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10 dicembre, 2009

PROMEMORIA 10 dicembre 1948 - Approvazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani promossa dalle Nazioni Unite


Approvazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani promossa dalle Nazioni Unite.
La Dichiarazione universale dei diritti umani è un documento sui diritti individuali, firmato a Parigi il 10 dicembre 1948, la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri.

Storia e sviluppi della Dichiarazione
Documento storico, molto importante, prodotto dagli Alleati sull'onda dell'indignazione per le atrocità commesse nella Seconda Guerra Mondiale, la Dichiarazione fa parte dei documenti di base delle Nazioni Unite insieme al suo Statuto steso nel 1945.
Secondo gli Stati membri non democratici dell'ONU, in quanto Dichiarazione di principi dell'Assemblea generale, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non è giuridicamente vincolante per gli Stati membri dell'organizzazione. Tuttavia ai diritti ed alle libertà in essa riconosciuti va attribuito un valore giuridico autonomo nell'ambito della comunità internazionale, dal momento che sono ormai considerati dalla gran parte delle nazioni civili alle stregua di principi inalienabili del diritto internazionale generale.
La Dichiarazione dei Diritti Umani è un codice etico di importanza storica fondamentale: è stato infatti il primo documento a sancire universalmente (cioè in ogni epoca storica e in ogni parte del mondo) i diritti che spettano all'essere umano. Idealmente, la Dichiarazione è il punto di arrivo di un dibattito filosofico sull'etica e i diritti umani che nelle varie epoche ha visto impegnati filosofi di vario genere.
La dichiarazione è frutto di una elaborazione umana centenaria, che parte dai primi principi etici classico-europei (con radice ebreo-cristiana) e arriva fino alla Dichiarazione d'Indipendenza statunitense (4 luglio 1776), il Bill of Rights, e soprattutto la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino stesa nel 1789 durante la Rivoluzione Francese, i cui elementi di fondo (i diritti civili e politici dell'individuo) sono confluiti in larga misura in questa carta.
Molto rilevanti infine, nel percorso che ha portato alla realizzazione della Dichiarazione, sono i Quattordici Punti (del presidente Woodrow Wilson, 1918) e i pilastri delle Quattro Libertà enunciati da Franklin Delano Roosevelt nella Carta atlantica del 1941.
Un ruolo fondamentale per sbloccare quella coscienza etica che è alla base della Dichiarazione, infine, hanno certamente ricoperto i drammatici eventi e i milioni di morti della Seconda guerra mondiale.
Alla Dichiarazione, redatta, tra gli altri, da René Cassin, sono poi seguiti il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e il Patto internazionale sui diritti civili e politici, elaborati dalla Commissione per i Diritti dell'Uomo ed entrambi adottati all'unanimità dall'ONU il 16 dicembre 1966.
La Dichiarazione è la base di molte delle conquiste civili della seconda metà del XX secolo, e costituisce l'orizzonte ideale della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, confluita poi nel 2004 dalla Costituzione europea.

Strutturazione della Dichiarazione
La Dichiarazione è composta da un preambolo e da 30 articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. I diritti dell'individuo vanno quindi suddivisi in due grandi aree: i diritti civili e politici e i diritti economici, sociali e culturali.
Nel testo originale della Dichiarazione la parola "individuo" è ripetuta in molti articoli.
La Dichiarazione può essere suddivisa in argomenti:
il preambolo enuncia le cause storiche e sociali che hanno portato alla necessità della stesura della Dichiarazione;
gli articoli 1-2 stabiliscono i concetti basilari di libertà ed eguaglianza (già sanciti dalla Rivoluzione francese);
gli articoli 3-11 stabiliscono altri diritti individuali;
gli articoli 12-17 stabiliscono i diritti dell'individuo verso la comunità (anche qui rifacendosi a un dibattito filosofico che va da Platone ad Hannah Arendt);
gli articoli 18-21 sanciscono le cosiddette "libertà costituzionali", quali libertà di pensiero, opinione, fede e coscienza, parola, associazione pacifica dell'individuo;
gli articoli 22-27 sanciscono i diritti economici, sociali e culturali dell'individuo;
i conclusivi articoli 28-30 stabiliscono le modalità generali di utilizzo di questi diritti, gli ambiti in cui tali diritti dell'individuo non possono essere applicati, e che essi non possono essere ritorti contro l'individuo.

09 dicembre, 2009

Approvato Piano paesistico Appia Antica


Approvato Piano paesistico Appia Antica

La Giunta regionale nel corso dell'ultima seduta ha approvato il piano paesistico che definisce il quadro di tutele ed interventi possibili in un'area del territorio romano di particolare pregio storico e ambientale.
Il provvedimento, presentato dal vice presidente dell'esecutivo regionale Esterino Montino, riguarda l'area dell'Appia Antica, della Valle della Caffarella e quella degli Acquedotti fino a S. Maria Maggiore.
Di particolare rilevanza il piano per l'Appia Antica perché permette di recuperare ad uso pubblico circa 150 ettari oggi impegnati dalla presenza di attività produttive non coerenti con la necessità di valorizzare e tutelare il patrimonio storico non solo romano ma mondiale, costituito dal territorio del parco dell'Appia Antica.
Le imprese, circa 20, che oggi hanno la loro struttura produttiva all'interno del parco saranno dislocate in una area già individuata a via di Fioranello nei pressi dell'Ardeatina e cioè fuori dall'anello del Grande raccordo anulare.
L'elaborazione del piano ha avuto una gestazione lunga e percorso tutte le tappe previste dalla legislazione vigente. Nel settembre 2006 Ptp dell'Appia antica è stato pubblicato all'Albo pretorio del Comune per dar modo a cittadini e imprese di formulare le osservazioni. Ne sono state presentate 194 e tutte sono state valutate per verificare il loro grado di accoglimento rispetto all'esigenza di tutela posta alla base del piano.
"Il piano tutela senza furori ideologici ma con assoluto rigore, un comprensorio di straordinario valore culturale - ha detto il vicepresidente Esterino Montino - per le caratteristiche paesaggistiche e storico archeologiche che lo caratterizzano e che ha una valenza di carattere internazionale. Sopratutto restituisce ai cittadini romani 150 ettari di parco pubblico che sono quelli attualmente occupati da strutture dedicate ad attività produttive che saranno tutte dislocate in altri terreni già individuati. L'approvazione del Ptp dell'Appia Antica , della Valle della Caffarella e degli Acquedotti è un fatto importante per la città di Roma e uno di quei provvedimenti che più di altri danno il segno del positivo lavoro svolto in questa anni dalla Giunta regionale per la crescita di Roma per la valorizzazione dei suoi tesori ed a tutela del suo patrimonio storico, archeologico e ambientale" .

Presentata a Palazzo Valentini la Family Card


Presentata a Palazzo Valentini la Family Card

Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, gli assessori provinciali alle Politiche Sociali e alle Politiche Economiche e di Bilancio, Claudio Cecchini e Antonio Rosati, hanno presentato in compagnia dell’attore Lino Banfi la ‘Family Card’, la tessera gratuita emessa dall’Amministrazione provinciale con il sostegno di Unicredit Banca di Roma per offrire sconti e agevolazioni alle famiglie della provincia di Roma.

Il progetto, ideato per aiutare le famiglie penalizzate dalla crisi e dal caro-vita e in collaborazione con le principali Associazioni di categoria (Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Confcooperative, Anec, Uisp e Legacoop), prevede una serie di sconti su prodotti commerciali, alimentari e non alimentari, servizi e intrattenimento.

Alla Family Card hanno aderito sinora 361 aziende e attività commerciali (278 nel Comune di Roma e 83 nella provincia) e l’Amministrazione provinciale punta a superare le mille adesioni entro gennaio 2010.

Tra le categorie che hanno aderito: supermercati, ipermercati e discount (circa 100 punti vendita), panifici, ottici, centri sportivi, librerie (sconti in media del 10%), ristoranti, concessionarie auto, taxi 6645 (circa 1200 autovetture con sconti dal 5 al 10%), parrucchieri, casalinghi, giocattoli, cinema (sconti in 25 cinema del circuito Anec), dentisti e molte altre ancora.

La tessera, nominativa e da esibire insieme ad un documento di riconoscimento, è valida fino al 31 dicembre 2011 ed è rivolta alle famiglie residenti nella Provincia di Roma composte da:

• Uno/due genitori e due figli con reddito familiare annuo fino a 40mila euro;
• Uno/due genitori e tre figli con reddito familiare fino a 50mila euro (dopo il terzo figlio, per ogni figlio in più, il tetto di reddito familiare aumenta di 5mila euro);
• Persone ultra 65enni con reddito annuo fino a 15mila euro;
• Persone non autosufficienti a carico del nucleo familiare con reddito fino a 50mila euro;

Per richiedere la tessera è necessario presentare un apposito modulo, scaricabile dal sito della Provincia di Roma (www.provincia.roma.it/familycard), l’indirizzo che indica anche i punti convenzionati.

Il modulo, debitamente compilato, deve essere spedito all’Ufficio Family Card (via di villa Pamphili 84, 00152 Roma. Tel: 06/67665248 – Fax: 06/67664502 – Mail: familycard@provincia.roma.it).

Si può trovare il modulo e ricevere assistenza per la compilazione anche presso i Servizi Sociali dei Municipi di Roma e dei Comuni della Provincia e presso le Associazioni del Terzo Settore aderenti al progetto (Agci, Confcooperative, Legacoop Sociale, Associazione Città Visibile-Rete Penelope, Pair, Caritas Diocesana di Roma, Capodarco, Upter Solidarietà, Fimmg, Arci Solidarietà, Acli Provinciale, S. Egidio, Uisp Lazio, Associazione Famiglie Numerose, Federanziani, Coop Sociale SS. Pietro e Paolo, Fitel Lazio, Anteas Roma, Auser, Ada Pensionati e Spes).

PROMEMORIA 9 dicembre 1961 - In Israele, Adolf Eichmann viene riconosciuto colpevole di crimini di guerra


In Israele, Adolf Eichmann viene riconosciuto colpevole di crimini di guerra.
Karl Adolf Eichmann (Solingen, 19 marzo 1906 – Ramla, 31 maggio 1962) è stato un militare tedesco.
Col grado di SS-Obersturmbannführer era responsabile di una sezione del RSHA; esperto di questioni ebraiche, nel corso della cosiddetta "soluzione finale" organizzò il traffico ferroviario che trasportava gli ebrei ai vari campi di concentramento.

Il processo
Il processo Eichmann, celebrato nel 1960, a quattordici anni da quello di Norimberga fu il primo processo ad un criminale nazista tenutosi in Israele.
L'arrivo di Eichmann in Israele fu accolto da una fortissima ondata di esultanza mista ad odio verso quello che si era impresso nell'immaginario dei sopravvissuti ai lager come uno dei maggiori responsabili della sorte degli Ebrei. Tuttavia Eichmann offrì di sé stesso un'immagine poco appariscente, quasi sottomessa, ben diversa da quella di inflessibile esecutore degli ordini del Fuhrer; negò di odiare gli ebrei e riconobbe soltanto "la responsabilità di aver eseguito ordini come qualunque soldato avrebbe dovuto fare durante una guerra".
Hannah Arendt lo descrisse, con una frase poi passata alla storia, come l'incarnazione dell'assoluta banalità del male.
La linea difensiva fu impostata nel dipingere l'imputato Eichmann come un impotente burocrate, mero esecutore di ordini inappellabili, negando quindi ogni diretta responsabilità; egli stesso d'altro canto non mostrò nessun segno di sincero rimorso e di critica verso l'ideologia razzista del terzo Reich e le sue concrete e criminali applicazioni. La sua colpevolezza, provata in maniera esaustiva dalle testimonianze di numerosi sopravvissuti chiamati a deporre contro di lui, condusse il giudice militare a pronunciare la definitiva sentenza di morte.
Prima che il condannato fosse giustiziato furono presentate diverse richieste di grazia (in prima persona da Eichmann, dalla moglie e da alcuni parenti di Linz), tutte respinte dall'allora presidente d'Israele, Yitzhak Ben-Zvi.
Adolf Eichmann fu condannato a morte e impiccato nel carcere di Ramla il 1º giugno 1962. Come da verdetto il cadavere fu cremato e le sue ceneri vennero caricate su una motovedetta della marina israeliana e disperse nel Mar Mediterraneo al di fuori delle acque territoriali israeliane.

Esecuzione
Eichmann fu impiccato pochi minuti prima della mezzanotte di giovedì 31 maggio 1962 (vedi Hanna Arendt, "La banalità del male", pag. 256, collana Universale Economica Feltrinelli), in una prigione a Ramla, in Israele. Questa è rimasta l'unica esecuzione civile eseguita in Israele, che ha una politica generale di non impiego della pena di morte. Eichmann, presumibilmente, rifiutò l'ultimo pasto preferendo invece una bottiglia di Carmel, vino rosso secco Israeliano. Ne consumò mezza bottiglia.
Secondo un calcolo ufficiale, furono due le persone che tirarono contemporaneamente le leve della corda, in maniera tale che nessuno sapesse con certezza per quale mano Eichmann morì.[2]
Esiste una disputa sulle ultime parole pronunciate da Eichmann. Una versione afferma che furono "Lunga vita alla Germania. Lunga vita all'Austria. Lunga vita all'Argentina. Questi sono i paesi con i quali sono stato associato e io non li dimenticherò mai. Io dovevo rispettare le regole della guerra e la mia bandiera. Sono pronto."[3] Comunque, secondo David Cesarani, un prominente storico e professore ricercatore dell'olocausto all'Università di Londra, l'ordine dei paesi fu invertito (Austria and Argentina) e parlò inoltre di sua moglie, dei suoi amici e della famiglia, nonché del suo credo in Dio.

08 dicembre, 2009

PROMEMORIA 8 dicembre 1980 - Mark David Chapman uccide l'ex Beatle John Lennon


Mark David Chapman uccide l'ex Beatle John Lennon.
Tra il 1975 e il 1980 Lennon si ritirò dalla scena pubblica e, nel 1980, tornò in studio per registrare il nuovo album, Double Fantasy, che venne pubblicato nel novembre di quello stesso anno. Poche settimane dopo l'uscita del disco, la sera dell'8 dicembre 1980, alle 22.50, al termine di un pomeriggio trascorso in studio di registrazione, mentre Lennon si accingeva a rincasare con la moglie, e si trovava di fronte all'ingresso del Dakota Building, il lussuoso palazzo in cui risiedeva, sulla 72ª strada a New York, un venticinquenne squilibrato, nonché guardia disoccupata di nome Mark Chapman, esplose contro di lui quattro colpi di pistola (il quinto non andò a segno) dicendo: «Ehi, Mr. Lennon! Sta per entrare nella storia». Soccorso da una pattuglia di polizia, Lennon perse coscienza durante la corsa verso l'ospedale, dove fu dichiarato morto alle 23.09 (aveva quarant'anni). Per uno scherzo del destino, uno degli artisti che maggiormente avevano appoggiato il pacifismo nella storia della musica, era morto di morte violenta.
Il tragico evento fece balzare Double Fantasy al primo posto in classifica, sia negli Stati Uniti sia in Gran Bretagna, e riportò in auge gran parte dei dischi precedenti. Tra la fine del 1980 e i primi mesi del 1981, Lennon fu infatti presente nelle classifiche con i singoli (Just Like) Starting Over, Give Peace a Chance, Happy Xmas (War Is Over), Imagine, Woman e Watching the Wheels, e con gli album Double Fantasy, Imagine, Walls and Bridges, Rock 'n' Roll e Shaved Fish.

In una recente intervista, rilasciata a Radio BBC dalla moglie Yoko Ono, si è appreso che Lennon, la sera della sua uccisione, stava andando a salutare il figlio Sean.[4]
Julian, l'altro figlio di Lennon, non era nominato nel suo testamento. Yoko Ono propose di riconoscergli 20 milioni di sterline, ma Julian li rifiutò asserendo che era una cifra esigua comparata a ciò che gli sarebbe spettato.

07 dicembre, 2009

Più Libri Più Liberi; su iniziativa della Regione cinque biblioteche pubbliche saranno intitolate a Peppino Impastato


Più Libri Più Liberi; su iniziativa della Regione cinque biblioteche pubbliche saranno intitolate a Peppino Impastato

"La mafia teme molto di più la scuola, la cultura e i libri, che la giustizia". Lo ha detto il 6 dicembre don Luigi Ciotti, intervenuto all'incontro "La memoria costruisce il futuro. Le biblioteche del Lazio ricordano Peppino Impastato", organizzato dall'Assessorato alla Cultura del Lazio nel quadro dell'ottava edizione della fiera nazionale della piccola e media editoria "Più Libri Più Liberi" in corso di svolgimento tra il 5 e l'8 dicembre e sostenuta, tra gli altri, anche dalla Regione.
Durante l'incontro, l'assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano, ha annunciato l'individuazione di quattro delle cinque biblioteche civiche del Lazio che verranno intitolate a Impastato: Campagnano, Ceccano, Ladispoli e San Giorgio a Liri. La Regione destinerà diecimila euro a ognuna delle cinque biblioteche, incaricate sia di acquisire libri e pubblicazioni sulla criminalità organizzata sia di organizzare sul territorio iniziative e attività di conoscenza sulla lotta alle mafie.
"La conoscenza è fondamentale" ha detto don Ciotti, "I cittadini devono sentirsi corresponsabili nella lotta contro la criminalità organizzata ed essere coinvolti nel cambiamento: l'estendersi dell'individualismo è direttamente proporzionale all'estendersi dell'illegalità. Propongo che queste cinque biblioteche del Lazio siano 'cointitolate' a Peppino e a Felicia Impastato - ha aggiunto don Ciotti - perché la madre ha avuto un ruolo fondamentale nel cambiamento della famiglia Impastato. E vorrei poi che queste biblioteche facessero opera di testimonianza sul proprio territorio, ad esempio abbonandosi a 'Narcomafie', una rivista mensile che si occupa specificamente di lotta alle mafie".
L'assessore regionale alla Cultura ha accolto entrambe le richieste e ha proposto a Don Ciotti la realizzazione di possibili protocolli d'intesa tra la Regione e Libera per promuovere iniziative dell'associazione antimafia nei territori del Lazio. "La memoria di chi ha speso la propria vita per combattere la mafia e l'illegalità deve essere di esempio per tutti i cittadini del nostro Paese: l'intitolazione di cinque biblioteche a Peppino e Felicia Impastato, realizzata nell'ambito della legge regionale sul libro, ha il duplice obiettivo di ricordare due figure importanti della lotta alla mafia e di promuovere una nuova coscienza civile". "Le stesse dichiarazioni dei pentiti" ha aggiunto l'assessore Rodano "non devono essere un'arma di lotta politica, ma devono piuttosto creare consapevolezza nei cittadini".
Alla presentazione è poi intervenuto Enzo Ciconte, presidente dell'Osservatorio Sicurezza e Legalità della Regione Lazio: "Questa iniziativa non è affatto una cosa piccola: è un contributo importante al messaggio che da anni cerchiamo di diffondere, ovvero che la legalità conviene".

Dalla Regione 33 milioni di euro per le Ater di Roma e Provincia


Dalla Regione 33 milioni di euro per le Ater di Roma e Provincia

La Giunta Regionale mette in campo risorse per 33 milioni di euro a favore delle Ater di Roma e provincia per lottare contro l'emergenza abitativa, in un territorio in cui la richiesta di housing sociale è molto alta.
Lo stanziamento, suddiviso in 22.500.000 € per l'Ater del Comune di Roma e 10.500.000 € per quello della Provincia, è destinato a finanziare interventi di edilizia sovvenzionata che prevedano:
- nuove costruzioni;
- completamento di lavori;
- acquisto con eventuale recupero di immobili.

A partire dalla comunicazione della delibera - proposta dall'assessore regionale alle Politiche della Casa Mario Di Carlo e che nel complesso interessa tutte le Ater del Lazio, con uno stanziamento complessivo di 50 milioni di euro per il 2009 - le Ater avranno 30 giorni per presentare alla "Direzione Regionale Piani e Programmi di Edilizia Residenziale Pubblica" un piano di localizzazione degli interventi.
Il piano dovrà indicare il Comune o i Comuni e le località in cui questi sono previsti (tenendo conto che gli interventi dovranno essere realizzati prioritariamente nei Comuni dove esiste una notevole presenza di domande insoddisfatte inserite nelle graduatorie comunali) e i relativi costi.
"Questo è un contributo forte della Regione per risolvere il problema della casa a Roma e nel suo hinterland - ha dichiarato l'assessore Di Carlo - che costituiscono un territorio in cui la necessità di alloggi a prezzi accessibili è estrema". "Inoltre - ha concluso - l'Ater di Roma presenterà a breve un piano per permettere di cambiare la destinazione d'uso di vari immobili, come ad esempio ex scuole; stabili che verranno recuperati dalle Ater per realizzare housing sociale".
"La possibilità di avviare il recupero di stabili in disuso - ha aggiunto il vicepresidente della Giunta regionale Esterino Montino - con un iter burocratico molto semplificato è uno degli elementi forti del piano casa approvato dalla maggioranza di centrosinistra che governa la Regione perché permette di dare una risposta ai bisogni abitativi di Roma e anche nei grossi centri della provincia in tempi brevi."

PROMEMORIA 7 dicembre 1852 - esecuzione dei Martiri di Belfiore


Esecuzione dei Martiri di Belfiore.
L'episodio risorgimentale noto come Martiri di Belfiore (dalla valletta di Belfiore situata all'ingresso sud di Mantova ove furono eseguite le sentenze di morte) riguarda la prima di una lunga serie di condanne a morte per impiccagione irrogate dal governatore generale del Lombardo-Veneto, feldmaresciallo Radetzky. Esse rappresentarono il culmine della repressione seguita alla prima guerra d'indipendenza e segnarono il fallimento di ogni politica di riappacificazione.
Il vescovo di Mantova tentò ancora un intervento, sostenuto anche da altri vescovi e dalla generale commozione che si era diffusa in tutto il Lombardo-Veneto. Il governatore generale accettò unicamente di commutare la pena in otto-dodici anni di ferri in fortezza per alcuni patrioti condannati, ma confermò la pena per Tazzoli, Scarsellini, Poma, De Canal e Zambelli. I due austriaci erano, probabilmente, convinti di dar prova di una magnanimità cesarea. In realtà commettevano un tremendo errore politico, che segnò la fine di ogni prospettiva di pacificazione delle province italiane. A perderci di più fu l’immagine di Francesco Giuseppe, che cominciò, appena ventiduenne, ad essere indicato come l’”impiccatore”: un marchio del quale non si sarebbe mai liberato, fino alle esecuzioni di Guglielmo Oberdan, Nazario Sauro, Damiano Chiesa, Fabio Filzi e Cesare Battisti, nomi che sarebbero stati consegnati ai posteri dalla Canzone del Piave.
La mattina del 7 dicembre i cinque condannati furono condotti nella valletta di Belfiore, situata fuori porta Pradella all'ingresso sud della città, ove furono appesi alle forche.
Nel marzo 1853, furono comminate le ultime condanne contro i restanti ventitré cospiratori. Prima Speri, Montanari e don Grazioli, arciprete di Revere furono condannati a morte ed impiccati a Belfiore il 3 marzo 1853. Ai restanti venti imputati la condanna a morte venne commutata in vent’anni di reclusione. Più tardi venne condannato Pietro Frattini, impiccato il 19 marzo. La piccola strage terminò solo due anni dopo, il 4 luglio 1855, con l’impiccagione di Pier Fortunato Calvi, poco oltre il ponte di San Giorgio.
Per somma ingiuria, e con gran dispetto alla pietà cristiana, il governo austriaco vietò il seppellimento in terra consacrata. Ciò doveva suonare ad ulteriore umiliazione della Chiesa mantovana.

06 dicembre, 2009

Nuovo impianto sportivo polivalente nel liceo B. Croce a Colli Aniene


Nuovo impianto sportivo polivalente nel liceo B. Croce a Colli Aniene

Il Liceo Benedetto Croce a Colli Aniene tra non molto avrà un nuovo impianto sportivo polivalente. Nello spazio verde retrostante l’Istituto, sono già visibili le imponenti arcate della tensostruttura che lo ospiterà. Appaiono già quasi ultimate e quindi è lecito attendersi una imminente conclusione dei lavori. Da quanto è a nostra conoscenza perché appreso al Liceo, si prevede che dopo le vacanze di Natale la struttura sarà completata. Non è stata ancora stabilita la data della cerimonia di inaugurazione.

Assistiamo così, quasi increduli, ad uno di quei miracoli che – nonostante si sia in tempi di ristrettezze - solo la combinazione pubblico-privato riesce ancora a concludere rapidamente ed efficacemente.

Nel caso di cui ci occupiamo, c’erano due esigenze da contemperare: c’erano quelle del Liceo Benedetto Croce che da tempo aveva bisogno di meglio utilizzare l’ampio spazio alle sue spalle; e c’erano pure quelle di una Società sportiva alla ricerca di una sede per la sua squadra di calcetto femminile. Ne è scaturita per questi motivi una convenzione tra il Liceo Croce e la Società sportiva che darà vita ad un impianto sportivo completamente nuovo e di grande qualità. Al finanziamento provvederà il Credito sportivo.

Il complesso consterà di un campo sportivo polivalente, coperto da una tensostruttura, con tribune, campo di calcetto in erba sintetica, spogliatoi e un locale adibito a segreteria, disponibile sia per la Società sportiva privata che per una costituenda associazione in seno al Liceo; la grande palestra sarà anche dotata di impianti di amplificazione sonora.

I lavori sarebbero dovuti terminare già ad ottobre ma sono stati ostacolati dalle intemperie e così si protrarranno fin dopo le vacanze natalizie.

Intanto gli studenti, liberi dagli impegni scolastici, cominciano già ad impegnarsi in partite, ma sui tavoli da ping pong donati all’Istituto dall’associazione.

PROMEMORIA 6 dicembre 1990 Un aereo militare fuori controllo vagante per i cieli di Bologna precipita sull'istituto superiore Salvemini di Casalecchio


Un aereo militare fuori controllo vagante per i cieli di Bologna precipita sull'istituto superiore Salvemini di Casalecchio di Reno. Dodici ragazzi di sedici anni muoiono sul colpo, altri 4 restano gravemente feriti. Della strage nessuno sarà ritenuto colpevole.

05 dicembre, 2009

Sanità, Montino: "In arrivo rimesse Regione per ospedali religiosi"


Sanità, Montino: "In arrivo rimesse Regione per ospedali religiosi"

"Nei prossimi giorni, subito dopo la pausa festiva, la Regione Lazio provvederà comunque, nonostante le mancate rimesse governative ed in attesa che si concretizzi lo sblocco annunciato, a versare le rimesse di ottobre alle strutture dell'ospedalità classificata e dunque anche alla clinica Cristo Re. Questo dovrebbe permettere alla dirigenza delle cliniche interessate di far fronte agli impegni presi ed in particolare a quelli con i lavoratori".

PROMEMORIA 5 dicembre 1926 - Prima della La corazzata Potëmkin di Sergei Eisenstein


Prima della La corazzata Potëmkin di Sergei Eisenstein.
La corazzata Potëmkin (rus. Бронено́сец Потёмкин, Bronenosec Potëmkin), è un film diretto da Sergej M. Ejzenštejn. È una delle più note e influenti opere della storia del cinema, e per i suoi valori tecnici ed estetici è generalmente ritenuto fra i migliori film di propaganda nonché una delle più compiute espressioni della settima arte.[1] Prodotto dal primo stabilimento del Goskino[2] a Mosca, fu presentato il 21 dicembre 1925 al teatro Bol'šoj. La prima proiezione aperta al pubblico avvenne il 21 gennaio 1926.

04 dicembre, 2009

PROMEMORIA 4 dicembre 1982 - La Repubblica Popolare Cinese adotta la sua attuale costituzione


La Repubblica Popolare Cinese adotta la sua attuale costituzione.
La Repubblica Popolare Cinese (cinese tradizionale: 中華人民共和國, cinese semplificato: 中华人民共和国, pinyin: Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó), anche nota più semplicemente come Cina (cinese tradizionale: 中國, cinese semplificato: 中国, pinyin: Zhōngguó, letteralmente «Paese di Mezzo»), è un Paese dell'Asia orientale, il più popoloso del mondo. La sua capitale è Pechino. Essa è membro dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, di cui è Paese fondatore e del cui Consiglio di sicurezza è membro permanente con diritto di veto.

La superficie della Cina è di 9.671.018 km², che ne fanno lo Stato più esteso dell'Asia orientale: la popolazione è di 1.306.313.813, pari a circa il 20% della popolazione mondiale.

Si tratta di una Repubblica socialista governato dall’unico sistema di partiti Partito comunista cinese, ha una giurisdizione su 22 province, 5 regioni autonome, 4 comuni, e 2 regioni amministrative speciali.

La Cina confina con 14 Paesi: a nord con Russia e Mongolia; a est con la Corea del Nord; a sud con Vietnam, Birmania, Laos, Bhutan e Nepal; a ovest con India, Pakistan, Kazakistan, Tagikistan, Afghanistan e Kirghizistan. Si affaccia inoltre a est sul Mar Giallo e sul Mar Cinese Orientale e sud-est sul Mar Cinese Meridionale.

Dal 1º ottobre del 1949 la Cina ha un sistema di governo socialista e non va confusa con la Repubblica di Cina, più nota come Taiwan: entrambe le entità statuali rivendicano sovranità territoriale sull'intero territorio della Cina e delle sue isole, benché a livello internazionale l'entità che riceve il maggior riconoscimento è la Repubblica Popolare Cinese.

Appartengono alla Repubblica Popolare Cinese anche le città di Hong Kong[2] e di Macao[3], che fino alla fine del XX secolo erano le ultime colonie in terra d'Asia rispettivamente di Regno unito e Portogallo.

L’importanza della Cina nel ventunesimo secolo [4][5] si riflette in virtù del suo ruolo come la seconda potenza economica per PPP (la terza per grandezza del PIL nominale); inoltre è membro fondatore delle Nazioni Unite (è uno dei cinque membri permanenti con il diritto di veto), aderisce al Shanghai Cooperation Organisation (SCO), e fa parte del OMC, dell'APEC, dell’ASEAN e del G20. Con l’introduzione della riforma economica basata sul capitalismo, nel 1978 la Cina è diventata il paese con lo sviluppo economico più veloce al mondo, (secondo maggiore esportatore e il terzo più grande importatore di merci)[6]. Molti studiosi hanno definito la Cina come la nuova superpotenza militare emergente; già nel 1964 riesce a sviluppare i suoi armamenti nucleari e mantiene dalla fine della Seconda guerra mondiale l’esercito di terra più grande al mondo (Esercito di Liberazione Popolare), il suo budget per la difesa (con un aumento annuale più 10%) è secondo solo a quello degli USA. La rapida industrializzazione ha ridotto il suo tasso di povertà dal 53% nel 1981 all'8% nel 2001.[7] Tuttavia, la Repubblica popolare cinese è ora di fronte a una serie di altri problemi, tra cui il rapido invecchiamento della popolazione a causa della politica del figlio unico[8], un ampliamento urbano-rurale, uno squilibrio economico tra regione costiere e interne, e il degrado ambientale.[9][10]

La Cina rivendica l'isola di Taiwan al governo di Taipei, le isole Ryukyu al Giappone, la provincia dell'Arunāchal Pradesh all'India e le isole Paracel [11].