13 luglio, 2010

PROMEMORIA 12 luglio 1814 - Italia: Istituzione, a Torino, dell'Arma dei Carabinieri, sotto il nome di Corpo dei Carabinieri Reali


Italia: Istituzione, a Torino, dell'Arma dei Carabinieri, sotto il nome di Corpo dei Carabinieri Reali.

L'Arma dei Carabinieri è una delle quattro forze armate italiane, con collocazione autonoma nell'ambito del Ministero della Difesa. È una forza militare di polizia in servizio permanente di pubblica sicurezza. Per via della sua doppia natura di forza militare e forza di polizia le sono devoluti compiti militari in cui concorre alla difesa del territorio italiano, garantisce la sicurezza delle rappresentanze diplomatiche italiane all'estero, partecipa alle operazioni militari in Italia e all'estero sulla base della pianificazione d'impiego stabilita dal capo di Stato Maggiore della Difesa, esercita le funzioni di polizia militare nonché, ai sensi dei codici penali militari, di polizia giudiziaria militare alle dipendenze della giustizia militare; nell'ambito dei poteri di polizia esercita le funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza.
Nel 2006 l'Arma dei Carabinieri contava un totale di 112.226 persone di cui 1077 donne così ripartite: 3.862 ufficiali, 29.034 ispettori, 19.156 sovrintendenti, 58.843 appuntati e carabinieri, 1.331 allievi.

Storia

Il corpo fu creato da Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, con lo scopo di fornire al Piemonte un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie. I compiti di polizia in quel periodo erano svolti dai Dragoni di Sardegna, corpo creato nel 1726 e composto da volontari, mentre parallelamente andava sviluppandosi il progetto di un apposito Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Dopo l'occupazione di Torino da parte dei soldati francesi, alla fine del XVIII secolo, quando questi lasciarono il campo alla famiglia Savoia, con la legge reale del 13 luglio 1814 ("Regie Patenti"), fu istituito il Corpo dei Reali Carabinieri, al quale vennero via via assegnate crescenti funzioni di polizia. Essi raccoglievano l'eredità dei Reali Cavalleggeri che, a loro volta discendendo dal corpo dei Cacciatori Reali (poi riuniti nel Corpo dei Moschettieri di Sardegna), avevano maturato ragioni d'onore nella lotta al brigantaggio in Sardegna; dai Cacciatori derivano anche i Granatieri (appunto detti "di Sardegna"), la cui storia divide non pochi elementi con quella dei Carabinieri. Da un punto di vista militare, si trattava di un corpo di fanteria leggera, e dunque più elitario rispetto ad un corpo di fanteria di linea; il primo personale arruolato fu infatti selezionato nell'eccellenza dei reparti piemontesi e per molto tempo restò un corpo d'élite (si pensi, ad esempio, che tutti i Carabinieri dovevano saper leggere e scrivere, capacità al tempo davvero minoritarie). L'arma tipica era ovviamente la carabina, non più in uso solo da qualche anno per ovvi motivi di tradizione. Quest'ultima è stata recentemente del tutto sostituita con il fucile d'assalto Beretta AR 70/90. I Carabinieri vennero costituiti in " Arma " (così si chiama ciascuna delle componenti dell'Esercito) il 30 settembre 1873 diventando così la prima Arma dell'Esercito, o "l'Arma" per antonomasia.

Come Arma i Carabinieri hanno combattuto in ogni conflitto nel quale l'Italia sia stata coinvolta, riportando molte perdite in termini di vite umane e componendo un imponente medagliere per atti eroici compiuti in ogni parte del mondo. I Carabinieri sono particolarmente orgogliosi della memoria del vice brigadiere Salvo D'Acquisto, che morì a Palidoro, vicino a Roma, durante la seconda guerra mondiale, ucciso dai tedeschi per rappresaglia dopo essersi autoaccusato, benché innocente, per salvare 22 condannati a morte per un presunto attentato nel quale erano morti due militari germanici. La storia dei Carabinieri è coronata di molti altri simili comportamenti altruistici, circostanza che ha garantito da sempre una grande popolarità all'Arma da parte della popolazione. Il contraltare della storia, però, porta ad annotare come l'Arma, e ciò è visibile anche nei vari documentari LUCE, abbia anch'essa marciato con il passo dell'oca pur nella sua intrinseca e capibile qualità di prima Arma del Regio Esercito. C'è da dire anche che all'Arma, in esecuzione delle proprie speciali prerogative sulle altre Forze armate , durante la Prima guerra mondiale fu richiesta la rigida applicazione delle norme del Codice Penale militare, allora in vigore, sui combattenti che si rendevano responsabili dei reati consumati "in zona di guerra e di fronte al nemico" (ad es. codardia, diserzione) e durante il periodo della dittatura fascista si ritrovarono a dover applicare le rigide leggi razziali. Va pur tuttavia ricordato che circa 2.700 carabinieri subirono la deportazione per essersi rifiutati di applicarle.

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