28 giugno, 2007

PROMEMORIA 28 giugno1914 - Francesco Ferdinando d'Austria e sua moglie Sofia vengono uccisi da un nazionalista serbo Gavrilo Princip


Francesco Ferdinando d'Austria e sua moglie Sofia vengono uccisi da un nazionalista serbo Gavrilo Princip, l'episodio diventa il casus belli della prima guerra mondiale

Con l'espressione prima guerra mondiale (per i contemporanei Grande Guerra) si intende il conflitto cominciato il 4 agosto 1914 a seguito dell'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell'Impero Austro-Ungarico, compiuto a Sarajevo (Bosnia) il 28 giugno 1914 da parte del nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip, e conclusosi l'11 novembre 1918.
Il conflitto vide scontrarsi due schieramenti di nazioni, da una parte gli Imperi Centrali (tra tutti Impero germanico e Impero Austro-Ungarico) e dall'altra l'alleanza chiamata Triplice intesa (tra tutti Regno Unito, Francia, Russia e Italia). La guerra si concluse con la vittoria dell'Intesa.
Alcuni membri del governo austriaco pensavano che la campagna contro la Serbia sarebbe stata il rimedio perfetto ai problemi politici interni dell'impero. Nel 1914 il governo dell'Impero Austro-Ungarico aveva infatti una struttura "dualistica": Austria e Ungheria avevano essenzialmente due governi separati sotto lo stesso monarca. Il governo magiaro manteneva il controllo sulla politica di difesa, ma era dipendente da quello austriaco per questioni come l'approvazione del bilancio.
L'assassinio di Francesco Ferdinando, il 28 giugno del 1914 a Sarajevo, creò l'opportunità tanto cercata da alcuni leader austriaci di poter contare su un piccolo regno slavo. I cospiratori vennero accusati dalle autorità Austro-Ungariche di essere stati armati dalla fantomatica Mano Nera, un raggruppamento nazionalista pan-slavo collegato ad ambienti governativi serbi.
Con il supporto della Germania, l'Austria-Ungheria, che agì principalmente sotto l'influenza del Ministro degli Esteri Leopold von Berchtold, il 23 luglio 1914 inviò alla Serbia un ultimatum composto da 15 punti, difficilmente realizzabili, che doveva essere accettato nel giro di 48 ore per evitare la guerra. Il governo Serbo accettò tutte le richieste meno una (quella che avrebbe permesso alla polizia austriaca di condurre le indagini nel territorio serbo al posto delle forze dell'ordine locali). L'Austria-Ungheria ruppe perciò le relazioni diplomatiche il 25 luglio e dichiarò guerra il 28, tramite telegramma inviato al governo serbo.
Il governo russo, che nel 1909 si era impegnato a garantire l'indipendenza della Serbia in cambio che questa consentisse l'annessione della Bosnia all'Austria, mobilizzò le sue riserve militari il 30 luglio a seguito dell'interruzione nelle cruciali comunicazioni telegrafiche tra Guglielmo II e Nicola II di Russia, che era sotto pressione da parte del suo staff per prepararsi alla guerra. La Germania richiese, il 31 luglio, che la Russia ritirasse le sue forze, ma il governo russo persistette, in quanto la demobilitazione avrebbe reso impossibile riattivare la pianificazione militare in tempi brevi. La Germania dichiarò guerra alla Russia il 1° agosto e due giorni dopo contro il suo alleato, la Francia.
Lo scoppio del conflitto è spesso attribuito alle alleanze stipulate nei decenni precedenti: Germania-Austria-Italia e Francia-Russia; con Gran Bretagna e Serbia allineate a queste ultime. In effetti nessuna delle alleanze venne attivata fin da subito, anche se la mobilitazione generale russa e la dichiarazione di guerra tedesca contro la Francia furono motivate dalla paura che l'alleanza avversa venisse posta in gioco.
La dichiarazione di guerra britannica contro la Germania (4 agosto), per esempio, non fu il risultato di intese ufficiali con Russia e Francia (ufficialmente non era alleata a nessuna delle due nazioni), ma fu causata dall'invasione tedesca del Belgio (la cui indipendenza la Gran Bretagna aveva garantito di sostenere fin dal 1839), il quale si trovava sul percorso pianificato dai tedeschi per l'invasione della Francia.

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