14 ottobre, 2008

PROMEMORIA 14 ottobre 1980 Per le vie di Torino si compie la Marcia dei quarantamil


Per le vie di Torino si compie la Marcia dei quarantamila. Si tratta di quadri, impiegati della Fiat, ma anche di operai e comuni cittadini che, inaspettatamente ed in contrapposizione ai sindacati, manifestano per il ritorno alla normalità della città, scossa dalle proteste per la messa in Cassa integrazione guadagni di ben 24.669 operai. Dal punto di vista sociale essa rappresenta l'emergere della cosiddetta Maggioranza silenziosa, piccolo borghesi affermatisi nella stagione del riflusso che saranno i nuovi protagonisti dell'Italia terziarizzata, a partire dagli anni ottanta.La marcia dei quarantamila è una celebre manifestazione avvenuta a Torino il 14 ottobre 1980[1].
Migliaia di impiegati e quadri della Fiat scesero in piazza per protestare contro le violente forme di picchettaggio che impedivano loro di entrare in fabbrica a lavorare, da ormai 35 giorni. La manifestazione segnò un punto di svolta nelle relazioni sindacali: il sindacato a breve capitolò e chiuse con un accordo favorevole alla Fiat la vertenza, iniziando una progressiva perdita di potere ed influenza per tutti gli anni '80 non solo in Fiat ma nel paese.

Gli avvenimenti

Il 9 maggio 1980 la FIAT, in crisi, propone la cassa integrazione per 78.000 operai per 8 giorni. Il 5 settembre la Fiat annuncia diciotto mesi di cassa integrazione per 24 mila dipendenti, 22 mila dei quali operai. Successivamente, a fronte di trattative sindacali molto difficili, l’11 settembre vengono annunciati 14.469 licenziamenti.
Il consiglio di fabbrica della Fiat proclama immediatamente lo sciopero, tutti i cancelli di Mirafiori vengono bloccati da picchetti operai, che impediscono a chiunque di entrare, anche con forme di violenza.
L'apice della lotta è raggiunto quando Enrico Berlinguer parlando il 26 settembre di fronte ai cancelli sembra promettere un appoggio del PCI anche qualora fosse stata occupata la fabbrica.
Il 27 settembre a fronte della caduta del governo Cossiga, la Fiat sospende i licenziamenti; a fine mese la Fiat pone in cassa integrazione a 0 ore i 24.000 lavoratori in eccesso. Riprende lo sciopero e riprendono i picchetti nella loro forma più violenta.
Il 14 ottobre viene convocata un'assemblea dal "Coordinamento dei capi e quadri FIAT" presso il Teatro Nuovo di Torino, sotto la leadership di Luigi Arisio. Dopo l'assemblea un corteo di migliaia di persone, che si ingrossa sempre di più man mano che procede, percorre silenziosamente le vie cittadine. L'impatto di questa manifestazione è enorme, i media parlano subito di "40.000", anche se molte voci del sindacato e della sinistra tenteranno negli anni successivi di ridimensionare il numero.
Immediatamente i sindacati sono costretti al compromesso. Se la conclusione della vertenza non è totalmente negativa per loro (i licenziamenti sono trasformati in cassa integrazione), tuttavia risulterà chiaro che la loro influenza è destinata a ridursi significativamente per tutti gli anni '80 e a non riprendersi più.

13 ottobre, 2008

Detersivi alla spina, successo di vendite e risparmio ambientale


Detersivi alla spina, successo di vendite e risparmio ambientale
Quasi 27.000 kwh di energia risparmiata, 2.484 kg di anidride carbonica non emessa, 4.458 metri cubi di acqua non consumata e 18.579 bottiglie di plastica non utilizzata. Questi i numeri del risparmio ambientale già ottenuto grazie ai 12 impianti di detersivi alla ‘spina’installati, a partire dall’aprile scorso, in altrettanti ipermercati nella regione Lazio. Il progetto, promosso dall’assessorato regionale all’Ambiente e alla Cooperazione tra i Popoli in collaborazione con Ecologos e Sviluppo Lazio, è partito il 2 aprile scorso con l’apertura del primo impianto presso l’ipermercato Panorama di via Tiburtina. E i cittadini hanno risposto bene, acquistando fino a questo momento 63.995 litri dei cinque diversi tipi di prodotto disponibili. Nel dettaglio: 28.266 litri di detergente per il bucato, 13.090 litri di quello per i piatti, 3.597 litri per la lana e delicati, 3.148 litri per i pavimenti e, infine, 15.894 litri di ammorbidente. Una scelta che coniuga risparmio economico (visto che il prezzo medio di un prodotto sfuso è di solo 1 euro) e rispetto per l’ambiente. Circa il 60% dei consumatori che hanno acquistato detersivo alla spina, infatti, hanno utilizzato lo stesso flacone, per la cui produzione, in media, occorre impiegare ben 239 litri d’acqua, 1,46 kWh d’energia, mentre l’emissione di anidride carbonica è pari 133,9 grammi.

Molto soddisfatto dell’iniziativa l’assessore all’Ambiente e alla Cooperazione tra i Popoli, Filiberto Zaratti, che ha sottolineato il grande risparmio ambientale ottenuto. “Il grande risultato fin qui raggiunto – ha dichiarato- è principalmente su due fronti: il primo perché per produrre flaconi in plastica si consuma energia, si immette anidride carbonica nell’atmosfera e riutilizzandoli questa quoya diminuisce, e il secondo perchè è stata realizzata una riduzione dei rifiuti alla fonte, che è una delle strategie migliori per iniziare a risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti”. Importante anche la condivisione del progetto da parte dei cittadini: “ I risultati di questi primi mesi – ha commentato Zaratti - appaiono incoraggianti visto che i cittadini del Lazio hanno risposto in maniera addirittura più attiva di quelli di altre regioni”.

Attualmente i punti vendita, oltre a quello di Panorama in via Tiburtina a Roma, sono ubicati presso l’ipermercato Auchan del centro commerciale ‘Porta di Roma’ a Roma, Panorama dei centri commerciali ‘I Granai’ e ‘Roma Est’ a Roma, i supermercati Léon a Rieti e Latina, il Superstore Pam in via A.Fabi 177 a Frosinone, il Crai in via Silicua 128, ad Aranova, a Roma, la Coop di Colleferro al 49 km della via Casilina8, il Superstore Sidis presso il centro commerciale ‘Gli Archi’ a Cassino, il Crai in via Padre Lino Da Parma 7 e la Coop in via Maronecceli a Civitavecchia. E visto il successo dell’iniziativa a breve ci saranno nuove aperture, come annuncia l’Assessore Zaratti: “In base ai risultati ottenuti – ha dichiarato - abbiamo deciso di estendere l’iniziativa con l’obiettivo di raggiungere 40 punti vendita entro la fine del 2009”.

Teatro Arvalia, stagione 2008-2009


Teatro Arvalia, stagione 2008-2009
S'inaugura domani, martedì 14 ottobre, la seconda stagione del Teatro Arvalia di via Quirino Maiorana. Il nuovo calendario conferma la vocazione della sala, nata come teatro di sperimentazione e ricerca.

In programma dieci spettacoli, di cui quattro in prima nazionale, oltre a stage e laboratori sui nuovi linguaggi della scena contemporanea.

Apre il cartellone una rilettura del "Macbeth" shakespeariano (fino al 19 ottobre), in collaborazione con l'Officina del Teatro. Tra le novità assolute, "Desdemona e Otello sono morti" di e con Roberto Latini (20 marzo 2009).

Per saperne di più, compreso il programma completo della stagione 2008-2009, consultare www.teatroarvalia.it.

PROMEMORIA 13 ottobre 1582 - Questo giorno non esiste nel calendario gregoriano: per riallineare il calendario alle stagioni, i giorni dal 5 al 14 ott


Questo giorno non esiste nel calendario gregoriano: per riallineare il calendario alle stagioni, i giorni dal 5 al 14 ottobre 1582 vengono saltati.
Il calendario gregoriano è il calendario ufficiale della maggior parte dei paesi del mondo. Esso prende il nome da papa Gregorio XIII, che lo introdusse nel 1582, con la bolla papale Inter Gravissimas promulgata dalla sua residenza di Villa Mondragone (presso Monte Porzio Catone). È una modificazione del calendario giuliano, che era in vigore in precedenza.
Si tratta di un calendario solare, cioè basato sul ciclo delle stagioni. L'anno si compone di 12 mesi di durate diverse (da 28 a 31 giorni), per un totale di 365 o 366 giorni. Gli anni di 366 giorni sono detti bisestili: è bisestile un anno ogni quattro, con alcune eccezioni (la regola esatta è spiegata più avanti).

12 ottobre, 2008

"Il secolo delle donne" alla Casa della Memoria


"Il secolo delle donne" alla Casa della Memoria
Alla Casa della Memoria e della Storia di Roma, nei giorni 13, 14 e 15 ottobre, si svolge la rassegna "Cinema, storia e..", terza edizione. Il tema di quest'anno è "Il secolo delle donne".

Nel corso del Novecento le donne si sono fatte protagoniste della scena pubblica e politica. Dalle suffragette d'inizio secolo al femminismo degli anni '70, le donne hanno prodotto idee, cultura, partecipazione alla vita collettiva, impegno nelle vicende storiche cruciali.

Ecco dunque le donne nella Resistenza, le battaglie per l'emancipazione negli anni Cinquanta, il femminismo. Tappe di un percorso che, riepilogato e rivisitato a ritroso, apre prospettive nuove sul "secolo breve" e sulla contemporaneità. Un itinerario raccontato attraverso documentari, film, incontri e letture.

Il programma:

Lunedì 13 ottobre alle 18: "Resistenza"
Proiezione dei documentari: "La donna nella Resistenza" di Liliana Cavani (1965) e "Ragazze con il mitra" di Roberto Olla per Speciale Tg1 (2006). Presenta Annabella Gioia e Vera Michelin Salomon legge lettere di condannate a morte della Resistenza.

Martedì 14 ottobre 18: "Anni 50"
Proiezione del film "La signora senza camelie" di Michelangelo Antonioni (1953) e del documentario "Donne in cammino", di Luciana Giambuzzi e Ugo Gregoretti (1960). Vera Michelin Salomon legge pagine da "Quaderno proibito" di Alba de Céspedes.

Mercoledì 15 ottobre alle 18: "Femminismo"
Proiezione del film "Vogliamo anche le rose" di Alina Marazzi (2007) e del documentario "Alzare il cielo. Ritratto di Carla Lonzi" regia di Gianna Mazzini su progetto di Loredana Rotondo per "Vuoti di memoria" Rai Educational (2002). Maddalena Fallucchi legge riflessioni in poesia dal movimento femminista.

L'ingresso è libero ad esaurimento posti.

Casa della Memoria e della Storia: da lunedì a sabato 10 – 18, domenica chiuso. Via San Francesco di Sales 5 (Trastevere) – Roma. Per informazioni: 060608, 06-6876543, www.casadellamemoria.culturaroma.it.

Picasso "Arlecchino dell'arte", in mostra al Vittoriano


Picasso "Arlecchino dell'arte", in mostra al Vittoriano
Cinquantacinque anni dopo la grande retrospettiva curata dall'artista stesso alla Galleria Nazionale di Arte Moderna nel 1953, Roma rende un nuovo importante omaggio a Pablo Picasso con una ricchissima esposizione al Complesso del Vittoriano: "Picasso 1917 - 1937 L'Arlecchino dell'arte", dall'11 ottobre 2008 all'8 febbraio 2009.

Più di 180 opere tra oli, opere su carta e sculture offrono un quadro straordinario della creatività originale ed eclettica del maestro spagnolo, nel ventennio tra le due guerre mondiali. A quel tempo, Picasso stava attraversando contemporaneamente diverse fasi artistiche, anche contraddittorie tra loro, senza mai scegliere un sentiero definitivo. La volontà della mostra è proprio quella di dimostrare che questo era il suo modo di rispondere a molte istanze: ritorno all'ordine (neoclassicismo), astrazione (dato che egli dichiarò di non amarla, nessuno si è mai occupato del dialogo che ebbe con questa corrente), Surrealismo, Matisse, Espressionismo, ecc.

Il titolo "Arlecchino dell'arte" è dunque una metafora. In mostra ben quattro sono le diverse interpretazioni che Picasso dà di questo soggetto: un Arlecchino classico, uno cubista, un altro astrattista e infine una testa di Arlecchino surrealista.

In questa occasione torna per prima volta nella capitale dal 1917 "L'Italiènne", allegra scomposizione cubista di una fanciulla italiana, che Picasso dipinse in via Margutta durante il suo soggiorno romano.

Emerge dalla mostra un Picasso enciclopedico che affronta tutte le tematiche artistiche del XX secolo, un artista onnicomprensivo, punto di riferimento per le generazioni successive, capace di mantenere viva la tradizione continuando a trasformarla.

La mostra nasce sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali; con la collaborazione del Comune di Roma, della Provincia di Roma, della Regione Lazio; con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero Affari Esteri, dell'Ambasciata di Francia in Italia e dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. La rassegna è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.

Orario: dal lunedì al giovedì 9,30 – 19,30; venerdì e sabato 9,30 – 23,30; domenica 9,30 – 20,30
Costo del biglietto: 10 euro intero; 7,50 ridotto. Per informazioni, 06-6780664.

PROMEMORIA 12 ottobre 1492 - Cristoforo Colombo scopre l' America


Cristoforo Colombo scopre l'America.

« Divinò un mondo e fu deriso: lo scoprì e fu calunniato:
lo diede a un re
e n'ebbe catene
O sacro, infelicissimo capo
solo ti fu giusta la morte
che t'asilò gloriando nell'infinito. »
(Mario Rapisardi)

Cristoforo Colombo (in spagnolo: Cristóbal Colón; Genova, fra il 26 agosto e il 31 ottobre 1451 – Valladolid, 20 maggio 1506) è stato un esploratore e navigatore italiano naturalizzato spagnolo[1].
È stato uno dei cinque principali navigatori italiani che presero parte al processo di esplorazione delle grandi scoperte geografiche a cavallo tra il XV e il XVI secolo.
Deve la sua fama mondiale alla scoperta del continente americano, avvenuta il 12 ottobre del 1492, giorno celebrato in Spagna e nelle Americhe.

La scoperta ufficiale dell'America

La figura di Cristoforo Colombo è rimasta nella storia per la scoperta dell'America.
L'impresa navale di Colombo, motivata dal desiderio di raggiungere le Indie e commerciarvi direttamente e più velocemente, fu resa possibile dalla determinazione del viaggiatore genovese ma anche, come quasi tutte le scoperte, da un suo errore.
Egli sosteneva infatti che la Terra avesse un diametro più piccolo di quello effettivo e che il continente euroasiatico fosse più esteso di quanto non sia in realtà: la composizione di questi due errori pensati da Toscanelli aveva come effetto la convinzione, effettivamente infondata, di poter compiere la traversata.
Infatti, nonostante la credenza oggi molto diffusa che Colombo fosse il solo a sostenere che la Terra fosse rotonda, questa idea era invece opinione comune della gente colta del basso Medioevo (per tutti, si possono citare san Tommaso d'Aquino e Dante Alighieri).
Già dall'antichità, infatti, le osservazioni prodotte in ambiente astronomico-matematico ellenistico (dove la circonferenza della Terra era stata accuratamente misurata da Eratostene) erano state riprese e perfezionate dagli scienziati musulmani, che avevano tradotto e studiato quei testi, e dagli studiosi occidentali.
La leggenda che la Terra fosse considerata piatta deriva da un romanzo del 1828, La vita e i viaggi di Cristoforo Colombo di Washington Irving, che descriveva la falsa immagine di un Colombo unico sostenitore della teoria di una Terra rotonda contro l'ignoranza medioevale. In realtà, la forte opposizione che Colombo trovò derivava dal fatto che la traversata oceanica era considerata troppo lunga per essere fattibile.
I calcoli di Colombo erano sbagliati, mentre quelli dei suoi avversari erano sostanzialmente corretti: Colombo stimava in appena 4400 km la distanza dalle Isole Canarie alla costa asiatica, un valore cinque volte più piccolo di quello reale. La grande fortuna di Colombo fu che il suo viaggio venne molto ridotto, perché sulla strada per le Indie trovò le Americhe, altrimenti la sua spedizione sarebbe sicuramente perita in mezzo all'oceano, o sarebbe tornata indietro.
Colombo stesso non si rese conto di essere su un continente diverso da quello che si aspettava: in seguito come annoto' sui suoi diari battezzo' le terre scoperte nuevo mundo e nel suo ultimo viaggio riconobbe le coste di ciò che lui definì il continente, questa la versione ufficiale riportata dalla maggior parte dei libri di storia.
Ma sono stati invece scoperti documenti che dimostrano come i Portoghesi avessero già raggiunto le coste in precedenza e alcuni studiosi sostengono anche che facessero parte dell'equipaggio delle tre caravelle anche alcuni uomini incaricati dalla corona di sorvegliare le mosse del navigatore genovese.[senza fonte] A Colombo, infatti, era stata promessa l'amministrazione delle terre da lui scoperte, e non è forse un caso che sia approdato proprio su un'isola. Alcuni diari di bordo mostrano infatti[senza fonte] che la sua rotta puntava dritta verso la terraferma ma che durante gli ultimi giorni di navigazione subì una brusca sterzata verso sud, verso le isole dei Caraibi, appunto. Si pensa che questa decisione sia stata suggerita o forse addirittura imposta dagli infiltrati della corona poiché si riteneva che l'amministrazione di tutto il continente fosse un prezzo troppo alto da pagare per rendere nota la scoperta del Nuovo Mondo.
Prima di Colombo già alcuni popoli avevano compiuto tentativi di viaggi verso il nuovo continente, come ad esempio i vichinghi, gli scandinavi ed infine gli stessi portoghesi. I colonizzatori islandesi arrivarono in Groenlandia all'inizio del secondo secolo.
In tempi vicini all'impresa del navigatore genovese, è stato documentato un altro viaggio verso le nuove terre, per volere del re di Portogallo Alfonso V e del re di Danimarca, utilizzarono navi danesi condotte da marinai portoghesi per esplorare le coste della Groenlandia tra il 1476 e il 1477. Alcuni storici sostengono che anche Colombo prese parte a questa spedizione[senza fonte]. Non è comunque dimostrato che il nuovo mondo fosse già conosciuto prima del viaggio di Colombo. Anzi, dai documenti ufficiali si sa che fu accolto come trionfatore a riprova che la sua impresa non aveva precedenti. Se qualcuno prima di lui era approdato sulle coste americane il fatto non aveva avuto alcuna rilevanza e, quindi, Colombo e solo lui è il vero scopritore del quarto continente.

10 ottobre, 2008

Biofiera: al via la terza edizione


Dal 9 al 12 ottobre tornano a Roma, al Parco della Resistenza di Viale Aventino (Piramide) le giornate del biologico di qualità con la terza edizione della Biofiera (orario 10-23, ingresso libero). Biofiera racconta il biologico nel Lazio: oltre 150 spazi in 20 mila mq di natura, dalla terra alla tavola.

Il Lazio con più di 2.500 aziende biologiche e una superficie coltivata pari al 10% della superficie agricola utilizzata è tra i principali consumatori in Italia di prodotti biologici. Biofiera significa quindi scoprire, informarsi e nutrirsi all’insegna del bio.

E i più piccini venendo alla Biofiera il giorno dell’inaugurazione potranno fare un’allegra merenda, ovviamente biologica, offerta dall’assessore all’agricoltura Daniela Valentini e avere in regalo il colorato “quadernone” per imparare a scoprire quanto sia importante nutrirsi bene e correttamente.

Biofiera è un’iniziativa che vuole diffondere la cultura del biologico insieme alle Istituzioni, ai produttori e ai consumatori al mondo della ricerca, delle Università e degli Enti certificatori, che si confronteranno quotidianamente nello spazio dedicato ai dibattiti per sostenere e affermare l’importanza di scegliere Bio.

Pronto a decollare il primo Piano territoriale provinciale generale (PTPG)


È entrato ormai nella sua fase conclusiva il percorso che porterà la Provincia di Roma, per la prima volta nella sua storia, a varare il Piano territoriale provinciale generale (PTPG), principale strumento dell'amministrazione per la pianificazione e la gestione del territorio.


Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e l'assessore provinciale alle Politiche del territorio e alla Tutela dell'Ambiente, Michele Civita, hanno illustrato nell'ex sala Giunta di palazzo Valentini il percorso che proseguirà il prossimo 14 ottobre, quando verrà aperta la Conferenza con i Comuni e le associazioni del territorio, che chiudera' la fase di concertazione.


"Entro la prossima primavera - afferma Zingaretti - porteremo il Piano in Consiglio provinciale, per l'approvazione definitiva".


Il principale obiettivo del Ptpg "è quello di aiutare e sostenere il funzionamento metropolitano del territorio provinciale - spiega Civita - con uno sviluppo sostenibile e policentrico". Secondo l'assessore "si tratta, per la Provincia di Roma, di una piccola rivoluzione, che ci consentirà di avere una maggiore concertazione con il territorio e tempi molto più stretti". Una volta adottato il piano, infatti, "scatteranno da subito le norme di salvaguardia, e le competenze urbanistiche - spiega ancora Civita - verranno gestite congiuntamente da Regione e Provincia".


Il piano coinvolgerà tutti i 120 Comuni della Provincia, mentre un discorso a parte merita Roma: "In questo caso - ricorda l'assessore - noi abbiamo recepito il Prg della Capitale nel nostro Ptpg, e lo ratificheremo insieme al Campidoglio e alla Regione al termine della conferenza di co-pianificazione".


Insieme alla Conferenza del 14 ottobre, la Provincia aprirà, dal 16 ottobre e fino al 13 novembre, uno sportello dedicato per avere informazioni sul piano. Inoltre, fino al 7 novembre, sarà possibile presentare osservazioni scritte alla schema di piano.

Il mondo va in scena al Parco della Musica


Il mondo va in scena al Parco della Musica
Presentata dalla Fondazione Musica per Roma la stagione 2008-2009 all'Auditorium Parco della Musica: festival, rassegne, concerti, spettacoli, mostre, installazioni, cultura e arte da tutto il mondo e in tutto il mondo.

Come i grandi protagonisti del jazz, del rock, del gospel, dell'elettronica, della canzone d'autore, della musica colta arrivano al Parco della Musica da decine di Paesi diversi, così la Parco della Musica Jazz Orchestra, l'Orchestra Popolare Italiana, i grandi musicisti italiani e internazionali prodotti da Musica per Roma volano all'estero.

Sono previsti più di seicento appuntamenti in calendario per circa 1.300.000 spettatori. Oltre al primato per il numero di spettacoli e di spettatori, la Fondazione Musica per Roma può vantare un'offerta culturale e di spettacolo unica in Europa per qualità e varietà delle proposte. A sei anni dall'inaugurazione l'Auditorium è diventato una tra le più importanti realtà culturali internazionale.

La programmazione della stagione 2008-2009 sarà fitta di eventi multidisciplinari che stimolano l'interesse e la curiosità di un pubblico sempre più vasto. I cartelloni di musica, spettacolo, cultura e arte costituiscono un vero e proprio cross over culturale, un unico programma originale di respiro internazionale, attento alla ricerca e aperto all'attualità e alla contaminazione tra linguaggi diversi.

Per conoscere gli eventi in programma cliccare qui.

PROMEMORIA 10 ottobre 1944 Olocausto: 800 bambini Rom vengono uccis


Olocausto: 800 bambini Rom vengono uccisi sistematicamente nel Campo di concentramento di Auschwitz.
« Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. »
(Elie Wiesel, tratto da La notte. Wiesel fu rinchiuso ad Auschwitz all'età di 15 anni)
« Son morto che ero bambino, son morto con altri cento, passato per un camino e ora sono nel vento »
(Francesco Guccini, "Auschwitz" o "La canzone del bambino nel vento")
Con il termine campo di concentramento di Auschwitz Birkenau si identifica genericamente l'insieme di campi di concentramento e il campo di sterminio costruiti durante l'occupazione tedesco nazista della Polonia nei pressi della cittadina polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz) che si trova a circa 60 chilometri ad ovest di Cracovia.
Il complesso concentrazionario di Auschwitz svolse un ruolo fondamentale nei progetti di "soluzione finale della questione ebraica" - eufemismo con il quale i nazisti indicarono lo sterminio del popolo ebraico (anche se nel campo trovarono la morte anche molte altre categorie di internati) - divenendo rapidamente il più grande ed efficiente centro di sterminio. Oggi quel che resta di quel luogo è patrimonio dell'umanità.

07 ottobre, 2008

Marrazzo: Regione Lazio entra in Fondazione Museo della Shoah


La Regione Lazio entrera' nella Fondazione del Museo della Shoah. Lo ha annunciato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo in visita al lager di Birkenau con 31 giovani calciatori del Lazio, per la fase conclusiva del 'Trofeo della Memoria'.

Marrazzo, accompagnato nel viaggio anche dall'assessore regionale alla Cultura Giulia Rodano e dal presidente della fondazione del Museo della Shoah Leone Paserman, in un discorso tenuto presso il campo di sterminio ha spiegato che ''la decisione, presa insieme a Leone Paserman, del nostro ingresso nella fondazione e' di oltre un mese fa, ma mi sembrava giusto annunciarlo qui''.

'La Regione Lazio entrera' nella Fondazione a pieno titolo, al pari della Comunita' ebraica e del Comune di Roma: sosterremo la costituzione della fondazione, il progetto e tutta la parte relativa agli allestimenti del museo'', ha aggiunto Marrazzo.

Il contributo regionale ammontera' a 250 mila euro per il patrimonio della fondazione ''una tantum'', 200.000 euro annuali per la gestione e 1 milione di euro all'anno -per tre anni- per gli allestimenti

Sicurezza sul lavoro: partita la campagna della Provincia di Roma


Da mercoledì 1 ottobre è partita la campagna per la sicurezza sul lavoro della Provincia di Roma, con un numero dedicato, 06 67665311, al quale i cittadini potranno segnalare anomalie riscontrate sui luoghi di lavoro.

Lo ha annunciato il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.

Parallelamente all'attivazione della linea telefonica dedicata, la Provincia di Roma ha creato una task force composta da 12 agenti della Polizia provinciale. Gli agenti a tal proposito frequenteranno anche un corso di formazione in tema di sicurezza sul lavoro della durata di 2 settimane. La squadra agirà sul campo e nel caso riscontrasse anomalie informerà le forze dell'ordine e le Asl.

"La Provincia – ha spiegato il presidente Zingaretti - negli atti burocratici non ha competenze in tema di sicurezza sul lavoro. Non possiamo censire nè colpire ma possiamo controllare. Per la sicurezza tutti possiamo fare qualche cosa. Vogliamo dare la percezione a chi è solo, a chi è vittima del caporalato, a chi è senza contratto che c'è un numero della Provincia che si attiva".


Il numero dedicato della Provincia di Roma darà anche informazioni sulle leggi e si rivolgerà ai piccoli imprenditori, ma anche a chi pensa di subire danni, mettendolo in contatto con i sindacati.

PROMEMORIA 7 ottobre 3761 a.C.- Inizia l'epoca del moderno Calendario Ebraico


3761 a.C.- Inizia l'epoca del moderno Calendario Ebraico.
Il calendario ebraico (הלוח העברי) è un calendario lunisolare, cioè calcolato su base sia solare che lunare. L'anno è composto di 12 o 13 mesi di 29 o 30 giorni ciascuno. Le festività ebraiche sono definite in relazione al calendario ebraico: poiché alcune di queste sono legate strettamente alla stagione, esse devono cadere nella stagione giusta.
Il calendario ebraico deriva dal calendario babilonese, con il quale gli ebrei vennero in contatto nel VI secolo a.C.. Originariamente la durata dei mesi non era stabilita in anticipo, ma l'inizio di ogni mese veniva fissato tramite l'osservazione diretta della Luna nuova; nel 358 il sommo sacerdote Hillel II codificò un sistema matematico che fissa l'inizio dei mesi e la durata degli anni in base a regole di calcolo precise e immutabili.
Secondo la tradizione della Torah data a Moshe sul Monte Sinai i giorni festivi vennero decisi dal Sinedrio secondo l'osservazione della fase lunare di Rosh Chodesh, il capomese lunare, e ciò sino a quando il Messia rivelerà i giorni esatti corrispondenti; questo decreto è accettato anche da Dio. Lo Shabbat è comunque stabilito in Cielo e non potrebbe corrispondere a nessun'altro giorno.
Il calendario ebraico è oggi il calendario ufficiale dello stato di Israele.

06 ottobre, 2008

Coppotelli, con 'bonus bebè' sostegno a genitorialità


Coppotelli, con 'bonus bebè' sostegno a genitorialità

Un contributo economico per aiutare le neomamme e i neopapà residenti nel Lazio a sostenere le spese da affrontare con l’arrivo dei figli. A introdurlo una recente delibera della Giunta regionale. L’Assessore alle Politiche Sociali, Anna Salome Coppotelli, illustra l’iniziativa, che tende una mano alle famiglie sollevando il bilancio domestico.

Assessore, in cosa consiste questo nuovo strumento deliberato dalla Giunta regionale?

“Il ‘bonus bebè’ è un contributo di 500 euro, che verrà concesso una tantum, per sostenere la genitorialità. Complessivamente, sono stati stanziati 5 milioni di euro per il 2008. La scelta di avere un figlio, infatti, è fortemente condizionata da vincoli economici e da incertezze lavorative. Per questo, abbiamo raggiunto l’obiettivo di potenziare e rendere più flessibili i servizi all’infanzia come i micronidi, i nidi e gli asili nido. E non solo. L’obiettivo è anche quello di agevolare la conciliazione dei tempi di cura con il lavoro”.

Lo spirito solidale dell’iniziativa è dimostrato anche dal fatto che interessa non solo i figli naturali, ma anche quelli adottati.

“L’attenzione e la sensibilità nei confronti delle famiglie naturali, legittime o adottanti è evidente, poiché ritengo che ciascun bambino abbia diritto alla migliore accoglienza affettiva possibile e l’obiettivo della Regione Lazio è quello di costruire una società per tutte le età. Una società anche a favore delle donne. Generalmente, infatti, sono le donne a sopportare i costi delle scelte di maternità in termini di rinuncia al lavoro e sono consapevoli che spesso la condizione di non occupazione, nel caso di uscita dal mondo del lavoro per la nascita di un figlio, diventa irreversibile. Per questo, la Regione Lazio ha adottato politiche sociali fortemente orientate al genere, impegnandosi a fornire risposte alle famiglie, alle donne e alle giovani che devono prendere la decisione di avere un figlio”.

Quali i requisiti richiesti per poter usufruire del ‘bonus bebè’?

“Le donne che risiedono da almeno un anno nel territorio laziale devono presentare la domanda al Comune di residenza. In particolare, i requisiti richiesti sono la nascita o l’adozione dal 1° gennaio al 31 dicembre 2008 e l’indicatore della situazione economica (Isee) deve essere inferiore o uguale a 20 mila euro. Nel caso di adozioni nazionali e dell’adozione internazionale che si perfezioni dopo l’arrivo del minore in Italia, l’adozione si intende realizzata se la sentenza è divenuta definitiva nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2008. Invece, nell’ipotesi di adozioni internazionali in cui il provvedimento è stato pronunciato all’estero, prima dell’arrivo del minore in Italia, l’adozione si ritiene realizzata se è stato emesso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2008 e trascritto nei Registri italiani dello stato civile nello stesso periodo. L’adozione si intende realizzata anche se il provvedimento italiano di trascrizione non sia stato emanato entro il 2008, ma quello straniero emesso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2008 sia stato depositato presso la cancelleria del Tribunale dei Minorenni competente”.

Come si fa a richiedere il contributo?

“Le domande di contributo devono essere presentate dalle donne aventi diritto al Comune di residenza entro il 30 ottobre per le nascite o le adozioni avvenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2008. Entro il 31 gennaio 2009 per le nascite o le adozioni avvenute nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2008. Il Comune di residenza verifica il possesso dei requisiti da parte delle richiedenti e presenta la richiesta di finanziamento con l’indicazione del numero di donne beneficiarie all’Assessorato alle Politiche Sociali (Direzione regionale Servizi Sociali - viale del Caravaggio 99, 00147 Roma) entro il 30 novembre 2008 per le domande presentate al 30 ottobre 2008 ed entro il 28 febbraio 2009 per le domande presentate entro il 31 gennaio 2009”.

PROMEMORIA 6 ottobre 1973 - Scoppia la guerra del Kippur


Scoppia la guerra del Kippur.
La guerra del Kippur, detta anche del 1973, del Ramadan o d'Ottobre (ebraico: מלחמת יום הכיפורים, Milhemet Yom HaKipurim; o מלחמת יום כיפור, Milhemet Yom Kipur; arabo: حرب أكتوبر, Harb Uctūber; o حرب تشرين, Harb Tishrīn), fu combattuta dal 6 ottobre (Yom Kippur, 9 ramadan 1393 E.) al 24 ottobre 1973 tra Israele e una coalizione composta da Egitto e Siria.
La guerra iniziò quando l'Egitto e la Siria lanciarono un attacco congiunto a sorpresa, rispettivamente nel Sinai e nelle alture del Golan, territori conquistati sei anni prima da Israele durante la guerra dei sei giorni.
Gli egiziani e i siriani avanzarono durante le prime 24-48 ore, dopo le quali la situazione cominciò a entrare in una fase di stallo per poi volgere a favore di Israele. Nella seconda settimana di guerra, i siriani erano stati completamente respinti ed erano fuori dalle alture del Golan. Nel Sinai, a Sud, gli israeliani avevano agito sui punti di comunicazione tra le due armate arabe penetrate nella regione, ed erano entrati a loro volta in territorio egiziano dopo il superamento del Canale di Suez (che faceva da frontiera prima del 6 ottobre). Al momento del cessate il fuoco, la III Armata egiziana era totalmente tagliata fuori da ogni linea di rifornimento e contatto col resto del contingente arabo, pur protetta da un forte sistema missilistico.
Il conflitto ebbe implicazioni a lungo termine per molti paesi. Il mondo arabo, che si sentiva umiliato dalla completa disfatta dell'alleanza siro-giordano-egiziana durante la guerra dei sei giorni, ebbe modo di sentirsi psicologicamente appagato dalle vittorie ottenute nelle prime battaglie e questo spianò la strada al processo di pace che si aprì poco dopo la fine delle ostilità, oltre ad alcune liberalizzazioni economiche che, nel linguaggio egiziano, furono chiamate Infitāḥ (lett. "Apertura").
Gli Accordi di Camp David che intervennero subito dopo portarono alla normalizzazione delle relazioni tra Israele ed Egitto: prima nazione araba a riconoscere l'esistenza dello Stato di Israele. L'Egitto, che si era già sostanziosamente affrancato dall'influenza e dall'aiuto sovietici, dichiarò implicitamente la volontà di staccarsi quasi del tutto dall'URSS, operando un concreto riavvicinamento agli USA.

05 ottobre, 2008

"Domeniche dei picnic", la gita è in città


"Domeniche dei picnic", la gita è in città
"Tu pensa a cestino e tovaglia che al resto pensiamo noi". E' lo slogan delle "Domeniche dei picnic", tre domeniche (28 settembre, 5 e 12 ottobre) dedicate, su iniziativa dell'Assessorato capitolino all'Ambiente, alla riscoperta d'una tradizione dimenticata: il "déjeuner sul l'herbe", per citare il celebre capolavoro di Manet, o "la magnata sur prato", per dirla più prosaicamente e alla romana. Insomma, il picnic. Quello cittadino a Villa Pamphilj o a Villa Borghese, lo svago domenicale per eccellenza ai tempi in cui i confini del mondo, per la maggior parte dei romani, erano Ostia e i Castelli.

Duplice l'obiettivo dell'iniziativa: oltre a rilanciare il picnic nei parchi urbani (lo fanno i newyorkesi nel Central Park; perché noi no, con tanta grazia di verde pubblico?), sensibilizzare sui temi della tutela ambientale.

Largo dunque a tovaglie e cestini nelle ville, meglio se con famiglia e amici: l'aria è ossigenata come "fòr de porta" e in più si risparmiano i soldi della benzina. E poi, in queste tre domeniche dedicate, non c'è solo il pranzo all'aperto con il prato per giocare: ci sono spettacoli, animazione, sport e anche un concorso a premi.

Primo appuntamento è stato quello del 28 settembre a Villa Ada, cui seguono Villa Borghese il 5 ottobre e Villa Pamphilj il 12 (se pioverà, le manifestazioni saranno rinviate). L'inizio è sempre alle 11,30 e il programma prevede, oltre all'ampia area picnic dove mangiare, una serie di proposte per il relax e l'educazione ambientale – soprattutto dei bambini –: spettacoli e scenette in tema di raccolta differenziata e riciclaggio rifiuti, laboratori creativi, circuito di prove sportive, dimostrazioni e lezioni di golf, mostra di rettili e insetti esotici del Bioparco.

Tornando al picnic vero e proprio, "Mangiarebene" (www.mangiarebene.com) consiglia per l'occasione sette menù da picnic per ogni gusto ed esigenza: dal "classico" alla versione "marinara" o "montanara", dal picnic "mediorientale" a quello per celiaci. Infine il concorso per "Il miglior cestino da picnic", con tre premi per i più abili nell'arte di preparare il kit per la colazione 'en plein air'.

Le "Domeniche dei picnic", promosse dal Campidoglio, hanno numerosi partner sia pubblici che privati tra cui Ama, Bioparco e Roma Energia. Per l'occasione, Atac potenzia 16 linee bus verso le ville storiche.

Per saperne di più e per il programma completo: 333-6082527, www.ledomenichedeipicnic.it.

RomaNatura, l'autunno nei parchi


RomaNatura, l'autunno nei parchi
Riprende questo fine settimana il programma di attività gratuite di RomaNatura per l'autunno, con numerose proposte per adulti e bambini. Fino a dicembre si organizzano visite guidate lungo i sentieri natura, ma anche itinerari alla scoperta dei beni archeologici e laboratori per imparare il riciclaggio di carta e tessuti, conoscere i segreti delle api, costruire piccole mangiatoie per uccelli, realizzare addobbi natalizi.

Per partecipare è sufficiente prenotarsi presso RomaNatura (06-35405310 da lunedì a venerdì h. 9-15) o direttamente presso i nuovi gestori dei servizi di accoglienza che curano le iniziative.

La durata delle visite e dei laboratori è di circa due ore, salvo diversa indicazione. Si raccomanda un abbigliamento comodo.

Ecco il calendario della prima giornata:

Domenica 5 ottobre dalle 11- Parco Regionale Urbano di Aguzzano
"Giochiamo con i giochi dei nonni". Appuntamento all'ingresso del parco su piazzale Hegel. Attività a cura della Cooperativa Fauna Urbis (329-4652794 venerdì, sabato e domenica dalle 9 alle 17). Visita guidata alla ricerca di materiali naturali per realizzare semplici giocattoli. Il Parco di Aguzzano, situato in prossimità di quartieri densamente popolati della periferia orientale romana, è rifugio di molte specie di uccelli e di numerosi piccoli mammiferi. Il rospo smeraldino, la gallinella d'acqua e libellule popolano l'area umida sopravvissuta alla bonifica.

Domenica 5 ottobre dalle 10,30 - Riserva Naturale Decima Malafede
"Passeggiando nella Riserva". Appuntamento: Casa del Parco (Torre di Perna), via Valle di Perna 315. Attività a cura della ATI Pangea – Nimpha – Agricoltura Nuova (06-5070453)
Visita guidata all'interno della valle lungo il sentiero natura, che dalla Torre di Perna conduce alla secolare quercia, vero e proprio monumento naturale della riserva. Decima Malafede, insieme alla Tenuta Presidenziale di Castel Porziano e alla Pineta di Castelfusano, costituisce la zona più densamente forestata della campagna romana con numerosi alberi secolari.

E' possibile consultare il programma completo sul sito dell'Ente www.romanatura.roma.it nella sezione "Visite guidate".

PROMEMORIA 5 ottobre 1954 Trieste tornerà italiana


I governi di Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Jugoslavia firmano il Memorandum di Londra, Trieste tornerà italiana il 26 ottobre dello stesso anno.
Il Memorandum di Londra fu un protocollo d'intesa sottoscritto il 5 ottobre 1954 fra i Governi d'Italia, del Regno Unito, degli Stati Uniti e della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia, concernente il Territorio Libero di Trieste nel quale si stabiliva che la Zona A passava all'amministrazione civile italiana (con alcune correzioni territoriali a favore della Jugoslavia nel comune di Muggia) e la Zona B a quella jugoslava; il passaggio dei poteri dall'amministrazione alleata a quella italiana avvenne il 26 ottobre 1954. Nel 1975 un nuovo trattato firmato a Osimo (AN), sanciva la spartizione definitiva dell'ex Territorio libero di Trieste.
Veniva inoltre disposta una piccolissima modifica territoriale a favore della Jugoslavia, di modo che il confine tra la zona A e la zona B si collocasse tra Punta Grossa e Punta Sottile (precedentemente entrambe facevano parte della zona A), così che la zona B venisse ampliata di circa 11,5 km² e 3.000 abitanti; in tal modo, piccoli nuclei abitati che avrebbero dovuto ricadere sotto l'amministrazione italiana (ad es. Crevatini) furono assegnati a quella jugoslava.
Tale modesta - ma all'epoca ritenuta "significativa" - modifica territoriale a favore della Jugoslavia fu adottata dietro numerose pressioni ed insistenze di Tito, le ragioni delle quali non furono mai chiarite.
Il punto centrale del Memorandum era il fatto che costituisse una sistemazione provvisoria, in quanto nello stesso non si parla di sovranità, ma di passaggio di amministrazione; ciò permise al governo italiano di non rinunciare - a quel momento - ad alcun diritto sulle terre istriane della zona B, anche se in realtà pochi si illusero che tali territori potessero essere riannessi alla madrepatria.

04 ottobre, 2008

All'Auditorium l'Ottobrata romana, antica festa popolare fuori porta


All'Auditorium l'Ottobrata romana, antica festa popolare fuori porta
A rinnovare la memoria di una grande tradizione passata si svolge negli spazi esterni e interni dell'Auditorium il 4 e il 5 Ottobre la grande festa popolare dell'Ottobrata romana.

La festa, strettamente legata alla tradizione cittadina, si ripropone, nelle forme semplici e più articolate dei piaceri del buon cibo e della promozione culturale, come un'occasione per ricordare il passato e trasmettere il nostro patrimonio tradizionale nel futuro, spiegando in modo semplice e divertente alle nuove generazioni il mondo di saperi e sapori della campagna romana.

In occasione della sesta edizione della manifestazione "La Campagna in città", tradizionale appuntamento promosso dalla Camera di Commercio di Roma, a partire dalle 11 di sabato viene ricostruita negli spazi esterni dell'Auditorium un'antica fiera contadina caratterizzata dalla presenza di numerosi prodotti stagionali tipici della Campagna romana, con un'attenzione particolare alle D.O.C. di Roma.

Viene ricostruita la tipica osteria dove, nel corso dei due giorni, vengono proposti saltarelli e stornelli. Banchi con verdure, ortaggi e formaggi sono collocati accanto a stand con espositori di strumenti popolari come zampogne, flauti di canna, chitarre battenti, tamburelli. In altri spazi specifici viene proposta una serie di attività culturali e allestimenti dedicati ai più giovani, come ad esempio la vendemmia in piazza e la fattoria didattica.

La festa continua domenica fino alle 18.30 e culmina con una grande parata musicale dell'Orchestra Popolare Italiana insieme ad alcuni gruppi di musicisti-ballerini di varie scuole romane di danze popolari.

Sabato 4, in Sala Petrassi alle 18.30 e alle 21, Ambrogio Sparagna realizza con l'Orchestra Popolare Italiana "Birimbello birimbello, quant'è bono 'sto saltarello" uno spettacolo originale dedicato all'antica tradizione italiana delle feste del vino, recuperando una serie di antichi canti della campagna romana (tratti dalla raccolta di Gigi Zanazzo del 1907) e alcuni canti di varie regioni italiane. Lo spettacolo, che vede protagonista l'Orchestra Popolare Italiana dell'Auditorium, un organico composto da una ventina di giovani musicisti provenienti da varie regioni italiane, si avvale del contributo di alcuni cantori popolari ospiti.

Tra le mostre in programma, la seconda "Biennale Internazionale di Humour Grafico – Un VINO diVINO" e "Roma e la sua Campagna", esposizione di stampe e fotografie originali dedicate a Roma, a cura della Società Geografica Italiana.

Un corso di saltarello, la danza tradizionale, aperto ai partecipanti di tutte le età, si tiene nelle mattinate di sabato e di domenica nel Teatro Studio.

La manifestazione è prodotta da Musica per Roma e promossa dalla Camera di Commercio di Roma.

Info: www.auditorium.com