19 luglio, 2009

PROMEMORIA 19 luglio 1992 - Palermo: a pochi mesi dalla strage di Capaci, viene ucciso il procuratore della Repubblica Paolo Borsellino


Palermo: a pochi mesi dalla strage di Capaci, viene ucciso il procuratore della Repubblica Paolo Borsellino.

La strage di via d'Amelio
Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si reca insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove vive sua madre.
Una Fiat 126 parcheggiata nei pressi dell'abitazione della madre con circa 100 kg di tritolo a bordo esplode, uccidendo oltre a Paolo Borsellino anche i cinque agenti di scorta Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto è Antonino Vullo. Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista MicroMega, Borsellino parlò della sua condizione di "condannato a morte". Sapeva di essere nel mirino di Cosa Nostra e sapeva che difficilmente la mafia si lascia scappare le sue vittime designate.
Via d'Amelio come strage di Stato [modifica]
« Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo. »
(Lirio Abbate, Peter Gomez[13])
Nell'introduzione del libro L'agenda rossa di Paolo Borsellino Marco Travaglio scrive:
« Oggi, quindici anni dopo, non è cambiato nulla. L’impressione è che, ai piani alti del potere, quelle verità indicibili le conoscano in tanti, ma siano d’accordo nel tenerle coperte da una spessa coltre di omissis. Per sempre. L’agenda rossa è la scatola nera della Seconda Repubblica. Grazie a questo libro cominciamo a capire qualcosa anche noi »
(Marco Travaglio[14])
Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino, parla esplicitamente di "strage di Stato":
« Perché quello che è stato fatto è proprio cercare di fare passare l’assassinio di Paolo e di quei ragazzi che sono morti in via D’Amelio come una strage di mafia. [...] Hanno messo in galera un po’ di persone - tra l’altro condannate per altri motivi e per altre stragi - e in questa maniera ritengono di avere messo una pietra tombale sull’argomento. Devo dire che purtroppo una buona parte dell’opinione pubblica, cioè quella parte che assume le proprie informazioni semplicemente dai canali di massa - televisione e giornali - è caduta in questa chiamiamola “trappola” [...] Quello che noi invece cerchiamo in tutti i modi di far capire alla gente [...] è che questa è una strage di stato, nient’altro che una strage di stato. E vogliamo far capire anche che esiste un disegno ben preciso che non fa andare avanti certe indagini, non fa andare avanti questi processi, che mira a coprire di oblio agli occhi dell’opinione pubblica questa verità, una verità tragica perché mina i fondamenti di questa nostra repubblica. Oggi questa nostra seconda repubblica è una diretta conseguenza delle stragi del ‘92 »

18 luglio, 2009

PROMEMORIA 18 luglio 64 - Grande incendio di Roma: Il fuoco inizia a bruciare nell'area mercantile di Roma e ben presto va fuori controllo.


Grande incendio di Roma: Il fuoco inizia a bruciare nell'area mercantile di Roma e ben presto va fuori controllo. Si racconta che l'Imperatore Nerone suoni la lira e canti, mentre osserva l'incendio da distanza di sicurezza.
Il grande incendio di Roma fu un incendio che colpì la città di Roma sotto l'imperatore Nerone.
L'incendio scoppiò nella notte del 18 luglio 64 (ante diem XV Kalendas Augustas, anno DCCCXVII a.U.c. (ab Urbe condita) nella zona del Circo Massimo e infuriò per nove giorni complessivamente, propagandosi in quasi tutta la città.
Tre delle quattordici regioni (quartieri) che componevano la città (la III, Iside e Serapis, attuale colle Oppio, la IX, Circo Massimo, e la X, Palatino) furono totalmente distrutte, mentre in altre sette si registrarono danni relativamente più limitati. I morti furono migliaia e circa duecentomila i senzatetto. Numerosi edifici pubblici e monumenti andarono distrutti, insieme a circa 4.000 insulae e 132 domus.
Gli scavi condotti nelle aree maggiormente interessate dall'evento, hanno spesso incontrato strati di cenere e materiali combusti, quali evidenti le tracce dell'incendio. In particolare sono stati rinvenuti, in alcuni casi, frammenti di arredi metallici parzialmente fusi, a riprova della violenza delle fiamme.

17 luglio, 2009

Marrazzo: "Con nostro piano casa garantito diritto all'abitare"


Marrazzo: "Con nostro piano casa garantito diritto all'abitare"

"Il provvedimento sul 'Piano Casa' è stato fortemente concertato. E' una misura anticrisi che disegna il futuro territoriale, unendo il diritto all'abitare allo sviluppo economico". Così il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha commentato la proposta di legge sul 'Piano casa' approvata dalla Giunta regionale, che recepisce il contenuto dell'accordo quadro siglato nei mesi scorsi tra il governo e la Conferenza delle Regioni.
. "Quest'unione di diritti e sviluppo - ha aggiunto Marrazzo - è alla base della nostra idea politica. Un provvedimento che senza ipocrisia ideologica vara importanti iniziative in termini di bioedilizia, difesa dei centri storici e housing sociale. La nostra maggioranza - ha concluso il Presidente della Regione Lazio - rivendica la linea politica di questa legge. Adesso si va al Consiglio regionale".

Sono 23 punti i punti in cui è articolato il Piano Casa. Un provvedimento che ratifica l'accordo tra Stato e Regioni nell'ottica della ripresa economica, che si pone l'obiettivo della semplificazione amministrativa e che cerca una soluzione all'emergenza abitativa con le disposizioni in materia di Housing Sociale.

"La Regione - spiega l'Assessore alle Politiche della Casa, Mario Di Carlo - si è impegnata nella costruzione di 30mila nuovi alloggi, che saranno edificati sia da operatori pubblici che privati. Le famiglie che vi accederanno pagheranno una quota di 500-550 euro al mese per una casa dal valore di 150mila euro. Quando avranno terminato di pagare potranno decidere se restare semplici inquilini, lasciando che l'Ater acquisti la casa, o se diventare loro stessi i proprietari riscattandola. Questo sarà possibile - ha spiegato di Carlo - grazie a un voucher di 15mila euro che la Regione metterà all'inizio del contratto. Inoltre, abbiamo già raggiunto un accordo con le principali banche italiane per i finanziamenti. Dobbiamo abbattere - ha proseguito l'Assessore alla Casa - le lungaggini amministrative che portano i tempi per la costruzione di nuovi alloggi fino a 14 anni: insieme alla mancanza di aree destinate è questo che ha impedito fino ad oggi di costruire edilizia sociale. I soldi ci sono, abbiamo 500 milioni di euro a disposizione più 270 di progetti già approvati e che vanno realizzati".

I requisiti per accedere all'Housing Sociale saranno regolamentati entro 90 giorni dall'approvazione della legge. Inoltre sarà istituito un albo regionale dei gestori di alloggi sociali e un fondo di garanzia, per consentire l'accesso al mutuo alle famiglie con reddito inferiore ai 25 mila euro e senza immobili di proprietà nel Lazio. I privati parteciperanno alla costruzione degli alloggi sociali, ma la Regione si impegnerà a costruirne una parte esclusivamente con fondi pubblici. Inoltre all'Ater sarà concesso di frazionare gli appartamenti fino a 38 mq.

"Nel Piano Casa - spiega l'Assessore Mario Di Carlo - viene affrontato anche il problema degli sfratti, con la possibile costituzione di commissioni che favoriscano il passaggio da casa a casa. Verranno creati inoltre degli 'alberghi sociali', che andranno a sostituire la logica dei residence. Il Lazio vanta il maggior numero di sfratti d'Italia, ben 7600, la maggior parte dei quali legati alla morosità. Per questo, sarà irrobustito il sistema di protezione sociale, con l'istituzione di un fondo per la morosità che si andrà ad aggiungere a quello già presente di 20 milioni sugli affitti. Questa crisi nata proprio all'interno del tema casa - ha concluso Di Carlo - ha causato la necessità di un nuovo intervento pubblico. La Regione Lazio ha declinato territorialmente al meglio l'accordo fatto col Governo nazionale, unendo la volontà di dare uno shock all'economia e l'attenzione ai temi sociali".

PROMEMORIA 27 luglio 1944 Seconda guerra mondiale: a Firenze viene perpetrato l'eccidio di Piazza Tasso


Seconda guerra mondiale: a Firenze viene perpetrato l'eccidio di Piazza Tasso.
L'Eccidio di Piazza Tasso a Firenze avvenne nel pomeriggio del 17 luglio 1944 per opera delle milizie repubblichine guidate da Giuseppe Bernasconi, braccio destro del famigerato comandante delle SS Italiane Mario Carità.
In quel pomeriggio d'estate, molti abitanti del quartiere fiorentino di San Frediano erano in piazza. Si trattava in gran parte di donne, anziani e bambini dato che i giovani e gli uomini validi erano quasi tutti nascosti per evitare i rastrellamenti.
Ad un certo punto si presentò un camion con a bordo alcuni militi repubblichini e, fermatosi all'angolo tra Via Giovanni Villani e Viale Francesco Petrarca, gli occupanti aprirono improvvisamente il fuoco sulla gente in piazza.
L'ipotesi più probabile per spiegare l'efferato atto (i repubblichini non erano stati molestati o fatti segno di atti ostili) fu quella di una sanguinosa ritorsione contro un quartiere, San Frediano, di solide tradizioni antifasciste e sostenitore della Resistenza.
Sotto il fuoco degli uomini di Bernasconi rimasero cinque vittime: Ivo Poli (di soli otto anni), Aldo Arditi, Igino Bercigli, Corrado Frittelli e Umberto Peri; si contarono inoltre numerosi feriti più o meno gravi. Altri abitanti del quartiere furono catturati e di loro si persero le tracce. Solo molti anni dopo, nel 1952, furono ritrovati i loro corpi sul greto del fiume Arno, nei pressi del Parco delle Cascine: erano stati fucilati.
La strage è ricordata dal monumento visibile nelle due fotografie in alto e da una targa posta all'angolo tra la piazza ed il viale Francesco Petrarca.

16 luglio, 2009

Inaugurata l’enoteca “Provincia Romana”


Inaugurata l’enoteca “Provincia Romana”

Il presidente Nicola Zingaretti ha presentato oggi "Provincia Romana" l'enoteca della Provincia di Roma in collaborazione con l'Arsial e l'enoteca regionale Palatium.

All’evento sono intervenuti l’assessore alle Politiche dell’Agricoltura, Aurelio Lo Fazio e il commissario straordinario Arsial Massimo Pallottini.

L’enoteca si trova nel cuore della Capitale, a pochi passi da Piazza Venezia, in Largo Foro Traiano 84. La struttura aprirà ufficialmente le porte al pubblico a settembre

"Questa iniziativa – ha affermato il presidente Zingaretti – testimonia l'impegno della Provincia di Roma per il rilancio dei prodotti tipici del nostro territorio, partendo dalla consapevolezza del fatto che ci sono imprese straordinarie che sono in grande sintonia con la nostra idea di sviluppo, che deve essere legato non alla distruzione ma alla valorizzazione dei centri storici e dell'enogastronomia. Per questo abbiamo pensato di far loro un regalo donando una vetrina in uno dei luoghi più belli del mondo per valorizzare e presentare i propri prodotti".

"Questa enoteca – ha aggiunto Zingaretti – sarà aperta al pubblico tutti i giorni e oltre ad offrire la possibilità di comprare e
degustare prodotti tipici vi verranno organizzati incontri per promuovere i prodotti tradizionali del nostro territorio. Per
questa seconda funzione ci sarà un direttore artistico, Sergio Ferrini che avrà il compito di organizzare questi eventi”.

“Abbiamo già avuto una prima adesione – ha detto ancora il presidente Zingaretti – quella del Comune di Velletri che già 10 giorni fa ci ha chiesto questo spazio per promuovere la Festa dell'uva in programma l'anno prossimo".

"I contadini produttori - ha detto l’assessore Lo Fazio - saranno i protagonisti di questo spazio, che rappresenta un po' uno
scrigno dove custodire i nostri gioielli, i prodotti tipici".

"Questa struttura - ha spiegato Pallottini - è frutto di una collaborazione tra Provincia e Regione. Tutti i turisti che
vengono a Roma passano almeno una volta qui davanti: una cosa come questa vale più di mille campagna pubblicitarie".

Emergenza caldo: 46mila anziani a rischio nel Lazio


Emergenza caldo: 46mila anziani a rischio nel Lazio

Sono oltre 46 mila gli anziani nel Lazio a rischio di malori per gli effetti delle alte temperature durante l'estate. A metterlo in evidenza è uno studio per la campagna di monitoraggio effettuata dal Dipartimento epidemiologico della Asl Rm E e dai medici di famiglia.
Per offrire maggiori servizi di assistenza la Regione Lazio ha messo a disposizione la somma di 2 milioni di euro per l'estate 2009.
Solo nel Comune di Roma il rischio per gli effetti delle alte temperature coinvolgerà 28.848, il 4,7% della popolazione ultrasessantacinquenne, e 17.826 persone nel resto del Lazio, il 3,1% della popolazione ultrasessantacinquenne residente nei grandi comuni della Regione.

Su questi pazienti suscettibili è attivato un programma di sorveglianza attiva da parte dei medici di medicina generale (MMG) come previsto dal "Piano operativo regionale di intervento per la prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di calore" (Legge Regionale N.9, 2005, art.48). Il programma regionale di sorveglianza è attivo dal 1° Giugno al 15 Settembre 2009.
Per ogni MMG è disponibile sul sito www.poslazio.it la lista di tutti gli assistiti di età uguale o maggiore a 65 anni a cui il Dipartimento di Epidemiologia ASL RM E ha associato un livello di suscettibilità agli effetti delle ondate di calore.
L'indicazione per i MMG è di includere nel programma di sorveglianza i pazienti a rischio elevato ed, eventualmente, persone con livello di suscettibilità inferiore che, secondo la valutazione del medico e in accordo con i criteri specificati nelle linee guida regionali, presentano condizioni che li espongono ad un maggior rischio per gli effetti delle ondate di calore. Nel periodo in cui programma è operativo, il MMG effettua telefonate periodiche per un aggiornamento sulle condizioni del paziente. Il medico effettua gli accessi domiciliari sulla base delle condizioni di salute del paziente e delle condizioni meteorologiche ad elevato rischio per la salute; in particolare, gli accessi domiciliari devono essere programmati in corrispondenza dei giorni in cui sono previste condizioni climatiche di livello 3 (bollettino HHWWS).

"Abbiamo in campo un sistema avanzato perché la Regione Lazio è stata la prima in Italia a sviluppare le metodologie per l'identificazione delle persone suscettibili agli effetti delle ondate di calore e ad applicarle per la città di Roma", spiega il vice presidente della Regione Lazio Esterino Montino.
"Il modello basato sull'anagrafe delle persone a rischio è stato testato per la prima volta nel 2001, mentre è entrato a pieno regime ormai da circa 4 anni. I dati dimostrano che funziona bene: a Roma e nel Lazio nel 2007 e nel 2008 il sistema ha prodotto infatti un forte effetto di riduzione dei danni da ondate di calore, e dal monitoraggio effettuato è stato possibile evidenziare che gli anziani sorvegliati non hanno avuto alcun effetto negativo dalle ondate di calore. Quest'anno l'adesione dei medici di famiglia è aumentata del 30-50%. I dati aggiornati ad oggi dicono che nel 2008 erano 315 i medici che avevano aderito al Piano all'interno del Comune di Roma mentre già adesso nel 2009 sono 448. E nelle altre province del Lazio siamo passati da 197 a 286".

Il sistema si avvale di una apposita rete informatizzata, vede l'adesione di oltre 700 medici di famiglia, il coinvolgimento di tutte le Asl, della Protezione civile, dei Comuni e delle associazioni di volontariato.
"La sperimentazione avviata nel Lazio dal 2001 - spiega Carlo Perucci direttore del Dipartimento epidemiologico della Asl Roma E - ha contribuito all'attivazione dal 2004 del progetto"Sistema nazionale di sorveglianza, previsione ed allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione" che è coordinato dal nostro Dipartimento quale Centro di Competenza Nazionale, CCN. Nell'ambito di tale progetto sono stati definiti sistemi città-specifici che, utilizzando le previsioni meteorologiche per ogni città, sono in grado di prevedere fino a 72 ore di anticipo il verificarsi di condizioni ambientali a rischio per la salute e l'impatto sulla mortalità ad esse associato. Per il comune di Roma e per gli altri grandi comuni del Lazio sono stati messi a punto protocolli per la definizione dell'anagrafe degli anziani a maggior rischio per gli effetti del caldo (anagrafe dei suscettibili), a partire dai sistemi informativi correnti sulla base delle evidenze epidemiologiche che hanno identificato i fattori di rischio associati ad una maggiore mortalità durante le ondate di calore". Le liste dei suscettibili sono predisposte ogni anno dal Dipartimento di Epidemiologia ASL RM/E, individuato come struttura regionale di riferimento per l'epidemiologia (DGR n.290 del 16/05/2006) e vengono pubblicate sul sito web delle Regione nell'area riservata ai MMG dedicata alla gestione del programma di prevenzione (www.poslazio.it).

PROMEMORIA 16 luglio 1942 - Olocausto la polizia francese rastrella dai 13.000 ai 20.000 ebrei


Olocausto: Su ordine del governo della Francia di Vichy, guidato da Pierre Laval, agenti della polizia francese rastrellano dai 13.000 ai 20.000 ebrei e li imprigionano nel Velodromo d'inverno.

14 luglio, 2009

Domani Sciopero dei blog


Sciopero dei blog
Contro il decreto Alfano sulle intercettazioni

Il 14 luglio è la giornata di silenzio dei blogger. Una protesta per manifestare contro il decreto Alfano sulle intercettazioni che se approvato introdurrebbe, con il cosiddetto ‘obbligo di rettifica’ per i siti, sanzioni pesantissime per gli utenti, impedendo di fatto alla rete di essere un fondamentale strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Il PD è con i blogger in sciopero, per dire no ai bavagli e alle censure e sì alla libertà della rete e di un grande bene come la comunicazione. Il social network del partito, www.pdnetwork.it, aderisce alla manifestazione.

Provincia e sindacati siglano accordo anti-crisi


Provincia e sindacati siglano accordo anti-crisi

Siglato venerdì 10 luglio il Protocollo d' intesa tra la Provincia di Roma e le organizzazioni sindacali confederali, con le misure anticrisi e gli interventi che l' Amministrazione provinciale metterà in campo a sostegno degli investimenti, del reddito delle famiglie e dello sviluppo economico.

L’accordo firmato con Cgil, Cisl e Uil dal Presidente della Provincia Nicola Zingaretti muove, soltanto per il 2009, 360 milioni di euro. In totale, nel triennio, il protocollo mette a disposizione 900 milioni di euro per investimenti, interventi a sostegno del welfare e, per Comuni e Municipi di Roma, risorse per la raccolta differenziata dei rifiuti.

A firmare il presidente Nicola Zingaretti ed i segretari di Cgil Roma e Lazio, Claudio Di Berardino, Cisl Roma, Danilo Reali e per la Uil Roma Pierpaolo Bombardieri.

Attraverso l' intesa la Giunta Zingaretti si impegna '' a confermare gli investimenti programmati in conto capitale per il 2009 (150 milioni di euro) e le risorse finanziarie per il programma Ato2 (318 milioni di euro); proseguire l'adeguamento strutturale degli edifici scolastici di competenza provinciale (105 interventi in corso o in via di ultimazione per circa 54 mln di euro) e stanziare per il 2009 ulteriori oltre 59 milioni euro e '' presentare entro la fine di settembre un programma di calendarizzazione di apertura degli appalti e della cantierizzazione degli interventi previsti dal Piano degli investimenti''.

Per quanto concerne lavoro e formazione la Provincia premierà con 5mila euro le aziende che stabilizzeranno i lavoratori precari dopo il tirocinio e finanzierà i Piani di Azione Individuale nei Centri professionali per l' impiego (Cpi) attraverso un reddito di formazione di 500 euro mensili.

Per le aziende che assumeranno il lavoratore al termine del percorso con contratto a tempo indeterminato sono previsti premi da 5.000 euro.

Inoltre l’Amministrazione provinciale in ogni suo capitolato di gara farà inserire la destinazione di '' risorse economiche congrue'' per la sicurezza e la tutela della salute degli operatori impegnati nella realizzazione di quei servizi.

Per sostenere lo sviluppo economico del territorio l' impegno è di '' concedere un finanziamento diretto alle imprese della Provincia, con meno di 10 addetti, attraverso un contributo a copertura delle spese di pratica e istruttoria sostenute per accedere a un fido bancario contro garanzia prestata da Confidi; intervenire a parziale o totale copertura della spesa in conto interessi sui mutui agevolati concessi alle imprese colpite dalle alluvioni del dicembre 2008 per il riavvio dell' attività, su garanzia di Banca Impresa Lazio e in convenzione tra gli istituti di credito, la Regione Lazio e il Comune di Roma e ''accelerare l' attuazione della programmazione territoriale dello sviluppo esistente (Litorale Nord - Sabina romana Valle del Tevere - Colline Romane).

"Siamo un piccolo ente – ha affermato il presidente Nicola Zingaretti - ma dentro scenari globali le aree metropolitane possono essere competitive. Possono essere possibili motori anticiclici. Con questa firma la nostra scommessa è integrare ed intaccare quei nodi che creano l' immobilismo".

Zingaretti poi ha sottolineato il ruolo del "monitoraggio e delle strategie condivise" con i sindacati.

"Il governo Berlusconi – ha aggiunto il presidente della Provincia di Roma – sta sbagliando perché da una parte dice che di voler reagire alla crisi e dall' altra tiene bloccati per i Comuni e le Province italiane moltissimi milioni di euro, vincolati dal Patto di stabilità".

"Quello che noi abbiamo sempre chiesto – ha sottolineato il presidente Zingaretti – è che almeno sulla sicurezza scolastica e stradale ci si dia la possibilità di violare questo Patto. Questo vorrebbe dire immettere sul mercato liquidità ed in un anno potremmo produrre investimenti importanti".

Secondo l’assessore provinciale al Bilancio, Antonio Rosati, presente alla firma del protocollo: "Se non si allentano i vincoli del Patto di stabilità non potremo pagare le imprese e mettere in campo gli investimenti. Anche un accordo con i sindacati come quello di oggi sarebbe un libro dei sogni".

Tra le novità del protocollo, sottolineate dall’assessore Rosati, la possibilità “di verificare insieme che le scelte e gli impegni contenuti vengano realizzati''.

PROMEMORIA 14 luglio 1789 Da questa data si fa cominciare la rivoluzione francese.


La popolazione di Parigi insorge e viene assaltata la prigione della Bastiglia, simbolo del potere assolutista del re. Da questa data si fa cominciare la rivoluzione francese.
La rivoluzione francese è un insieme di eventi e di cambiamenti intercorsi tra il 1789 e il 1799 che segna il limite tra l'età moderna e l'età contemporanea nella storiografia francese. Le principali e più immediate conseguenze della rivoluzione francese (che costituì un momento di epocale cambiamento nella storia del mondo) furono l'abolizione della monarchia assoluta e la proclamazione della repubblica, con l'eliminazione delle basi economiche e sociali dell'Ancien régime. La rivoluzione francese e quella americana ispirarono le rivoluzioni a connotazione borghese liberali e democratiche che seguirono nel XIX secolo.
Sebbene l'organizzazione politica della Francia abbia oscillato tra repubblica, impero e monarchia durante i 75 anni seguenti la Prima repubblica, la rivoluzione segnò la fine dell'assolutismo e diede inizio ad un nuovo sistema politico in cui la borghesia e, in alcune occasioni anche le masse popolari, si convertirono nella forza politica dominante del paese.
L'Assemblea Costituente e la Presa della Bastiglia (14 luglio 1789) [modifica]
L'Assemblea Nazionale si collegò immediatamente ai proprietari del capitale (la fonte del credito necessario per finanziare il debito pubblico) e alla gente comune. Essi consolidarono il debito pubblico e dichiararono che tutte le tasse esistenti erano state precedentemente imposte illegalmente, ma votarono le stesse provvisoriamente, solo fintanto che l'Assemblea continuava a riunirsi. Questo ridiede fiducia al capitale e gli diede un forte interesse nel tenere l'assemblea in sessione. Per quanto riguarda la gente comune, un comitato di sussistenza venne stabilito per affrontare la carenza di cibo.
Il precedente piano di conciliazione di Necker - uno schema complesso di concessioni ai comuni su alcuni punti e di forte resistenza su altri - era stato superato dagli eventi. Non più interessato ai consigli di Necker, Luigi XVI, sotto l'influenza dei cortigiani del suo consiglio privato, decise di rivolgersi all'Assemblea, annullare il suo decreto, comandare la separazione degli ordini, e dettare che le riforme fossero effettuate dagli Stati Generali restaurati.

Se Luigi avesse marciato nella Salle des États, dove l'Assemblea Nazionale si incontrava, probabilmente il suo piano sarebbe potuto riuscire, ma se ne restò a Marly e il 20 giugno ordinò la chiusura della sala, aspettandosi di impedire in questo modo all'Assemblea di riunirsi per diversi giorni, mentre lui si preparava. L'Assemblea spostò semplicemente le proprie deliberazioni nel campo da pallacorda del Re, dove procedette al Giuramento della Sala della Pallacorda (20 giugno 1789), con il quale si accordò per non sciogliersi finché alla Francia non fosse stata data una costituzione scritta.
Due giorni dopo, privata anche dell'uso della Sala della Pallacorda, l'Assemblea Nazionale si riunì nella chiesa di Saint-Louis, dove venne raggiunta dalla maggioranza dei rappresentanti del clero: gli sforzi per ripristinare il vecchio ordine erano serviti solo per accelerare gli eventi. Quando, il 23 giugno 1789, in accordo con il suo piano, il re si rivolse finalmente ai rappresentanti dei tre Stati, si trovò di fronte a un silenzio di pietra. Il re dichiarò che si conservasse la distinzione degli ordini, che venisse annullata la costituzione dei Communes in Assemblea Nazionale, aggiunse che se l'assemblea l'avesse abbandonato, egli avrebbe fatto il bene del popolo senza di essa e concluse ordinando a tutti di disperdersi, ma venne obbedito solo dai nobili e dal clero, mentre i deputati del Terzo stato rimasero seduti.[2]
Necker, unico ministro che non assistette a quella seduta, si trovò in disgrazia con Luigi XVI ma nuovamente nelle grazie dell'Assemblea Nazionale.
Quelli del clero, che si erano uniti all'Assemblea nella chiesa di Saint-Louis, rimasero; 47 membri della nobiltà, incluso il Duca d'Orléans, si unirono a loro.
Il Re scrisse ai presidenti della nobiltà e del clero, per invitarli a riunirsi all'assemblea degli stati generali, al fine di occuparsi delle sue dichiarazioni del 23 giugno. Il clero obbedì senza riserve, ma la nobiltà si indignò di una proposta che le faceva perdere tutti i frutti della sua resistenza, quando il suo presidente lesse una lettera del conte di Artois che faceva intendere che occorreva riunirsi perché la vita del re era in pericolo.
Così il 27 giugno gli ordini si riunirono nella sala comune ed il partito reale aveva ceduto apertamente, anche se la probabilità di un contraccolpo militare rimase nell'aria. Infatti, i militari francesi incominciarono ad accorrere in grande numero attorno a Parigi e Versailles.
Giunsero molti messaggi di supporto all'Assemblea, da Parigi e da altre città della Francia. Il 9 luglio 1789 l'Assemblea si ricostituì come Assemblea Nazionale Costituente, rivolgendosi al re in termini educati ma fermi, richiedendo la rimozione delle truppe (che ora includevano reggimenti stranieri, più obbedienti al re rispetto alle truppe francesi), ma Luigi dichiarò che lui solo poteva giudicare il bisogno delle truppe, e li rassicurò che queste erano una misura strettamente precauzionale. Luigi "offrì" di spostare l'Assemblea a Noyon o Soissons, cioè di porla in mezzo a due eserciti e privarla del supporto dei parigini.
In questi giorni alcuni deputati furono intimoriti dalla piega che stavano prendendo gli avvenimenti e si dimisero. L'Assemblea allora dichiarò che essa aveva ricevuto il suo mandato non dai singoli elettori che avevano eletto ciascun deputato, ma collettivamente dall'intera Nazione. Così si mise in pratica il principio della sovranità nazionale, difeso da Diderot.
Parigi fu unanime nel supportare l'Assemblea, vicina all'insurrezione e, nelle parole di Mignet, «intossicata di libertà ed entusiasmo». La stampa pubblicò i dibattiti dell'Assemblea; la discussione politica si estese oltre ad essa e arrivò nelle piazze e nei salotti della capitale. Il Palais Royal e l'area circostante divennero il luogo di continui incontri. La folla, con l'autorità degli incontri al Palais Royal, aprì le prigioni dell'Abbazia per rilasciare alcuni granatieri delle Guardie francesi che erano stati imprigionati per essersi rifiutati di aprire il fuoco sulla gente. L'Assemblea li raccomandò alla clemenza del Re, questi tornarono in prigione e ricevettero il perdono. Il loro reggimento ora era favorevole alla causa popolare.

Il 12 luglio il Re destituì Necker e gli ordinò di lasciare la Francia entro 48 ore. L'indomani fu convocato il consiglio del Re. Quel giorno l'Assemblea non doveva riunirsi ed il popolo di Parigi fu spaventato da quegli eventi e fece una grande manifestazione popolare portando i busti di Necker e del duca d'Orleans. Dei soldati tedeschi ricevettero l'ordine di caricare sulla folla e distrussero le statue che trasportavano. Ci furono molti feriti ed il popolo di Parigi si sollevò. L'indomani i cittadini si organizzarono e 60.000 uomini furono armati, arruolati e distribuiti in compagnie.
Intanto l'Assemblea nazionale avvertì il re del pericolo che correva la Francia se le truppe non fossero state allontanate dalla capitale. Il re rispose che non avrebbe cambiato le sue disposizioni.
Il rifiuto del Re portò la disperazione a Parigi, e girarono delle voci che dicevano che non ci sarebbero stati né pace né libertà finché fosse esistita la Bastiglia. Così il 14 luglio 1789 i Parigini, in un'atmosfera rivoluzionaria, presero l'arsenale dell'Hôtel des Invalides, dove trovarono delle armi e dei cannoni, ma non la polvere da sparo, poi si ammassarono presso la prigione reale della Bastiglia per cercare la polvere. Il governatore della prigione Bernard de Launay voleva resistere, ma alla domanda dei mediatori venuti dall'Hôtel de Ville dove sedeva un comitato permanente, organo dell'insurrezione borghese, lasciò che la folla penetrasse nella prima corte. Poi si ravvide e fece uccidere questa folla: ci furono un centinaio di morti. Successivamente dei soldati ammutinati portarono dei cannoni ed il governatore cedette e abbassò il ponte levatoio. Poi, trovato dalla folla, fu ucciso.

13 luglio, 2009

Dalla Regione oltre 15 milioni per 1.300 tirocini


Dalla Regione oltre 15 milioni per 1.300 tirocini

La Regione Lazio attiverà 1.300 tirocini, della durata di almeno 4 mesi, finalizzati all'inserimento lavorativo di persone socialmente svantaggiate (in base alla normativa comunitaria) e a rischio di marginalità sociale: giovani, disoccupati da oltre 24 mesi, over 45, immigrati, disabili ed ex detenuti.
L'intervento messo in campo rientra nel quadro di un accordo sottoscritto dalla Regione Lazio con Italia Lavoro. L'intesa prevede lo stanziamento di 15 milioni e 700mila euro da parte della Regione Lazio, per realizzare politiche di sostegno all'occupazione.

"Le risorse utilizzate - ha detto l'assessore regionale al Lavoro, pari opportunità e politiche giovanili, Alessandra Tibaldi - provengono dal Fondo sociale europeo e sono una quota parte dei 220 milioni destinati all'accordo anticrisi tra Stato e Regioni siglato lo scorso 12 febbraio".

Tre le tipologie di tirocinio previste nei percorsi formativi che verranno aperti: quelli da
svolgere in aziende che operano nel territorio regionale; quelli che prevedono una mobilità interregionale; e quelli in aziende situate in Paesi della Ue.
Per i tirocinanti che lavoreranno nel Lazio è prevista una borsa mensile di 500 euro, ammonta a 1.200 euro invece il compenso per chi andrà a lavorare in altre regioni.
L'investimento della Regione punta a promuovere la stabilizzazione di almeno il 70% dei tirocinanti
nelle aziende dove effettueranno il loro percorso formativo, che in tal caso verrebbero ricompensate con incentivi fino a 5.000 euro per ciascun neo assunto.
Le imprese interessate segnaleranno ad Italia Lavoro ed ai centri per l'impiego delle province i tirocini che intendono attivare, sono attese in particolar modo opportunità di lavoro nel settore delle energie alternative, nella grande distribuzione e nel ciclo dei rifiuti.
"Le imprese ci potranno chiedere una serie di skills professionali importanti - ha spiegato l'assessore Alessandra Tibaldi, presentando l'iniziativa - come ad esempio tecnici nel settore delle energie
rinnovabili, nel ciclo dei rifiuti. E' un programma ambizioso, che mette insieme la rete di Italia Lavoro con i suoi contatti con le imprese e la rete dei servizi per l' impiego, proveremo a costruire opportunità di lavoro durature per molti giovani".

12 luglio, 2009

PROMEMORIA 12 luglio 1921 - Si conclude a Mosca il terzo congresso dell'Internazionale Comunista


Si conclude a Mosca il terzo congresso dell'Internazionale Comunista.
Comintern (o Komintern, dalle parole tedesche Kommunistische Internationale, il tedesco era la lingua ufficiale della III Internazionale) è il termine con cui si indica la Terza Internazionale o Internazionale comunista (1919-1943), ovvero l'organizzazione internazionale dei partiti comunisti.
Fu fondata per iniziativa dei bolscevichi russi dopo il fallimento della Seconda Internazionale, causato dal voto dei socialdemocratici tedeschi e francesi ai crediti richiesti dai loro governi per affrontare la prima guerra mondiale. Il Comintern nasce a Mosca nel marzo 1919, con lo scopo di sostenere il governo sovietico, favorire la formazione di partiti comunisti in tutto il mondo e diffondere la rivoluzione a livello internazionale.
Con il secondo congresso del luglio-agosto 1920, a cui presero parte delegazioni provenienti da 37 nazioni, si tracciarono le basi e il programma del Comintern, che ruotava attorno al nucleo della "rivoluzione mondiale".
Il Comintern fu fin dall'inizio egemonizzato dal Partito Comunista Russo, come dimostra il fatto che la direzione dell'Internazionale fu affidata a un comitato esecutivo permanente, con sede a Mosca. Fu quindi caratterizzato dal rifiuto del parlamentarismo e del riformismo socialdemocratico .
Dopo che in Europa erano nati i partiti comunisti, tramite scissione da quelli socialisti, nel 1926 iniziò la stalinizzazione del Comintern, grazie all'imposizione della teoria del "socialismo in un solo paese".
A causa dei conflitti interni al gruppo dirigente del PCUS, e al subordinamento delle esigenze dei diversi partiti comunisti nazionali alle esigenze dell'Unione Sovietica, l'azione del Comintern si indebolì.
Per lanciare un segnale di moderazione agli alleati occidentali impegnati a fianco della URSS nella seconda guerra mondiale, il 15 maggio 1943 l'Esecutivo dell'Internazionale comunista propone lo scioglimento dell'Internazionale che diventerà effettivo il 10 giugno 1943.
Nel 1947 l'Urss ricostituirà una sorta di Comintern come Cominform, ma anche quest'ultimo sarà sciolto nel 1956.

11 luglio, 2009

PROMEMORIA 11 luglio 1979 Giorgio Ambrosoli viene assassinato


Milano: Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, dopo aver testimoniato davanti a giudici statunitensi sui traffici di Michele Sindona, viene assassinato mentre rientra a casa.
Giorgio Ambrosoli (Milano, 17 ottobre 1933 – Milano, 11 luglio 1979) è stato un avvocato italiano, esperto in liquidazioni coatte amministrative. Fu assassinato l'11 luglio 1979 da un sicario ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona, sulle cui attività aveva ricevuto incarico di indagare.

Antefatto
Nel 1971 si addensarono sospetti sulle attività del banchiere siciliano Michele Sindona.
La Banca d'Italia per mano del Banco di Roma investigò sulle attività di Sindona nel tentativo di non fare fallire gli Istituti di credito da questi fondati (Banca Unione e Banca Privata Finanziaria). I motivi delle scelte dell'allora Governatore Carli erano chiaramente tese a non provocare il panico nei correntisti. Così fu accordato un prestito al Sindona, voluto anche in virtù della benvolenza dell'Amministratore Delegato Dott. Mario Barone. Quest'ultimo fu cooptato come terzo amministratore, addirittuta modificando lo statuto della Banca stessa che ne prevedeva due (nel caso specifico, i Sig. ri Ventriglia e Guidi). Fu accordato tale prestito con tutte le modalità e transazioni necessarie e fu incaricato il Direttore Centrale del Banco di Roma, Sig. Giovanbattista Fignon, di occuparsi della cosiddetta vicenda. Le Banche di Sindona furono fuse e prese vita la Banca Privata Italiana di cui il Fignon divenne Vice Presidente e Amministratore Delegato. Al contrario di tutte le aspettative, Fignon andò a Milano a rivestire detta carica e capì immediatamente la gravità della situazione. Stese numerose relazioni, capì le operazioni gravose messe in piedi da Sindona e dai suoi collaboratori tanto che ne ordinò l'immediata sospensione. Ma a Roma i poteri forti forse non gradirono una così massiccia operazione di pulizia, sebbene nei pochi mesi di tale gestione emersero innumerevoli aspetti che potevano indurre ad un salvataggio. Fignon fece egregio lavoro ma non poté bastare e nel settembre del 1974 consegnò a Giorgio Ambrosoli la relazione sullo stato della Banca. Fignon continuò nel suo operato tanto da essere citato anche nelle agende dell' Avvocato Ambrosoli che nulla poteva immaginare di ciò che sarebbe seguito.
Ciò che emerse dalle investigazioni indusse, nel 1974, a ordinare un commissario liquidatore. Per il compito fu scelto Giorgio Ambrosoli.

L'incarico
In questo ruolo, Ambrosoli assunse la direzione della banca e si trovò ad esaminare tutta la trama delle articolatissime operazioni che il finanziere siciliano aveva intessuto, principiando dalla società "Fasco", l'interfaccia fra le attività palesi e quelle occulte del gruppo.
Nel corso dell'analisi svolta dall'avvocato emersero le gravi irregolarità di cui la banca si era macchiata e le numerose falsità nelle scritturazioni contabili.
Contemporaneamente a questa opera di controllo Ambrosoli cominciò ad essere oggetto di pressioni e di tentativi di corruzione. Queste miravano sostanzialmente a ottenere che avallasse documenti comprovanti la buonafede di Sindona.
Se si fosse ottenuto ciò lo Stato Italiano, per mezzo della Banca d'Italia, avrebbe dovuto sanare gli ingenti scoperti dell'istituto di credito. Sindona, inoltre, avrebbe evitato ogni coinvolgimento penale e civile.
Ambrosoli non cedette, sapendo di correre notevoli rischi. Nel 1975 indirizzò una lettera alla moglie in cui scrisse:
« È indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di far qualcosa per il Paese. »
Ai tentativi di corruzione fecero presto seguito minacce esplicite.
Malgrado ciò, Ambrosoli confermò la necessità di liquidare la banca e di riconoscere la responsabilità penale del banchiere.
Nel corso dell'indagine emerse, inoltre, la responsabilità di Sindona anche nei confronti di un'altra banca, la statunitense Franklin National Bank, le cui condizioni economiche erano ancora più precarie. L'indagine, dunque, vide coinvolta non solo la magistratura italiana, ma anche l'FBI.
In un clima di tensione e di pressioni anche politiche molto forti, Ambrosoli concluse la sua inchiesta. Avrebbe infine dovuto sottoscrivere una dichiarazione formale il 12 luglio 1979.

L'omicidio
La sera dell'11 luglio 1979, rincasando dopo una serata trascorsa con amici, fu avvicinato sotto il suo portone da uno sconosciuto.
Questi si scusò e gli esplose contro tre colpi di 357 Magnum. Ad ucciderlo fu William J. Aricò, un sicario fatto appositamente venire dall'America e pagato con 25 000 dollari in contanti ed un bonifico di altri 90 000 dollari su un conto bancario svizzero.
Nessuna autorità pubblica presenziò ai funerali, ad eccezione della sola Banca d'Italia.
Il 18 marzo 1986 a Milano, Michele Sindona e Roberto Venetucci (un trafficante d'armi che aveva messo in contatto Sindona col killer) furono condannati all'ergastolo per l'uccisione dell'avvocato Ambrosoli.

10 luglio, 2009

Grazie a Regione 35 euro per istallare decoder anziché 45


Grazie a Regione 35 euro per istallare decoder anziché 45

Prezzo calmierato per l'istallazione del decoder del digitale terrestre per i cittadini del Lazio che pagheranno 35 euro, anziché 45 come nel resto d'Italia. A stabilirlo un protocollo d'intesa siglato tra la Regione Lazio e le associazioni di categoria degli artigiani installatori, approvato dalla giunta regionale del Lazio. La cifra salirà a 50 euro qualora l'installazione riguardi più apparati, mentre la 'chiamata' e' calcolata in 25 euro, invece dei 40 euro previsti attualmente, e non e' conteggiata se viene eseguito il lavoro.
"Nel percorso che la Regione ha intrapreso per accompagnare i cittadini del Lazio verso il passaggio al digitale terrestre - ha detto l'assessore alla Tutela dei consumatori, Vincenzo Maruccio - è stato siglato un accordo con le associazioni sindacali degli installatori. Un accordo con cui gli interventi degli installatori sono fatti con un prezzo calmierato di 35 euro per ogni intervento mentre quello nazionale e' sui 45 euro per ogni intervento".

PROMEMORIA 10 luglio 1997 DNA di uno scheletro di Uomo di Neandertal


Londra, scienziati divulgano i risultati delle loro analisi del DNA di uno scheletro di Uomo di Neandertal, che supportano la teorie dell'evoluzione umana fuori dall'Africa, collocando l'Eva africana da 100.000 a 200.000 anni fa.
Il periodo detto paleolitico medio, compreso tra i - 200 000 anni e i - 40 000 anni anni fa, vide l’ascesa e l'inizio del declino dell'Homo neanderthalensis (Uomo di Neandertal o, nei testi meno recenti Uomo di Neanderthal). Convissuto nell'ultimo periodo della sua esistenza con Homo sapiens, la sua scomparsa, in un tempo relativamente breve, è un enigma scientifico oggi attivamente studiato.
Documentata fra - 130 000 anni (per le forme arcaiche) e - 25 /- 30 000 anni anni fa in Europa, Africa e Asia, questa specie si è presumibilmente evoluta dall'Homo heidelbergensis.
I resti che diedero il nome alla specie furono scoperti da Johann Fuhlrott nel 1856 in una grotta di Feldhofer nella valle di Neander in Germania, che prende il nome dalla traduzione in greco antico del cognome dell'organista e pastore Joachim Neumann, a cui i suoi concittadini di Düsserdolf intitolarono la piccola valle.

09 luglio, 2009

Mafia, Marrazzo: "Restituiamo ai cittadini ciò che è loro"


Mafia, Marrazzo: "Restituiamo ai cittadini ciò che è loro"

''Le mafie si appropriano della libertà dei cittadini e dei tanti beni che alla collettività appartengono. Quella collettività ha il diritto di riprendersi il maltolto''. E' quanto ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo a proposito dei nuovi bandi regionali per la ristrutturazione, riqualificazione, promozione e uso sociale di immobili confiscati alla criminalità organizzata presentati oggi dall'assessore alla sicurezza del Lazio Daniele Fichera.
La Regione si e' impegnata a stanziare 7 milioni di euro in tre anni per restituire alla collettività beni e attività ricavati da azioni illecite.
Solo nel 2008 l'assessorato alla Sicurezza di Daniele Fichera ha stanziato 1,3 milioni di euro per recupero, riqualificazione e riutilizzo a fini sociali, di beni confiscati alla mafia. Nel triennio 2009-2011, la cifra annua messa a disposizione e' salita da 1,3 mln di euro del 2008 a 2 milioni, cui si aggiungono 300 mila euro annui, di parte corrente, destinati a iniziative per la legalità collegate alla gestione di queste strutture. Oggi e' stato anche firmato un protocollo d'intesa tra la Regione Lazio e il Commissario straordinario del governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali.

''La Regione Lazio - ha sottolineato Marrazzo - si impegna per favorire la restituzione ai cittadini di tanti beni confiscati alla criminalità organizzata nella battaglia quotidiana combattuta dalle forze dell'ordine a tutela della legalità e della sicurezza nella nostra comunità. Uno sforzo economico crescente - ha aggiunto - che, grazie all'impegno dell'assessore Fichera, ha raggiunto ormai la ragguardevole cifra di 7 milioni di euro per i prossimi 3 anni. Sconfiggere le mafie significa - ha ribadito il Presidente - combatterle ogni giorno investendo attraverso l'azione delle forze dell'ordine e della magistratura, nell'educazione alla legalità, a partire dalle nuove generazioni, e nel colpirle in ciò che hanno di più caro: il patrimonio frutto del malaffare''.
Sono 328 i beni immobili appartenenti a cosche criminali confiscati nel Lazio dalle forze dell'ordine, ai quali si aggiungono 99 imprese sorte da attivita' illecite.
Di questi immobili, 221 sono stati già trasferiti ai Comuni, 13 sono in corso di trasferimento, mentre 94 devono essere ancora destinati. E' quanto reso noto dall'assessore alla Sicurezza della Regione Lazio, Daniele Fichera, nel corso della conferenza stampa con il Commissario straordinario di governo per la gestione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali Antonio Maruccia.

PROMEMORIA 9 luglio 1955 - A Londra Albert Einstein e Bertrand Russell firmano il Manifesto Russell-Einstein sul disarmo nucleare

A Londra i due famosi scienziati Albert Einstein e Bertrand Russell firmano il Manifesto Russell-Einstein sul disarmo nucleare.
Per Manifesto di Russell-Einstein si intende la dichiarazione presentata il 9 luglio 1955 (nel pieno della Guerra fredda) a Londra in occasione di una campagna per il disarmo nucleare e che aveva avuto come promotori Bertrand Russell ed Albert Einstein (morto nell'aprile dello stesso anno). Nel documento - controfirmato da altri 11 scienziati e intellettuali di primo piano - Einstein e Russell invitavano gli scienziati di tutto il mondo a riunirsi per discutere sui rischi per l'umanità prodotti dall'esistenza delle armi nucleari.
Tra i redattori del Manifesto vi fu anche Joseph Rotblat, che fu l'unico degli scienziati coinvolti nel progetto Manhattan ad abbandonare il lavoro a causa di contrasti di natura morale. Dopo aver appreso di Hiroshima, Rotblat affermò di essere "preoccupato sull'intero futuro dell'umanità". Rotblat diresse la conferenza stampa di presentazione del Manifesto a Caxton Hall, a Londra. Fu sua la celebre frase (citata anche quando Rotblat ritirò il Nobel per la Pace nel 1995):
Ricordatevi della vostra umanità, e dimenticate il resto.
Il Manifesto invitava a tenere al più presto una conferenza internazionale, che originariamente nei progetti di Nehru doveva tenersi in India. In seguito alla Crisi di Suez, questo progetto fu abbandonato. Aristotele Onassis si offrì di finanziare un incontro a Monaco, ma la proposta fu rifiutata. Infine, Cyrus Eaton, un imprenditore canadese che conosceva Russell dal 1938, si offrì di finanziare una conferenza nella sua cittadina di Pugwash, in Nuova Scozia. La Conferenza di Pugwash per la Scienza e gli Interessi del Mondo nel 2004 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace.

Testo
In considerazione del fatto che in ogni futura guerra mondiale verrebbero certamente impiegate armi nucleari e che tali armi mettono in pericolo la continuazione stessa dell'esistenza dell'umanità, noi rivolgiamo un pressante appello ai governi di tutto il mondo affinché si rendano conto e riconoscano pubblicamente che i loro obiettivi non possono essere perseguiti mediante una guerra mondiale e li invitiamo, di conseguenza, a cercare mezzi pacifici per la soluzione di tutte le questioni controverse fra loro. Nella tragica situazione cui l'umanità si trova di fronte noi riteniamo che gli scienziati debbano riunirsi in conferenza per accertare i pericoli determinati dallo sviluppo delle armi di distruzione di massa e per discutere con una risoluzione nello spirito del progetto annesso. Parliamo in questa occasione non come membri di questa o quella Nazione, Continente o Fede, ma come esseri umani, membri della razza umana, la continuazione dell'esistenza della quale è ora in pericolo. Il mondo è pieno di conflitti e, al di sopra di tutti i conflitti minori, c'è la lotta titanica tra il comunismo e l'anticomunismo. Quasi ognuno che abbia una coscienza politica ha preso fermamente posizione in una o più di tali questioni, ma noi vi chiediamo, se potete, di mettere in disparte tali sentimenti e di considerarvi solo come membri di una specie biologica che ha avuto una storia importante e della quale nessuno di noi li può desiderare la scomparsa. Cercheremo di non dire nemmeno una parola che possa fare appello a un gruppo piuttosto che a un altro. Tutti ugualmente sono in pericolo e se questo pericolo è compreso vi è la speranza che possa essere collettivamente scongiurato. Dobbiamo imparare a pensare in una nuova maniera: dobbiamo imparare a chiederci non quali passi possono essere compiuti per dare la vittoria militare al gruppo che preferiamo, perché non vi sono più tali passi; la domanda che dobbiamo rivolgerci è: <>. L'opinione pubblica e anche molte persone in posizione autorevole non si sono rese conto di quali sarebbero le conseguenze di una guerra con armi nucleari. L'opinione pubblica ancora pensa in termini di distruzione di città. Si sa che le nuove bombe sono più potenti delle vecchie e che mentre una bomba atomica ha potuto distruggere Hiroshima, una bomba all'idrogeno potrebbe distruggere le città più grandi come Londra, New York e Mosca. È fuori di dubbio che in una guerra con bombe all'idrogeno le grandi città sarebbero distrutte; ma questo è solo uno dei minori disastri cui si andrebbe incontro. Anche se tutta la popolazione di Londra, New York e Mosca venisse sterminata, il mondo potrebbe nel giro di alcuni secoli riprendersi dal colpo; ma noi ora sappiamo, specialmente dopo l'esperimento di Bikini, che le bombe nucleari possono gradatamente diffondere la distruzione su un'area molto più ampia di quanto non si supponesse. È stato dichiarato da fonte molto autorevole che ora è possibile costruire una bomba 2500 volte più potente di quella che distrusse Hiroshima. Una bomba all'idrogeno che esploda vicino al suolo o sott'acqua invia particelle radioattive negli strati superiori dell'aria. Queste particelle si abbassano gradatamente e raggiungono la superficie della terra sotto forma di una polvere o pioggia mortale. Nessuno sa quale grandezza di diffusione possano raggiungere queste letali particelle radioattive, ma le maggiori autorità sono unanimi nel ritenere che una guerra con bombe all'idrogeno potrebbe molto probabilmente porre fine alla razza umana. Si teme che lei, qualora venissero impiegate molte bombe all'idrogeno, vi sarebbe una morte universale, immediata solo per una minoranza mentre per la maggioranza sarebbe riservata una lenta tortura di malattie e disintegrazione. Molti ammonimenti sono stati formulati da personalità eminenti della scienza e da autorità della strategia militare. Nessuno di essi dirà che i peggiori risultati sono certi: ciò che essi dicono è che questi risultati sono possibili e che nessuno può essere sicuro che essi non si verificheranno. Non abbiamo ancora constatato che le vedute degli esperti in materia dipendano in qualsiasi modo dalle loro opinioni politiche e dai loro pregiudizi. Esse dipendono solo, per quanto hanno rivelato le nostre ricerche, dall'estensione delle conoscenze particolari del singolo. Abbiamo riscontrato che coloro che più sanno sono i più pessimisti. Questo dunque è il problema che vi presentiamo, netto, terribile ed inevitabile: dobbiamo porre fine alla razza umana oppure l'umanità dovrà rinunciare alla guerra? È arduo affrontare questa alternativa poiché è così difficile abolire la guerra. L'abolizione della guerra chiederà spiacevoli limitazioni della sovranità nazionale, ma ciò che forse più che ogni altro elemento ostacola la comprensione della situazione è il fatto che il termine <> appare vago ed astratto, gli uomini stentano a rendersi conto che il pericolo è per loro, per i loro figli e loro nipoti e non solo per una generica e vaga umanità. È difficile far sì che gli uomini si rendano conto che sono loro individualmente ed i loro cari in pericolo imminente di una tragica fine. E così sperano che forse si possa consentire che le guerre continuino purché siano vietate le armi moderne. Questa speranza è illusoria. Per quanto possano essere raggiunti accordi in tempo di pace per non usare le bombe all'idrogeno, questi accordi non saranno più considerati vincolanti in tempo di guerra ed entrambe le parti si dedicheranno a fabbricare bombe all'idrogeno non appena scoppiata una guerra, perché se una delle parti fabbricasse le bombe e l'altra no, la parte che le ha fabbricate risulterebbe inevitabilmente vittoriosa. Sebbene un accordo per la rinuncia alle armi nucleari nel quadro di una riduzione generale degli armamenti non costituirebbe una soluzione definitiva, essa servirebbe ad alcuni importanti scopi. In primo luogo ogni accordo fra Est e Ovest è vantaggioso in quanto tende a diminuire la tensione internazionale. In secondo luogo l'abolizione delle armi termonucleari se ognuna delle parti fosse convinta della buona fede dell'altra, diminuirebbe il timore di un attacco improvviso del tipo di Pearl Harbour che attualmente tiene entrambe le parti in uno stato di apprensione nervosa. Saluteremo perciò con soddisfazione un tale accordo, anche se solo come un primo passo. La maggior parte di noi non è di sentimenti neutrali, ma come esseri umani dobbiamo ricordare che perché le questioni fra Est e Ovest siano decise in modo da dare qualche soddisfazione a qualcuno, comunista o anticomunista, asiatico, europeo o americano, bianco o nero, tali questioni non devono essere decise con la guerra. Desideriamo che ciò sia ben compreso sia in oriente che in occidente. Se vogliamo, possiamo avere davanti a noi un continuo progresso in benessere, conoscenze e saggezza. Vogliamo invece scegliere la morte perché non siamo capaci di dimenticare le nostre controversie? Noi rivolgiamo un appello come esseri umani ad esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto. Se sarete capaci di farlo vi è aperta la via di un nuovo Paradiso, altrimenti è davanti a voi il rischio della morte universale.

08 luglio, 2009

A Palazzo Incontro la mostra “Diabolik – Eva Kant. Una vita vissuta diabolikamente” La Provincia di Roma presenta la più grande e ricca mostra che s


A Palazzo Incontro la mostra “Diabolik – Eva Kant. Una vita vissuta diabolikamente”

La Provincia di Roma presenta la più grande e ricca mostra che sia mai stata dedicata al Re del Terrore, Diabolik. Dal 10 luglio al 13 settembre 2009, Palazzo Incontro ospita la mostra DIABOLIK - EVA KANT. Una vita vissuta diabolikamente.

Ben 6 mostre diverse distribuite sui tre piani di Palazzo Incontro e arricchite da statue, cimeli, gadget che permettono al visitatore di ripercorrere la lunga vita di Diabolik e Eva Kant, conoscerne caratteristiche e segreti, curiosare dietro le quinte della casa editrice che ne pubblica le avventure, scoprirne – o riscoprirne – l’intramontabile fascino.

La mostra, promossa dalla Provincia di Roma, è curata da Vincenzo Mollica in collaborazione con la casa editrice Astorina. L’organizzazione è di CIVITA.

Con questa esposizione Palazzo Incontro rafforza la natura di centro destinato ad ospitare le forme artistiche più diverse ed innovative nonché la vocazione a rappresentare un luogo di divertimento, di aggregazione e di conoscenza.

Mondiali di nuoto, dalla Regione 4 piscine finanziate con 14 milioni di euro 08/07/09 - Il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha present


Mondiali di nuoto, dalla Regione 4 piscine finanziate con 14 milioni di euro

Il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha presentato oggi i quattro impianti realizzati per i Mondiali di Nuoto Roma 2009, che si svolgeranno dal 18 luglio al 2 agosto.
Da Frosinone a Monterotondo, da Anguillara a Tivoli, la Regione Lazio ha partecipato ai Mondiali di Nuoto Roma09 finanziando i quattro poli notatori con 14 milioni di euro. Le piscine, tre scoperte e una coperta, serviranno per gli allenamenti degli atleti, ma quando i mondiali di nuoto saranno finiti, resteranno ai cittadini come strutture pubbliche.

Per Marrazzo le piscine rappresentano "una dote per le comunità del Lazio". "Intervenire a sostegno dei mondiali di nuoto per me significava soprattutto unire Roma al Lazio, perché so bene che quando i mondiali di nuoto saranno finiti, quelle strutture resteranno a disposizione dei cittadini e della comunità".
"Se penso che a Frosinone c'è una piscina da 50 metri - ha concluso Marrazzo - spero che lì possa nascere una Filippi della Ciociaria. Senza strutture non nascono nuovi atleti".

I motivi che hanno fatto decidere alla Regione Lazio di ''partecipare a questa avventura - ha spiegato l'assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Lazio Giulia Rodano - erano quelli di dotare alcune realtà deficitarie di impianti di grande livello; coinvolgere e avvicinare persone al nuoto e ad altri sport minori legati all'acqua e far conoscere il territorio del Lazio alle delegazioni dei campioni che verranno ad allenarsi e prepararsi nelle nostre piscine".

Alla conferenza stampa di presentazione degli impianti regionali erano presenti anche il presidente della Fin Paolo Barelli, il Presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali "Roma09" Giovanni Malagò, il Commissario delegato dal governo per i Mondiali Roma09 Claudio Rinaldi, il sindaco di Frosinone Michele Marini, il sindaco di Monterotondo Mauro Alessandri, il sindaco di Anguillara Sabazia Antonio Pizzigallo e l'assessore alla Cultura del Comune di Tivoli Carlo Valentini.

PROMEMORIA 8 luglio 1978 - Sandro Pertini è eletto settimo Presidente della Repubblica Italiana


Sandro Pertini è eletto settimo Presidente della Repubblica Italiana con 832 voti su 995; prestò giuramento il 9 luglio.
Alessandro Pertini detto Sandro (Stella San Giovanni, 25 settembre 1896 – Roma, 24 febbraio 1990) è stato un politico, giornalista e antifascista italiano. Settimo presidente della Repubblica Italiana dal 1978 al 1985.
Durante la prima guerra mondiale combatté sull'Isonzo e per diversi meriti sul campo nel 1917 gli fu conferita una medaglia d'argento al valor militare. Nel dopoguerra aderì al Partito Socialista Italiano e si distinse per la sua energica opposizione al fascismo. Perseguitato per il suo impegno politico contro la dittatura di Mussolini, nel 1925 fu condannato ad otto mesi di carcere e poi costretto ad un periodo di esilio in Francia per evitare una seconda condanna. Continuò la sua attività antifascista anche all'estero e per questo, dopo essere rientrato sotto falso nome in Italia nel 1929, fu arrestato e condannato dal Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato prima alla reclusione e successivamente al confino.
Nel 1943, alla caduta del regime fascista, fu liberato e partecipò alla battaglia di Porta San Paolo nel tentativo di difendere Roma dall'occupazione tedesca. Contribuì poi a ricostruire il vecchio PSI fondando insieme a Pietro Nenni il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. Nello stesso anno fu catturato dalle SS e condannato a morte, ma riuscì a salvarsi grazie ad un intervento dei partigiani dei GAP.
Divenne in seguito una delle personalità di primo piano della Resistenza italiana e fu membro del Comitato di Liberazione Nazionale in rappresentanza del PSIUP. Da partigiano fu attivo soprattutto in Toscana, Val d'Aosta e Lombardia, distinguendosi in diverse azioni che gli valsero una medaglia d'oro al valor militare. Nell'aprile 1945, in qualità di membro della giunta militare del CLN, partecipò agli eventi che portarono alla liberazione dal nazifascismo, contribuendo alla caduta della Repubblica Sociale Italiana, e votando il decreto che condannò a morte Mussolini ed altri gerarchi fascisti.
Nell'Italia repubblicana fu eletto deputato all'Assemblea Costituente, quindi senatore nella prima legislatura e deputato in quelle successive, sempre rieletto dal 1953 al 1976; ricoprì per due volte consecutive, dal 5 giugno 1968 al 25 maggio 1976, la carica di Presidente della Camera dei deputati, per essere infine eletto Presidente della Repubblica Italiana l'8 luglio 1978. Sconfinando spesso oltre il semplice ruolo istituzionale, il suo mandato presidenziale fu caratterizzato da una forte impronta personale che gli valse una certa popolarità, tanto da essere spesso ricordato come il "presidente più amato dagli italiani"

07 luglio, 2009

A Palazzo Valentini il Convegno "La metropoli dolce della Provincia di Roma" Mercoledì 8 luglio, alle ore 10,30, presso la Sala del Consiglio di Pal


A Palazzo Valentini il Convegno "La metropoli dolce della Provincia di Roma"

Mercoledì 8 luglio, alle ore 10,30, presso la Sala del Consiglio di Palazzo Valentini si terrà il Convegno "La metropoli dolce della Provincia di Roma".

L’incontro costituirà l’occasione per la presentazione della ricerca sulle dinamiche produttive e di sviluppo sociale del territorio provinciale, curata dal professor Aldo Bonomi.

L’evento rappresenta il momento conclusivo di un percorso di ricerca e di riflessione sulle tendenze del settore produttivo e sulle prospettive di crescita sociale del territorio, portato avanti dall’Assessorato provinciale alla Politiche del Lavoro e Formazione, guidato da Massimiliano Smeriglio, con la collaborazione del Professor Aldo Bonomi e del gruppo di ricerca dell’AASTER (Associazione Agenti per lo Sviluppo del Territorio).

Parteciperanno all’incontro i principali attori istituzionali, economici e le realtà associative che intrattengono rapporti a vari livelli con l'Amministrazione provinciale.

In apertura i lavori del convegno vedranno gli interventi dall’assessore provinciale al Lavoro e Formazione Massimiliano Smeriglio e della presidente del Consiglio provinciale Giuseppina Maturani. A seguire la tavola rotonda “I Sindaci e la comunità operosa” con diversi “primi cittadini” dei Comuni del territorio provinciale.

Nel pomeriggio, a dibattere sul tema “La Provincia di Roma tra globalizzazione e crisi” , interverranno tra gli altri, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, il Presidente della Camera di Commercio di Roma Andrea Mondello, il Direttore Generale Unicredit Banca di Roma Alessandro Cataldo, il presidente Giovani Imprenditori - UIR Massimiliano Raffa.

PROMEMORIA 7 luglio 2005 - Sequenza di attacchi terroristici sconvolge Londra


Sequenza di attacchi terroristici sconvolge Londra: quattro esplosioni si verificarono in punti diversi della città, tre nei treni della metropolitana (una tra le stazioni di Liverpool Street e Aldgate, una in una galleria della Piccadilly line tra King's Cross e Russel Square e l'altra nei pressi di Edgware Road), ed un'ultima circa un'ora dopo su un autobus a due piani in Tavistock Square: cinquantasei morti, tra cui l'italiana Benedetta Ciaccia [1], e diverse centinaia di feriti

06 luglio, 2009

Consumi e consumatori dentro la crisi. E dopo?"


Consumi e consumatori dentro la crisi. E dopo?"

Giovedì 9 luglio, alle ore 9,30, presso la Sala di Liegro di Palazzo Valentini si terrà l’incontro "Consumi e consumatori dentro la crisi. E dopo?!".

L’appuntamento è stato promosso dall’assessorato provinciale alla Tutela del Consumatore - Lotta all'Usura, guidato da Serena Visintin.

La giornata rappresenterà l’occasione per analizzare le prospettive che si delineano per i consumatori, in tempi ancora connotati da venti di crisi.

In tale contesto, infatti, va ricordato che la spesa per consumi delle famiglie è un elemento centrale nel dibattito economico sulle cause e le prospettive di uscita dalla crisi economica attuale.

I cambiamenti nella distribuzione del reddito e il conseguente cambiamento della dinamica dei consumi sono una causa reale delle difficoltà economico-finanziarie. Il rilancio dei consumi aggregati appare una condizione essenziale per uscire dalla situazione di impasse.

Un primo tema di dibattito riguarda, dunque, le strategie e gli strumenti politici con cui realizzarlo. Questo rilancio non sembra tuttavia proponibile se non congiuntamente ad una riflessione sulla sua sostenibilità sociale.

Un secondo tema di dibattito diviene la definizione di tale sostenibilità. Da un lato l’ormai tradizionale tematica della sostenibilità ambientale apre la necessità di riflettere sulle traiettorie di innovazione tecnologica che riducano l’impatto ambientale dell’espansione dei consumi. D’altro lato sembra dover maturare la riflessione su particolari categorie di consumi che costituiscano un campo privilegiato di espansione della domanda pubblica e privata in quanto intrinsecamente a basso impatto ambientale e alto potenziale di espansione.

PROMEMORIA 6 luglio 1939 - Olocausto: le ultime imprese ebraiche in Germania vengono chiuse


Olocausto: le ultime imprese ebraiche in Germania vengono chiuse.
Il termine olocausto (dal greco holos "completo" e kaustos "rogo") è stato introdotto alla fine del XX secolo per riferirsi al genocidio compiuto dalla Germania nazista di tutte quelle persone ed etnie ritenute "indesiderabili", in particolare gli Ebrei, dei quali si stima ne siano stati sterminati sei milioni.

05 luglio, 2009

'RomaFictionFest' al via dal 6 all'11 luglio a Roma e nel Lazio 05/07/09 - Proiezioni e anteprime di fiction italiane e internazionali, film in conco


'RomaFictionFest' al via dal 6 all'11 luglio a Roma e nel Lazio

Proiezioni e anteprime di fiction italiane e internazionali, film in concorso in tre diverse categorie, ma anche occasioni di confronto per gli operatori di mercato sulle prospettive future del settore dell'audiovisivo. Sarà tutto questo la terza edizione di 'RomaFictionFest', 'creatura' della
Regione Lazio, che dal 6 all'11 luglio presenterà circa 250 titoli, 27 anteprime mondiali, convegni e tante novità nelle 'location' romane del Teatro Cinema Adriano, Auditorium della Conciliazione e della sala tesi dell'Università Lumsa. Ma il 'RomaFictionFest' sbarcherà, quest'anno, nelle quattro Province del Lazio, che ospiteranno eventi serali legati alla kermesse. Le anteprime delle fiction più attese della prossima stagione, infatti, si potranno vedere, con ingresso libero, nelle piazze storiche della nostra regione. Oltre alle proiezioni delle fiction (due a sera per ogni Provincia, e in alcune occasioni alla presenza dei protagonisti), ci saranno momenti di musica e spettacolo in piazza dal 7 al 10 luglio.

La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Lazio per lo Sviluppo dell'Audiovisivo e promosso da Regione Lazio, Associazione Produttori Televisivi (Apt), Camera di Commercio di Roma, sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, si apre lunedì 6 luglio, alle 9,30, alla Casina Valadier, con il convegno internazionale 'Strategie e politiche per l'audiovisivo del Terzo Millennio'. All'evento parteciperanno, tra gli altri, Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio, Paolo Garimberti, Presidente della Rai, e Fedele Confalonieri, Presidente di Mediaset. A seguire la conferenza stampa di apertura, con Steve Della Casa, che anche quest'anno ha la direzione artistica della kermesse.

E sempre lunedì, alle 21, all'Auditorium, si entra subito nel vivo della manifestazione, con l'anteprima mondiale del film per la Tv 'Moonshot. The flight of Apollo 11', in occasione del 40° anniversario del primo uomo sulla luna. E ospite d'onore della serata d'apertura sarà proprio Buzz Aldrin, l'astronauta della missione Apollo 11, entrato nella storia per aver compiuto la prima passeggiata sulla Luna il 20 luglio 1969. Il festival, che quest'anno ha come madrina l'attrice Anna Valle, presenta tre sezioni competitive: 'Concorso internazionale' (diviso in tv movie, miniserie, lunga serialità) e 'Concorso Internazionale Factual' (per documentari e docufiction), entrambi in programmazione presso il multisala Adriano, e 'Concorso Fiction Italia Edita'.

Sul 'lido' romano sbarcano in anteprima anche serial di successo internazionale come 'Grey's Anatomy'e 'Survivors', senza dimenticare i successi di 'casa nostra' come 'Don Matteo 7' e 'Nebbie e delitti'. Non mancheranno i momenti di riflessione per gli addetti sul futuro del settore, come il convegno 'Il riconoscimento giuridico dell'agente', in programma lunedì nella sala 6 del Cinema Adriano, con la partecipazione, tra gli altri, del produttore Carlo Degli Esposti e dei deputati Luca Barbareschi e Gabriella Carlucci. Di 'aprire' una finestra sulle opportunità dei prodotti italiani oltre confine si discuterà durante il convegno 'L'esportabilità del format italiano all'estero', con gli interventi, tre agli altri, dello scrittore e sceneggiatore Giancarlo De Cataldo, di Carlo Macchitella, Presidente di Rai Cinema, e del produttore Riccardo Tozzi.

Accanto alle anteprime e alle categorie in concorso, il festival propone anche 'Industry Week', l'area mercato professionale dedicata a produzioni di qualità e nuove idee che si terrà presso la Lumsa, che accoglierà i migliori esperti nel campo della fiction provenienti da quaranta Paesi diversi. Inoltre, la neonata sezione 'RomaTvScreenings' permetterà a buyer e co-produttori internazionali di conoscere i migliori prodotti della fiction nostrana, dando l'opportunità a chi è direttamente coinvolto nella produzione e nella promozione globale di serie, miniserie e TV movie, di presentare personalmente i propri progetti. E la sezione dei 'RomaTvPitching', quest'anno alla sua terza edizione, continuerà a fornire opportunità professionali ai produttori italiani.

E il 'RomaFictionFest' sarà anche l'occasione per conferire premi e riconoscimenti. Come quello 'alla carriera' all'attrice Virna Lisi, da quarant'anni interprete di film e fiction di successo. O il riconoscimento a Don Matteo, alias Terence Hill, idolo da diverse generazioni di piccoli e grandi. Un premio speciale andrà anche alla coppia 'regina' di 'Striscia la notizia', Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, interpreti del film in anteprima al festival 'Occhio a quei due'. L'evento si chiuderà sabato 11 luglio, alle 21, con la premiazione all'Auditorium della Conciliazione, preceduta la mattina alle 12 da una conferenza stampa.

PROMEMORIA 5 luglio 1989 - Scandalo Iran-Contra


Scandalo Iran-Contra: Oliver North viene condannato dal giudice distrettuale statunitense Gerhard A. Gesell, a tre anni con la condizionale, due di libertà vigilata, 150.000 di multa e 1.200 ore di servizio comunitario.
L'Iran-Contra affair (noto in Italia col nome di Irangate) è lo scandalo politico che nel 1985-1986 coinvolse alti funzionari dell'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan accusati dell'organizzazione di un traffico illegale di armi con l'Iran. I proventi di questa operazione erano serviti a finanziare l'opposizione violenta dei Contras al governo sandinista del Nicaragua. La vendita di armi all'Iran era stata pianificata puntando al rilascio di alcuni ostaggi statunitensi in quel momento nelle mani di terroristi Hezbollah in Libano, legati all'Iran.
Nel novembre del 1986 un giornale libanese rivelò l'esistenza del traffico clandestino. Le indagini effettuate fecero collegare la situazione con la parallela operazione segreta in Nicaragua. Nel novembre del 1987 una commissione d'inchiesta con a capo l'ex senatore John Tower emise una dura condanna all'operato del presidente, non provando con certezza la conoscenza da parte sua dei finanziamenti illegali ai Contras.
Nel 1992 il presidente George Bush sr., vicepresidente nel momento dello scandalo e sospettato di essere coinvolto nello stesso, concesse un'amnistia a tutti gli alti ufficiali indiziati o condannati per la questione Iran-Contras.

04 luglio, 2009

PROMEMORIA 4 luglio 1987 Barbie colpevole di crimini contro l'umanità e condannato all'ergastolo


In Francia, l'ex ufficiale della Gestapo Klaus Barbie (noto come il "macellaio di Lione") viene dichiarato colpevole di crimini contro l'umanità e condannato all'ergastolo.
Nikolaus Barbie detto Klaus (Bad Godesberg, 25 ottobre 1913 – Lione, 25 settembre 1991) è stato un ufficiale tedesco. Noto anche con il soprannome di Macellaio o Boia di Lione, fu il comandante della Gestapo nella città francese durante l'occupazione nazista della Francia.
Scampato al processo di Norimberga, dopo la seconda guerra mondiale ha partecipato ad attività di Intelligence, lavorando per i servizi segreti americani e nascondendosi, dal 1955, in Bolivia, operando attivamente per i servizi boliviani sotto lo pseudonimo di Klaus Altmann.

Il processo nei suoi confronti si celebrò dall'11 maggio 1987[10] al 4 luglio dello stesso anno e la corte chiese conto a Barbie, oltre all'imputazione generica di crimini contro l'umanità, dei seguenti crimini:
Il massacro di 22 ostaggi nello scantinato dell'edificio della Gestapo durante l'estate del 1943;
L'arresto e la tortura di 19 persone durante l'estate del 1943;
Il rastrellamento di 86 persone dagli uffici dell'U.G.I.F. (Union Générale des Israélites de France) il 9 febbraio 1943.
La fucilazione di 42 persone (di cui 40 erano ebree) come uccisioni di rappresaglia durante gli anni 1943 e 1944.
La cattura, la tortura e la deportazione degli operai ferroviari di S.N.C.F. il 9 agosto 1944.
La deportazione ad Auschwitz di 650 persone (50% ebrei, 50% partigiani);
la fucilazione di 70 prigionieri del carcere lionese di Montluc-à-Bron il 17 agosto 1944 ed il 20 agosto 1944, dei quali due erano sacerdoti.
L'arresto e la deportazione di 55 ebrei (52 erano bambini) da Izieu.
Nel pomeriggio del 4 luglio 1987 la Corte del Tribunale di Lione condannò Klaus Barbie all'ergastolo per crimini contro l'umanità.
Morì di leucemia il 25 settembre 1991, durante la sua detenzione nel carcere di Lione, in quella stessa città dove, 50 anni prima, Klaus Barbie compì atroci delitti, guadagnadosi quell'inquietante e sanguinario soprannome.

03 luglio, 2009

Roma si libra. Festa dell'editoria romana La Provincia di Roma partecipa alla prima edizione di “Roma si libra. Festa dell’editoria romana”.


Roma si libra. Festa dell'editoria romana

La Provincia di Roma partecipa alla prima edizione di “Roma si libra. Festa dell’editoria romana”.
La manifestazione si tiene a Roma, in Piazza del Popolo, da sabato 27 giugno a domenica 5 luglio. L’ingresso, gratuito, è dalle 18 alle 23.
L’iniziativa è stata promossa dalla Federlazio con il patrocinio dell'Unesco e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il sostegno della Regione Lazio, della Provincia, del Comune e della Camera di Commercio di Roma, con la collaborazione di Promoroma (Azienda Speciale Cciaa Roma).

Oltre 100 gli appuntamenti in calendario, ospitati all’interno di tre spazi organizzati nella piazza dai soggetti promotori della kermesse

L' Amministrazione provinciale è presente con uno stand, curato dall' Assessorato alle politiche culturali della Provincia di Roma e il Sistema Bibliotecario Provinciale, nel quale si svolgono iniziative dedicate ai più piccoli.

Ecco il programma delle attività:

martedì 30 giugno ore 18. Il piacere di leggere e ascoltare.
Lettura di storie e fiabe per i più piccoli curate dai bibliotecari che stanno attivando sul territorio provinciale il progetto “Nati per Leggere” al fine di promuovere la lettura e l’ascolto attivo delle bambine e dei bambini da 0 a 6 anni. I bambini sono invitati a partecipare insieme ai loro genitori alle letture ad alta voce organizzate dai bibliotecari che si sono formati su questa pratica educativa con un corso specifico curato dall’Associazione Ruotalibera.
Alcune letture saranno tratte da Italo Calvino, Fiabe italiane e Gianni Rodari Enciclopedia della fiaba. Altre letture saranno estrapolate da testi presenti nella bibliografia di “Nati per Leggere”.
Lettori: Annalisa Ciccotti ( Biblioteca di Segni), Cristina Perini (Biblioteca S.Marinella), Francesca Vaquer (Biblioteca di Frascati),M.Grazia Forcina (Biblioteca Lanuvio), Patrizia Peron (Biblioteca Mazzano Romano),Rosaria Carbone (Sistema Bibliotecario Provinciale).

venerdì 3 luglio ore 18. Racconti di Provincia.
Letture di racconti selezionati in occasione del Concorso letterario riservato a giovani scrittori residenti nel territorio provinciale realizzato dalla Provincia di Roma.
Voci narranti: Francesca Russo , Fabio Morìci

PROMEMORIA 3 luglio 1988 La nave da guerra della Marina statunitense USS Vincennes abbatte un Airbus A300


La nave da guerra della Marina statunitense USS Vincennes abbatte un Airbus A300 della Iran Air, in volo sul Golfo Persico, uccidendo le 290 persone a bordol
Poco piu’ di vent’anni fa il 3 Luglio 1988 il popolo iraniano visse la tragedia dell’Airbus buttato giu’ dalla marina americana nel Golfo Persico. Perirono 289 persone, oltre a 254 iraniani morirono 13 cittadini degli Emirati, 10 indiani, 6 pakistani, 6 yugoslavi ed un italiano. Nessuno ha pagato per quel delitto. Anche noi italiani abbiamo sofferto la prepotenza degli americani quando fu ucciso il povero Calipari e quando accadde la tragedia del caccia che colpi una funivia -tragedia del Cermis- causando decine di morti e feriti. Anche allora nessuno pago’
Chi si ricorda di una martire di tre anni Leila Behbahani, tre anni, che giace nella sua bara da pochi soldi, di compensato da vent’anni aspettando giustizia come i nostri piccoli martiti palestinesi ???.
Era una bambina molto piccola, e al momento della sepoltura indossa il vestitino verde con la pettorina bianca che portava quando è morta, è vera innocente che aveva davanti una vita strappata da mani criminali, nell’istante in cui il missile della Marina degli Stati Uniti ha colpito l’Airbus iraniano sopra il Golfo Persico, uccidendo Leila e gli altri 288 passeggeri che viaggiavano con lei. A quei martiri e’ stato dato il Giardino da Allah ma non la giustizia degli uomini.
Robert Fisk introdusse con parole partecipi indignato e commosso il capitolo del suo nuovo libro - "Cronache mediorientali" - in cui racconta ciò che vide e scoprì nei giorni precedenti e successivi il tragico 3 luglio 1988.
Per fortuna i giornalisti non sono tutti embedded.La tragedia avvenne verso la fine della guerra Iran-Iraq, quando le navi statunitensi incrociano il Golfo per difendere le petroliere kuwaitiane. Minuti prima la ’Vincennes’ aveva attaccato delle cannoniere iraniane che avevano sparato sull’elicottero di bordo. Lo stato iraniano proclamo’ il lutto nazionale definendo barbarica questa vera e propria strage di stato.
Quel giorno, il volo di linea Iran Air IR55, pilotato dal Capitano Moshen Rezaian, era decollato da Bandar Abbas ed era diretto a Dubai con 290 passeggeri Tra l’altro documentandosi bene si capisca che in quel periodo l’America aveva deciso che Saddam era il buono della situazione nonostante tutti i suoi crimini e per questo in qualsiasi modo si doveva colpire l’Iran.
Il disastro dell’Airbus e’ figlio di questo clima e della guerra.

02 luglio, 2009

Conflitti dimenticati: la crisi dei Grandi Laghi. Incontro a Palazzo Valentini Il conflitto dei Grandi Laghi è una delle catastrofi umanitarie più


Conflitti dimenticati: la crisi dei Grandi Laghi. Incontro a Palazzo Valentini

Il conflitto dei Grandi Laghi è una delle catastrofi umanitarie più drammatiche della storia contemporanea, che ha prodotto, in poco più di un decennio, oltre 4 milioni di morti e centinaia di migliaia di rifugiati.

Tuttavia, di questo, e di decine di altre tragedie umane e politiche che si consumano in ogni parte del pianeta, non si fa quasi mai cenno sui media nazionali, come se l’interdipendenza tra i popoli fosse solo un effetto indesiderato della trasformazione globale delle dinamiche economiche e non un pezzo rilevante del nostro “comune sentire”.

Per questo, giovedì 2 luglio, alle 16,30 presso la Sala della Pace di Palazzo Valentini si terrà un incontro pubblico, promosso dall’assessore alle Politiche culturali Cultura e dall’assessore ai Servizi Sociali della Provincia di Roma, Cecilia D’Elia e Claudio Cecchini.

All’appuntamento, tra gli altri, parteciperanno:
Padre Giulio Albanese, giornalista, docente alla Pontificia Università Gregoriana
Mulumba Bin Kazadi, associazione Salotto Africano
Massimo Zaurrini, giornalista, agenzia MISNA.

Sono previste testimonianze di rappresentanti delle comunità territoriali dell’area dei Grandi Laghi

Nel quadro dell’impegno della Provincia di Roma contro ogni forma di discriminazione e di intolleranza, l’iniziativa intende inaugurare un più articolato percorso di sensibilizzazione rivolto, sia ai cittadini, sia, soprattutto, agli operatori dell’informazione e della comunicazione, perché, anche attraverso forme di collaborazione con le istituzioni locali, si facciano portatori di una migliore qualità delle notizie riguardanti le comunità straniere, la loro “cronaca”, e, quindi, la nostra attualità comune.

Contro la crisi un patto con le imprese 02/07/09 - Un patto entro fine luglio per lavorare fianco a fianco delle imprese del Lazio in un tavolo mensi


Contro la crisi un patto con le imprese

Un patto entro fine luglio per lavorare fianco a fianco delle imprese del Lazio in un tavolo mensile di verifica costante del lavoro della Regione. Così il presidente Marrazzo, intervenuto accanto al presidente di Federlazio Maurizio Flammini alla presentazione del 4° rapporto annuale dell'osservatorio "Antonio Nori" sull'operato della Regione Lazio, rilancia e rafforza il tema della lotta alla crisi attraverso un lavoro costante e comune con le imprese.

"Applicare quanto deliberato e legiferato" ha proseguito Marrazzo, dando priorità alle imprese, dunque, per rimettere al centro la tutela del lavoro e dei lavoratori. "A me non interessa la querelle politica sulle candidature - ha poi ribadito Marrazzo - a me interessano solo i cittadini. La mia campagna elettorale durerà solo l'ultimo mese prima del voto".

E ricordando la necessità di non veder proliferare nuovi provvedimenti, ma di rendere operativi quelli esistenti, Marrazzo ha detto: "La legge regionale sul piano casa può cambiare il futuro di questa regione" e ancora "dobbiamo spingere sull'apertura dei cantieri e la prossima settimana partirà la conferenza dei servizi per la Roma-Latina.", senza dimenticare grandi temi come i pagamenti della pubblica amministrazione e della sanità laziale.

PROMEMORIA 2 luglio 2005 Live 8


Roma, Londra, Parigi, Berlino, Tokyo, Johannesburg, Filadelfia e Mosca ospitano i concerti del Live 8 organizzati da Bob Geldof per sensibilizzare i protagonisti della successiva riunione del G8 sui problemi africani.
Il Live 8 è una serie di 10 concerti organizzati per il 2 luglio 2005 nelle nazioni appartenenti al G8. I primi nove concerti si sono tenuti simultaneamente il 2 luglio in altrettante diverse città e il decimo si è tenuto il 6 luglio. La data fu scelta sia perché cadeva immediatamente prima della conferenza del G8 e del summit che si tennero al Gleneagles Hotel di Perthshire, Scozia, sia perché veniva a coincidere con il 20° anniversario del Live Aid.
Questa campagna musicale, che correva in parallelo alla campagna britannica "Make Poverty History", aveva l'obiettivo di far pressione sui leader politici delle nazioni più ricche e potenti del mondo per cancellare il debito delle nazioni povere, incrementare e migliorare gli aiuti verso di esse, e negoziare con esse regole commerciali più eque.
Alle manifestazioni musicali hanno preso parte numerosissimi artisti provenienti da tutto il Mondo, inclusi alcuni dei più importanti nomi della storia della musica contemporanea, quali Linkin Park, Madonna, i Pink Floyd, gli U2, i Bon Jovi, Paul McCartney, i R.E.M. e Elton John, oltre all'organizzatore dell'evento Bob Geldof.

01 luglio, 2009

Marrazzo: "Per uscire dalla crisi serve patto tra maggioranza e opposizione" 30/06/09 - "Per uscire dalla crisi c'è bisogno soprattutto di politica e


Marrazzo: "Per uscire dalla crisi serve patto tra maggioranza e opposizione"

"Per uscire dalla crisi c'è bisogno soprattutto di politica e di un patto tra maggioranza e opposizione. Non si possono scaricare le responsabilità solo sugli enti locali pensando che ci saranno personalità che con 'proprietà taumaturgiche' che risolveranno i problemi". Lo ha detto il presidente della regione Lazio Piero Marrazzo in occasione della presentazione del rapporto del Censis 'La sfida del federalismo', tenutosi oggi nella sede del noto istituto di ricerca, a Piazza di Novella (Roma).

"Da quando è arrivata la crisi - ha detto Marrazzo - il governo non ha fatto altro che rafforzare il potere centrale. Un esempio? I fondi Fas che sono stati immediatamente richiamati perchè altrimenti non ci sarebbero state risorse per gli ammortizzatori sociali".

"E' dal 1992 che c'è un vuoto della politica e che non c'è un patto fondante condiviso. Non possiamo dare risposte alla crisi se si continua con la politica della delegittimazione dell'avversario anzichè quella del sedersi a un tavolo e collaborare. La crisi - ha aggiunto il presidente della regione Lazio - necessita di un grande patto tra centrodestra e centrosinistra, non di demonizzazioni".

Ma cosa dice l'indagine Censis? Italiani delusi dalla risposta delle istituzioni alla crisi economica, soprattutto nel Mezzogiorno. Il grado di insoddisfazione cresce man mano che si scende giù nello stivale passando dal 47,9% di 'bocciature' al nord al 57,5% del centro, fino ad arrivare al 64,5% del Sud. Tra le istituzioni citate nel questionario quella che ha raccolto più fiducia, anche se ben lontana dalla quota degli scettici, è la Presidenza del Consiglio (17,3%), seguita da Comuni (8,3%), Ministero dell'economia (5,5%), Unione europea (4,4%) Regioni (4,3%), Province (2,4%) e Banca d'Italia (2,2%).

PROMEMORIA 1 luglio 1908 - Viene adottato il segnale SOS come segnale internazionale per la richiesta di soccorso


Viene adottato il segnale SOS come segnale internazionale per la richiesta di soccorso.
SOS (spesso rappresentato graficamente come S.O.S.) è il segnale di richiesta di aiuto universalmente adottato. Espresso in codice Morse è caratteristico per la propria semplicità di codifica: tre punti, tre linee, tre punti (si scrive: · · · — — — · · ·); di una semplicità tale da permettere anche a non esperti di recepire immediatamente il messaggio. Si dice che sia l'acronimo di "Save Our Souls" (salvate le nostre anime) trasmesso nel 1912 dal telegrafista del transatlantico Titanic ormai in procinto di affondare. Probabilmente "Save Our Souls" è piuttosto un acrostico di SOS, ovvero la romantica frase è stata inventata solo successivamente per accrescere l'aura di epicità di certe tragedie di inizio Novecento, o più probabilmente per facilitarne la memorizzazione anche ai non esperti. In Italia, come in altri paesi, nella prima metà del XX secolo, fu creato un acronimo corrispondente a: "Soccorso Occorre Subito", significato ancora oggi attribuito al termine. Nonostante la credenza diffusa, l'affondamento del RMS Titanic, avvenuto nel 1912, non è stata la prima occasione d'uso del segnale di SOS. Questo codice fu infatti proposto ufficialmente per la prima volta alla conferenza internazionale sulle comunicazioni senza filo tenutasi a Berlino nel 1909. Già da anni era in uso ma non veniva adottato dai radiotelegrafisti inglesi che preferivano il vecchio codice equivalente CQD. Sul Titanic l'operatore Jack Phillips iniziò a trasmettere il vecchio codice fino a che il secondo operatore, Harold Bride, suggerì di usare l'SOS con una battuta: «Manda l'SOS; è il nuovo codice e potrebbe essere la nostra ultima possibilità di usarlo». Phillips, poi perito nel disastro, trasmise allora alternativamente i due segnali.