30 giugno, 2012
"Giornate della Creatività e dell'Innovazione": 4 e 5 luglio la quarta edizione della manifestazione
"Giornate della Creatività e dell'Innovazione": 4 e 5 luglio la quarta edizione della manifestazione
Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti ha presentato giovedì 28 giugno, alle ore 12.30, la quarta edizione delle “Giornate della Creatività e dell’Innovazione”.
L’evento si è svolto presso la Sala Giunta di Palazzo Valentini.
Sono intervenuti Paola Manfroni, vicepresidente di Adci (Art directors club Italia); Simone Pallotta, direttore artistico di Walls; Daniela Ubaldi, curatrice del volume Roma creativa; Carlo Alberto Pratesi, professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all'Università Roma Tre; Gian Paolo Manzella Direttore del Dipartimento XII della Provincia di Roma.
Le Giornate della Creatività e dell’Innovazione sono “una due giorni” di eventi, convegni ed esposizioni, un'occasione di incontro e confronto per gli attori della creatività e dell’innovazione che operano nell’area metropolitana. Un momento per conoscere quello che sta succedendo, chi si sta distinguendo, quali sono le direzioni intraprese.
Luogo della manifestazione, il 4 e il 5 luglio, sarà il Teatro India, presso Lungotevere Gassmann 1, a Roma.
Nell'illustrare l'iniziativa il presidente Zingaretti ha affermato: "Abbiamo iniziato quattro anni fa in un clima di diffidenza che pigramente pensava che lo sviluppo della città fosse legata a vecchi modelli di sviluppo. La prima grande scommessa era quella di fare sistema, perchè parliamo di un mondo ricchissimo ma molto frammentato. Le giornate vedranno protagonisti alcuni degli attori economici, che parteciperanno anche ai bandi di finanziamento che abbiamo messo in campo. Il secondo risultato e' quello di scommettere sul nuovo modello di sviluppo: abbiamo dimostrato che la pubblica amministrazione non è lontana dalla cittadinanza e che può stare nell' innovazione e aiutarla nel crescere, costruendo le reti e dando forza".
Per informazioni e per registrarsi all'evento www.romaprovinciacreativa.it
PROMEMORIA 30 giugno 1994 Incidente aereo a Tolosa. Un Airbus A330 precipita durante un volo di collaudo. Morte le sette persone a bordo, tra cui il capocollaudatore Airbus, Nick Warner, e due piloti Alitalia: Alberto Nassetti e Pier Paolo Racchetti.
Incidente aereo a Tolosa. Un Airbus A330 precipita durante un volo di collaudo. Morte le sette persone a bordo, tra cui il capocollaudatore Airbus, Nick Warner, e due piloti Alitalia: Alberto Nassetti e Pier Paolo Racchetti.
L'incidente di Tolosa è avvenuto il 30 giugno 1994, con l'impatto al suolo di un Airbus A330, in volo di collaudo, causando la morte di tutte sette le persone presenti a bordo.
Il 30 giugno 1994 presso gli stabilimenti dell'azienda Airbus Industrie sono in corso dei test sull'aeromobile A330-321, immatricolato F-WWKH. Il collaudo prevede un decollo in condizioni critiche, con chiusura volontaria del circuito idraulico e il blocco di uno dei due motori Pratt & Whitney. Ai comandi siede il capo collaudatore, l'inglese Nick Warner, accanto a lui Michel Cais (che l'inchiesta accerterà non essere in possesso del brevetto di pilota collaudatore) e l'ingegnere Jean-Marie Petit. A bordo sono stati invitati anche due piloti di linea Alitalia, presenti a Tolosa per partecipare ad uno stage commerciale sull'A330 per conto dei sindacati dei piloti ANPAC e "APPL" (in seguito Unione Piloti). I due piloti Alitalia, Alberto Nassetti e Pier Paolo Racchetti vengono invitati a bordo del volo di collaudo. Ad accompagnarli due dipendenti Airbus addetti alla direzione marketing, Philippe Tournoux e Keith Hulse.
L'incidente [modifica]
Dati tecnici: massa 147.700 kg, centraggio 42%, trim 2,2° a cabrare.
La fase di decollo vede il copilota Cais ai comandi.
+ 2 secondi dal decollo, la velocità è di 147 nodi, l'asse longitudinale è di 14° in aumento.
+ 4 secondi dal decollo, la velocità sale a 155 nodi, l'asse longitudinale è di 20° in aumento.
+ 6 secondi dal decollo, attivato il pilota automatico, la velocità è di 150 nodi e l'asse longitudinale di 24,6° in aumento.
+ 8 secondi dal decollo, entra in azione il pilota automatico e entra in "cattura di quota": la velocità è di 145 nodi e l'asse longitudinale è di 28° in diminuzione. Altezza 950 piedi (500 dal suolo). Velocità di salita 6000 piedi al minuto. Il motore di sinistra viene spento.
Tra + 10 e 12 secondi dal decollo, si chiude il circuito idraulico.
+ 12 secondi dal decollo la velocità scende a 129 nodi, asse longitudinale 25°.
+ 16 secondi dal decollo la velocità scende a 113 nodi.
+ 19 secondi dal decollo la velocità scende a 100 nodi, asse longitudinale 31,6°. Il comandante Warner disinserisce il pilota automatico.
+ 25 secondi dal decollo massima potenza e riacceso motore destro. Velocità scesa a 77 nodi, l'asse longitudinale è 15°, l'inclinazione delle ali dell'aereo è di 43° in rapido aumento.
+ 27,5 secondi dal decollo la velocità è di 85 nodi, l'asse longitudinale prossima a 00, l'inclinazione è di 85°.
+ 29,5 secondi dal decollo, la velocità è di 106 nodi, l'asse longitudinale di - 28° a picchiare e l'inclinazione di 110°.
+ 32 secondi dal decollo, la velocità è di 125 nodi, l'inclinazione è 43° in diminuzione.
+ 36 secondi dal decollo, la velocità è di 156 nodi, l'inclinazione è 18,3° a sinistra, l'asse longitudinale è - 16º. Impatto al suolo.
29 giugno, 2012
PROMEMORIA 29 giugno 2009 – A Viareggio un treno merci composto da 14 cisterne di Gpl deraglia. Da una cisterna si genera una fuga di gas da cui ha luogo un'esplosione causando crolli e incendi nelle case nel raggio di 200 metri. Il bilancio è di 32 morti e 25 feriti.
A Viareggio un treno merci composto da 14 cisterne di Gpl deraglia. Da una cisterna si genera una fuga di gas da cui ha luogo un'esplosione causando crolli e incendi nelle case nel raggio di 200 metri. Il bilancio è di 32 morti e 25 feriti.
L'incidente ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 è stato un grave disastro ferroviario verificatosi in seguito al deragliamento del treno merci 50325 Trecate-Gricignano; a causa della fuoriuscita di gas da una cisterna contenente GPL perforatasi nell'urto si è subito innescato un incendio di vastissime proporzioni che ha interessato la stazione di Viareggio, qualche centinaio di metri a sud del fabbricato viaggiatori della stessa, e le aree circostanti.
Convoglio
Il treno, composto da 14 carri cisterna, era trainato dalla Locomotiva E.655.175.[4] Il primo carro era immatricolato presso la compagnia ferroviaria polacca PKP ed era stato costruito nel 2004 e revisionato il 2 marzo 2009 da una società di Bozzolo (MN), la Cima Riparazioni, mentre gli altri 13 presso le ferrovie tedesche (Deutsche Bahn). I carri con il gas sono stati instradati lungo il binario del raccordo interno che collega la raffineria SARPOM a San Martino di Trecate (NO) alla rete ferroviaria convenzionale da FS Logistica, che prima avrebbe compiuto le operazioni di verifica della sicurezza dei 14 carri e alla Stazione di Novara sono stati agganciati al convoglio. Le cisterne del convoglio, tra cui quella da dove è fuoriuscito il gas che ha innescato l'incendio, appartengono alla multinazionale americana GATX (sebbene rechino l'insegna KVG, la quale è una società austriaca di proprietà di GATX Rail) e poi date in locazione a FS Logistica che ha utilizzato i carri per i servizi a Sarpom. I treni erano diretti senza alcuna sosta a Gricignano di Aversa in provincia di Caserta, destinato all'Aversana Petroli della famiglia Cosentino di Casal di Principe, sempre in provincia di Caserta.
Cronologia
Alle 23:48 CEST del 29 giugno 2009, il treno merci 50325 Trecate-Gricignano, con il suo convoglio di quattordici carri cisterna contenenti GPL, deraglia per cause probabilmente legate al cedimento del carrello del primo carro cisterna, che trascina fuori dai binari altri quattro carri. Solo dal primo carro, la cui cisterna viene perforata da un picchetto di tracciamento curva posizionato lungo la massicciata, fuoriesce il gas GPL che al contatto con l'ossigeno e alla prima possibilità d'innesco si è incendiato. I danni sono immediati e 11 persone muoiono in pochi minuti, investite dalle fiamme o travolte dal crollo degli edifici; 2 altre persone sono stroncate da infarto e decine sono ferite; di esse molte rimangono gravemente ustionate, e la maggior parte muore, molti anche a distanza di diverse settimane dall'evento. I due macchinisti sono rimasti indenni: dopo aver dato frenatura al convoglio si sono messi in salvo dietro ad un muro che li ha protetti dalla fiammata del gas innescato.
Il deragliamento si è verificato in corrispondenza del sovrappasso pedonale che scavalca il fascio binari sud della stazione ferroviaria, collegando via Burlamacchi con via Ponchielli. Il gas sembra essersi propagato in direzione di quest'ultima via, nella cui area si registra infatti il maggior numero di vittime, feriti e di edifici crollati o danneggiati. Alcune abitazioni sono state poi abbattute su ordinanza delle autorità comunali perché non più agibili o per costi di riparazione superiori ad una ricostruzione ex novo. Nei giorni successivi è stato inoltre abbattuto anche lo storico sovrappasso ("La Passerella") per i gravi danni strutturali riportati dallo stress termico.
In totale si contano 31 morti (33 contando i due deceduti per infarto) e 25 feriti. I funerali di Stato ai quali hanno partecipato almeno 30.000 persone si sono tenuti il 7 luglio[13] allo Stadio Torquato Bresciani per 15 defunti, altri 7 hanno ricevuto le esequie con rito musulmano in Marocco. Due altri morti, avvenuti indirettamente per infarto, non sono stati messi nella lista ufficiale.
Probabili cause
In attesa delle conclusioni ufficiali delle commissioni di inchiesta la probabile causa dell'incidente è attribuibile al cedimento strutturale di un asse del carrello del primo carro-cisterna deragliato.[15] La prima foto pubblicata sembra confermare che l'incidente sia stato provocato dalla rottura dell'asse per fatica (cricca della boccola), dato che la sezione fratturata mostra la classica superficie "marezzata" per il 90% della sua superficie. Questa modalità di rottura è tipica degli assili ferroviari e per prevenirla sono previste stringenti procedure cicliche di controllo, che nel caso di specie non sarebbero state rispettate.[senza fonte]
Commemorazione
Il 29 luglio 2009, ad un mese della strage, si tenne la prima commemorazione: una marcia silenziosa di circa 15.000 persone. Il 14 luglio 2009 si è celebrata una partita in memoria della strage allo stadio dei Pini di Viareggio, il cui devoluto è andato in donazione al Comune di Viareggio.
Vittime
Nazionalità Morti
Italiani 23
Marocchini 7
Ecuadoriani 2
Romeni 1
Totale 33
Le persone decedute a causa del disastro sono state 33. Undici sono decedute nell'esplosione e nel seguente incendio[23] e altre venti per le ustioni, nei mesi successivi. Vanno poi aggiunti due anziani deceduti per infarto presumibilmente causato dallo shock dello scoppio o dalla vista della scena del disastro[25].
Inchiesta giudiziaria
A sei mesi dall'incidente ferroviario, l'indagine giudiziaria volta a individuare le responsabilità della strage non ha ancora visto alcun indagato. Il 29 dicembre 2009 si è quindi verificata un'azione dimostrativa che ha portato al blocco di un Eurostar diretto a Genova (ore 21:17) e di un InterCity diretto a Livorno (ore 21:56).
Nel novembre 2009, sia la società GATX sia le Ferrovie dello Stato hanno annunciato la volontà di liquidare i danni dell'incidente, manifestando l'intento a pervenire in tempi brevi ad offerte di risarcimento congiunte con i familiari delle vittime. Solo un mese più tardi, tuttavia, la società GATX nega il risarcimento richiesto da quaranta parti lese. A questa situazione si aggiungono le dichiarazioni espresse da Moretti in occasione di un'audizione al Senato, nel febbraio 2010: l'amministratore delegato delle ferrovie declassa la sciagura ad uno a spiacevole episodio[28]. D'altro canto, però, il 22 dicembre 2009 un treno adibito al trasporto di gpl si è incendiato nei pressi di Grosseto: tra le località in cui il convoglio è transitato vi è anche Viareggio[29] e, sebbene non vi siano state conseguenze, il fatto getta un'ombra sulla sicurezza del trasporto di materiale pericoloso su ferrovia.
Il 29 marzo 2010, dopo nove mesi dall'incidente e nessun indagato, i familiari, gli amici e alcuni concittadini delle vittime si recano davanti alla procura di Lucca al fine di sollecitare le istituzioni a fare luce sulle responsabilità dell'incidente.[30]. I Comitati sorti all'indomani della tragedia hanno dato vita ad un sit-in che si è protratto per trentadue ore, trentadue come il numero delle vittime che l'incidente ha causato. Inoltre i Comitati hanno dato inizio ad una raccolta di firme per chiedere le dimissioni dell'AD di Trenitalia Moretti.
La svolta arriva il 21 aprile, allorché la Procura di Lucca rende noto che vi sono sette indagati. Non si conoscono tuttavia i nomi dei presunti responsabili.
Il 21 giugno 2010 la Procura di Lucca rende noto che l'inchiesta ha iscritto 18 persone nel registro degli indagati, sottolineando che "L'individuazione dei soggetti da sottoporre a indagine non può ritenersi allo stato conclusa" e che "il numero degli indagati potrebbe crescere "in rapporto ai vari profili di colpa identificati".[32] Di questi - riferiscono i quotidiani Corriere della Sera e Il Tirreno - si conoscono i nomi di quattro persone: i tedeschi Joachim Lehamann 42 anni, Andreas Schroter 44 anni, Uwe Kriebal 46 anni dell’officina Jungenthal di Hannover (dove fu controllato l'assile che rompendosi causò il deragliamento)[33] ed il mantovano Paolo Pizzadini, 44 anni, della Cima riparazioni di Bozzolo (MN).[34] Viene invece mantenuto il riserbo degli inquirenti sui nomi degli altri indagati. Lo stesso giorno, l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti dichiara: "Non escludo che io stesso sia coinvolto. Ogni qualvolta nella storia ci sono state cose di questo genere tutti quanti sono stati compresi negli avvisi di garanzia."
Il 16 dicembre 2010 la procura di Lucca ha emesso 38 avvisi di garanzia
28 giugno, 2012
PROMEMORIA 28 giugno 1946 – Enrico De Nicola è eletto Capo provvisorio della Stato italiano
Enrico De Nicola è eletto Capo provvisorio della Stato italiano
Enrico de Nicola (Napoli, 9 novembre 1877 – Torre del Greco, 1º ottobre 1959) è stato un politico e avvocato italiano, primo Presidente della Repubblica Italiana. Fu eletto Capo provvisorio dello Stato dall'Assemblea Costituente e dal 1º gennaio 1948, a norma della prima disposizione transitoria della Costituzione, assunse titolo ed attribuzioni del Presidente della Repubblica. Precedentemente era stato Presidente della Camera dei deputati dal 26 giugno 1920 al 25 gennaio 1924.
De Nicola, inoltre, è l'unico ad aver ricoperto sia la carica di Presidente del Senato sia quella di Presidente della Camera dei deputati. Nella sua vita è stato anche il primo Presidente della Corte Costituzionale, trovandosi così ad esser stato a capo di quattro delle cinque maggiori cariche dello Stato.
27 giugno, 2012
PROMEMORIA 27 giugno 1991 – La Slovenia, che due giorni prima aveva dichiarato l'indipendenza, viene invasa da truppe, carri armati e aerei della Jugoslavia. Ha inizio la guerra dei dieci giorni
La Slovenia, che due giorni prima aveva dichiarato l'indipendenza, viene invasa da truppe, carri armati e aerei della Jugoslavia. Ha inizio la guerra dei dieci giorni
Le guerre jugoslave sono state una serie di conflitti armati, inquadrabili tra una guerra civile e conflitti secessionisti, che hanno coinvolto diversi territori appartenenti alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia tra il 1991 e il 1995, causandone la dissoluzione.
Diverse le motivazioni che sono alla base di questi conflitti. La più importante è il nazionalismo imperante nelle diverse repubbliche a cavallo fra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta (in particolare in Serbia, Croazia e Kosovo, ma in misura minore anche in Slovenia e nelle altre regioni della Federazione). Influenti anche le motivazioni economiche, gli interessi e le ambizioni personali dei leader politici coinvolti e la contrapposizione spesso frontale fra le popolazioni delle fasce urbane e le genti delle aree rurali e montane, oltre che gli interessi di alcune entità politiche e religiose (anche esterne) a porre fine all'esperienza della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.
26 giugno, 2012
PROMEMORIA 26 giugno 1963 – John F. Kennedy pronuncia la famosa frase: Ich bin ein Berliner
25 giugno, 2012
PROMEMORIA 25 giugno 1991 – Jugoslavia: La Slovenia e la Croazia dichiarano la propria indipendenza dalla Jugoslavia
23 giugno, 2012
PROMEMORIA 23 giugno 1993 - Lorena Bobbitt evira il marito con un coltello da cucina
Lorena Bobbitt evira il marito con un coltello da cucina
Il caso Bobbitt è stato un fatto di cronaca del 1993 che ha avuto come protagonisti John Wayne Bobbitt (Buffalo, New York 23 marzo 1967) e Lorena Leonor Gallo (Bucay, Ecuador 31 ottobre 1970), una coppia statunitense divenuta celebre poiché Lorena tagliò parte del pene di John con un coltello da cucina.
La sera del 23 giugno 1993 la signora Bobbitt tagliò il pene di suo marito mentre dormiva nella loro casa di Manassas, in Virginia. Poi prese l'auto e lanciò la parte del corpo amputata fuori dal finestrino. La polizia lo cercò accuratamente, lo trovò, e fu ricucito chirurgicamente.
Nelle prime dichiarazioni alla polizia la donna, arrestata, spiegò che aveva tagliato il pene perché suo marito «arriva all'orgasmo senza aspettarmi. È egoista». Successivamente affermò che il marito abusava di lei, la picchiava e rincasava sempre tardi e ubriaco e quella sera, come ormai succedeva da troppo tempo, lui abusò di lei e poi si addormentò come nulla fosse. Fu accusata di "lesioni volontarie", venendo assolta nel 1997 poiché aveva provato un impulso irresistibile a ferire suo marito che aveva anche abusato fisicamente di lei. Le fu comunque ordinato di passare 45 giorni in una clinica psichiatrica.
John dovette rispondere alle accuse di violenza che derivavano dalle dichiarazioni di Lorena. Fu assolto dall'accusa di violenza matrimoniale nel settembre 1993. In seguito, acconsentì a interpretare un film pornografico per sfruttare la pubblicità indiretta derivata dalla grande visibilità mediatica della sua vicenda; il film fu intitolato John Wayne Bobbitt: Uncut. L'evidente doppio senso gioca con i molteplici significati del termine inglese uncut: letteralmente "non tagliato" ma anche "non circonciso" nel linguaggio comune e "non censurato" in gergo cinematografico.
22 giugno, 2012
PROMEMORIA 22 giugno 1946 – Viene emanata dal governo italiano, appena divenuto repubblicano, l'amnistia passata alla storia come l'amnistia Togliatti (questi era, infatti, il Ministro di Grazia e Giustizia dell'epoca).
21 giugno, 2012
Procedura aperta per selezione di Società di Gestione del Risparmio (SGR) per costituzione e gestione di fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso, non speculativo
Procedura aperta per selezione di Società di Gestione del Risparmio (SGR) per costituzione e gestione di fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso, non speculativo
La Provincia di Roma ha dato avvio ad una procedura aperta (ai sensi dell’art. 3, comma 37 e dell’art. 55 del D.Lgs. 163/2006 e ss.mm.ii.) da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi degli artt. 81 e 83 del D.Lgs. 163/2006, per l’individuazione di una Società di Gestione del Risparmio (SGR) di comprovata esperienza, con la quale stipulare un contratto avente ad oggetto il conferimento dell’incarico di istituire, costituire e gestire un Fondo immobiliare di tipo chiuso, non speculativo, ai sensi degli artt. 12-bis e 15 del D.M. 24 maggio 1999, n. 228, per l’acquisizione della sede unica dell’Ente e per la valorizzazione e dismissione di un portafoglio di immobili a prevalente destinazione terziario/uffici
Per consultare l’elenco degli immobili e per conoscere tutte le altre informazioni utili in merito alla Procedura, consultare su questo portale l’area “Gare”, sezione “Servizi e Forniture”
PROMEMORIA 21 giugno 1940 Vancouver (Columbia Britannica): inizia la prima traversata riuscita da ovest a est del Passaggio a nord-ovest
20 giugno, 2012
Accordo Provincia-Confesercenti per diffusione e-commerce
Accordo Provincia-Confesercenti per diffusione e-commerce
Mercati rionali a portata di click. La comodità di collegarsi da casa e da qualsiasi luogo a internet per ordinare la spesa al mercato e riceverla in qualsiasi momento.
È già attivo da due anni il portale www.almercato.net ma oggi, grazie ad un accordo tra la Provincia di Roma e Confesercenti provinciale la piattaforma di e-commerce per i mercati rionali di Roma prende nuovo vigore con una campagna di sensibilizzazione, promozione e formazione che prevede la realizzazione di seminari, convegni, workshop e un servizio di helpdesk con attivazione di un numero verde.
Il protocollo di intesa, siglato stamani nel mercato Trionfale, in via Andrea Doria dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e da quello di Confesercenti provinciale, Valter Giammaria, prevede infatti lo sviluppo delle competenze di cui avranno bisogno gli operatori dei mercati per l'implementazione dell' e-commerce, oltre ad un monitoraggio e al supporto della Provincia delle esigenze delle pmi associate a Confesercenti.
''Siamo disponibili - ha affermato il presidente zingaretti - a sostenere lo sviluppo del servizio in tutta la città. Qui sta la forza dell'Italia: quando unisce la qualità dei prodotti all'innovazione si arriva a standard unici al mondo ed è la sintesi dell'idea della città che vogliamo in cui si torna ad investire sui servizi immateriali. Questo protocollo interviene sulla mobilità perché può comportare una grande riduzione del traffico, ma anche sulla qualità della vita delle persone, che possono utilizzare al meglio gli orari della propria vita ''.
A Roma i mercati rionali sono 136, con 5 mila operatori, e al momento sono 150 i banchi che hanno aderito al progetto. In due anni gli ordini sono stati circa 5mila per un totale di 400 mila euro di vendite.
''I mercati romani - ha aggiunto Giammaria - stanno morendo perchè c'è poca attenzione dalle istituzioni e vogliamo rilanciarli. I migliori prodotti si trovano nei mercati, che svolgono anche un importante ruolo sociale''.
Erano presenti alla sigla dell' accordo anche il presidente del XVII Municipio, Antonella De Giusti e l' assessore provinciale al Bilancio, Antonio Rosati.
PROMEMORIA 20 giugno 1977 – Il petrolio inizia a scorrere attraverso il Trans-Alaska Pipeline System (TAPS)
19 giugno, 2012
Moda e Cinema a Palazzo Valentini. Sfilata di solidarietà per le popolazioni dell'Emilia
Moda e Cinema a Palazzo Valentini. Sfilata di solidarietà per le popolazioni dell'Emilia
Sarà Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, a fare da cornice alla sfilata di solidarietà a favore delle popolazioni dell’Emilia Romagna colpite dal sisma. Voluta dal presidente Zingaretti, la serata è l’occasione per raccogliere fondi attraverso un grande salvadanaio alto circa due metri, collocato all’ingresso del Palazzo.
Un’opera unica - realizzata artigianalmente da Adele Minestrini e donata all’Amministrazione provinciale - che permetterà raccogliere le donazioni degli ospiti da destinare a molti di quei cittadini che, a causa del sisma, hanno perso casa e lavoro.
Silvana Augero, ideatrice della kermesse, responsabile regia e coordinamento moda, insieme a Mara Parmegiani, giornalista ed esperta del settore, presenteranno la serata che si svolgerà all’aperto, nel cortile di Palazzo Valentini, coniugando cinema e moda e proponendo, oltre alla sfilata, anche una rassegna dei classici del grande schermo.
L’appuntamento – mercoledì 20 giugno, a partire dalla ore 20.30 – attraverso il cinema e l’haute couture, ripercorrerà la storia italiana degli ultimi 60 anni.
Decenni fortunati e felicissimi che videro alla ribalta una serie ininterrotta di film di Fellini, Rossellini, Luigi Magni - affidati ad interpreti come Giulietta Masina, Anita Ekberg, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Monica Vitti, Nino Manfredi, Elena Sofia Ricci, Claudia Cardinale, Audrey Hepburn, Gregory Peck, Sofia Loren, Anna Magnani – e che sarà raccontata attraverso una collezione di 30 abiti tra i più rappresentativi dell’Alta Moda Italiana.
Nella prima parte della serata, infatti, gli abiti di Fontana, Cappucci, Valentino, Galitzine, Antonelli, Egon von Fürstenberg, Balestra, Ferrè, Versace e Camillo Bona saranno i protagonisti sulla passerella e sullo schermo. Le creazioni di Capucci e Fontana sono state indossate dall'attrice Silvana Pampanini, altre da esponenti dell'aristocrazia italiana.
Interessante spazio poi per gli abiti dell’Alta Sartoria Italiana di Carmelo Salvatore Scionti che proporrà in passerella l’eleganza e la raffinatezza di capi interamente cuciti a mano, conosciuti in Italia ma anche all’estero. Un grande esempio di antica e preziosa arte sartoriale italiana, da sempre ossatura e fiore all’occhiello del made in Italy.
La seconda parte della serata sarà invece dedicata agli “stilisti nel contemporaneo” con le creazione di giovani promesse della moda: Eleonora Altamore, Sabrina Attiani, Ilaria Pascali, Verusca Neroni, Camillo Bona.
PROMEMORIA 19 giugno 1885 – La Statua della Libertà arriva nel porto di New York
18 giugno, 2012
PROMEMORIA 18 giugno 1858 – Charles Darwin riceve da Alfred Russel Wallace un documento che contiene conclusioni quasi identiche alle sue sull'evoluzione. Questo fatto spinge Darwin a pubblicare la teoria
Charles Darwin riceve da Alfred Russel Wallace un documento che contiene conclusioni quasi identiche alle sue sull'evoluzione. Questo fatto spinge Darwin a pubblicare la teoria
Alfred Russel Wallace (Usk, 8 gennaio 1823 – Broadstone, 7 novembre 1913) è stato un naturalista e biogeografo gallese. Formulò una teoria dell'evoluzione per selezione naturale, simile a quella di Charles Darwin nello stesso periodo in cui lo stesso Darwin elaborava la propria.
Ottavo di nove fratelli, Alfred Russel Wallace nacque a Usk, nel Galles sud-orientale, da una famiglia di umili condizioni. A 14 anni dovette abbandonare gli studi per motivi economici. Autodidatta, fece per alcuni anni l'agrimensore in compagnia del fratello William e il maestro di scuola. Nel 1848 intraprese, insieme all'entomologo Henry W. Bates una spedizione in Amazzonia. Per mantenersi economicamente raccoglieva esemplari naturalistici (insetti, uccelli, ecc.) che inviava a Londra all'agente Samuel Stevens, per essere venduti a musei o a collezionisti privati. Nel bacino del Rio delle Amazzoni, dove rimase fino al 1852, compì estese osservazioni biogeografiche che lo porteranno, alcuni anni dopo, a concepire l'idea dell'evoluzione delle specie.
Vistosi ridurre in cenere, nell'incendio della nave che lo riportava in Gran Bretagna, i diari e buona parte dei disegni, degli appunti e degli esemplari naturalistici raccolti nei quattro anni di lavoro in Brasile, Wallace intraprese nel 1854 un nuovo viaggio, questa volta da solo, nell'arcipelago indo-malese, dove rimase per otto anni. Nel 1855, mentre si trovava nel Borneo, scrisse il saggio «Sulla legge che ha regolato l'introduzione di nuove specie» (On the law which has regulated the introduction of new species), in cui espose le sue idee evoluzioniste, suggerendo dove e quando possono nascere nuove specie, senza però trovare il meccanismo alla base dell'evoluzione.
Ma solo pochi anni dopo (nel 1858), Wallace intuì che la selezione naturale poteva essere il tanto cercato meccanismo responsabile della modificazione degli organismi viventi e della comparsa di nuove specie, ossia dell'evoluzione. Espose immediatamente le proprie idee in un breve articolo (On the tendency of varieties to depart indefinitely from the original type) che spedì a Charles Darwin per un giudizio. Quest'ultimo, impressionato e turbato dall'incredibile somiglianza esistente tra l'ipotesi di Wallace e la propria teoria alla quale stava lavorando da vent'anni, inviò a Charles Lyell il manoscritto ricevuto, ritenendolo degno di pubblicazione. Su invito di Lyell e Hooker, Darwin accettò di pubblicare, insieme all'importante articolo di Wallace, alcuni estratti dei propri scritti inediti. La lettura pubblica dell'articolo congiunto di Darwin e Wallace, avvenuta il 1 luglio 1858 alla Linnean Society, rappresentò l'enunciazione ufficiale della teoria della selezione naturale al consesso del mondo scientifico. L'anno successivo, spronato dall'articolo di Wallace, Darwin si decise a pubblicare un ampio "riassunto" del proprio lavoro ventennale, inviando all'Editore Murray di Londra L'Origine delle specie (1859).
A Wallace si deve inoltre l'individuazione di una linea "invisibile" di discontinuità biologica nel sud-est asiatico; linea che Thomas Huxley battezzerà in seguito Linea di Wallace. Descrivendo tale confine bio-geografico Wallace riesce a dare una ragione delle strane differenze faunistiche che a volte si incontrano comparando faune in aree geografiche adiacenti. La diversa storia geologica dell'area indo-malese e dell'area australiana deve essere considerata responsabile dell'evoluzione indipendente delle rispettive faune. Per questo lavoro, Wallace viene considerato uno dei più illustri fondatori della bio-geografia.
Wallace non fu però soltanto un naturalista teorico e pratico. Con indomita passione si interessò anche di problemi sociali e politici: tra le tante campagne che Wallace intraprese e sostenne con convinzione, attraverso le pagine di pamphlet, riviste e giornali si ricordano, per il particolare impegno che vi profuse, quella per la nazionalizzazione delle terre e quella contro la vaccinazione obbligatoria. Tentò anche un'analisi critica delle cause della guerra e della disoccupazione nell'ingenua speranza che si potesse trovare un modo per porvi definitivamente rimedio.
Fu infine uno spiritualista e uno spiritista convinto. Infatti, nonostante fosse sicuro che la selezione naturale avesse giocato, e giocasse ancora un ruolo chiave nell'evoluzione degli organismi viventi, non si sentì mai di estendere tale meccanismo materialistico allo sviluppo delle facoltà intellettive e morali dell'uomo. In tale ambito avrebbero agito, secondo lui, nuove forze spirituali ancora ignote, quantunque non invisibili, come "testimoniavano" le apparizioni degli spiriti e certi fenomeni arcani che avvenivano durante le sedute spiritiche. Morì a Broadstone (Dorset) il 7 novembre 1913.
17 giugno, 2012
PROMEMORIA 17 giugno 1982 - Il corpo del "Banchiere di Dio", Roberto Calvi viene trovato penzolante dal Blackfriars Bridge di Londra
15 giugno, 2012
Presentato a Palazzo Valentini il libro “VISTI DA VICINO - Falcone e Borsellino gli uomini e gli eroi”
Presentato a Palazzo Valentini il libro “VISTI DA VICINO - Falcone e Borsellino gli uomini e gli eroi”
Ieri pomeriggio, alle ore 17.30, presso l'Aula Consiliare di Palazzo Valentini si è tenuta la presentazione del libro di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti “VISTI DA VICINO - Falcone e Borsellino gli uomini e gli eroi”, Aliberti Editore. In questa occasione è stato presentato anche l'album fotografico CAPACI - VIA D'AMELIO
Per l’Amministrazione provinciale di Roma - che ha patrocinato l’evento – ha partecipato l’assessore alle Politiche della Sicurezza e Protezione civile Ezio Paluzzi.
Insieme agli autori Francesco Viviano e Alessandra Ziniti sono intervenuti:
Luca Tescaroli, sostituto procuratore di Roma
Nino Di Matteo, sostituto procuratore di Palermo (in collegamento video)
Franco La Torre, Presidente della Consulta Provinciale Antimafia.
Alla presentazione del volume dedicato a Falcone e Borsellino, hanno partecipato il Capo della Polizia Antonio Manganelli ed il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli.
A moderare l'incontro, il giornalista e scrittore Gaetano Savatteri.
Il volume “Visti da vicino” - con la prefazione di Giancarlo Caselli - racconta la vita privata di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, attraverso le parole e le testimonianze di quanti hanno condiviso con loro momenti intimi.
Falcone e Borsellino, quando non indossavano la toga, raccontati negli interessi e negli affetti personali, appunto “visti da vicino”.
PROMEMORIA 16 giugno 1952 – La Camera dei deputati Italiana approva l'adesione alla CECA con 275 sì e 96 no
14 giugno, 2012
Sport: arriva ad Ostia la quinta edizione della World cup skateboarding. Presentazione a Palazzo Valentini
Sport: arriva ad Ostia la quinta edizione della World cup skateboarding. Presentazione a Palazzo Valentini
Approda a Roma, a Ostia, da venerdì a domenica, la quinta edizione della World cup skateboarding.
Skate, wrestling e street basket: per tre giorni il litorale romano sarà il palcoscenico mondiale degli ' action sport', discipline che raccolgono atleti da ogni parte del globo e tantissimi appassionati all' insegna dell' integrazione, della condivisione e dell' aggregazione.
L' evento è organizzato dall' associazione sportiva ' The spot' e da quella civica e culturale ' BuonVento', in collaborazione con la Provincia di Roma.
A presentare l' evento è stato oggi pomeriggio a Palazzo Valentini l'organizzatore e numero uno di ' The spot', William
Zanchelli, insieme al presidente della Provincia, Nicola Zingaretti.
La manifestazione più prestigiosa del circuito internazionale dello skateboard, completamente gratuita, andrà in scena in una doppia location, sul pontile di piazza Ravennati e nello skate park ' The spot' di Ostia, e al suo interno ospiterà anche
musica, arte e cultura, grazie anche alla presenza costante del ' RedBull tourbus', sul cui palco, sabato alle 22, si esibirà il
rapper Tormento. Tra i ' big' dello skate parteciperanno Andy MacDonald, Milton Martines, Kelvin Hoeffler e Leticia Bufoni,
praticamente il gotha della disciplina a livello mondiale.
L' associazione sportiva dilettantistica ' The spot', ha spiegato Zanchelli, "si occupa da anni di integrazione operando
con ragazzi che vivono in condizioni anche di grande disagio, e in questo senso abbiamo avuto incredibili risultati mediatici e
sociali".
Con questi grandi eventi, ha sottolineato l' organizzatore di World cup skateboarding, "portiamo importanti messaggi sociali ai ragazzi della periferia del litorale, dando loro esempi di skater, giocatori di basket, freestyler, pittori e writers. Sono orgoglioso della nostra associazione per quello che stiamo facendo".
"Quando neanche un anno fa sono entrato nello skate park dell'associazione a Ostia - ha raccontato il presidente Zingaretti - me ne sono subito innamorato. Non perché abbia ambizioni da skater, ma in quanto luogo esempio di come dovrebbe essere e affrontato il tema della vita all' interno dei quartieri. In quel pezzetto di terra si tocca con mano l' importanza che tra case, strade e negozi ci sia la vita, ed è l' esatto prototipo di quello che noi intendiamo con l' importanza degli spazi pubblici urbani, luoghi meravigliosi che senza vita sono destinati al degrado".
Il presidente della Provincia ha poi esaltato la "bellissima idea di collocare un evento mondiale in periferia, perché portare un popolo internazionale in un quadrante periferico ha un valore straordinario: globalizza la periferia e dimostra che si può creare economia anche qui”.
“Basta con questa demagogia – ha detto ancora Zingaretti – secondo cui la periferia viene usata solo per manovre
urbanistiche, la vita e la qualità della vita non sono proprie solo del Centro storico".
“Questa collaborazione – ha concluso Zingaretti – per noi non finisce qui. Saranno giornate molto importanti per tutta Roma, non solo per il litorale, sono sicuro che i benefici di una manifestazione con questi valori non si fermeranno solo alla gente di Ostia ma arriveranno fino a chi abita a Tor Pagnotta o alla Magliana".
PROMEMORIA 14 giugno 1994 – Padova: Clamorosa evasione dal carcere di Felice Maniero, capo della Mafia del Brenta
13 giugno, 2012
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12 giugno, 2012
Mercoledì 13 giugno l'incontro “De Mauro, Impastato, Siani. Morire per un’inchiesta. Il giornalismo nella realtà cinematografica”
Mercoledì 13 giugno l'incontro “De Mauro, Impastato, Siani. Morire per un’inchiesta. Il giornalismo nella realtà cinematografica”
Dopo l'incontro con il Procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso ed il giornalista de "la Repubblica" Attilio Bolzoni, il prossimo appuntamento con le “Lezioni Civili” si terrà mercoledì 13 giugno alle ore 18,00.
Tema della serata: “De Mauro, Impastato, Siani. Morire per un’inchiesta. Il giornalismo nella realtà cinematografica”. Interverranno il regista Marco Tullio Giordana ed il giornalista e sceneggiatore Andrea Purgatori.
In programma le letture, con Orsetta De Rossi, dell’ultimo articolo di Giancarlo Siani, “Nonna manda il nipote a vendere l’eroina”.
Vanno avanti così le “Lezioni civili” in ricordo di Falcone e Borsellino, che la Provincia di Roma promuove fino al 18 luglio 2012 a Palazzo Incontro, nel cuore della Capitale, in Via dei Prefetti n. 22.
Gli incontri fanno seguito all’inaugurazione della mostra fotografica “Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino vent’anni dopo”, a cura di Franca De Bartolomeis e Alessandra Mauro per Contrasto.
L’esposizione si tiene a Palazzo Incontro fino al 9 settembre 2012 con ingresso gratuito. L’orario d’accesso è dal martedì alla domenica ore 10 – 19.
Le “Lezioni civili” in ricordo di Falcone e Borsellino rientrano nell’ambito del programma “Il tempo della lotta alla mafia” , in calendario dal 21 maggio al 18 luglio.
In allegato si può consultare il programma completo delle “Lezioni civili”.
Si ricorda che le Lezioni rappresentano anche l’occasione per una raccolta fondi finalizzata allo start up della cooperativa sociale “Le terre di Rosario Livatino – Libera Terra Agrigento” con l’obiettivo di gestire i beni posti sotto sequestro del giudice Rosario Livatino (ucciso nel 1990) e poi definitivamente confiscati nel Comune di Naro (Agrigento).
Il progetto Libera Terra Agrigento è promosso da “LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, in collaborazione con CARITAS DIOCESANA e l’AGESCI.
Nell’illustrare tutto il progetto, il presidente dell’Amministrazione provinciale Nicola Zingaretti ha affermato: “È per dire no a tutte le mafie, per favorire una società aperta e libera che la Provincia di Roma ha promosso questa iniziativa, che abbiamo deciso di chiamare ‘Lezioni civili’ in memoria di Falcone e Borsellino e degli uomini delle rispettive scorte, uccisi tra la primavere e l’estate di vent’anni fa”.
“Dedichiamo le Lezioni civili – ha aggiunto Zingaretti – anche a Francesca Morvillo, a Pio La Torre, al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ai giornalisti Mauro De Mauro, a Giovanni Spampinato e Giancarlo Siani, al piccolo Santino Di Matteo, a Rita Atria. E ai tanti magistrati, giornalisti, imprenditori, carabinieri e poliziotti, gente comune, che hanno avuto soltanto il torto - o la ragione - di non accettare il silenzio a cui la mafia li avrebbe voluti costringere”.
“Uomini e donne – ha concluso il presidente Zingaretti – che hanno pagato anche con la vita la loro dedizione alla legalità, e che con il proprio impegno ci hanno insegnato che la mafia non può soltanto essere combattuta. Può essere sconfitta”
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11 giugno, 2012
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10 giugno, 2012
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09 giugno, 2012
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