Poggio San Lorenzo (Rieti): viene arrestato in una villa Pippo Calò, mafioso siciliano, detto Il Cassiere di Cosa Nostra
Giuseppe Calò, soprannominato Pippo (Palermo, 30 settembre 1931), è un criminale italiano, legato a Cosa Nostra. A lui si fa riferimento come il "cassiere di Cosa Nostra" perché era pure fortemente coinvolto nel lato finanziario dell'organizzazione, soprattutto nel riciclaggio di denaro sporco.
Il 30 marzo 1985 venne arrestato in via Tito Livio a Roma nel quartiere Balduina, dove si nascondeva sotto falso nome di Mario Agliarolo[11]. Fu uno delle centinaia di accusati al Maxiprocesso che cominciò l'anno seguente dove fu accusato di associazione mafiosa, riciclaggio di denaro e della strage del Rapido 904.
Nel 1987 al termine del Maxiprocesso fu ritenuto colpevole e gli fu inflitta una pena di due ergastoli.
30 marzo, 2013
PROMEMORIA 30 marzo 1985 – Poggio San Lorenzo (Rieti): viene arrestato in una villa Pippo Calò, mafioso siciliano, detto Il Cassiere di Cosa Nostra
Poggio San Lorenzo (Rieti): viene arrestato in una villa Pippo Calò, mafioso siciliano, detto Il Cassiere di Cosa Nostra
Giuseppe Calò, soprannominato Pippo (Palermo, 30 settembre 1931), è un criminale italiano, legato a Cosa Nostra. A lui si fa riferimento come il "cassiere di Cosa Nostra" perché era pure fortemente coinvolto nel lato finanziario dell'organizzazione, soprattutto nel riciclaggio di denaro sporco.
Il 30 marzo 1985 venne arrestato in via Tito Livio a Roma nel quartiere Balduina, dove si nascondeva sotto falso nome di Mario Agliarolo[11]. Fu uno delle centinaia di accusati al Maxiprocesso che cominciò l'anno seguente dove fu accusato di associazione mafiosa, riciclaggio di denaro e della strage del Rapido 904.
Nel 1987 al termine del Maxiprocesso fu ritenuto colpevole e gli fu inflitta una pena di due ergastoli.
28 marzo, 2013
PROMEMORIA 28 marzo 1943 - Nel porto di Napoli scoppia un incendio sulla Caterina Costa carica di esplosivi. Nell'esplosione conseguente muoiono 600 persone
Nel porto di Napoli scoppia un incendio sulla Caterina Costa carica di esplosivi. Nell'esplosione conseguente muoiono 600 persone
La Caterina Costa è stata una motonave italiana, protagonista di uno dei peggiori incidenti della seconda guerra mondiale.
Si trattava di una grande e moderna motonave da carico - una delle migliori costruite in Italia al tempo - di 8060 tonnellate di stazza lorda, completata nel 1942 per l'armatore genovese Giacomo Costa.
Il 21 ottobre 1942 fu requisita dalla Regia Marina e, in virtù delle sue caratteristiche, adibite al trasporto dei rifornimenti sulla rotta più importante, quella per il Nord Africa. Compì quattro viaggi su questa tratta; il 26 dicembre 1942 rimase danneggiata in un attacco aereo su Biserta.
Il 28 marzo 1943 si trovava ormeggiata nel porto di Napoli, nella zona prospiciente il rione di Sant'Erasmo, carica di materiale bellico destinato alle forze armate italiane dislocate in Tunisia. Una volta ultimato il caricamento dei rifornimenti - 790 tonnellate di carburante, 1700 tonnellate di munizioni, altro materiale fra cui carri armati, alcune centinaia di militari italiani e tedeschi - sarebbe entrata a far parte di un convoglio diretto a Biserta, in Tunisia.
Intorno alle ore 15 del 28 marzo si sviluppò a bordo un incendio, non si sa tuttora se accidentale o doloso, che non poté essere domato e che portò, tre ore dopo, allo scoppio del carico. Ecco la cronaca di Roberto Ciuni, giornalista de il Mattino di Napoli:
“Napoli si sveglia ai primi scoppi provocati dalla benzina che si sparge, ardendo, sull’acqua del porto. Buona parte dell’equipaggio si mette in salvo sulla banchina, a cominciare dal comandante della stessa nave, ma i soldati, addormentati sotto coperta, trovano le vie di fuga sbarrate dal fuoco: dei cento italiani alloggiati a poppa non si salva nessuno. Non si tratta di attacco aereo, quindi niente sirene d’allarme. I napoletani sentono le deflagrazioni, vedono pennacchi di fumo, odono le ambulanze che vanno avanti e indietro. Alla direzione dei Vigili del Fuoco l’allarme arriva dieci minuti dopo le due del pomeriggio: in banchina, l’ingegnere Tirone, dirigente dei VVFF capo delle operazioni di soccorso, trova il comandante della nave che lo mette in guardia: sulla «Caterina Costa» c’è un carico di bombe che può scoppiare da un momento all’altro, consiglia di affondarla. Di fronte al rischio, Tirone ritira la sua squadra impegnata a cercare di spegnere l’incendio. Alle 15 un colonnello della Capitaneria di Porto sostiene che non c’è pericolo. Un'ora dopo un maggiore della stessa Capitaneria di Porto informa che non è possibile affondare la nave dato che già tocca il fondo. Alle 17,39, al termine di una giornata dove si sono mescolate leggerezze inaudite da parte di tutti i dirigenti coinvolti, incapacità tecniche dei responsabili militari, ritardi nel chiedere soccorsi adeguati, la «Costa» salta in aria: le fiamme hanno raggiunto la stiva numero due, quella dell’esplosivo. La banchina sprofonda; un pezzo di nave piomba su due fabbricati al Ponte della Maddalena abbattendoli; la metà d’un carro armato cade sul tetto di un palazzo di Via Atri; i Magazzini Generali del porto prendono fuoco; alla Stazione Centrale le schegge appiccano incendi ai vagoni in sosta. Il Lavinaio, il Borgo Loreto, l’Officina del Gas, i Granili, la Caserma Bianchini, la Navalmeccanica, l’Agip: dovunque arrivano lamiere mortali. E dovunque, vetri rotti, porte e finestre sfondate, cornicioni sbriciolati dall’esplosione. Per spegnere l’incendio sul relitto i vigili dovranno lavorare fino all’indomani. Le vittime saranno 549; i feriti, oltre tremila. Tra questi il vice comandante della Capitaneria di Porto ripescato a mare. Se la «Costa» è la prima nave a saltare in aria senza intervento nemico, diverse altre sono state incendiate e affondate durante i bombardamenti, fin dal 20 febbraio, quando le Fortezze Volanti hanno centrato il piroscafo «Caserta». Altre ancora coleranno a fondo nei prossimi mesi. Alla fine le condizioni del porto saranno tali che gli Alleati entreranno in città portandosi un tecnico addestrato alla bonifica di moli, attracchi e bacini sconquassati dalla guerra: l’ingegnere inglese I.A.V. Morse in divisa di contrammiraglio. Sarà lui a far pulizia di relitti e macerie”.
L'esplosione fu devastante: il molo sprofondò e tutt'intorno un gran numero di edifici furono distrutti o gravemente danneggiati. I rimorchiatori Cavour e Oriente furono investiti dallo scoppio e affondarono, mentre parti roventi di nave e di carri armati furono scagliate a grande distanza, finendo in via Atri e piazza Carlo III. Altri frammenti raggiunsero piazza Mercato e il Vomero ed altri ancora incendiarono la stazione Centrale; sulla facciata est del Maschio Angioino (Castel Nuovo) sono ancora visibili gli effetti di questa terribile esplosione. Gli oltre 600 morti e gli oltre 3.000 feriti riempirono letteralmente le strade.
Il Portale dei Pagamenti On Line della Provincia di Roma si rinnova e si arricchisce di contenuti
Il Portale dei Pagamenti On Line della Provincia di Roma si rinnova e si arricchisce di contenuti
Nuova veste grafica ed ulteriori contenuti per il Portale dei Pagamenti On Line dell’Amministrazione provinciale di Roma.
Per continuare il percorso di innovazione e semplificazione nel rapporto tra cittadini e Provincia di Roma, i servizi offerti dal Portale dei Pagamenti sono stati estesi ad altre entrate di competenza dell’Ente.
Pertanto adesso per gli utenti c’è la possibilità di pagare - in maniera semplice e con un notevole risparmio di tempo - anche le seguenti tipologie di bollettini postali:
Gestione Amministrativa Appalti Viabilità ed Espropri
• Canone Occupazione Temporanea
• Cauzione – Apertura scavo
• Diritti di Segreteria e istruttoria apertura scavo
Servizi di Tutela Ambientale
• Comunicazione di Inizio/Rinnovo Recupero Rifiuti in Procedura Semplificata
• Impianti termici - Bollino Verde
• Impianti termici - Verifica Impianti
• Sanzioni
Trasporti, mobilità, sicurezza del territorio e della circolazione stradale
• Autorizzazione macchine operatrici 56t con convoglio classificato mezzo d'opera
• Autorizzazione macchine operatrici atte al carico (targa bianca) e V.U.S.
• Autorizzazione macchine operatrici e agricole non atte al carico (targa gialla)
• Autorizzazione Singola/Multipla
Servizio professioni Turistiche
• Iscrizione, Rinnovo, Ristampa
• Sanzioni
I bollettini appena elencati si aggiungono a quelli attivati nel 2011 relativi alle seguenti entrate:
• caccia, pesca e funghi
• agenzie di viaggio
• autotrasporto per conto proprio
Con l’integrazione appena realizzata sono ben 29 le tipologie di entrata della Provincia di Roma che è possibile pagare tramite il portale dei pagamenti on line.
Il Portale, come detto, è stato anche sottoposto ad un completo restyling grafico, al fine di renderlo più chiaro e quindi maggiormente fruibile da parte dell’utenza.
A tal proposito si ricorda che il sistema di pagamento on line attivato dalla Provincia di Roma è direttamente integrato con i sistemi di Poste Italiane. In questo modo è possibile la generazione dinamica on line dei bollettini postali.
Grazie alle caratteristiche sopra descritte il Portale Pagamenti on line si configura come un vero e proprio sportello virtuale dotato dei seguenti servizi aggiuntivi:
• sicurezza totale nella registrazione e autenticazione degli utenti;
• notifica automatica all'utente dei pagamenti effettuati tramite e-mail di conferma;
• archivio online sempre disponibile da parte dell’utente per la consultazione del proprio storico pagamenti.
Per accedere al portale http://pagamenti.provincia.roma.it/
27 marzo, 2013
PROMEMORIA 27 marzo 1977 – Disastro aereo di Tenerife (Isole Canarie): due Boeing 747 vengono a collisione: 583 le vittime
26 marzo, 2013
PRIMA SEDUTA DEL CONSIGLIO REGIONALE, LEODORI PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
PRIMA SEDUTA DEL CONSIGLIO REGIONALE, LEODORI PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
25/03/2013 - Il Consiglio regionale del Lazio, riunito oggi per la prima seduta della X legislatura, ha eletto Daniele Leodori (Pd) come presidente dell'Assemblea al secondo scrutinio, con 38 voti su 51 disponibili. La maggioranza richiesta era dei tre quinti, ovvero 31 consiglieri favorevoli.
Massimiliano Valeriani (Pd) è stato eletto vicepresidente del Consiglio per la maggioranza con 29 voti, mentre Francesco Storace (Lazio 2013), con 15 voti, è il vicepresidente eletto in rappresentanza della minoranza, così come previsto dall'articolo 20 dello Statuto regionale.
La composizione dell'Ufficio di presidenza è stata poi completata con l'elezione dei tre consiglieri segretari, uno dei quali in rappresentanza della minoranza. Sono risultati eletti: Gianluca Quadrana (Lista Zingaretti) con 15 voti, Maria Teresa Petrangolini (Lista per il Lazio) con 14 voti e, infine, Giuseppe Simeone (Pdl) con 12 voti.
Pertanto, il nuovo Ufficio di presidenza risulta così composto: Massimiliano Valeriani e Francesco Storace (vicepresidenti); Gianluca Quadrana, Maria Teresa Petrangolini e Giuseppe Simeone (segretari).
PROMEMORIA 26 marzo 1975 – Adozione della convenzione sulle Armi biologiche
24 marzo, 2013
PROMEMORIA 24 marzo 1973 – Viene pubblicato The Dark Side of the Moon, l'album più venduto dei Pink Floyd che vanta ben 723 settimane consecutive di permanenza nella top 200 U.S.A.
Viene pubblicato The Dark Side of the Moon, l'album più venduto dei Pink Floyd che vanta ben 723 settimane consecutive di permanenza nella top 200 U.S.A.
The Dark Side of the Moon (intitolato Dark Side of the Moon nell'edizione CD del 1993), in italiano "Il lato oscuro della Luna", è un concept album (l'ottavo in studio) del gruppo musicale britannico Pink Floyd, pubblicato il 1º marzo 1973 negli Stati Uniti dalla Capitol Records e il 24 marzo dello stesso anno nel Regno Unito dalla Harvest Records. L'opera nacque dopo numerose sperimentazioni musicali che i Pink Floyd studiarono durante i loro live o registrazioni, ma senza le lunghe parti strumentali che erano diventate una caratteristica peculiare del gruppo dopo l'abbandono nel 1968 di Syd Barrett, membro fondatore e principale compositore e paroliere del gruppo. Tra i temi del concept vi sono inclusi il conflitto interiore, il rapporto con il denaro, il trascorrere del tempo e quello dell'alienazione mentale, ispirato in parte dai disturbi mentali di Barrett.
L'album si sviluppò come parte del tour del 1971, in seguito alla pubblicazione di Meddle, e iniziò a essere pubblicizzato diversi mesi prima dell'inizio effettivo delle registrazioni in studio. Il nuovo materiale venne migliorato e raffinato durante il Dark Side of the Moon Tour, e fu registrato in due sessioni nel 1972 e nel 1973 negli Abbey Road Studios di Londra. I Pink Floyd usarono alcune delle tecniche di registrazione più avanzate dell'epoca, inclusi la registrazione multitraccia e i loop. In molte tracce si usarono sintetizzatori analogici e, in sottofondo, anche una serie di interviste con la band e lo staff tecnico in forma di aforismi filosofici. Il tecnico del suono Alan Parsons contribuì alla realizzazione di alcuni degli aspetti sonori più innovativi, incluso il ticchettìo e lo scoccare degli orologi in Time.
The Dark Side of the Moon fu un successo immediato, mantenne il primo posto della classifica statunitense Top LPs & Tapes per una settimana e vi rimase per altre 741 dal 1973 al 1988. Nel giugno 2011 ha toccato le 1000 settimane nella classifica US Top Catalog. Con 50 milioni di copie vendute, è quello di maggiore successo dei Pink Floyd e uno dei più venduti della storia. È stato rimasterizzato e ripubblicato in due occasioni, oltre alle varie reinterpretazioni di vari gruppi musicali. Furono estratti due singoli: Money e Us and Them.
Oltre al suo successo commerciale, The Dark Side of the Moon è spesso considerato uno dei migliori album di tutti i tempi, sia dai critici sia dai semplici appassionati.
Nel 2003 è stato pubblicato Classic Albums: Pink Floyd - The Making of The Dark Side of the Moon, film documentario sulla sua realizzazione.
23 marzo, 2013
PROMEMORIA 23 marzo 1989 – Stanley Pons e Martin Fleischmann annunciano il raggiungimento della fusione fredda all'Università dello Utah – Spedizione alla Fossa delle Marianne.
21 marzo, 2013
ZINGARETTI NOMINA LA GIUNTA: "BASATA SU MERITO E COMPETENZA. ORA IL LAZIO PUO' RIPARTIRE"
ZINGARETTI NOMINA LA GIUNTA: "BASATA SU MERITO E COMPETENZA. ORA IL LAZIO PUO' RIPARTIRE"
20/03/2013 - Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha nominato la nuova Giunta regionale. L’esecutivo è composto da 10 assessori, 4 uomini e 6 donne, una percentuale di presenza femminile che ne fa la Giunta regionale più rosa d’Italia. I nuovi assessori sono tutti esterni al consiglio regionale. “Avevamo detto che avremmo cambiato tutto - afferma Zingaretti - Abbiamo cominciato eleggendo tutti consiglieri nuovi, continuiamo con la scelta degli assessori. Io sono orgoglioso della Giunta che presentiamo, per la qualità delle persone e perché è stata formata esclusivamente sui due principi chiave che vogliamo portare nella Regione: il merito e la competenza. Ai riti della vecchia politica abbiamo preferito, grazie alla disponibilità di tutti i partiti di maggioranza, una seria ricerca sui curricula puntando su persone esterne al Consiglio di provata esperienza nei rispettivi campi. L’alto profilo professionale di tutti nuovi assessori credo ne sia la testimonianza evidente. Un motivo in più di orgoglio è la forte presenza femminile nella Giunta. Siamo andati oltre la logica del 50%, facendo della Giunta del Lazio quella con la maggiore rappresentanza femminile tra le Regioni italiane. Voglio sottolineare che non si tratta di una scelta di facciata, ma del risultato dei grandi cambiamenti in atto nella nostra società e del ruolo che, con coraggio e fatica, stanno finalmente conquistando le donne anche nel nostro Paese. Era ora che anche la politica se ne accorgesse. Ora ci aspetta un lavoro molto difficile, vista la situazione dell’ amministrazione che troviamo e dell’intera regione. Ma sono sicuro nella capacità delle persone che abbiamo scelto, che insieme alle qualità e competenze dei consiglieri di maggioranza faranno ripartire davvero il Lazio”.
Di seguito i nomi e le rispettive deleghe:
Massimiliano Smeriglio, vicepresidente e assessore alla Formazione, università, scuola e ricerca E’ stato assessore provinciale al lavoro e alla formazione nella Giunta Zingaretti. Dal 2001 al 2006 è stato presidente dell’XI municipio di Roma. Dal 2006 al 2008 è stato deputato della Repubblica ed è stato rieletto alle ultime elezioni. Dal 2000 è docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione presso l’Università di Roma Tre.
Concettina Ciminiello, assessore alla Semplificazione, trasparenza e pari opportunità Dal 2010 ricopre l’incarico di funzione dirigenziale di livello generale di Direttore Amministrativo della Scuola superiore dell’economia e delle finanze (MEF). Negli anni ha inoltre ricoperto e ricopre tuttora ruoli apicali in diversi ministeri.
Michele Civita, assessore alle Politiche del Territorio, della mobilità e dei rifiuti E’ stato prima assessore provinciale ai trasporti nella Giunta Gasbarra e successivamente assessore all’ambiente nella Giunta Zingaretti. Da assessore ha seguito la vicenda rifiuti sviluppando la raccolta differenziata della provincia di Roma. Dal 1997 al 2000 ha lavorato all’organizzazione del grande Giubileo con la responsabilità del programma degli interventi.
Guido Fabiani, assessore Attività Produttive e sviluppo economico E’ Rettore dall’1998 della Università degli studi di Roma Tre. Professore ordinario di Politica economica dal 1980, ha ricoperto fino al 1998 la carica di Preside nella Facoltà di Economia “Federico Caffè” dell'Università degli Studi Roma Tre.
Lidia Ravera, assessore alla Cultura e allo sport Scrittrice, giornalista italiana ha pubblicato oltre 25 libri, per lo più romanzi. Ha collaborato a numerose sceneggiature per il cinema e per alcune serie televisive della RAI.
Fabio Refrigeri, assessore alle Infrastrutture, alle politiche abitative e all’ambiente Sindaco di Poggio Mirteto dal 2004, ha ricoperto negli anni numerosi incarichi amministrativi nell’area del reatino. Responsabile, per l’Anci Lazio, delle unioni di Comuni e dell’associazionismo comunale dal 2004 al 2009. Responsabile in Anci dello Sportello unico delle attività produttive e commercio dal 2011. Presidente dell’unione di Comuni della Bassa Sabina.
Sonia Ricci, assessore all’Agricoltura, caccia e pesca Dirigente d’azienda e imprenditrice nel settore dell’agricoltura. Dal 2007 al 2012 è stata consigliere comunale e vicepresidente del consiglio del comune di Sezze (LT). Dal 1994 al 1996 è stata assessore alle attività produttive nello stesso comune.
Alessandra Sartore, assessore al Bilancio, patrimonio e demanio È dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze dal 25 maggio 2001. Ricopre molteplici cariche nell’ambito di organismi di controllo di natura sindacale in rappresentanza del Mef. Ha svolto docenze in materia di finanza pubblica ed ha fatto parte di comitati e gruppi di lavoro su varie tematiche di finanza pubblica.
Lucia Valente, assessore al Lavoro Professore associato di diritto del lavoro della Sapienza Università di Roma – Facoltà di Giurisprudenza. Membro del Comitato pari opportunità e del Comitato etico della Sapienza, Università di Roma.
Paola Varvazzo, assessore alle Politiche Sociali Vice Prefetto Aggiunto. Per anni ha incentrato la propria attività all’interno dell’amministrazione pubblica sui temi dei diritti civili, cittadinanza, condizione giuridica dello straniero, immigrazione e diritto d'asilo.
Rimangono al Presidente Zingaretti le deleghe: Europa, Turismo, Economia del mare e Protezione civile
PROMEMORIA 21 marzo 2010 – Passata la riforma sul sistema sanitario di Barack Obama
20 marzo, 2013
PROMEMORIA 20 marzo 1994 – A Mogadiscio, in Somalia vengono uccisi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin
A Mogadiscio, in Somalia vengono uccisi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin
laria Alpi fu uccisa mentre si trovava a Mogadiscio come inviata del TG3 per seguire la guerra civile somala e per indagare su un traffico d'armi e di rifiuti tossici illegali in cui probabilmente la stessa Alpi aveva scoperto che erano coinvolti anche l'esercito ed altre istituzioni italiane. Nel novembre precedente era stato ucciso, sempre in Somalia ed in circostanze misteriose, il sottufficiale del SISMI Vincenzo Li Causi, informatore della stessa Alpi sul traffico illecito di scorie tossiche nel paese africano.
La perizia della polizia scientifica ricostruì la dinamica dell'azione criminale, stabilendo che i colpi sparati dai kalashnikov erano indirizzati alle vittime, poiché l'autista e la guardia del corpo rimasero indenni.
I due giornalisti hanno scoperto un traffico internazionale di veleni, rifiuti tossici e radioattivi prodotti nei Paesi industrializzati e stivati nei Paesi poveri dell'Africa, in cambio di tangenti e armi scambiate coi gruppi politici locali. La commissione non ha però approfondito la possibilità che l'omicidio possa essere stato commesso per le informazioni raccolte dalla Alpi sui traffici di armi e di rifiuti tossici, che avrebbero coinvolto anche personalità dell'economia italiana.
Sulla "scena del delitto" erano presenti due troupe televisive: quella della Svizzera italiana (RTSI) ed una americana (ABC).
Le immagini che ci sono giunte, di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin colpiti ed accasciati nell'abitacolo del loro fuoristrada, sono state girate dall'operatore dell'Abc, di origine greca, trovato ucciso qualche mese dopo a Kabul in una stanza d'albergo. Vittorio Lenzi, operatore della troupe svizzera-italiana è rimasto vittima di un incidente stradale sul lungolago di Lugano (mai chiarito del tutto nella dinamica).
Secondo una fonte, all'assassinio sarebbe legata una vendetta personale da parte di Hashi Omar Hassan, un somalo legato al clan tribale Abdalla Arone che sarebbe stato a suo dire oggetto di maltrattamenti da parte dei paracadutisti della Brigata Folgore durante l'operazione Ibis
19 marzo, 2013
PROMEMORIA 19 marzo 1994 – A Casal di Principe viene assassinato in chiesa don Giuseppe Diana, noto per il suo impegno nella lotta alla camorra
18 marzo, 2013
ANNIVERSARIO RAPIMENTO MORO, ZINGARETTI: “NON DIMENTICARE I CADUTI PER LA DEMOCRAZIA”
PROMEMORIA 18 marzo 1986 – Milano, Michele Sindona e Roberto Venetucci vengono condannati all'ergastolo per l'uccisione dell'avvocato Giorgio Ambrosoli
17 marzo, 2013
PROMEMORIA 17 marzo 2011 In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia solo per il 2011 viene proclamata festa nazionale.
15 marzo, 2013
PROMEMORIA 15 marzo 1990 – Michail Gorbačëv viene eletto come primo presidente esecutivo dell'Unione Sovietica.
14 marzo, 2013
ZINGARETTI PROCLAMATO PRESIDENTE REGIONE
PROMEMORIA 14 marzo 1972 – Giangiacomo Feltrinelli, editore e fondatore dei Gruppi d'Azione Partigiana rimane ucciso in una esplosione vicino ad un traliccio dell'alta tensione a Segrate (Milano). Il cadavere viene scoperto il giorno dopo
Giangiacomo Feltrinelli, editore e fondatore dei Gruppi d'Azione Partigiana rimane ucciso in una esplosione vicino ad un traliccio dell'alta tensione a Segrate (Milano). Il cadavere viene scoperto il giorno dopo
Giangiacomo Feltrinelli morì il 14 marzo 1972. Le ipotesi sulle cause della morte sono diverse; fatto certo è che il suo corpo fu rinvenuto, dilaniato da un'esplosione, ai piedi di un traliccio dell'alta tensione a Segrate, nelle vicinanze di Milano. Mentre alcuni sostengono stesse preparando un'azione di sabotaggio, altri sostengono che sia stato un omicidio, forse opera della CIA in accordo con i servizi italiani. Le due principali ipotesi, omicidio/incidente, si rincorsero negli anni, e periodicamente riemergono elementi che dimostrano poca chiarezza nella comunicazione dell'epoca sui fatti e sulle indagini.
La tesi dell'omicidio fu sostenuta, a caldo, da un manifesto, firmato, fra gli altri, da Camilla Cederna ed Eugenio Scalfari, che iniziava con le parole "Giangiacomo Feltrinelli è stato assassinato", ma fu contrapposta all'inchiesta condotta dal pubblico ministero Guido Viola. Nel 1979, al processo contro gli ex membri dei Gap (confluiti nelle Brigate Rosse), gli imputati (fra cui Renato Curcio ed Augusto Viel) emisero un comunicato che dichiarava: "Osvaldo non è una vittima ma un rivoluzionario caduto combattendo" e confermava la tesi dell'incidente durante l'esecuzione dell'attentato. Feltrinelli (nome di battaglia Osvaldo), era giunto a Segrate, con due compagni, C.F. e Gunter (pseudonimo), su un furgone attrezzato come un camper sul quale dormiva e si spostava quando era in Italia. Secondo una testimonianza di primissima mano [senza fonte], su quel furgone ci sarebbero dovuti essere trecento milioni che l'editore avrebbe poi donato personalmente al giornale Il manifesto una volta giunto a Roma, dove avrebbe dovuto dirigersi dopo l'attentato. Quei soldi non furono mai trovati.
Sulla sua morte le Brigate Rosse fecero una loro inchiesta, trovata nel loro covo di Robbiano di Mediglia, (MI). Personaggio chiave per capire la vicenda - perché vi partecipò, per sua stessa ammissione mentre veniva interrogato dalle Br, che registrarono su nastro, - è un certo Gunter, nome di battaglia di un membro dei Gap di Feltrinelli di cui però non si è mai saputo il vero nome. Il personaggio era un esperto di armi ed esplosivi (sembra che avesse preparato lui stesso la bomba che poi uccise Feltrinelli) e chiese di entrare nelle Brigate Rosse dopo la morte dell'editore. Secondo una recente pubblicazione, Gunter sarebbe scomparso nel 1985.
Da quanto dichiarato dal capo storico delle BR Alberto Franceschini, il timer trovato sulla bomba che uccise Feltrinelli, era un orologio Lucerne. Soltanto in un altro attentato venne usato un orologio di quel tipo, cioè in quello all'ambasciata americana di Atene il 2 settembre '70 ad opera della giovane milanese Maria Elena Angeloni e di uno studente di nazionalità greco-cipriota. Quella bomba, come nel caso di Feltrinelli, funzionò male, tanto che a rimanere uccisi furono gli stessi attentatori. I due erano partiti da Milano, così come l'esplosivo. Quell'attentato, era stato organizzato da Corrado Simioni, deus ex machina del Superclan e membro della struttura Hyperion di Parigi. [senza fonte], a cui si sospetta facessero riferimento organizzazioni terroristiche come OLP, IRA, ETA e ovviamente, ma solo dopo una certa fase, le BR.
Secondo Alfredo Mantica, senatore di AN nella Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Feltrinelli collaborò direttamente alla progettazione dell'attentato, ad Amburgo, in Germania, contro il console boliviano ed ex capo della polizia dello stesso Paese, Roberto Quintanilla. Sempre secondo Mantica, Feltrinelli fornì anche l'arma utilizzata da Monika Ertl, esecutrice materiale dell'omicidio e giovane militante dell'ELN. Nella rivendicazione, Quintanilla venne indicato come responsabile della cattura e dell'uccisione di Ernesto "Che" Guevara. L'uccisione di Quintanilla avvenne il 1º aprile 1971 e la pistola utilizzata era regolarmente registrata a nome di Feltrinelli (Jurgen Schreiber, La ragazza che vendicò Che Guevara Storia di Monika Ertl, 2011 trad da "Sie starb wie Che Guevara. Die Geschichte del Monika Ertl", 2009).
Quintanilla, aveva avuto parte anche nell'arresto, in Bolivia, di Giangiacomo Feltrinelli quando, nel 1967, egli s'era recato nel Paese sudamericano per richiedere e sostenere la liberazione di Regis Debray; inoltre lo stesso console aveva partecipato, nel 1969 a La Paz, alla cattura, alla tortura e alla barbara uccisione di Inti Peredo, nuovo comandante dell'ELN. Questi, uno dei pochi superstiti della disfatta di Vallegrande del 1967, stava riorganizzando la guerriglia.
13 marzo, 2013
PROMEMORIA 13 marzo 1972 – Milano, si apre il XIII congresso del PCI, nel corso del quale Enrico Berlinguer sarà eletto segretario del partito
12 marzo, 2013
PROMEMORIA 12 marzo 1977 – A Torino Prima Linea uccide il Brigadiere Giuseppe Ciotta A Bologna i carabinieri fanno irruzione negli studi di Radio Alice e la fanno chiudere
A Torino Prima Linea uccide il Brigadiere Giuseppe Ciotta A Bologna i carabinieri fanno irruzione negli studi di Radio Alice e la fanno chiudere
Giuseppe Ciotta (Ascoli Satriano, 13 novembre 1947 – Torino, 12 marzo 1977) è stato un poliziotto italiano, brigadiere di P.S in forza all'Antiterrorismo del Piemonte..
Era addetto alla sorveglianza esterna del Politecnico, dell'Istituto Galileo Ferraris e della Facoltà di architettura.
Fu ucciso in un attentato da Enrico Galmozzi, membro della organizzazione terroristica Brigate Comuniste Combattenti - Prima Linea. Alle 8 del mattino del 12 marzo 1977 usciva di casa. Mentre si apprestava a salire sulla sua auto tre terroristi si avvicinavano, uno sfondava il finestrino e lo uccideva con tre colpi di pistola. Lasciava la moglie e la figlia di due anni.
A maggio 2004, su proposta del Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, è stato insignito della Medaglia d'Oro al Merito Civile. A maggio 2010, su proposta del Ministro dell'Interno Roberto Maroni, è stato insignito della Medaglia d'Oro "Vittime del terrorismo".
11 marzo, 2013
Con "Parchinbici" i percorsi più suggestivi da fare in bicicletta nella provincia di Roma
Con "Parchinbici" i percorsi più suggestivi da fare in bicicletta nella provincia di Roma
“Parchinbici” – La Provincia di Roma, verde da pedalare’ è la nuova mini-guida della Provincia rivolta a chi ama usare la bicicletta come mezzo di scoperta e conoscenza del territorio romano.
Obiettivo del progetto, realizzato dal Dipartimento per il turismo, lo sport e le politiche giovanili della Provincia con il supporto del CTS (Centro Turistico Studentesco e giovanile) è quello di promuovere un’iniziativa che abbia come ambito di intervento il turismo ambientale e che miri alla valorizzazione delle innumerevoli risorse ambientali che offre il territorio della provincia stessa.
Sono sette i Parchi Naturali Regionali protagonisti della guida: il P.R. Appia Antica, P. R. Bracciano-Martignano, Pr. Castelli Romani, P. R. Monti Lucretili, P. R. Monti Simbruini, P. R. Valle del Treja, P. R. di Vejo con gli spunti per realizzare 15 itinerari che si snodano alla scoperta delle loro bellezze e dei loro territori.
“La mini-guida rappresenta lo strumento ideale per le famiglie, i giovani e gli studenti che si vogliono avventurare nelle aeree verdi del nostro territorio – afferma Stefano Di Marco Vice Presidente di CTS. Nella guida sono indicati alcuni dei percorsi più significativi presenti nei parchi naturali della Provincia dove è possibile godersi la natura a suon di pedalate. Il dato confortante è che il 13% degli italiani pratica questa attività durante le vacanze, un dato per fortuna in costante crescita.”
“La creazione di azioni sinergiche con gli attori locali, pubblici e privati, per la conseguente realizzazione di progetti come quello della guida Parchinbici, sono il frutto di un obiettivo comune che è quello, caro a tutti – afferma il Direttore del Dipartimento del Turismo della Provincia di Roma dott. Andrea Fusco –, di valorizzare il territorio, non solo della capitale ma anche e soprattutto dei comuni della Provincia, ed il patrimonio turistico ivi presente che risulta essere nel panorama italiano, proprio per le bellezze ambientali ed i percorsi presenti, tra le eccellenze per un ‘turismo in bicicletta’”.
La pubblicazione è in distribuzione presso le sedi CTS situate nella Provincia di Roma e presso i Punti Informazione turistica dei Comuni della Provincia nonchè le Pro loco.
Prossimo appuntamento anche alla Terza edizione di Fareturismo - che si terrà nel salone delle Fontane - Eur nei giorni 20-22 marzo 2013.
PROMEMORIA 11 marzo 2003 – A L'Aia viene fondata la Corte Internazionale di Giustizia
09 marzo, 2013
PROMEMORIA 9 marzo 1976 – In Val di Fiemme la cabina della funivia del Cermis con 43 persone a bordo cade, a causa della rottura della fune, in località Maso Teta – 42 morti .
In Val di Fiemme la cabina della Il disastro della funivia di Cavalese del 1976, o Disastro del Cermis, è il peggior incidente di una funivia mai verificatosi. Il 9 marzo 1976, la fune portante di acciaio della funivia aerea si ruppe mentre la cabina stava scendendo dall'Alpe Cermis, vicino alla stazione sciistica dolomitica di Cavalese, a 40 km da Trento.
In una delle ultime corse della giornata, alle 17:20, la fune portante dell'impianto sciistico cedette, e la cabina cadde sul fianco della montagna dopo un volo di circa 200 metri; quindi continuò la propria corsa sul terreno per altri 100 metri per poi fermarsi in un campo d'erba. Il disastro avvenne nell'ultimo tratto di discesa: il tragitto era diviso in due sezioni, con una stazione intermedia nella quale si effettuava uno scambio di cabine e quindi l'altra risaliva a monte vuota. La seconda cabina comunque non crollò a terra.
Nella caduta, il carrello superiore, del peso di circa 3 tonnellate, si infranse sulla cabina, schiacciandola. 42 persone persero la vita, tra queste 15 bambini di età compresa tra i 7 e i 15 anni e il diciottenne manovratore della cabina. La portata della funivia era di 40 persone (o 3175.2 kg) ma al momento dell'incidente gli occupanti erano 43: questo venne giustificato dall'operatore con il fatto che molti di essi erano bambini. La maggior parte delle vittime erano tedeschi della città di Amburgo. A bordo c'erano 21 cittadini tedeschi, 11 italiani, 7 austriaci e un francese.[2][3][4]
L'unica sopravvissuta alla tragedia fu una ragazza milanese di 14 anni, Alessandra Piovesana. Si trovava in gita scolastica e stava scendendo a valle con due amici, quando accadde l'incidente; dopo una lunga degenza in ospedale, si rimise e testimoniò nei successivi processi, ricevendo poi 50 milioni di lire di risarcimento.[5] Diventata giornalista per la rivista Airone, scomparve nel 2009 in seguito a malattia.[6]
L'inchiesta rivelò che due funi d'acciaio si accavallarono ed una tranciò l'altra, presumibilmente vicino ad uno dei sostegni. Il sistema automatico di sicurezza che avrebbe potuto evitare il disastro era spento.[7] L'impianto era stato realizzato nel 1966, solo 10 anni prima dell'incidente a fronte di una durata prevista dell'impianto di 30 anni.[1]
Altri incidenti della funivia del Cermis [modifica]
Il 3 febbraio 1998 alle ore 15:13 Il disastro della funivia di Cavalese del 1976, o Disastro del Cermis, è il peggior incidente di una funivia mai verificatosi. Il 9 marzo 1976, la fune portante di acciaio della funivia aerea si ruppe mentre la cabina stava scendendo dall'Alpe Cermis, vicino alla stazione sciistica dolomitica di Cavalese, a 40 km da Trento.
In una delle ultime corse della giornata, alle 17:20, la fune portante dell'impianto sciistico cedette, e la cabina cadde sul fianco della montagna dopo un volo di circa 200 metri; quindi continuò la propria corsa sul terreno per altri 100 metri per poi fermarsi in un campo d'erba. Il disastro avvenne nell'ultimo tratto di discesa: il tragitto era diviso in due sezioni, con una stazione intermedia nella quale si effettuava uno scambio di cabine e quindi l'altra risaliva a monte vuota. La seconda cabina comunque non crollò a terra.[1]
Nella caduta, il carrello superiore, del peso di circa 3 tonnellate, si infranse sulla cabina, schiacciandola. 42 persone persero la vita, tra queste 15 bambini di età compresa tra i 7 e i 15 anni e il diciottenne manovratore della cabina. La portata della funivia era di 40 persone (o 3175.2 kg) ma al momento dell'incidente gli occupanti erano 43: questo venne giustificato dall'operatore con il fatto che molti di essi erano bambini. La maggior parte delle vittime erano tedeschi della città di Amburgo. A bordo c'erano 21 cittadini tedeschi, 11 italiani, 7 austriaci e un francese.[2][3][4]
L'unica sopravvissuta alla tragedia fu una ragazza milanese di 14 anni, Alessandra Piovesana. Si trovava in gita scolastica e stava scendendo a valle con due amici, quando accadde l'incidente; dopo una lunga degenza in ospedale, si rimise e testimoniò nei successivi processi, ricevendo poi 50 milioni di lire di risarcimento.[5] Diventata giornalista per la rivista Airone, scomparve nel 2009 in seguito a malattia.[6]
L'inchiesta rivelò che due funi d'acciaio si accavallarono ed una tranciò l'altra, presumibilmente vicino ad uno dei sostegni. Il sistema automatico di sicurezza che avrebbe potuto evitare il disastro era spento.[7] L'impianto era stato realizzato nel 1966, solo 10 anni prima dell'incidente a fronte di una durata prevista dell'impianto di 30 anni.[1]
Altri incidenti della funivia del Cermis [modifica]
Il 3 febbraio 1998 alle ore 15:13 un Grumman EA-6B Prowler, aereo militare statunitense del Corpo dei Marines al comando del capitano Richard Ashby, decollato dalla base aerea di Aviano alle 14:36 per un volo di addestramento, tranciò le funi del tronco inferiore della funivia del Cermis, in Val di Fiemme. La cabina, al cui interno si trovavano venti persone, precipitò da un'altezza di circa 150 metri schiantandosi al suolo dopo un volo di 7 secondi. Il velivolo, danneggiato all'ala e alla coda, fu comunque in grado di far ritorno alla base.
Nella Strage del Cermis morirono i 19 passeggeri e il manovratore, tutti cittadini di Stati europei: tre italiani, sette tedeschi, cinque belgi, due polacchi, due austriaci e un olandese.un aereo militare statunitense del Corpo dei Marines al comando del capitano Richard Ashby, decollato dalla base aerea di Aviano alle 14:36 per un volo di addestramento, tranciò le funi del tronco inferiore della funivia del Cermis, in Val di Fiemme. La cabina, al cui interno si trovavano venti persone, precipitò da un'altezza di circa 150 metri schiantandosi al suolo dopo un volo di 7 secondi. Il velivolo, danneggiato all'ala e alla coda, fu comunque in grado di far ritorno alla base.
Nella Strage del Cermis morirono i 19 passeggeri e il manovratore, tutti cittadini di Stati europei: tre italiani, sette tedeschi, cinque belgi, due polacchi, due austriaci e un olandese. con 43 persone a bordo cade, a causa della rottura della fune, in località Maso Teta – 42 morti.
Il disastro della funivia di Cavalese del 1976, o Disastro del Cermis, è il peggior incidente di una funivia mai verificatosi. Il 9 marzo 1976, la fune portante di acciaio della funivia aerea si ruppe mentre la cabina stava scendendo dall'Alpe Cermis, vicino alla stazione sciistica dolomitica di Cavalese, a 40 km da Trento.
In una delle ultime corse della giornata, alle 17:20, la fune portante dell'impianto sciistico cedette, e la cabina cadde sul fianco della montagna dopo un volo di circa 200 metri; quindi continuò la propria corsa sul terreno per altri 100 metri per poi fermarsi in un campo d'erba. Il disastro avvenne nell'ultimo tratto di discesa: il tragitto era diviso in due sezioni, con una stazione intermedia nella quale si effettuava uno scambio di cabine e quindi l'altra risaliva a monte vuota. La seconda cabina comunque non crollò a terra.
Nella caduta, il carrello superiore, del peso di circa 3 tonnellate, si infranse sulla cabina, schiacciandola. 42 persone persero la vita, tra queste 15 bambini di età compresa tra i 7 e i 15 anni e il diciottenne manovratore della cabina. La portata della funivia era di 40 persone (o 3175.2 kg) ma al momento dell'incidente gli occupanti erano 43: questo venne giustificato dall'operatore con il fatto che molti di essi erano bambini. La maggior parte delle vittime erano tedeschi della città di Amburgo. A bordo c'erano 21 cittadini tedeschi, 11 italiani, 7 austriaci e un francese.
L'unica sopravvissuta alla tragedia fu una ragazza milanese di 14 anni, Alessandra Piovesana. Si trovava in gita scolastica e stava scendendo a valle con due amici, quando accadde l'incidente; dopo una lunga degenza in ospedale, si rimise e testimoniò nei successivi processi, ricevendo poi 50 milioni di lire di risarcimento. Diventata giornalista per la rivista Airone, scomparve nel 2009 in seguito a malattia.
L'inchiesta rivelò che due funi d'acciaio si accavallarono ed una tranciò l'altra, presumibilmente vicino ad uno dei sostegni. Il sistema automatico di sicurezza che avrebbe potuto evitare il disastro era spento. L'impianto era stato realizzato nel 1966, solo 10 anni prima dell'incidente a fronte di una durata prevista dell'impianto di 30 anni.
Altri incidenti della funivia del Cermis
Il 3 febbraio 1998 alle ore 15:13 un Grumman EA-6B Prowler,[8] aereo militare statunitense del Corpo dei Marines al comando del capitano Richard Ashby, decollato dalla base aerea di Aviano alle 14:36 per un volo di addestramento, tranciò le funi del tronco inferiore della funivia del Cermis, in Val di Fiemme. La cabina, al cui interno si trovavano venti persone, precipitò da un'altezza di circa 150 metri schiantandosi al suolo dopo un volo di 7 secondi. Il velivolo, danneggiato all'ala e alla coda, fu comunque in grado di far ritorno alla base.
Nella Strage del Cermis morirono i 19 passeggeri e il manovratore, tutti cittadini di Stati europei: tre italiani, sette tedeschi, cinque belgi, due polacchi, due austriaci e un olandese.
08 marzo, 2013
PROMEMORIA 8 marzo 1974 – Viene inaugurato l'Aeroporto internazionale Charles de Gaulle di Parigi
07 marzo, 2013
PROMEMORIA 7 marzo 1996 – Viene formato il primo parlamento palestinese democraticamente eletto
06 marzo, 2013
PROMEMORIA 6 marzo 1992 Viene istituito il nuovo comune di Fiumicino
05 marzo, 2013
Ufficio Professioni turistiche e sanzioni. Avviso orari di ricevimento per il pubblico
PROMEMORIA 5 marzo 1943 – Scioperi antifascisti: Torino h 10: inizia nell'officina 19 lo sciopero degli operai della Fiat Mirafiori. In pochi giorni centomila lavoratori incrociano le braccia: è la prima grande ribellione operaia che si estenderà presto in tutte le fabbriche del Nord. Passata alla storia come gli "Scioperi del marzo 1943", segna l'inizio del crollo del regime fascista e rappresenta il primo, vero e corale, episodio della Resistenza antifascista. Una canzone degli Stormy Six ricorda quell'avvenimento: La Fabbrica
01 marzo, 2013
A Palazzo Valentini sino al 7 marzo la mostra "Percorsi" di Verena D'Alessandro
A Palazzo Valentini sino al 7 marzo la mostra "Percorsi" di Verena D'Alessandro
Sino a giovedì 7 marzo, presso la Sala Egon von Furstenberg di Palazzo Valentini si può visitare la mostra personale di pittura “Percorsi” di Verena D’Alessandro.
L’orario d’ingresso all’esposizione è il seguente: dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 19 ed il sabato dalle ore 10 alle ore 13, con accesso libero.
L’esposizione, patrocinata dall’Amministrazione provinciale di Roma e dalla Fondazione d’arte Franz Ludwig Catel, è stata inaugurata nel pomeriggio di martedì 26 febbraio.
Nella mostra personale di Verena D’Alessandro vengono presentati una ventina di dipinti ad olio - di cui diversi inediti - che offrono una significativa antologia delle opere che l’artista ha realizzato sul tema del paesaggio suburbano ed extraurbano negli ultimi sette anni.
Eseguiti con veloci colpi, raschiature e striature di spatola, i quadri in mostra - seppur con diversi temi - presentano molti tratti comuni. I paesaggi sono tutti luoghi d’invenzione, creati dalla fantasia e dalle memorie visive dell’artista, volutamente lontani da qualsiasi riferimento geografico.
Un personale e riconoscibile stile di pittura caratterizza inoltre l’intero percorso artistico: una ricerca visiva in cui il naturalismo e la descrizione meticolosa vengono superati da una riuscita combinazione tra l’essenzialità del segno al limite dell’informale e i codici referenziali della pittura figurativa.
A completamento del percorso antologico e come omaggio alla città che ospita l’esposizione, la mostra include anche un quadro di grandi dimensioni che raffigura il profilo riconoscibile dell’orizzonte di Roma: una Roma ventura, immaginata come potrà essere in un futuro prossimo, più che ritratta nel presente.
PROMEMORIA 1º marzo 1979 – La Corte Costituzionale in composizione integrata, in merito allo Scandalo Lockheed, condanna, per il reato di corruzione, Mario Tanassi, Duilio Fanali, Bruno Palmiotti, Ovidio Lefebvre d'Ovidio, Antonio Lefebvre d'Ovidio e Camillo Crociani al carcere ed al pagamento delle spese processuali. Viene invece assolto con formula piena Luigi Gui
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