17 novembre, 2006

Contro la mafia don Ciotti lancia gli Stati Generali. Dal 17 al 19 novembre a Roma appuntamento della società civile


Una tre giorni di "idee, percorsi, proposte per un rinnovato impegno" di tutti - associazioni, istituzioni, cooperative, scuole, parlamentari, magistrati, forze dell'ordine, giornalisti, intellettuali e artisti - nella lotta contro il crimine organizzato. L'iniziativa è di 'Libera', l'associazione antimafia presieduta da don Luigi Ciotti, e si svolgerà a Roma dal 17 al 19 novembre sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica che, il 15 novembre, riceverà al Quirinale cinquanta familiari di vittime della mafia e venti rappresentanti dell'associazionismo in lotta contro i clan. Ai lavori di 'Contromafie' prenderanno parte - oltre alle 2.500 persone che hanno già assicurato la loro presenza - anche il premier Romano Prodi e il presidente della Camera Fausto Bertinotti. "Siamo davanti a una vera e propria guerra - ha spiegato oggi don Ciotti durante la presentazione della 'convention' nella sede della Federazione nazionale della stampa - che negli ultimi dieci anni ha ucciso, in Italia, 2.500 morti di mafia, tra loro 155 vittime innocenti, dei quali 37 erano adolescenti e bambini". "Ma questa situazione drammatica - ha proseguito - non si risolve con la proclamazione delle varie situazioni di emergenza, ma con una azione continua e contemporanea di tutti: é mai possibile che alcune migliaia di delinquenti riescano a bloccare la libertà di un intero paese come il nostro? Il problema siamo noi, non la camorra, non la mafia". Per "liberare la libertà, per ridare cittadinanza e legalità a intere regioni", don Ciotti chiama a raccolta "l'Italia di chi vuole fare la propria parte fino in fondo". Il lavoro di testimoni 'scomodi' - pagato con la vita da 17 cronisti, da Ilaria Alpi, a Enzo Baldoni, Peppino Impastato, Giovanni Spampinato e Walter Tobagi - sarà ricordato nella mostra 'Il giornalismo che non muore'. La necessità di tenere viva la fiaccola del giornalismo di inchiesta - specie per illuminare le aree più colpite dal crimine - è stata sottolineata dal segretario della Fnsi Paolo Serventi Longhi e da Roberto Morrione, ex direttore di Rai News 24. E nella 'tre giorni' di don Ciotti ci sarà anche una 'notte bianca' - il 18 novembre dalle tre del pomeriggio alle tre del mattino, alla Casa del cinema di Villa Borghese - con la proiezione di documentari come 'La mattanza' di Carlo Lucarelli. Anche 57 vignettisti - da Vauro a Quino - daranno il loro sostegno, e la loro ironia, con le tre mostre 'Mafiacarton'. Prenderanno la parola, tra gli altri, tre sindaci che contro la mafia lavorano tutti i giorni: Rosa Russo Iervolino a Napoli, Gianni Speranza a Lametia Terme e Rosario Crocetta a Gela. "Non vorrei più dover consolare nessuno al quale la mafia ha tolto per sempre una persona cara - ha detto Stefania Grassi, figlia del commerciante 'antiracket' Libero, ucciso a Locri nel 1989 - ma vedo purtroppo che, in questi giorni, l' elenco delle persone innocenti uccise si sta allungando". Parole amareggiate anche quelle di Lorenzo Clementi, il marito di Silvia Ruotolo, uccisa a Napoli dalla camorra nove anni fa. "In città - ha detto riferendosi al rischio che i riflettori si spengano, un'altra volta, troppo presto - stiamo vivendo una situazione in cui la camorra e le istituzioni ci stanno trattando da sudditi, non da cittadini". Un campanello d' allarme per l'infiltrazione mafiosa nel Lazio - tra gli 'sponsor' di 'Contromafie' c'é la Regione insieme al Comune e alla provincia di Roma - è stato suonato dall'assessore Luigi Nieri che ha ricordato che nel territorio laziale ci sono "segnali preoccupanti" non solo per "le zone del litorale già commissariate ma anche per aree diverse che ormai, senza dubbio, stanno dentro meccanismi molto particolari". Sei le tematiche che scandiranno i lavori degli 'stati generali', tutte introdotte da 'testimonial' eccellenti: Sandro Donati (per una parola di libertà), Maria Falcone (per un sapere di cittadinanza), Carlo Lucarelli (per un dovere di informazione), Virginio Rognoni (per una politica di legalità), Giancarlo Caselli (per una domanda di giustizia), Tano Grasso (per una economia di solidarietà). Andrea Camilleri, Francesco Rosi, Angelo Branduardi sono tra gli ospiti che hanno accolto l' invito all'impegno rivolto da don Ciotti. Un saluto sarà portato anche da Oscar Luigi Scalfaro, il primo presidente della Repubblica che ha messo piede - in visita ufficiale - a Corleone.

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