della grande scultura circolare, un anello in acciaio, che inquadra l'Ara e, insieme con il monumento, è visibile dal Lungotevere.

Ma il 'momento topico' dell'installazione viene svelato al piano sottostante il monumento dell'Ara Pacis, dove il visitatore viene coinvolto in uno scenario mutevole di luci ed ombre, con un' unica fonte di colore, una luce rossa emanata dagli affreschi che ricoprono due pareti del vano centrale, mentre si alternano suono e silenzio, in un movimento pensato da Brian Eno per comporre un ambiente musicale senza parole, senza melodia, senza ritmo e che non si ripete mai uguale.

Roma, Museo dell'Ara Pacis, Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)
11 marzo – 11 maggio 2008

Orari: da martedì a domenica dalle ore 9 alle ore 19, la biglietteria chiude 1 ora prima
Biglietti: intero € 6,50; ridotto € 4,50; ingresso gratuito sotto i 18 anni e sopra i 65
Info: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 22.30) www.arapacis.it

Ente promotore: Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali Sovraintendenza ai Beni Culturali
Cura della mostra e del catalogo: Achille Bonito Oliva, James Putnam, Federica Pirani
Progetto della mostra: Valentina Bonomo
Musica: Brian Eno
Published by: Opal Music. London (PRS) © Opal Ltd., 2008
Fotografie: Ferdinando Scianna/Magnum/Contrasto
Organizzazione generale e servizi museali: Zètema Progetto Cultura
Supporto organizzativo della mostra: Galleria Valentina Bonomo Roma
Con la collaborazione di: BNL - Gruppo BNP PARIBAS, Banca di Roma - Unicredit Group, Monte dei Paschi di Siena - Gruppo MPS, Vodafone
Con il contributo tecnico di: La Repubblica, Danese, Radio Rock, I Cigni
Catalogo: Gli Ori, Prato

Domenica delle Palme la XIV Maratona della Città di Roma


Maratona della Città di Roma La XIV edizione della Maratona della Città di Roma si svolgerà domenica 16 marzo, Domenica delle Palme, con partenza alle 9 da via dei Fori Imperiali. Il 2008 porterà sulle strade di Roma maratoneti da tutto il mondo e decine di migliaia di persone alla Stracittadina Fun Run di 4 chilometri. Due infatti le anime della prova capitolina: quella competitiva e quella della più grande festa di corsa e sport che esista in Italia.

Oltre alle quasi 50.000 persone che si attendono per la 4 chilometri, Roma per il 2008 ha puntato molto a rinforzare la partecipazione di tutti. Così il 16 marzo, oltre alle migliaia di maratoneti (sono 14.500 gli iscritti provenienti da 76 nazioni, 8.800 italiani e 5.700 stranieri), per le strade della Città Eterna correranno i retrorunners (i corridori all'indietro), i fitwalkers (i camminatori) e decine di atleti internazionali con diverse disabilità: insomma, tutti avranno il loro spazio, la loro partenza, i loro premi, e soprattutto una volta partiti da via dei Fori Imperiali si uniranno per le vie e piazze di Roma in un unico serpentone di amanti della corsa.

I partecipanti delle passate edizioni lo definiscono il più bel percorso al mondo: dalla partenza situata in via dei Fori Imperiali, la maratona si snoda attraverso via del Teatro Marcello, via dei Cerchi, via Ostiense, Basilica di San Paolo, viale Marconi, Porta Portese, Testaccio, proseguendo sul Lungotevere in direzione della Sinagoga, l'Ara Pacis, piazza Cavour, viale Angelico, e, ancora, sul Lungotevere verso il Foro Italico. Si passa per la Moschea, piazzale delle Belle Arti, largo di Torre Argentina, via del Corso, piazza del Popolo, piazza di Spagna, Fontana di Trevi, via Petroselli, via di San Gregorio, piazzale del Colosseo con arrivo in via dei Fori Imperiali.

Il tempo limite per chiudere la prova competitiva è di 8 ore. La gara maschile negli ultimi dieci anni ha visto per ben otto volte trionfare atleti capaci di fermare il crono sotto le 2:10 mentre a livello femminile ormai sono le 2:25 il tempo da centrare per vincere.

Lo svolgimento della maratona comporta una serie di cambiamenti temporanei nel trasporto pubblico: già alle 0,30 di sabato, ai Fori Imperiali, scattano le prime deviazioni degli autobus. Durante la corsa, poi, vengono sospese 15 linee, 9 subiscono deviazioni e 45 viaggiano con limitazioni di percorso. Vedere www.atac.roma.it, sezione "Periscopio".

Durante la settimana che precede la gara, dal 13 al 15 marzo, è aperto presso il Palazzo dei Congressi dell'EUR il Marathon Village. Nella Casa dell'Atleta, oltre a ritirare il pettorale ed il pacco gara della Maratona e della Stracittadina Fun Run, è possibile visitare stand, assistere a concerti, spettacoli e convegni nell'AREA MEDIA.

Per ulteriori informazioni visitare il sito www.maratonadiroma.it

PROMEMORIA 12 marzo # 2003 - Zoran Djindjic, primo ministro serbo, viene assassinato a Belgrado


Zoran Djindjic, primo ministro serbo, viene assassinato a Belgrado.
Zoran Đinđić (Zoran Djindjić, in serbo cirillico Зоран Ђинђић, pronuncia ˈzorɑn ˈdʑɪndʑɪtɕ; Bosanski Šamac, 1 agosto 1952 – Belgrado, 12 marzo 2003) è stato un politico e filosofo serbo che ha ricoperto le cariche di primo cittadino di Belgrado e di primo ministro della Repubblica di Serbia, ma prima di tutto era un oppositore al regime di Slobodan Milošević. Đinđić è nato a Bosanski Šamac nella Republika Srpska (Bosnia Erzegovina), una cittadina che confina con la Croazia sul fiume Sava. Ha completato i studi di scuola secondaria a Belgrado dove suo padre Dragomir fu trasferito come ufficiale dell'Esercito jugoslavo. Come studente dell'Università di Belgrado ha dimostrato interesse per la politica.

Il 12 marzo 2003, mentre scende dalla propria autovettura nel cortile del parlamento serbo a Belgrado, viene assassinato da un cecchino appostato nel palazzo di fronte.
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Zoran_%C4%90in%C4%91i%C4%87"
Categorie: Biografie | Politici serbi | Filosofi serbi

11 marzo, 2008

Ambiente: a Palazzo Valentini un convegno sul Pozzo del Merro


Mercoledì 12 marzo, alle ore 9,30, nella Capitale - in via IV Novembre 119/a, presso la sede della Provincia di Roma, a Palazzo Valentini - all’interno della Sala Monsignor Di Liegro si terrà il Convegno “Pozzo del Merro – Un gioiello della natura da conoscere e tutelare”.

I lavori saranno aperti dalla Dottoressa Clara Vaccaro, subcommissario Provinciale con delega al territorio, ambiente, agricoltura, patrimonio, sviluppo economico e attività produttive.

All’incontro interverranno numerosi relatori, tra cui il Direttore del Dipartimento “Servizi di Tutela Ambientale” della Provincia di Roma, Carlo Angeletti. Parteciperanno, tra gli altri, Filoteo Recchioni assessore all’Ambiente del Comune di Sant’Angelo Romano; Carlo Rosa, Capo Nucleo Sommozzatori Vigili del Fuoco di Roma; Maria Antonietta Piacente, presidente del Comitato Regionale Lazio della Croce Rossa Italiana.

Ai lavori prenderanno parte anche docenti universitari ed esperti di speleologia. Va ricordato, infatti, che il Pozzo del Merro costituisce la voragine carsica più profonda al mondo. Il pozzo, all’interno della Riserva Naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco, è stato oggetto di ripetute ricerche.

In particolare la Provincia di Romana ha promosso lo studio del geosito in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma e i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale.
Il convegno del 12 marzo sarà l’occasione per illustrare lo stato delle conoscenze e per riflettere sugli interventi di tutela.

Durante la giornata verrà presentato e distribuito il documentario sulla Riserva Naturale Macchia di Gattaceca, realizzato dalla Provincia di Roma. Sarà inoltre proiettato il promo del documentario realizzato da Pippo Cappellano su “Merro Scientific Project”.

nfomobilità, attivo servizio sms per disservizi mezzi pubblici


Un servizio sms di rilevazioni reclami. E’ attivo da oggi, per permettere agli utenti del Lazio di segnalare disservizi a bordo dei treni regionali e dei bus del trasporto pubblico. Inviando un sms al numero verde 48310, gli utenti potranno, infatti, segnalare eventuali disservizi allo ‘sportello del pendolare’, istituito presso l’agenzia regionale Aremol. Questo il primo intervento operativo del piano dell’infomobilità della Regione Lazio, approvato dalla giunta regionale il 15 febbraio e presentato oggi durante una conferenza stampa presso la sede della Regione. “E’ un progetto - ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, aprendo la conferenza - che rappresenta una rivoluzione culturale nel sistema dei trasporti e della mobilità. Un intervento sostanziale, non formale che mette in rilievo - ha continuato Marrazzo - la centralità del cittadino e del passeggero”. Marrazzo ha quindi sottolineato il ruolo dell’istituzione regionale nel rapporto con i cittadini: “Con questo intervento anticipiamo quello che deve essere il modello delle istituzioni nei confronti dei cittadini”.

Alla conferenza stampa è intervenuto anche l’Assessore regionale alla Mobilità, Franco Dalia: “Questo progetto - ha spiegato - influenzerà tantissimo la mobilità della nostra regione. Siamo la prima regione a dotarsi di un piano di infomobilità e con questo intervento abbiamo investito sul cittadino, su quelle persone che ogni mattina si alzano alle quattro per prendere i mezzi pubblici”. Dalia ha poi preannunciato interventi futuri nel settore: “Questo è il primo ‘pezzo’ del cambiamento e nei prossimi mesi produrremo altri interventi che muteranno radicalmente il volto della mobilità nella nostra regione”.

Il piano regionale dell’infomobilità, che punta a definire le azioni in materia di servizi telematici applicati al settore dei trasporti, riguarda tutti i mezzi della rete Cotral e del trasporto ferroviario della regione ed è strettamente integrato con il piano regionale della mobilità, trasporti e logistica. Attraverso l’utilizzo degli strumenti tecnologici, sarà possibile avere un quadro completo, aggiornato in tempo reale, di tutti i mezzi pubblici in movimento con le relative posizioni e i tempi di percorrenza. Il piano punta anche, in prospettiva, a permettere, tramite sms, l’aggiornamento in tempo reale degli utenti su ritardi e disservizi, come anche su eventuali percorsi alternativi.

PROMEMORIA 11 marzo 2004 Attentati dell'11 marzo 2004 a Madrid


Gli attentati del 11 marzo 2004, anche conosciuti come 11-M o M-11, furono una serie di attacchi terroristici coordinati al sistema di treni locali a Madrid (Spagna), che uccisero 191 persone (177 delle quali morte immediatamente negli attentati) e provocarono 2057 feriti.
Descrizione degli attentati
Nota: tutti gli orari sono indicati nell'ora locale spagnola (UTC/GMT+1) se non diversamente indicato.

La mattina di giovedì 11 marzo 2004, tre giorni prima delle elezioni spagnole, dieci zaini riempiti con esplosivo (probabilmente Goma-2 ECO) furono fatti esplodere in quattro treni regionali di Madrid, in quattro stazioni differenti.

Le esplosioni avvennero nell'ora di punta, fra le 7:36 e le 7:40 nelle stazioni madrilene di Atocha (3 bombe), El Pozo del Tío Raimundo (2 bombe), Santa Eugenia (1 bomba) ed in un quarto treno che si trovava nei pressi di via Téllez (4 bombe), sui binari che portano ad Atocha provenendo da sud. Le forze di polizia trovarono altri due dispositivi inesplosi. Entrambi furono fatti esplodere immediatamente dagli artificieri per motivi di sicurezza. Un ulteriore borsa con 500 grammi di esplosivo, mitraglia, detonatore e temporizzatore basato su un telefono mobile modificato fu ritrovata inesplosa tra gli oggetti e bagagli raccolti sui luoghi degli attentati, e trasportati a un commissariato e successivamente in un centro fieristico (IFEMA) insieme alle vittime. Quest'ultimo artefatto (che sarebbe stato inizialmente posto nel treno di Vallecas) condurrà rapidamente alle prime ipotesi certe ed ai primi arresti il 13 marzo.

Cronologia (11 marzo, dalle 6:45 alle 7:42)

* 06:45: il treno 17305 parte da Guadalajara con destinazione la stazione di Chamartín.
* 07:00: il treno 21431 parte da Alcalá de Henares con destinazione Alcobendas.
* 07:10: il treno 21435 parte da Alcalá de Henares con destinazione Alcobendas.
* 07:15: il treno 21713 parte da Alcalá de Henares con destinazione la stazione di Príncipe Pío.
* 07:39: tre bombe esplodono sul treno 21431 nel binario 2 all'interno della stazione di Atocha. Pochi secondi dopo, quattro bombe esplodono sul treno 17305 vicino via Téllez, 500 metri prima di entrare nella stazione di Atocha.
* 07:41: due bombe esplodono sul treno 21435 nella stazione di El Pozo del Tío Raimundo.
* 07:42: una bomba esplode nel treno 21713 alla stazione di Santa Eugenia.

Le vittime
Lapide in memoria delle vittime posta nella struttura sportiva Daoiz y Velarde
Lapide in memoria delle vittime posta nella struttura sportiva Daoiz y Velarde

Il numero ufficiale delle vittime è di 191 (alcuni alzano il numero fino a 192 perché una delle donne morte era incinta) e di 2057 feriti, per cui l'attentato diventava il primo per numero di feriti e secondo per vittime mortali, nella lista dei peggior attacchi sofferti in Europa in tempi di pace dopo l'attentato di Lockerbie, che causò la perdita di un aereo della Pan Am e la morte di tutti i passeggeri e membri dell'equipaggio il 21 dicembre 1988. Il numero di 202 morti che venne indicato in un primo momento fu poi ridotto dopo una più accurata identificazioni di alcuni resti.

I feriti furono trasportati negli ospedali di Madrid. Il numero delle persone colpite fu così grande che fu necessario installare un ospedale da campo nella struttura sportiva Daoiz y Velarde, nelle vicinanze di via Téllez, per fornire i primi aiuti e pianificare il trasporto in ospedale.

Il numero definitivo dei morti è comunque calcolato in 191, oltre a due feti rispettivamente di tre e otto mesi di gestazione. Nel computo è stato infatti considerato anche un bambino morto il 10 maggio a quarantotto ore dalla nascita: la sua morte fu causata alle ferite subite dalla madre nell'attentato.

Le nazionalità delle vittime:

* 142 Spagna
* 16 Romania
* 5 Ecuador
* 4 Bulgaria, Perù, Polonia
* 3 Marocco
* 2 Colombia, Honduras, Ucraina
* 1 Brasile, Cuba, Cile, Dominica, Filippine, Francia, Guinea

In alcuni conteggi si riferisce il numero di 192 vittime, calcolando tra le vittime anche l'agente intervenuto a Leganes, e morto con i suicidi.

09 marzo, 2008

Ai Musei Capitolini torna -in 'spirito'- il XVIII secolo


I Musei Capitolini, nelle Sale di Palazzo Caffarelli, ospitano -dal 7 marzo all'8 giugno 2008- la mostra "Ricordi dell'antico. Sculture, porcellane e arredi all'epoca del Grand Tour", esposizione che presenta al pubblico una squisita selezione di circa 150 opere -dalla produzione di porcellane e biscuit ispirati ai capolavori dell'antichità, ai dipinti, disegni e incisioni- a testimonianza di quello spirito di studio e ricerca per l'Antico che tanto animò il XVIII secolo, quando fonte massima di ispirazione per l'arte era appunto considerata l'antichità classica.

In quel periodo il desiderio di appropriarsi di una parte dell'eredità classica attraverso il possesso di opere d'arte antica moltiplicò le collezioni e gli scavi e incrementò le attività antiquariali e quelle apertamente commerciali.

Grazie a questa esposizione, il visitatore potrà rendersi conto di questa mania dell'antico che portò a riprodurre in materiali diversi -marmo, terracotta, bronzo e porcellana- alcuni dei più noti prototipi della Roma antica e delle collezioni archeologiche romane, rappresentate sia dai bronzi di Valadier e dei Righetti che dalle porcellane delle manifatture della Real Fabbrica di Napoli, di Giovanni Volpato e di Ginori a Doccia, dove venne anticipato il gusto neoclassico ricopiando in porcellana le antiche statue delle collezioni romane e fiorentine.

Sculture di Roma Antica

Molti furono i restauratori e scultori che con la loro opera resero noti i capolavori dell'antichità: fra quelli rappresentati in mostra, Luigi Valadier, di cui possono essere ammirati la Venere Callipigia e l'Apollo del Belvedere del Louvre, Giacomo e Giovanni Zoffoli, Giuseppe Boschi, di cui sono rappresentati in mostra vasi e candelabri appartenenti al noto dessert di Damian Campény, e infine Francesco e Luigi Righetti, di cui sono presenti numerose opere importanti, fra cui i bronzi del Palazzo Reale di Caserta rappresentanti Laocoonte, Castore e Polluce e Bacco e Arianna e il noto tripode in bronzo dorato al Museo Nazionale di Capodimonte, derivato da un esemplare di scavo.

Oggetti tipici dell'epoca furono i dessert che ornavano le tavole ufficiali, eseguiti nei più vari materiali. Vero e proprio capolavoro è il dessert della Regina di Napoli, Maria Carolina d'Austria, portato a termine nel 1805 da Valadier e Albacini, raffigurante i templi di Paestum, oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna, di cui si potranno ammirare in mostra due pezzi, o quello di Giovanni Volpato, di cui è possibile vedere il gruppo di Apollo e le Nove Muse, parte del dessert realizzato in biscuit nel 1786 per l'Ambasciatore di Venezia a Roma Piero Donà.

Giovanni Volpato divenne rapidamente a Roma un punto di riferimento per l'elegante e cosmopolita mondanità dell'epoca e fu celebre sia per le riproduzioni a stampa sia per le copie di capolavori in piccole dimensioni modellate in candido biscuit.

Dopo la metà del secolo, quando la tecnica della porcellana diventò meno costosa e aumentò la richiesta di copie, prese piede nelle manifatture di tutta Europa la produzione su larga scala di plastiche e vasellame ispirati all'Antico di cui si presentano importanti esempi.

Quadri, acquerelli, disegni e incisioni illustreranno l'ambiente figurativo e culturale del tempo e saranno di corredo alla mostra: fra questi sono da segnalare il Ritratto di Charles Townley di Zoffany, vera sintesi del Grand Tour del secondo Settecento, e alcune splendide vedute di Roma antica del Panini, di cui una proveniente dalle collezioni del museo Liechtenstein.

Roma, Musei Capitolini (Piazza del Campidoglio) Palazzo Caffarelli

Orari: dal martedì alla domenica ore 9.00 - 20.00 la biglietteria chiude alle 19.00
Chiuso lunedì e 1° maggio

Biglietti: unico integrato comprensivo di ingresso ai Musei Capitolini e alla Mostra: € 8.00 intero, € 6.00 ridotto - Solo mostra: € 4,50 intero, € 2,50 ridotto, gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.

AMA, martedì sciopero


Martedì 11 marzo sciopero generale del comparto "igiene ambientale", proclamato dai sindacati FP-Cgil, FIT-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel. Per i dipendenti Ama, l'agitazione comincia con il primo turno di martedì 11 e si conclude intorno alle 4,30 della mattina di mercoledì 12 marzo.

Assicurati i servizi minimi essenziali e le prestazioni indispensabili: pronto intervento a ciclo continuo; incenerimento rifiuti ospedalieri; raccolta pile, farmaci e siringhe abbandonate; pulizia mercati; raccolta rifiuti prodotti da case di cura, ospedali, caserme, comunità recupero tossicodipendenti ecc.; pulizia e svuotamento cestini sulle aree di maggior interesse turistico in centro. Per l'emergenza, comunque, è attiva 24 ore su 24 la centrale operativa Ama, tel. 06-51693339 / 40 / 41.

Interessati dallo sciopero, con le stesse modalità, anche gli operatori del settore funerario (escluso il personale con contratto nazionale "FederUtility Funerario"). Anche in questo caso, assicurati i servizi minimi essenziali.

Vedere anche www.amaroma.it

PROMEMORIA 9 marzo 1976 -


In Val di Fiemme la cabina della funivia del Cermis con 43 persone a bordo cade, a causa della rottura della fune, in località Maso Teta - 42 morti (vedi anche 3 febbraio 1998).
Il Cermis è una montagna del gruppo dei Lagorai nel comune di Cavalese, in Val di Fiemme. Esso è tristemente famoso per essere stato il luogo di due dei più grandi incidenti che abbiano coinvolto impianti di risalita di trasporto. Oggi le due funivie a va e vieni sono state sostituite da tre cabinovie consecutive. Il punto di arrivo della prima cabinovia, che è anche punto di partenza della seconda, è raggiungibile anche tramite una strada asfaltata.

08 marzo, 2008

PROMEMORIA 8 Marzo 1911 - Viene celebrata per la prima volta la Giornata Internazionale della Donna


La Giornata Interazionale della Donna, comunemente però definita Festa della Donna è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l'8 marzo. L'usanza di regalare mimose in occasione della festa non è invece diffusa ovunque. L'8 marzo era originariamente una giornata di lotta, specialmente nell'ambito delle associazioni femministe: il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli. Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po' sfumando, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche - se non soprattutto - da connotati di carattere commerciale e politico.

Preceduta da una marcia di 15.000 donne nel 1908 per il miglioramento delle condizioni di lavoro e l'ottenimento del diritto al voto, la prima festa della donna si è svolta il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti d'America.

La sua istituzione internazionale risale al 1910 nel corso della Seconda Internazionale, svoltasi a Copenaghen nella Folkets Hus (Casa del Popolo) chiamata poi "Ungdomshuset". Qui più di 100 donne rappresentanti di 17 paesi scelsero di istituire una festa per onorare la lotta femminile per l'ottenimento dell'uguaglianza sociale.

Dal 1912 la festa vuole ricordare anche un grave incendio avvenuto nel 1911 a New York, nella Triangle Shirtwaist Company dove morirono 140 donne in prevalenza italiane ed ebree.

Nel febbraio del 1913 anche le donne russe parteciparono alla loro prima festa con l'intento di dichiarare la loro posizione contro la guerra, ma si ritrovarono a manifestare il 23 febbraio 1917 (l'8 marzo del calendario giuliano) per la morte di circa 2 milioni di soldati russi morti in guerra. Le proteste continuarono per vari giorni fintanto che lo Zar fu costretto ad abdicare ed il governo dovette concedere il diritto al voto anche alle donne. Da quell'anno la festa viene celebrata in una data fissa, mentre precedentemente era festeggiata l'ultima domenica di febbraio.

La data dell'8 Marzo per festeggiare la festa della donna fu decisa nel 1921 dalla Seconda conferenza delle donne comuniste convocata a Mosca dalla Terza Internazionale.

In Italia, nel secondo dopoguerra, la giornata internazionale della donna fu ripresa e rilanciata dall'UDI (Unione Donne Italiane) associando nel contempo alla data dell'8 marzo l'ormai tradizionale fiore della mimosa.

In Italia è molto diffusa una storia che fa risalire l'origine della festa ad un grave incidente avvenuto negli Stati uniti, l'incendio dell'industria tessile Cotton. Questa storia è un falso storico accertato che fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda ma in Italia recentemente è stata riportata come la vera origine della festa della donna dai telegiornali creando così una "leggenda".

Secondo questa storia nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell'8 marzo, le operaie dell'industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l'8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo.

Effettivamente non esiste alcun tipo di prova e documento che affermi l'esistenza di un fatto storico che confermi l'episodio delle oltre 129 donne bruciate vive in un incendio di una fabbrica dal proprietario perché le donne erano scese in sciopero.

Questa storia prende spunto da un reale fatto di cronaca, un incendio avvenuto nel 1911 (quindi dopo, e non prima della tradizionale data di nascita della festa, il 1910), a New York, nella Triangle Shirtwaist Company. Le lavoratrici non erano in sciopero, ma erano state protagoniste di una importante mobilitazione, durata quattro mesi, nel 1909. L'incendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime furono oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di fabbrica erano la maggior parte. I proprietari della fabbrica si chiamavano Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel processo penale ma persero una causa civile.

La versione comunista fu riportata in Italia nel 1952 da "La lotta", settimanale edito dalla sezione bolognese del Partito Comunista Italiano. L'Unione Donne Italiane distribuì nello stesso anno alle iscritte libretti con un resoconto dell'incendio di New York. Nel 1954 Il Lavoro, settimanale della Cgil aggiunse un fotomontaggio di Mr. Johnson con la bombetta che si fa largo tra la massa di donne tenute dalla polizia.

07 marzo, 2008

PROMEMORIA 7 Marzo 1876 - Alexander Graham Bell ottiene il brevetto per l'invenzione cui da il nome di telefono (brevetto #174.464)



Alexander Graham Bell (Edimburgo, 3 marzo 1847 – Baddeck, 2 agosto 1922) è stato un inventore e scienziato scozzese.

Bell è stato a lungo tempo considerato come l'inventore del telefono, anche se questo argomento è stato discusso ampiamente, con molte autorità che affermano che fu Antonio Meucci il vero inventore (infatti nel giugno 2002 il parlamento statunitense approvò un documento che attribuiva ufficialmente a Meucci i meriti per l'invenzione del telefono). Altri, poi, sostengono che il merito fu di Elisha Gray, il fondatore della Western Electric Manufacturing Company. Oltre al suo contributo nella tecnologia delle telecomunicazioni, apportò notevoli contributi nella tecnologia dell'aviazione e degli idroscafi.

La paternità dell'invenzione del telefono fu attribuita ad Antonio Meucci che nel 1860 dimostrò il funzionamento del suo apparecchio che chiamò teletrofono, anche se forse il primato spetta ad un altro italiano, Innocenzo Manzetti, che riuscì a realizzare un apparecchio elettrico in grado di comunicare a distanza già negli anni cinquanta dell'Ottocento, ma senza riuscire a sviluppare ulteriormente il progetto. Manzetti battezzò la sua invenzione, basata sull'induzione elettromagnetica, "télégraphe parlant". Innocenzo Manzetti, come riportano numerose testimonianze dell'epoca (giornali italiani e internazionali del 1864/65 che parlarono della dimostrazione pubblica), riuscì a realizzare un apparecchio elettrico in grado di comunicare a distanza utilizzando in principio di induzione magnetica mentre il primo dispositivo di Meucci consisteva in due fili attorcigliati e stretti tra i denti. Meucci, avuta notizia dai giornali, scrisse a Manzetti parlando di idee simili. Manzetti morì a 52 anni nel 1877, tutti i suoi prodotti scientifici (bussole, barometri, termometri ed il prototipo del "téléphone") vennero ceduti dalla moglie Maria Rosa Anzola, con atto notarile del 7 febbraio 1880, a due viaggiatori americani: Max Meyer, uomo d'affari, e Horace H. Eldred che si scoprì essere direttore dei telegrafi di New York.

Nel 1860 Philipp Reis presentò una macchina per la trasmissione elettronica di suoni musicali tramite una barretta vibrante sotto l'influenza di un campo magnetico. Detto dispositivo non era comunque in grado di trasmettere la voce.

Elisha Gray lo inventò indipendentemente e ne diede dimostrazione nel 1876, ma due ore prima di presentare la richiesta di brevetto, Alexander Graham Bell presentò la sua (anche se il progetto da lui proposto non funzionava). Come risultato, soprattutto negli Stati Uniti e Canada, Alexander Graham Bell viene accreditato dell'invenzione. Nel 1871 Meucci aveva presentato un brevetto provvisorio, da rinnovarsi annualmente al costo di 10 dollari, ma aveva potuto rinnovarlo solo fino al 1873, non potendosi permettere la cifra di 200 dollari per il brevetto definitivo.

L'11 giugno 2002 il Congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto, storicamente, ad Antonio Meucci la paternità del telefono.

le prime implementazioni del telefono erano basate sul trasporto del suono attraverso l'aria, piuttosto che tramite segnali elettrici generati dalla voce. Secondo una lettera pubblicata sulla Gazzetta di Pechino, nel 968, l'inventore cinese Kung-Foo-Whing inventò il thumtsein, che probabilmente trasportava la voce attraverso dei tubi. Anche i primi esperimenti di Meucci ed altri usavano questo sistema. Anche in Europa nell'alto medioevo, ma anche prima in epoca romana e nell'antica Grecia, esistevano sistemi analoghi.

La cornetta nacque quando un centralinista svedese ebbe l'idea di legare il microfono e il ricevitore ad un bastoncino, in modo da poter avere una mano libera. Il telefono cellulare con lo sportello pieghevole è una copia internazionale dei comunicatori futuristici che compaiono nella serie televisiva Star Trek.

La storia delle successive invenzioni e miglioramenti del telefono elettrico comprende: il microfono con membrana piena di granuli di carbone (più tardi sostituito dal microfono electret che viene ora impiegato in quasi tutti i trasmettitori telefonici), il centralino manuale, il selettore a disco, il sistema pentaconta, la centralina telefonica automatica, la tastiera per la composizione a toni Touch Tone® (DTMF), la digitalizzazione del suono tramite varie tecniche di codifica, tra cui la modulazione d'impulso (o PCM), che viene usata anche per i file .WAV e i compact disc).

I sistemi più recenti comprendono: telefonia IP, ISDN, DSL, il telefono cellulare, i telefoni cordless e i cellulari di terza generazione, che promettono di permettere il trasferimento dati ad alta velocità.

L'industria si divide in produttori di equipaggiamento per telefonia e telecomunicazioni ed operatori telefonici. Gli operatori spesso detengono un monopolio nazionale. In Italia era il caso della SIP, ora Telecom Italia.

La prima telefonata transatlantica avvenne tra New York e Londra, il 7 gennaio 1927.

06 marzo, 2008

Elezioni aprile 2008: sede ed orari dell'Ufficio Elettorale


Ufficio elettorale nuova sede Domenica 13 e lunedì 14 aprile 2008 si svolgeranno le elezioni per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, l'elezione diretta del Presidente della Provincia e del Consiglio Provinciale, l'elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale e l'elezione diretta dei Presidenti di Municipio e dei Consigli dei Municipi.

L'eventuale turno di ballottaggio per l'elezione diretta del Presidente della Provincia, del Sindaco e dei Presidenti di Municipio si terrà nei giorni di domenica 27 aprile e lunedì 28 aprile 2008.

L'Ufficio Elettorale non è più in via dei Cerchi: la sua sede attuale è in piazza Guglielmo Marconi 26/c. Collegatrsi al sito del Comune di Roma per gli orari.

PROEMEMORIA 6 marzo 1946 - Guerra del Vietnam: Ho Chi Minh firma un accordo con la Francia che riconosce il Vietnam come stato autonomo.


Guerra del Vietnam: Ho Chi Minh firma un accordo con la Francia che riconosce il Vietnam come stato autonomo nella Federazione Indocinese e nell'Unione Francese.
La guerra del Vietnam venne combattuta tra il 1964 e il 1975 sul territorio del Vietnam del Sud e delle aree confinanti di Cambogia e Laos (vedi anche, Guerra segreta), e in missioni di bombardamento (Operazione Rolling Thunder) sul Vietnam del Nord.

Una parte delle forze in conflitto era la coalizione di forze composta da Vietnam del Sud, Stati Uniti, Corea del Sud, Thailandia, Australia, Nuova Zelanda, e Filippine.

Dall'altra parte c'era la coalizione formata da Vietnam del Nord e Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam (FLN) conosciuto anche come Viet Cong, un movimento di guerriglia Sudvietnamita. L'Unione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese fornirono aiuti militari a Vietnam del Nord e FLN, ma non presero parte alla guerra con le loro truppe.

La guerra fece parte di un più ampio conflitto regionale che coinvolse le nazioni confinanti di Cambogia e Laos, conosciuto come Seconda Guerra Indocinese.

In Vietnam, questo conflitto è conosciuto come Guerra Statunitense (in vietnamita Chiến Tranh Chống Mỹ Cứu Nước, letteralmente Guerra contro gli statunitensi per salvare la nazione).

05 marzo, 2008

Roma - Latina, via libera alla società mista Regione-Anas


"La Roma-Latina e la Cisterna-Valmontone sono opere fondamentali, che prima non si potevano fare perchè non c'erano soldi e accordo sul progetto. Oggi abbiamo trovato la quadra”. E’ quanto ha dichiarato il Ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro a margine della conferenza stampa di presentazione della società mista Anas e Regione Lazio che realizzerà la Roma-Latina e il collegamento Cisterna-Valmontone.

L' atto è stato siglato stamani dal ministro delle Infrastrutture, dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo e dal presidente dell´Anas Pietro Ciucci. La società, denominata `Autostrade del Lazio Spa´, avrà sede legale a Roma, durata fino al 2050 e un capitale sociale di 2,2 milioni di euro sottoscritto in misura paritetica da Anas e Regione Lazio. Il compito di Autostrade del Lazio sarà quello di provvedere alla predisposizione del bando di gara e all´aggiudicazione della concessione e di seguire, come concedente, la realizzazione dell´opera e la successiva fase di gestione. La società mista dovrà garantire, tramite ricorso alla finanza privata, il reperimento di una quota pari almeno al 60% delle risorse finanziarie necessarie alla copertura del costo del progetto integrato, per la cui realizzazione è previsto un investimento complessivo a carico dello Stato da contenere entro i limiti del 40% del costo totale delle opere (costo stimato in due miliardi di euro, di cui circa 360 milioni stanziati con delibera CIPE 50/2004).

"Questa è un'opera, non un accordo sulla carta – ha dichiarato il presidente Marrazzo - non ci saranno altri atti che potranno fermarci, l'iter e' iniziato ed entro il 2009 sarà possibile iniziare i lavori".

Ciucci, infine, ha precisato che "questa e' la quarta società che costituiamo con le regioni, dopo la Lombardia, il Molise e il Veneto. La collaborazione tra l'Anas e le regioni potrà essere la vera chiave di volta grazie alla quale realizzare nuove infrastrutture autostradali".

Allarme freddo, il Comune per i senza dimora


In vista dell'ondata di freddo attesa sull'Italia centro-meridionale, capitale compresa, il Comune di Roma ha messo in allerta tutti i servizi coinvolti nell'assistenza alle persone senza dimora. Dalla sera del 7 marzo, fino all'esaurirsi di questa coda d'inverno, il commissario straordinario Mario Morcone ha disposto, insieme alla Prefettura, l'apertura straordinaria notturna delle principali stazioni metro e ferroviarie, dove gli 'homeless' potranno trovare ricovero e l'assistenza della Protezione Civile comunale.

Le stazioni sono: metro Barberini, Flaminio, Piazza Vittorio, San Giovanni, Piramide, Tiburtina e Ponte Mammolo; FS Tiburtina e Termini.

Gli interventi saranno coordinati dalla Sala Operativa Sociale del Comune di Roma (numero verde 800440022, attiva 24 ore su 24, 365 giorni l'anno) che fa da punto di riferimento ad ogni ente, istituzione e associazione di volontariato impegnata nell'aiuto alle persone in difficoltà. Nata 5 anni fa, la SOS ha ricevuto finora oltre 450 mila chiamate e ha effettuato oltre 150 mila interventi con le sue 10 unità di strada.

La sala gestisce la rete dei posti di prima accoglienza, che questo inverno sono in tutto 4.346. Picco d'attività previsto anche per i servizi 'dedicati': "bus della solidarietà" (trasporto notturno dei senza fissa dimora verso i centri di accoglienza); "isola della solidarietà" (le tende riscaldate sui giardini di Castel Sant'Angelo), che offre letti e cibo ma è anche il punto d'incontro per l'inserimento successivo nei centri di prima accoglienza; ambulanza attrezzata con personale medico per soccorrere i clochard.

A pieno regime anche le otto mense cittadine: 2.600 pasti al giorno – cui vanno aggiunti quelli serviti nei centri di accoglienza –.

PROMEMORIA 5 marzo 1974 - Guerra del Kippur: le truppe israeliane si ritirano dalla riva ovest del Canale di Suez


La guerra del Kippur, detta anche del 1973, del Ramadan o d'Ottobre (ebraico: מלחמת יום הכיפורים, Milhemet Yom HaKipurim; o מלחמת יום כיפור, Milhemet Yom Kipur; arabo: حرب أكتوبر, Harb Uctūber; o حرب تشرين, Harb Tishrīn), fu combattuta dal 6 ottobre (Yom Kippur, 9 ramadan 1393 E.) al 24 ottobre 1973 tra Israele e una coalizione composta da Egitto e Siria.
La guerra iniziò quando l'Egitto e la Siria lanciarono un attacco congiunto a sorpresa, rispettivamente nel Sinai e nelle alture del Golan, territori conquistati sei anni prima da Israele durante la guerra dei sei giorni.

Gli egiziani e i siriani avanzarono durante le prime 24-48 ore, dopo le quali la situazione cominciò a entrare in una fase di stallo per poi volgere a favore di Israele. Nella seconda settimana di guerra, i siriani erano stati completamente respinti ed erano fuori dalle alture del Golan. Nel Sinai, a Sud, gli israeliani avevano agito sui punti di comunicazione tra le due armate arabe penetrate nella regione, ed erano entrati a loro volta in territorio egiziano dopo il superamento del Canale di Suez (che faceva da frontiera prima del 6 ottobre). Al momento del cessate il fuoco, la III Armata egiziana era totalmente tagliata fuori da ogni linea di rifornimento e contatto col resto del contingente arabo, pur protetta da un forte sistema missilistico.

Il conflitto ebbe implicazioni a lungo termine per molti paesi. Il mondo arabo, che si sentiva umiliato dalla completa disfatta dell'alleanza siro-giordano-egiziana durante la guerra dei sei giorni, ebbe modo di sentirsi psicologicamente appagato dalle vittorie ottenute nelle prime battaglie e questo spianò la strada al processo di pace che si aprì poco dopo la fine delle ostilità, oltre ad alcune liberalizzazioni economiche che, nel linguaggio egiziano, furono chiamate Infitāḥ (lett. "Apertura").

Gli Accordi di Camp David che intervennero subito dopo portarono alla normalizzazione delle relazioni tra Israele ed Egitto: prima nazione araba a riconoscere l'esistenza dello Stato di Israele. L'Egitto, che si era già sostanziosamente affrancato dall'influenza e dall'aiuto sovietici, dichiarò implicitamente la volontà di staccarsi quasi del tutto dall'URSS, operando un concreto riavvicinamento agli USA.

fonte: Vikipedia

04 marzo, 2008

A Palazzo Valentini la mostra di Niccolò D'Angelo


La Provincia di Roma ospita a Palazzo Valentini - dal 28 febbraio al 15 marzo - la mostra ‘Il puro canto del colore, fra terra e mare’ di Nicolò D’Angelo, inaugurata dal Commissario straordinario, Marisa Troise Zotta.

Alla presentazione sono intervenuti Don Luigi Ciotti,presidente dell'associazione "Libera";Nicolò D'Angelo,Questore di Latina e autore delle opere; la giornalistaRita Dalla Chiesa.Questore di Latina e autore delle opere; la giornalista

Per la prima volta nella Capitale vengono presentate le creazioni di Nicolò D’Angelo, già Capo della Squadra Mobile e della Sezione Omicidi della Questura di Roma, che per oltre 30 anni è stato impegnato nella lotta alle Brigate Rosse, al terrorismo, alla malavita organizzata, ma che ha saputo coltivare, in privato e con il massimo riserbo, anche un’autentica passione per la pittura.

Con questa mostra, dunque, D’Angelo viene presentato ai visitatori nella sua veste inedita di artista, pittore e soprattutto uomo. Un vero e proprio esordio nella città che per anni ha conosciuto la sua grande professionalità e la sua forza e perseveranza nel servire lo Stato senza mai sottrarsi nell’affrontare anche le situazioni più delicate ed estreme.

La mostra, inoltre, è dedicata all’attività di “Libera”, l’associazione guidata da Don Ciotti, che promuove progetti finalizzati alla lotta alla mafia e al sostegno alle famiglie delle vittime.

Attraverso le sue opere, particolari e raffinate, l’artista ha voluto dimostrare che chi fa cultura non può ignorare la quotidianità.

La mostra, patrocinata dalla Provincia di Roma, viene realizzata e organizzata da Francesca d’Oriano, presidente di Arte Oltre.

Ingresso gratuito dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 19. Sabato dalle ore 10.30 alle ore 13.
Informazioni www.provincia.roma.it.

Consegnati 112 nuovi alloggi Ater a Roma


Consegnate ieri nel nuovo quartiere romano di Ponte di Nona 112 abitazioni di edilizia residenziale pubblica. Nella “nuova Garbatella” situata alla periferia est di Roma tanti cittadini hanno salutato il presidente Marrazzo, Luca Petrucci, presidente dell’Ater di Roma e l’assessore regionale alla Casa Bruno Astorre accolti anche dal presidente dell’VIII municipio di Roma, Fabrizio Scorzoni.

Il complesso edilizio realizzato in via Aldo Capitini nel quartiere di Ponte di Nona sulla via Prenestina su progetto dell’architetto Paolo Portoghesi è stato consegnato a 112 famiglie regolarmente inserite nelle graduatorie del comune di Roma.

Nel suo intervento il presidente Marrazzo ha sottolineato che "Per troppo tempo la casa non è stata considerata un bene primario. Mi auguro che tutte le forze politiche la inseriscano nella loro agenda". Il presidente ha inoltre sottolineato che "in questi anni si è costruito troppo per i privati: è arrivato il momento di riportare l'equilibrio".

“Siamo riusciti in poco più di un anno- dice Luca Petrucci, Presidente dell’Ater di Roma a consegnare 310 nuovi alloggi popolari. Un lavoro che, in collaborazione con il Comune di Roma che gestisce le graduatorie di coloro che fanno richiesta di un alloggio popolare, ha consentito a questa azienda di fornire una risposta concreta all'emergenza abitativa”.

"Insieme all' operato degli attuali vertici dell'Ater Roma, che hanno compiuto in appena due anni una complessa e difficile opera di risanamento e di riequilibrio finanziario, la giunta del presidente Marrazzo - ha ricordato Astorre - sta riconducendo ad un livello di ottimizzazione gli investimenti, la produttivita', l'offerta di aiuto alle fasce piu' deboli''.

Il complesso di Tor di Nona, che per le sue caratteristiche progettuali si rifà ai criteri che hanno ispirato la costruzione dello storico quartiere romano della “Garbatella” ha 6 appartamenti destinati a famiglie con disabili ed è realizzato in condomini di tre piani, mentre gli appartamenti hanno dimensioni variabili dai 45 ai 95 metri quadrati. Gli alloggi sono stati pensati per rendere più economica ed efficace la gestione e la manutenzione degli stabili: dalla coibentazione delle pareti esterne, all’utilizzo di particolari rivestimenti.

Via Giulia fa 500 anni, dieci mesi di celebrazioni


Esiste da mezzo millennio (Bramante ne disegnò il tracciato nel 1508, su incarico di Giulio II) ed è la quintessenza del Rinascimento romano: è via Giulia, salotto buono e scenario per feste di popolo, strada di nobili e cardinali ma anche di confraternite e di artigiani; via d'arte e di commercio, di carità e di lotte di potere.

Via Giulia, le molte Rome che fanno Roma riassunte in un chilometro di elegante rettilineo, teso tra piazza San Vincenzo Pallotti e piazza dell'Oro, a cavallo tra i rioni Ponte e Regola. Per i suoi 500 anni si è costituito un comitato fatto di residenti, enti culturali e religiosi, imprenditori, appassionati. Darà vita, fino a dicembre 2008, ad un intenso programma di concerti, mostre, convegni, seminari, visite guidate. Il calendario di "Via Giulia 500" viene presentato oggi, martedì 4 marzo, alle 18 nell'Oratorio del Gonfalone (via del Gonfalone).

Si comincerà martedì 11 marzo alle 19 con un grande concerto nella basilica di San Giovanni de' Fiorentini, protagonisti il Coro della Cappella Sistina e l'organo della chiesa – prezioso cimelio del primo Seicento, perfettamente restaurato –: un excursus di musica sacra romana dal Cinquecento ad oggi.

Obiettivo di "Via Giulia 500", richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle bellezze della strada, sulla sua importanza storica e sui relativi problemi di tutela e valorizzazione. Il tutto è patrocinato dal Comune, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma e dal Ministero dei Beni Culturali. Sponsor, Banca di Credito Cooperativo e Hotel St. George. "Media partner", RomaUno Tv che seguirà l'intero ciclo. Alla conferenza di presentazione intervengono, tra gli altri: Marco Ravaglioli, presidente del comitato promotore; Giuseppe Lobefaro, presidente del I Municipio; Claudio Strinati, soprintendente al Polo Museale romano.

Iscrizioni ai nidi 2008-2009 fino al 4 aprile


Da ieri, 3 marzo, fino al 4 aprile sono aperte le iscrizioni agli asili nido ed agli altri servizi "0-3 anni" per l'anno scolastico 2008-2009. Possono essere iscritti al nido le bambine e i bambini residenti nel Comune di Roma nati dal 1° gennaio 2006, o quelli la cui nascita è prevista entro il 31 maggio 2008. Possono inoltre essere iscritti, in base alla "temporanea dimora", i bambini apolidi, nomadi e stranieri anche se privi della residenza.

E' consentita una sola domanda d'iscrizione presso un solo Municipio, ma si può scegliere tra quello di residenza del bambino, quello dove ha sede il lavoro dei genitori, quello di residenza dei nonni o anche del genitore non affidatario. Le domande devono essere presentate presso l'Ufficio Nidi del Municipio prescelto.

In via sperimentale, oltre ai nidi gestiti direttamente dal Comune, è possibile richiedere l'iscrizione a strutture educative private accreditate e convenzionate. Queste assicurano gli stessi standard di qualità dei nidi comunali e le quote contributive pagate dalle famiglie sono pure le stesse. E' inoltre possibile chiedere, per i bambini tra i 24 e i 36 mesi, l'iscrizione a una sezione "ponte-primavera" della scuola dell'infanzia.

Ad ogni domanda presentata verrà assegnato un punteggio che tiene conto della situazione familiare del bambino e lavorativa dei genitori. In base ai punteggi, ogni Municipio ordinerà le domande ricevute in una graduatoria. Il reddito non crea punteggio. La graduatoria provvisoria, determinata con sistemi informatici secondo le priorità e i criteri stabiliti, verrà pubblicata nelle sedi municipali indicativamente tra fine aprile e inizio maggio. Quella definitiva, poi, sarà pubblicata nei Municipi intorno alla prima quindicina del mese di giugno.

I nidi sono aperti dal 1° settembre al 31 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16,30. In ogni Municipio verranno indicati, a seconda delle richieste, uno o più nidi con orario prolungato 7-18.

Anche quest'anno le tariffe restano invariate, in media 146 euro al mese. Prevista l'esenzione dal pagamento della quota contributiva per il terzo figlio. Chi ha più di un figlio che frequenta il nido comunale ha titolo alla riduzione del 30% sul totale delle quote dovute. Esenti dal pagamento le famiglie seguite e segnalate dai servizi sociali.

Per tutte le informazioni sull'argomento ci si può rivolgere agli Uffici Relazioni con il Pubblico (URP) municipali o direttamente agli Uffici Nido dei Municipi. A partire dal 3 marzo i moduli si potranno scaricare anche dal sito del Comune alle pagine della scuola.

Il Comune di Roma gestisce direttamente la più grande rete pubblica di asili nido in Italia: 17.000 strutture, destinate a diventare circa 20.000 entro l'anno in corso. Qualche dato: la percentuale dei bambini con meno di tre anni che frequentano i nidi è in Italia il 10% sul totale, a Roma il 24% (destinato a raggiungere, entro il 2011, l'obiettivo europeo del 33% con i nuovi nidi già programmati e finanziati). I nidi sono passati dai 150 del 2001 ai 186 attuali e arriveranno a 199 entro il 2008.

PROMEMORIA 4 marzo 2005 # 2005 - Muore Nicola Calipari, funzionario del Sismi, mentre tentava di riportare in Italia la giornalista Giuliana Sgrena


Nicola Calipari (Reggio Calabria, 23 giugno 1953 – Baghdad, 4 marzo 2005) è stato un agente segreto italiano ucciso da soldati statunitensi in Iraq, nelle fasi immediatamente successive alla liberazione della giornalista de il manifesto Giuliana Sgrena.

Calipari operava in Iraq con il grado di capo dipartimento del Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare (SISMI): di fatto si trattava del numero due (secondo solo al Direttore Generale) nell'ambito del Servizio segreto e del numero uno per le operazioni estere. A seguito delle circostanze della sua morte, a Nicola Calipari è stata conferita motu proprio il 22 marzo 2005 dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, la Medaglia d'Oro al Valor Militare (alla memoria). Curiosamente la motivazione che accompagna il conferimento dell'altissima onorificenza non chiarisce da quale parte provenissero i colpi che hanno ucciso Calipari:
Collabora a Wikiquote « Capo Dipartimento del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare - già distintosi per avere personalmente condotto molteplici, delicatissime azioni in zona ad altissimo rischio - assumeva il comando dell'operazione volta a liberare la giornalista Giuliana Sgrena, sequestrata da terroristi in Iraq. Prodigandosi con professionalità e generosità, sempre incurante del gravissimo rischio cui consapevolmente si esponeva, animato da altissimo senso del dovere, riusciva a conseguire l'obiettivo di restituire la libertà alla vittima del sequestro, mettendola in salvo. Poco prima di raggiungere l'aeroporto di Bagdad, nel momento in cui l'autovettura sulla quale viaggiava veniva fatta segno di colpi d'arma da fuoco, con estremo slancio di altruismo, faceva scudo alla connazionale con il suo corpo, rimanendo mortalmente colpito »


La sua morte ha causato attriti diplomatici fra Italia e Stati Uniti d'America (tanto che molti hanno subito richiamato la strage del Cermis, che pure portò ad attriti tra i due paesi), e la magistratura italiana ha aperto un'inchiesta sulla vicenda, incriminando il soldato USA Mario Lozano per l'omicidio volontario consumato ai danni di Calipari e il tentato omicidio volontario di Giuliana Sgrena e dell'autista (un maggiore dei Carabinieri in forza al SISMI) del mezzo sul quale l'alto funzionario viaggiava quando venne ucciso, entrambi rimasti feriti.

03 marzo, 2008

Centenario 8 marzo, le frasi delle ragazze sui muri di Roma


8 marzo In occasione del centenario dell'8 marzo (1908-2008) è stata presentata in Campidoglio la campagna di comunicazione "Un secolo di donne – 1908-2008, il tuo pensiero sui muri di Roma".
Da oggi, 3 marzo, per la città e in metropolitana, sono affissi i manifesti con i 10 migliori pensieri scelti tra quelli inviati dalle ragazze tra i 14 e i 18 anni. Oltre mille i messaggi arrivati al Comune, dopo la distribuzione nelle scuole e in città delle cartoline da inviare. Le ragazze dovevano scrivere completando la frase: "Sono felice di essere donna perché…".

Dieci, dunque, le risposte scelte per tappezzare Roma. Dieci 'aforismi' all'insegna dell'entusiasmo, dell'ironia e della consapevolezza del complesso percorso di emancipazione – ancora aperto – che ha portato le donne ad affermarsi e autodeterminarsi. Tutte le altre frasi saranno esposte a fine maggio, in una mostra dedicata al lavoro svolto dalle scuole con il progetto "Un secolo di donne".

Il progetto, riservato alle scuole superiori, ha come principale obiettivo promuovere tra le giovani generazioni la conoscenza delle percorso di emancipazione femminile – e la coscienza della sua attualità –. Primo evento da ricordare, quello all'origine del centenario: la morte di 129 operaie, un secolo fa, che bruciarono nella loro fabbrica di Chicago.

Due i temi fondamentali del progetto, legati alla storia delle donne: lavoro e diritti. Su questi argomenti le studentesse e gli studenti incontreranno e intervisteranno donne del mondo del lavoro e della cultura. Primo appuntamento, il 7 marzo al teatro Ambra Jovinelli.

PROMEMORIA 3 marzo 1944 - A Balvano si consuma la "Sciagura del treno 8017", la più grave sciagura ferroviaria italiana con oltre 500 morti


Il treno merci speciale 8017, creato per caricare legname da utilizzare nella ricostruzione dei ponti distrutti dalla guerra, partì da Napoli nel primo pomeriggio con destinazione Potenza: Il treno era molto lungo, perciò venne dotato di una motrice elettrica molto potente fino a Salerno; in quella stazione l'elettromotrice venne sostituita con una motrice a vapore per poter percorrere il tratto dopo Battipaglia, non più elettrificato. Arrivò a Battipaglia poco dopo le 6 del pomeriggio.

Storia

Alle 19.00 del 2 marzo 1944 partì dalla stazione di Battipaglia in direzione Potenza mosso dalle due vaporiere 476.020 e 480.016 di pertinenza del deposito di Salerno. Il treno era composto da 47 vagoni e 2 locomotive per superare le pendenze, dato il ragguardevole peso di 520 tonnellate.

In origine non era prevista la seconda locomotiva, ma la necessità di spostare la macchina 480 da Battipaglia a Potenza spinse ad aggiungerla in testa al treno per rendere più facile il duro valico tra Baragiano e Tito. Come tutte le locomotive dell'epoca, entrambe le macchine erano a cabina aperta, alimentate a carbone spalato da fuochisti e controllate da un macchinista.

Sul treno salirono centinaia di viaggiatori clandestini provenienti soprattutto dai grossi centri del napoletano, stremati dalla guerra, che nei paesi di montagna lucani speravano di poter acquistare derrate alimentari in cambio di sigari e caffè distribuiti dagli americani. Sul treno erano presenti anche alcuni ragazzi. Il carico di persone influiva notevolmente sul peso del treno, portandolo a superare le 600 tonnellate.

Alla stazione di Eboli alcuni abusivi vennero fatti scendere ma più numerosi ne salirono alle stazioni successive, fino ad arrivare ad un numero di circa 600 passeggeri.

Il treno arrivò circa a mezzanotte alla stazione di Balvano, dove le locomotive ricevettero la normale manutenzione causando un accumulo di 37 minuti di ritardo, e da lì alle 0.50 del 3 marzo ripartì per un tratto in notevole pendenza con numerose gallerie molto strette e poco areate. Sarebbe dovuto arrivare a Bella-Muro venti minuti dopo, ma alle 2.40 non era ancora stato segnalato alla stazione successiva.

La tragedia

Nella Galleria delle Armi la locomotiva cominciò a slittare e il treno rimase bloccato, senza riuscire ad uscire dalla galleria. Questo tunnel è una piccola galleria posta tra Balvano e Bella-Muro, che si estende per 1968 metri con una ripidità media del 12,8‰ (16° di pendenza) con punte del 13‰. Il treno si fermò a 800 metri dall'ingresso, con i soli ultimi due vagoni fuori.

Gli sforzi delle locomotive per riprendere la marcia svilupparono grandi quantità di monossido di carbonio e acido carbonico, facendo presto perdere i sensi al personale di macchina. In poco tempo anche la maggioranza dei passeggeri, che in quel momento stavano dormendo, venne asfissiata dai gas tossici che, in assenza di vento, potevano uscire dalla strettissima galleria solo tramite il piccolo condotto di aerazione.

L'unico fuochista che sopravvisse, Luigi Ronga, dichiarò che il macchinista suo compagno, Espedito Senatore, prima di svenire tentò di dare potenza per superare lo stallo e cercare di uscire dal budello. Le condizioni della macchina n. 476 indicano che invece il suo personale, il macchinista Matteo Gigliano e il fuochista Rosario Barbaro, tentò di invertire la marcia per retrocedere. La potenza superiore della 476 e l'inclinazione avrebbero comunque permesso di sopravanzare in potenza la macchina 480, ma il manovratore perse i sensi prima di aprire la valvola di regolazione, particolarmente dura su quelle macchine. La posizione dei treni e dei comandi confermò in seguito questo racconto.

Oltre al fuochista si salvò anche il frenatore del carro di coda, Giuseppe De Venuto, che alle ore 5.10 riuscì ad avvisare la stazione di Balvano che nella galleria era presente un treno con numerosi cadaveri a bordo.

Il capostazione del posto di Balvano, alle 5.25 fece distaccare la locomotiva del convoglio 8025 giunto in stazione ed in attesa di passo, e dispose una ricognizione alla galleria indicata: ai soccorsi arrivati sul posto la situazione apparve subito molto grave, al punto da non poter rimuovere il convoglio a causa dei corpi abbandonati anche sulla banchina. Con l'arrivo di una seconda squadra di soccorso, alle ore 8.40 venne liberata la tratta e il treno finalmente recuperato.

Bilancio e cause

Il bilancio della tragedia è ancora oggi impossibile da accertare ed oggetto di controversie: quello ufficiale parlava di 501 passeggeri, 8 militari e di 7 ferrovieri morti, ma sicuramente i morti furono oltre 600. Molte vittime tra i passeggeri non vennero riconosciute. Furono tutti allineati sulla banchina della stazione di Balvano e poi sepolti senza funerali nel cimitero del paesino, in quattro fosse comuni.

Gli agenti ferroviari invece vennero sepolti a Salerno. Molti dei sopravvissuti riportarono gravi sconvolgimenti mentali.

È la più grave sciagura ferroviaria Italiana ed europea, e una delle più gravi al mondo.

Le cause della tragedia furono molteplici: la giornata era poco ventosa, per cui la galleria non godeva della normale ventilazione naturale, e l'umidità della foschia notturna aveva bagnato i binari, rendendoli scivolosi e ardui da percorrere per un treno così pesante. A questi si affiancava la mancata vigilanza delle autorità competenti, che avevano permesso il sovraccarico del treno e la presenza a bordo di viaggiatori clandestini.

Inoltre, per una serie di cause contingenti il treno era stato composto con due locomotive in testa, invece che con una in testa e una in coda come nelle composizioni tipiche. Anche solo aver posto le locomotive separate, avrebbe potuto contribuire ad evitare la tragedia.

Soprattutto però la responsabilità della tragedia venne imputata alla scarsa qualità del carbone jugoslavo fornito dal Comando Militare Alleato. Questo carbone, di qualità nettamente inferiore a quello tedesco usato in precedenza, conteneva molto zolfo e ceneri, che rendevano poco affidabile il tiraggio dei fumi ostruendo le tubature della caldaia.

Mancando un efficiente drenaggio dei fumi, all'apertura della bocca di lupo del forno i gas ritornavano in cabina, intossicando il personale e rendendo difficile la regolazione del forno, una situazione che poteva causare improvvisi cali di pressione alla caldaia. Senza uno stretto controllo dell'alimentazione, la capacità di trazione scadeva notevolmente, fino a far fermare la macchina in salita e a rendere impossibile la compensazione dello slittamento sulle rotaie.

02 marzo, 2008

Al Pineto con RomaNatura


Al via il programma primaverile di RomaNatura, con visite gratuite alle riserve naturali della capitale dal centro al mare. Quindici appuntamenti da marzo a giugno per conoscere bellezze, colori e biodiversità dei parchi e della campagna romana. Sentieri natura, escursioni fotografiche, bicicletta, laboratori per adulti e bambini. Si comincia oggi, domenica 2 marzo, con il parco del Pineto.

La prima visita guidata della serie punta sulla biodiversità nel parco regionale urbano del Pineto. Prevista un'escursione ai Casali Torlonia e alla "collina mediana". L'appuntamento è alla casa del parco in via della Pineta Sacchetti 78, alle 10.

Il giro dura due ore. Raccomandati abiti comodi e scarpe chiuse. Prenotazione consigliata allo 06-35405310, e-mail posta@romanatura.roma.it.

L'intero programma di visite fino a giugno è su www.romanatura.roma.it

PROMEMORIA 2 marzo 2003 - Viene ucciso Emanuele Petri dalle brigate rosse


Presso Castiglion Fiorentino, durante un normale controllo su un vagone ferroviario, ha luogo una sparatoria tra gli agenti della PolFer e il brigatista Mario Galesi, che resterà ucciso insieme al sovrintendente della Polfer Emanuele Petri. L'azione porterà tuttavia alla cattura della brigatista Nadia Desdemona Lioce.
La morte durante l'arresto delle BR [modifica]

Il 2 marzo 2003, il sovrintendente Petri, assieme ad altri due colleghi, svolgeva servizio di scorta viaggiatori su un treno regionale sulla tratta ferroviaria Roma-Firenze.

Poco prima di giungere alla stazione di Castiglion Fiorentino, Petri e gli altri colleghi, durante gli accertamenti di routine, decidevano di controllare un uomo ed una donna che viaggiavano a bordo del vagone. Questi ultimi, dopo aver esibito dei documenti falsi ai poliziotti che si accorgevano delle incongruenze, reagivano nei loro confronti.
L'uomo estraeva una pistola puntandola immediatamente al collo del sovrintendente Petri ed intimando agli altri poliziotti di gettare via le armi. Uno dei due poliziotti obbedì gettando la propria pistola sotto ai sedili del convoglio ma l'uomo reagì ugualmente sparando alla gola di Petri, ammazzandolo sul posto, e sparando nuovamente contro l'ultimo poliziotto armato che, nonostante le gravi ferite, riuscì a rispondere al fuoco dell'assalitore ferendolo mortalmente.
La donna, dopo una colluttazione con l'ultimo poliziotto, veniva bloccata.
Il treno si fermò alla stazione di Castiglion Fiorentino dove arrivarono i primi soccorsi per le persone ferite. Il sovrintendente Petri era però già deceduto mentre il suo assalitore moriva alcune ore dopo in ospedale. Il poliziotto ferito gravemente viene salvato dopo una lunga operazione chirurgica.
Dopo le prime indagini si riusciva ad accertare che i due sospetti, controllati dai poliziotti, erano terroristi facenti parte delle Brigate Rosse e, dalle ricostruzioni e dal materiale rinvenuto sul treno e nella borsa della donna (documenti, floppy disk e due palmari), gli investigatori riuscivano a catturare, nel periodo successivo, tutti gli appartenenti dell'organizzazione terroristica responsabile anche degli omicidi di Massimo D'Antona e Marco Biagi, avvenuti rispettivamente negli anni 1999 e 2002.
Petri, il giorno della sua morte non doveva prestare servizio ma aveva chiesto un cambio turno per assistere un ex collega dei Carabinieri malato gravemente.
Il Sovrintendente di Tuoro Petri lascia la moglie ed un figlio di 23 anni poliziotto anch'egli.
Alla sua memoria è stata conferita la medaglia d'oro al valor civile, consegnata alla moglie dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ed un monumento bronzeo a suo ricordo, rappresentante un cuore spezzato, è stato collocato nel piazzale della stazione ferroviaria di Castiglion Fiorentino, a lui ora dedicata.

01 marzo, 2008

Stanziati fondi per costruire oltre 5 mila nuovi alloggi nelle province del Lazio


Un totale di 5.454 alloggi per complessivi 73.629.000 euro di finanziamento da parte della Regione Lazio. Oggi la Giunta ha approvato la delibera che avvia il bando di concorso per l’assegnazione di mutui agevolati per la costruzione di alloggi, rivolto a imprese di costruzione e alle cooperative edilizie delle cinque province laziali, esclusa la Capitale.

La ripartizione è la seguente: provincia di Roma, 1978 alloggi per 27.703.000 euro; provincia di Frosinone, 866 alloggi per 11.691.0000 euro; provincia di Latina, 1276 alloggi per 17.226.000 euro; provincia di Rieti, 600 alloggi per 8.100.000 euro; provincia di Viterbo, 734 alloggi per 9.909.000 euro.

Sono stati, inoltre approvati, gli elenchi contenenti le domande escluse perché doppie o perché presentate fuori termine, quelle escluse perché inammissibili e quelle ammesse con il relativo punteggio e l'eventuale priorità. A questo proposito, sono risultate 12 le domande inviate fuori termine; 65 quelle doppie; 482 quelle considerate escludibili ai fini della graduatoria e 772 quelle considerate ammissibili ai fini della graduatoria.

Per la presentazione alla Regione di eventuali osservazioni sugli elenchi sopra citati - solo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno - il termine fissato è di 45 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione sul B.U.R. della medesima delibera e dei relativi allegati. Il termine di scadenza è quello desumibile dal timbro postale di spedizione che porta a considerare quelle inviate fuori termine come non pervenute. Uno sforzo economico di grandi proporzioni per le nuove case sul territorio che rappresentano occasioni di investimento e lavoro per tantissime cooperative e imprese, comprese quelle riconducibili alle Forze Armate.

"Raccolta alimentare di solidarietà", oggi nei supermercati


Raccolta alimentare di solidarietà Anche quest'anno l'Associazione Banco Alimentare Roma – in collaborazione con Caritas Diocesana, Comunità di Sant'Egidio, Rotary Club Romani, Comune di Roma e Regione Lazio – invita tutti i cittadini a partecipare alla "Raccolta alimentare di solidarietà", giunta all'ottava edizione.

In cosa consiste l'iniziativa? Semplice: chi vuole acquista cibi che poi vengono raccolti e destinati ai bisognosi – che dalle nostre parti non sono pochi: l'incidenza della povertà nel Lazio è del 21,8%, con punte fino al 42% nelle famiglie numerose (fonte Cnr-Erg-Istc dicembre 2007) –.

L'appuntamento è per oggi, sabato 1° marzo, in 230 supermercati di Roma. All'ingresso verranno distribuite le buste per la raccolta degli alimenti. In particolare, si chiede di comperare olio, tonno, pelati e legumi, a lunga scadenza e facilmente trasportabili.

Ogni anno aderiscono migliaia di cittadini. Le derrate alimentari vengono poi consegnate gratuitamente ad enti e organismi che si occupano di persone in difficoltà.

Per informazioni e adesioni al progetto: Associazione "Banco Alimentare Roma Onlus", via Nicola Festa 50, tel./fax 06-87136065, tel. 06-87232972, e-mail ufficio@bancoalimentareroma.it, web www.bancoalimentareroma.it.

Prezzi a Roma, i dati di febbraio


Puntuali come ad ogni fine mese, ecco i dati sui prezzi al consumo nella capitale a febbraio, elaborati dall'Ufficio Statistica del Comune nell'ambito delle ricerche nazionali Istat. Primo e generale dato: complessivamente i prezzi sono aumentati del +0,3% rispetto a gennaio 2008, del 3% rispetto a febbraio 2007. Ecco le variazioni per "capitoli di spesa" e "voci di prodotto":

rispetto a gennaio, crescono soprattutto i 'capitoli' mobili-articoli-servizi per la casa (+0,8%) e ricreazione-spettacolo-cultura (+0,7%). Tra i singoli prodotti e servizi, aumentano i combustibili solidi (+7,3%), fiori e piante (+5,4%), pacchetti vacanze tutto compreso (+3,3%), oreficeria e orologeria (+2,5%), alberghi e altri servizi di alloggio (+2,4%), trasporti marittimi (+2,2%). Calano invece i prezzi di: apparecchiature informatiche (-2,8%), trasporti aerei (-2,7%), apparecchi e materiali telefonici (-2,7%) e servizi per la riparazione e manutenzione della casa (-2,2%).

Rispetto allo stesso mese dell'anno precedente (confronto febbraio 2008 – febbraio 2007), gli aumenti maggiori riguardano: raccolta rifiuti (+16,2%), servizi per la pulizia e la manutenzione della casa (+15,7%), trasporti stradali (+15,5%), combustibili liquidi (+13,8%), carburanti e lubrificanti (+13,6%), oreficeria e orologeria (+12,4%), acqua potabile (+10%). In calo invece: apparecchiature e materiale telefonico (-14,3%), apparecchiature informatiche (-13,3%) e foto-cine (-10,0%).

Per i dettagli, consultare le tabelle dell'Ufficio Statistica.

PROMEMORIA 1 marzo 1896 Henri Becquerel scopre la radioattività.


La radioattività, o decadimento radioattivo, è un insieme di processi tramite i quali dei nuclei atomici instabili (nuclidi) emettono particelle subatomiche per raggiungere uno stato di stabilità.

Ogni atomo è formato da un nucleo contenente protoni e neutroni, e da un certo numero di elettroni che gli orbitano intorno. Essendo tutti carichi positivamente i protoni tendono a respingersi per via della forza di Coulomb e, se non ci fossero altre forze a tenerli uniti, i nuclei non sarebbero stabili.
In effetti i nuclei atomici sono tenuti coesi dalla cosiddetta forza nucleare forte. Questa forza richiede anche la presenza dei neutroni per manifestarsi. Quando le forze all'interno del nucleo non sono bilanciate (ovvero il nucleo è instabile) questo tende spontaneamente a raggiungere uno stato stabile attraverso l'emissione di una o più particelle. Storicamente (in seguito agli studi di Marie Curie) i decadimenti nucleari sono stati raggruppati in tre classi principali:

* decadimento alfa
* decadimento beta
* decadimento gamma

A questa prima classificazione, in seguito ad ulteriori investigazioni sul fenomeno, si sono aggiunte l'emissione di neutroni, l'emissione di protoni, la cattura elettronica e la fissione spontanea. Mentre il decadimento alfa ed il decadimento beta cambiano il numero di protoni nel nucleo e quindi il numero di elettroni che vi orbitano attorno (cambiando così la natura chimica dell'atomo stesso), il decadimento gamma avviene fra stati eccitati dello stesso nucleo e comporta solo la perdita di energia.